Archivio per Pilot 2007/2008

Cashmere Mafia - 1×01 - Pilot “The Cashmere Mafia- that’s what they call you, you know”.

La Cashmere Mafia del titolo altro non è che un gruppo di quattro amiche molto fighe, molto fashion e molto di successo che si conoscono dai tempi dell’università, e che hanno formato questa specie di clique per discutere e sostenersi a vicenda con i rispettivi problemi. Magari davanti a un bel cosmopolitan, che dopotutto siamo pur sempre a New York.
La sensazione generale è che questo nuovo show della ABC voglia contendersi con Lipstick Jungle quell’eredità lasciata da Sex and the city. Paragone facile, d’altronde, visto che il produttore di Cashmere Mafia è quel Darren Star che proprio a Sex and the City ha lavorato in passato. Ma tanto, chi vi sta parlando, di SATC non ha mai visto neanche mezza puntata, e l’unica cosa che ci vede in comune è il fatto che anche qui le protagoniste dello show sono tutte donne in carriera sulla trentina, quindi chiudiamo qua l’argomento e lasciamolo a chi i mezzi per fare paragoni ce li ha.

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journeyman1×01.jpgProdotto dall’NBC, iniziato nel settembre di quest’anno e completamente ignorato da tutti noi qui a Serialmente, Journeyman è una science fiction, e probabilmente è stata ignorata finora proprio per questo motivo. Perché, diciamoci la verità, a meno che una serie non abbia firme particolarmente celebri o abbia fatto almeno un po’ di baccano, la fantascienza ci rende tutti un po’ schizzinosi.
Di questo posso dire che ha un logo carino (che è anche lo screencap che ho usato, dal momento che ci troviamo davanti a un telefilm quasi completamente privo di momenti-polaroid), mi ha incuriosito la trama e con lo sciopero che incombe vale la regola che in tempo di guerra non si butta via niente. E’ un parere non entusiasta di un non appassionato di sci-fi, ma ho pensato potesse essere utile alla collettività tracciare qualche linea guida.

C’è un tizio che viaggia nel tempo. (more…)

samantha-who.jpgCosa succede se un giorno ti svegli e non ti ricordi più il tuo nome o chi sei o cha razza di vita hai vissuto fino al giorno prima? E se, quando riesci a scoprirlo, capisci che non ti piaci per niente?
Questa è in breve la trama di Samantha Who?, l’ultima serie comica a salire a bordo della grande nave chiamata ABC. Uno spunto interessante, penserete voi ingenuamente. L’avevo pensato anche io…

Vi scongiuro, non commettete il mio stesso errore.

Creato da Cecelia Ahern e Don Todd, la sit com si pone tra quelle della “nuova ondata” (quelle alla Scrubs o alla Sex & the city per intenderci) senza risate in studio e con regia più o meno cinematografica.

Ora. Quali sono i problemi di questo pilot (scritto proprio da e diretto da Robert Duncan McNeill)? In realtà uno solo: (more…)

moonlight.jpgTogliete ad Angel la personalità , il carisma e il fascino di un personaggio che il pubblico aveva già imparato ad apprezzare nei suoi tre anni da fidanzatino di Buffy, togliete il suo background, le sue motivazioni e un team di scrittori eccellenti, fantasiosi e sopra le righe, vi rimarrà un vampiro belloccio col tic di mettersi in posa e di autocommiserarsi che fa l’investigatore privato e guida una decappottabile in una città nota per il sole. Che è guarda a caso la trama di Moonlight, il telefilm sui vampiri della CBS che tutti quanti deridono. A ragione, come ho avuto modo di constatare.

