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the-sarah-connor-chronicles-2×08.jpgRei’s story

La sera si presentava col suo mantello violaceo, mentre il freddo filtrava dalle persiane abbassate, attraverso i vetri appannati. Rei era seduto davanti al monitor, picchiettando con le dita la superficie liscia del tavolo. Il tempo era scivolato lentamente e in quel momento il ragazzo si era smarrito davanti alla fluorescenza smorta dello schermo. Quando d’un tratto, gli venne in mente il nuovo episodio di Terminator: The Sarah Connor Chronicles trasmesso il giorno prima. Non ci mise molto per preparare l’occorrente e vederlo: ancora non si immaginava che avrebbe assistito ad una delle prove migliori mai dimostrate dalla serie. (more…)

friday-night-lights-3×05.jpg- I feel old. I feel old and out of control.

Che barba, che noia. Che noia, che barba. Diciamolo chiaramente: Tami e il coach sono la Sandra Mondaini e il Raimondo Vianello della tv americana. Chi è che, guardando questa scena, non lo ha pensato anche solo di sfuggita? Sicuramente non il pubblico statunitense (che finalmente ha eletto un presidente mentalmente sano). Un privilegio per noi poveri italiani, che abbiamo potuto apprezzare questa diversa (divertente) sfumatura. (more…)

true-blood-1×08.jpgCi sono varie linee di demarcazione che bisogna fare attenzione a non oltrepassare quando si scrive una serie tv. La prima è sovrastimare la sospensione dell’incredulità di cui dispone lo spettatore, facendo capitare situazioni poco coerenti giusto per portare avanti la storia. Subito dopo però ne viene una seconda, che demarca la zona caratterizzata dalla presunzione di poter propinare qualsiasi cosa allo spettatore senza una valida ragione, giusto per riempire lo spazio di un altro episodio. True Blood ha varcato questa seconda soglia.
Perché voglio che siate preparati a quanto segue: non vi aspettate da me alcuna riflessione profonda o analisi delle vagonate di metafore che la serie vomita di minuto in minuto. A essere sinceri stavolta True Blood ha particolarmente offeso la mia sensibilità di spettatore, per non parlare della mia (limitata) intelligenza. (more…)

surprise.jpg- Kitty Pimms, Patty Boots… What wonderfully rithmic names!

Ai tempi in cui studiavo canto, la mia insegnante passava intere lezioni a spiegarmi la tecnica dell’improvvisazione, soprattutto nella musica jazz. Tra le tante indicazioni, una volta mi disse che è meglio non usare mai serie di sillabe come la la la o pa pa pa, ma è preferibile utilizzare suoni più dolci, consonanti meno dure come la v, la b o la f, che permettano al flusso musicale di muoversi liberamente e di non appesantirsi.
Quindi, visto che non so cosa frak scrivere in questo precut, improvviserò.

Va va va sviudu bai va
fa fa feidi sfaila
feidi sfaila
va
(more…)

the-sarah-connor-chronicles-2×06.jpg- Why is a math book so sad?
- Because it has so many problems.

Ecco, se qualcuno dovesse mai farmi una battuta del genere a) mi chiederei perché cavolo me l’abbia fatta in inglese, b) lo prenderei per un idiota, c) per tentare di frenare la mia voglia di colpirlo a morte con delle nacchere (famoso strumento letale) fingerei un sorriso in un imbarazzato silenzio. Se invece fosse un’intelligenza artificiale a sollazzarmi (ho sempre voluto usare questa parola!) con la stessa battuta, mi comporterei più o meno nell’identico modo, tranne per il fatto che il ghigno sul mio viso più che dettato dall’imbarazzo sarebbe stato dettato dall’isteria più violenta. (more…)

pushing-daisies-2×02.jpgHaving recently discovered that watching someone else make a fresh start alone can be very fairly traumatic, the lovers who could not touch were happy to find that making a fresh star together was a thrill.

Come mai finisco sempre per sospirare beatamente al termine di ogni episodio di Pushing Daisies? (more…)

the-sarah-connor-chronicles-2×05.jpgBen ritrovati, fedeli compagni di Terminator: The Sarah Connor Chronicles. Conoscete la storia di Dorothy e dei suoi tre simpatici amici, il leone, l’uomo di latta e lo spaventapasseri? Il sentiero di mattoni gialli che percorrono per raggiungere il castello del grande mago di Oz? Vi ricordate le scarpette rosse di Judy Garland, che sbatte tre volte di seguito per poter ritornare al posto come non ce n’è nessun altro, ovvero casa? Beh, dovete sapere che in realtà le scarpette sono argentate, cioè nel libro originale di L. Frank Baum lo sono. Almeno è quanto spiega la nostra Sarah (che sappiamo conoscere molto bene The Wonderful Wizard of Oz), in una puntata che si divide tra una maternità rubata e le tre età di un figlio: bambino, adolescente e uomo. (more…)

pushing-daisies-2×01.jpgNon so bene come iniziare la recensione. Sarà che aspettavo dallo scorso dicembre di ricominciarne a parlare, sarà che aspettavo dallo scorso dicembre di riprenderla a vedere, sarà che semplicemente aspettavo dallo scorso dicembre. Fatto sta che ora mi trovo qui a commentare la premiere di una serie che, se ancora non vi fosse abbastanza chiaro, aspettavo dallo scorso dicembre. Lo scorso dicembre. Un periodo un po’ strano, in effetti, almeno per me. Dovete sapere che a quei tempi… cosa? OK, OK, allora comincio. (more…)

the-sarah-connor-chronicles-2×04.jpgIndecisione. Condizione di chi è indeciso (e grazie tante, Zingarelli!), irresoluto, mancanza di decisione. Sinonimi: dubbio, incertezza, titubanza. Indecisione. Sul giudizio definitivo. E non parlo della puntata, no, perché è abbastanza facile definirla “un gran bel pezzo di puntata”. No. La mia condizione di indeciso riguarda quale frak di immagine di Summer Glau utilizzare come screencap da inserire qui affianco. Perché, ringraziando ognuno il proprio Dio, la nostra attrice preferita questa settimana spacca. Di brutto. (more…)

fringe-1×03.jpgE’ sempre strano iniziare a scrivere di una nuova serie tv, soprattutto quando l’hai aspettata con curiosità, una delle poche (insieme a Dollhouse) nuove proposte interessanti della stagione televisiva 2008/2009. E’ come attaccare bottone per la prima volta con una persona e cercare di capire di che pasta è fatta (ora l’aver paragonato un serial televisivo a un essere umano potrebbe darvi l’impressione che il sottoscritto sia un sociopatico con turbe paranoiche e maniaco ossessive… non vi preoccupate: lo sono). Quindi, se non dovessi arrivare subito al punto o mi trovassi a ripetere cose già dette dai miei colleghi, per favore pazientate . Ho bisogno di un po’ di tempo. D’altronde sono timido io. (more…)

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