Reece Shearsmith Steve Pemberton

Inside No 9 – Stagione 1

Lascia due comici britannici da soli in una stanza e ne verranno fuori colmi di idee più o meno grottesche. I signori in questione sono Reece Shearsmith e Steve Pemberton: due terzi della League of Gentlemen, che in anni recenti hanno partorito un gioiello grottesco intitolato Psychoville. Sulla falsariga delle due opere dark precedenti, quest’anno Reece e Steve sono tornati con un’altra piccola gemma intrisa di black humour: Inside No 9. L’ispirazione viene dalle storiche serie britanniche “Tales of the unexpected” e “Hammer house of horror” nonché dal quarto episodio della prima stagione di Psychoville, girato in un’unica location con due piano-sequenza di derivazione hitchcockiana.

Si tratta di una miniserie antologica in quanto i sei episodi standalone che la costituiscono non hanno nulla in comune tra di loro eccetto la scrittura e il tipo di location unica: un interno situato al numero civico del titolo. Il numero nove ha valore altissimo per la numerologia, l’esoterismo, gli antichi Egizi e i maniaci dell’occulto e della matematica in generale. Già dal titolo, dunque, ci viene annunciato l’ingresso in un’atmosfera tetra e surreale, che promette numerosi colpi di scena. Spingendo meno il pedale sul grottesco, poi (a differenza del fantastico delirio che fu Psychoville), Shearsmith e Pemberton danno più respiro ai mini-concept che vanno a costruire gli episodi, intensi e divertenti, cercando di immergersi in maniere diverse nell’oscurità, soprattutto quella interna all’uomo.

“Tre per tre fa nove” – Pitagora.

1. Sardines

Diversi colleghi di lavoro si ritrovano protagonisti, ad una festa, di un gioco di gruppo chiamato “sardine”, in cui tutti devono trovarsi e nascondersi nello stesso posto fino all’arrivo dell’ultimo giocatore (che perde). La costruzione letteralmente “a scatola” dell’episodio permette lo svelamento dei caratteri e dei loro segreti tramite il congegno narrativo claustrofobico, fino al colpo di scena finale. Un ottimo inizio, pieno di stereotipi eccentrici da ufficio, che imposta un tono già abbastanza alto per ciò che segue.

2. A Quiet Night In

Due ladruncoli si intrufolano nella casa ultramoderna di una coppia infelice, solo per trovarsi nel mezzo della fine terribile di quella relazione. Questo è l’episodio più sperimentale dell’intero gruppo e sicuramente uno dei migliori: non ci sono linee di dialogo ma solo musica, slapstick e rumori di scena. Un esempio brillante delle capacità dei due soggetti, che rimanda alla comicità muta di Chaplin, Keaton e Tati pur risultando dark e moderna nello stile che ci aspetteremmo da questi due.

3. Tom & Gerri

Un senzatetto restituisce il portafoglio perduto ad un esponente della middle class in crisi che lo giudica come feccia. Pian piano si insinuerà nella sua vita, rovinandogliela e rubandogli lo status come su una bilancia di vendetta sociale. In questo episodio la componente più forte è quella del mistero, con un forte accento sul potere psicologico e la stabilità individuale. I personaggi di contorno sono ancora più fondamentali del solito alla comprensione dell’intreccio e del suo tono.

4. Last Gasp

Una fondazione di beneficenza regala ad una bambina malata l’incontro con un cantante melodico famoso (per la gioia maggiore dei suoi genitori). Il cantante, accanito fumatore, morrà esalando il suo ultimo respiro in un palloncino, su cui i sopravvissuti decideranno di guadagnare, o meglio: speculare senza un minimo di decenza. Questo è l’episodio più vile ed esplicitamente comico di Inside No 9. Mette in luce l’avidità e il cinismo umano con ironia irresistibile chiudendosi, poi, su un afflato di catarsi quasi cinematografica. Reece è assente come attore, ma Tamsin Greig (vista più di recente in Episodes) splende come al suo solito.

5. The Understudy

L’episodio più claustrofobico, tutto girato in un camerino teatrale, vede la rispettiva discesa e ascesa di due contemporanei attori shakespeariani. Gli autori si destreggiano tra omicidio, fanatismo, ammirazione, arrivismo e luci della ribalta in maniera forse un po’ prevedibile per i loro standard, ma pur sempre intrigante. Funziona, ma risulta più debole a confronto con gli altri episodi, riuscitissimi e più ispirati.

6. The Harrowing

Si chiude la mini-stagione con mezz’ora di buio e possessione. Una ragazzina viene assunta da una strana coppia di fratello e sorella per fare da babysitter ad una magione polverosa colma di arte satanica. Gli intenti, ovviamente, sono altri. The Harrowing è l’episodio più sfacciatamente orrorifico che pesca timidamente negli stilemi del genere e non manca di strappare sogghigni e altre smorfie. Meriterebbe una menzione anche solo per il trucco e il fascino anni ’60, ma è l’amica goth della giovane protagonista a rubare la scena.

