Better Call Saul

Better Call Saul: An Origin Story

Il 29 settembre del 2013 andava in onda “Felina” il series finale di uno show televisivo che ha costretto agli straordinari il termine “capolavoro”, messo alle corde la nostra morale, consegnato Vince Gilligan – e i personaggi da lui creati – alla gloria eterna e riaperto la caccia a Lindelof che si è visto opporre il finale di Breaking Bad quale esempio di come concludere coerentemente una storia senza tradire la storia stessa, né le aspettative del pubblico: se gli spettatori debbano avere voce in capitolo sulle scelte artistiche non è oggetto di discussione di questo articolo, il punto della questione è che Vince Gilligan è riuscito a far contenti tutti traghettando la storia di Mr White verso un finale appagante regalando quel particolare senso di chiusura che consente di accettare la fine con un “grazie, è stato bello”. Per qualcuno “Ozymandias” resterà il finale in pectore e le ultime due puntate un – benvenuto – di più, ma questo non ha pregiudicato l’uscita di scena di Breaking Bad tra gli applausi.

L’undici settembre la AMC aveva ufficialmente annunciato la realizzazione di uno spin-off/prequel con Saul Goodman protagonista. Aveva senso tornare sul luogo del delitto perfetto? I primi due episodi di “Better Call Saul” rispondono alla domanda con un deciso “sì”.

“If I’m lucky, in a month from now, best-case scenario, I’m managing a Cinnabon in Omaha”

L’universo narrativo è lo stesso di Breaking Bad, lo stile e il linguaggio visivo sono propri di Gilligan e, tempo di arrivare al secondo episodio, ritroviamo l’ormai iconica location del deserto del New Mexico con quel cielo azzurrissimo e quel terreno rossiccio su cui sono stati compiuti crimini, regolati conti e vinto sfide in nome del proprio ego (“Say my name”). Eppure l’unico, vero, enorme rimando a Breaking Bad è proprio il titolo della serie “Better Call Saul” preso direttamente dall’omonimo ottavo episodio della seconda stagione quando viene introdotto Saul Goodman, personaggio che qui compare solo attraverso l’audio di una videocassetta. Il (Better Call) Saul del titolo si riferisce a qualcuno che non abbiamo ancora conosciuto: questa è la storia di James McGill – “an origin story” come l’ha definita Odenkirk – e non abbiamo idea di chi sia la persona che occupa i primi, spiazzanti, sei minuti di cold opening in cui il bianco e nero dell’esistenza di questo “fu Saul Goodman” è interrotto solo dal riflesso di colore sugli occhiali mentre guarda la videocassetta “best of” degli spot di Saul, ma è proprio questo il momento in cui viene viene esorcizzato definitivamente il timore che lo spin off fosse nelle intenzioni – e nella realizzazione – proprio quella videocassetta.

Better Call Saul non è la vampirizzazione della serie madre, non è una comedy di venti minuti costruita intorno alle gag dell’avvocato ma è una serie nuova che può camminare da sola, certo nelle stesse vie battute da Mr White, ma con un’andatura propria e un’identità originale.

Better Call Saul - Pilot

James McGill non è ancora l’avvocato dalla morale disinvolta, il prestigiatore che usa la Legge come strumento di scena per far apparire o scomparire colpe, reati e crimini; non è ancora la fonte inesauribile di tizi che conoscono tizi che per la giusta cifra sono guardacaso proprio le persone che fanno al caso tuo. James McGill è un avvocato in prossimità della bancarotta, con una spiccata predisposizione nell’orchestrare raggiri pur di procurarsi un onesto lavoro – paradosso che già mette in luce la propensione a piegare etica e deontologia professionale per convenienza – ma James McGill è ancora un uomo con remore morali e un senso del dovere, quanto meno nei confronti del fratello maggiore.

L’inizio della serie ci fa rivedere Mike, anche se la sua comparsa è limitata a due momenti comici e, soprattutto, Tuco funzionale alla trasformazione di Jimmy, ma è Bob Odenkirk a portare sulle spalle l’intero peso delle prime due puntate giostrandosi tra il registro comico e quello drammatico nel rappresentare l’insicurezza e la frustrazione di un uomo che nel momento di maggiore pericolo riesce a capitalizzare il suo più grande talento: la parola. Da qui inizierà il percorso che trasformerà compiutamente il “best lawyer in the world” in Saul Goodman: “Showtime”.

