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Banshee – 2×10 – Bullets and Tears

Se, alla fine della scorsa stagione, qualcuno mi avesse detto che Banshee avrebbe potuto diventare qualcosa di diverso rispetto a quella meravigliosa parentesi di godimento amorale e irrazionale che già era, qualcosa in più di quello, avrei riso e avrei detto di no; impossibile, avrei detto. Di più: avrei affermato con sicurezza che non ce ne sarebbe stato alcun bisogno, che nemmeno l’avrei voluta, una roba del genere, che preferivo che Banshee restasse quello che era, una festa di cazzotti, scene di sesso ed epicità da gangster. Che, forse, una maggiore profondità e una struttura più complessa avrebbero finito per compromettere quel piccolo capolavoro di genere che la serie, nella sua semplicità, già era.

Avrei avuto torto, naturalmente. La cosa è già stata ampiamente confermata da ogni singolo episodio componente questa straordinaria seconda stagione, ma se anche il più minuscolo, il più insignificante dubbio fosse sopravvissuto ai primi nove episodi, questo season finale dovrebbe aver cancellato qualsiasi residuo anche nella mente dei più scettici (ma ce ne sono ancora?).

Banshee è una figata. Sotto tutti i punti di vista. Ha avuto bisogno di un po’ di tempo per crescere all’interno della propria stessa pelle, per prendere le misure delle proprie possibilità e per potersi dire finalmente compiuta, ma adesso lo è. Ed è anche e soprattutto grazie a questa graduale ma evidente maturazione che penso di poter annoverare l’ora piena di questo season finale fra le più soddisfacenti alle quali abbia assistito in tutta la mia carriera di spettatrice seriale.

Più di metà dell’episodio, dall’inizio in poi, è dedicato solo ed esclusivamente alla chiusura della storyline principale di questa stagione (ed anche della precedente): il confronto fra Lucas Hood e Carrie/Ana contro Rabbit, un confronto sul quale gravavano aspettative altissime, per due ordini di motivi. Da un lato, il confronto era già avvenuto nel corso del finale della stagione precedente, e si era trattato di un confronto di fuoco, sia metaforicamente che letteralmente. Sono sicura che lo ricorderete tutti. Una roba come quella non poteva che essere superata: qualsiasi cosa Ball e il tuo team creativo avessero scelto di fare per questo confronto definitivo, doveva essere enorme. Fosse stata appena meno che enorme, sarebbe stata un fallimento.

Naturalmente, trattandosi di Banshee, l’enormità non è mai un problema. Ed infatti i nostri eroi, dopo essersi riforniti abbondantemente di armi (anche se, si sa, le armi non sono mai abbastanza quando cerchi di stanare e uccidere un boss della criminalità organizzata ucraina), decidono di tentare la sorte. “Him or us, right?”, chiede Hood. “Damn straight.”, risponde Ana. E i due si lanciano, senza alcun supporto oltre loro stessi, alla conquista della chiesa all’interno della quale Rabbit è tenuto ben nascosto dal fratello Yulish. Una chiesa che somiglia più a una fortezza, difesa da un prete che somiglia più a un gangster e da un numero imprecisato ma comunque enorme di criminali armati di mitra. Ma a Hood ed Ana non importa, loro entrano con le loro quattro pistole scarse e il loro coltellino. Perché? Perché it’s him or us. Uscirne vivi non importa, quello che importa veramente è che non ne esca vivo Rabbit.

Il vero miracolo, comunque, non è tanto che, alla fine, Ana e Lucas riescano a sopravvivere, vedendo finalmente coronato anche il loro sogno di sbarazzarsi una volta per tutte dell’enorme peso che Rabbit era diventato per loro anche emotivamente, oltre che fisicamente. Il vero miracolo è il percorso emotivo che abbiamo affrontato assieme a questi personaggi, un percorso che, quasi senza accorgercene, ci ha portati ad osservarli con occhi differenti: non più semplici pedine, veicoli di violenza e catarsi quali erano nella prima stagione, ma esseri vivi, reali, per i quali soffriamo, alle cui vicende ci interessiamo con affetto non simulato.

