Archivio per Californication
La scelta dello screencap è stata oltremodo dura, stavolta. Da una parte avevo Hank con la chitarra in mano, chiaramente depresso, in un’immagine che richiama efficacemente il titolo dell’episodio, dall’altra però c’erano le chiappone nude di David Duchovny. La tentazione di metterle in prima pagina è stata davvero, davvero tanta, e più volte ho soppesato le due scelte nella mia mente. “La prima è sobria, evocativa, classy. Però la seconda ha le chiappone. La prima ha dei bei colori caldi e avvolgenti. Però la seconda ha le chiappone. La prima esprime meglio quel senso di solitudine che Hank continua a riempire con vuote avventure sessuali. Però la seconda ha le chiappone”. Alla fine poi non ne ho avuto il coraggio, però ho messo lo screencap alternativo in un collegamento nascosto all’interno della recensione. Vedetelo come un extra, un bonus. Magari ne potete fare anche un gioco, “trova le chiappone nude di David Duchovny”.
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Ecco, questo, per dire, è un episodio di Californication.
Io non ho mai preteso il genio o i salti mortali, non sono uno spettatore dai gusti particolarmente sofisticati almeno quando si tratta di Californication, ma la totale assenza di una-cosa-che-fosse-una da raccontare della scorsa settimana, scusate se sono così categorico, l’ho trovato improponibile. Quello 0/5 non stava a significare “worst episode ever”. Più che altro “no episode at all”, insomma, qualcosa di non classificabile perché non c’era francamente niente di cui parlare.
Fortunatamente per me che continuo forse anche un po’ masochisticamente a seguire la serie, la musica cambia un pochettino questa volta, si intravede un po’ di luce in fondo al tunnel, come si suol dire.
Oddio, che mai succederà questa volta per farmi cambiare idea, le trame non sono forse ancora stupide, insulse e grossolane? Sì certamente. Ma appunto le trame, non il niente.
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Guardate, non farò nemmeno finta di essere stato occupato, di aver avuto impegni inderogabili o chissà che. Non tirerò neanche fuori la scusa che nessuno si è ancora degnato di fare i sottotitoli (anche perché, siamo seri, questa serie non è esattamente In Treatment). Io questo episodio me l’ero proprio dimenticato.
L’ho visto lunedì scorso, esattamente quando è uscito, ho capito a gandi linee cosa non succedeva, ho saltato qualche pezzo perché era di una noia mortale, e cinque minuti dopo non mi ricordavo neanche più di averlo visto. Se me lo aveste chiesto ieri vi avrei detto ma va, questa settimana Californication è saltato.
Non era saltato, sono solo andati in onda i 25 minuti più inutili della storia della televisione. Sì, anche più di della pubblicità, di Porta a Porta e di Smallville.
Capisco di aver fatto un torto a tutte tre le persone che seguono la serie, tirandola così per le lunghe, e me ne scuso, ma vi assicuro che è stato in buona fede. E ora che l’ho rivisto per potervene parlare e commentare assieme a voi l’ubriacatura triste di Hank e del cameraman, gli sbalzi d’umore di Karen e le buffe avvenute di zio Charlie nel mondo del porno, mi rendo conto che forse il torto lo state facendo voi a me, costringendomi a parlarne.
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Quando ho iniziato a scrivere per Serialmente non avrei mai pensato che avrei recensito una puntata di Californication. Se qualcuno poi mi avesse detto che mi sarei ritrovato a recensire due puntate consecutive di Californication mi sarei quantomeno messo a ridacchiare. E questo non tanto perché non credessi nelle mie capacità di recensore quanto perché non l’ho mai ritenuta una di quelle serie che avrei seguito costantemente. Magari una di quelle cose che segui distrattamente, su cui resti indietro per settimane e poi ti spari quattro o cinque puntate tutte insieme, tanto per farti quattro risate, questo forse si. Ma che avrei atteso con una certa impazienza la puntata successiva, questo non me lo sarei mai aspettato.
