Tyrion book

Dal Libro Alla Serie TV – Serialmente Edition

Instruments of Darkness – Imogen Robertson (Marta Corato)

Ormai ho sfrantecato le scatole a chiunque con questo libro e quanto voglio bene a Imogen Robertson.
La storia inizia nel 1780, quando la protagonista Harriet Westerman, padrona di casa di una tenuta in Sussex, trova un cadavere sui suoi terreni. Per scovare l’assassino, si allea con il misterioso vicino di casa Gabriel Crowther, un reietto della società a causa della brutta reputazione che toccava ad ogni anatomista nel 1700.
I due si trovano a scoperchiare i misteri del Conte del Sussex, padrone di Thornleigh Hall e a sua volta loro “vicino” di tenuta, ormai sul letto di morte. Che cosa nascondono il suo inquietante secondo figlio reduce dalla Guerra d’Indipendenza, ma anche la nuova giovane e spietata Contessa?
Intanto, a Londra, il liutaio Alexander Adams viene ucciso nella sua bottega in circostanze misteriose.
Intanto, in mezzo al mare, il marito di Harriet è un ammiraglio e riceve notizie delle avventure della moglie in mezzo al mare.
E questo è solo il primo libro della serie, che ad ora è composta da cinque volumi, ma non è terminata; per ora a Instruments of Darkness seguono Anatomy of Murder, Island of Bones, Circle of Shadow e Theft of Life.
Non posso dilungarmi sui seguiti del primo libro, visto che non li ho ancora letti, ma di sicuro ci sarebbe materiale su cui lavorare e materiale per un bel po’ di serie.
Forse non di proposito, ma Instruments of Darkness è praticamente già pronto per essere trasformato in una sceneggiatura, forse perché prima di diventare una scrittrice Robertson faceva la regista.

CAST
Spoiler: Come potete vedere QUI l’autrice ha gia’ scelto il suo cast ideale per una eventuale versione cinematografica della serie. Per fortuna l’ho letta solo dopo aver fatto le mie candidature. Non sono d’accordo con nessuna delle sue scelte, ma proprio per niente.
Nonostante ore di ricerca non sono riuscita a trovare una Harriet Westerman perfetta; sceglierei Hayley Atwell solo perché so che farebbe un lavoro eccezionale. In compenso, il mio Gabriel Crowther definitivo è James Purefoy con i suoi occhi del demonio.

AUTORI
DONNE. Ultimamente sono drogata di libri thriller e crime scritti da donne e sapete perchè? Perche’ non è tutto annegato nella male gaze e non mi fa venire voglia di strapparmi gli occhi. Le mie speranze si concentrano più sul come che sul chi: vorrei che la storia non venisse stravolta e che non venisse aggiunto un sottotesto romantico.

NETWORK
Mettiamola cosí: BBC avrebbe già le location, i costumi e probabilmente potrebbe mettere insieme la produzione in due settimane. Per me sarebbe anche la scelta migliore, perchè mi augurerei una produzione tetra, piena di angst britannica, con un sacco di nebbia e pecore.
Ad ogni modo network come Starz e Showtime hanno dimostrato di poter mettere insieme degli historical drama di spessore – Outlander e Penny Dreadful rispettivamente. La loro versione sarebbe quella che alza il coefficiente trash al massimo.
Al contrario dei miei compagnucci, non affiderei la serie a HBO: ho il terrore che verrebbe fuori una Game of Thrones-ata e le tette di Harriet Westerman anche no, grazie.


Mara R.

Whedonverse.

Elisa G.

follow me, not the white rabbit [il blog]

Claudio Magistrelli

"Sono sempre stato, e rimango, una spaventosa testa di cazzo, un uomo cattivo, che gode nel vedere quelli migliori di lui trascinati nella polvere." Sono parole di Mordecai Richler, messe in bocca al suo memorabile Barney Panofsky. Ma se non le avesse già usate lui ne richiederei il copyright per farne la mia biografia. Invece mi limito a citare.  
Claudio "Clod" Magistrelli

Marta Corato

alias Emme. il vostro punto di riferimento per qualsiasi serie tamarra.
soft revolution zine / blog / twitter

11 Comments

  1. Una serie su Materie Oscure (per me sempre e solo La Bussola d’Oro) mi piacerebbe MOLTISSIMO, ma Loretta come Lyra mi convince poco.
    Non ho altre idee da proporre, però Loretta mi sembra, come dire, troppo… campagnola, ecco, non me la vedo tanto nei bassifondi di Londra (per non parlare delle lande gelate del Polo Nord), agile e sfuggente come un folletto.
    Sì, la grinta ce l’ha e l’ultimo episodio di Justified è lì a dimostrarlo, (a proposito come mi mancherà quella serie…. mannaggia!), la faccia però è troppo “normale”, troppo tonda (forse per ora, l’attrice è così giovane), manca di mistero, è poco espressiva, insomma non è la “mia” Lyra, ma magari ho torto e pur di vedere una serie su questa fantastica trilogia mi farei andar bene qualsiasi scelta.
    Tom Holland non lo conosco ma ha una bella faccia e come Will Parry mi andrebbe benissimo (avrai capito che sono un po’ fissata con le facce).
    Per gli adulti non saprei.
    January Jones non mi sembra abbastanza affascinante benché sia senz’altro adeguatamente gelida, e Lord Asriel lo vorrei più altero, ma sono quisquilie.
    Datemi i Daimon, tanti daimon, e sarò felice.