Mara R.

Whedonverse.

54 Comments

  1. Vedere la pubblicazione di questo articolo mi ha rallegrato la giornata, è questo che tutti noi assidui lettori di serialmente aspettavamo.
    Grazie per questo splendido articolo, mi ha fatto tornare alla mente le recensioni di breaking bad, che negli anni mi hanno accompagnato nella visione della serie più bella di tutti i tempi, che senza di voi probabilmente avrei cominciato a vedere molto dopo.
    Grande serialmente, i love you.

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  2. Grazie! Concordo con quanto detto da GSkan, è proprio questo che chiediamo e desideriamo… Ci manca terribilmente il vecchio Serialmente

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    1. Già…io purtroppo questo sito non lo frequento quasi più, mi spiace per i ragazzi, ma lo strovo abbastanza insipido e fine a se stesso.
      Mi spiace davvero un sacco perchè voglio un gran bene a questo sito, era il mio punto di riferimento seriale. :(

      Spero che comunque abbia molti click giornalieri, se lo meritano, nonostante in verità sia abbastanza certo del contrario.

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  3. La seria in queste due prime puntate ha comunque messo in mostra tutto quello che desideravo da questo spin off… Ambientazioni, fotografia, scrittura e regia impeccabili che rimandano alla serie madre e una sceneggiatura del tutto indipendente ma nonostante ciò accattivante… Per me FUCK YEAH, come inizio non potevo chiedere di meglio

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  4. Thewiredlogics 15 febbraio 2015 at 21:27

    capolavoro!

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  5. Personalmente l’ho trovato più lento dell’originale, e questo non è un pregio, soprattutto se si vuole fare una serie comica. Better Call Saul non si avvicina a nulla presente nel panorama comico, non ha nulla da spartire con il genere e probabilmente l’hanno messo in quella categoria per togliere degli emmy a modern family.

    Per il resto, il più grosso difetto della serie è che, a differenza di BB, sappiamo già come va a finire, conosciamo la parabola finale protagonista e questo significa eliminare tutto il dibattito etico sulle sue azioni, o quantomeno a ridurlo in maniera significativa rispetto BB.

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    1. La “lentezza” non è di certo un difetto in un’opera seriale… Poi mi sembra abbastanza frettoloso definirla tale dopo due puntate che sono ovviamente introduttive, le prime due puntate di BrBa erano MOLTO più “lente”… Seconda cosa la serie non sarà in nessun modo comica, anzi lo stesso Odenkirk ha dichiarato in un’intervista che sarà un drama a tutti gli effetti, 85% drama 15% comedy, mai detto che sarà una serie comica

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    2. Nessuno ha mai detto che fosse una serie comica. Da tempo si sapeva che sarebbe stata principalmente drammatica e che non avrebbe avuto una timeline lineare.
      Il che significa che sarà positizionata prima (l’azione principale) durante e dopo Breaking Bad.

      Per il resto concordo con tutta la recensione.

      IT’S SHOWTIME

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    3. No, non si può sapere come andrà a finire, per il semplice motivo che nulla impedisce agli autori di andare oltre gli eventi narrati in BB, come già fatto peraltro, nei primi minuti del pilot. Dato che la serie ha dimostrato di saper camminare da sola, è facile pensare che si possa andare oltre e vedere cosa accadrà a Saul Goodman dal lavoro al Cinnabon in poi.
      My two cents!!!

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    4. E’ un Drama, e competerà agli Emmy in quanto tale. Questo da ben prima delle nuove regolamentazioni che costringono tutte le serie più lunghe di mezz’ora ad essere dei Drama.

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  6. Sappiamo come va a finire? e che vuol dire? Anche in BB SPOILER

    sapevamo che prima o poi sarebbe stato scoperto da Hank e ci sarebbe stato uno scontro finale devastante… ma lo abbiamo guardato lo stesso…
    PS cosa sappiamo? che diventerà un avvocato dei delinquenti, ammazza che finale preciso che non ci permetterà di gustare la serie.

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  7. è da poco che seguo questo blog ma trovo gli articoli sempre più interessanti bravi!

