Sconfiggere la tendinopatia: conoscere i sintomi e le cause per trovare i rimedi

La tendinopatia è un disturbo che colpisce, come si può già intuire dal nome, i tendini. Sentendo quest’ultimo termine, la prima cosa che ci viene in mente è sicuramente il “Tendine d’Achille” posto nella parte posteriore e inferiore della gamba. Collega il polpaccio, il gastrocnemio ed il soleo al calcagno.

Nel corpo umano non c’è un solo tendine, come in molti pensano, ma a conti fatti i tendini sono ben 267, tutti differenti tra loro (per forma e lunghezza). Praticamente si tratta di strutture di tessuto connettivo fibroso utile a collegare i muscoli alle ossa. Quindi la tendinopatia può colpire qualsiasi parte del nostro corpo (ove presenti i tendini) causando dolore (spesso locale), gonfiore, indolenzimento, immobilità e rigidità.

Tendinopatia: le cause

La tendinopatia non va confusa con la tendinite o la tendinose, ma si tratta di un disturbo di tutt’altro genere. Solitamente i tendini più colpiti sono quelli della spalla, dell’avambraccio, del gomito, del bacino, dell’anca, del ginocchio e infine anche il noto tendine d’Achille.

Le cause della comparsa di questo disturbo sono da imputare ad un trauma di carattere fisico o, ben più spesso, da un sovraccarico funzionale del tendine stesso (ovvero quello colpito da tendinopatia). Per quanto riguarda quest’ultimo caso, i problemi si riscontrano dopo aver eseguito movimenti o gesti errati, ma anche in caso di eccessivo carico sul tendine in questione (es. sollevamento pesi).

Ma, come già detto, l’origine del trauma può essere anche imputato a diversi traumi come ad esempio una caduta accidentale, un colpo violento ricevuto, e così via. Di solito si rilevano problemi di tendinopatia dopo incidenti stradali, allenamento o gare di sport di contatto. Non si tratta di una patologia grave, ma se non curato potrebbe portare a delle complicazioni molto debilitanti. Segnaliamo tra tutte la formazione di calcificazioni (sempre riguardo i tendini), e deformazioni ossee.

I tempi di recupero per una tendinite acuta vanno dalle 2 alle 3 settimane, se cronica invece il corpo può richiedere fino a 3-4 mesi per tornare allo stato di “normalità”. In questa fase così “acuta” è consigliabile mantenere un’alimentazione corretta ricca di vitamine. A questo proposito, per approfondire potete leggere questo interessante articolo sulla Niacina: Niacina a Cosa Serve.

La riabilitazione ed il protocollo RICE

Difficilmente troverete dei rimedi naturali efficaci per curare la tendinopatia, in questo caso neanche un po’ di riposo in più dovrebbe giovarvi (come accade con molti altri disturbi) anzi potrebbe diventare addirittura controproducente.

Il nostro consiglio è quindi di rivolgersi immediatamente ad un fisioterapista che saprà indicarvi i migliori esercizi da svolgere per la vostra riabilitazione fisica. Ma non solo, perché in caso di tendinopatia è prevista anche l’assunzione di farmaci e antiinfiammatori. Non è escluso l’uso di un tutore per migliorare/velocizzare la terapia.

Gli specialisti consigliano comunque di seguire il protocollo RICE in caso di disturbi del genere. Si tratta di un trattamento terapeutico efficace e raccomandato proprio per lesioni e infiammazioni.

Sono quattro i punti da seguire contenuti nel protocollo, ovvero:

  • riposo;
  • ghiaccio;
  • compressione;
  • elevazione.

Il riposo viene inteso come astensione dalle attività fisiche o comunque da quelle che hanno causato la comparsa di questo disturbo. Evitare quindi tutti i movimenti che causano dolore.

Per ghiaccio invece si intende l’applicazione di diversi impacchi sulla zona da trattare. Gli impacchi di ghiaccio vanno effettuati 4-5 volte al giorno per 15-20 minuti a sessione.

Per compressione invece s’intende l’applicazione di apposite fasce sempre sulla zona da trattare. La compressione è utile per stimolare la rigenerazione del tessuto tendineo.

Infine, c’è l’elevazione. Ovvero mantenere in posizione alzata (quando possibile)l’intera zona che presenta dolori e fastidi. L’elevazione serve per contenere e contrastare le eventuali infiammazioni.

Non escludete infine la possibilità di introdurre nel vostro regime alimentare l’uso dell’integratore, un buon alleato per aumentare le vostre difese immunitarie in un periodo di forte stress fisico.