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    1. Il casting per gli adolescenti è stato particolarmente problematico, in una versione alternativa che ho poi omesso avevo pensato a Mana Ashida, la Mako Mori bambina di Pacific Rim, e Keanu Reeves per Lord Asriel.

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  2. Il problema è che Pullman può essere letto a molteplici livelli, uno più problematico dell’altro. Non è solo una storia di ispirazione illuministica e di polemica religiosa. Una parte fondamentale riguarda la scoperta del sesso nella pubertà, e il legame del sesso con i meccanismi che governano il mondo materiale, ma anche con le superstizioni e le oppressioni. È una grande allegoria sull’angoscia di castrazione e sulle istituzioni che manipolano la libertà naturale delle persone a scopi di governo.
    Insomma, questioni che solo gli anglosassoni saprebbero rappresentare sullo schermo, ma è comprensibile se nicchiano. Una trasposizione ben fatta si beccherebbe un divieto ai minori di tredici anni.
    Per quanto riguarda la tv, solo citare l’esempio di Fringe è quanto di più inadeguato e lontano dallo spirito del libro. A Pullman andrebbe anche bene, purché si facesse, ma abbiamo già visto i risultati di un adattamento per famiglie.

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    1. Ho chiamato in causa lo showrunner di Fringe non la serie stessa (che pure ha toccato i temi della hubris, dell’ateismo, della fede). La criticità di QOM non sta né nella complessità, né nella deriva teologica, ma nell’essere una storia adulta veicolata, soprattutto nel primo libro, dall’avventura di una bambina di 12 anni visto che tra le altre cose è anche un romanzo di formazione.

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  3. Scusate il nuovo OT (prometto che è l’ultimo…):

    “In considerazione della prolungata inattività del forum, in attesa che lo stesso torni in attività ne abbiamo creato uno temporaneo, all’indirizzo

    http://serialmente.forumfree.it.

    Chi volesse parlare di serie tv (e non solo) insieme a noi è ovviamente il benvenuto.”

    Saluti a tutti (e specialmente a Willi).
    Skorpio.

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  4. Secondo me se facessero una serie basta su “Il Potere del Cane” sarebbe una bomba clamorosa.

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  5. “Il Potere del Cane” lo voto anch’io!

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  6. Scusate l’ O.T. ma ieri è andata in onda la midseason premier di Mad Men e pensare che non potrò leggere le vostre recensioni mi fa piangere il cuore, perché è proprio grazie a Mad Men che vi ho scoperto e in cui a mio parere avete fatto il lavoro migliore. Capisco il vostro cambio di linea editoriale, pero sarebbe bello in queste ultime 7 puntate avere per l’ultima volta le vostre incredibili analisi verso un capolavoro che ha segnato la serialità e che sappiamo quanto anche voi apprezziate. Ricordo che quando avete comunicato a noi utenti il cambiamento che avrebbe avuto il sito, qualcuno vi chiede se avreste fatto un eccezione proprio per Mad Men, voi non lo escludeste e questo mi ha fatto sperare fino ad ora. Vi seguirò sempre nonostante tutto, perché per chi ama questo mondo, voi ne farete sempre parte.

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  7. “Annientamento” lo avete amato?!?

    Per me il suo unico punto di forza è stato l’essere estremamente breve, e il tempo che gli ho dedicato mi è sembrato comunque sprecato.

    Alcuni spunti avrebbero anche potuto essere interessanti, e posso intuire che l’autore abbia voluto rivestire la storia di un certo senso straniamento.
    La voce narrante non nasconde di scrivere il suo diario (perché il racconto è fondamentalmente questo) assolutamente controvoglia, e di dubitare persino che possa essere utile.
    Jeff VanderMeer ha cercato di portarci nella mente e sotto la pelle di questa protagonista assolutamente originale. Peccato che abbia creato un personaggio con cui sia praticamente (intenzionalmente?) impossibile provare un qualche tipo di legame, figurarsi empatia.

    Il risultato è che la storia, al netto di un setting inusualmente affascinante, è difficile da mandar giù più di un mattone, per nulla accattivante.
    Per non parlare di alcune scelte stilistiche che rasentano l’orrore sintattico (ma potrebbe aver influito negativamente anche l’adattamento italiano, ma tant’è…)

    Per me Annientamento non vale il costo della carta riciclata servita per stamparlo.

    ps: non fatemi nemmeno iniziare l’elenco dei romanzi infinitamente più meritevoli di una trasposizione che non ne usciamo più ;)

    Complimenti per l’idea alla base dell’articolo comunque, siete sempre i migliori!

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