E in effetti mi sembra doveroso...
Salve a tutti

Un'ipotesi veloce sulle motivazioni di Boyd, prima che trasmettano "The Hollow Men". Sarà che a me Boyd è simpatico e quindi non riesco a resistere alla tentazione di cercare di salvare la capra (la sua rivelazione come mastermind dietro la Rossum) e i cavoli (il suo essere un "buono"), ma un'ipotesi che potrebbe non renderlo un clamoroso figlio di donna poco seria è la seguente:
Atto 1: Boyd Langton (che
non è una doll, altrimenti sarebbe caduto vittima anche lui del marchingegnetto di Alpha l'ultima volta che l'affettatore pazzo ha fatto una capatina alla Dollhouse) e Clyde Randall sono amici per la pelle all'università, giovani e brillanti. Clyde studia neuroscienze, Boyd probabilmente altro, ma sicuramente qualcosa che gli dà una visuale più realistica rispetto alle dinamiche mondiali (Economia? Storia? Politologia? Mah). Un giorno Clyde arriva da Boyd tutto giulivo raccontandogli della sua geniale invenzione, l'ECC, e le fantastiche conseguenze che questo può portare, per la cura dei malati, per la conservazione delle menti geniali, e va' a sapere che altro. Gli prospetta, con quell'entusiasmo che ha sempre contraddistinto gli scienziati entusiasti e folli della narrativa occidentale (da Frankenstein in giù) un mondo di ricerche infinite, e sostanzialmente una favolosa possibilità di giocare a Dio con le menti di tutto il mondo. Boyd, essendo leggermente più con i piedi per terra di Clyde, si rende conto di alcune cose. Primo, che l'ECC, se messo nelle mani sbagliate, ha più probabilità di fare danni della bomba termonucleare media. Secondo (e per questo non mi stupirebbe che avesse studiato storia), che tutte le grandi scoperte del mondo non arrivano mai da un genio solo. La gravitazione universale, la meccanica quantistica, le geometrie noneuclidee... tutte queste scoperte non sono arrivate da una
persona, ma da un
periodo: quando il tempo è propizio, spunta una mezza idea qua ed una mezza idea là in parti del mondo che neppure si conoscono, e la stessa scoperta viene fatta ai poli opposti del globo. Non esiste che, se viene fatta una scoperta pericolosa, questa possa essere nascosta, censurata, distrutta: entro breve, tanto, qualcuno la riscoprirà. Sempre.
Quindi, Boyd si trova nella situazione di Oppenheimer e del suo gruppo quando si sono trovati davanti la possibilità concreta della bomba atomica. Aprire il vaso di Pandora o seppellirlo più in profondità possibile? O, più realisticamente, aprire il vaso o aspettare che sia qualcun altro ad aprirlo? In fondo, molte delle aggregazioni al progetto Manhattan, anche da scienziati rispettosi della vita umana, sono venute dal semplice ragionamento "Cerchiamo di arrivarci prima che ci arrivino Hitler o i giapponesi, che con un'arma del genere raderebbero al suolo il mondo". Il minore di due mali, in pratica. E Boyd si deve, analogamente, essere chiesto, "se all'ECC c'è arrivato uno studentello universitario, quanto ci vorrà prima che gli scienziati ultrapagati del governo cinese o di quello russo ci arrivino? Per non parlare di Al Qaeda e compagnia cantante? Cosa sarebbe un'arma del genere, se loro ne fossero i primi possessori?" E sono domande che non danno adito a nessuna ipotesi di risposta tranquillizzante...
