Hannibal Hassun

Hassun è la seconda portata della tradizione Kaiseki, ovvero la più costosa cucina giapponese. Dopo l’antipasto, hassun espone il tema stagionale del banchetto. Infatti da il nome ad un episodio interamente incentrato sulle vicissitudini processuali di Will e i tentativi di Hannibal di arginare le conseguenze delle sue azioni e deviazioni, sempre in nome di una non ricambiata amicizia. Sarebbe davvero tenero se non fosse un cannibale. L’ingenua fermezza nell’affrontare il discorso dell’amicizia lo rende ancora più ambiguo e luciferino.

La processione di testimoni al banco, l’ammasso di prove e orecchie, i colpi di scena che portano all’annullamento del processo sono trattati con la classe imponente che ci si aspetterebbe da questa serie. I due protagonisti si preparano in parallelo sulle note di Mozart, Lecter siede in aula con una cravatta a fiori rossi e procede verso il giuramento con passo deciso su carrellata epica, mentre l’odiata Freddie avanza accuse con l’allure di una femme fatale colpevole. Hassun è l’episodio in cui la serie applica la sua eleganza gotica al sottogenere di toga e arringa. Riprende anche la tipica spettacolarizzazione della giustizia, interpretata come raggiro e pubblicità.

Ma ad essere davvero importanti sono, molto semplicemente, le dinamiche tra i protagonisti, pur sempre illuminate da una fotografia agghiacciante. Nonostante questo sia un episodio meno potente per quanto concerne la visionarietà, offre più sostanza sui rapporti dei personaggi: amicizia, amore, sanità mentale, fiducia, fedeltà sono le tematiche sottese all’attesa di giudizio – a carpire l’attenzione sono le forze esterne alla mente di Will che in un momento così delicato possono tanto rafforzarla quanto confonderla ulteriormente e deciderne le sorti. Ad esempio Crawford torna a sostenerlo, ponendosi pian piano e inconsapevolmente contro Lecter e l’incarcerato solidifica la consapevolezza di sé mentre visioni di pesca reiterano il suo bisogno di ricerca, soddisfazione e pace e quelle di corna la certezza della sua intuizione.

La preponderanza del plot sulle suggestioni dark e sull’introspezione psicologica (che appunto non manca, nei momenti ansiosi di Will e in quelli di solitudine o superbia di Hannibal) fanno di questo un episodio corposo ed essenziale, ma leggermente meno affascinante rispetto ai primi, bellissimi, due. L’ironia più dark non manca, ovviamente: Lecter è così frustrato dall’ostacolo imposto dalla burocrazia che è costretto a mutilare il giudice pur di guadagnare tempo. Purtroppo per lui manipolare le indagini fingendosi copione di killer già perseguiti inizia a diventare una mossa rischiosa- i metodi leggermente diversi confondono le acque per la giustizia, ma le schiariscono per gli addetti al lavoro sporco. La sua rimane un’intenzione duplice: vuole continuare a testare Will, dopo averlo incastrato, ma essendo l’unico con cui può davvero empatizzare non vuole perderlo: “Questo assassino ti ha dedicato una poesia. Lascerai che il suo amore venga sprecato”? La tenerezza disturbante, appunto.

L’intensa grazia narrativa di Hannibal si riconferma in questo episodio concentrato, fondamentale alle svolte future. E’ più denso di racconto che di rimandi extra-testuali o elucubrazioni psicologiche, ma come conclusione dell’antipasto è più che semplicemente funzionale.

Ok.

Eus

Figlio illegittimo di John Waters e Tina Fey.

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Commenti
4 commenti a “Hannibal – 2×03 – Hassun”
  1. orologiorosso scrive:

    concordo con la recensione. Hannibal si sta solidificando e promette bene! secondo me questa stagione si sta rivelando superiore alla prima!

  2. Will Gaiman scrive:

    Concordo su tutto tranne che sul fatto che sia un episodio meno potente per quanto concerne la visionarietà: io la fine che fa il giudice la trovo incredibilmente ricercata, al livello degli angeli scarnificati della prima stagione.
    Per il resto sono d’accordo, la costruzione è finita e per quanto abbiamo visto avremo una stagione da leccarsi i baffi.

    Io il FY lo avrei dato però, solo per il fatto che Freddie Lounds viene umiliata come poche volte ho visto in una serie tv. Ho goduto come matti, sono sincero.

  3. winston smith scrive:

    Non so se condividete questa mia impressione, ma ho notato che Hannibal sghignazza sempre più volte di episodio in episodio. Rimanendo sulla scia tematica che ho tracciato nei commenti alla puntata precedente, spero che non risalga tutto lo spettro ridanciano fino ad arrivare alla risata diabolica di Light Yagami. A quel punto Jack Crawford lo smaschererebbe in un attimo. Spero non sia questa la goccia che farà traboccare il vaso. XD

    Secondo voi il fatto che non ci sia stato mostrato Hannibal mentre commetteva gli omicidi cosa può voler significare? Non è che c’è un altro “ammiratore” in giro, magari manipolato proprio da Lecter?

  4. Scott Pilgrim scrive:

    winston smith ha scritto:

    Secondo voi il fatto che non ci sia stato mostrato Hannibal mentre commetteva gli omicidi cosa può voler significare? Non è che c’è un altro “ammiratore” in giro, magari manipolato proprio da Lecter?

    ho pensato anche io che Hannibal si stia servendo di qualcuno, vedremo.

    Inoltre mi accodo all’elogio per il quadretto orrorifico con il giudice, davvero efficace.

    Hannibal ormai è una cornferma, settimana dopo settimana. Gli autori mi sembrano ben consapevoli di quello che stanno facendo e della direzione da intraprendere. In fondo lo hanno mostrato già nei primi minuti di premiere. E la mia curiosità cresce.

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