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  8. Qui sui commenti si sta perdendo tempo a parlare di “lentezza”, io preferirei parlare di “qualità”. La bellezza di questi primi due episodi scaturisce SPECIALMENTE da quelle scene che nella loro lentezza ci mostrano più cose di quelle che riusciamo a cogliere. Bisogna fare tesoro della lezione impartitaci da Breaking Bad: un inizio lento può portare a un finale coi fuochi d’artificio. Quindi godetevi questo viaggio che ci riporta ad Albuquerque, e apprezzate queste scene che fin da subito ci mostrano che il passato di Saul è stato tutt’altro che facile. E fatevi incuriosire dai già tanti interrogativi che possiamo porci da queste “lente” scene: perchè Saul è sul lastrico? Cosa è successo al fratello? Chi è la donna nascosta nell’ombra? Qual’è sarà il percorso che Jimmy intraprenderà per diventare Saul ? Perchè il bello di questa serie, così come in Breaking Bad, è il tragitto in cui ci accompagna, e non tanto il finale che già sappiamo (ma anche no); può sembrare una frase scontata, ma spesso nella morbosità di dover a tutti i costi sapere il finale di una serie tv ce ne scordiamo, un p’ò come nella vita.

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  9. Scusate la stupidità, ma non ho capito la frase:

    “e non abbiamo idea di chi sia la persona che occupa i primi, spiazzanti, sei minuti di cold opening in cui il bianco e nero dell’esistenza di questo “fu Saul Goodman” è interrotto solo dal riflesso di colore sugli occhiali mentre guarda la videocassetta “best of” degli spot di Saul”…

    Che vuol dire non abbiamo idea? E’ semplicemente il Saul Goodman dopo Breaking Bad….Se ho detto una banalità sconcertante e l’articolista intendeva dire tutt’altro, mi scuso e mi richiudo in 92 minuti di vergogna….Ma a questo punto vorrei capire cosa intendeva dire con quel:”non abbiamo idea di chi sia la persona ecc. ecc.”.

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    1. Ho pensato anche io la stessa identica cosa. Il “non abbiamo idea di chi sia”, forse è riferito al fatto *SPOILER* che Saul Goodman alla fine di BB cambia identità, quindi effettivamente noi non sappiamo come si chiami adesso, ne che altro faccia per campare oltre a quel lavoro. Di fatto è come un nuovo personaggio di cui conosciamo ben poco. O forse non ha capito che era Saul, il che mi pare strano.

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      1. Penso che sia la prima cosa che hai detto.

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      2. Grazie per la risposta. Sono un babbeo! :D

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    2. Come ho scritto sappiamo, ovviamente, che quella persona è il “fu Saul Goodman” ma non conosciamo nulla della sua storia attuale: al di là di quello che desumiamo dal cold opening, non possiamo dire nulla sul tipo di personaggio diventato, nè sappiamo se verrà mai mostrata la storia di questa nuova incarnazione di James McGill, ex Saul Goodman.

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      1. Chiedo scusa per l’OT… Sta andando in onda l’ultima stagione di Justified, toccando picchi qualitativi che credo di avere visto solo in altre 3/4 serie in tutta la mia vita… Farete un articolo sull’argomento? Almeno un piccolo omaggio secondo me lo merita questa serie, uno delle più sottovalutate e più meritevoli dell’intero panorama seriale!

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      2. Grazie per la risposta. Sono un babbeo (scusa il disturbo!)!

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        1. Ma no, hai fatto bene a chiedere :)

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  10. Oggi ho visto le prime due puntato e non ho potuto fare a meno di notare di sfuggita un dettaglio in uno degli specchi della seconda puntata in cui Jimmy esclama: “It’s show time!”
    Con occhio ben allenato da BB, ho notato al 36:17 della seconda puntata un incisione/rigatura del vetro dello specchio, con scritto “I SKRIBE”. Ora, conoscendo Gilligan questo non può essere un caso, no?
    Dopo le varie elucubrazioni del caso, ho pensato potrebbe un anagramma di “I BE RISK”, che tuttavia non mi convince molto. Che ne pensate?

