LOST 22-9-2014

22 settembre 2004. BREAKING: Disperso il volo Oceanic 815.

Il 22 settembre 2004 sulla ABC andò in onda la prima puntata di Lost. A dieci anni di distanza abbiamo deciso celebrare l’evento a modo nostro. Non con una lista dei migliori/peggiori episodi o dei personaggi più amati/odiati, non elencando i suoi possibili eredi seriali e nemmeno rinfocolando il flame sul finale. Quel che faremo invece è condividere con voi pensieri e testimonianze che partendo da Lost vanno ad abbracciare l’ultimo decennio di serialità, ciò che separa gli spettatori che eravamo e gli spettatori che siamo diventati, la tv che c’era allora e quella che c’è oggi, o che non c’è più.

We have to go back, cari. We have to back.

lost stagione 1

s1e17 “…In Translation”

«Ho programmato il videoregistratore». Giovanni

La sera del 22 settembre 2004 credo fossi a casa. Perché dico credo? ERO a casa. La mia vita sociale e sentimentale è morta il 22 febbraio 1995 quando a Bim Bum Bam beccai il secondo episodio di Sailor Moon!
Comunque il 22 settembre 2004 era un mercoledì e io ero a casa. Probabilmente avevo passato il pomeriggio a prepararmi per l’esame della mia prima sessione settembrina e, facendo il DAMS, questo significa aver studiato non più di un paio d’ore. Pronte nel videoregistratore avevo due puntate di Witchblade registrate a tarda notte il giorno prima, una serie che avevo preso a seguire da poco, quando le repliche notturne di X-Files su Italia 1 si erano interrotte bruscamente. Il lunedì precedente su Raidue era cominciata la decima stagione di E.R., ossia quella del salto dello squalo (per intenderci, quando ha cominciato coi cliffhanger nei season finale). Buffy era finita negli Stati Uniti l’anno prima, Angel qualche mese prima, ma da noi Buffy era ferma alla sesta stagione, mandata in onda nel 2003 in coda ad Amici di Maria De Filippi (l’ultima stagione di Buffy verrà trasmessa in decima serata nel dicembre 2004, a chiusura di un’avventura sulla tv italiana davvero INFAME), e di Angel erano state trasmesse solo due stagioni su Fox, giovanissimo canale satellitare che aveva cominciato a svuotare i magazzini pieni delle serie tv ignorate dalla tv in chiaro (ai tempi analogica). Firefly non l’avevo ancora visto (nonostante alcuni tentativi di “recuperarlo”, dovetti aspettare l’anno successivo in cui comprai il cofanetto dvd in un viaggio a Londra). Le prime due stagioni di Six Feet Under erano state trasmesse la primavera precedente con 3 anni di ritardo. In USA sarebbero presto cominciate Deadwood, Desperate Housewives e House, che arriveranno in Italia nel 2005, e pure Veronica Mars, che sarebbe comparsa sui nostri schermi solo nel 2007. The West Wing veniva mandato in onda da Rete 4 alle due di notte, un mese sì e tre no. Il finale di Friends, uno dei più grandi fenomeni mondiali della tv, verrà trasmesso in Italia solo a luglio 2005, con un anno e due mesi di ritardo.
Io seguivo il forum di Buffymaniac e commentavo di tanto in tanto col nome di Rei, perché al liceo ero fissato con Neon Genesis Evangelion, di cui avevo tutti i VHS Dynamic Italia, e il mio personaggio preferito era Rei Ayanami. Dopo aver accumulato decine di videocassette su cui avevo registrato gli episodi più importanti, ero finalmente passato a collezionare i dvd di Buffy, che ordinavo su internet per poi andare a ritirare da un rivenditore a Lucio Sestio, a 40 minuti di metropolitana di distanza. C’era ancora MSN Messenger e a casa dei miei genitori avevamo un computer solo, fisso. Per farsi passare dal “cugino americano” le ultime stagioni di Buffy e Angel qualcuno usava un programma chiamato WinMX (per Buffy il fantomatico “qualcuno” saltò praticamente la stagione 6 e per Angel cominciò dalla stagione 5). Le serie tv erano ancora telefilm, la stampa italiana li snobbava, il pubblico li ignorava, chi li guardava li guardava doppiati (male) e lo spoiler non solo non esisteva ma nessuno se ne preoccupava (non più di tanto, comunque).

Quel 22 settembre 2004, quando già dormivo come un sasso, negli Stati Uniti andò in onda il primo episodio di Lost, che sarebbe approdato in Italia prima su Fox il 22 marzo 2005 e poi su Raidue, e di conseguenza pure da me sprovvisto di parabola, il 22 maggio 2006. Non vi starò qui a dire quel che penso di Lost, perché lo sapete già. Quello che vi posso dire è che oggi nessuno chiama più le serie tv telefilm, lo spoiler è punito con la decapitazione, le puntate si guardano in lingua originale, le comunità di subber sono tantissime e puntuali, la gente commenta episodi andati in onda neanche quattro ore prima dall’altra parte dell’Atlantico, l’inserto domenicale del Corriere della Sera dedicato alla letteratura ha due pagine in cui discute di serialità e The Walking Dead in Italia arriva il giorno dopo la messa in onda statunitense. Tutto qui.


s2e01 "Man of Science, Man of Faith"

s2e01 “Man of Science, Man of Faith”

 «Lo guarderò domani». Mara

Il mio 22 settembre 2004 cade ai primi del 2010: ho iniziato a recuperare Lost principalmente perché era una lacuna inaccettabile per un appassionato di serie televisive che ne scriveva, per di più. “Disastro aereo, isola con sopravvissuti” è un incipit che per me funziona da deterrente, al cinema come in tv, e l’entusiasmo spasmodico di alcuni fan nel vendermi l’esperienza Lost mi ha più volte portata ad avvertire l’urgenza di sistemare la libreria iTunes giusto un attimo prima del play sul pilot. Ma non voglio sminuire l’importanza di quel fenomeno per il quale più puntate si accumulano e più, controintuitivamente, rimandiamo la visione perché, appunto, sono troppe. E nel frattempo diventano di più.

Nel corso degli anni, però, non mi è sfuggito il modo in cui il web 2.0 stava riconfigurando la fruizione e la discussione seriale, un modo che ha avuto il suo equivalente letterario, proprio in quegli anni (2004/2007 Azkaban/Doni della Morte), in “Harry Potter”: come Lost è riuscito ad agganciare e trattenere anche il pubblico che non seguiva le serie tv – e questa è una delle principali peculiarità di Lost – allo stesso modo la vera magia di “Harry Potter” è stata quella di aver appassionato alla sua lettura anche la categoria dei lettori che non ha mai tempo per leggere, ovvero i non lettori. Ma questa è un’altra storia.
(This) Long story short: resistere sarebbe stato peggio che inutile, sarebbe stato sciocco e Lost è diventato il mio primo binge-watching quando ancora la pratica si chiamava catching-up o più prosaicamente “recupero”. Nel corso del tempo, puntata dopo puntata, ho riconnesso ciò che guardavo a stralci di quella discussione – già all’epoca globale – che avevo intercettato qui e là provando sempre un sentimento di tenerezza verso tutti quelli che avevano dovuto aspettare anni per sapere (e neanche troppo). Infine ho apprezzato l’acume politico di Obama nel rimandare il Discorso al Congresso (2 febbraio 2010) per non causare il rinvio dell’ultima première con il risultato di amareggiare il grande popolo americano: a quel punto io stessa avrei giurato che il non dover aspettare un giorno più del dovuto per arrivare in fondo alla storia fosse un diritto sancito dalla Costituzione.

PS Da Lost in poi tutte le barche per me hanno un solo nome “Not Penny’s Boat”.


4, 8, 15, 16, 23, 42... Ripetere.

4, 8, 15, 16, 23, 42… Ripetere.

«Tipo Lost». Chiara

Il mio rapporto con Lost è simile a quello della maggior parte di voi, e simile a quello che si sviluppa con la maggior parte delle serie prodotte/trasmesse dalle major five: entusiasmo, accanimento, stanchezza e delusione. Il guaio è che, prima di Lost, non lo sapevo.

È stato ripetuto a nausea come la rivoluzione di Lost sia avvenuta tutta al di fuori dello schermo, dentro lo spettatore: ha modificato la percezione del prodotto televisivo su scala mondiale e per le masse. Ha trasformato la fruizione dei prodotti di intrattenimento, portandola da passiva ad attiva. Ci ha insegnato a riconoscere dei pattern di visione e dei modelli di narrativa, dandoci un vocabolario condiviso e dei punti di riferimento: volutamente complesso, intricato e malizioso nel suo dire e non dire, Lost ha trasferito il fulcro dell’esperienza dalla visione della puntata a tutti quei momenti che gli succedevano intorno. L’analisi, la congettura, il commento, l’attesa della rivelazione successiva.
E ha generato disastri. Questi dieci anni sono stati una corsa a trovare “il nuovo Lost”, cercando di remixarne gli elementi (coralità, espedienti narrativi, disastro iniziale che fa da catalizzatore degli eventi): nessuno sembrava fermarsi a capire che non erano gli elementi superficiali a catturare milioni di spettatori in tutto il mondo, ma qualcosa di più sotterraneo, impossibile da replicare con un calco malriuscito della stessa serie.

Quindi, niente, visto che qui siamo tutti – me compresa, nonostante tutto – a ricordare Lost col fazzoletto in mano, mi pareva giusto essere la rompipalle che ricorda come la serie, suo malgrado, abbia innescato una sequenza infinita di progetti falliti, superproduzioni finite nel buco nero degli ascolti e cancellate dopo pochissimo, in un tentativo di emulazione che manco al liceo con la ragazza più popolare della scuola. Grazie, Lost. (No ma sul serio, per tutto il resto, “Grazie Lost”. Lo dicono gli altri meglio di me).


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S1e24 “Exodus, Part 2″

«Ancora uno». Andrea M.

Il 22 settembre 2004 non ho visto Lost; né l’ho visto nel marzo 2005. Per recuperare la prima stagione, in italiano, e la seconda, metà in italiano e metà – non riuscendomi di aspettare – in inglese, ho saggiamente deciso di attendere un momento relativamente tranquillo, caratterizzato da ritmi pacati e distesi, in tutto e per tutto confacenti alla visione consecutiva di quarantanove episodi: la tesi.

Maggio-giugno 2006: fra un capitolo e l’altro cedo infine ai continui attacchi portati alla mia pazienza da un’amica e guardo Lost, di cui avevo intravisto qualche scena in tv, trovandola per nulla affine ai miei gusti, che allora, e tuttora, si orientano verso altre storie, altri immaginari, altri stili. Cedo, dunque, e guardo il pilot per fare una pausa dalla Scapigliatura milanese. «Solo uno» dico, «e ricomincio.»

