Heroes – 3×08 – Villains Hi. Do you like pie?

Recensire questo episodio è stata dura. Non per l’ episodio in sè, sia chiaro, ma quando abbiamo scoperto che il titolo sarebbe stato “Villains”, ci siamo detti: “capperi, una puntata con un titolo così deve per forza essere una puntata fighissima! Dopo tutti questi episodi inutili, questo sarà l’ episodio che risolleverà la serie!”. A quel punto è scoppiata una guerra interna con altri due autori per decidere chi dovessere scrivere il pezzo, schiaffi, pugni, sangue sulle pareti, sangue sulle finestre di msn, ricatti, bustarelle, alla fine sono riuscito a spuntarla. Coperto di ferite, ma ce l’ ho fatta.
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tara.jpgPer tutta la scorsa stagione The Amazing Race è stato il mio tesoro; ho recensito io ogni singolo episodio e non ho permesso a nessuno di avvicinarsi al mio reality preferito.
La settimana scorsa ho fatto un esperimento (perfettamente riuscito) e ho spalancato le porte del mio fortino alla cara Ania.
Anche questa settimana ero seriamente intenzionato a ripetere nuovamente l’esperimento, questa volta con l’ausilio di Ugly Fede.
Dopo averlo intercettato appena sceso da un aereo di ritorno da Madrid (Fede, non io) nel giusto mood per recensire un reality che vede gli aeroporti tra i suoi scenari principali, abbiamo organizzato tutto nel giro di cinque minuti.
Poi ho visto l’episodio. Uno degli episodi più belli, ma soprattutto divertenti di sempre. So back off Fede, the recap is mine! Immaginateci come una novella e agguerita Brandy (io) e una arrendevole Monica (lui). Leggi il resto di questo articolo »

notafather.jpgIo ora non voglio dire “ve l’avevo detto”, però un po’ ve l’avevo detto.
Non è che Sarah Chalcke emettesse radiazioni diaboliche che imbruttivano gli episodi in cui compariva come certi hanno un po’ troppo enfaticamente sostenuto. Se un episodio è brutto è perché qualcuno non è capace a scrivere, e toglierla dal cast non è la panacea che guarisce tutti i mali del telefilm, non è certamente l’evento che sancisce la redenzione o la rinascita di uno show che aveva iniziato a stagnare anche prima della sua comparsa.
Intendiamoci, sono il primo a tirare un sospiro di sollievo per l’eliminazione di Stella, ma perché il personaggio non era divertente né aveva nulla da dire, e la macrotrama del matrimonio tra lei e Ted non portava palesemente da nessuna parte. La qualità di questa quarta stagione, quasi un prolungamento della seconda metà della terza, è un altro discorso.

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True Blood - 1×10 - I Don’t Wanna Know Forse qualcuno, leggendo le recensioni di True Blood, può aver avuto l’impressione che qui si facesse a gara a chi scovava il maggior numero di metafore in ogni episodio. Voglio tranquillizzarvi, non c’è nessuna gara. Questo è un torneo serio con tanto di premio finale, e nel privato del nostro forum abbiamo persino aperto una stanza con i punteggi di ognuno, aggiornata di settimana in settimana da un recensore superpartes e incorruttibile.
No, vabbè, in realtà non è vero niente, volevo solo riempire in qualche modo lo spazio del precut (però un torneo sarebbe una cosa fighissima, casomai ci organizziamo per la seconda stagione), e magari distogliere l’attenzione dal fatto che, dopo una serie di recensioni firmate dagli ottimi Francesco e Fede, passando per Rei e Babs, stavolta vi è toccato lo scemo del villaggio. Spero non vi siate abituati troppo bene, perchè io di solito le metafore non le colgo. Sorry.

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lom-1×05-things-to-do.PNGSam: Tell me why I’m here!

Drifter: I would tell you, Sam, if you knew exactly where “here” was.

La blaxploitation è un genere cinematografico che emerse negli Stati Uniti agli inizi degli anni ’70. In quel periodo vennero girati molti film interpretati da attori neri, con una colonna sonora composta in larga parte da brani funk e soul. Questi film in genere sono ambientati nei ghetti, popolati da papponi, spacciatori di droga e assassini, e l’atmosfera complessiva è per lo più quella del sottobosco criminale. Era abbastanza comune che i personaggi bianchi che apparivano in tali film avessero connotati negativi (poliziotti e politici corrotti ecc.) e che, in generale, si parlasse di elementi di interesse comune ai neri.