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  11. quoto GSkan e Andrea,

    è proprio questo che chiediamo e desideriamo… Ci manca terribilmente il vecchio Serialmente

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  12. Ho guardato i primi due (e anche il terzo). Continuo a pensare che Gilligan sia un professionista della scrittura straordinario che padroneggia talmente la tecnica che fa quello che vuole con la struttura delle sue storie. Ritengo, tuttavia, che le sue opere siano sopravvalutate (e di molto) e che questo Better Call Saul non fa eccezione; va detto che bisogna aspettare più di tre episodi per un giudizio definitivo.
    Rispetto a Breaking Bad, per quanto mi riguarda, ha più presa perché per il momento è assente la ruffianeria che contraddistingueva l’opera precedente.

    Sulla lentezza: è una percezione soggettiva, quindi non esiste una serie lenta a priori, perché ciò che è lento per qualcuno può risultare ritmato per qualcun altro; a meno che – e questo va detto – non sia scritta in modo sciatto (e non è il caso di Gilligan) o volontariamente (e sì, può essere il caso di Gilligan). In quel caso è evidente si possa parlare di lentezza come caratteristica: è una cosa abbastanza oggettiva/neutra.
    Ultimamente (deve essere stata colpa di quella meraviglia di Mad Men, che sembra lenta ma non lo è) c’è una rincorsa a scrivere “con lentezza” come fanno coloro che durante un discorso si fermano con alcune pause per enfatizzare e cercare di aumentare il “peso” delle proprie parole.
    Non riesco ancora a definire l’esistenza della lentezza “calcolata” in Better Call Saul, ma di sicuro era presente in Breaking Bad e quindi se tanto mi da tanto, ho il forte timore che questo spin-off sul personaggio alla fine più interessante dell’opera madre, sia afflitto da questo terribile vizio che prende gli scrittori dell’ultimo lustro.

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    1. Quello che per alcuni è “lentezza” per me è il sapersi prendere tutto il tempo necessario per introdurre una storia e i personaggi che la animano dimostrando di avere stima per l’intelligenza degli spettatori: se c’è la storia, unitamente alla capacità di metterla in scena, il pubblico ne resta intrigato anche senza essere frastornato da inseguimenti, esplosioni e fiotti di sangue.

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      1. “Inseguimenti, esplosioni e fiotti di sangue” non sono l’opposto della lentezza (tra l’altro lo dimostra, negli ultimi tempi, Tarantino).
        Sgombrando il campo dalla lentezza come percezione (come hai specificato tu ha una variabile molto soggettiva), non si può negare l’esistenza di una “lentezza” – possiamo anche trovare un altro termine, il concetto non cambierebbe – oggettiva, che è data dalla messa in scena e dalla scrittura.
        Per cercare di rimanere più in topic possibile, quando nel 3° episodio Saul aspetta al telefono (non credo sia uno spoiler) Gilligan dilata volontariamente il tempo necessario per il racconto, sfiorando quasi il “tempo reale”. È un modo di raccontare, legittimo e meno abusato della sovrapposizione temporale (e può darsi perfino più elegante), ma ciò non toglie che non aggiunge nulla al personaggio, alla storia e allo stato d’animo. Il problema di accorciare il tempo di quella messa in scena è che dopo ti mancano i minuti.
        In questo caso ho preso un esempio sciocco, tra l’altro anche poco “probante”, visto che la differenza stilistica avrebbe accorciato veramente di pochi secondi.
        Gilligan ha un po’ il vizio di allungare oltre misura il tempo necessario comunque.

        Sulla “lentezza oggettiva”, invito a guardare Nuovo Cinema Paradiso nella versione originale pensata da Tornatore (credo fosse di 150/160 minuti, diventati poi anche di più pochi anni fa) e in quella internazionale dopo i “pesanti” tagli operati dall’ultimo grande produttore Italiano, cioè Cristaldi, che la portarono a scarse due ore. Sono lo stesso film, eppure, il primo è un mattone lento e indigeribile. Il secondo il capolavoro che poi vinse l’Oscar.

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        1. La questione è dare un senso a quello che viene messo in scena per questo ho utilizzato il verbo “frastornare” per indicare quando l’azione viene utilizzata per produrre rumore a coprire mancanza di idee e sostanza narrativa.

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          1. Concordo con te.
            Solo, in aggiunta, io ritengo che negli ultimi anni (vabbè, diciamola tutta, da quando c’è Mad Men) la “rincorsa” alla lentezza è ugualmente banalizzata, solo inversamente proporzionale all’uso del “frastuono” per le serie povere di contenuto.
            Per me Breaking Bad non fa eccezione in questa rincorsa, solo che il “pilota” è di ben altra caratura e riesce a far sembrare l’opera con più alti contenuti di quelli che ha già.

