Le FUCK

Nel corso degli anni la redazione di Serialmente ha ricevuto centinaia di commenti, email, pacchi bomba e letterine profumate. Ad alcuni abbiamo risposto, ad altri no: un po’ perché, ehi, sono email, chi di voi non ha mai detto “ok, rispondo dopo” per poi non farlo mai scagli la prima pietra; talvolta perché contenevano domande retoriche, insulti gratuiti o tutta quella serie di cose a cui il Dio di internet proibisce di rispondere. Fatto sta che, tra quelle risposte e quelle che no, come spesso accade ci siamo accorti che più o meno ci chiedete tutti le stesse cose. E che noi (quando ci ricordiamo) rispondiamo sempre le stesse cose. Quindi tanto vale creare una pagina apposita come fanno i siti seri, ci siamo detti, no? Eccola.

Posso scrivere per Serialmente?

La prima risposta è No. La seconda è Parliamone, ma soprattutto No. Qui ci si divide in tre casistiche: quelli a cui diciamo di no subito, quelli a cui diciamo di no dopo un articolo di prova, quelli a cui diciamo di sì. Andiamo con ordine o si fa confusione.
1. I “no” che aiutano a crescere. Ragazzi, noi non siamo Proust e non pretendiamo di diventarlo, ma se nell’email che ci mandate usate la punteggiatura come un ubriaco usa il tiro a segno, coniugate i verbi a casaccio o costruite frasi pescando a caso dal paroliere che vi hanno regalato a Natale, non prendetevela se vi diciamo di no. Spesso, invece, le vostre mail sono scritte in italiano perfetto ma semplicemente è un momento in cui non cerchiamo: considerate anche che più gente scrive più il sito diventa complicato da gestire, quindi a un basso ritmo di pubblicazione non corrisponde necessariamente una “ricerca di personale”.

1-bis. Nel vagliare i candidati particolare attenzione verrà riservata ai coraggiosi che ardiranno inserire un indirizzo email corretto nel form contatti. Si spiega da solo. Vi sembrerà assurdo, ma è preoccupantemente alto il numero di email che ci colpiscono in maniera tutt’altro che negativa nelle quali però il mittente ha scordato di fornire un indirizzo realmente esistente a cui rispondere. Ci prendiamo parte della responsabilità, forse a volte sembriamo così categorici che uno pensa “ma sì, tanto non mi risponderanno mai, che glielo metto a fare il mio vero indirizzo email?” — vi capiamo ma, e questo ve lo diciamo non solo per Serialmente ma anche per il vostro futuro, non sempre si rivelerà una strategia vincente.

2. Conosciamoci, leggiamoci, piaciamoci. Di solito quando l’email di presentazione ci colpisce chiediamo al mittente qualche informazione personale e una serie di argomenti di suo interesse nell’area più ampia della serialità. Se una proposta ci incuriosisce proponiamo di stendere insieme una scaletta che farà da scheletro all’articolo di prova. Le proposte possono essere di qualsiasi tipo, dalla ricetta della torta di piccione che mangiano sempre in Game of Thrones alla graphic novel ispirata a Breaking Bad, dal trattato sui crimini contro l’umanità rappresentati in How I Met Your Mother alla traduzione in esperanto di un monologo di Michael Scott. Unica condizione: deve essere, a nostro insindacabile giudizio, interessante da leggere.

3. In ricchezza e in povertà, in salute e in malattia. Certi articoli ci colpiscono subito, ci piacciono, ci fanno provare dell’attrazione che va oltre il platonico per il loro autore. Di solito ci piacciono e basta, ma non escludete mai a priori la componente passionale. Si tratta di articoli la cui lettura è scorrevole, se non addirittura divertente o coinvolgente, l’argomento interessante e il punto di vista è originale. Se siete capaci, siete dentro. Diamo anche un valore piuttosto alto alla simpatia: se non ci insultate nel primo scambio di email, ad esempio, sono già un sacco di punti.

Altri consigli che possono esservi utili: un po’ di autocritica non fa male, se non sapete scrivere dovreste essere in grado di capirlo da soli; ci fate arrossire quando mandate il curriculum, ma non è necessario; se l’incipit della vostra richiesta è “penso che siate degli incapaci, quindi avete bisogno di uno bravo come me” forse dovreste rivolgervi ad un sito che considerate alla vostra altezza. E in ultimo: prendiamo molto raramente persone che ci chiedono di poter scrivere, di solito contattiamo noi i commentatori più attivi, più simpatici, che lasciano commenti articolati e argomentati senza risultare saccenti. Volete scrivere per Serialmente? Conquistateci così.

Il mio commento non compare. Censura!

Serialmente non ha la moderazione preventiva dei commenti.Se avete cliccato “pubblica” e non avete visto apparire immediatamente il vostro commento, siete finiti nell’implacabile rete del filtro antispam. È quello che ci salva dagli aumenti del pene e dagli scam nigeriani: purtroppo qualche volta, soprattutto se postate più di un link o avete un’email che al filtro non piace, ci finirete dentro anche voi. Portate pazienza, vi libereremo il prima possibile. Se non potete aspettare, provate a ripubblicare il commento senza aggiungere link.

Il mio commento è stato cancellato. Censura!

In pratica, sì. Quando i vostri commenti contengono insulti agli autori o agli altri commentatori e non aggiungono nulla di costruttivo alla discussione, verranno cancellati. Prima questa pratica non ci piaceva granché, poi abbiamo capito che per non prenderci dei censori stavamo permettendo di rovinare l’esperienza agli altri commentatori. Ecco, questo non ci va. Da qui in poi saremo un po’ più severi nella moderazione, voi dateci una mano cercando di… uh… tipo… non insultarvi a vicenda?

Da dove posso scaricare/dove posso comprare i dvd di Un Posto al Sole*?

Vi conviene chiedere a Google, perché a questo genere di domande noi non rispondiamo mai. Possiamo dirvi però che, se siete interessati a comprare i cofanetti e non volete quelli italiani, amazon.co.uk è velocissimo nelle consegne e Play.com non ha spese di spedizione.

Quando esce Un Posto al Sole* in Italia?

Non lo sappiamo e, con un certo orgoglio, ci beiamo della nostra ignoranza. Qui si parla di tv in lingua originale, vista con la sua programmazione originale: nel nostro manifesto programmatico c’è scritto che “siamo abituati a seguire le serie in lingua originale e in contemporanea con la trasmissione USA, senza aspettare che le reti italiane decidano cosa vale la pena di mostrarci (solo quello che in patria fa ascolti), quando (sempre troppo tardi) e soprattutto come (cioè con traduzioni spesso un po’ troppo libere)” e che “molto probabilmente non troverete riferimenti alla programmazione italiana, notizie sui palinsesti delle reti terrestri o satellitari”. L’abbiamo scritto nel 2007, siamo ancora qui ed è ancora valido.

Perché avete fatto cancellare Un Posto al Sole*?

Perché siamo cattivissimi. In altre news: non abbiamo alcuna connessione con i network o le case di produzione, nessuna influenza, nessun parente oltre ai noti cugini americani. Ancora non abbiamo il potere di cancellare le serie con la sola imposizione delle mani, ma ci stiamo lavorando. Per quel momento andrà in onda il quindicesimo episodio di Firefly.

*La serie qui menzionata non esiste veramente, è solo un assurdo nome di fantasia.