Energia eolica: una soluzione green

Il tema energetico è ormai sulla bocca di tutti perché desta preoccupazione sia nel mondo politico (la geopolitica gioca ruoli fondamentali per la prosperità di una nazione) che nei comuni cittadini a causa delle bollette in aumento.

Se c’è una cosa su cui bisogna prestare attenzione è quello di fare in modo che le nuove tecnologie per produrre energia rinnovabile e pulita siano con il più basso impatto ambientale possibile.
È cosa nota ormai che in Europa l’energia nucleare è sul punto di essere considerata “energia verde” al pari di energia solare e impianti eolici, in quanto non produce CO2, causa principale del cambiamento climatico, ma è altrettanto vero che il nucleare (almeno quello delle attuali centrali) porta con se molti altri dubbi e perplessità, a volte leciti e altri no.

Vediamo perciò in questo articolo alcuni aspetti rilevanti sull’ambiente per quel che riguarda i “giganti del vento”, ovvero gli impianti eolici offshore.

Ovviamente ricordiamo che nel settore dell’energia eolica non esistono solo i parchi eolici con pale alte 100 metri, ma esiste un settore dedicato alla creazione di energia domestica con micro eolico verticale, cioè piccoli impianti eolici da 3-4 Kw che possono soddisfare le esigenze domestiche in zone dove vi sia un minimo di vento costante.

Tornando a noi, nei mari europei sono in funzione attualmente più di 100 parchi eolici con un numero di turbine eoliche che supera le 5000 unità, il che significa piloni che vanno a profondità anche maggiori di 25 metri e altezze che sfiorano i 115 metri.
Questo va sicuramente ad impattare con flussi marini e aerei di pesci e volatili.

Impianti offshore e impatto sulla pesca

Alcuni dicono, senza numeri alla mano, che una pala eolica in alto mare deturpa l’ambiente marino, ma in realtà la struttura metallica sommersa funziona un po’ come una scogliera, ed in effetti alcune specie di pesce sembrano addirittura preferire questo tipo di “scogliere”.

Nei mari del nord sie è notato come il merluzzo nordico preferisce queste strutture perché favoriscono la vita di microorganismi che si attaccano ad essi, popolando così la zona di molluschi e crostacei che rappresentano del buon cibo.
Insomma, piccole barriere coralline o scogliere in altro mare, d’altronde è risaputo che in alcune zone per ripopolare le barriere coralline affondano appositamente dei relitti per favorire l’attecchimento di micro organismi.

Poi, non dimentichiamo mai l’effetto “secondario” del produrre energia tramite l’eolico, cioè inquinare meno l’ambiente con emissioni di CO2 prossime allo zero (bisogna calcolare tutto il ciclo produttivo di una pala eolica) che sicuramente porta beneficio a tutto il regno animale.

In Cina, nella baia di Laizhou, è addirittura previsto un progetto di realizzare un parco offshore proprio con l’intento di favorire la vita sottomarina creando un ecosistema adatto.
I progettisti prevedono oltre all’installazione delle pale eoliche che già fungono da scogliere artificiali, anche la posa di sei scogliere artificiali per creare l’habitat adatto a granchi, molluschi, micro organismi, pesci e uccelli marini, in modo da ricreare un vero e proprio ecosistema.

Ovviamente quando in Cina decidono di affrontare una sfida lo fanno con imponenti investimenti, e questo progetto prevede una spesa di circa 700 milioni di euro, con la previsione di essere operativi entro il 2024.

Un altro punto a favore di questa teoria delle “scogliere artificiali” è uno studio condotto dal ricercatore Dan Wilhelmsson ( dipartimento di Zoologia – Università di stoccolma) dove dichiara che le varie strutture possono accogliere molte specie marine diverse, e nelle zone degli impianti offshore è stata notata un abbondanza ittica maggiore rispetto alle zone vicine.

Inoltre, modificando in maniera opportuna rocce, fondali e strutture si possono favorire alcune specie rispetto ad altre.
Ad esempio, sulle fondamenta di alcuni impianti sono stati eseguiti appositi fori per favorire la vita dei granchi, che effettivamente hanno gradito la nuova casa e si sono moltiplicati.

Ovviamente bisogna stare attenti a non favorire troppo alcune specie predatrici rispetto ad altre che potrebbe subirne le conseguenze.

Eolico offshore e gli uccelli della fauna marina

Anche per gli uccelli marini sono stati eseguiti alcuni studi in merito al disturbo che le pale eoliche potrebbe dar loro, ma anche sull’impatto che potrebbero avere sul flusso migratorio di alcune specie.

È stato constatato infatti, con l’analisi di dati reali, che tutte le perplessità e battaglie condotte per la causa “le pale eoliche uccidono gli uccelli”, si basano su credenze errate.

Ad esempio, su The Condor, un giornale a tema “ornitologia”, hanno pubblicato una ricerca dello Smithsonian Conservation Biology Institute che ad incidere sulle rotte migratorie sono di più palazzi e grattacieli rispetto alle pale eoliche, ed anche se si va a guardare quanti uccelli muoiono ogni giorno a causa di impatti con auto e camion, anche li il numero è decisamente maggiore rispetto alle collisioni con pale eoliche.

Insomma, è un po’ come la paura di volare: è più rischioso un viaggio in auto che in aereo, ma la percezione è diversa.
Poi, come anche per le specie marine, oggi è più importante combattere il cambiamento climatico, bloccare le emissioni di CO2 in atmosfera, e l’uso di energia rinnovabile creata con l’eolico, è più che benvenuta per onorare la causa.