Cosa cambia quando si diventa papà

Se sei arrivato qui, è molto probabile che tu sia prossimo a diventare papà. E allora, prima di tutto, auguri! Stai per affrontare una delle esperienze più entusiasmanti della tua vita ed è bene che tu ti viva con il massimo trasporto quest’avventura nella quale verrai catapultato. Come in tutti i campi è bene raccogliere un po’ di informazioni prima di gettarsi a capofitto in quella girandola di emozioni e sensazioni che avere un figlio può trasmettere.

Come si modificheranno le tue giornate? Cosa cambierà nel tuo stile di vita? Quali rinunce dovrai fare? Quali novità ti aspettano? Partendo dal presupposto che ognuno ha la propria realtà e il proprio background e ogni situazione va analizzata in maniera diversa, si può cercare di riassumere quali sono gli standard che tutti i neopapà si trovano davanti nel momento in cui fanno il grande salto.

Diventare papà: i primi 3-6 mesi

Tralasciando tutto il turbinio di emozioni che ti susciterà il parto e i giorni immediatamente successivi, devi considerare che la tua vita sarà almeno per i prossimi 3 mesi scandita profondamente da tutto ciò che riguarderà il nuovo arrivato.

Ti sembrerà di avere un ruolo marginale, potrà capitare che tu possa sentirti messo da parte, potrai addirittura essere geloso di tutte le attenzioni che tua moglie dedicherà al piccolo ma il tuo compito in questa fase è quello di supportare la tua compagna che sta attraversando un momento bello ma molto complesso, sia dal punto di vista emotivo, sia dal punto di vista ormonale. La tua presenza, nell’ombra e nei piccoli dettagli imperscrutabili, è fondamentale, soprattutto in questo periodo.

Ma cosa puoi fare nella pratica? Essere comprensivo, prima di tutto: la tua dolce metà sarà al centro di mille attività. Lei è un punto di riferimento fondamentale per il neonato: lo è per la soddisfazione del bisogno primario del latte, lo è anche per il legame indissolubile che si sta creando dal punto di vista affettivo, lo è nei momenti di relax e lo è nelle mille cose pratiche in cui i maschietti sono meno abili.

Dare respiro cercando di sostituirsi quando possibile e essere una buona spalla dialettica può essere molto utile alla mamma per staccare la mente e il corpo da quello che diviene un pensiero costante. Per questo motivo, la tua routine giornaliera potrà subire qualche piccolo scombussolamento e dovrai organizzare le giornate in modo che la tua figura quando necessaria sia presente. Per approfondire la questione, sul sito MestiereMamma.it puoi trovare una lista dettagliata di tutte le cose che devi sapere sul diventare papà: è un elenco che ti regalerà spunti interessanti, qualche risata e, siamo certi, anche una lacrimuccia di emozione.

Cosa cambia dopo l’anno di età

Diciamo che il primo anno è andato a gonfie vele, la tua dolce metà ha superato in maniera incoraggiante i momenti complicati ed ora il piccolo inizia ad interagire con voi in un modo che non potevi immaginare. Il tuo supporto emotivo e da gregario ha dato i suoi frutti ed ora vuoi recuperare i tuoi spazi, sia all’interno della tua vita, sia all’interno del cuore della tua dolce metà.

Questo può essere un buon momento in questo senso: l’unione familiare è stata rinsaldata dal nuovo arrivato e ora la routine giornaliera è ben definita. Ci sono spazi di manovra molto più ampi all’interno della giornata: avrai probabilmente più tempo per tornare alle attività che avevi accantonato per un po’ e dal punto di vista relazionale avrai modo di ricreare quell’intimità e quel rapporto idilliaco con tua moglie.

Il tuo compito ora può essere più assimilabile alle attività pratiche: se sei un tipo a cui piace cimentarsi in attività nuove, non ti sarai fatto sfuggire la possibilità di imparare a preparare la pappa, cambiare i pannolini, fare il bagnetto o leggere una bella favola al tuo piccolo. Tutti momenti che da una parte saranno fondamentali a creare un legame esclusivo con tuo figlio e dall’altra daranno alla tua metà la possibilità di rifiatare e iniziare a riconquistare la sua vita e la sua femminilità di donna.

Sono arrivati i 3 anni: cosa cambia a questo punto?

Il tuo piccolo è arrivato ai 3 anni: un’età in cui le difficoltà iniziali sono definitivamente superate e inizia la parte divertente. I giochi sono più elaborati e divertenti, la relazione e l’affetto che si sono creati hanno preso binari più ‘maturi’.

Ormai sei calato nel ruolo a tutti gli effetti: non sei più un neopapà, sei un vero e proprio papà. L’asilo, le prime attività extrascolastiche, i viaggi insieme, la scoperta quotidiana: tutte emozioni meravigliose che ti porterai nel cuore per il resto della vita. Il tuo percorso per diventare genitore è ormai esaurito ed altre sfide ti aspettano. Come dice un detto popolare, in tutta la sua saggezza: figli piccoli, problemi piccoli; figli grandi, problemi grandi.

Avrai ancora qualche anno per goderti con spensieratezza il tuo piccolo cucciolo. Tra un po’ arriverà l’adolescenza e forse ogni dinamica precostituita andrà riformulata.