E improvvisamente la frase si trasforma in: «Ancora uno, e ricomincio». Poi: «Be’, a questo punto tanto vale vederne un altro, no?». Poi: «Facciamo così, arrivo al prossimo episodio su Locke e riprendo». Da ultimo: «Vorrà dire che guardo il finale e mi rimetto a scrivere». Ma poi la botola salta, la telecamera scende e già, frettolosamente, trepidantemente, cerco la seconda, consumo con voracità gli episodi che trovo in italiano – la tesi, nel frattempo, la scrivo nei ritagli, nelle mezz’ore e nelle ore che il cugino americano, nostro ripetuto salvatore, impiega a farmi avere le nuove puntate – e poi passo a quelli in inglese e il 25 maggio 2006 sono in pari. Anf anf.

Mi sono laureato esattamente un mese dopo.

Chi segue Serialmente da un po’ sa che il mio rapporto con Lost si è deteriorato rapidamente, e certo dolorosamente, nel corso della quinta e della sesta stagione, ed è vero che anche prima di quel momento la mia fruizione non si è mai allontanata dalla frenesia smaniosa di sapere, di schiudere, di svelare, senza raggiungere il rapimento di, per dirne una, Battlestar Galactica, altra serie con la sua buona parte di misteri da corteggiare. Eppure quei pomeriggi d’estate sul pavimento della stanza, con le cuffie sugli orecchi, a dire «Ancora uno… ancora uno… ancora uno», hanno contribuito a definire il mio interesse per la serialità televisiva, soprattutto a radicarlo, a fissarlo, e di questo, di là dalle nostre divergenze d’opinione, continuo a essergli grato, a Lost.


«Rispetta il nemico». Andrea D.

Cioè, ragazzi, io Lost neanche lo guardavo!
E non è che l’odiare un telefilm mi abbia mai fermato, l’hatewatch per me è di casa dai tempi di Dawson’s Creek, no, di Lost non me ne fregava proprio nulla.
Negli anni in cui la ricerca ossessiva di qualunque telefilm decente sulla tv italiana cedeva il passo ai primi contatti con gli show in contemporanea — e se non in contemporanea, un po’ prima delle canoniche trasmissioni con un cattivo doppiaggio alle 4 del mattino su Italia 1 — con gli USA, Lost aveva preso in ostaggio molti dei miei più cari amici, ma con tutta la buona volontà non riuscivo proprio a interessarmi alle vicende di quei poveri disgraziati su un’isola con gli orsi polari (fun fact: ecco tutto quello che, ad oggi, so sulla trama di Lost: disastro aereo, isola, orsi polari, la Dharma, la botola, “not Penny’s boat”, c’è un cattivo che si chiama Linus come l’amico di Charlie Brown, Kate ama Jack ma che bonazzo quel Sawyer, FUMO NERO!!1, alla fine erano tutti morti però no, nel senso, cioè, è molto più complesso di così; quindi fondamentalmente posso sostenere una conversazione con qualunque fan occasionale e non venire scoperto prima di 20 minuti). Non c’era un solo personaggio che mi suscitasse un sentimento abbastanza forte di simpatia o antipatia, l’accumulo di misteri mi annoiava invece di intrigarmi e la trasmissione in chiaro su Rai 2 con TRE (3) episodi a sera fu probabilmente la goccia che fece traboccare il vaso: mi addormentai a tre quarti della terza puntata e non ho mai scoperto se Michael e Walt hanno mai ritrovato il cane (o perché sull’isola ci fossero gli orsi polari, se è per questo).

Eppure, Lost è la serie che ha fatto guardare le serie all’uomo della strada. È stato il primo fenomeno di isteria telefilmica di massa in Italia dai tempi di Dallas (e con valori produttivi quantomeno migliori) — e molto probabilmente anche in America, se contiamo l’esplosione di saggi intitolati “la TV è la nuova letteratura?” e la sovraesposizione che ancora oggi subiamo di telefilm pallosi che imitandone elementi a caso si affannano nel disperato tentativo di essere incoronati “il nuovo Lost“.
Lost è il telefilm con cui gente autorevole ha iniziato ad applicare la Politica degli Autori alle serie tv, per cui oggi tutti sanno chi è J.J. Abrams e qualcuno si ricorda persino di Lindeolf (non che questo sia necessariamente un bene); è il telefilm grazie al quale gente con cui fino a un attimo prima non avevo nulla da dirmi ha iniziato a chiedermi “oh, tu che guardi un sacco di telefilm, me ne consigli qualcuno?”; è il telefilm che ha portato alla nascita di Serialmente.
Di Lost non me ne è mai importato niente, ma a differenza di molte serie che non mi piacevano e il cui successo riusciva solo ad alimentare il mio odio verso il genere umano, non ho mai avuto il minimo problema a dire che il 22 settembre 2004, in tv, successe una piccola rivoluzione.


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«Serendipity». Alice

Adesso vi dirò una cosa cui non crederete: la mia stagione preferita di Lost è la quinta. Certo, la prima è la più bella, la terza ha gli episodi più belli, il mio episodio preferito (come più o meno quello di chiunque) sta nella quarta. E guardando la sesta stagione – talvolta di notte, in diretta con gli Usa – io e (quello che sarebbe diventato) mio marito ci siamo innamorati. Ma la quinta, quella dell’isola che saltava avanti e indietro come un vinile graffiato, quella dei sanguinamenti da naso, quella dei Nostri infiltrati nella Dharma Initiative degli anni ’70, quella, insomma, in cui molti hanno mollato definitivamente il colpo è la mia stagione preferita, proprio perché la più densa di what the actual fuck (e sì, forse anche perché la parte più sfrontatamente fantascientifica della serie mi è sempre piaciuta un botto). Darei molte cose per essere di nuovo la me stessa che si è alzata in piedi davanti allo schermo del pc quando Sayid ha sparato a un piccolo e già creepyssimo Benjamin Linus. E in generale, darei molte cose per poter riguardare Lost come se fosse la prima volta, ma purtroppo (e per fortuna) l’esperienza Lost è irripetibile. Una specie di serendipità che ha fatto coincidere miracolosamente storia della tv, storia dell’internet, storia del pubblico che cominciava a guardare la tv sull’internet, storia della cultura popolare, storia della gente che faceva e studiava la cultura popolare. E pure un po’ la mia, di storia. Durante l’università, lentamente, mi sono accorta che Lost faceva parte di un discorso intellettuale, culturale, popolare gigantesco, una conversazione plurale e internazionale che si svolgeva tutta intorno a me e alla quale volevo assolutamente partecipare. Di Lost parlavano gli studiosi di semiotica e quelli di cultural studies, quelli che iniziavano anche in Italia a scoprire i fenomeni di fandom e naturalmente chi si occupava di tv e di cinema, ma soprattutto ne parlava ogni persona figa in cui mi capitava di incappare online e non, e mi stupivo della quantità di intelligenza generata da questa visione profondamente esperienziale e trasversalmente collettiva, oltre a crogiolarmi nel piacere deliziosamente perverso di poter comunicare attraverso un linguaggio “segreto” e nuovo, fatto di riferimenti, citazioni e battute, insieme profonde e dannatamente divertenti. E insomma, se non ci fosse stato Lost, forse io (e il resto del mondo non illuminato) ci avremmo messo molto di più a capire che la serialità televisiva è una cosa seria (perdonatemi, è stato più forte di me). Ma, nonostante tutto questo e tutto il resto che non sto qui a scrivere, la mia cosa preferita di Lost resta quel battito d’adrenalina (quasi) costante, i cliffhanger esasperati due, tre, quattro volte a episodio, la capacità di farmi collassare la mascella ancora e ancora, la sensazione ambivalente di non capire una mazza e allo stesso tempo annodare insieme gli indizi, il calore di sapere che quell’esperienza era straordinariamente condivisa e finalmente rilevante. Lost è stato qualcosa di unico e irripetibile, e per questo anche di effimero e fragile, intrinsecamente connesso con il tempo in cui è esistito: e in definitiva, proprio per questo, mi fa sentire maledettamente fortunata per averlo vissuto.

PS Per quel che vale, io e (quello che ora è) mio marito riteniamo The Constant la cosa più romantica ever.

La Redazione

Opinioni non richieste sulle serie tv americane.

87 Comments

  1. Bellissimo articolo, sono ancora scombussolata.
    Riprenderò dopo a mente un po’ più lucida ma, anche se sono rimasta a dir poco sconcertata dal finale, pure per me LOST è stata un’esperienza unica e irripetibile.
    Ci sono state altre serie più “perfette” e coerenti di Lost (ah, la sceneggiatura e relativa polemica! Del resto le scale di Escher sono coerenti? Eppure sono così affascinanti!) ma nessuna così coinvolgente e totalizzante come Lost.
    Devo pensarci ancora un po’, al momento sono ancora in preda alla nostalgia del com’ero/come eravamo.

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  2. Mi piace questo racconto dei vostri diversi punti di vista. Devo fare anche io una confessione, nel 2005 ho visto la prima serie di lost su sky e l’ho trovata noiosa, tanto che avevo deciso di non seguirla più. Ma poi ho visto i primi 2 minuti della seconda stagione, non so ancora se sia stata “make your own kind of music” la curiosità per Desmond o il non capire più cosa stessi guardando….. ma da lì in poi sono diventata una vera addicted e l’ho amato fino alla fine.

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  3. Lost l’ho visto per caso.

    Prima di allora la serie tv era Starsky & Hutch. Poi avevo cambiato casa e avevo tempo libero e necessità di rifiatare intellettualmente dopo il lavoro. E un amico citò Lost in un discorso di tutt’altro genere. Si parlava di ambientazioni di altro. E allora, dopo un paio di mesi mi dissi “vediamo cos’è questo Lost”. Era sabato. E rimediai un paio di puntate. 3 ore dopo avevo il cofanetto della prima metà della prima stagione (bello, il marketing dei cofanetti delle serie….). Ed entro sera avevo acquistato anche il cofanetto della seconda metà e me ne ero ubriacato. Non c’era un cofanetto della seconda stagione. Scoprii che si potevano rimediare le puntate sottotitolate. E la domenica quanto reperibile della seconda stagione era stato digerito. In attesa di nuove dosi.

    Di Lost ricordo con affetto tutto quello che generava attorno, supercazzole infinite sul senso della botola della dharma, della statua egizia, dei viaggi nel tempo, dell’aereo. Ricordo il fastidio che aumentava stagione dopo stagione all’aumentare degli enigmi dentro gli enigmi, il presentimento che niente sarebbe arrivato al pettine, che l’intenzione fosse quella di buttarla in caciara il più possibile. Ricordo i vaffanculo (in realtà era materia di reato per “vilipendio alle religioni”) urlati al televisore quando si superò il segno e dallo schermo ci dissero “ahahah abbiamo scherzato, la finiamo qui, con il finale Scooby Doo mega felici e contenti”.

    Ma quello che non mi posso scordare è l’empatia con i personaggi.

    Dopo Lost il mio mondo catodico (o sarebbe meglio mondo LCD) è cambiato. Definitivamente.

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  4. Lost è stata la serie che ci (io e mia moglie) ha fatto fare le ore piccole per davvero…ma non era meglio trombare la notte??
    Finita una puntata dovevi per forza guardarne un’altra, era come una droga, come nessun’altra serie mai…purtuttavia se mi pagassero per rivederla contratterei per bene la cifra.
    Sarà stato per il finale (gustoso come un ghiacciolo al gusto di merda tanto per fare citazioni di un certo livello…) o non so che, solamente posso dire che mentre la vivevo è stata passione, ma finita non mi ha lasciato niente o quasi.

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  5. Io ho da poco iniziato a seguirlo (a dire la verità anche le serie tv in generale): sono arrivato alla 1×15 ma non mi ha ancora dato quel senso di WOW che mi sarei aspettato. Mi dà come l’impressione do voler mettere troppa carne al fuoco e non riuscire a gestire bene il tutto. Per esempio la vicenda di Claire: viene rapita, alcuni la cercano per una puntata e poi la questione viene abbandonata per un paio di puntate esplorando altre trame. La cosa mi fa spazientire perchè mi dà già un po’ quella sensazione di voler tirare troppo per le lunghe solo per alimentare il mistero. E’ così di suo la serie oppure sono io che non ho capito nulla?

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    1. “Mi dà come l’impressione do voler mettere troppa carne al fuoco e non riuscire a gestire bene il tutto”.

      La puoi tranquillamente riassumere così. Ti fa venire la bava alla bocca propinandoti decine di misteri, dei quali ne vengono risolti una quantità irrisoria. La serie merita di essere vista per mille motivi, ma per me di rivoluzionario c’è stato anche il modo in cui Lindelof ha preso per il culo lo spettatore.

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      1. Azz, proprio il tipo di serie che mi piacciono meno quelle in cui si ammassano cose su cose e rincorri puntate su puntate solo per scoprire come funziona il tutto e spesso ti ritrovi con un pugno di mosche…Ma mi sono riproposto di guardarla visto che su qualsiasi sito che parla di serie tv Lost salta fuori ogni 3×2…

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        1. Per meritare merita, ma se ti aspetti spiegazioni a tutto, scordatele purtroppo. Così come la rincorsa alla scoperta di molti misteri risulterà vana. Molti la esaltano per la psicologia dei personaggi, cosa che a me interessa relativamente, quando impronti la serie su misteri, sparizioni e fenomeni inspiegabili. Se poi alla fine non sei in grado di spiegarli, allora per me hai in parte fallito.

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          1. Amen Fratello !
            Diciamo che Lost ha fallito e la presa per il culo di Lindelof resterà nella storia.

  6. Che bell’articolo! Anche per me Lost è stata la prima esperienza di visione collettiva. Ricordo che alle superiori ero quella che registrava (!!!) le puntate e poi le passavo a due mie amiche, e per poterne parlare dovevo aspettare che anche loro la vedessero (quindi anche prima esperienza con gli spoiler). E in occasione della puntata finale io e le mie compagne di università ci siamo svegliate all’alba per seguire la puntata trasmessa da Sky in contemporanea, per poi poterne parlare a lezione. Da quel momento mi sarei messa a recuperare le serie in lingua originale e niente è stato più lo stesso.

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  7. Io faccio parte di una categoria ancora più rara di quella di Alice: coloro che hanno amato il finale alla follia, un finale architettato magistralmente a mio avviso.
    Comunque io ho recuperato il tutto 2 anni fa, ho odiato a morte la seconda stagione perchè non riuscivo proprio a digerire Ana Lucia, ho amato tutto il resto, non dico che sia stata un’esperienza mistica durata 2 mesi abbondanti però insomma, da allora non riesco a rapportarmi alle serie tv alla stessa maniera.

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    1. (Anche a me il finale è piaciuto moltissimo, ho pianto tutte le mie lacrime, ho vagato all’alba con la colonna sonora di Giacchino che mi risuonava in testa, etc etc. Siamo strani, ma che ci dobbiamo fare?)

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      1. E’ una gara a chi è piaciuto più il finale? Perché allora gioco anch’io! :D

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        1. il finale per me è totalmente in sintonia con quanto fatto vedere nelle 6 stagioni, una conclusione perfetta per tutto quanto disseminato prima
          a chi dice che hanno spiegato una quantità irrisoria di misteri e che hanno navigato a vista, vorrei ricordare il discorso sul backgammon di Locke nella prima stagione… non vi dice nulla??)
          ad ogni modo finale bellissimo e commovente, non so cosa alcuni si aspettassero, forse uno spiegone alla kazzenger…..

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  8. Mi ricordo ancora quando vidi i primi episodi su rai due in prima serata (era il 2006 mi pare) e mi annoiò a morte. STUPIDO! L’inverno scorso, non avendo niente di meglio da fare (avevo appena interrotto temporaneamente gli studi) mi sono detto “vediamo un po’ sto Lost, che magari mi fa addormentare ad un orario decente” STUPIDO DI NUOVO! Non ho praticamente dormito per vedere tutta la prima stagione e l’inizio della seconda (ormai era il pomeriggio del giorno successivo). Cinque giorni dopo ho visto il finale, la mia mascella toccava terra e avevo i sensi di colpa per non averlo visto prima. Sarà che io adoro le serie fantascientifiche (anche quelle dove non si capisce una mazza) ma Lost è entrato nel tempio sacro delle mie serie preferite, dove su tutte troneggia X-Files.

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  9. Finalmente un articolo diverso dai soliti articoli celebrativi di Lost!
    Io l’ho scoperto troppo tardi, e ne ho fatto indigestione. Il mio più gran rimpianto ad oggi è non averlo seguito mentre era in onda. Meraviglioso.

    Caro staff di Serialmente, immagino lo sappiate, ma sottolineo che questo 22 Settembre è una ricorrenza importante anche per un altro motivo: è il ventennale di Friends. A tal proposito: voi di Serialmente ne avete mai parlato? Capisco che è una Serie Tv vecchiotta, ma diavolo, nel suo genere ha fatto la storia al pari di Lost.

    A tal proposito vi chiedo anche: non è che per caso avete qualche bel pilot da segnalare tra quelli che partono oggi? Visto che nel ’94 è iniziato Friends e nel 2004 Lost…chissà che il 22 Settembre non sia, a scadenza decennale, una data fortunata che porta bene ai pilot!

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    1. Cara Eva, abbiamo un articolo in preparazione proprio su Friends e la sua eredità! Non abbiamo dimenticato la ricorrenza, ma per ragioni sentimentali questa settimana abbiamo dovuto far passare avanti Lost: Serialmente non sarebbe mai nato senza Lost, probabilmente, quindi abbiamo un certo debito nei confronti della serie :)

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  10. kaw, abbracciami e vogliamoci bene: hai riassunto esattamente il mio pensiero su Lost, dalla mancanza di empatia coi personaggi (tranne Sawyer, lui è un tipo ok) alla sorpresa quando da “nerd delle fiction” mi sono ritrovato arbiter elegantiarum dell’intrattenimento televisivo.
    L’unica differenza è che io sono riuscito a resistere fino a “Not Penny’s boat” prima di sfanculare tutto.

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  11. Lost io per due stagioni me lo sono visto in italiano. avevo letto casualmente un articolo di Aldo Grasso sul CdS, che annunciava l’arrivo su rai2 di questa serie per cui negli USA stavano impazzendo, poi me n’ero quasi dimenticata, ma lo zapping annoiato di una sera mi ha fatto cadere esattamente sull’occhio di Jack che si apre. siete autorizzati a pensare subito a quante volte la parola “destino” ricorra in Lost.

    due anni a vederla e non conoscere nessun complice di questa passione. poi, a fine seconda stagione, benedetto l’amico che ho incontrato, che mi ha passato la terza stagione in lingua originale, l’unica che ho visto senza ansia settimanale e poi da lì trovare forum in rete, iniziare a partecipare a quell’esperienza di cui ha scritto Alice.

    e li vedevo anch’io certi buchi di sceneggiatura, vedevo anch’io certi episodi e questioni messe lì solo per creare hype, eppure io l’ho amata fino all’ultimo secondo. mi hanno presa in giro gli autori? non so, mi hanno dato tante di quelle emozioni che oggettivamente non ho più provato. e qualsiasi cosa si pensi di Lost, che sia stata un punto di svolta nelle serie tv è una realtà.

    ne hanno fatte di migliori? di scritte meglio? di più coerenti? sì. non ne hanno ancora mai fatte di più epiche. ecco perchè son falliti tutti gli pseudo-tentativi di replicarne i fasti. perchè non basta un racconto corale o qualche mistero a rendere epico un racconto. d’altra parte non è che di Omero o Ariosto ne nasca uno ogni tre anni.

    io da allora ho giurato a me stessa che mai più avrei partecipato a discussioni su serie tv in quel modo, che mai più avrei passato ore e ore a scarnificare un episodio anche nel minimo (ed inutile) dettaglio. mai più avrei ridotto a singoli pixel decine e centinaia di ore di un racconto.

    non ci sarà nessuna Breaking Bad, Mad Men, Game of Thrones a far parlare di sè così nel suo decennale (anche se tutti o molti ne parleranno benissimo), perchè la questione non è se è la serie più bella, la questione è che è stata il primo amore, anche per chi poi l’ha odiata o lasciata.

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  12. Che bell’idea quest’articolo..
    E’ proprio vero che il primo amore non si scorda mai..indipendentemente se alla fine ti ha deluso o ti è rimasto nel cuore, questa è LA serie che fatto storia!
    Mi rendo conto leggendo i commenti di quanto sia stato fortunato a godermi la visione da subito, cioè dalla messa in onda di sky e per le stagioni seguenti scaricando le puntate il mattino seguente!
    Credo che l’esperienza di Lost sia riduttiva se uno la riduce a una visione di recupero in poche settimane.
    Mi ricordo l’hype e la tensione che mi creavano i cliffhanger, le ipotesi e le teorie dietro ogni mistero, la condivisione con amici e sui forum..ahh che bei tempi!
    Non ho il coraggio di riguardarmela, non me la sento..rimane li scolpita nella memoria assieme a tutte quelle emozioni che mi ha suscitato e che nessun’altra serie, magari anche migliore (vedi BB), è stata capace di darmi in quella maniera.
    Lunga vita a Lost e ai Lostiani :)

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  13. Lost per me è La Serie. è stata una delle prime che ho visto “in diretta”, puntata dopo puntata, dalla prima all’ultima, aspettando con ansia l’arrivo della stagione successiva. Con Lost ci sono cresciuta. Di Lost ho amato quasi tutti i personaggi, non ha importanza se fossero buoni o cattivi, erano dei gran personaggi. Non so se Lost sia la miglior serie di sempre, come dicono alcuni, o se sia semplicemente sopravvalutata, come dicono altri, per me sarà sempre speciale. Quanta nostalgia.. Mi verrebbe da dire come Jack “WE HAVE TO GO BACK!” perché mi piacerebbe rivivere Lost dall’inizio e riprovare le stesse emozioni di una prima visione, ma purtroppo non si può! Buon Compleanno Lost!

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  14. Io il mio rapporto con Lost è strano. Non mi sento di metterla tra le mie serie preferite di sempre, però ci penso spesso. La recuperai 6 anni fa in poco più di un mese e sul momento mi ha fulminato, poi con il tempo non ci ho pensato più di tanto. Però ogni tanto se ho voglia di piangere, mi basta vedere la scena di The Costant fra Desmond And Penny e il gioco è fatto. Anche se sembrerò strano ma la mia puntata preferita in assoluto per me è SOS, la 2×19. Bernard e Rose, il suo discorso, ecco questa è una delle cose che televisivamente non dimenticherò mai.

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  15. 10 anni fa avevo appena cominciato la prima media,i miei avevano da poco comprato Sky e LOST fu il primo amore seriale;mentre i miei compagni di classe parlavano delle lamincards della WWE io parlavo di nikki e paulo,orsi polari,ecc..
    Ho amato questa serie alla follia fino a tre anni fa,quando convinsi il mio gruppo di amici a fare un recuperone estivo,morale della favola: lo adorarono manco fosse la statua in bronzo di una qualche divinità pagana,io di contro (avendo una “capacità di giudizio seriale” piuttosto migliorata) notai tutte quelle sbavature nella sceneggiatura che in “tenera età” avevo ignorato e arrivare fino alla sesta stagione fu quasi un supplizio (ahahahah)
    Alla fin fine però,nonostante le incazzature varie,sono sicuro al 100% che senza LOST non avrei cominciato a neanche a vedere le serie tv,quindi c’è solo da ringraziare.

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  16. Lost, Lost…

    Per me Lost e’ come la fidanzata che ti tradisce la sera prima del matrimonio, per giunta col tuo migliore amico. Ne conosci i pregi e i difetti e non ti interessa, ti piace cosi’ come e’, ma alla fine le cose non vanno come speravi e rimagono solo la ferita e il rimpianto per quello che poteva essere e non e’ stato. A tutt’oggi non riesco a discuterne tranquillamente, continua a farmi venire il sangue cattivo.

    Ovviamente sono tutte considerazioni personali, so benissimo che c’e’ chi ha adorato e continua ad adorare Lost, io mi metto nella categoria dei delusi dove mi sembra di essere in buona compagnia. Aggiungo anche che ha senz’altro avuto un discreto peso nella mia storia di fruitore di serie tv, ma altre serie decisamente peggiori le porto ancora nel cuore, Lost no.

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  17. Ricordo ancora come fosse oggi il primo episodio, su sky, in coppia alla premiere di Desperate Housewives. Mi rapì subito e mi diede un fortissimo senso di inquietudine, quanto ero giovane e ingenua…certo non lo amai mai alla follia e tuttora non rientra nei mie tops ma ho dei bellissimi ricordi legati a Lost e non posso che essere d’accordo, le serie tv non sarebbero il fenomeno mondiale che sono senza Lost. Quindi buon compleanno Lost, spero un giorno (ri)guardandoti con occhio più adulto di capirti e amarti come il resto del mondo, e grazie in ogni caso.

    L’incipit dell’articolo è fantastico, mi ha catapultato in 2 secondi ai bei tempi, mi sono affiorati in un attimo un sacco di ricordi ho iniziato a elencare da sola e a voce alta tutto il mio percorso telefilmico il mitico WinMX!!come scordarsi il brivido di avere fra le mani le puntate subtitolate della seconda stagione di Grey’s APPENA uscite in usa, ahhhhh che nostalgia…

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  18. Ecco il mio Lost.
    E’ stata la prima vera serie TV che ho seguito. La vedevo su Rai due. Tutte e cinque le stagioni. La SESTA, attesa con ansia e trepidazione, andò in onda in agosto, non so più di quale anno, in terza serata.
    Non sapevo niente del mondo delle Serie Tv a cui mi sono avvicinata con dedizione solo da circa un anno con dei recuperoni spesso durati intere notti.
    So che LOST mi è piaciuta da impazzire e che stavo incollata davanti alla Tv con massima concentrazione e attesa tutta la durata di ogni singolo episodio. Mi ha dato grandi emozioni. E questo basta per dare a qualsiasi serie Tv una motivazione per essere seguita.

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  19. E per voi di Serialmente…
    Finalmente mi sento di dire cosa penso del nuovo sito.
    Ho aspettato per capire quale potesse essere la linea che volevate intraprendere: all’inizio non era molto chiaro, ma ho sempre pensato che foste troppo fighi per deludermi e per fermarvi al primo intoppo. Qualche scivolone ci può stare. Si può perdonare qualsiasi incidente di percorso a chi cerca di migliorarsi.
    Ora segnate la strada per vedere attraverso un episodio.
    E lo fate con la solita ironia di sempre e con lo stesso acume.

    Attese pienamente soddisfatte.
    Per me vi siete elevati di livello e grado. Non più un sito come tanti che ci “racconta” l’episodio, ma delle persone che, nel senso letterale, creano spunti, visioni e lo fanno in un modo colto, interessante, intelligente.

    Adesso quando voglio informazioni sulle serie vedo altri siti, ma quando voglio leggere qualcosa di più profondo e, perchè no, che sia motivo di crescita, ci siete voi.
    La passione porta lontano.

    Grazie ragazzi.

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  20. Bellissimo articolo, questo nuovo Serialmente mi piace sempre di più. Complimenti! Mi avete suscitato un mare di ricordi. Lost incominciai a seguirlo su Sky appena lo mandarono in onda, e mi prese subito. Non fu affatto l’inizio della mia passione per le serie tv poiché a questo ci aveva già pensato Buffy e, in generale, divoravo quasi tutto quello che beccavo in onda su qualsiasi canale, spesso roba di qualità discutibile. Poi fortunatamente di lì a poco anche io conobbi il “cugino americano” e cose come Smallville divennero solo un lontano ricordo. Ma ho ancora in mente come persone che non si filavano le serie tv, che mi ripetevano spesso di come fosse un genere minore (per loro) e a volte mi dicevano pure che era “roba da vecchi”, improvvisamente incominciarono a seguire Lost e ad appassionarcisi moltissimo. Tra una stagione e l’altra o a fine serie, in preda all’astinenza, mi chiedevano disperati se avessi nuove serie da consigliargli. A molti di loro suggerii, tra le altre, Breaking Bad e pian piano lì trasformai in divoratori di serie, tanto che oggi spesso sono loro a consigliarmene qualcuna. Purtroppo da quel lontano 2004 i miei impegni si sono quadruplicati e i tempi in cui riuscivo a recuperare stagioni intere in una manciata di giorni sono ormai andati, quindi sono diventato molto più selettivo, cerco di guardare solo quelle veramente meritevoli o che mi suggeriscono. Sono veramente contento che abbiate scelto di parlare di Lost, per me è stata la serie che mi ha fatto passare dal coltivare una passione in completa solitudine e l’essere circondato da gente che mi parla di questa o di quella perla televisiva. Concludo dicendo: porca miseria…sono già passati 10 anni!!! Buon decimo anniversario Lost.

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  21. Bell’articolo, complimenti.

    Per me prima di Lost c’è stato Buffy: è con BTVS che per la prima volta ho fatto ricerche su internet su un telefilm, ho imprecato contro la programmazione italiana, e una volta venuta a conoscenza dello scempio dell’adattamento italiano comprai i DVD dal TV Sorrisi e Canzoni per potermelo gustare in originale con i sottotitoli.

    Qualche anno dopo cominciai a sentire parlare di Lost, mi procurai le prime due stagioni e le vidi nel giro di circa 3 mesi, per poi iniziare a seguire in contemporanea col resto del mondo a partire dalla seconda metà della terza stagione.
    Il merito di Lost è stato la rivoluzione del modo di guardare serie TV, mi si è aperto un mondo sconosciuto (quello delle community, dei sottotitoli, dei commenti il giorno dopo la visione), e mi ha portato a scoprire altre serie.

    Tornando alla serie vera e propria, non me la sentirei di consigliarla a un neofita (adesso c’è di MOLTO meglio in giro), ma personalmente la ricordo con affetto.
    La prima serie è senza dubbio la migliore, ma in generale Lost mi è sempre piaciuto tranne durante l’ultima stagione, che ha partorito anche la COSA peggiore che abbia mai visto in vita mia (Across the sea, brrrr….), ma al contrario della maggior parte delle persone ho amato il finale (senza fare spoiler, la scena davanti al distributore è stata *_*, e ogni tanto la riguardo su youtube).

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  22. Nel 2004 ero ancora orfano di X-Files e Buffy. Avevo provato a seguire un po’ svogliatamente CSI, mi ero appassionato a Smallville (da buon fan deli Supes cartaceo) e avevo mollato da poco Alias, con il quale ero entrato per la prima volta nel personale mondo del più grosso bluff della tv americana, tal GeiGeiAbrams. Personaggi ambigui e sottotrame complesse, colpi di scena a tener vivo l’interesse, cast stellare poi a un certo punto la follia: marce indietro continue, trame stravolte, alberi genealogici che crescono a dismisura, identità doppie, tripli giochi, salti mortali degli squali e serie in vacca.
    Capirete che non mi sono avvicinato a Lost con il massimo della fiducia e sebbene la prima serie mi avesse coinvolto, decisi di lasciare perdere i misteri, i flashback, l’isola sapendo che prima poi anche qui sarebbe saltata la baracca. Fino alla quinta ho resistito, poi complice il tam tam in rete, siti come un certo Serialmente, ho avviato un bingewatch forzato concluso qualche giorno prima della fatidica sesta ed ultima stagione. Che dire…una delusione mortale, una tragica conferma dei miei sospetti di clamoroso abbaglio e un odio mortale nei contronfri dei responsabili! Lost rimarrà un fenomeno, nel bene e nel male, una pietra miliare della serialità televisiva, un 2.0 nella fruizione e nella condivisione delle passioni televisiove, nei dibattiti e nelle fan-theories più fantasiose ma non di più. Rimangono singoli episodi e personaggi memorabili (la 2×01 e la prima delle fondamentali apparizioni di Desmond, la disperazione finale di Locke, le trame di Linus) ma se gli autori avessero avuto l’umiltà di pagare l’autore di una delle migliaia di fan fiction su Lost centomila volte migliori e più coerenti dell’effetiva conclusione a quest’ora avremmo meno fegati rovinati. Quante assurdità per aggiustare la trama e dargli un senso (il fumo nero? i conquistadores spagnoli? i paradossi temporali in loop? la fonte? la fonte con la luce? proteggere l’isola? ma perché? Froghurt? maddechè?).
    Ehmm, vorrei inoltre ricordare che la serialità per così dire moderna nasce con Twin Peak nel 1990, quando cioè un grande autore di cinema decide di portare in tv un modo di raccontare che segna una cesura con il passato cambiandone il linguaggio. Non rimpiango Lost, rimpiango quello che sarebbe potuto essere e che non è stato e da allora fuggo da tutto quello che porta il timbro di Abrams, o Lindelof.

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    1. “Non rimpiango Lost, rimpiango quello che sarebbe potuto essere e che non è stato”

      Questo riassume essenzialmente il mio pensiero. Con la prima stagione si erano intraviste potenzialità enormi. Il rimpianto della serie maestosa che avrebbe potuto essere è ancora enorme dentro di me.

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    2. premessa: Twin Peaks è per me quello che Lost è per molti: una sòla, una delusione. ma al di là del mio gusto personale ed essendo abbastanza carampa da essermela vsta allora, una volta a settimana, posso dirti che non ha creato un fenomeno al di fuori della tv e le persone al bar il giorno dopo la visione non ne parlavano. dal punto di vista della fruizione collettiva, e calcolando appunto l’epoca pre-web, solo Dallas l’aveva fatto.

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      1. Ai tempi di Twin Peaks io ero al liceo e ricordo che ne parlavamo eccome a scuola il giorno dopo l’episodio trasmesso in TV. Anche i giornali ne parlavano come di qualcosa di mai visto prima. Io ero esaltatissima dalla prima stagione, ma avrebbe potuto (e dovuto) finire lì. Poi venne la pessima (perchè è pessima) seconda stagione e nessuno se la filò più. Oggi mi sembra addirittura che Twin Peaks a distanza di più di vent’anni sia più stimata di allora.
        Ai tempi però non c’era internet e di certo se non trovavi qualcuno a cui piaceva una serie era finita lì. Altro che passare ore a scrivere e commentare episodi.
        Lost è arrivato 15 anni dopo quando internet era una realtà consolidata e sicuramente ha cambiato la fruizione di molti. Non di me che di certo nè ho scoperto la serialità con Lost, né ho cambiato la modalità di vedere le serie per Lost. Anzi a dir al verità io la vidi su raidue e mi piacque poco ma continuai fino a metà della seconda stagione. Poi ho mollato, perchè mi sembrava già una fregatura.
        Comunque sono informatissima sul finale e su tutta la serie perchè qualche amico che ti parlava di continuo di Lost non puoi non averlo consociuto nella vita!

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  23. lost è la SERIE
    ricordo che mi colpì la sigla, la scritta bianca su sfondo nero e quello strano effetto sonoro. Non vorrei far confusione con le date ma vidi la prima puntata sulla RAI in autunno 2006, ma non lo seguii subito con costanza.
    Lo recuperai in primavera del 2007 su RAI2, repliche della prima stagione prima della messa in onde della seconda, e da allora fu colpo di fulmine tant’è vero che cercai nell’autunno del 2007 qualcuno che avesse sky per vedere la terza e poi cominciarono i frenetici scaricamenti con i sottotitoli.
    L’attesa della puntata successiva, il pathos di conoscere la trama, le discussioni e le congetture sulla miriade di dettagli sparsi, i momenti emozionanti, commoventi e quelli veramente storici nella storia della tv (we have to go back… ma ricordate cosa rappresentò quel momento?? una svolta epocale) LOST è stato un’esperienza irripetibile che nessun altro sepppur meraviglioso serial si sognerà mai di uguagliare almeno nel breve periodo.

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  24. Il mio 22 settembre risale allo scorso febbraio, quando ho deciso di intraprendere una lunga serie di recuperi (ancora in corso), e il pole position c’era proprio Lost.
    Amore, odio, paura, terrore, risentimento, affetto, nostalgia, rimorsi, in Lost c’è tutto. Lost è LA serie? Per me no, ognuno ha una propria serie che ritiene essere LA serie. Lost è sicuramente una delle serie meglio riuscite e contemporaneamente un magnifico esempio di parabola discendente.

    Eh si, sono uno scettico (avanti, lapidatemi). Il mio amore per Lost accumulato nelle prime 3 stagioni è stato messo a dura prova nella season 4, ma è stato ripagato dal finale. Poi le stagioni 5 e 6, permettetemi, sfiorano il folle. Io non sono un poeta, tantomeno un filosofo, e non ho colto ciò che Lindolof aveva da offrire nel finale. Pazienza.

    PS bell’articolo, davvero complimenti a tutti!!!

    PPS: un po’ di tempo fa in porto, lo giuro, ho visto una piccola barca: “The Penny’s Boat”!

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  25. La Lost Experience, i video della Dharma, il sito della Oceanic..il marketing virale che hanno creato intorno a Lost è stato da apri pista a generazioni di telefilm ancora in onda, ma nessuno è arrivato a tale longevità e misticismo.
    10 anni fa ovviamente ero ragazzino, andavo in giro con la maglia con i numeri di Hugo, ma “la serata Lost” la rifaccio ancora oggi, non più con gli amici ma con mia moglie, non più con Jack ma con altri ma cazzo loro hanno creato davvero qualcosa che non c’era. Ricordo che anche quando c’erano gli episodi filler qualche amico storceva il naso ed io dicevo: ma goditi ogni singolo minuto di questi 42, perché poi dobbiamo aspettare un altra settimana!

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  26. Battlestar Galactica Lost se lo mangia a colazione

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  27. Dovrei dire che non ho mai visto Lost anche se quel 22 settembre 2004 ero in Usa ed ho avuto la “fortuna” di vedere il pilot insieme a migliaia di telespettatori americani.
    Ebbene, quello è stato il deterrente per farmi decidere che non vedrò mai Lost, non per snobismo o altro ma proprio perché è stata una delle cose più noiose e priva di pathos che abbia mai visto in vita mia (fatta eccezione per Godzilla, il remake).
    Quindi di Lost non ho visto più di 30 minuti interi ma, chi non conosce ogni brufolo di quella serie se è considerata la ragazza più sexy della scuola?
    Sinceramente una cosa sola non ho mai capito… Perché avrebbe cambiato la serialita televisiva? Ha introdotto qualità? Ha introdotto novità? Ha modificato la fruibilità? L’unica cosa che ha avuto di buono è stata una massiccia operazione di marketing che ha reso un prodotto mediocre come necessario (quello che direbbe un detrattore di un prodotto Apple) e che ha raggiunto una platea molto più ampia di quelle che fin allora avevano le serie tv.
    Insomma, non ha cambiato la vita a nessuno e poteva anche non essere mai trasmessa per ciò che mi riguarda.
    Le serie che hanno ribaltato i canoni della serialità son ben altre, a partire dal già citato Friends.

    L’unica cosa che mi è rimasta impressa di quel pilot è stato il modo in cui l’America si è fermata… la ragazza che mi ospitava mi ha obbligato a cenare ad orario d’ospedale, ha staccato il telefono, s’è infilata sotto un plaid sul divano e non si è mossa neanche per la pipì durante la pubblicità che, vi assicuro, ha raggiunto livelli durante la trasmissione che canale 5 in confronto è una sciacquetta. Insomma, dopo un po’ mi sono alzato e sono andato in camera a leggermi un libro.

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    1. modifiche operate da Lost sulla serialità che mi vengono in mente, così, alla rinfusa:
      – la sigla, ovvero una non-sigla, sia all’inizio che alla fine
      – la trama orizzontale che diventa preponderante in un mondo di serie tv dove è quasi tutto procedurale, con un filo davvero esile ad attraversare gli episodi.
      – l’uso dei flashback (e poi ff ), ovvero il racconto per piani temporali diversi, come parte integrante del racconto e non come dettaglio, con un’aggiunta: i fb vanno dal più recente al più vecchio, trasformando la domanda “cosa succederà nella vita di X” in “cosa ha portato X a fare questo”
      – la fruizione. già prima della Lost Experience, che è ottimo marketing, ma anche completamento del racconto, sono sorti forum, siti ecc. la visione collettiva, per il fatto stesso di esserci, modifica l’impatto emotivo del prodotto tv.
      – i dettagli. libri, canzoni, ricorrenze ecc. dubito che prima di Lost nessuno si sia mai soffermato a leggere il titolo di un libro letto da un personaggio tv

      poi, come opera umana artistica, Lost piace, entusiasma, fa schifo, esalta, delude, lascia indifferenti. ho smesso almeno sei anni fa di sindacare su questo. tanto siamo tutti molto intelligenti e molto stupidi insieme quando guardiamo serie tv :)

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      1. Ehm, tutto ciò che hai detto, ad esclusione della sigla/non sigla, era già stato operato ne The Sopranos, giusto per citare quella facile per questi esempi (i flashfoward ovviamente non ci sono, mica lì si gioca con lo spazio tempo come fa JJ).

        In merito alla sigla non è una gran modifica ma solo marketing. Meno sigla più scuse per tenerti incollato alla tv (non ricordo i riferimenti bibliografici, ma c’è uno studio apposito che indica quanta dispersione di ascolti vi sia durante la sigla) e far pagare quattrini agli sponsor.

        Ha semplicemente ragione Watcher in quello che dice due commenti sotto.

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        1. Lo sai che stai predicando nel deserto , vero ?

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        2. cioè, vorresti sostenere che coi Soprano milioni di persone al mondo di riunissero in forum a parlarne ed analizzarne ogni singolo episodio? scusa, ma non è così. (quindi la fruizione della serie tv in certi modi arriva con lost).
          e i dettagli di cui ho parlato io, con continui rimandi e citazioni di episodio in episodio e di personaggio in personaggio? vedi come sopra.
          i Soprano sono un’ottima serie tv, il cui finale ha divido in maniera feroce il pubblico, come Lost, ma sono un’altro “modus” nel viverla.

          e no, per rispondere sia a te che a Watcher, per me Lost non è stata la prima serie tv . perchè Dallas era serie tv, perchè Twin Peaks lo era, perchè E.R. lo era e West Wing lo era e io ero giovane e me la guardavo nonostante orari assurdi e niente lingua originale e niente forum. e potevo però tranquillamente saltarne episodi senza perdere il filo.
          sarebbe carino non dare dei sempliciotti neofiti a chi (come me, ma come gli autori dell’articolo) trova in Lost una primogenitura.

          e basta rileggere proprio le tue parole sul pilot, sull’America paralizzata, per rendersi conto che è andata così, indipendentemente da quanto perfetta o cialtrona possa poi essere stata nei suoi contenuti, sceneggiatura, ecc.
          fino all’anno scorso (non so i dati attuali) è stata la serie tv più scaricata di sempre, qualcosa vorrà dire, no?

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          1. Eh? Di fronte al set di Satriale’s ci va ancora la gente a farsi la foto come se fosse salita sulla Statua della Libertà. Io stesso sono andato a farmi la foto ed ho dovuto fare la fila per mettermi in posa; se non è fenomeno questo.

            Comunque non ho detto che Lost non abbia dei meriti ma che anzi il suo enorme merito è il marketing che c’è stato dietro. Solo marketing perché del resto la serie non ha nulla di interessante, almeno dal mio punto di vista.
            Eh no, non ho dato del sempliciotto neofito a nessuno, non mi risulta rileggendo le mie parole…

  28. Bell’articolo, soprattutto per uno come me che non ha partecipato all’hype collettivo per Lost ma che ricorda però bene di averne ammirato la prima magistrale stagione. Poi quella botola nel finale mi ha convinto a troncare bruscamente. Non ho neppure iniziato la seconda stagione. Intendiamoci, la botola ci stava benissimo, ma per me era proprio il segno che la cosa sarebbe finita in vacca per losviluppo della trama e col senno di poi sono contento della decisione presa.

