Tyrion book

Dal Libro Alla Serie TV – Serialmente Edition

Queste Oscure Materie – Philip Pullman (Mara R.)

Sotto il nome “Queste Oscure Materie” (“His Dark Materials”, John Milton, Paradise Lost, Book II) va la trilogia che raccoglie La Bussola d’Oro, il titolo dell’originale britannico è “Northern Lights”, La Lama sottile e il Cannocchiale d’Ambra a firma dello scrittore inglese Philip Pullman. Nel corso degli anni si è parlato di un possibile adattamento a serie tv ma l’eventualità sembra più un wishful thinking piuttosto che un progetto con realistiche speranze di vedere la luce: a tutt’oggi gli unici adattamenti sono stati radiofonici per Radio BBC4 e RTé radio, teatrali ad opera della London’s National Theatre ma, soprattutto, cinematografico. La Bussola d’Oro, diretto da Chris Weitz e prodotto da New Line Cinema, è un film del 2007, nelle intenzioni il primo della trilogia ma nella realtà dei fatti una tale delusione in termini di incassi da aver fatto desistere nell’intento la New Line che pure aveva già la disponibilità dell’intero cast per eventuali successivi film. La produzione, tormentata dal boicottaggio dei gruppi religiosi cristiani statunitensi, ha cercato di non inimicarsi i sopracitati gruppi e allo stesso tempo di attirare i non lettori senza però disattendere le aspettative dei fan della saga ma, come spesso accade quando si cerca di accontentare chiunque, il risultato è stato quello di scontentare tutti: il boicottaggio è proseguito nonostante le rassicurazioni della cattolica Nicole Kidman, i non lettori si sono trovati davanti un fantasy dimenticabile seppure godibile, mentre i lettori hanno assistito a una trasposizione edulcorata e appiattita della materia originale. In queste condizioni e con tali compromessi sono contenta di non aver avuto altri adattamenti.

Il formato serie televisiva permetterebbe di rendere giustizia a un multiverso affascinante, ricco di personaggi e denso di materia narrativa e un Network come HBO o BBC garantirebbero il rispetto dello spirito della trilogia senza pagare pegno creativo a questo o quel gruppo anti.

Più nello specifico La Bussola d’Oro ci introduce nel mondo di Lyra, un mondo alternativo molto simile al nostro in cui la differenza più evidente è la tangibilità dell’anima: nell’universo di Lyra l’anima non è immateriale e in qualche modo interna, ma assume la forma visibile di un animale – il daimon – che non si separa mai dal suo proprietario ed assume una forma-animale fissa in concomitanza dell’adolescenza in accordo con le caratteristiche della personalità del suo umano. Queste Oscure Materie è un fantasy che attraversa più mondi popolati da spettri, angeli e streghe. È la storia del Magisterium interessato a sopprimere il libero arbitrio per soggiogare la volontà delle persone a cui viene nascosta l’esistenza di altri mondi in nome di un unico dio e di una sola creazione; è la storia di Lord Asriel, della sua sfida all’Autorità al cui monarchico Regno di Dio vuole opporre la Repubblica dei Cieli governata dagli uomini ed è una rivisitazione del mito di Adamo ed Eva, della storia della scoperta della natura della Polvere, sostanza su cui si fonda l’Universo.

Ma soprattutto è la storia di Lyra e Will. Entrambi i protagonisti hanno 12 anni ma per il mio casting ideale ho scelto di proporre due attori che verosimilmente possano interpretare due adolescenti. Kaitlyn Dever (Loretta in Justified) per Lyra Belacqua e Tom Holland per Will Parry. Lord Asriel e la signora Coulter, gli ex amanti bellissimi, affascinanti e spietatamente ambiziosi, sono Tom Hiddleston e January Jones, Gillian Anderson la ricercatrice Mary Malone che aiuterà Lyra a compiere il suo destino.

Gli unici due Network che vedo all’altezza sono HBO, principalmente per una questione di budget, ma soprattutto BBC. Philip Pulman ha dichiarato che Moffat potrebbe essere lo showrunner adatto e un paio di anni fa sarei stata d’accordo ma oggi, nonostante la storia sia già scritta, avrei molti dubbi. Preferisco Joel Wyman di Fringe.

Musiche Bear McCreary.


NB
La resa dell’animazione di Rocket Raccoon, poi,  mi fa sperare in una realizzazione – e interazione – realistica dei daimon.

Update 3 Novembre 2015: Queste Oscure Materie verrà adattato a serie da BBC One


Mara R.

Whedonverse.

Elisa G.

follow me, not the white rabbit [il blog]

Claudio Magistrelli

"Sono sempre stato, e rimango, una spaventosa testa di cazzo, un uomo cattivo, che gode nel vedere quelli migliori di lui trascinati nella polvere." Sono parole di Mordecai Richler, messe in bocca al suo memorabile Barney Panofsky. Ma se non le avesse già usate lui ne richiederei il copyright per farne la mia biografia. Invece mi limito a citare.  
Claudio "Clod" Magistrelli

Marta Corato

alias Emme. il vostro punto di riferimento per qualsiasi serie tamarra.
soft revolution zine / blog / twitter