            Ma va bene. Sono intervenuto già in passato molto su questo aspetto, non occuperò lo spazio di questo spin-off, che ritengo dopo i primi 3 episodi di gran lunga più piacevole da guardare.

  13. Quindi c’è qualcuno a cui Better Call Saul piace più di Breaking Bad. A questo punto sarei veramente curiosa di sapere cosa potrebbe pensare di Better Call Saul chi non ha mai visto BrBa .
    A me al terzo episodio sembra che la serie viaggi perfettamente sulle sue gambe e che abbia dato vita a una sua storia. E la trovo sempre più bella.
    Poi magari qualcuno voleva i morti ammazzati o i cadaveri sciolti nell’acido che cadono dai soffiti (qui in tre episodi abbiamo “solo” due gambe rotte) o l’epicità di BrBa. Ma per questo è un pò presto e soprattutto Saul non è Walter: non così rabbioso, non così determinato, non così megalomane.

    Sulle lentezza: è un’accusa che veniva rivolta anche ai primi episodi di BrBa. Gilligan è lento, ma a mio avvio mai pesante e soprattutto mai pedante. Non è uno che ti deve spiegare come gira il mondo, anche perché i suoi personaggi non sono mica tanto edificanti…

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    1. Riguardo alla “lentezza” di BB: c’e’ sempre stata e anzi, e’ divenuta uno dei marchi di fabbrica della serie che evidentemente l’apprezzano.
      C’e’ da dire pero’ che la lentezza “vera” (secondo il mio umile parere) e’ quella delle ultime due stagioni, li’ i fatti sono davvero centellinati al massimo per non buttarsi subito via il finale.
      L’anno scorso ho fatto il re-watch delle prime tre e garantisco che in confronto le prime sembravano film d’azione (!), eppure me le ricordavo lentissime (in senso buono).
      In genere l’impressione di lentezza si affievolisce durante i re-watch perche’ si sa gia’ cosa succedera’ (se ci si ricorda :-))

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      1. * Correzione: che evidentemente i fan apprezzano.

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  14. L’uomo del cold opening e’ evidentemente il “nuovo” Saul (sempre Bob Odenkirk, sapientemente alterato da trucco e parrucco, e’ anche dimagrito), ovvero l’uomo in fuga che abbiamo visto in Breaking Bad, pronto a ricostruirsi una nuova identita’ (ma e’ gia’ palese quanto senta la mancanza di quella vecchia).

    Ho visto solo il primo episodio e gia’ sono impressionata. Nonostante le dichiarazioni di un serial piu’ drama che commedia, mi aspettavo una cosa molto easy, non brutta sia chiaro ma leggerina e senza impegno, invece…! Regia e fotografia ottime, scrittura e recitazione anche (sapevo che Bob Odenkirk era bravo, ma non COSI’ bravo), buon ritmo (la lentezza ancora non l’ho vista, forse perche’ in questo episodio non c’era?), colonna sonora giusta, e dei ritorni di vecchie conoscenze che non fanno presagire nulla di buono :-D
    Ma soprattutto ho trovato una serie che non sembra per niente uno spin-off e che pare gia’ reggersi benissimo rispetto alla serie madre (con cui pure, non lo dimentichiamo, e’ legata a doppio filo).

    In non pochi momenti la vita di Saul nel pilot mi ha ricordato quella di Walt in Breaking Bad. Non per vedere analogie a tutti i costi, ma i collegamenti sono tanti (a parte gli occhiali e i baffetti di Saul ;-) , ci sono i rimpianti, le difficolta’, i rospi da ingoiare, i problemi economici, la ricerca dei complici, e un protagonista che a un certo punto “si fa furbo” e… iniziano i guai).

    Un promettentissimo inizio, insomma.

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    1. L’uomo del cold opening e’ evidentemente il “nuovo” Saul (sempre Bob Odenkirk, sapientemente alterato da trucco e parrucco, e’ anche dimagrito),

      Non capisco la tua precisazione a meno che anche tu non abbia preso il mio “non sappiamo chi sia” alla lettera (anche se poi più avanti definisco quel personaggio “il fu Saul Goodman”).

