Tyrion book

Dal Libro Alla Serie TV – Serialmente Edition

Ogni mattina una trasposizione televisiva di un libro si alza e sa che dovrà correre più in fretta della fanbase del suddetto libro. Tutto è a rischio di feroce critica – libertà narrative, aggiunte, mancanze, scelta degli interpreti – ma questo non toglie nulla all’attesa e al desiderio di assaporare in immagini televisive ciò che si era impresso nell’immaginazione al momento della lettura. Elisa ne parla nella rubrica The Book Was Better.

Con questo pezzo abbiamo cercato di immedesimarci (giusto un po’) nel difficile compito di chi deve traghettare una storia dalla pagina al video: abbiamo scelto un titolo da adattare a serie televisiva aggiungendo i nostri suggerimenti in fatto di casting, showrunner, network.

Naturalmente aspettiamo i vostri suggerimenti e soprattutto siamo curiosi di conoscere quali “titoli” vorreste trovare nella pilot season.

Il primo libro scelto, Annientamento, è stato presentato nella sua veste italiana proprio in questi giorni da Einaudi. Ne abbiamo già parlato qui quindi non ci dilungheremo oltre, vi basti sapere che una spedizione di quattro persone identificate solo dalla loro professione è inviata nella cosiddetta AreaX, misterioso luogo formatosi in seguito a un altrettanto misterioso evento. La biologa è l’io narrante che ci introduce in un ecosistema incomprensibile e inquietante la cui esistenza non dovrebbe essere possibile. Dal momento che Annientamento è stato letto e amato da tre autori del pezzo, per questo titolo, vi proponiamo tre fancasting diversi.

Annientamento – Jeff VanderMeer

Il carattere introverso, l’intelligenza penetrante e la caparbietà nel seguire il proprio intuito mi hanno fatto istintivamente pensare alla biologa come Anna Torv il che ha aggiunto piacere all’essere introdotta in un luogo primordiale e inquietante attraverso i suoi occhioni verdi carichi di stupore e curiosità scientifica.. Il pensare al resto del cast – caratterizzato solo dal ruolo e dalle impressioni della protagoista – con le fattezze delle altre attrici di Fringe è stato il passo successivo.

(Fringe) CastingMara

Biologa: Anna Torv.
Psicologa: Blair Brown.
Antropologa: Jasika Nicole.
Topografa: Orla Brady.
Marito della Biologa: Patrick Wilson (No, non Joshua Jackson).

Casting – Elisa  

In Annihilation non viene fornita alcuna descrizione fisica delle protagoniste, il che può diventare facilmente un’arma a doppio taglio per chi si occupa di casting. Per fortuna quello che succede nelle nostre teste di fan non è oggetto del severo giudizio della social justice: per tutto il resto in Nina Gold we trust!

Biologa: La psicologa deve avere il volto di una che potrebbe essere già impazzita ma lo capiresti comunque solo quando ti ha già infilato un coltello tra le costole… Andrea Riseborough.
Topografa: un nume tutelare della fantascienza al cinema, Zoe Saldana.
Psicologa: posso sognare in grande, giusto? Viola Davis.

Antropologa: sono una persona orrenda se dico che una vale l’altra?
Marito della Biologa: un solido e rassicurante Matthew MacFayden.

Il cuore direbbe Netflix per essere tranquilli sulla resa finale, il budget iniziale e il coinvolgimento di profili anche cinematografici. Inoltre Netflix è riuscita a sfondare in tanti filoni, ma una bella hit di genere horror/SFF ancora non l’ha sfornata. La testa però si chiede perché non affidarsi all’ingegno multiforme di BBC, magari su uno dei canali minori. Certo, il budget e gli effetti speciali sarebbero molto, molto più contenuti (ricordate le ombre di The Fades? Ecco), però il cambio otterremmo la sicurezza quasi matematica di un mancato annacquamento dei punti più forti del libro.
PS dopo aver letto buona parte di Authority Mara ti considero responsabile per la mia delusione quando annunceranno di non aver preso Anna Torv.

