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Banshee – 2×05 – The Truth About Unicorns

Non posso nascondere la delusione nel ritrovarmi finalmente a buttare giù due righe di recap per una delle serie tv che più mi hanno appassionato l’anno scorso, e farlo in seguito ad un episodio che, fatalmente, raccoglie in una quarantina di minuti esattamente quello che Banshee non è. The Truth About Unicorns è un classico episodio da midseason, piuttosto piatto, che fa il punto della situazione (specialmente fra i due protagonisti, Lucas e Carrie), rimette in ordine le cose, chiarisce lo status quo e mette in scena la base per la seconda metà di stagione.

Un episodio ordinato, che fa il suo, onestamente non privo di una certa grazia, che si concentra nel mostrare lo stato d’animo dei protagonisti e nel fare introspezione sui personaggi con precisione, mostrando più che dicendo e facendolo (non inaspettatamente, per chi era stato in grado di notare le discrete ma essenziali finezze registiche che il resto della stagione ci aveva già mostrato nel corso del suo svolgimento) con molto fascino, tramite l’uso di un doppio registro narrativo, quello dei fatti come realmente avvengono, e quello dei fatti come Carrie o Lucas vorrebbero farli avvenire, gli abbracci, i sorrisi, la vicinanza fisica ed emotiva, un desiderio di felicità semplice che culmina nella dream sequence in cui Lucas si immagina a dividere casa con Ana prima che diventasse Carrie, in attesa di un figlio loro.

Siamo chiari: The Truth About Unicorns non è un episodio brutto. Anzi, è un episodio proprio bello, prima a livello visivo, poi a livello narrativo, infine – sorprendentemente – a livello di scrittura. Banshee non si è mai distinto per la bellezza o la pregnanza dei suoi dialoghi, né tantomeno per la loro sottigliezza, eppure io ho visto prova di una capacità non indifferente di indagare il dolore e il rimpianto, specialmente nei due dialoghi che hanno visto coinvolti da un lato Lucas e Carrie (“I just can’t keep doing the things I’ve been doing to people. No more.”) e dall’altro sempre Lucas e Sugar sul finale (“People like you and me, we don’t need bars. We build our own cells.”). Un’indagine che si rifiuta di fermarsi alla superficie delle cose nonostante Banshee sia un invito esplicito proprio ad ignorare la complessità dei fatti per lanciarsi di pancia contro eventi sempre più surreali in un climax di catartica violenza.

E allora, qual è il problema? Se The Truth About Unicorns è un bell’episodio, dov’è il problema?

Il problema è che The Truth About Unicorns non è Banshee. Nella seconda metà dell’episodio, reinserendo il personaggio di Racine (che, purtroppo, salutiamo; Zeljko, ci manchi già) ed introducendo il killer mandato da Rabbit per rassicurarci tutti sul fatto che il gangster non intende rassegnarsi fino a quando la figlia e Lucas non saranno morti, la serie prova ad allargare l’inquadratura per uscire dalla delicata narrazione a due che ha visto protagonisti Carrie e Lucas da quando hanno lasciato la prigione per rimettersi in viaggio verso Banshee, ma più che un vero tentativo di riportare lo show sui suoi binari lo scontro a fuoco col killer di Rabbit dà quasi l’impressione di essere una tassa pagata alla produzione che impone per contratto almeno uno spargimento di sangue ad episodio, e pur se visivamente molto gradevole (l’inseguimento in mezzo alle spighe di grano) è sembrato quasi fuori posto, rispetto al resto dell’episodio.

Un resto dell’episodio che sì, bello quanto vuoi, sì, profondo quanto vuoi, sì, volendo anche necessario quanto vuoi, ma noioso. Mi spiace per il rimpianto, la nostalgia e la tristezza di Ana e Lucas, mi dispiace per il loro amore perduto e mi dispiace che si sentano in trappola anche senza un carcere intorno, mi dispiace perché ormai, dopo una stagione e mezza, sono due personaggi a cui mi sono affezionata, per i quali provo del trasporto emotivo, ma davvero, trenta minuti interi di loro due che viaggiano in macchina, comprano souvenir alle fiere di paese e poi immaginano di giocare alla famiglia felice in una casa vuota persa in mezzo al niente non sono proprio sostenibili, e non lo sono non perché siano brutti o mal realizzati, ma semplicemente perché, da Banshee, io mi aspetto altro, io voglio altro.

Voglio il suo cast affollato, voglio le botte, voglio il procedere della trama orizzontale (che solo vagamente procede in quest’episodio: per lo più, si ribadisce), voglio altre botte, voglio la volontaria, ricercata comicità ridicola del surreale, voglio vedere tutte le donne cadere a prescindere ai piedi di Hood perché sì, voglio gli uomini presi a bibbiate in faccia, voglio le mandrie di mucche che esplodono e piovono su Proctor, voglio Chayton Littlestone, voglio gli scleri isterici con contorno di bitch face di Job e voglio infine ancora più botte.