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  29. @Sal G.
    “Sinceramente una cosa sola non ho mai capito… Perché avrebbe cambiato la serialita televisiva? Ha introdotto qualità? Ha introdotto novità? Ha modificato la fruibilità?”

    Molte persone hanno iniziato a seguire le serie tv in modo strutturato (e magari in lingua originale) con LOST e confondono la rivoluzione che ha portato a loro con il reale impatto sulla serialità americana.

    E’ un ingenuità ovviamente, ingenuità che diventa estrema per chi pensa che LOST abbia addirittura inventato il mistero e la creazione dell’attesa (roba che in TV si faceva da 50 anni) ma che vuoi farci…

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    1. vedi mia risposta a Sal, oh genio ed unico conoscitore della tv dagli albori ad oggi.

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      1. @Dory
        Con battute così dimostri più che altro di essere stata toccata nel vivo, non una grande idea.

        ” (quindi la fruizione della serie tv in certi modi arriva con lost).”

        No perché nei primi anni ’90 negli USA tutti si chiedevano chi avesse ucciso Laura Palmer e nel ’65 la Francia (e poi l’Italia) si fermò per scoprire chi ci fosse dietro la maschera di Belfagor. Tanto per citare due esempi clamorosi.

        E non c’è bisogno di essere dei grandi esperti per ricordarsi di Twin Peaks o per rendersi conto che la TV di qualità nel 2004 era già una realtà. Che Battlestar Galactica (serie che sfrutta moltissimo l’elemento mistero) è partita prima di LOST e che in generale fenomeni di costume di magnitudo molto superiore alla serie di J.J. Abrams si erano già visti in TV.

        LOST ha tanti meriti (i molti epigoni lo dimostrano) ed ha avuto un impatto notevolissimo sulla cultura pop ma NON è rivoluzionario e NON è un punto di rottura della serialità americana.
        L’elemento più caratterizzante di tutto il fenomeno è stata la sinergia con il web. Ma internet non lo ha inventato LOST e la congiuntura storica fortunata (allargamento dell’accesso ad internet) non modifica il valore dell’opera. Certo aver sfruttato attivamente il web è un merito ma qui parliamo di marketing e non più di TV.
        Tra parentesi: di TV sul web si parlava comunque tantissimo da anni negli USA, in Italia e nel mondo. I numeri erano inferiori anche (e principalmente) per un discorso tecnologico.

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        1. Ai più scettici regalo questo articolo di Andy Greenwald sul perché Lost è stata un’opera importante e unica nella tv aldilà del fatto che vi sia piaciuta o meno, così cerchiamo di rialzare un po’ il livello della discussione (Lost un fenomeno di marketing? Ma per favore) http://grantland.com/hollywood-prospectus/lost-legacy-ten-year-anniversary-abc/

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          1. Embè ? Ora Greenwald è il dio delle opinioni ? Le sue opinioni e quelle di Alan Sepinwall non mi pare possano essere prese come oro colato.

            Non ammettere che Lost sia stato in gran parte un fenomeno di marketing la dice lunga sull’essere fanboy di una serie :)
            Con tutto quello che è stato creato intorno allo show ci vuole un bel coraggio a dichiarare il contrario.

            A questo punto beccati questo http://www.bestmovie.it/speciali/lost-perche-non-e-un-capolavoro/37270/ e poi leggiti l’articolo al quale fa riferimento di un certo Fabio Guaglione.

            Ad ogni modo purtroppo devo notare come i fanboy di Lost abbiano le stesse caratteristiche dei fanboy Apple . Se provi a contraddirli la prendono sul personale e chiaramente quello che non capisce nulla sei sempre tu che metti in dubbio la “fede”.

          2. Mio caro Kileo. Il Dio delle opinioni? Ma di che stiamo parlando? Lo hai letto il pezzo o meno? L’articolo che ho linkato mette un punto sull’importanza di Lost nel panorama seriale, al contrario dell’articolo da te linkato non è una critica qualitativa punto per punto a Lost come opera narrativa. L’articolo che hai linkato non si preoccupa affatto di inserire la serie in un contesto, ma la analizza da semplice lettore limitandosi a giudicarla da un punto di vista prettamente qualitativo, quindi soggettivo (tanto che è affiancato a un altro di tenore totalmente opposto). E la critica qualitativa è legittima, ci mancherebbe pure, ma riduce l’analisi a “Lost è bello” contro “Lost è brutto”, “il finale è bello” contro “il finale è brutto”, argomento che oggi lascia davvero il tempo che trova.
            A 4 anni di distanza dal finale mi auguro che il discorso attorno a Lost faccia un piccolo passo avanti. Perché un fenomeno di quella portata non è riconducibile SOLO al marketing, ascolti di quel genere per sei anni consecutivi non sono legati al marketing, perché dire che il successo duraturo di un prodotto è dettato dalla pubblicità è dire una sciocchezza.

          3. Offesa non presa, grazie comunque.

            L’articolo francamente non mi sembra questo grande regalo ma è interessante. Concordo con buona parte dell’analisi che fa della TV degli ultimi 10 anni e dei motivi del successo di LOST.
            Fatico però a trovare contraddizioni con quanto ho scritto nel mio precedente post, quindi non ho chiaro perché tu abbia deciso di inserirlo rispondendo a me.

          4. Ho risposto a te appunto perché tra quelli che nonostante abbiano espresso criticismo contro l’opera narrativa Lost siano comunque d’accordo sull’importanza della serie Lost, e poteva nascerne un discorso interessante :D

  30. ?Sarà che ero una fan di Lost, ma che bello quest’articolo! Ha reso di più di tanti altri che ho visto/intravisto per tutta la giornata. Grazie!
    Probabilmente ho iniziato a seguirvi proprio per le recensioni di Lost, quando attendevo gli episodi su Fox e li registravo su videocassetta a mia sorella! Mi sembra sia passata una vita!
    Nemmeno lo vidi dalla prima messa in onda su Fox, ma per caso in un pomeriggio d’estate vidi una replica: un disastro aereo, rumori strani nella giungla, un orso bianco, troppo assurdo per non affascinarmi. Alla terza stagione ho avuto un po’ di crisi, non mi appassionava più, ma prima della quarta stagione decisi di riprenderlo e da lì ho capito che certe serie tv anche se le abbandoni, quando le riprendi son quasi sempre al solito punto in cui le avevi lasciate. Tra voi qualcuno ha nominato i viaggi indietro/avanti nel tempo: quanto li ho adorati! Forse è “colpa di Lost” se dopo qualche anno dalla fine ho iniziato a guardare Doctor Who.
    E se penso a quanto tempo libero avevo e alle poche serie tv da vedere! Guardavo o avevo guardato cosí costantemente come ho fatto con Lost, solo Friends ER e Felicity. Adesso perdo il conto e dovrei tenere un calendario o organizzarmi le poche ore libere per vederle tutte! E di alcune non ho nemmeno mai sentito il doppiaggio in italiano!
    Quanti cambiamenti in dieci anni!
    See you in another life brothers! :)

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  31. Ne ho visti dei pezzi, ma no, proprio non fa per me. L’unica cosa che mi ha incuriosita è che cosa ci faceva un orso polare nella giungla, ma neanche tanto perchè non sono andata a fondo nella ricerca della risposta, se c’è risposta.
    “Ah! guardalo perchè è proprio bello, interessante, i personaggi sono fatti bene!”. Mi ha fatto quello che chiamo “effetto Blues Brothers”: tutti entusiasti, tutti contenti, tutti che lo citano; lo guardo io e nessuna sorpresa, mi avevano già raccontato tutto.
    Farei uno sforzo ora solo per veder recitare Michael Emerson.
    Ho visto solo qualche minuto del finale, quello in chiesa, ed era realmente commovente.
    Per me è meglio il finale di Ashes to ashes.

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  32. Io la penso come Andrea D., con la differenza che ne ho guardato i primi dieci minuti della prima puntata ed ho deciso che non fa per me. Dopo numerosi tentativi di approccio ho smesso definitivamente e amen.
    Per me LA SERIE è e rimarrà sempre Buffy: notti insonni, tentativi di parlarne con altre persone su internet e tanto tanto di più.

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  33. E’ bello vedere come un prodotto televisivo abbia influito in modo cosi diverso sulle persone..ancor più bello scoprire quanti siano quelli che l’hanno vissuto come te!

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  34. Io Lost non l’ho visto. Ho una mezza intenzione di recuperarlo, ma so che poi diventerei una drogata, quindi devo aspettare il momento giusto. (Probabilmente aspetterò anche io la tesi). Però volevo fare anche un piccolo elogio a Lost, in maniera indiretta: senza Lost non sarebbe nato Serialmente, e a me Serialmente ha aperto gli occhi.

    Ora, senza entrare in discorsi lunghi 2000 parole, ho trovato Serialmente quasi cinque anni fa. Le mie amiche vedevano Gossip Girl (perché lo vedevano tutti, era il 2009, avevo 13 anni, nel fatidico spazio dalle 3 alle 4 di Italia Uno c’era GG e lo streaming si era già fatto largo), ed erano tutte estasiate dalla serie, mentre io avevo cominciato a detestarla. “Ma non vi sembra che facciano cose senza senso? In ogni episodio succede qualcosa ma questo qualcosa non intacca per niente la storia in generale! Ma non vedete che è diventato assurdo!?” Ripetevo alle mie amiche, per la durata della terza stagione.
    E poi arrivò lui. L’episodio 3×12. Noto ai più come “l’episodio dei tre lupi bianchi”.
    Tutti erano estasiati dalla bellezza dell’episodio, perché era successo qualcosa di wow, Seriiiiiina aveva avuto un incidente, wow, Chuck pensava al padre, wow, c’era stato uno scandalo sessuale (!?!?). Io ero esterrefatta, per me l’episodio avrebbe fatto vomitare i cani. Così ho cercato su google qualcosa come Gossip Girl 3×12 Schifo, e trovai la recensione di Alice, ad oggi, la recensione più bella che io abbia mai letto.

    Vi ho trovati e non vi ho più abbandonati. Mi avete fatto scoprire serie stupende*, mi avete presa per mano e fatto capire perché effettivamente Smallville fosse una cazzata (mentre io mi limitavo ad argomentare con un “E’ brutta.”) ma soprattutto mi avete fatto conoscere un diverso approccio alla serie televisiva, non più come un semplice passatempo, ma come vera e propria passione.

    Grazie Serialmente.

    * FIREFLY, Sons Of Anarchy, Sherlock, Misfits, BLACK MIRROR, The Good Wife, Banshee, Happy Endings, Supernatural… Quante serie di qualità che ho guardato grazie a voi. Senza il vostro aiuto, sarei ancora impantanata fino al collo nei procedurali tipo NCIS.