Atto 2: per tutti i motivi di cui sopra, Boyd accetta di cavalcare il drago, e fonda insieme a Clyde la Rossum. Spera che il drago, se affrontato, possa essere domato... e magari anche qualcos'altro. Sempre realista, sa che la scienza non si ferma con le leggi ed i regolamenti, ma solo con altra scienza. Una bomba non diventa innocua quando c'è una legge che dice che non deve esplodere, diventa innocua solo quando qualcosa l'ha
fisicamente disinnescata: magari, approfondendo a sufficienza le ricerche, sarà possibile trovare una "cura", un qualcosa che blocchi o neutralizzi gli effetti di mindwiping e mind-implanting che Clyde ha sperimentato, qualcosa che renda le personalità di ogni singolo capaci di impiantarsi in modo abbastanza profondo da resistere alle macchine di condizionamento. Un vaccino anti-imprinting, per così dire. Già, ma come cercarlo?
Prima cosa da fare, bisogna sbarazzarsi di Clyde: lui non solo è brillante, è anche ambizioso e divorato dal sacro fuoco della scienza senza confini, senza freni e senza briglie. Non ha idea del realistico effetto che le sue scoperte potrebbero avere sul mondo, e non c'è modo di fermarlo. Ma anche sparargli non ha senso: se c'è qualcuno che può trovare l'antidoto che annulli i brain-transferts, quello è lui. Come fare? Pensa e ripensa, arriva l'idea geniale, per prendere ben due piccioni con una fava. Propone a Clyde un esperimento di imprinting parziale su un tizio, che riceva la sua genialità ma senza autonomia decisionale, in modo che Clyde abbia accanto a sè un secondo Clyde, che possa lavorare quando lui dorme ma sotto il suo stretto controllo, raddoppiando così la velocità di ricerca e raggiungendo risultati stellari in pochissimo tempo. Clyde, felice come un bambino, accetta, e subito dopo Clyde 2.0, dietro ordine di Boyd, lo immobilizza/colpisce/quel che è. Ora Boyd ha un cervello fantastico a disposizione, che però potrà utilizzare per il
suo scopo, ovvero trovare l'antidoto. E Clyde? Seconda idea geniale: Boyd sa abbastanza sull'idea di usare un cervello umano come computer da metterla in pratica. Crea l'attico e ci attacca Clyde 1. E cosa lo mette a fare? Ovviamente, a fare ricerca e simulazioni su ciò che gli preme di più: i possibili impatti mondiali della tecnologia di imprinting. Clyde resta per sedici anni a mollo a fare simulazioni, e Boyd, che
deve sicuramente, in quanto capo della Rossum, avere accesso a quei risultati, è sempre più sconvolto: i rischi non sono alti, ma altissimi. C'è un 97% di probabilità che l'abuso dell'imprinting porti alla fine della civiltà.
Atto 3: Enter Caroline Farrell. Per qualche motivo, lei è speciale. I tecnici della Rossum la notano, la compagnia inizia a tenerla d'occhio, ed in qualche modo, con qualche test da remoto, si accorgono che lei è diversa da tutti gli altri. Per qualche mutazione genetica, la sua personalità o capacità di autocoscienza è più radicata che in chiunque altro. Lei può resistere ai wipe e agli imprint, se adeguatamente stimolata ed esercitata. Boyd ha finalmente trovato la cura che cercava da anni. Bisogna studiare e capire il segreto di Caroline, e modificare il resto del mondo in modo che diventi come lei. Questo è uno dei minuscoli 3% di scenari che prevedono la salvezza dell'umanità. Boyd la manda nella Dollhouse della DeWitt, e, alla prima chance (la morte dell'handler di Echo courtesy of Alpha) vi si trasferisce sotto mentite spoglie per stare attaccato al suo santo graal in forma di donna, e proteggerla da qualsiasi cosa finché non sarà abbastanza sviluppata da poter insegnare/trasmettere a tutti il suo dono di resistere agli imprints. E adesso, il tempo è arrivato. I sottodirettori della Rossum stanno già facendo i piccoli signori della guerra, proprio come molti degli scenari di Clyde avevano previsto, ed è rimasto pochissimo tempo per rendere inefficaci le macchine della Rossum grazie al dono di Caroline, qualunque esso sia. E' il momento che Caroline recuperi la sua memoria e salvi tutti, Boyd compreso.
Boh, un'idea come un'altra, ma mi piacerebbe molto che fosse così