BlastingNews: cos’è questo e qual è la sua storia

Se navigate il web alla ricerca di notizie di vario tipo, dallo sport, alla politica, passando per la cronaca, indugiando anche per l’immancabile gossip, avrete sicuramente sentito parlare di una piattaforma chiamata BlastingNews. A prima vista si tratta di un portale simile ad altri reperibili su internet, ma se si indaga e si va a fondo si capisce la particolarità di questa fonte di informazione. Andiamo a scoprire per quale motivo questo sito è così famoso e quale è la peculiarità che lo rende del tutto fuori dall’ordinario.

BlastingNews: il portale del giornalismo partecipativo

La storia di questo portale arriva dal lontano 2010: BlastingNews riceve l’eredità di un altro sito che aveva una natura profondamente diversa rispetto a quella attuale. All’epoca, SuperMoney (il nome che i fondatori aveva declinato per la loro prima release del progetto) costituiva un vero e proprio portale per il confronto dei prezzi di tariffe di diverso tipo: si potevano effettuare il paragone e scovare l’offerta migliore in merito a bollette del gas, della luce, ad abbonamenti alla connessione internet o a polizze assicurative.

Un sistema che aveva portato i creatori ad ideare una piattaforma parallela chiamata SuperMoneyNews che fungesse da supporto al sito padre per offrire approfondimenti, recensioni e consigli agli utenti che approdavano sul comparatore. Con una particolarità: a creare i suddetti contenuti non erano autorizzati solo copywriter o giornalisti professionisti ma… chiunque. Ebbene sì, l’idea che ha di fatto rivoluzionato il mondo del giornalismo web fu di dare la possibilità a chiunque avesse voglia di tentare l’avventura della scrittura con ottime possibilità di monetizzazione dei propri articoli. Gli ottimi risultati raggiunti durante l’anno di vita dell’esperimento hanno fatto maturare nell’ideatore Andrea Manfredi la possibilità di fare il grande salto: SuperMoneyNews diventa quindi BlastingNews.

Come avviene la monetizzazione?

La particolarità del progetto di BlastingNews è proprio nella possibilità che viene concessa a chiunque di vedere remunerato con un criterio meritocratico il proprio lavoro: per ogni pezzo pubblicato viene conteggiato il numero di visualizzazioni ricevute e in base ad un preciso tariffario va a generare la somma che il contributore, chiamato ‘blaster’, va ad accumulare sul proprio account.

I criteri per essere accettati all’interno del sistema sono stati di recente resi più stringenti per evitare che la qualità dei contenuti scendesse oltre un limite ritenuto inaccettabile.

Come vengono pubblicati gli articoli?

In questo senso va detto che non tutti gli articoli inviati possono essere pubblicati: in prima istanza, si deve chiaramente rispettare un vademecum di regole ben definite che comprendono specifiche nozioni relative alla scrittura sul web (regole della seo e di leggibilità su tutte).

In secondo luogo un filtro meccanico controlla se l’articolo è stato effettivamente redatto dalla persona che lo ha inviato: un algoritmo effettua un check del testo ricevuto andandolo a confrontare con la miriade di articoli presenti sul web alla ricerca di eventuali copia/incolla o tentativi di plagio. In terzo luogo, l’articolo subisce un dettagliato controllo umano, garantito da una redazione di copywriter professionisti che hanno il compito di valutare altri aspetti legati alla veridicità della notizia, all’eventuale presenza di fake news e anche all’esposizione accattivante agli occhi dei potenziali lettori.

Un sistema rodato che in questi anni ha generato milioni di visualizzazioni e di entrate economiche, in Italia e in decine di altri paesi nel mondo. Risultati che hanno infastidito non poco e che, a detta di Manfredi, hanno generato malumori e un massacro generale da parte dei vari organi di settore. Prima l’Ordine dei Giornalisti poi l’Inpgi hanno effettuato controlli ritenuti eccessivi dai creatori che hanno preso così la decisione di trasferire tutta la struttura del progetto in Svizzera a Chiasso, attuale sede di BlastingNews.