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Mad Men – 7×10 – The Forecast

Cosa desideri dal futuro?

È la domanda che anima il decimo episodio dell’ultima stagione di Mad Men. Una domanda che si ripete ossessiva, martellante. A porsela è Don, che non sapendo come rispondere la girerà ai suoi colleghi. Cosa desideri dal futuro?
Non è un caso che Don, e quindi pure la serie, se lo chieda proprio adesso. Adesso che Don si è riappropriato del suo posto nell’agenzia, che il suo secondo matrimonio è ufficialmente finito, adesso che il suo terribile segreto è stato svelato.
Così come non è un caso che l’episodio cominci in un appartamento vuoto, abbandonato da tempo persino dalla persona che continua a viverci, come fosse un fantasma intrappolato in un luogo di nessuno. L’occasione per interrogarsi sul futuro viene quindi offerta da Roger, che incarica Don di scrivere una presentazione per l’evento organizzato dall’agenzia McCann Erickson, una dichiarazione d’intenti che segnerà la rotta della Sterling Cooper Draper Price: obiettivi, traguardi, sogni. Da qui la domanda: cosa desideri dal futuro?

C’è chi si ferma al “cosa” della domanda. Ted vuole come cliente un’importante compagnia farmaceutica. Richard, la nuova fiamma di Joan, pretende la totale libertà e non vuole certo ritrovarsi a fare da padre di un bimbo di quattro anni. Peggy sogna la fama, la carriera, la realizzazione personale. Tutti loro desiderano cose finite, specifiche, mica scovare il significato ultimo della vita! Tutti desiderano cose nuove.
Ma una volta ottenute queste “cose nuove”, che fare delle vecchie? Dopo aver conquistato a caro prezzo un posto di rilievo e di potere nell’agenzia pagandolo, Joan non sa bene che fare della sua vita precedente, quella domestica, di mamma. Forse sente il bisogno di dire addio a un’immagine di se stessa che non la rappresenta più, come fanno i bambini della pubblicità dei Tinker Bell Cookies, che salutano biscotti e dolci che hanno fatto il loro tempo.
E quando invece, come Don, di cose nuove da desiderare non ce ne sono? Che fare delle cose vecchie? Tenerle in caldo nonostante non valgano più nulla? Far finta che appartengano a qualcun altro? Magari all’inventore del frisbee scappato in un castello in Francia per non pagare le tasse?

Don, da bravo pubblicitario, vuole un’idea. Non vuole “cose nuove”, da realizzare, da comprare o da rubare, ma idee nuove. Idee da vendere, come in pubblicità, bisogni da creare per essere poi soddisfatti. Incapace di riuscirci da solo, interroga gli altri. Ma ci vuole “too much imagination” per riempire gli spazi vuoti.
Peccato che Don non sia presente al dramma svoltosi in casa della sua ex moglie, quando Betty e Sally vengono a sapere che il giovane Glen, il figlio dei vicini con una fissa per l’ex signora Draper, si è arruolato ed è pronto a partire per il Vietnam. Forse Don sarebbe stato ispirato dall’ideale di giustizia sociale a cui Glen fa appello nel suo pomposo annuncio. Eccola finalmente un’idea! Un’idea pubblicitaria, ci confermerà Glen rivelando le vere circostanze dietro al suo arruolamento, un’idea espressa nel tentativo di conquistare la sua “cosa nuova”: Betty. Ma tutto quello che otterrà da lei sarà la guancia, un sorriso e un addio.

mad men betty glen

Di addii imposti ce ne sono tanti: Glen è costretto ad andare in guerra, il giovane copyrwiter Mathis viene licenziato, Sally è mandata in vacanza dalla madre. I tre ragazzi non hanno scelta, non possono opporsi. L’unica scelta che resta loro è sbarazzarsi dei vecchi modelli che li sovrastano e li schiacciano. Per Glen è Betty, per Mathis è Don, per Sally è l’una e altro. Per questi personaggi, che ne sono l’incarnazione, il futuro non è fatto di “cose nuove” da avere, ma di modelli da abbandonare, identità da conquistare, desideri da sviluppare. D’altronde, come dice il fascinoso Richard nel tentativo di riconquistare Joan, la rigidità, quella dei desideri e quindi delle coscienze, appartiene ai vecchi: i giovani hanno (ancora) troppa immaginazione.

La seconda metà dell’ultima stagione di Mad Men si interroga sul concetto di fine dei desideri e di reiterazione dell’atto stesso del desiderare. Raggiunto tutto, non si è ancora raggiunto niente. E si ricomincia. È così che funziona l’uomo. È così che funzioniamo tutti noi. E se perdiamo di vista ciò che desideriamo, rischiamo pure di non sapere più chi siamo.
Non avendo più cose da desiderare, segreti da nascondere, peccati da espiare, chi sarà mai adesso Don Draper?

