Tyrion book

Dal Libro Alla Serie TV – Serialmente Edition

 

A Land fit for Heroes – Richard K. Morgan (Elisa G.)

A land fit for Heroes è una trilogia fantasy di Richard K. Morgan composta da “The Steel Remains”, “The Cold Commands” e “The Dark Defiles”. In Italia è in via di completamento e pubblicata da Gargoyle Books. La trilogia è una saga grimdark fantasy (ovvero declinata a tinte mature, con numerosi passaggi piuttosto espliciti e violenti) che si scaglia con veemenza e ironia nerissima contro certi stilemi del fantastico letterario molto popolari negli Stati Uniti. Avete presente quella netta distinzione tra bene e male, bianco e nero, buono e cattivo alla Tolkien? Ecco, scordatevele.

Anche i protagonisti ricalcano il trio classico del genere (il mago, l’energumeno e l’eroe spadaccino) ma con caratteristiche uniche nel genere: Ringil è un eroe screditato dalla sua omosessualità, Archidi è l’ultima superstite di una specie aliena dalla pelle nerissima e Egar è un energumeno che ha lasciato la sua tribù nomade per la cultura raffinata della città, non riconoscendosi in nessuna delle due realtà.

CAST Lasciando correre l’immaginazione e basandomi sulle descrizioni presenti nella saga, io vedrei bene Gina Torres come una Archidi un po’ più matura rispetto all’epigono letterario, ma sicuramente all’altezza di un ruolo che acquista importanza nelle fasi più avanzate della saga. Inoltre il suo personaggio sarebbe spesso alle prese con reperti tecnologici di civiltà avanzatissime che ricorderebbero certe atmosfere televisive SF in cui ci piace ricordarla. Ray Stevenson (Rome, Dexter, Thor) è il nome di cui sono più orgogliosa: sia per presenza fisica sia come spalla comica pronta a sdrammatizzare sarebbe assolutamente perfetto. Per quanto riguarda Ringil “Angel Eyes” Eskiath lascio che il fangirlismo scorra potente in me e dico con voce tremante Taylor Kitsch. Il suo talento l’ha già provato ai tempi di Friday Night Lights e la sua parentesi cinematografica gli ha quasi ucciso la carriera. Sul lato omo ha già dato prova di non avere particolari limitazioni con The Normal Heart, quindi lasciatemi sognare.

AUTORI Qui non avrei nessuno nome in particolare da proporre, ma ultimamente il trend è quello di includere nella writing room anche l’autore del libro e con il suo aspetto da Eiffel 65, la passione per la musica metal e le magliette nerd Richard K. Morgan non sfigurerebbe come sceneggiatore televisivo tipo. Non mi dispiacerebbe nemmeno una donna, dato che il fantasy in TV sembra un feudo quasi esclusivamente maschile, a differenza di quanto accade in libreria. L’unica condizione è che a tenere le redini sia qualcuno in grado di scrivere dei finali di stagione soddisfacenti, perché Morgan è assolutamente incapace di partorire una chiusura anche solo vagamente soddisfacente.

NETWORK Ma ovviamente HBO! Se fossi un’agente che tenta di convincere la celebre TV via cavo ad imbarcarsi nell’impresa, gli farei più o meno un questo discorsetto: “Game of Thrones è stato uno dei più grandi successi televisivi globali dell’ultimo decennio e vi ha messo al riparo le chiappe per un paio di anni dall’avanzata di Netflix, Amazon e Dio solo sarà chi sarà il prossimo a scendere in campo. Cosa farete quando finirà? Non ci sono filler o ritardi di Martin che tengano, tra qualche anno dovrete dire addio alla vostra hit. E allora cosa farete? Ecco, io vi offro l’alternativa: avvicente, fantastica, piena di colpi di scena e soprattutto poco nota, quindi economica, e già infarcita di scene di sesso e sgozzamenti, in modo che i vostri sceneggiatori non debbano nemmeno inventarsi degli pretestuosi riempitivi per inserire qualche tetta in ogni episodio. Ah, sul fronte Tumblr non avrete rivali!”.


Mara R.

Whedonverse.

Elisa G.

follow me, not the white rabbit [il blog]

Claudio Magistrelli

"Sono sempre stato, e rimango, una spaventosa testa di cazzo, un uomo cattivo, che gode nel vedere quelli migliori di lui trascinati nella polvere." Sono parole di Mordecai Richler, messe in bocca al suo memorabile Barney Panofsky. Ma se non le avesse già usate lui ne richiederei il copyright per farne la mia biografia. Invece mi limito a citare.  
Claudio "Clod" Magistrelli

Marta Corato

alias Emme. il vostro punto di riferimento per qualsiasi serie tamarra.
soft revolution zine / blog / twitter

11 Comments

  1. Una serie su Materie Oscure (per me sempre e solo La Bussola d’Oro) mi piacerebbe MOLTISSIMO, ma Loretta come Lyra mi convince poco.
    Non ho altre idee da proporre, però Loretta mi sembra, come dire, troppo… campagnola, ecco, non me la vedo tanto nei bassifondi di Londra (per non parlare delle lande gelate del Polo Nord), agile e sfuggente come un folletto.
    Sì, la grinta ce l’ha e l’ultimo episodio di Justified è lì a dimostrarlo, (a proposito come mi mancherà quella serie…. mannaggia!), la faccia però è troppo “normale”, troppo tonda (forse per ora, l’attrice è così giovane), manca di mistero, è poco espressiva, insomma non è la “mia” Lyra, ma magari ho torto e pur di vedere una serie su questa fantastica trilogia mi farei andar bene qualsiasi scelta.
    Tom Holland non lo conosco ma ha una bella faccia e come Will Parry mi andrebbe benissimo (avrai capito che sono un po’ fissata con le facce).
    Per gli adulti non saprei.
    January Jones non mi sembra abbastanza affascinante benché sia senz’altro adeguatamente gelida, e Lord Asriel lo vorrei più altero, ma sono quisquilie.
    Datemi i Daimon, tanti daimon, e sarò felice.