Inside No 9 è consigliabile a tutti i fan di League of Gentlemen e Psychoville, certamente, ma soprattutto dell’umorismo nero e dei Britannici in generale. La mini-serie si nutre di un equilibrio raro tra thriller e comicità, confermando l’eccellenza degli inglesi riguardo ciò che è gotico ed esilarante.

Tant’è che la BBC ha già rinnovato Inside No 9 per una seconda stagione di sempre troppo pochi episodi.

Fuck Yeah

Sul sito ufficiale è stato rilasciato un settimo episodio interattivo: buona visione/creazione.

Eus

Figlio illegittimo di John Waters e Tina Fey.

12 Comments

  1. E’ stato davvero carino, la dimostrazione di come non servano mezzi hollywoodiani per partorire una serie di intrattenimento e di qualità; con un’idea semplice e delle sceneggiature ben scritte è stato fatto un piccolo gioiello.

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  2. Bella serie, ho apprezzato ritrovare molti attori già visti negli ultimi tempi, tutti sempre bravissimi

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  3. mi è piaciuta tantissimo, tra l’altro prima di vederla non mi ero neanche informata su cosa fosse, quindi si può immaginare il mio sconcerto durante il primo episodio! ahaha. quello che mi è piaciuto meno è stato il quarto perchè si capiva già da subito dove voleva andare a parare e su cosa era incentrato l’episodio, mentre degli altri mi è piaciuto proprio il fatto che non si capisse bene cosa stava succedendo fino alla fine.
    Il mio preferito resta il secondo perchè l’idea in sè è geniale.

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  4. visto il primo, sardines, ieri. a volte basta poco – una stanza, un armadio – e vengono fuori cose così piene. e poi ci sono proprio tutti: whitechapel, the hour, the it crowd, upstairs downstairs.
    mi mancava qualcosa di così british.

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  5. Una serie davvero eccezionale.
    E pensare che avevo da quasi vent’anni in testa il motivo musicale del Brivido dell’Imprevisto, ma non riuscivo a ricordare il nome della serie! Grazie @Eus.
    In ‘Tom & Gerri’ ho visto anche un pizzico di Twilight Zone, mentre per gli altri episodi (specie il quarto) è molto evidente il richiamo a “Tales of the Unexpected”. Inglesi bravissimi. Noi invece siamo arrivati alla 9° stagione di Un Medico In Famiglia – con tutto il rispetto per Lino Banfi.

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  6. Non ci posso credere! Ci sono altre persone allora che conoscono la League of Gentlemen?! Sto per mettermi a piangere! Scusate, mi ricompongo… Questa serie dimostra per l’ennesima volta la genialità di Reece e Steve, li adoro!

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  7. @ elle.palmer:
    aggiungine altre due

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  8. @Alessandra
    Non puoi capire la mia felicità! Di solito non riesco mai a parlare con nessuno (in italiano) della League o di Psychoville (che ho amato), quindi tutto ciò è una gran cosa!

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  9. @elle.palmer
    come ti capisco, io conosco diversa gente che segue serie in lingua originale ma tutti che snobbano le serie inglesi, ed io guardo solo quelle …
    Io ho amato alla follia The League of Gentlemen e la prima stagione di Psychoville (la seconda meno) e attendevo da tempo questa nuova serie che mi sto guardando col contagocce per non finirla troppo in fretta.. ho visto solo i primi due episodi e per ora mi piace un sacco, ho adorato in particolar modo Sardines che per quanto mi riguarda come scrittura rasenta la perfezione. Ci fossero più autori come Reece e Steve ..

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  10. @ Nimue_86:
    La LoG per me è puro amore, sono riusciti a farmi capire cosa trovo comico e cosa no. Psychoville è stato un altro capolavoro che sto appunto rivedendo ora per la 50esima volta.
    Anche io seguo quasi solo serie e sit-com inglesi e trovare persone con gusti simili è difficilissimo…poi ovvio seguo qualsiasi cosa in cui c’è o Reece o Steve ;D

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  11. Recuperata in due giorni. A parte il quarto e il quinto episodio (rispettivamente carino e debole) li ho amati tutti gli episodi.
    Mi vergogno a dire di aver riso di gusto in molte occasioni. Specialmente nel secondo episodio, tra il cane con la finestra, le gag da Stanlio e Ollio e la bambola gonfiabile.

    Una bellissima sorpresa, anche se dalla League of Gentlemen mi sarei stupito del contrario.

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  12. Un fottuto gioiello.
    E’ veramente un crimine sprecare tempo a guardare le serie americane (o almeno il 90% di esse) quando gli inglesi sfornano continuamente opere geniali come questa.

    Lunga vita a Shearsmith e Pemberton.

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