Che cosa è la transizione ecologica e come puoi parteciparvi?

La transizione ecologica è ormai da tempo al centro del dibattito politico, ma in pochi sanno con certezza di cosa si tratta. Per questo motivo è utile fare chiarezza in merito a un argomento così delicato e a cui si ricollegano tanti altri aspetti legati alla vita di ognuno.

Transizione ecologica è innanzitutto un’espressione con la quale si fa riferimento al passaggio, o per meglio dire, alla trasformazione da un sistema produttivo intensivo e non sostenibile per quel che riguarda l’utilizzo delle risorse, a un modello fortemente incentrato sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Come suggerito anche da Sistemi & Consulenze, che da tempo dà informazioni in merito, operando del settore della certificazione ambientale, che puoi approfondire consultando il loro interessante sito,

l’obiettivo di tale sistema è quello di portare ad un cambiamento che comprende un vero e proprio rilancio dell’economia e dei settori produttivi all’interno dei quali la tutela e il rispetto dell’ambiente occupano una posizione centrale.

Esistono, infatti, tantissime opportunità di investimento legate all’energia pulita e all’ambiente in generale, così da dare il via a tutte le innovazioni utili per contrastare i cambiamenti climatici. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta e quali sono i comportamenti da mettere in pratica anche personalmente.

Sostenibilità ambientale e transizione ecologica in Italia: cosa sapere

Per quanto riguarda il nostro Paese è utile fare un passo indietro. Nei primi mesi del 2021, il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto-legge “Ministeri” con il quale si provvede alla riorganizzazione delle competenze e delle strutture di alcuni dicasteri che necessitavano di un importante rinnovamento.

Questo è proprio quel che è successo al precedente Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare che è stato sostituito dal Ministero della Transizione Ecologica (MITE) che ne ha assorbito le competenze con l’aggiunta di altre più specifiche. Il primo ministro della Transizione ecologica, nel governo presieduto da Mario Draghi, è Roberto Cingolani.

Tale fatto ha indubbiamente contribuito ad accrescere l’interesse verso questo tema anche nel nostro paese, nonostante a livello europeo e mondiale se ne discuta da diverso tempo. Anche Usa e Cina, ad esempio, hanno mostrato un approccio prudente e di recente il tema ha acquistato rilevanza anche in questi paesi dove il peso dell’opinione pubblica sulla questione è cresciuto proporzionalmente all’aumentare del livello di inquinamento dell’aria.

E’ questo il motivo per cui ad oggi quando si parla di transizione ecologica si fa riferimento a tutte quelle politiche territoriali, energetiche ed ambientali che hanno lo scopo di favorire l’utilizzo delle energie rinnovabili e in particolare la produzione di energia pulita, rinnovabile e a basso impatto ambientale. In questo modo si pensa di riuscire a contrastare più efficacemente la crisi climatica, divenuta ormai da irrimandabile. Questa transizione però non è immediata in quanto richiede la messa in campo di diversi progetti che coinvolgeranno le persone e l’ambiente, per definire così uno stile di vita dominato più dall’ecosostenibilità piuttosto che dall’economia.

Abitudini e comportamenti da seguire

Arrivati a questo punto è impossibile non soffermarsi sui comportamenti da mettere in pratica per poter partecipare attivamente alla transizione ecologica. E’ fuor di dubbio che un primo e importante aiuto in merito arriva dalla tecnologia, che risulta essere uno strumento imprescindibile per l’avanzamento dell’umanità anche per quanto riguarda le tematiche ambientali.

Le tematiche ambientali, infatti, propendono sempre più verso soluzioni e miglioramenti derivanti proprio dall’alta tecnologia. I cambiamenti da mettere in pratica devono essere cambiamenti sociali e devono essere acquisite col tempo nuove abitudini e una nuova educazione.

Transizione ecologica: i punti chiave della svolta

Il ministro Cingolani ha istituito diversi aspetti del suo programma di lavoro, concentrandosi in particolare sugli interventi necessari per garantire proprio la transizione ecologica.

Nello specifico l’interesse è caduto su:

  • programmi, nazionali e internazionali, relativi all’ambiente;
  • azioni necessarie al contrasto dei cambiamenti climatici;
  • interventi per il settore dei trasporti e delle infrastrutture;
  • riduzione dell’inquinamento legato alle abitazioni;
  • l’inquinamento chimico;
  • il ciclo dei rifiuti;
  • l’utilizzo corretto delle risorse naturali e il recupero dei materiali;
  • gli alimenti e la biodiversità.

Di conseguenza sono state individuate quattro macroaree di intervento:

  • agricoltura sostenibile ed economia circolare: il settore agricolo richiede una riforma consistente. Sono necessari investimenti tali da poter raggiungere un modello agroecologico così da ridurre le emissioni di CO2 e i pesticidi dannosi. L’economia circolare deve essere attuata prevenendo la produzione dei rifiuti e riutilizzando quelli prodotti per necessità;
  • energia rinnovabile, idrogeno e mobilità sostenibile: l’idrogeno è un possibile alternativa più efficace e pulita rispetto ai combustibili fossili, nonostante richieda maggiori quantità di energia elettrica derivante da fonti rinnovabili per la sua produzione;
  • efficienza energetica e riqualificazione degli edifici;
  • tutela del territorio e delle risorse idriche.

In Italia, in ottemperanza alle direttive e agli obiettivi europei, è stato approvato il Piano nazionale di ripresa e resilienza-PNRR noto anche come Recovery Plan italiano, così da dare attuazione concreta al piano europeo predisposto per creare un’Europa sempre più moderna e sostenibile.

Transizione ecologica e sostenibilità ambientale: come investire

Oggi è sicuramente possibile poter contrastare il riscaldamento globale, dato che molti degli ostacoli sono stati rimossi nel corso del tempo. L’emergenza climatica, infatti, è divenuta ormai una tematica importante per tutti.

E’ questo il motivo per cui ad oggi la transizione ecologica ed energetica incentiva non solo i privati, ma anche le imprese a rinnovarsi e a muovere passi importanti verso nuovi modelli ideali per mettere in campo servizi energetici idonei a soddisfare queste fondamentali esigenze.

Investire in questo settore significa poter contrastare il riscaldamento globale, spostando anche i propri risparmi verso appositi fondi che hanno questo obiettivo al centro di specifici programmi di investimento in modo da poter affiancare tutti coloro che hanno a cuore questa tematica.

Per investire e provare così a migliorare questo settore è necessario fare affidamento su tutti quegli strumenti creati dallo Stato a garanzia della trasparenza e dell’impegno ambientale anche in merito dei prodotti finanziari. Vi sono, infatti, aziende e marchi che stanno diventando un vero e proprio punto di riferimento grazie all’esclusione di combustibili fossili dalla loro attività produttiva e alla promozione di attività coerenti con l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra.