The Americans_2x04_A Little Night Music

The Americans – 2×04 – A Little Night Music

“You’re lucky to be a travel agent, Philip. Happy people going on vacation…”

Come rendere credibili tante identità diverse? Come riuscire a conciliare un passato reale con uno inventato? E un presente di eventi reali e imprevedibili con uno in cui nessun evento è casuale?

L’omicidio di Emmett e Leanne è chiaramente uno dei punti centrali della stagione finora: troppe le analogie con la situazione di Liz e Philip, troppo forte il trauma di sentirsi inevitabilmente sovrapposti all’immagine del massacro, inevitabile dunque la necessità di dare una risposta. A smuovere le acque arriva la gradita ricomparsa di Claudia, che conferma i dubbi e le incertezze di Liz e Philip perché a quanto pare nemmeno lei, né nessun altro, sa esattamente quello che è successo. Anche Mosca si muove alla cieca, dunque, e ciò significa paura, paranoia e dunque un surplus di prudenza che può tradursi in zelo omicida oppure rifiuto di intervenire a costo di sacrificare qualche pedina sul campo (il clima di paranoia è ormai così connaturato alla stagione che nonostante il finale della scorsa stagione ci abbia spinti a fidarci di Claudia e della sua buona fede, non riesco a non pensare alla possibilità che ci sia altro dietro la fermezza con cui decide che è necessario trovare gli assassini ad ogni costo.)

Claudia ha già individuato il possibile killer in uno spietato SEAL riconvertito insegnante all’Accademia Navale, e nel giovane e timido marinaio Brad il tramite più facilmente manipolabile per avere accesso al nemico. Come bere un bicchiere d’acqua per Elizabeth, se non fosse che come sempre Claudia coglie nel segno quando esprime i suoi dubbi sul suo completo recupero. Non solo fisico evidentemente, è altro che ha scosso in profondità la sicurezza di Liz: come se l’improvvisa ineluttabile epifania del costante pericolo avesse prodotto un’ulteriore crepa nello schermo di sicurezza in dotazione agli agenti segreti sovietici, un piccolo squarcio verso altre vite, altre esperienze, una diversa autenticità. E così nella missione di irretimento del giovane marinaio, Liz si ritrova a recitare fin troppo bene la parte di una ragazza traumatizzata, tanto da sovrapporre la sua attuale fragilità a quella di questa identità inventata e, per una volta, più profonda di un identikit da indossare per raggiungere i propri obiettivi. Fino al racconto del proprio stupro realmente subito, dall’inquietante posizione di un punto di vista contemporaneamente dentro e fuori da lei.

Dicevamo, come rendere credibile una molteplicità di storie a partire da sé stessi? Come si costruisce una vita doppia, con una storia, un passato, una routine, da un lato, e dall’altro un infinito armadio di identità diverse? Come imparare a mentire con coerenza? Cercando nella memoria, attingendo alla propria esperienza. E se Liz si ritrova a confessare pezzi di una vita mascherata da quella di un’altra, Philip inscena una crisi matrimoniale davvero credibile, nei panni di Clark, a casa di Martha. La reazione di Martha è pronta e immediata, a sottolineare che le azioni di Liz e Philip avranno sempre e comunque delle conseguenze, perché checché ne pensino gli addestratori sovietici, non tutti si fanno manipolare come burattini. A cominciare da Paige, che se da un lato ha imparato a mentire, dall’altro si inserisce nel trend della religione come rifugio adolescenziale (come in The Good Wife) dalla propria versione di “messed up family”. La figlia che cresce e forma le sue idee dietro una porta chiusa, la sicurezza di Liz che vacilla, il suo corpo che si rifiuta di andare fino in fondo: se non fosse abbastanza evidente che molte cose stanno sfuggendo di mano ai Jennings, l’episodio finisce con un adrenalinico cliffhanger e una momentanea disfatta che lascia increduli gli stessi protagonisti, aggrediti mentre cercano di rapire e rimpatriare lo scienziato ebreo Anton, visto all’inizio e al quale Oleg sembra particolarmente interessato.

Oleg infatti i fili giusti sa tirarli perfettamente per risalire la gerarchia e soddisfare la sua curiosità, simbolo di una gestione del potere non più commisurato alla dedizione alla causa: segnale del decrescere dell’importanza dell’ideologia e, come sottolinea ironicamente Arkady, dell’inevitabile contaminazione con il capitalismo occidentale. Nina conosce fin troppo bene l’apparato di cui è parte per non sapere che sfumature e ambiguità quali quelle che caratterizzano la sua posizione le si ritorceranno contro in mille modi diversi una volta elusa la protezione di Arkady. C’è da dire che Oleg è finora talmente sgradevole da risultare più bidimensionale degli altri personaggi, mentre Nina si tinge di un’ennesima sfumatura tragica nella sua lotta costante per la propria autoconservazione dentro un sistema di prevaricazioni e potere. Nina non può sapere di essere stata raccontata da Stan a Philip, mascherata, tanto per cambiare, da qualcun altro: una donna sposata, che per quanto mi riguarda nella mente di Philip potrebbe pure essere Martha.