Mick St. John (giuro, si chiama veramente così) è un vampiro di 90 anni che fa l’investigatore privato pro bono in virtù di un non meglio specificato amore per gli esseri umani (fondamentalmente perché sarebbe stato troppo persino per loro tirare fuori la faccenda del vampiro con l’anima). Sta a Los Angeles, guida una decappottabile, veste di scuro e fa PER TUTTO IL TEMPO battute orribili sul fatto che lui e i suoi simili sono dei non morti, che non “vivono” ma “non-vivono” e sul fatto che non esistono cose come i vampiri (che è anche il titolo, sottilissimo, dell’episodio). C’è una reporter non particolarmente figa alla quale Mick pare essere indissolubilmente legato per motivi che non tarderanno a spiegarci, come se potesse fregarcene qualcosa, ma soprattutto c’è Logan di Veronica Mars, nel ruolo di… Beh, di Logan di Veronica Mars, nonostante si vesta meglio e ci venga detto più volte che è un vampiro di 400 anni, grande amico di Mick che non sembra però condividere i propositi filantropici del nostro protagonista. (more…)

pp101.jpg Ed eccoci qui, dopo sei mesi dall’episodio pilota trasmesso sotto le false spoglie di episodio di Grey’s Anatomy, arriva Private Practice. E non delude, anzi. Dopo le premesse del doppio episodio trasmesso a maggio, la mia preoccupazione era quella di avere una serie e una Addison schifosamente deprimenti perchè volutamente rivolta a donne in pre-crisi di mezza età (”sono una donna in carriera che ha dimenticato la sua voglia di maternità! voglio un bambino! sono sola!”). E invece no.

PP riesce a essere quello che Grey’s Anatomy non è stato nella terza stagione. Divertente e coinvolgente. (more…)

bionic-1×01.jpgEccomi di nuovo qui a parlare del pilot di Bionic Woman, stavolta quello ufficiale, andato in onda sulla NBC lo scorso mercoledì. Sinceramente ho ben poco da aggiungere a quanto precedentemente detto. Prima di tutto una rettifica: a meritarsi gli applausi (o i fischi, decidete voi) per questo episodio non è il buon vecchio David Eick, già papà adottivo di Battlestar Galactica nonché creatore della serie, ma Laeta Kalogridis, sceneggiatore di Alexander di Oliver Stone e, nel nostro caso, executive producer.

Le differenze con il pre-air, se escludiamo gli effetti visivi perfezionati e le musiche definitive e originali, in realtà si possono ridurre a una sola: (more…)

Chuck - 1×01 - PilotLa televisione americana ci ha ormai abituato a infornate, nello stesso anno, di telefilm molto simili nei contenuti. Può capitare, certo. Due anni fa ci meravigliammo della messa in onda simultanea di Invasion, Treshold e Surface, vani tentativi di sfruttare l’effetto Lost; l’anno scorso è stata la volta della NBC, nel cui palinsesto figuravano ben due serie ambientate nel dietro le quinte di un programma simil “Saturday Night Live” (anch’esso in onda sulla NBC!), ossia il controverso e infine fallimentare Studio 60 e il brillante 30 Rock, vincitore di un meritatissimo Emmy come migliore serie comica pochi giorni fa.

Quest’anno non ci sono dubbi: è l’anno della rivincita dei nerd! L’invasione è cominciata: da The Big Bang Theory a Aliens in America, per finire con Reaper (il cui pilot è stato già egregiamente analizzato da Rei) e questo Chuck, il nerd non è più relegato a un ruolo di secondo piano, ma diventa il protagonista.

Il protagonista di “Chuck” è Chuck (appunto) Bartowski (un ottimo Zachary Levi), genio dei computer troppo svogliato per diventare qualcuno e troppo impacciato con le donne per averne una, che divide la sua giornata tra il lavoro da esperto informatico in un grande magazzino e la sua “vita” privata, nella quale i suoi unici contatti umani sono costituiti dalla sorella (Sarah Lancaster, che personalmente amo in ogni salsa) e l’immancabile amico nerd - ancora più nerd – Morgan (Joshua Gomez) . (more…)

Gossip Girl - 1×01 - Pilot

“Abbiamo diritto ai miliardi dell’eredità, alla casa degli Hampton, agli antidepressivi. Ma la felicità nella lista non c’è mai stata.” 