Casting “con il senno di poi” – Marta

Mettiamola così: sono una di quelle che ha fatto dell’attesa dei sequel una malattia e, come si dice su internet, cannot unsee. Mentre non vi spoilererò niente, la mia scelta per alcuni personaggi è fortemente informata da quello che viene detto e/o succede più avanti nella serie.

Biologa: Olivia Munn. Il personaggio viene descritto fisicamente in Authority e potrei scommettere che il VanderMeer pensava proprio a lei.
Psicologa: Il mio cuore dice Patina Miller, il mio cervello dice una con qualche anno di più, quindi Gina Torres e sapete che sarebbe perfetta.
Antropologa: Mi viene in mente solo Troian Bellisario, forse perché non vedo l’ora che faccia qualcosa che non sia la sedicenne in Pretty Little Liars.
Topografa: Kelly Reilly. Non chiedetemi perché, non lo so. Ma lei.
Marito della Biologa: Butto lì tre Matthew: Matthew MacFadyen, Matthew Rhys, Matthew Goode. Darebbero sicuramente interpretazioni molto diverse del personaggio, ma per me funzionerebbero tutti e tre.


Mara R.

Whedonverse.

Elisa G.

follow me, not the white rabbit [il blog]

Claudio Magistrelli

"Sono sempre stato, e rimango, una spaventosa testa di cazzo, un uomo cattivo, che gode nel vedere quelli migliori di lui trascinati nella polvere." Sono parole di Mordecai Richler, messe in bocca al suo memorabile Barney Panofsky. Ma se non le avesse già usate lui ne richiederei il copyright per farne la mia biografia. Invece mi limito a citare.  
Claudio "Clod" Magistrelli

Marta Corato

alias Emme. il vostro punto di riferimento per qualsiasi serie tamarra.
soft revolution zine / blog / twitter

11 Comments

  1. Una serie su Materie Oscure (per me sempre e solo La Bussola d’Oro) mi piacerebbe MOLTISSIMO, ma Loretta come Lyra mi convince poco.
    Non ho altre idee da proporre, però Loretta mi sembra, come dire, troppo… campagnola, ecco, non me la vedo tanto nei bassifondi di Londra (per non parlare delle lande gelate del Polo Nord), agile e sfuggente come un folletto.
    Sì, la grinta ce l’ha e l’ultimo episodio di Justified è lì a dimostrarlo, (a proposito come mi mancherà quella serie…. mannaggia!), la faccia però è troppo “normale”, troppo tonda (forse per ora, l’attrice è così giovane), manca di mistero, è poco espressiva, insomma non è la “mia” Lyra, ma magari ho torto e pur di vedere una serie su questa fantastica trilogia mi farei andar bene qualsiasi scelta.
    Tom Holland non lo conosco ma ha una bella faccia e come Will Parry mi andrebbe benissimo (avrai capito che sono un po’ fissata con le facce).
    Per gli adulti non saprei.
    January Jones non mi sembra abbastanza affascinante benché sia senz’altro adeguatamente gelida, e Lord Asriel lo vorrei più altero, ma sono quisquilie.
    Datemi i Daimon, tanti daimon, e sarò felice.

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    1. Il casting per gli adolescenti è stato particolarmente problematico, in una versione alternativa che ho poi omesso avevo pensato a Mana Ashida, la Mako Mori bambina di Pacific Rim, e Keanu Reeves per Lord Asriel.

