crisis 101

Crisis – 1×01 – Pilot

Adesso non è che siamo disposti a sorbirci qualsiasi porcata propinata dalle emittenti sotto il ricatto della presenza della radiosa Gillian Anderson, la cui algida presenza ha illuminato due delle serie più interessanti della scorsa stagione: Hannibal e The Fall. Certo, quando il pilota è convincente e la ritrovata Anderson è un’ospite fissa il suo nome gioca a favore di una visione regolare. Senza contare che spesso la sua presenza è sinonimo di una certa qualità e che con la sua recitazione innalza di parecchie tacche la qualità dei progetti in cui è coinvolta.
Non sono bastati lo splendido vestito verde in cui viene fasciata e un paio di scene a lei riservate a rendere Crisis una serie di cui si senta il desiderio impellente di vedere il secondo episodio.

Quasi mi dispiace parlarvi in questi termini di Crisis, una serie che ha per pilota un episodio che non si avvicina nemmeno lontanamente agli orrori e ai picchi di LOL che le premesse lascerebbero supporre.
Di fondo stiamo parlando del rapimento di un autobus carico dell’intero cast di gossip girl in salsa Washington DC, dove al fianco di magnati dell’industria e figli di ambasciatori cazzeggia persino il figlio del Presidente degli Stati Uniti. Questa presenza, oltre ad amplificare la portata già piuttosto ambiziosa della serie, vi dà un’idea dell’atmosfera che si respira sin dall’attacco all’autobus. Avete presente qualche film d’azione in cui il Presidente e/o i suoi familiari (o in alternativa la figlia di Liam Neeson) vengono rapiti e a un povero agente del FBI viene mollata la grana colossale di ritrovarli? Ecco, solo che stavolta l’agente del FBI è Susie Dunn (Rachel Taylor), scelta perché imparentata con uno dei facoltosi genitori che la aggrediranno a suon di “lei non sa chi sono io!”. La parente in questione è proprio Gillian Anderson, fredda amministratrice di una multinazionale, madre di Amber e spesso babysitter dell’indagine di Susie.

Indagine non semplice perché il rapimento è una faccenda colossale, gestita da un team di professionisti in grado di anticipare le mosse del governo. È proprio la portata dell’operazione criminale che mette a dura prova la tenuta di un pilota che altrimenti potrebbe uscirne quasi indenne. Il problema è che Crisis si poggia su premesse che sanno già di vecchio,  perciò decide di innalzare la complessità del canovaccio narrativo, inserendo una figura ambigua come quella interpretata da Dermont Mulroney.
Thomas Gibson è un ex marito / servo della gleba che finisce sul pullman assieme alla figlia Beth Ann, la quale gli propina continue faccette da “oh mamma, non mettermi in imbarazzo”. La figlia e l’ex moglie sono tanto odiose nei suoi confronti che quando il colpo di scena di metà episodio ci rivela che è lui ad aver ideato il rapimento multiplo il suo aspetto viscido e la sua ottusità sembrano una copertura passabile per un genio criminale. Almeno fino a quando non ci viene detto con tono non curante che la principale risorsa per la riuscita del piano è un quaderno (non un aggeggio elettronico, un quaderno!) pieno di suoi scarabocchi e calcoli. Quaderno in cui ha previsto una contromossa per ogni evenienza grazie a misteriosi calcoli, ritagliandosi anche il tempo di fissare intensamente l’odiosa figlia sul monitor. Sì, perché lui è un malvagio geniale, no ma aspetta, forse no, perché una misteriosa operazione governativa è andata storta anni prima e gli ha impedito di mantenere un bel rapporto con la figlia (?) e si è dovuto prendere la colpa di quanto successo (??) e quindi magari no, anche lui è costretto.
L’avete sentito? Era lo scricchiolio di una trama pronta a precipitare in quel turbinio senza senso di sparate sempre più inverosimili e roboanti.

Difficile poi argomentare qualcosa a favore di un episodio popolato da ragazzetti prevedibili e lagnosi. Chi salvare tra quelli riccastri che se la tirano e gli autoconclamatisi poracci come Beth Ann e il suo amico, che si astengono dal parlare con il resto della compagnia perché non sono al loro livello? Roba che la liaison tra Amber, la bella figlia capoclasse perfettina della Anderson, e uno dei professori della scuola sembra l’unico risvolto con un potenziale per il futuro. A fine episodio ero più preoccupata per la sorte del mignolo di Mulroney che per quella del ragazzetto grassoccio salvato in extremis dal bodyguard pivello a cui sparano a tradimento ad inizio episodio. Se con qualche episodio in più si potrebbero rendere un filo più interessanti i giovinastri rapiti, la deriva soap presa dal finale dell’episodio con tanto di maternità rivelata (Amber è figlia di Susie, le cui ultime parole alla sorella che le ha evitato l’etichetta di ragazza madre sono state “Va all’inferno. Prenditi cura di lei.”) ha cancellato ogni residua possibilità di assoluzione.