È stato cambiando registro che Banshee ha reso tutto questo possibile, è stato dando profondità a narrazione e introspezione che ha reso possibile, ad esempio, che io mi commuovessi, letteralmente, nel momento in cui Lucas si lancia contro gli sgherri di Yulish armato solo di un coltello mentre nella sua mente si affollano i ricordi dell’ultimo sacrificio che aveva affrontato per Ana quindici anni prima. Questa nuova profondità ha permesso a me come a chiunque altro di affezionarsi a Lucas Hood, trasformando la sua figura da “sceriffo farlocco con l’espressione più scema del mondo” a “maestro di vita al cui dolore partecipo interamente”, permettendomi di sospirare con sollievo nel momento in cui Job, Fat Au e i suoi scagnozzi hanno fatto irruzione nella chiesa a loro volta per fare piazza pulita. Per una volta, la catarsi non è avvenuta tramite la violenza, ma tramite l’assenza della stessa.

E, infatti, anche la morte di Rabbit è stata tutto meno che un episodio violento. Prima di porre fine alla sua esistenza, Ana e Lucas si intrattengono in un lungo confronto con lui, guidato da un monologo che lancia oscuri presagi sul futuro di Hood (“There’s a part of you that always knows it will end like this. Bullets and tears. Yet you keep telling yourself you will find a way out. But there is no way out because of who you are. […] You look at me and remember. Somewhere in the future, there is a bench just like this waiting for you.”) e che, sommato al luogo in cui si svolge (una tranquilla panchina ombreggiata nel cortile sul retro della chiesa), conferisce alla situazione un’aria quasi eterea, impalpabile. Non sono Ana e Lucas ad uccidere Rabbit: Ana lascia la pistola nelle mani del padre, lo saluta e va via. Testimone della sua morte sarà il solo Lucas. (Non si è mai abbastanza sicuri, trattandosi di Rabbit.)

A questo punto, dopo più di mezz’ora a livelli di adrenalina tanto alti, uno si aspetterebbe una decina di minuti finali più tranquilli in cui tirare le fila di quanto accaduto e preparare la strada per la stagione successiva. Ma non sarebbe Banshee se ci lasciasse il tempo di metabolizzare un evento prima di lanciarsi a peso morto sulla carneficina successiva, e infatti negli ultimi dieci minuti l’episodio ci dà:
a) la morte violenta di Emmett e sua moglie, una cosa così ingiustamente e gratuitamente crudele da rasentare il sadismo narrativo;
b) la morte violenta di Alex Longshadow per mano di Rebecca, che conferma una volta per tutte la fedeltà nei confronti dello zio agevolando la sua uscita di prigione prima di lanciarsi fra le sue braccia (letteralmente: solo Banshee poteva darci l’incesto; ce l’ha fatto sospirare, ma alla fine ha mantenuto la promessa, perché Banshee non è una di quelle persone che ti promettono di portarti a letto e poi non lo fanno, lei ti promette di portarti a letto e poi lo fa, ripetutamente);
c) la morte violenta dello sfortunato combattente al quale Chayton Littleston spezza il collo nel corso di un violento scontro fino alla morte in un polveroso e lurido seminterrato a New Orleans, poco prima di ricevere la notizia della morte di Longshadow e stabilire che è giunto il momento di tornare a casa.

E queste sono, in sostanza, le premesse da cui partirà la terza stagione. Potete immaginarne di migliori?

Fuck Yeah

Note:

– Che meraviglia è la sequenza in cui sono montate in parallelo le tre scene in cui Lucas porta Ana a casa, parla con Sugar e poi va a trovare Siobhan? Il montaggio sperimentale che ha accompagnato tutti i momenti salienti della seconda metà di questa stagione è stato, alle volte, eccessivo, come d’altronde ci si aspetta da una cornice eccessiva come quella di Banshee, ma credo che, con questo ultimo episodio, sia riuscito a trovare un proprio equilibrio ed una propria perfetta dimensione, che mi auguro venga mantenuta intatta anche l’anno prossimo.