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    1. Il casting per gli adolescenti è stato particolarmente problematico, in una versione alternativa che ho poi omesso avevo pensato a Mana Ashida, la Mako Mori bambina di Pacific Rim, e Keanu Reeves per Lord Asriel.

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  2. Il problema è che Pullman può essere letto a molteplici livelli, uno più problematico dell’altro. Non è solo una storia di ispirazione illuministica e di polemica religiosa. Una parte fondamentale riguarda la scoperta del sesso nella pubertà, e il legame del sesso con i meccanismi che governano il mondo materiale, ma anche con le superstizioni e le oppressioni. È una grande allegoria sull’angoscia di castrazione e sulle istituzioni che manipolano la libertà naturale delle persone a scopi di governo.
    Insomma, questioni che solo gli anglosassoni saprebbero rappresentare sullo schermo, ma è comprensibile se nicchiano. Una trasposizione ben fatta si beccherebbe un divieto ai minori di tredici anni.
    Per quanto riguarda la tv, solo citare l’esempio di Fringe è quanto di più inadeguato e lontano dallo spirito del libro. A Pullman andrebbe anche bene, purché si facesse, ma abbiamo già visto i risultati di un adattamento per famiglie.

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    1. Ho chiamato in causa lo showrunner di Fringe non la serie stessa (che pure ha toccato i temi della hubris, dell’ateismo, della fede). La criticità di QOM non sta né nella complessità, né nella deriva teologica, ma nell’essere una storia adulta veicolata, soprattutto nel primo libro, dall’avventura di una bambina di 12 anni visto che tra le altre cose è anche un romanzo di formazione.

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  3. Scusate il nuovo OT (prometto che è l’ultimo…):

    “In considerazione della prolungata inattività del forum, in attesa che lo stesso torni in attività ne abbiamo creato uno temporaneo, all’indirizzo

    http://serialmente.forumfree.it.

    Chi volesse parlare di serie tv (e non solo) insieme a noi è ovviamente il benvenuto.”

    Saluti a tutti (e specialmente a Willi).
    Skorpio.

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  4. Secondo me se facessero una serie basta su “Il Potere del Cane” sarebbe una bomba clamorosa.

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  5. “Il Potere del Cane” lo voto anch’io!

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  6. Scusate l’ O.T. ma ieri è andata in onda la midseason premier di Mad Men e pensare che non potrò leggere le vostre recensioni mi fa piangere il cuore, perché è proprio grazie a Mad Men che vi ho scoperto e in cui a mio parere avete fatto il lavoro migliore. Capisco il vostro cambio di linea editoriale, pero sarebbe bello in queste ultime 7 puntate avere per l’ultima volta le vostre incredibili analisi verso un capolavoro che ha segnato la serialità e che sappiamo quanto anche voi apprezziate. Ricordo che quando avete comunicato a noi utenti il cambiamento che avrebbe avuto il sito, qualcuno vi chiede se avreste fatto un eccezione proprio per Mad Men, voi non lo escludeste e questo mi ha fatto sperare fino ad ora. Vi seguirò sempre nonostante tutto, perché per chi ama questo mondo, voi ne farete sempre parte.

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  7. “Annientamento” lo avete amato?!?

    Per me il suo unico punto di forza è stato l’essere estremamente breve, e il tempo che gli ho dedicato mi è sembrato comunque sprecato.

    Alcuni spunti avrebbero anche potuto essere interessanti, e posso intuire che l’autore abbia voluto rivestire la storia di un certo senso straniamento.
    La voce narrante non nasconde di scrivere il suo diario (perché il racconto è fondamentalmente questo) assolutamente controvoglia, e di dubitare persino che possa essere utile.
    Jeff VanderMeer ha cercato di portarci nella mente e sotto la pelle di questa protagonista assolutamente originale. Peccato che abbia creato un personaggio con cui sia praticamente (intenzionalmente?) impossibile provare un qualche tipo di legame, figurarsi empatia.

    Il risultato è che la storia, al netto di un setting inusualmente affascinante, è difficile da mandar giù più di un mattone, per nulla accattivante.
    Per non parlare di alcune scelte stilistiche che rasentano l’orrore sintattico (ma potrebbe aver influito negativamente anche l’adattamento italiano, ma tant’è…)

    Per me Annientamento non vale il costo della carta riciclata servita per stamparlo.

    ps: non fatemi nemmeno iniziare l’elenco dei romanzi infinitamente più meritevoli di una trasposizione che non ne usciamo più ;)

    Complimenti per l’idea alla base dell’articolo comunque, siete sempre i migliori!

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