Con questo episodio, Banshee ha ampiamente dimostrato di saper dare di più, oltre alle pizze in faccia, alle tette al vento e al sangue a fiumi. Benissimo. Che adesso usi questa consapevolezza non per snaturarsi, ma per crescere. Per integrare l’introspezione nel suo stile, per approfondire i personaggi senza rinunciare a tutto quello per cui la amiamo.

Voglio dare fiducia alla serie, confidando che The Truth About Unicorns sia stato un caso isolato, un’affermazione, un “so farlo anch’io” piuttosto che un tentativo di cambiare direzione. Adesso lo sappiamo, che sai farlo anche tu, Banshee. Ora avanti verso la prossima sequenza di combattimento.

Ok.

Lisa C.

Scrive tanto, e poi legge/guarda roba varia ed eventuale per parlarne principalmente male. Una vita mangiata dall'OCD.

23 Comments

  1. massimo alberti 11 febbraio 2014 at 10:21

    Questo episodio mi ha fatto venire in mente le ballate dei gruppi metal… Ad un certo punto, nel mezzo di un disco che picchia duro senza sosta, ti trovi un pezzo tutto archi e violini, sentimenti&love, tamarro al punto giusto, of course. Sai che dura solo 4 minuti e poi si rcomincerà a picchiare, ma quei 4 minuti te li godi. ecco, per me è stato così: concordo con tutto, ma non mi sono annoiato sinceramete. E l’inseguimento nel grano, tutto sommato, ha una sua estetica degna di nota.
    Mi pare che nel complesso Banshee quest’anno sti asfornando una grandissima stagione, per quello che abbiamo visto fin qui, con una marcia in più rispetto all’anno scorso.
    Detto questo SPOILER la vicenda del buon Zeljko mi fa giaree le scatole non poco.

    P.s.: caso mai fosse sfuggito, vi segnalo questo sito:

    http://www.welcometobanshee.com/

    Si trovano i 9 miniwebisode di Banshee: Origins, che svelano qualche dettaglio in più sul passato dei diversi personaggi, e inseriscono anche qualche elemento di gioco sulla “numerologia” di Banshee (ebbene si, la combinazione di numeri manco fossimo a Lost!!) che permette di avere alcuni elementi di spiegazione delle varie istantanee che vediamo nella sigla.

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  2. Io avrei elargito un Fuck Yeah senza dubbi, se non altro perchè fa capire che Banshee va ben oltre la grana grossa di pizze e figa…rendiamoci conto che TWD cerca da 4 stagioni di sfornare un episodio del genere, con risultati neanche lontanamente avvicinabili.

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  3. Anche per me ci stava un fuck yeah a tutto spiano. Però è vero perchè a primo impatto mi son chiesto: ma cosa sto guardando ? Non è il solito Banshee e al minuto 33 quella scena può sembrare un contentino. Ma mi ha fatto piacere che questo show ci mostri di cosa sia capace, non limitandoci a farci schiumare con i suoi punti forti. Tanto per me è stato un caso isolato dalla prossima rivolano pizze , tette, culi etc. xD

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  4. solo io c’ho visto paralleli, visivi se non altro, con una vecchia puntata di TWD, la 2X10? :)
    https://twitter.com/fragolinux/status/432566693798223872/photo/1

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  5. Io sono gasatissimo: se me l’avessero chiesto prima, non credo che mi sarebbe piaciuto un episodio del genere. L’introspezione, i silenzi, le aspettative, i sogni e di nuovo la cruda realtà vengono mescolate con una tale maestria e delicatezza (anche fotografica) che non mi sarei mai aspettato.

    Ora torniamo alle tette e alle botte, ma se mi regaleranno un angolino così, ogni tanto, non piangerò di certo.

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  6. Bello! Io credo che un episodio così ce lo dovevamo aspettare. C’era stato qualche timido segnale in precedenza. Mi riferisco soprattutto all’evoluzione del personaggio di Hood. Giunti alla seconda stagione siamo più affezionati ai personaggi e gli autori quindi hanno giustamente osato. E hanno fatto centro. Grazie a una regia e a un montaggio non scontati. Senza far progredire la trama. Giusto il paragone di Holmes con TWD che prova prova e non ci riesce quasi mai. Ma fare un episodio del genere credo sia stato necessario anche per un altro motivo, che guarda al gran finale (spero molto lontano), un finale che potrà essere epico e tragico solo se ci sono qua e là questo tipo di approfondimenti, che possono dare alle botte e al sesso un sapore in più: penso a Spartacus per esempio (ma lì c’era la Storia che aiutava). Certo, se l’episodio in sé è riuscito, resta comunque arduo l’obiettivo della grande commozione finale (se è giusta la mia interpretazione) per come fin qui siamo stati abituati. Sono sempre più curioso e ho piena fiducia in Banshee.