Eppure eccomi qui, e devo dire che è valsa la pena aspettare ben una settimana…
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Tanto per autocitarmi, nei commenti alla recensione della scorsa puntata di questa serie, avevo scritto, in risposta a chi faceva notare scene esagerate e comportamenti bizzarri dei personaggi, una cosa tipo “Californication è una discreta sagra dell’assurdo, e come tale va presa”.
Del resto, dopo l’assurdo finale della prima stagione, era praticamente impossibile chiedergli qualunque cosa andasse sotto il titolo di “coerenza”. Tutto ciò che si può fare, per quanto mi riguarda, è continuare a sperare che prima o poi il buon Hank Moody si decida a ricadere nell’abisso di depravazione dal quale pareva inopinatamente uscito in tale sciagurato episodio, solo per trasformarsi nella peggiore imitazione di bravo ragazzo che si sia mai vista dall’invenzione della fionda in poi. Da quel momento le cose, se non interessanti, immagino che torneranno ad essere perlomeno vagamente divertenti.
Ci è riuscito in questo episodio? Lo scoprirete dopo il cut…
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Californication è Californication. Molti stupidamente lo amano, come ricordato da Kaw nella recensione della puntata precedente, per l’uso sistematico di sconcezze, situazioni paradossali, per come liberamente parli di droghe leggere o meno e per come sia cool con quella sua regia da videoclip. Ma a mio parere Californication è molto di più di questo, è un telefilm scritto benissimo, curato e foriero di un messaggio molto positivo, nonostante il cinismo col quale viene raccontato: questo è un mondo di merda, puoi abbandonarti alla corrente e galleggiare oppure opporti e cercare la tua felicità (che Hank è convinto di trovare nella donna sbagliata giusta).
Dopo un Season Finale deludente ed un pò stucchevole ed una Season Premiére lenta ed un pò sconclusionata (Hank “pulito”, tutta la storia del misunderstood cunnilingueo, la scena del poliziotto) arriva finalmente la seconda puntata, che mette subito tanta carne sul fuoco, promettendo una stagione, a mio dire, avvincente.
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Lo diceva sempre mio nonno, l’estate non è veramente finita finché non hai visto le chiappone flaccide di David Duchovny. E anche se stamattina faceva un freddo cane e ho dovuto accendere il riscaldamento per uscire da sotto le coperte, è stato solo dopo aver assistito a una inutle sequela di volgarità, doppi sensi, nudità e comportamenti antisociali che mi sono detto “l’estate è finita, è tempo di tornare a recensire la pittoresca esistenza di Hank Moody“.
Se lo screencap che mettiamo sempre a fianco è il biglietto da visita non solo dell’episodio ma anche dell’articolo, avrete sicuramente capito che non ho la minima intenzione di prendere seriamente la faccenda. Per me Californication è morto quando ha iniziato a parlare di sentimenti relegando lo sniffare coca dal culo di una puttana a mero contorno, e ho il dente avvelenato perché la scorsa stagione si è chiusa con l’happy ending più stucchevole e inappropriato della storia della televisione.
Perché continuiamo a vederlo non lo so, è come quando incontri il chitarrista del gruppo che avevi al liceo che ora fa il fiscalista e ti viene da dire “che ti è successo amico, una volta eri figo” ma non hai voglia di infierire perché probabilmente ha già i suoi problemi.
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Dopo aver provato circa una quindicina di incipit vi dirò le cose esattamente come stanno: mi risulta piuttosto difficile scrivere un commento su questo episodio. Per due Motivi. Il primo è che si tratta di un season finale, ed evitare di entrare fin da subito nello specifico è in po’ problematico (è sotto gli occhi dei tutti l’infiammata discussione che sta dividendo il sito sull’importanza di evitare spoiler almeno prima del cut XD e anche le faccine. ma vabbè). Il secondo è che sono molto molto deluso, e trovando inaccettabile la “soluzione” che è stata scelta per chiudere la stagione (ma non la serie, ricordo a tutti che Cali è confermato per l’anno prossimo), essere chiari e obiettivi è ancora più complicato.