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      1. Sono in molti ad averlo preso alla lettera qui :-) , mi era parso ci fossero dei dubbi a riguardo… nei commenti sopra altri pre cisano la stessa cosa e non era ancora arrivata conferma che la frase non era da intendere in senso letterale. Pardon.

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    2. L’episodio in cui si percepisce un pò di lentezza per me è proprio il pilot. Gli altri due episodi e soprattutto il terzo sono “volati”.

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  15. Grazie per la recensione, non sapevo casa aspettarmi da bcs. Ho appena visto le prime tre puntate e (soprattutto la terza) mi stanno davvero convincendo. Fa sempre piacere leggere gli articoli di serialmente e continuerò a farlo, ma se qualcuno conosce un posto dove poter vivere la serialitá in modo regolare e interattivo come si faceva qui mi piacerebbe saperlo, sono per così dire senza un punto di riferimento.

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    1. Ciao, questa cosa interessa anche me, spulciando la rete ho trovato due siti che mi sembrano validi, Seriangolo e Telefilm Central… se qualcuno ne conosce altri ben venga!
      Poi c’e’ sempre il forum di Serialmente (attendo con ansia che riapra!)

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    2. Vai su Seriangolo e ti passa la paura .

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  16. Il cartellino del Cinnabon identifica il nuovo Saul come “Gene” (non lo ricordo ma si vede anche il cognome, fittizio naturalmente).
    Io penso che il suo personaggio dopo Breaking Bad non stia facendo nulla di particolare, ovvero, ricorda un po’ Walter White nel pilot di BB, tutto “casa e lavoro” (solo che Saul non sembra avere nemmeno la famiglia da mantenere), e pare condurre una vita vuota e triste (per quanto “legale”) inframmezzata dal continuo guardarsi le spalle (l’uomo che sembra puntarlo, le tende chiuse), rimpiangendo cio’ che era o avrebbe potuto essere. Il cold open ci dice parecchie cose in questo senso. Comunque ne sapremo senz’altro di piu’ in futuro (difficile ci lascino cosi’)

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  17. Lo ammetto, ho creduto che eravate tornati.
    ogni giorno ad aprire la pagina nella speranza di un nuovo articolo interessante, magari su vikings che è ricominciata ad alti livelli, o su banshee che da serie passatempo è diventata un prodotto di qualità, o su the americans forse il migliore show in onda al momento e invece niente, 16 giorni di nulla.
    come si fa ad avere un potenziale come il vostro che nonostante tutto raccoglie ancora oggi più commenti di Seriangolo, sito in constante ascesa, e non pubblicare un cavolo per 16 cavolo di giorni.
    quello che mi manca e che non ho trovato in seriangolo è la vostra enorme pretesa di qualità, voi eravate duri, spietati e qui si trovava solo il meglio, su seriangolo recensiscono anche boiate e danno voti troppo alti cosi che quando vuoi iniziare una serie, vedere i voti nn aiuta perchè sono in media troppo alti e simili.
    su serialmente, ops sul vecchio serialmente, una serie con voti alti non deludeva mai, eri certo di andare sul sicuro.
    è veramente un grande peccato, però quello che state facendo è prendere in giro i vostri lettori, perchè sarebbe stato giusto dire pubblicheremo 2 articoli al mese e uno si rassegnava.
    non ho mai scritto ne commentato nonostante vi segua da ormai 6 anni, lo faccio ora più volte nella speranza che qualcuno dello staff riporti allo splendore quello che era il primo ed indiscusso portale italiano sulle serie tv.

