Archivio per The Office
Ultimo episodio. E’ così, purtroppo: The Office è stato sospeso dalla NBC in seguito allo sciopero degli sceneggiatori. Le ultime notizie riportano che la rete ha licenziato l’intero staff della serie: tecnici, autori, cast, tutti, per un totale di 102 persone. Al di là dell’indignazione di fronte a un provvedimento senza scopo, stupido e repentino, rimane la rabbia che si prova cercando di mettersi nei panni dei poveri 102. Non credo di esagerare dicendo che si tratta di una delle migliori serie in circolazione. E li licenzi. Tutti. Vuol dire che non meriti di averla in palinsesto. Semplice.
E’ quindi triste recensire questo episodio. Fosse stato uno di quelli che fanno crepare di risate sarebbe stato peggio. Invece ci hanno regalato un (momentaneo o definitivo che sia) ultimo episodio ai livelli di Money. Con Steve Carell che si supera ancora una volta. Ma tanto ormai è un continuo superarsi, che ve lo dico a fare?
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Tornati ai cari vecchi episodi da venti minuti, eccone uno che ci lascia con gli occhi rossi. Dal ridere!
Alla sceneggiatura si presenta nientepopodimenoche: Steve Carell in persona! E siccome l’episodio è in gran parte centrato su di lui, ci godiamo pienamente!
Oltretutto, se c’è qui (anche se non ho visto molta affluenza) qualche appassionato folle di The Office, si attaccherà maggiormente a questo episodio, visto che potrebbe essere il PENULTIMO per chissà quanto tempo. Sigh.
Ma veniamo al sodo!
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Michael: Do you like magic? I’m going to grant you three wishes — to move to Scranton, to have a great job, and to be my best friend.
Anche per questa stagione niente episodio in tema Halloween, ma forse è meglio così. Il ricordo della fantastica puntata a tema della seconda stagione è ancora vivo e ci basta. Ci rifaremo con Natale, probabilmente, o San Valentino. Chissà. Perchè tanto qualche occasione si finisce sempre per festeggiarla in una serie.
Inezie a parte, questa settimana è tornato dietro la macchina da presa Joss Whedon, che aveva già diretto Business School lo scorso anno. Gioia! Non fosse che in The Office, a conti fatti, un regista vale l’altro perchè lo stile è obbligatoriamente sempre quello. Non è una serie che si presta a impronte personali per quanto concerne la regia.
Ma non è di questo che vi voglio parlare.
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Ah, si torna alla normale routine. 20 minuti e fine.
Ho letto, nei commenti americani, che l’episodio della settimana scorsa non è piaciuto esageratamente perchè troppo diverso dal solito: non è stata apprezzata la direzione drammatica. E quindi chi la pensa così sarà felice di sapere che questa settimana The Office torna con un episodio abbastanza classico.
Il formato tradizionale permette senza dubbio uno svolgimento più leggero, compatto e mirato della storia, che è riassumibile in un paio di righe, anzi, meno: bisogna creare uno spot per la Dunder Mifflin.
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Premessa: chiedo scusa per aver saltato l’episodio della settimana scorsa, me ne sono semplicemente dimenticato e non mi andava di vederlo per la terza volta in una settimana.
Detto questo, un breve riassunto degli episodi precedenti: il gatto di Angela è morto, ucciso da Dwight; Dwight e Angela si sono lasciati; Ryan è ora il boss di Michael e i due non si sopportano; Jim e Pam stanno felicemente insieme; Andy chiede a Angela di dargli una chance (in una scena esilarante, ispirata a un video degli ABBA).
Questa settimana si parla di soldi e di secondi lavori. Michael ne ha uno, Dwight ne ha uno.
Michael lavora come dipendente in un ufficio di vendite telefoniche, mentre Dwight gestisce un bed & breakfast insieme a un ridicolo schizzato che avevamo già visto nella terza stagione.
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Vi ricordate “Ryan started the fire! Ryan started the fire!”? No? Bè, potete rinfrescarvi la memoria qui. Poi, dopo aver smesso di ridere, potrete guardare l’episodio di questa settimana di The Office in cui, come avrete intuito, torna Ryan. Ma è un nuovo Ryan. Sono passati due anni da quell’incendio: ora il è il capo di Michael. Non si può più scherzare, bisogna trattarlo con serietà come succedeva con Jan (eh?! Jan… serietà? sì, ok, passiamo oltre…).
Come già successo nella premiere abbiamo 20 minuti in cui si presenta una prima situazione (la scorsa settimana era Michael che investe Meredith, questa volta è Ryan che annuncia le novità che attendono la Dunder Mifflin) e altri 20 minuti in cui una nuova situazione degenera come conseguenza della prima. Non funziona perfettamente, il formato classico rimane decisamente più efficace, ma lo spezzare la trama in due blocchi aiuta a non far pesare l’ora di trasmissione. Allo stesso modo due tipi di storyline procedono parallele: quelle sentimentali (Jim/Pam, Dwight/Angela, Jan/Michael, Ryan/Kelly… ho dimenticato qualcuno?) e quelle globali, che coinvolgono soprattutto Michael e Dwight.
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E’ incredibile come alcune serie con il passare del tempo migliorino piuttosto che peggiorare. E’ incredibile anche come una commedia possa risultare così versatile. The Office non è nuovo agli episodi da 40 minuti (già nelle precedenti stagioni ne erano stati trasmessi un paio, di cui uno natalizio non mi aveva per niente convinto), tuttavia avevo qualche timore in vista di questa premiere. E invece è andato tutto bene. Tra l’altro pare che sia stato uno degli episodi più visti della serie.
Ovviamente è facile intuire il motivo: chi, dopo il finale della terza stagione (Jim: “Pam, sei libera stasera? E’ un appuntamento allora”. Pam [rivolta alla telecamera e con gli occhi lucidi]: “Mi scusi, qual era la domanda?”), si sarebbe perso questo episodio, ansioso di scoprire se finalmente, dopo tre anni di tira e molla, Jim e Pam stanno insieme?
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