Giovanni Di Giamberardino

Giovanni Di Giamberardino nasce qualche tempo fa da qualche parte. Da tempo complotta per la conquista del mondo e la distruzione dell’umanità. Come se non lo facesse nessuno nel mondo pure lui ha scritto un romanzo, che comunque nessuno ha letto.

14 Comments

  1. Io so solo che quando questo capolavoro finirà, ahimè, mi sentirò esattamente come Don alla fine dell’episodio!

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  2. Betty (Francis) Draper che da della Jane Fonda a Sally :)
    Grazie di aver deciso di recensire questi ultimi episodi di Mad Men. Seguire la parte finale della serie senza il vostro contributo non sarebbe stata la stessa cosa.

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  3. Concordo con Fabrizio Lambert

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  4. Il sito orami è morto…ha senso solo per l’archivio.

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    1. E’ stato difficile, ma io ho cambiato sito, ogni tanto passo di qui per vedere se si smuove qualcosa

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      1. Anche io ho cambiato sito: è come se avessi cambiato casa, magari ne ho trovata un’altra, più bella, ampia, moderna, ma questa è la prima e ci sono affezionato!
        Dopo tanti anni di serie TV ho capito che buona parte del piacere di una serie consiste nella condivisione di quello che abbiam visto: non avrei goduto appieno Breaking Bad senza Serialmente, no doubt! La stessa cosa vale per Mad Men e mi dispiace, tanto, di venire qui e non trovare più di 10 commenti per questo capolavoro.
        E la cosa triste è che anche in altri lidi, pur apprezzando la qualità delle recensioni, non trovi tanti commenti e spunti di riflessione!
        Greetings everyone!

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        1. Purtroppo il nostro caro Serialmente è deceduto da tempo…..e sottolineo il PURTROPPO!
          Condivido la metafora del cambio casa ma onestamente credo sia stato un bene poichè il Serialmente degli ultimi tempi era diventato qualcosa di “pesante” sia lato utenza che lato staff (ne salvo pochi).
          Su altri lidi ci sono spunti di riflessione interessanti e vengono recensite parecchie Serie TV ; devo dire che la qualità del sito e delle recensioni sta superando il vecchio Serialmente.
          Ad ogni modo sono uno di quelli che ha abboccato al NEW BRAND Serialmente per poi ritrovarsi un sito morto…

          Adios Amigos….è stato bello finchè è durato !

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  5. bernardo provenzano 28 aprile 2015 at 15:05

    Possiamo dire che la nuova versione del sito è stata un fallimento. La gente non vuole parlare di serie in generale ma volte discutere di quello che ha visto il giorno prima. L’esperimento era ambizioso, parlare di serie con un respiro ampio non legato a quello appena andato in onda ma si poteva includere farlo aggiungendo un blog al sito in cui parlare di questo invece di conferite tutto un sito di successo in qualcosa così di nicchia. É stato un suicidio in pubblico.
    Basta vedere il grafico delle ricerche Serialmente su Google qui
    http://www.imagebam.com/image/450da8406444461

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  6. Grazie comunque per quello che fate… io penso che è meglio venire e trovare qualcosa, comunque interessante, che chiudere il sito per sempre…

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    1. Grazie Marco.

      @Bernardo, Gianni S. ecc: a distanza di otto mesi e dopo ennemila interventi di rimostranze più o meno civili, tornare – anzi restare – qui nello spazio commenti a lamentarsi è solo maleducazione nei confronti dell’autore dell’articolo.

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      1. Perdonami Mara….ma dopo tutte le strombazzate sul Nuovo Sito non potete lamentarvi se ci sono ancora utenti delusi .
        Trovo molto più “maleducato” alimentare false speranze verso la vostra fedele utenza…
        Mi dispiace ma avete “toppato” alla grande e lo dico con grande rammarico !

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      2. @ Mara R: tipica risposta boriosa.
        Ce ne vuole per trovare maleducazione nel mio commento: e io che pensavo fosse una dichiarazione d’amore…

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  7. E la lama continua a colpire, affonda ancora una volta nella carne.
    Questo lento saluto a noi, ai nostri sogni, a loro, ai loro è bellissimo e doloroso.
    Dopo aver guardato le stelle, aver raggiunto la luna, è veramente arrivato il momento di poggiare il bicchiere?
    E’ un lungo addio fatto di assenze, di sottrazioni, di mancanze che hanno il tocco di amare carezze….
    Esemplificando: tipo Serialmente.
    Estoaggiocà, estò.
    Dio non voglia che, a forza di leggere sti quattro coccodrillari menagrami che sentenziano grigi epitaffi, mi abbandoniate pure voi con ste ultime puntate…non lasciatemi fuori dalla porta, io non avrei dove andare.

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  8. Quando prima pemsavo a Don avevo in testa l’immagine del sorriso sbie o, i capelli laccati, la sigaretta, il fascino. Ora vedo solola smorfia di inettitudine che sfoggia Don ogni volta che esce sconfitto da una interazione umana x. Mad men, che capolavoro che sei, come farô?

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