– Job è rimasto a New York. Credo di interpretare il pensiero comune se urlo a gran voce che l’anno prossimo voglio vederlo tornare. Non mi interessa nemmeno come, purché sia ancora dei nostri. Come dice Sugar, “It’s gonna be strange without him here. Then again, it’s strange when he is here.” Eccome se lo è, ma è bello anche per questo.

– A proposito di Job: OMG.

– Non sappiamo ancora quale sia il vero nome di Lucas. A questo punto, Banshee, ti sfido ufficialmente a non dirmelo mai.

– Un’ultima citazione: “How many lives have you lived?” “None, really.” Così, perché mi piaceva.

Lisa C.

Scrive tanto, e poi legge/guarda roba varia ed eventuale per parlarne principalmente male. Una vita mangiata dall'OCD.

27 Comments

  1. D’accordo su tutto, dopo il vuoto incolmabile del post BB, Banshee e True Detective hanno saputo restituirmi fede nella serialità organizzata. Gran episodio a coronamento di una stagione impeccabile che, incredibile a dirsi, ha superato il finale magistrale di quella precedente. Le premesse per l’anno prossimo sono succulente ma che il dio dell’ultraviolenza ci scampi dall’abbandono di Job, di contro il finale con incesto è da applausi. FY come piovesse.

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  2. Bellissima recensione per una degna chiusura di questa stagione al limite della perfezione.
    Banshee è davvero una figata!!!!
    Il punto di forza quest’ anno è stata la regia secondo me, anche in questo episodio bellissime le sequenze in chiesa al rallenty, alla John Woo.
    Il montaggio in effetti è stato a tratti eccessivamente sfrenato, ma l’esperimento può dirsi comunque riuscito.
    A mio avviso bellissima la scena in macchina verso la fine, quando appena superato il cartello stradale di Banshee Hood e Ana staccano le loro mani uno dall’ altra…
    Mi mancherà decisamente tutto ciò!!!!

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  3. Senza parole, io sono ancora fomentatissimo. Banshee è tutto quello che volevo e promette tantissimo altro ancora per la terza stagione. Mamma mia ogni fotogramma di questo finale è stato bellissimo. In più durante la stagione ho consigliato Banshee a 5 persone. E tutte e 5 han recuperato tutto nel giro di una settimana e sono estasiati quanto me. xD E ascolto You Make Me Feel in loop da giorni.

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  4. Magnifico, davvero una serie fantastica.
    Speriamo che Job torni è davvero una gioia vederlo recitare.

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  5. Regia, scrittura e recitazione impeccabili.
    Uno storytelling cosi serrato e coinvolgente che, come dice il recensore, ti da i brividi quando Hood si lancia contro gli sgherri in chiesa armato di coltello e Ana si dispera mentre realizza cio che sta per succedere.
    In Banshee cio che mi attrae particolarmente è il “respiro” che hanno i luoghi ed i personaggi: l’universo creato è cosi reale, convincente ed interconnesso(nonostante la necessaria dose di sospensione dell’incredulità) che rende ogni fotogramma essenziale e funzionale alla storia..e questa è una qualità che pochi show possono vantare..
    Hood è dentro ognuno di noi, e ognuno di noi vorrebbe, per una volta almeno, dilatare quel secondo di follia e farsi giustizia hoodstyle..

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  6. Ma solo io in quei 2 secondi ho temuto per la vita di Hood? Se fosse stato qualsiasi altro telefilm mi sarei fatto una risata e avrei pensato: “si come no”. Ma qui è stato diverso, ho avuto per un attimo il dubbio.