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    1. Arrossisco. Ma tantissimo. Grazie!
      A distanza di anni, ritengo che quella puntata sia un capolavoro. Del tutto inconsapevole, certo. Ma anche quella a suo modo fu un’esperienza unica e irripetibile. :D

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  35. Ancora a sprecare parole su questa monnezza di serie quando su The Wire o sui Soprano non avete mai scritto manco mezza pagina, bah, contenti voi…

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    1. the wire??
      e secondo te tra 10 anni saremo tutti qui a parlare di the wire??
      ma per piacere………..

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      1. The Wire ha molto più di 10 anni visto che è iniziata nel 2002 e c’è un sacco di gente nel web che parla ancora oggi di The Wire come la serie migliore di tutti i tempi.

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      2. Secondo me neanche lo hai visto The Wire , Sopranos e via dicendo :)
        E comunque si , come ti hanno già detto , sono già passati 10 anni ;)

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        1. bravi, son passati 10 anni, il conto posso arrivare a farlo anche io, ma il succo del discorso era (pag. 777 del televideo..): chi diavolo parla in questo modo di the wire a distanza di anni e chi mai lo farà?
          disconoscere l’importanza e cosa ha rappresentato LOST rispetto ad altre serie è puro e semplice fanboysmo al contrario.

          Rispondi

          1. Senza Lost non ci sarebbero state tutte le serie-tv attuali, sia in termini di qualità (di scrittura e di contenuti) sia in termini di investimenti, sia in termini di fruizione globale.

            Il fatto indiscutibile è che senza The Wire non ci sarebbe stato nemmeno Lost.

    2. HALLELUJA! QUOTO ALLA STRAGRANDE!! Ora non voglio dire per forza che Lost sia monnezza, ma a confronto con le serie da te citate come minimo ipallidisce…
      E poi andiamo, affermare che prima di Lost non esistevano serie a trama orizzontale significa non aver mai guardato serie prima…

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  36. Sdoganare alle “platea mainstream” la serialità televisiva rimane l’unico (ma notevole) merito di questo show.

    Capisco chi ripensando al passato e a determinati momenti qualcuno possa ricordarla con affetto, però…. detto fuori dai denti ed eliminando giustificazioni come piani dilettura mutevoli/empatia per i personaggi, belle musiche che profumano un pò di presa per i fondelli…. LOST si è rivelata una cazzata… Un conto è avere buchi di sceneggiatura, un altro avere la SCENEGGIATURA CHE è UN BUCO.

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    1. La sceneggiatura non è mai stata un punto forte di Lost ; visto come è andata a finire avrebbe potuto tranquillamente inventarsi qualunque cosa tanto l’importante è il punto di arrivo mica come ci si arriva , no ? ( mi viene da vomitare solo a pensarci)

      Anyway Lost è stato un continuo cliffangher condito di misteri misteriosi e via dicendo ed è questo che ha attirato la massa . Per non parlare dei misteri misteriosi che hanno generato una valanga di pseudo-teorie , forum , fan site sul web poichè la gente non faceva altro che chiedersi che cosa fosse quello piuttosto che altro .

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      1. Appunto. Un misto di fede/fantascienza/esoterismo/destino/caos/lovestory/superpoteri

        Gli unici veramente “LOST” mi son sembrati gli auto…. sceneggia… creato…non mi viene la parola giusta per descriverli.

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  37. In una puntata di Community veniva ben sintetizzato da Abed il senso di Lost paragonandolo al Natale…. Non ricordo che parole utilizzasse, ma tirava in ballo l’attesa e la delusione…qualcuno se lo ricorda?

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  38. bellissimo articolo. complimenti.
    il 22 settembre 2004 ero… boh, proprio non me lo ricordo. sicuramente non ho guardato Lost. lo recuperai qualche anno più tardi. mi sparai 2 stagioni in pochissimo tempo (qualche settimana, forse 1 mese al max). era bellissimo. i misteri, i personaggi, l’isola, la botola, il cinese con il camice bianco… tutto molto bello. la morte di Boome fu per me sconvolgente. non avevo visto tanti telefilm (anzi, pochissimi… Prison Break fu il mio primo telefilm “serio”) prima di Lost, però rimasi sconvolto dall’accaduto. i personaggi morivano per davvero. wow! :-D
    poi arrivò Ben… colpi di scena a go-go. bellissimo. dalla scomparsa di Walt (l’attore era cresciuto troppo?!? WTF!) per me, fu il declino… la serie meritava ancora, ma la magia era quasi scomparsa. la quarta stagione diede la mazzata. la quinta probabilmente non l’ho capita manco adesso. lol.
    la sesta mi è piaciuta parecchio. ma la magia non c’era più.
    consiglierei a chiunque la visione di Lost, perchè è giusto che sia così. ma ahimè, non è stato quello che doveva essere.

    LA serie è Breaking Bad.
    per me, la miglior serie è Breaking Bad.

    sono due cose ben diverse (e solo la seconda è corretta).
    ciao a tutti.

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  39. Grazie Lost, ho iniziato “serialmente” a seguire le serie Tv.
    Punto

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  40. Non mi dilungo troppo, dico solo 3 cose :
    – Lost per me è stata la prima esperienza di serie TV completamente totalizzante, e a distanza di tanti anni rimane LA SERIE e se qualcuno vergine di serie TV mi chiedesse “Consigliami una serie da vedere” la risposta sarà sempre e comunque LOST.
    – Ho visto la maggior parte delle puntate di Lost con i miei genitori, quando ancora vivevo a casa loro, e sono stati dei bellissimi momenti insieme (oltre a tanti altri), momenti che prima avevamo vissuto solo nella visione di E.R. (ma con E.R. era diverso, perchè si vedeva una puntata alla settimana su Rai 2, invece le puntate di Lost si vedevano a cascata!). Ebbene sì, invece che con il mio innamorato/fidanzato/futuro marito io mi sono vista Lost con mamma e papà! (E ovviamente alla fine di ogni puntata io e mamma passavamo mezz’ora a spiegare a papà cosa fosse successo….)
    – Il finale di Lost io l’ho amato. Mi è piaciuto tantissimo, mi ha emozionato, l’ho trovato poetico, l’ho trovato l’unico BEL finale possibile.

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  41. L’importanza di LOST è evidente dai toni dei commenti sia degli entusiasti che dei detrattori snob. Mi sembra ridicolo e sicuramente qualunquista bollare la serie come una boiata ininfluente citando i Sopranos The Wire ecc. perchè semplicemente LOST è stata e nel bene e nel male sarà la Serie TV per eccellenza; perchè per la prima volta il concetto di serie TV ha penetrato l’immaginario collettivo globale non solamente quello circoscritto e particolare. Di LOST hanno scritto e parlato persone che non avevano mai visto una serie TV in vita loro, hanno scritto e parlato scrittori e filosofi ha suscitato l’entusiasmo della gente comune e degli intellettuali dei registi di serie B e dei registi impegnati e questo a prescindere dal finale o dai buchi della sceneggiatura. LOST è importante non tanto per il suo contenuto (che di fatto è abbastanza scontato e nemmeno troppo originale, penso ad esempio ad una serie come il prigioniero) ma per la sua forma perchè è stata proprio la sua composizione ad essere importante: quando mai si era vista una serie che giocava in una stagione su 3 tempi narrativi (presente passato futuro) differenti contemporaneamente e che si compenetravano? (per favore non citatemi la puntata finale di Next generetion!) Quale serie è stata in grado di spiazzare ogni volta il telespettatore cambiando registro e genere quasi ad ogni stagione? Insomma LOST dal mio punto di vista è sicuramente stata la serie TV più influente del primo decennio del 2000 e non semplicemente per il marketing che l’ha accompagnata ma perchè ha riscritto la grammatica della serie TV (influenze lostiane sono percepibili anche in serie apparentemente lontane come Breaking Bad). Poi non riconoscerne l’importanza fa figo, un pò come dire che la Ricerca di Proust è dal punto di vista letterario ininfluente o che la musica di Schoenberg è inutile o che Picasso è un imbrattatele.

    Rispondi

  42. @Lithium

    Senza Lost non ci sarebbero state tutte le serie-tv attuali, sia in termini di qualità (di scrittura e di contenuti) sia in termini di investimenti, sia in termini di fruizione globale.
    Il fatto indiscutibile è che senza The Wire non ci sarebbe stato nemmeno Lost.

    Perché mai senza The Wire non ci sarebbe stato LOST? Mi sembra un’affermazione veramente infondata.
    E senza LOST non esiterebbe la TV di qualità? Ma dico, senza neppure cambiare decennio basta buttare un occhio alla HBO.
    Non ci sarebbe stata fruizione globale? Qui si fa una confusione tremenda, LOST non è la serie più vista al mondo…ma proprio per niente.

    @corifeo

    perchè per la prima volta il concetto di serie TV ha penetrato l’immaginario collettivo globale non solamente quello circoscritto e particolare.

    Che LOST abbia impattato notevolmente sulla cultura pop occidentale (non esagerarei sul globale) è un fatto. Che sia stata la prima volta è un chiaro falso storico. Cioè, ma di cosa stiamo parlando?
    Non mi sorprende poi che nel resto del post faccia capolino il fantomatico “ne hanno parlato i filosofi” che è un indicatore di idee confuse e vaghe.

    Rispondi

  43. Prima di The Wire i telefilm erano considerati una sorta di surrogato del cinema, il budget era limitato e di conseguenza gli sceneggiatori e attori impiegati erano quelli che non trovavano spazio nel cinema. Il successo di critica più che di pubblico di The Wire ha di fatto cambiato le cose, ha portato nuovi investimenti e convinto i network a prodursi tv show destinati poi alla rivendita verso altri network sia all’estero che in usa.
    Per dire, senza The Wire oggi non ci sarebbero McConaughey e Harrelson a fare True Detective. E non ci sarebbe stato nemmeno Lost.

    Dal canto suo Lost ha portato ad un cambiamento più sul piano narrativo: se l’hype creato dai misteri era il dito che indicava la luna, l’invenzione del flashforward e i continui cliffhanger erano gli strumenti, le tematiche sociali e filosofiche erano il contenuto di spessore celato nella narrazione. Lost era il prodotto per tutti i palati che ha diviso e fatto discutere, un’autentica miniera d’oro per i produttori, tanto da essere preso poi da esempio da quasi tutte le serie successive.