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  2. Il problema è che Pullman può essere letto a molteplici livelli, uno più problematico dell’altro. Non è solo una storia di ispirazione illuministica e di polemica religiosa. Una parte fondamentale riguarda la scoperta del sesso nella pubertà, e il legame del sesso con i meccanismi che governano il mondo materiale, ma anche con le superstizioni e le oppressioni. È una grande allegoria sull’angoscia di castrazione e sulle istituzioni che manipolano la libertà naturale delle persone a scopi di governo.
    Insomma, questioni che solo gli anglosassoni saprebbero rappresentare sullo schermo, ma è comprensibile se nicchiano. Una trasposizione ben fatta si beccherebbe un divieto ai minori di tredici anni.
    Per quanto riguarda la tv, solo citare l’esempio di Fringe è quanto di più inadeguato e lontano dallo spirito del libro. A Pullman andrebbe anche bene, purché si facesse, ma abbiamo già visto i risultati di un adattamento per famiglie.

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    1. Ho chiamato in causa lo showrunner di Fringe non la serie stessa (che pure ha toccato i temi della hubris, dell’ateismo, della fede). La criticità di QOM non sta né nella complessità, né nella deriva teologica, ma nell’essere una storia adulta veicolata, soprattutto nel primo libro, dall’avventura di una bambina di 12 anni visto che tra le altre cose è anche un romanzo di formazione.

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  3. Scusate il nuovo OT (prometto che è l’ultimo…):

    “In considerazione della prolungata inattività del forum, in attesa che lo stesso torni in attività ne abbiamo creato uno temporaneo, all’indirizzo

    http://serialmente.forumfree.it.

    Chi volesse parlare di serie tv (e non solo) insieme a noi è ovviamente il benvenuto.”

    Saluti a tutti (e specialmente a Willi).
    Skorpio.

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  4. Secondo me se facessero una serie basta su “Il Potere del Cane” sarebbe una bomba clamorosa.

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  5. “Il Potere del Cane” lo voto anch’io!

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  6. Scusate l’ O.T. ma ieri è andata in onda la midseason premier di Mad Men e pensare che non potrò leggere le vostre recensioni mi fa piangere il cuore, perché è proprio grazie a Mad Men che vi ho scoperto e in cui a mio parere avete fatto il lavoro migliore. Capisco il vostro cambio di linea editoriale, pero sarebbe bello in queste ultime 7 puntate avere per l’ultima volta le vostre incredibili analisi verso un capolavoro che ha segnato la serialità e che sappiamo quanto anche voi apprezziate. Ricordo che quando avete comunicato a noi utenti il cambiamento che avrebbe avuto il sito, qualcuno vi chiede se avreste fatto un eccezione proprio per Mad Men, voi non lo escludeste e questo mi ha fatto sperare fino ad ora. Vi seguirò sempre nonostante tutto, perché per chi ama questo mondo, voi ne farete sempre parte.

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  7. “Annientamento” lo avete amato?!?

    Per me il suo unico punto di forza è stato l’essere estremamente breve, e il tempo che gli ho dedicato mi è sembrato comunque sprecato.

    Alcuni spunti avrebbero anche potuto essere interessanti, e posso intuire che l’autore abbia voluto rivestire la storia di un certo senso straniamento.
    La voce narrante non nasconde di scrivere il suo diario (perché il racconto è fondamentalmente questo) assolutamente controvoglia, e di dubitare persino che possa essere utile.
    Jeff VanderMeer ha cercato di portarci nella mente e sotto la pelle di questa protagonista assolutamente originale. Peccato che abbia creato un personaggio con cui sia praticamente (intenzionalmente?) impossibile provare un qualche tipo di legame, figurarsi empatia.

    Il risultato è che la storia, al netto di un setting inusualmente affascinante, è difficile da mandar giù più di un mattone, per nulla accattivante.
    Per non parlare di alcune scelte stilistiche che rasentano l’orrore sintattico (ma potrebbe aver influito negativamente anche l’adattamento italiano, ma tant’è…)

    Per me Annientamento non vale il costo della carta riciclata servita per stamparlo.

    ps: non fatemi nemmeno iniziare l’elenco dei romanzi infinitamente più meritevoli di una trasposizione che non ne usciamo più ;)

    Complimenti per l’idea alla base dell’articolo comunque, siete sempre i migliori!

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