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  7. Hai dimenticato solo di aggiungere una lettere d, e cioè che Deva adesso sa chi è suo padre. Per il resto recensione e stagione perfetta :-)

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  8. Oltre la sensazione di reale pericolo avvertita in quel frangente c’è la convinzione che, date le circostanze, il sacrificio sia l’unica strada percorribile…io avrei fatto lo stesso…

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  9. mi fa piacere che abbiate imparato ad apprezzarlo, l’anno scorso portavo avanti il thread sul forum praticamente da solo e mi chiedevo “possibile che nessuno lo guardi? è una figata pazzesca!” :-D
    a parte questo, di questa serie detesto con tutto il cuore soltanto i webisodes: fat au arriva quando ce n’era bisogno, e immagino che in uno dei webisode si spiegasse il perché ed il percome, avrei preferito si trovasse un po’ di spazio negli episodi “regolari”…
    e l’incesto non è stato consumato, o sbaglio?

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  10. @ skorpio:
    Non (ancora) in favore di telecamera, ma l’ultima scena fra Proctor e Rebecca è comunque piuttosto esplicita, quantomeno nelle intenzioni XD

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  11. Che serie, ragazzi, e che finale. Esagerato, al limite della perfezione. Ma come si fa ad aspettare fino al 2015?

    Comunque per la terza stagione, oltre al ritorno del piccolo e tranquillo Chayton Littleston (accompagnato immagino da Nola Longshadow), la vendetta per la morte di Emmett e lo scontro frontale tra Hood e Proctor (voglio Hood vs Burton!!!), scommetto su uno degli stereotipi più abusati ovunque che però non ha ancora trovato spazio in questo show: il narcotrafficante sudamericano. Hanno messo dentro qualunque cosa, manca praticamente solo lui, non possono non inserirlo.

    Prego Banshee, esagera sempre di più. Noi crediamo in te.

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  12. Nowe ha scritto:

    Ma solo io in quei 2 secondi ho temuto per la vita di Hood? Se fosse stato qualsiasi altro telefilm mi sarei fatto una risata e avrei pensato: “si come no”. Ma qui è stato diverso, ho avuto per un attimo il dubbio.

    Siamo in due. Ero talmente coinvolto e rapito che ho temuto pure io, nonostante sapessi abbondantemente della terza stagione. Che dire, serie fantastica, che si è progressivamente tolta la maschera di prodotto caciarone per diventare qualcosa di molto più raffinato e diverso. Musiche stupende, cast stupendo (Rabbit mi mancherà, decisamente), Ivana Milicevic dea, non c’è un tassello fuori posto.

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  13. TUTTO FOTTUTAMENTE FIGHISSIMO. Soddisfatto dalla chiusura con Rabbit, come hanno già sottolineato in tanti, la potenza dello storytelling e la bellezza visiva con cui viene raccontata sono davvero uniche e le emozioni sono state tantissime. Gli ultimi 20 minuti, poi, impressionanti.

    Sottoscrivo ogni parola della recensione, anche io non avrei scommesso un soldo bucato sul fatto che Banshee potesse diventare un prodotto così, come dire, serio. Dico serio nel senso che, per la qualità altissima di questa seconda stagione, per me ormai lo è diventato al pari di molte serie “maggiori” (almeno per me), e che quindi caratterizzano la stagione televisiva e catalizzano totalmente la mia attenzione. Per fare un esempio: d’estate c’era BB, e poi tutto il resto; in autunno Sons Of Anarchy, Homeland, e poi tutto il resto; da aprile in poi Mad Men, GOT e poi tutto il resto. L’anno scorso Banshee faceva parte di “tutto il resto”, adesso non più.

    Parlando specificamente di questo season finale, solo una piccolissima nota stonata: ho trovato inutili le due battute di Emmett qualche attimo prima di essere crivellato. Non appena ha detto “Sembra già di sentirsi più al sicuro vero?” e “Sarà la miglior decisione che abbiamo mai preso”, già mi ero immaginato tutta la scena per come poi effettivamente si è sviluppata. La scena avrebbe avuto più forza senza di esse, a mio parere.

    WE WANT JOB BACK!