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Ugly Betty - 3×07 - Crush’dEpisodio pieno, colorato, inaspettato.
Qualche personaggio è un tantino out of character, ma almeno è tornato al centro della scena. La trama generale non fa un passo avanti che sia uno (anche perché, quale sarebbe la trama generale di questa terza stagione?), ma in compenso abbiamo microspostamenti di alcune delle millemila sottotrame in corso.

Quella più divertente, sorprendente e inverosimile (ma quest’ultimo è un dettaglio forse trascurabile in UB), è quella relativa ad Amanda. Leggi il resto di questo articolo »

the-sarah-connor-chronicles-2×08.jpgRei’s story

La sera si presentava col suo mantello violaceo, mentre il freddo filtrava dalle persiane abbassate, attraverso i vetri appannati. Rei era seduto davanti al monitor, picchiettando con le dita la superficie liscia del tavolo. Il tempo era scivolato lentamente e in quel momento il ragazzo si era smarrito davanti alla fluorescenza smorta dello schermo. Quando d’un tratto, gli venne in mente il nuovo episodio di Terminator: The Sarah Connor Chronicles trasmesso il giorno prima. Non ci mise molto per preparare l’occorrente e vederlo: ancora non si immaginava che avrebbe assistito ad una delle prove migliori mai dimostrate dalla serie. Leggi il resto di questo articolo »

bloodline.jpgIo adoro Smallville.
Sì, ci sono volte che ti lascia senza niente da dire e vorresti solo piangere e fare le valige e scappare il più lontano possibile (per poi scoprire che sei scappato in Canada, dove Smallville lo girano, e allora ti togli la vita con un cocktail di farmaci e kryptonite), ma ce ne sono altre che potresti parlare per ore solo del teaser.
Ah, il teaser. Quel piccolo meraviglioso lembo di episodio che sta fra il riassunto delle puntate precedenti -forviante e fracassone, probabilmente la parte più curata del telefilm, che serve a farti credere che nelle scorse settimane sia successo chissà che cosa- e la sigla di apertura -pacchianata dal fascino vagamente omoerotico, nata dall’incontro fortuito tra Baywatch e Beverly Hills a una convention di Settimo Cielo.

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er-15×05-haunted.pngA mio modesto avviso, uno dei motivi per cui una serie come E.R. si è saputa conquistare una così grande popolarità è stato quello di essere riuscita a creare, nel corso del tempo, una serie di appuntamenti fissi con i propri spettatori. Si sa che la serialità richiede, quasi per sua stessa natura, elementi in grado di fidelizzare i propri utenti, di farli sentire parte di una comunità che si riconosce in rituali e segni distintivi.

Tutta questa pappardella per dire che state leggendo la recensione di uno degli “appuntamenti fissi” che quasi ogni stagione di E.R. ci propone. E no, non è l’episodio “out” (girato del tutto o quasi del tutto fuori dal pronto soccorso) né l’episodio natalizio (ovviamente, è troppo presto), bensì dell’episodio di Halloween!

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ga507.jpg Cominciamo col premettere che Grey’s Anatomy è una serie strana.
Partita come mid-season per rimpiazzare un buco con una striminzitissima prima stagione, si è trasformato in un fenomeno-medical-drama che a molti piace paragonare ad un ER dei tempi migliori per approdare prima ad una noia moderata poi ad una presa in giro-sfacelo tra la terza e la quarta stagione, con un finale che lasciava poche speranze per una quinta stagione decente e molte per una diminuzione di pubblico, vuoi per lo sceneggiatori vuoi per le sceneggiature.
Inizia questa quinta stagione e noi ci troviamo qui a dire che, episodio dopo episodio, la serie abbia recuperato qualcosa dell’antico fulgore.

Solo che, settimana dopo settimana, siamo sempre in bilico: baratro o risalita? I nostri vari MacQualcosa’s saranno rosa [leggi: risorti] (cit.) questa settimana o semplicemente sono rimasti sotto terra ad annoiarci? Leggi il resto di questo articolo »

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