In A Little Night Music i contesti di realtà e invenzione si strappano e le identità slittano l’una sull’altra: Keri Russell è ancora una volta straordinaria nel rendere la complessità emotiva della situazione di Liz. Contemporaneamente l’azione si accelera sia in direzione del giallo dell’omicidio di Leanne ed Emmett che intorno alla missione, con l’entrata in scena della tecnologia stealth, e la scena finale garantisce un bonus di azione o sotterfugi riparatori per la prossima puntata. Un altro solido episodio in una stagione quasi perfetta.

Fuck Yeah

 

Chiara Checcaglini

also known as JaneLane. In principio fu l'amore sconfinato per il Cinema, le immagini e l'analisi ossessiva. Poi galeotto fu Six Feet Under, e la scoperta che mille ore di una bella storia sono meglio di due. Da lì cadde nel vortice seriale, a tratti annaspando, a tratti abbandonandovisi completamente, comunque senza nessuna intenzione di uscirne.

13 Comments

  1. massimo alberti 26 marzo 2014 at 12:29

    Questo episodio per la prima volta mi ha dato la sensaione che Phil e Liz inizino a sentire forte la stanchezza per il loro ruolo, la fatica di ripetere copioni già scritti (il bravo marito, la ragazza che deve abbordare qualcuno per estorcergli segreti, ecc…). Unito alla considerazione che la loro vita “di famiglia” stia sfuggendo dal loro controllo. Mi pare che questo climax sia minuziosamente costruito dall’inizio della stagione: non so se l’operazione andata male possa essere un punto di svolta in questo senso, lo vedremo. In ogni caso, credo che ci sia avvicini sempre di più ad un punto di rottura.
    Che bello.

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  2. al climax finale si può aggiungere anche il questionario di Martha, che potrebbe essere fatale per Philip.
    Fino a ora una gestione ottima. L’omicidio dei due colleghi ha senza dubbio destabilizzato Liz e Philip, che sentono ancora di più il peso del loro ruolo.

    Fuck yeah più che meritato!

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  3. mi piace sempre di più questa serie, ben fatta, ben scritta, interpreti eccezionali
    però mi son sfuggite alcune cose:
    1) cosa trova e nasconde Martha nel letto prima che Philip/Clark esca di casa?
    2) chi è questo Anton e perchè lo vogliono rapire?
    grazie :)

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  4. Anche a me una cosa è sfuggita: quando mai si è parlato di uno stupro subito da Liz?

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  5. @Johnson
    nella prima serie.
    Liz è stata stuprata durante l’addestramento, e vent’anni dopo, in America ha rivisto il suo violentatore… se non sbaglio è proprio quello che hanno tenuto per una settimana morto nel baule della macchina.

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  6. @ Johnson:
    Come dice kiara copek, viene mostrato in uno dei flashback nelle prime puntate della prima stagione e la descrizione dello stupro “inventato” da Liz in questo episodio somiglia troppo alle modalità di quello mostrato nel flashback per essere un caso… brividi.

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  7. @ Johnson:
    Prima serie, Liz da cadetta in russia dal personaggio rapito durante il primo episodio

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  8. la parte migliore è stata la figlia che scopre la religione e i genitori che da atei comunisti la trattano come se fosse entrata nel tunnel dell’eroina. finalmente la trama orrizzontale ( l’omicidio delle spie e la caccia al colpevole ) comincia ad ingranare ..

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  9. Concordo con il FY, stiamo assistendo ad un’altra stagione magistrale!

    kiara copek ha scritto:

    però mi son sfuggite alcune cose:
    1) cosa trova e nasconde Martha nel letto prima che Philip/Clark esca di casa?
    2) chi è questo Anton e perchè lo vogliono rapire?
    grazie

    1) il portaocchiali di Philip, al cui interno si trova un registratore che, scommetto, Martha non tarderà ad ascoltare…
    2) se non ho capito male, è uno scenziato il cui lavoro su una qualche tecnologia interessa molto gli americani, per cui i russi cercano di giocare d’anticipo.

    matteo Z ha scritto:

    la parte migliore è stata la figlia che scopre la religione e i genitori che da atei comunisti la trattano come se fosse entrata nel tunnel dell’eroina.

    grandissimo momento, spassosissimo XDDD

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  10. prima puntata, prima stagione

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  11. @ Iside:
    1) il portaocchiali contiene il registratore che Phillip ha dato a Martha insieme alla penna-microfono. Lei deve portarlo con sé in modo da registrare le conversazioni registrate con la penna, affinchè poi Phillip possa ascoltarle.
    2) è uno scienziato ebreo fuggito dalla dittatura comunista dieci anni prima e ormai stabilitosi negli USA. Mosca vuole rimpatriarlo perché potrebbe risultare fondamentale nell’avanzamento tecnologico americano.

    una cosa sulla recensione: quando Stan confessa a Phillip di avere un’amante, credo che Phillip sappia già di chi si tratti, in quanto poi, raccontando la confidenza ad Elizabeth, dice una cosa tipo: finalmente mi ha raccontato di avere un’amante. O no?

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  12. Questa serie è a dir poco F A N T A S T I C A…Gli attori sono eccezionali, una recitazione davvero magistrale…

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  13. Chi mi sa dire come si chiama la canzone blues che si sente mentre Stan si confida con Philip ???

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