Potrebbe trasformarsi in uno sfogo isterico, io vi ho avvisati. (more…)
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Penultimo episodio, che francamente non volevo neanche vedere perché i penultimi episodi sono sempre delle gran puttane che ti lasciano quintali di carne al fuoco, fanno salire la tensione, non risolvono niente ma anzi complicano le cose ancora di più per tenerti col fiato sospeso fino al gran finale. Poi mi sono ricordato: Showtime! Cosa mai può succedere? Che invece di farmi vedere un culo me ne fanno vedere mezzo? Che invece di vedere Hank che tromba non sapremo se ha trombato fino al prossimo episodio? Assolutamente sopportabile.
Non fraintendetemi, Californication è ancora tra le mie serie preferite, ma il suo fascino sta nel modo in cui è scritto e nella caratterizzazione di certi personaggi (un tempo avrei detto tutti i personaggi, poi ci sono state la shizofrenia di Karen e la fastidiosa tendenza di Becca ad essere una Mary Sue), non certo nella sua dubbia capacità di tenerti sveglio la notte, attanagliato da dubbi amletici come “Mia e Hank si metterano mai assieme?” o anche “riuscirà Hank a perdere qualche chilo e riconquistare Karen?”.
Penultimo episodio, le cose iniziano a muoversi. Il matrimonio tra Karen e l’inspiegabilmente orrido Bill si avvicina sempre più inesorabilmente, Hank rifiuta la realtà e Becca corre ai ripari, frattanto Charlie e Dani si apprestano a pubblicare & promuovere la novella “di” Mia del tutto ignari (Charlie pare non l’abbia neanche letta, ma si fida semplicemente di Dani che ormai lo tiene completamente per le pal- al guinzaglio. no no, proprio per le palle) che non è per un cazzo farina del suo sacco. (more…)
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L’altro giorno decantavo le gioie del sesso a tre in una recensione di How I Met Your Mother (non che io l’abbia mai provato. né che si sia visto in How I Met Your Mother, almeno finché non lo compra la Showtime. in quel caso, certo, chi può dire che non ci piazzino una bella Ted/Robin/Barney così tanto per spezzare la tensione?) ed ecco l’inevitabile threesome anche in Californication (e Michele che sosteneva che questo era l’anno dei nerd. pudico, ingenuo Michele…). Un po’ più buffa, un po’ più triste, molto più esplicita e senza ricamarci tanto attorno. Del resto dovrebbe essere normale amministrazione per un buongustaio del sesso in tutte le sue forme come il nostro Hank Moody.
Ma facciamo qualche passo indietro.
In fin dei conti qualcosa di significativo è successo nell’episodio scorso: Zio Charlie, per esempio, si è effettivamente separato dalla consorte e ora infesta l’appartamento di Hank, pronto a riabbracciare la vita da single, a togliersi qualche sfizio e a bere a grandi sorsi dal Calice della Libertà. O Becca, che deve aver saputo che mi ero rotto le palle di lei e questa volta non si fa giustamente vedere per tutto l’episodio. O Hank, che dopo il furto della macchina con manoscritto annesso (unica copia esistente, o così crede lui) accenna alla possibilità di scrivere sul computer (del resto esiste solo da un milione di anni, vedi un po’ tu, Hank).
Il tema che ricorre in tutto l’episodio è quello delle coppie: Hank e Charlie da una parte, Karen e Marci (la moglie -in pausa- di Charlie) dall’altra, e a inframezzare, Dani, l’assistente poi ex-assistente poi ancora assistente di Charlie, ansiosa di fare carriera come agente letterario (e pronta a ricattare Charlie per avere una spintarella), assieme a Mia che prendono un caffè e discutono della possibilità di pubblicare un lavoretto della giovane talentuosa (o presunta tale) fanciulla, una conturbante novella che si propone come una risposta moderna a Lolita e o mio dio Mia sta portando in giro il manoscritto di Hank spacciandolo per suo!! (more…)
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