11 Comments

  1. Una serie su Materie Oscure (per me sempre e solo La Bussola d’Oro) mi piacerebbe MOLTISSIMO, ma Loretta come Lyra mi convince poco.
    Non ho altre idee da proporre, però Loretta mi sembra, come dire, troppo… campagnola, ecco, non me la vedo tanto nei bassifondi di Londra (per non parlare delle lande gelate del Polo Nord), agile e sfuggente come un folletto.
    Sì, la grinta ce l’ha e l’ultimo episodio di Justified è lì a dimostrarlo, (a proposito come mi mancherà quella serie…. mannaggia!), la faccia però è troppo “normale”, troppo tonda (forse per ora, l’attrice è così giovane), manca di mistero, è poco espressiva, insomma non è la “mia” Lyra, ma magari ho torto e pur di vedere una serie su questa fantastica trilogia mi farei andar bene qualsiasi scelta.
    Tom Holland non lo conosco ma ha una bella faccia e come Will Parry mi andrebbe benissimo (avrai capito che sono un po’ fissata con le facce).
    Per gli adulti non saprei.
    January Jones non mi sembra abbastanza affascinante benché sia senz’altro adeguatamente gelida, e Lord Asriel lo vorrei più altero, ma sono quisquilie.
    Datemi i Daimon, tanti daimon, e sarò felice.

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    1. Il casting per gli adolescenti è stato particolarmente problematico, in una versione alternativa che ho poi omesso avevo pensato a Mana Ashida, la Mako Mori bambina di Pacific Rim, e Keanu Reeves per Lord Asriel.

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  2. Il problema è che Pullman può essere letto a molteplici livelli, uno più problematico dell’altro. Non è solo una storia di ispirazione illuministica e di polemica religiosa. Una parte fondamentale riguarda la scoperta del sesso nella pubertà, e il legame del sesso con i meccanismi che governano il mondo materiale, ma anche con le superstizioni e le oppressioni. È una grande allegoria sull’angoscia di castrazione e sulle istituzioni che manipolano la libertà naturale delle persone a scopi di governo.
    Insomma, questioni che solo gli anglosassoni saprebbero rappresentare sullo schermo, ma è comprensibile se nicchiano. Una trasposizione ben fatta si beccherebbe un divieto ai minori di tredici anni.
    Per quanto riguarda la tv, solo citare l’esempio di Fringe è quanto di più inadeguato e lontano dallo spirito del libro. A Pullman andrebbe anche bene, purché si facesse, ma abbiamo già visto i risultati di un adattamento per famiglie.

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    1. Ho chiamato in causa lo showrunner di Fringe non la serie stessa (che pure ha toccato i temi della hubris, dell’ateismo, della fede). La criticità di QOM non sta né nella complessità, né nella deriva teologica, ma nell’essere una storia adulta veicolata, soprattutto nel primo libro, dall’avventura di una bambina di 12 anni visto che tra le altre cose è anche un romanzo di formazione.

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  3. Scusate il nuovo OT (prometto che è l’ultimo…):

    “In considerazione della prolungata inattività del forum, in attesa che lo stesso torni in attività ne abbiamo creato uno temporaneo, all’indirizzo

    http://serialmente.forumfree.it.

    Chi volesse parlare di serie tv (e non solo) insieme a noi è ovviamente il benvenuto.”

    Saluti a tutti (e specialmente a Willi).
    Skorpio.

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  4. Secondo me se facessero una serie basta su “Il Potere del Cane” sarebbe una bomba clamorosa.

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  5. “Il Potere del Cane” lo voto anch’io!

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  6. Scusate l’ O.T. ma ieri è andata in onda la midseason premier di Mad Men e pensare che non potrò leggere le vostre recensioni mi fa piangere il cuore, perché è proprio grazie a Mad Men che vi ho scoperto e in cui a mio parere avete fatto il lavoro migliore. Capisco il vostro cambio di linea editoriale, pero sarebbe bello in queste ultime 7 puntate avere per l’ultima volta le vostre incredibili analisi verso un capolavoro che ha segnato la serialità e che sappiamo quanto anche voi apprezziate. Ricordo che quando avete comunicato a noi utenti il cambiamento che avrebbe avuto il sito, qualcuno vi chiede se avreste fatto un eccezione proprio per Mad Men, voi non lo escludeste e questo mi ha fatto sperare fino ad ora. Vi seguirò sempre nonostante tutto, perché per chi ama questo mondo, voi ne farete sempre parte.

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  7. “Annientamento” lo avete amato?!?

    Per me il suo unico punto di forza è stato l’essere estremamente breve, e il tempo che gli ho dedicato mi è sembrato comunque sprecato.

    Alcuni spunti avrebbero anche potuto essere interessanti, e posso intuire che l’autore abbia voluto rivestire la storia di un certo senso straniamento.
    La voce narrante non nasconde di scrivere il suo diario (perché il racconto è fondamentalmente questo) assolutamente controvoglia, e di dubitare persino che possa essere utile.
    Jeff VanderMeer ha cercato di portarci nella mente e sotto la pelle di questa protagonista assolutamente originale. Peccato che abbia creato un personaggio con cui sia praticamente (intenzionalmente?) impossibile provare un qualche tipo di legame, figurarsi empatia.

    Il risultato è che la storia, al netto di un setting inusualmente affascinante, è difficile da mandar giù più di un mattone, per nulla accattivante.
    Per non parlare di alcune scelte stilistiche che rasentano l’orrore sintattico (ma potrebbe aver influito negativamente anche l’adattamento italiano, ma tant’è…)

    Per me Annientamento non vale il costo della carta riciclata servita per stamparlo.

    ps: non fatemi nemmeno iniziare l’elenco dei romanzi infinitamente più meritevoli di una trasposizione che non ne usciamo più ;)

    Complimenti per l’idea alla base dell’articolo comunque, siete sempre i migliori!

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