Decreto per la produzione di energia elettrica

In questo periodo storico in cui dobbiamo fare i conti con i cambiamenti climatici, ricorrere a fonti alternative ecosostenibili pare essere una soluzione da non scartare per nulla.

Enel produttori, infatti, da molti anni si occupa degli imprenditori e dei privati che vogliono immettere l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili scambiandola o immettendola nella rete di produzione a cui sono collegati. Da questo punto di vista, a partire da agosto 2019, sono state introdotte delle novità importanti in termini di detrazioni fiscali. Vediamo insieme.

Tra le maggiori novità apportate da questo nuovo emendamento è sicuramente la suddivisione in gruppi delle varie fonti di energia rinnovabili, che rappresentano le casistiche per l’accesso ai bandi riguardanti gli incentivi. Fondamentalmente, i gruppi sono 4:

  • il gruppo A: in cui vengono raccolti gli impianti di tipo eolico on-shore e fotovoltaico;
  • il gruppo A2: per gli impianti fotovoltaici con potenza inferiore a 1MW, dopo la rimozione di amianto ed eternit;
  • il gruppo B: riservati agli impianti idroelittrici e a gas;
  • il gruppo C: i rifacimenti di impianti eolici, idroelettrici e a gas.

Come si sta attrezzando Enel?

Enel, nel suo piano strategico 2020-2022, (decreto https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2019/08/09/19A05099/sg) mette a disposizione investimenti per 14 miliardi di euro in ottica di sostenibilità. Il piano prevede una massiccia decarbonizzazione in favore di nuovi combustibili come il gas metano.

Le centrali di Brindisi, La Spezia, Civitavecchia e Fussina verranno quindi convertite e la multinazionale dell’energia elettrica, porterà una riduzioni di emissioni del 70%, portandovi un aumento della produzione del 68% entro il 2022.

E non finisce qui, la Multinazionale dell’Energia Elettrica italiana, sta facendo grossi investimenti anche Oltreoceano per avviare le operazioni per il primo impianto rinnovabile in Messico.

Nello Stato di Tlaxcala, EGP ha installato pannelli solari bifacciali che ha portato EGPM  a gestire circa 2300 MW di capacità frazionata in: 977 MW energia eolica, 1308 MW da energia solare e 53MW da energia idroelettrica.

Inoltre, sempre nel continente Americano, ha stretto accordi con la multinazionale per la produzione di biscotti Mondalez. Con questo accordo, la Enel Green Power ridurrà di 80 mila tonnellate di emissioni di Co2 causate dalla produzione di biscotti. L’impianto verrà realizzato ad Upton in Texas, avrà una capacità totale di 497 MW e, una volta a regime, raggiungerà circa 1,2 TWh all’anno, evitando 800 mila tonnellate di emissioni all’anno e raggiungendo gli Impact Goals nel 2025.

Nelle energia rinnovabili, l’Italia è al settimo posto

Anche grazie ad Enel che con i suoi progetti di investimento e con la rete di Enel produttori, sta contribuendo a mantenere l’Italia nella TOP 10 dei Paesi che investono di più sulle fonti rinnovabili.  I grandi imprenditori hanno capito che la green economy porti dei grandi guadagni. Dal 2010 al 2019, infatti, sono stati investiti fino a 2500 miliardi di dollari nelle fonti rinnovabili, portando così una produzione mondiale da 414 GW a 1650 GW di corrente elettrica.

I maggiori investimenti sono stati fatti nell’energia solare, aumentando la sua capacità di oltre 26 volte passando da 25 GW a 663 GW. Una capacità tale che può soddisfare il fabbisogno energetico per circa 100 milioni di case negli Stati Uniti.

Tra i Paesi che investono di più in energia rinnovabili troviamo:

  • Cina con 758 miliardi di dollari tra il 2010 e la prima metà del 2019;
  • Stati Uniti con 356 miliardi di dollari;
  • Giappone con 202 miliardi di dollari;
  • Germania con 179 miliardi;
  • Regno Unito con 90 miliardi;
  • Italia 82 miliardi.

In Europa, nel decennio che sta per terminare, sono stati investiti circa 272,9 miliardi di euro, un messaggio forte e chiaro e, soprattutto, in linea con il Programma delle Nazione Unite per l’Ambiente.