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    1. Gskan mi permetto solo una precisazione: a me e’ sempre parso che le “boiate” (concetto anche molto relativo e personale) le abbiano sempre recensite anche qui, e meno male, perche’ ci si e’ divertiti un sacco a leggere le recensioni :-D Mi sono ritrovata a sbellicarmi su show che nemmeno guardavo! (E purtroppo anche su due o tre che guardavo e che erano declinati in modo osceno o triste o inaccettabile).
      Insomma, quello che puo’ essere una boiata per me puo’ non esserlo per un altro e viceversa, trovo sia un bene che si recensisca di tutto (qui o altrove… speravo continuassero a farlo qui ma…), il concetto di “bella serie” in certi casi puo’ essere molto soggettivo (in altri, come Breaking Bad, no… e’ bella e basta ;-), poi se non piace e’ un altro discorso, ma il prodotto e’ di qualita’).
      Sto guardando pochissimo in questo periodo ma trovo che Better Call Saul avrebbe stra-meritato di apparire su queste pagine con una nuova recensione ogni settimana (e non siamo ancora al sesto episodio).
      Per iniziare una serie non mi sono mai affidata ai voti (che appunto possono essere molto soggettivi) ma a tutta una serie di altri parametri (trama, passaparola, spot, eventuali recensioni o articoli interessanti…)
      Si’, su Seriangolo o Telefilm Central (due siti che sto scoprendo piano piano e che mi sembrano sempre piu’ meritevoli di attenzione) sono di manica abbastanza larga, ma alla fine a me interessa poco, e alla fine si puo’ esprimere il proprio parere attraverso i commenti e dare il proprio voto.
      Infine, pensa che io ho giudicato molte recensioni di Serialmente fin troppo dure ;-) , quando succedeva lo dicevo anche nei commenti, eppure come dici giustamente se lo erano in fondo i motivi c’erano e in tanti casi alcuni show erano (o erano diventati) proprio indifendibili. Ma almeno avevamo la recensione di Serialmente con cui consolarci! Credo di aver continuato a guardare uno o due telefilm diventati ormai inguardabili quasi solo per il gusto di venire a leggere la recensione settimanale. Per non parlare del “mal comune mezzo gaudio” nei commenti che alla fine ci divertivano piu’ della serie stessa…
      Tutto questo per dire che il vecchio Serialmente manca moltissimo anche a me, e penso non solo a me. Piu’ passa il tempo e piu’ la scelta (ponderata e tutto quello che volete) di non fare piu’ recensioni episodio per episodio (o quantomeno riassuntive di una determinata stagione / ciclo narrativo etc.) appare come un terribile, incomprensibile errore. La principale attrattiva nonche’ vera ragion d’essere del sito e’ venuta a mancare e si nota sempre di piu’, con grande dispiacere degli utenti (che possono sempre godere dei corposi archivi delle puntate, ma non e’ la stessa cosa).
      Tanto piu’ che il genere di articoli che pubblicano adesso (sempre piu’ di rado tra l’altro) si puo’ trovare anche sui siti della “concorrenza”, senza offesa per nessuno ma molti di essi, per quanto belli, non hanno l’unicita’ delle vecchie recensioni.
      Anch’io mi chiedo cosa possa essere successo. Dissapori interni? Disorganizzazione? Mancanza di recensori (ma pareva ce ne fossero)? Periodo di stanchezza generale?
      Speriamo almeno in un bel recap di Better Call Saul quando finira’ la prima stagione.

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      1. Si certo anche serialmente recensiva walking dead, True blood e via dicendo, probabilmente mi sono espresso male, quello che in poche parole volevo dire è che un 8 di seriangolo non vale le care e vecchie stelle o un fuck yeah di serialmente.
        E quando vo levo iniziare o recuperare una serie magari anche conclusa oltre ai commenti sparsi in rete, ai trailer e alla trama, il parere di serialmente per me era fondamentale.
        Perché sono abituato a finire una serie che inizio il che vuol dire spendere parecchio tempo e il rischio di buttare ore e ore inutilmente ci sta.
        Se ho abbandonato definitivamente Dexter ad inizio ultima stagione è grazie a serialmente, se ho cominciato battlestar galactica è grazie a serialmente così come la scoperta di utopia.
        Avoja a cercare in rete, ma una perla come utopia probabilmente l avrei persa e per questo sarò sempre grato a tutti loro.
        Che ci fossero dissapori interni mi dispiace ma era evidente da un po, così come si notava l insofferenza dei recensori nel leggere le critiche dei lettori all interno dello spazio commenti, ma dovrebbe essere stato evidente il grande risultato ottenuto dal sito che era riuscito a raccogliere un gran numero di lettori e questo dovrebbe riempirli di orgoglio.
        Perché nonostante tutto in molti sono ancora qui.
        E non per leggere articoli su libri, ma come hai detto giustamente te per avere un confronto su grandi serie, e non poter vivere insieme Better Call Saul dopo 6 anni di Breaking Bad vissuti uno fianco all altro dispiace…..

