3x16

Person Of Interest – 3×16 – RAM

“…but i needed a partner

L’opening di Person of Interest non è mai stato un semplice previously ma ha sempre costituito parte integrante della narrazione. La voce di Mr Finch apparentemente ci racconta il più classico dei “come tutto ebbe origine” ma puntata dopo puntata si evidenzia quanto e come sia complesso dare un valore alle immagini che mostrano The Machine all’opera, al di là della semplice mostra del potenziale “victim or perpetrator” della puntata, e quanto e come ogni parola scandita da Mr Finch racchiuda la storia che si svolge scomponendosi e ricomponendosi con un preciso ordine davanti ai nostri occhi, con il cambio di prospettiva dovuto agli innumerevoli occhi di The Machine.

I needed a partner. Mr Reese, certo, è sempre sembrato fosse indirizzato a lui il riferimento. È così che la loro collaborazione ebbe inizio: Mr Finch aveva bisogno di un partner, John Reese di uno scopo, ma come Root aveva intuito - anticipando di fatto questa puntata – ci sono stati altri John Reese prima del nostro. Siamo nel 2010 e il “man in the suit” questa volta è Mr Dillinger la cui performance, oltre all’essere funzionale ad aggiungere una parte per la completezza dell’insieme, dà anche un’idea di come sarebbe stato Person of Interest se fosse stato davvero un procedurale, davvero una serie da CBS: ovvero una serie smargiassa, con una coppia canonicamente male assortita: uno la mente occhialuta voce della ragione, l’altro il bellone che fredda con battute e pallottole e ha “successo con le donne”. Ma le cose sono andate diversamente, Nolan&Co costruiscono episodio dopo episodio un universo che più si espande, più conferma e afferma sé stesso. Dopo le battute iniziali, grazie alle quali Mr Dilinger (Neil Jackson) sarebbe potuto essere un ottimo recurring, capiamo perché tra lui e Mr Finch non poteva funzionare (non a caso il cane lo prenderà con John…).

L’inadeguatezza mostrata nel finale da Mr Dillinger è tutta, ironicamente, in quel “close enough” che pronuncia dopo aver quasi indovinato il tè preferito di Harold che non è il tea black chai ma, come aveva intuito John (1×08), “Sencha green tea One sugar/You’ve been paying attention/Relax, Finch, it’s just tea. I haven’t guessed your favorite color yet“.
Mr Dillinger è stato un “close enough” ma John Reese è l’unico “perfect fit”: la differenza tra i due è tutta nell’impiego dell’autonomia decisionale a cui entrambi non hanno rinunciato. Il primo, nonostante gli accordi e le direttive di Finch, decide di agire per conto proprio, a proprio beneficio, tradendo l’accordo e la fiducia del suo datore di lavoro. John – ed è quello il momento in cui Finch capisce di aver trovato il partner di cui aveva bisogno (come da opening) – nonostante l’obbedienza cieca per cui era stato sicuramente addestrato ha ancora conservato la propria morale che non viene sacrificata per un disegno più grande, ma viene impiegata in un momento in cui la parzialità delle informazioni in suo possesso – Casey (Joe Mazzello) è davvero un traditore, eliminarlo è davvero il corso d’azione migliore per la Sicurezza Nazionale? – viene elaborata dall’istinto, dall’intuito, da quella parte di sé che avverte l’errore nell’uccidere. Un po’ come The Machine che, costruita per elaborare senza pensare senzientemente, riesce a modificare le istruzioni adattandole al proprio codice, così John programmato per eseguire gli ordini, esegue gli ordini finché non cerca di riscriverli in base al proprio codice morale. Esattamente come avverrà in seguito in Cina quando John deciderà di avvertire Kara anziché eliminarla come richiesto dall’alto.

A fine episodio il quadro degli avvenimenti è completo: tutto torna. Il ruolo della Decima, il nome di Finch legato alla tecnologia da recuperare in Cina (Kara otterrà il nome di Finch poco prima di morire), il ruolo di Shaw come parte del team per la neonata (nel 2010) Northen Ligths. A guardare indietro, superato lo stupore per le rivelazioni, l’impressione è che la storia non poteva che essere proprio questa: quasi un disegno divino. Ah, è tornata Root.