    Credo che The Wire e Lost per motivi diversi siano state le serie più influenti dell’era moderna

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  44. Avendo divorato tv in quantità eccessiva fin dai 5 anni avevo ben chiaro il concetto di serie prima di vedere Lost (anche perché mi sono arreso alla sua visione con discreto ritardo, mettendomi in pari solo con la messa in onda americana della quinta stagione e quindi con relativi binge da guinness dei primati), ma al di là del discorso qualitativo l’unica parola che mi viene in mente è addicted.
    Infatti, il famoso “ancora uno” che sicuramente avevamo provato per qualcosa in precedenza è diventato con Lost “ANCORA UNO” dato che iniziavano ad esserci altri fattori che ne influenzavano la fruizione: la possibilità di reperire episodi con il cugino americano, i forum che analizzavano gli episodi e tutto il chiacchericcio a diversi livelli culturali e sociali, senza dimenticare le comunità di sub che iniziarono a fare gli straordinari tipo commessi della apple prima del day1 del nuovo melafonino. Lost ha creato dipendenza trasversalmente, ha portato la serialità in Italia (e non solo ovviamente) a un livello superiore e ha – volente o nolente – dettato nuovi canoni relativi a sceneggiatura, scrittura, dialoghi e comunicazione in generale. Come la maggior parte delle opere culturali il suo successo non è solo dettato dalla qualità intrinseca, ma anche dal momento storico: il mondo era pronto per Lost, ma ancora non lo sapeva. Se uscisse oggi Abbey Road magari Scaruffi gli darebbe qualche punto in più nella sua recensione, ma non avrebbe lo stesso impatto culturale proprio perché c’è già stato o comunque c’era stato qualcosa di simile prima. Niente era come Lost e la gente aspettava qualcosa che i nuovi modelli di fruizione potessero sfruttare a dovere. C’è stata una serialità pre-Lost e post-Lost . Sinceramente venivo dall’esperienza Prison Break, quindi ero abituato a cliffangher e livelli altalenanti delle diverse stagioni (maledetto sciopero degli sceneggiatori!), ma se sono sopravvissuto a Scylla, accettare il finale di Lost non è stato così duro e non ha rovinato il ricordo di una grande esperienza. Ovviamente non tutti possono essere Breaking Bad, ma probabilmente senza Lost non ci sarebbero state tante persone (in Italia almeno) a seguirlo …

    Rispondi

  45. Lost è stata probabilmente l’ultima serie televisiva che ho seguito senza fare ricorso al sempre disponibilissimo cugino americano. Ho iniziato a vederla su Rai2, ho continuato su Fox, non ho idea di quale sia la voce originale dei protagonisti perché l’ho visto tutto doppiato, sul divano di casa, con mia sorella e mio fratello accanto che si divertivano a fare congetture su cosa/dove fosse in realtà questa fatidica isola (e sì, ci abbiamo preso più o meno alla quarta puntata!), con gli insulti rivolti al televisore quando ogni finale di stagione ci lasciava con una miriade di interrogativi in testa. Al mattino dopo lo commentavo con i compagni di liceo: ognuno aveva la sua versione e chi aveva Sky spoilerava a chi lo vedeva sulla Rai e si beccava gli spoiler da chi invece aveva ‘letto qualcosa’ su Internet.
    Ho adorato le prime due stagioni, mi sono più o meno addormentata durante quelle di mezzo, i flashforward mi hanno incuriosito, il finale l’ho detestato. E’ stato divertente ed insieme frustrante quando per svelare un mistero se ne creavano mille altri (alcuni non li ho mai capiti!). Eppure ormai Lost è entrato nel mio personalissimo immaginario televisivo: Locke è Locke anche se fa quell’immensa ca**ata di 666 Park Avenue, Ben è Ben anche se fa Person of Interest, Kate è Kate anche se fa Lo hobbit etc etc

    PS Strana coincidenza: stamattina mi alzo presto per scrivere la tesi e, nella ricerca disperata di una pinzatrice, imbatto in una vecchia Smemo 2007 del quarto anno di liceo, poi accendo il PC e mi imbatto nel vostro articolo su Lost. Ondata di nostalgia : (

    PS2 Confesso, ero scettica su questa evoluzione di Serialmente, ma ormai mi avete conquistato e continuerò beatamente e fedelmente a leggervi. Anche se Walter e Will sono morti e Gotham lo odio ancora prima di averlo visto ; )

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  46. Sono l’unico essere vivente a cui il finale di lost sia piaciuto? Mi e’ sembrato logico e da tempo meditato. In pratica sincero, emozionante e l’unico possibile. Ho letto in giro cose assurde, cioe’ si puo’ non condividerlo ma almeno capirne il senso, che non e’ hanno sognato son tutti in paradiso e robaccia varia, ma la logica conclusione dell’eterna battaglia tra bene e male, e nemmeno cosi’ ben definiti, ogni personaggio con una propria conlusione e ruolo definiti e studiati a tavolino fin dall’inizio, per poi ritrovarsi in una eterna comune redenzione. Ecco, cio’ che lost ha avuto e che molte serie attuali non hanno, e’, mi pare, una sincerita’ di fondo, una idea che cosi’ le cose si dovevano concludere, nel come e nel quando. A parte breaking bad e forse fringe,noto poco di tutto cio’ nei serials successivi. Per questo lodo lost, come un lungo ed affascinante film in cui pregi e difetti si amalgamano bene in un continuum logico e inevitabile.

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  47. E non parliamo del ventennale di un’altra serie evento….ER…
    che mi sembra ad anni luce di vantaggio su Lost…

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  48. sono della parrocchia “menefregaunca di Lost”, lo sono stato sia prima che durante che dopo.
    Ammetto di aver visto la prima puntata perchè mi incuriosiva la messa in scena del disastro aereo, che non mi ha deluso. Già però al secondo episodio avevo perso interesse, e accantonai l’idea di seguirlo.
    Qualche anni dopo la Lost mania imperava, e io me ne ero del tutto fregato. Decisi che con l’inizio della (credo) quinta stagione avrei avuto occasione di recuperare almeno i concetti base che mi ero perso nella mia ignoranza, e con gioia seguii un lungo recap delle prime quattro annate trasmesso su Sky alla vigilia della ripresa. Al termine del recap avevo di nuovo perso speranze ed interesse, sicuramente ho anche riso di me stesso per aver perso un’ora per un recap che non spiegava una cippa di una serie che nonostante tutto continuava a non avere troppo senso.

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  49. premesso che non parlo di chi legittimamente e serenamente, nel ricordare il decennale della prima messa in onda di LOST, esprime il suo pensiero sulla serie dicendo che non gli è piaciuta, che non l’ha trovata interessante, che gli è sembrata fatta male, ecc.. ecc.., tutti gli altri detrattori acrimoniosi, con iperboli discutibili e paragoni altrettanto improponibili, mi sembrano come quegli imbucati alle feste di compleanno che arrivano, fanno casino e rovinano il momento al festeggiato.
    dopo il primo momento di nervosismo alla fine fanno solo tristezza…

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  50. il post di Giovanni mi ha fatto ricordare di quanto sia cambiato il mondo in 10 anni e di come serialmente parlando vivessimo all’età della pietra sopratutto in Italia.
    Per fortuna Lost non è passata per una tv generalista , ricordo ancora i tagli di programmazioni di Mediaset e Rai per serie anche importanti.
    Io sono tra i fan ” a prescindere” di Lost nonostante gli autori si siano incartati sui misteri dell’isola perchè a me piaceva come raccontava la storia e non la storia in se stessa.

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    1. “a me piaceva come raccontava la storia e non la storia in se stessa.”

      Credo sia il miglior complimento per uno sceneggiatore

      Rispondi

  51. non ho mai scritto nulla, scrivo solo questo:
    Articolo fantastico!
    bellissimo

    Rispondi

  52. Anche qui polemiche con Breaking bad?! Dai, non si può paragonare BB a ogni show del sistema solare. BB è oggettivamente uno dei meglio scritti ed interpretati, ma poi c’è tutto un mondo legato alla soggettività del singolo. Non credo Lost sia il miglior tf che abbia mai visto, ma è senz’altro la chiave di volta, Zeus nel mio Olimpo seriale. Con questo tf mi sono avvicinato a questo mondo fatto di snervanti attese settimanali/annuali, infinite catene di commenti sui forum, persino raduni. Come giustamente ha detto qualcuno, Lost non è stato solo un grande momento nel piccolo schermo, ma anche un’ esperienza di vita. Purtroppo il viaggio per me non è iniziato subito nel 2004. Ho seguito le prime due stagioni sulla rai, poi ho deciso che stare al “passo coi tempi” era molto meglio. E’ stato come trasferirsi in un altro luogo, un’ altra città (A tale of two cities…). Molto probabilmente con una stagione in meno, o solo qualche episodio in meno (tra quarta e sesta stagione), ne avrebbe guadagnato in qualità. Ma non fa niente, per Lost posso andare oltre questi piccoli difetti. Interessante la vostra recensione strutturata in punti di vista, proprio come succede nel mondo isolano, dove ogni personaggio concorre al mosaico generale. Insomma, WW non se ne avrà a male se per una volta si rende omaggio all’isola perduta. See ya in another life brotha!

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  53. pure io facevo il DAMS, e nello specifico ero nel periodo della tesi nel settembre 2004. è buffo, perché per me le serie tv erano un qualcosa di “serie b”, essendo nel mio periodo cinefilo, ma credevo che la “Lost experience” avesse toccato solo me ed un numero circoscritto di spettatori, magari quelli della mia età o poco più grandi. per uno di 20 anni, che so, il telefilm-rivoluzione potrebbe essere stato Misfits…per uno di 40 forse E.R. o I Soprano. Nell’aprile 2006, nonostante non fosse “il mio genere”, la visione smozzicata di qualche episodio su Rai Due però mi ha incuriosito, anche se solo dopo l’estate, mentre ri-studiavo (a causa del suddetto DAMS), mi sono procurata gli episodi. E’stata una sorta di droga consolatoria per un paio d’anni, nel 2006-2007 ho guardato le prime tre stagioni tra sottotitoli, doppiaggi un po’ strambi, ecc…una volta in pari, dopo la lunga attesa per la quarta season, ho rapidamente perso interesse, quasi senza alcun motivo. non so se è stato questo a farmi giudicare più severamente questa stagione, dirottandomi verso altri lidi “seriali” pur continuando a seguire LOST. Non ho gradito il finale: metafisica ok, ma era tutto un po’raffazzonato. nelle prime stagioni secondo me Lost è bello a livello di sceneggiatura e anche di fotografia, mentre la recitazione è un po’ altalenante e i personaggi un po’ troppo “tipici”. Nonostante gli stereotipi però le loro storie intrigano, sono sapientemente orchestrate, fino a che il grande circo non si ingrandisce introducendo soggetti non proprio rilevanti e tutto si annacqua. Scelte musicali azzeccatissime anche se non esenti da ruffianeria, ma poi mi sono sempre chiesta: gli sceneggiatori erano fans degli Oasis o li prendevano semplicemente in giro (la star tossica con il fratello cattivo di nome Liam…)?in un certo senso Lost è “america” allo stato puro, un po’ come TWD, che continua a piacermi nonostante le scoattate e le puntate sottotono. Serie che invece ho amato veramente, come Six feet under e I Soprano (visti rispettivamente nel 2008 e nel 2012-13), sono profondamente americane ma non “ammmerricane”, se capite quello che intendo

    Rispondi

  54. Io dopo lost mi sentivo perso l’unico pensiero era “non ci sarà più una serie che mi coinvolgerà a tal modo”poi arrivò breaking bad…

    …che non ho mai terminato perché dopo breaking bad (che è strafinito) cosa ci sarà? Che razza di persona che sono…

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