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  14. Sarò io, ma tutta questa “evoluzione” di Banshee a me non convince, e non l’ha fatto sin dall’inizio della 2° stagione.
    Parliamoci chiaro: la cifra e la caratteristica del telefilm sono stati sin dall’inizio la “caciaroneria” e l’essere costantemente sopra le righe: nei comportamenti dei protagonisti, nelle scene d’azione e di sesso e in tutto il resto; insomma molto caricato e fumettistico.
    Perché si dovrebbe guardare un Banshee edulcorato e fighetto quando in giro c’è di molto meglio?
    Banshee è sparatorie senza senso e tette; è 45 minuti di svacco!
    la regia fighetta e gli sguardi da “un posto al sole” cosa c’entrano?!?
    Ciao

    K

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  15. [...] proprio per niente. Originariamente Scritto da 2out cambia avatar pls, tilto +1 BTW: Banshee ? 2×10 ? Bullets and Tears – Serialmente ? Serialmente – Opinioni non richieste sulle serie … Obv il link sopra contiene spoiler all'ultima puntata di Banshee, ma la recensionista (si dice [...]

    Rispondi

  16. Holmes ha scritto:

    Nowe ha scritto:
    Ma solo io in quei 2 secondi ho temuto per la vita di Hood? Se fosse stato qualsiasi altro telefilm mi sarei fatto una risata e avrei pensato: “si come no”. Ma qui è stato diverso, ho avuto per un attimo il dubbio.

    Siamo in due.

    Credo proprio si sia in tanti invece, ragazzi :)

    Rispondi

  17. k ha scritto:

    Sarò io, ma tutta questa “evoluzione” di Banshee a me non convince, e non l’ha fatto sin dall’inizio della 2° stagione.
    Parliamoci chiaro: la cifra e la caratteristica del telefilm sono stati sin dall’inizio la “caciaroneria” e l’essere costantemente sopra le righe: nei comportamenti dei protagonisti, nelle scene d’azione e di sesso e in tutto il resto; insomma molto caricato e fumettistico.
    Perché si dovrebbe guardare un Banshee edulcorato e fighetto quando in giro c’è di molto meglio?
    Banshee è sparatorie senza senso e tette; è 45 minuti di svacco!
    la regia fighetta e gli sguardi da “un posto al sole” cosa c’entrano?!?
    Ciao
    K

    Perfettamente d’accordo, Banshee si è nettamente involuto nella seconda stagione. Peccato.

    Rispondi

  18. Setteditroppo 21 marzo 2014 at 15:32

    k ha scritto:

    Sarò io, ma tutta questa “evoluzione” di Banshee a me non convince, e non l’ha fatto sin dall’inizio della 2° stagione.
    Parliamoci chiaro: la cifra e la caratteristica del telefilm sono stati sin dall’inizio la “caciaroneria” e l’essere costantemente sopra le righe: nei comportamenti dei protagonisti, nelle scene d’azione e di sesso e in tutto il resto; insomma molto caricato e fumettistico.
    Perché si dovrebbe guardare un Banshee edulcorato e fighetto quando in giro c’è di molto meglio?
    Banshee è sparatorie senza senso e tette; è 45 minuti di svacco!
    la regia fighetta e gli sguardi da “un posto al sole” cosa c’entrano?!?
    Ciao

    K

    Perché parli di un Banshee edulcorato? Quando è successo? Sesso, sparatorie, scene d’azione in quantità anche quest’anno. Saremmo stati in molti ad attaccare senza pietà gli autori di questa meravigliosa serie se l’avessero snaturata per acquisire quel po’ di profondità e di seriosità di cui era priva. Ma hanno fatto il miracolo. Non hanno fatto altro, sono andati oltre. E cioè una serie sempre sopra le righe e a tratti caciarona ma anche capace di strutturare dei personaggi con i quali empatizzare. E’ difficilissimo ma ci sono riusciti. Non ti hanno tolto nulla ma solo aggiunto qualcosa in più; rifiutare il regalo sarebbe scortese, no?

