Archivio per Project Runway
Scusate l’inusuale ritardo, ma ho avuto (e ho ancora) un periodaccio a lottare con la burocrazia universitaria e la mia testa è finita su un altro pianeta.
Mi trovo quindi a dover fare due recensioni in una e purtroppo entrambe piuttosto sommarie.
Nell’episodio 5 Brooke Shields ( dopo Natalie Portman tutti gli altri sembrano la salumiera o l’idraulico), introduce la sfida della settimana: creare un look “dal giorno alla notte” per il suo personaggio nella serie Lipstick Jungle, serie meno che mediocre ma che sicuramente darà un po’ di visibilità al vincitore.
Nell’episodio 6 invece è l’indimenticato Chris March, finalista della scorsa stagione ed esperto in costumi teatrali e non, che in tenuta da disco-valchiria spiega che la prossima sfida è quella di disegnare costumi per un gruppo di drag queen. (more…)
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Holla atcha boy! (Non ho la più pallida idea di cosa significhi, posso solo avanzare l’ipotesi che Blayne abbia mortalmente storpiato le parole “hello/hola at you boy“)
Scusate il ritardo, ma mentre io diventavo olimpiadi-fanatica, mentre la Rai mi obbligava a scrivere e-mail rancorose in merito alla programmazione delle suddette Olimpiadi, il cugino cominciava a darmi problemi di spedizione. Speriamo si tratti di una cosa momentanea, ma sapete come vola il tempo quando ci si preoccupa.
Comunque, tornando a noi, non ho citato le Olimpiadi a sproposito: infatti in questo quarto episodio di stagione, nonostante sia stato filmato tot mesi fa, i nostri sono chiamati a progettare l’eventuale divisa dell’intera compagine statunitense in occasione della cerimonia di apertura dei giochi che si è tenuta l’8 agosto scorso, a Pechino: “This is serious business here, no joke”.
Il tutto introdotto da Apolo Ohno, celebre e iper-premiato pattinatore sul ghiaccio (ma corre, non balla). Il fatto che abbai vinto la versione americana di “Ballando con le stelle” non sembra aver turbato nessun altro tranne me, ma vabbè, si tratta pur sempre di un campione olimpionico.
In più, visto che probabilmente era stato previsto il netto spiazzamento di fronte alla parola sport per la maggior parte dei partecipanti, gli è stato concesso di visitare il museo di salcpiffero che raccoglie cimeli e fotografie dalla storia dello sport americano. (more…)
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Tim consiglia: “Always look very concerned. If someone asks you what’s wrong, step back, purse your lips, and say, ‘I’m concerned.’”
Readers? May you gather around pleeeeease?
Well, I’m concerned.
Quanta delusione.
Veramente una brutta puntata, che non fa altro che confermarmi l’impressione sull’intera stagione fino ad ora. Lo so che è solo il terzo episodio, ma mi sembra davvero di non riuscire a cliccare con i giudici. Che poi loro saranno sicuramente dei tecnici e dei creativi del mondo della moda, pieni di esperienza nel campo e con l’occhio clinico che riconosce i nuovi trend e le belle cuciture, ma a me sembra che abbiano perso di gusto e di giudizio. (more…)
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Eccoci di nuovo qui a parlare di futilità!
Episodio questo ricco di sorprese e prime volte, di sicuro non ci è annoiati. Personalmente sono rimasta un po’ delusa dagli abiti, ma il fatto che, come vedete, il giudice ospite fosse Natalie Portman che amo e adoro mi ha tirato un po’ su di morale! Proprio grazie alla presenza della Portman oltretutto, essendo lei grande attivista per la salvaguardia dell’ambiente, tutti gli abiti della puntata sono stati creati con tessuti realizzati nel rispetto dell’ambiente.
In questa puntata è stata introdotta la possibilità di scegliere le modelle tra quelle che hanno sfilato la settimana precedente: l’ultimo vincitore ha la prima scelta, mentre gli altri vengono estratti a sorte. Come ricorda Heidi, questa è una gara anche per le modelle, visto che vincono la visibilità e la fama tanto quanto il loro stilista! Ogni designer può scegliere quella che vuole, e l’ultima modella che resta deve purtroppo andarsene, come nel gioco delle sedie.
Oltretutto, le modelle sono le vere protagoniste della sfida di oggi! Infatti se il brief è quello di creare un abito da cocktail per una giovane ragazza inserita, la committenza sono proprio le modelle. Come se non bastasse, che avere a che fare con i committenti non è il forte di questi stilisti, sono sempre le modelle incaricate di comprare stoffa e chincaglieria varia, e i concorrenti devono adattarsi. (more…)
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Ed eccoci qua, con il nostro secondo esperimento sui reality show: dopo The amazing race, Project Runway.
Ideato e condotto da Heidi Klum, top model di fama universale, Project Runway mette alla prova 16 stilisti o aspiranti tali, i quali dovranno settimanalmente creare un abito secondo le direttive, i soldi e il tempo decisi dal programma.
Le sfide possono andare dalle più classiche, come “crea un abito da sera”, alle più assurde, “usa piante e fiori”, alle più tecnicamente difficili, “crea un look composto da tre pezzi per un uomo”.
Alla fine di ogni episodio c’è la sfilata che viene giudicata dalla stessa Heidi, da Michael Kors (”american top designer”), Nina Garcia (“resident bitch” “editor at large of Elle magazine”) e un giudice ospite che varia a seconda della puntata. Per ogni sfilata vengono decisi i migliori e i peggiori: il migliore dei migliori vince l’immunità per la prova successiva e il peggiore dei peggiori vince l’uscita di scena. Gli ultimi 3 rimasti (numero variabile), verranno giudicati su un’intera collezione che avranno qualche mese per realizzare e che sfilerà alla settimana della moda newyorkese. Il vincitore della stagione vince dei soldi, un’auto e un servizio su Elle.
In questo primo episodio, ai nostri nuovi 16 beniamini viene chiesto di realizzare un look utilizzando solo materiale trovato in un grosso supermercato, con 75 dollari di budget e mezz’ora per acquistare. (more…)
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