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  18. Certo che state finendo proprio male.
    Una lenta eutanasia nell’attesa che nessuno vi scriva più e si possa chiudere.
    Io sinceramente non capisco cosa vi stia succedendo.
    Avete litigato?
    Non vi parlate più?
    Ma allora perché tornare?
    Perché illudere i fans?
    Ma che dico: fans?!
    Gli amici!
    Gli innamorati!
    Questo eravamo e questo ancora siamo.
    Innamorati delusi, traditi, abbandonati.
    Mamma mia, che malinconia!

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  19. Ancora poco e potete recensire tutta la prima serie.

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  20. I miss you too, guys :(

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  21. Si’ figurati Gskan, ho capito cosa intendevi, le recensioni erano speciali e se Serialmente diceva che una cosa era bella bella (fuck yeah), in genere lo era. O anche brutta brutta :-D
    Come e’ purtroppo l’ultima stagione di Dexter appunto… tranne qualche rarissimo momento… se te la senti recuperatela appunto solo per il gusto di leggere le relative recensioni (e i commenti!), almeno queste due cose valgono la pena! A parte la depressione infinita per la direzione presa dalla serie, sai le risate che ti farai… amare ma sempre risate…
    E’ guardando show di notevole qualita’ e circondate da molto interesse (pare che gli ascolti siano gia’ record) come Better Call Saul che ti scende la lacrimuccia e pensi al vecchio Serialmente che chissa’ cosa ne avrebbe tirato fuori…
    Gia’ prima che chiudessero con le recensioni c’era il sentore che qualcosa non andasse, per esempio si iniziavano a saltare gli episodi e lo stile stava perdendo un po’ di mordente, come se ci si fosse stufati e la voglia rimasta di farsi carico del “fardello settimanale” fosse poca…

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    1. a volte sbroccavano anche loro…tipo Fuck Yeah a manetta a Sleepy Hallow…non me ne sono mai capacitato…

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      1. Si’ qualche “sbrocco” c’e’ stato xD … su alcuni fuck yeah ero perplessa anch’io… piu’ spesso pero’ non mi trovavo d’accordo sui “meh!” o “lammerda” :-D ma forse ero di manica larga io…

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    2. Eravamo un bel gruppo e io mi divertivo un sacco (sia in Breaking Bad sia in Dexter).
      Però la situazione era diventata “pesante” nell’ultimo anno in alcune board (vedi soprattutto quella di The Walking Dead).

      Capisco anche la scelta fatta.

      Il vero punto debole del nuovo Serialmente sono i pochi aggiornamenti.

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  22. Fino a pochi mesi fa cliccavo su google “seri…” e mi appariva come primo suggerimento “serialmente”. Adesso per trovarvi devo scrivere il nome per intero, dopodiché clicco sul vostro sito speranzosa di trovare il vecchio serialmente e invece rimango delusa da una pagina bianca, spoglia, con un post risalente a 20 giorni fa.
    Non so cosa sia successo da queste parti, ma la situazione è brutta, brutta assai.
    Vedervi passare da un “FUCK YEAH” a un “BIG NONO” è una delusione immensa, proprio come appassionarsi a una serie tv che ti dà delle grandi aspettative per poi rivelarsi una cagata pazzesca.
    Adieu

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  23. Se non avete più interesse o tempo per scrivere di serie tv dovreste chiudere il sito.
    Dispiace molto vederlo ridotto così. Mi sembra accanimento terapeutico.

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  24. Se chiudete il sito, però, lasciate la possibilità di accedere all’archivio, PER FAVORE!
    Le vostre recensioni passate sono uniche, non cancellatele, VI PREGOOOO!!!
    NON vogliamo perderle, sarebbe un delitto, come distruggere la Monna Lisa.
    Nella serialità voi eravate la Monna Lisa, il passato NON va mai distrutto.

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    1. Se il sito e’ sopravvissuto finora forse il merito e’ proprio del vasto archivio di recensioni delle serie tv. Probabilmente la stragrande maggioranza delle visualizzazioni vengono (ancora) da li’. Inoltre, si’, ormai pubblicano articoli in modo sempre piu’ frammentario e sempre piu’ di rado, altra cosa che “aliena” sia i vecchi che i nuovi utenti, specie visto che altri siti e blog macinano articoli su articoli con frequenza quasi giornaliera.

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