Coltivazioni bambù: ora diventano un vero e proprio investimento

Coltivazioni bambù e investimenti: è davvero possibile? Sembrerebbe proprio di sì. A quanto pare non è un caso che la pianta cinese venga definita “oro verde”. Questo appellativo infatti è dovuto al fatto che chi investe in questa pianta fa un vero e proprio affare. Le aziende che hanno avuto modo di iniziare a far fruttare questo tipo di investimento, hanno dichiarato di aver avuto ottimi rendimenti. Il bambù non viene usato solo come alimento, ma viene anche sfruttato come legname, nonché come elemento di arredo.

Coltivazioni bambù: perché conviene investire?

Coltivazioni bambù e investimenti? La risposta è senza dubbio sì. Sono sempre più numerose infatti le nazioni europee e d’oltremare che investono sul famoso “oro verde”. Il bambù a quanto pare sta diventando una vera e propria fonte di guadagno per diverse imprese, nonché fonte certa di guadagno.

Anche l’Italia sembrerebbe voler aumentare gli ettari di terra adibiti alla coltivazione del bambù, i quali per ora raggiungono un totale di 1500.

A differenza delle nazioni d’Europa però, quelle orientali conoscono diversi impieghi di questa pianta cinese. Le prime lo utilizzano ancora quasi esclusivamente come elemento di arredo, e solo da pochissimo stanno iniziando a capire quali possono essere gli altri tipi di utilizzo del bambù. Da secoli invece in Oriente, si sfrutta questa pianta come legname ed anche per produrre germogli di bambù, che si mangiano.

Il motivo principale per cui le aziende dovrebbero investire sul bambù riguarda quindi proprio il fusto della pianta, ovvero le canne di bambù. Queste vengono vendute a circa 20 euro l’una e si può immaginare quale sia il guadagno annuale, se si considera che le piantagioni sono costituite da un minimo di 10 mila piante. Alcune aziende orientali addirittura riescono a vendere i semi di questo particolare alimento dei panda. A quanto pare però il profitto derivante da questo tipo di vendita risulta di gran lunga minore rispetto a quello che deriva dalla vendita delle canne di bambù o di altre sue parti.

Dunque, se ci si chiede perché investire nel cosiddetto “oro verde” dovrebbe risultare conveniente, la risposta riguarda i diversi usi che si possono fare della pianta.

Coltivazioni bambù: i prezzi e come ottenere il massimo rendimento

Ottenere il massimo rendimento dalle coltivazioni di bambù non è proprio facile, almeno per tutte quelle nazioni che si approcciano per la prima volta a questo tipo di investimento. Come sostiene Fabrizio Pecci infatti, presidente del Consorzio del bambù, non è facile ottenere fin dal primo anno un profitto alto.

I paesi orientali riescono ad ottenere ben 22 mila kg all’anno, ma sottolineano che tale risultato non si raggiunge nei primi anni, bensì solo dal quinto anno di coltivazione.

In Italia e nei paesi europei per ora si riesce a raggiungere una rendita che oscilla dai 5 mila kg ai 10 mila kg di bambù in un anno. È interessante anche conoscere il prezzo di una piantagione di bambù, la quale può variare e andare dai 20 mila euro fino ad un massimo di 30 mila euro. Come ottenere però il massimo rendimento?

Per avere sempre delle piante di bambù in grado di garantire un elevato profitto, si deve ricordare che la parte costosa è la manodopera. Quest’ultima consiste in una cura molto precisa, che mira a controllare ogni singola canna, una volta che questa si è formata. Per far sì che una piantagione intera si sviluppi, occorre una tempistica che va dai 3 ai 5 anni. Il terreno inoltre deve essere particolarmente fertile e non si deve dimenticare che la crescita di questa pianta cinese avviene anche in modo aleatorio.

Chiariti tutti questi concetti, si può di conseguenza affermare che investire sul bambù sia conveniente, se però si ha la possibilità di garantire una solida coltivazione.