Piccola premessa: ignoriamo il fatto che gli ultimi due episodi non sono stati recensiti. Tuttavia ho tentato con grande impegno di trovare una giustificazione soddisfacente: ho pensato di rifilarvi la sempreverde scusa che alla fine non è successo poi tanto di cui parlare, ho pensato di dirvi che le agitazioni per il Decreto Gelmini hanno colpito duramente anche Dirty Sexy Money o che i pochi dello staff di Serialmente che seguono questo show sono stati ipnotizzati da un sapiente mago e si sono dimenticati dell’esistenza della serie. Naturalmente niente di tutto ciò è vero. Semplicemente, questo telefilm non se lo fila nessuno.
In verità io lo trovo estremamente godibile, ben fatto e ottimamente recitato, anche se in realtà qualcosa che mi disturba e rende problematico addormentarmi la sera c’è. (more…)
Archivio per Dirty Sexy Money
Perdonatemi la lezione di storia, è solo per dire che Dirty Sexy Money si inserisce proprio in questo contesto: il mondo dei ricchi non smette mai di affascinarci, e quindi dopo una prima stagione ben riuscita (sebbene di soli 10 episodi causa sciopero), tornano i Darling. (more…)
Già reduce dalla visione del pilot di Cane, serie pericolosamente in bilico tra il drama e la soap messicana su una famiglia di baroni dello zucchero che mi ha sinceramente fracassato le palle, quando il 26 settembre dello scorso anno è andato in onda sulla ABC il pilot di Dirty Sexy Money l’ho bellamente snobbato liquidandolo come l’ennesimo Dallas. La messa in onda su FOX (il pilot in italiano è andato in onda l’altro ieri) è stata l’occasione per cambiare idea e rivalutare completamente questa serie che, se dovessi descrivere in due parole, definirei la versione seria di Arrested Development. Fatta eccezione per l’umorismo e l’idiozia imperanti, gli elementi cardinali ci sono più o meno tutti: personaggio retto e morigerato alle prese con una famiglia di stronzi pieni di soldi, coi loro eccessi, stravaganze, ipocrisie e pretese assurde, che cerca, spesso senza successo, di salvare la propria vita privata o quantomeno la propria integrità. (more…) |
E’ un fatto: il mondo dei ricchi ci ha sempre affascinato. Fin dall’antichità le classi inferiori guardavano ai nobili come modelli di riferimento, ammiravano e invidiavano gli averi e lo status sociale che permetteva loro di decidere delle sorti di tutti. Ormai da diversi secoli il ruolo della nobiltà è passato nelle mani di un’altra classe, quella dei borghesi, nuovi ricchi non più legati al sangue blu ma al denaro in quanto guadagno, investimento e profitto. Col tempo l’immagine dei ricchi ha assunto nuove sfumature ma l’attenzione del grande pubblico è sempre rimasta: tabloid, canzoni, film, reality show… e naturalmente serie tv, dalle più recenti
Dai Corleone ai Kennedy, vere o immaginarie che siano, quelle grandi ricche potenti famiglie che si destreggiano tra torbidi intrighi e spese folli colpiscono da sempre il nostro immaginario collettivo, ci stregano col loro fascino ambiguo e fanno sì che scrittori, registi e autori ce ne propinino almeno tre o quattro all’anno.







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