Fuck Yeah

Nota

Person of Interest tornerà per una quarta stagione. Questo lo splendido tweet in pieno spirito “The Machine” in cui gli autori hanno annunciato il rinnovo.

Mara R.

Whedonverse.

8 Comments

  1. Dopo tre puntate filler (comunque gradevolissime), PoI ritorna al suo consueto alto livello con una puntata che aiuta a mettere a posto alcuni tasselli della storia.

    Un solo punto non mi è chiaro: perché Finch riconosce immediatamente Reese, identificandolo come un agente CIA altamente efficiente? A cosa è dovuta questa conoscenza? Quanto è profonda, era già stato vagliato come candidato “partner” o questa conoscenza pregressa è dovuta alla Machine?

    Grazie a chi saprà chiarire!

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  2. Dopo una serie di episodi pietosi finalmente una puntata degna di POI!

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  3. Che classe nello spiegare le cose.
    Che classe nel far combaciare alla perfezione i tasselli del puzzle.
    Che classe nell’introduzione di un nuovo personaggio.
    Grandissimi, non so che altro aggiungere.

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  4. sumsumsum ha scritto:

    Un solo punto non mi è chiaro: perché Finch riconosce immediatamente Reese, identificandolo come un agente CIA altamente efficiente? A cosa è dovuta questa conoscenza? Quanto è profonda, era già stato vagliato come candidato “partner”

    Credo proprio di sì, probabilmente Reese è stato vagliato come potenziale partner e forse non scelto fin dall’inizio perché legato alla CIA e alla ex fidanzata (ancora viva, all’epoca).

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  5. ho guardato almeno un terzo dell’episodio sbuffando un po’.
    sì, ok, c’era Reese ancora nella Cia, forse sotto osservazione da parte di Finch, ma mi pareva quasi un filler e l’attore che impersona Dillinger mi risultava scialbo e fastidioso.
    e poi, un po’ alla volta, tutti i pezzi che vanno a combaciare, in mezz’ora ci raccontano come siamo arrivati ad oggi, alla nuova squadra senza Carter, a tutto.

    ero in fase calante con PoI, un po’ per i filler, per quanto carini, un po’ per la maledetta programmazione a singhiozzo. e invece belli serafici eccoli di nuovo qui, ecco Root, ecco di nuovo tornare la voglia di vedere come va a finire.

    una serie che si snoda su molti episodi per stagione e che riesce a mantenere questo livello, questa buona alternanza fra filler e trama orizzontale, a sciorinare storie, interromperle, riprenderle…
    e dire che almeno per metà della prima stagione la consideravo una serie-riempitivo.

    non so, a volte penso che proprio le serie con minori aspettative (in fondo solo Emerson era quello che attirava) possono prendersi il lusso di crescere e svolgersi sempre al rialzo.

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  6. @ sumsumsum:

    Non sono sicuro ma lo conosceva già perchè era uscito il numero della ragazza di Reese infatti se ricordi Finch era ancora sulla sedie a rotelle.
    Non ricordo bene la timeline ma dovrebbe essere così.

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  7. si, nel finale dell’ 1×21 John va in un ospedale e apprende della morte della tizia che amava (quella del pilota, uccisa poi da quello che ha sposato). Mentre John se ne va, Harold gli passa vicino seduto sulla sedia a rotelle. Era uscito il numero della donna e Harold indagando ha scoperto di John e da lì verosimilmente ha cominciato a tenerlo d’occhio.

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  8. @ Frale:
    Non credo…la donna di John non può essere già morta a questo punto:
    1. Kara dice a John “cosa farai andrai a perseguitare ancora la tua ragazza?”
    2. Sarà nell prossima missione in marocco che John riceverà la richiesta d’aiuto telefonica dalla sua ragazza, pur non potendo tornare negli stati uniti per soccorrerla

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