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  19. @ And:
    Spero sempre in uno spin-off su Burton

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  20. Spettacolo di serie, stagione, final. Damn straight. Gran cosa l’evoluzione di Banshee, in crescendo. Ma proprio per questa sua maturazione (non richiesta ma apprezzatissima) mi hanno deluso le premesse alla terza stagione. Sappiamo infatti che ci ritroveremo di fronte i bad guys forse meno affascinanti della serie: Littleston quello con la voce che sembra uscita da un voice changer (cit.) e gli skinhead, i bulli stupidi scappati di casa.

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  21. @ Libano:
    A me Littleston non dispiace come cattivone, ma ho l’impressione che la sua storia non si trascinerà per tutta la terza stagione, lo vedo di più come mid-season bad. Non dimentichiamo che c’è ancora guerra aperta con Proctor.
    Per quanto riguarda i neonazi hai ragione, sarà tanto se arriveranno alla 03×02. E Hood contro di loro sarà incazzato come poche altre volte, visti il rapporto e il rispetto che aveva per Emmett, evidenziato specialmente nelle ultime puntate.
    In ogni caso, can’t wait.

    E riguardo lo spin-off su Burton, mi accodo e lo pretendo. C’è una petizione da firmare?

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  22. Bellissima questa seconda stagione, sono anche curiosa di vedere che papà sarà il nostro sheriff Hood!

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  23. @Lisa C. Concordo pienamente con te a proposito di quanto scritto sull’episodio, sulla conclusione della serie, sulla serie in sé e più in generale sulle tue recensioni (ma questo è un altro discorso). Mi permetto solo un paio di considerazioni, pregandoti di dirmi se per te stanno in piedi o sono cazzate.

    Banshee è in assoluto la serie più sottovalutata (almeno da una mezza dozzina di punti di vista), forse al pari solo di Sons of Anarchy.

    Per come è cresciuta in nemmeno due stagioni (proprio come Sons of Anarchy, che però forse in questo senso ha impiegato più tempo), è una serie che ha avuto un processo di maturazione – a mio avviso – paragonabile a quello di Andrè Agassi: da ragazzino era mezzo punk, ribelle, coi capelli lunghi e tinti, divertentissimo da vedere ma magari poco vincente (o comunque meno di quello che avrebbe potuto…), poi è diventato più grande, più maturo, più pelato, più saggio e sicuramente più vincente! Sempre bello da vedere giocare e da tifare, intendiamoci, ma con il passare del tempo la gente lo ha amato di più fino a considerarlo un “eroe”.

    Luca

    Rispondi

  24. @ Luca Masera:
    Sono d’accordo (anche se credo che, con questa s2, sia il pubblico che Cinemax abbiano capito che la portata di Banshee è ben più ampia di quella che la s1 aveva lasciato intendere, e che pertanto non sarà più tanto sottovalutata nella s3), e sono anche abbastanza convinta che Banshee possa riservarci sorprese ancora più grandi nel futuro.

    Rispondi

  25. @ Lisa C.:
    quindi anche secondo te la terza stagione, dopo quella “spensierata” dell’infanzia e quella successiva in cui Banshee ha iniziato a prendere coscienza di sé e delle sue (enormi) potenzialità, potrebbe essere quella della definitiva consacrazione?!

    Io ci spero proprio perché secondo me, tirar fuori quello che hanno tirato fuori partendo da un’idea tanto malsana quanto “ballerina”, vorrebbe dire aver fatto davvero una GRANDE COSA. Loro di Banshee, certo, ma anche noi che in fondo ci abbiamo creduto ciecamente.

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  26. Un sentito grazie a Serialmente, ai recensori e ai commenti degli utenti per avermi convinto a guardare questa serie! vengo dal recupero di 2 stagioni in poco più di due settimane e ne voglio ancora!
    Bella recensione finale concordo su tutto!

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  27. Semplicemente stupendo.
    Premesse terza stagione littlerock vs proctor e hood vs tutti.
    Budmo

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