Meh!
Nonostante tutti i suoi punti deboli, Crisis non è una ciofeca irrecuperabile. Un duo di interpreti rodati in due posizioni chiave, un vago senso logico che resiste anche alle svolte più WTF!? e un complotto abbastanza articolato da non sgonfiarsi inevitabile dopo due minuti lo rendono migliore di tanti episodi pilota al limite del ridicolo che il genere complottista ha sfornato nelle ultime stagioni.
Il problema è che il senso del mistero che dovrebbe tenere incollati al divano tende a incollare le palpebre. Anche nei suoi momenti migliori risulta tedioso e decisamente stantio, tanto che finisce per essere più appassionante durante le scivolate nel ridicolo. Un consiglio? Godete del ritorno al piccolo schermo di Gillian Anderson in qualche serie più meritevole.

Elisa G.

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9 Comments

  1. massimo alberti 21 marzo 2014 at 10:31

    Come darti torto??
    Più patinato di gossip girl ma senza il fashion, con personaggi che urlano “omg quanto siamo ganzi” da tutti i pori. Dialoghi improponibili. Ma Gillian Anderson più passa il tempo più diventa meravigliosa. Non so quando ricominci The Fall, ma spero presto per il piacere di vederla in 3 telefilm contempraneamente.

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  2. Aspettavo la recensione per decidere. L’avrei guardato, ovvio, solo per Gillian Anderson, che è semplicemente meravigliosa.

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  3. Andrea Roveri 21 marzo 2014 at 12:19

    Ho chiuso dopo 5 minuti, cioè dopo le due prime tremende scene in macchina/autobus. Non vedevo cose così brutte e finte da un bel pezzo, roba veramente da far invidia alle peggiori produzioni italiane! :D

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  4. anch’io l’avrei guardato solo per Gillian Anderson, ma dopo aver letto la recensione sono un po’ titubante (certo che se questa serie va avanti mi sa che difficilmente la rivedremo in Hannibal).

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  5. Ho fatto l’errore di non leggere alcuna anticipazione relativa a questa serie e complice la presenza di Gillian Anderson, che speravo garantisse un minimo di qualità, ho sprecato banda a recuperarla e circa 10 minuti della mia vita per la visione, dopo di che sono passato ad altro per non rovinarmi ulteriormente la serata. Semplicemente inguardabile.
    Confido, ma non troppo visto il livello culturale del pubblico USA, nell’intelligenza degli spettatori, un basso rating negli ascolti toglierebbe dal palinsesto questa stupidata lasciando lo spazio magari a qualcosa di piu interessante.

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  6. Teribbbile… Trama inconsistente ai limiti del ridicolo, dialoghi finti e didascalici, Rachel Taylor nei panni della dura e sexy agente FBI credibile come un’esterna di Uomini&Donne, il paparino che fa training autogeno davanti allo specchio per poi svelarsi come il Kattivoh che si fa amputare il mignolo giusto per il LOL, Nathan Scott diventato un professore marpione e svolta soap in chiusura (“Tesoroh….? -Si, matre? -Non sono tua matre, sono tua ziah!”)…
    Resta, come detto da molti, Gillian Anderson. La divina Gillian Anderson. E io continuerò a guardare ‘sta roba solo per lei, giusto per avere una dose settimanale di GA…
    Tutti dovrebbero prenderne una dose settimanale. Bye!

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  7. Esattamente quello che mi aspettavo dal trailer, grazie Elisa per avermi fatto risparmiare tempo.
    Aridatece BEDELIA!

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  8. Mamma mia che porcheria, ma dove trovano il coraggio per produrre ciofeche del genere? Mi meraviglia davvero la Anderson, spero che almeno l’abbiano pagata una pacconata vergognosa di soldi per perdere la faccia in una serie del genere! Penso che Crisis sia proprio una ciofeca irrecuperabile.

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  9. Io lo seguirei anche per il LOL se abbracciasse la sua assurdità e iniziasse a far accadere cose improbabili a ripetizione e a ritmo sostenuto, ma la presenza di così tanti ragazzotti adolescenti, i drammi di cuore accennati e la svolta soap del la zia è la vera madre mi fa sospettare che il ritmo rimarrà basso per riuscire a portare la serie fino alla fine e dilatare gli avvenimenti. Insomma mi sembra che ci provi troppo, forse dovevano accettare l’assurdità delle premesse della trama e puntare sul WTF.
    Comunque ci sono troppe serie belle nel mondo, non ho tempo per ste robette.

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