Questo serial è iniziato mercoledì scorso, e già ne parla il mondo intero.
Il perchè è molto semplice: anche se il tema sono i ragazzi ricchi, scordatevi Beverly Hills 90210. Basata su una serie di romanzi di Cecily von Ziegesar incentrati su un gruppo di adolescenti wasp, la ricca e dominante borghesia bianca, Gossip Girl è un ritratto realistico e inclemente della “generazione Paris Hilton”. Ambientato tra Park Avenue e la Quinta strada, i suoi protagonisti bevono, fumano e fanno sesso come tutti i protagonisti delle altre serie, solo con molto più stile e cattiveria.

La nostra storia inizia quando Gossip Girl, una sconosciuta voce fuori campo (dono di Kristen Bell, l’indimenticata Veronica Mars), diffonde la notizia che Serena Van der Woodsen (Blake Lively, The sisterhood of traveling pants) è tornata in città. Nel giro di pochi minuti tutti gli studenti della più prestigiosa scuola privata di Manhattan lo sanno e il pettegolezzo comincia: è stata davvero in un collegio nel Connecticut? Perchè è partita dal giorno alla notte? Perchè ha tagliato tutti i ponti con gli amici?

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Damages - 1x01 - Episodio PilotaL’inquadratura di una strada trafficata di New York. La luce, lo smog, il rumore del traffico, un semaforo. Stacco sull’entrata di un palazzo. Zoom. Din, din, din: un ascensore sta scendendo. Si apre. Il volto sconvolto di una giovane donna fa capolino: indossa un cappotto verde ed è coperta di sangue.

Stop. Partiamo dall’inizio e torniamo indietro di sei mesi, quando la storia ha inizio. Ellen Parsons (Rose Byrne) è un giovane avvocato agli inizi della propria carriera: è una donna ambiziosa, ma affezionata alla propria famiglia. Vorrebbe essere assunta dallo studio legale Hewes & Associates, al cui comando si trova Patty Hewes (una glaciale e perfetta Glenn Close). C’è solo un problema: il colloquio per l’assunzione è lo stesso giorno del matrimonio della sorella di Ellen. Cosa fare? Rinunciare a quella che è forse la più importante occasione nella propria carriera e fare contenta la propria famiglia, oppure perdere la celebrazione e guadagnare un posto che tutti vorrebbero? Ovviamente la prima opzione prevale sulla seconda. Posto perso. Almeno fino al momento in cui Patty si presenta al matrimonio, le fa i complimenti per la sua scelta e le dice che non c’è bisogno di un colloquio: è assunta.

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i spleep a lot better konwing doctors smokeQuando le donne erano pezze da piedi, gli uomini dovevano mettere giacca e cravatta anche per portare fuori la spazzatura, le persone di colore erano negri e le sigarette erano solo l’accessorio più in voga… Quelli sì che erano bei tempi!
Benvenuti nell’America conservatrice degli anni 60, terra del benessere, della superficialità, dell’abbondanza e dei pregiudizi. Peggiore solo di poco rispetto all’America di oggi, ma con più fumo e più gusto nel vestire.

Introdotto da una sigla animata molto graziosa (oltre all’adorabile omino stilizzato, ho sempre avuto un debole per le sigle in cui i personaggi NON guardano in macchina e sorridono mentre sotto compare il nome dell’attore -beverly hills e smallville, brrrrrr…), Mad Men è uno spaccato cinico e spietato di quel mondo, dove una donna può farsi prescrivere la pillola anticoncezionale al modico prezzo di 11 dollari e di venir trattata dal proprio medico come la peggior sgualdrina di puttanopoli, o dove un uomo in un locale cerca di attaccar bottone con un cameriere di colore per venire subito interrotto da un altro cameriere, bianco stavolta, che domanda solerte al gentile cliente se per caso il suo collega -il negraccio- lo sta importunando, dove i progetti per il futuro di una ragazza sono trovarsi un marito per poter smettere di lavorare (prospettiva non poi così avvilente dal momento che tanto la maggior parte di loro è sinceramente convinta di non essere intelligente quanto un uomo), o dove nelle ditte non si assumono ebrei perché è già tanto avere nel team un italiano.

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