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  7. Anche a me l’episodio è piaciuto parecchio, anche senza essere il classico Banshee tette/culi/pizze in faccia. E poi mi ha fatto veramente domandare per la prima volta chi fosse veramente “Lucas Hood”. Mi sono resa conto che il suo nome pre-prigione non viene mai rivelato, in netta contrapposizione con la Carrie/Ana, ma non mi sono mai soffermata più di tanto sul fatto su questo. Di Cana sappiamo più o meno tutta la storia, mentre quella di Not Lucas Hood è coperta dal mistero – come si chiama, da dove viene, come cavolo è andato a finire in mezzo alla mafia ucraina etc. etc. Come ha precisato agente Racine nemmeno i federali erano riusciti a strappargli il suo vero nome – quindi “Who you really are?” è proprio una bella domanda…….che sia in realtà un agente federale sotto copertura che alla fine si è immedesimato troppo? Altri suggerimenti? Ci sarà pure un motivo se non ha né il nome né un passato/storia/famiglia prima di aver incontrato Ana?

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  8. Ma cosa vuol dire giudicare negativamente un episodio solo perche’ hanno cambiato registro ? E non ci sono botte e figa? Stiamo schetzando ? :) questo episodio oltre ad essere stupendo e’ anche indispensabile!!!! E’ Necessario per stabilire un senso alla violenza di banshee. Botte e figa in banshee non e’ solo puro intrattenimanto per quello esistono film porno e video di combattimenti. Contrariamente le botte e figa sono contestualizzati in un universo che ha bisogno di mantenere un certo coinvolgimento emotivo.

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  9. @ vale:
    Poi mi dirai dove hai visto il giudizio negativo XD

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  10. Un episodio in linea con il tentativo di questa stagione di tessere un filo narrativo e dare ai personaggi più “profondità” emotività e senso. Devo ammettere di essermelo goduto leggermente meno per averlo visto subito dopo il finale da recensire di “The Spoils of Babylon”, che in pratica prende in giro ambizioni artistiche enfatiche come questa (paralleli onirici, coreografie dei volti ecc…). Però, di per sé, è stato un episodio interessante- quasi stand alone come per la prima stagione ma con uno scopo, un intento di fondo che riguarda i personaggi (e lo spettatore).
    Lo strascico violento della seconda parte aggredisce perfettamente l’idillio, più che altro sognato, della coppia malinconica e non è stato per nulla fuori posto. Anzi: sancisce definitivamente l’impossibilità di questi due di ritirarsi dal mondo e dai casini in un paradiso personale (la casa brucia, chevvelodicoaffare). Come si era capito dalla 2×01 sono tutte accortezze indispensabili ed evidenti per non fare della serie una sequela inutile di scazzottate. Perché quando le scazzottate ci sono dobbiamo davvero godercele!

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  11. secondo me è solo il respiro prima della faciolata totale globale che tutti noi aneliamo.

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  12. Massimo.gentilini 11 febbraio 2014 at 21:57

    Una delle puntate della s01 (quella prima dell’albino, mi pare) me la ricordo molto ma molto simile… Ed in quella dopo c’è stato il babbo di tutti gli squartamenti!

    Saluti
    Massimo

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  13. l’ho adorata questa puntata
    mi ha spiazzato, mi ha spaventato, ho pensato con raccapriccio non posso annoiarmi con un episodio di banshee, ma poi mi ha preso per la gola
    e il combattimento tra le spighe con la killer mandata da rabbit poesia pura
    se c’è una paura che non ho è che già dalla prox puntata torneranno tette culi e morti ammazzati
    ma questa 2×05 è stata qualcosa
    complimenti per la recensione

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  14. Con questa puntata Banshee ha voluto far capire che se vuole può essere grande seguendo i canoni classici di quello che normalmente la gente considera appunto grande. Puntata impeccabile sotto tantissimi punti di vista però è vero che non è Banshee. Io sono comunque contento di questa puntata perchè mi ha dato la consapevolezza che dietro questo prodotto c’è una grande squadra che sa il fatto suo. Molte serie tv darebbero tutto per sfornare un episodio del genere perchè li porterebbe nell’elite. La cosa che più mi sconvolge è che ora come ora posso fare a meno di episodi del genere ma non posso fare a meno del vero Banshee.

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  15. Si ok, intrispezione bla bla bla, figo quanto ti pare ma io guardo Banshee per i calci e altra roba non per ritrovarmi questo. Spero che sia una parentesi, di quelle aperte e chiuse perché altrimenti “la noia”.

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  16. […] Banshee – 2×05 – The Truth About Unicorns sembra essere il primo su […]

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  17. “Noia” è forse l’ultima delle parole che, per quanto mi riguarda, avrei associato a questo bellissimo episodio. La tensione era palpabile fin dai primi minuti, e non è andata scemando un solo istante.

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  18. massimo alberti ha scritto:

    Questo episodio mi ha fatto venire in mente le ballate dei gruppi metal… Ad un certo punto, nel mezzo di un disco che picchia duro senza sosta, ti trovi un pezzo tutto archi e violini, sentimenti&love, tamarro al punto giusto, of course. Sai che dura solo 4 minuti e poi si rcomincerà a picchiare, ma quei 4 minuti te li godi.

    chapeau

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  19. Quando Lucas aiuta la tipacattiva a sistemare le buste mi aspettavo che si mettessero a fornicare sul posto perché “perché no?” invece il poveraccio è andato in bianco a questo giro.
    Comunque mi è piaciuto un sacco, nella speranza che volino delle teste nel prossimo!

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  20. @ Lisa C.:
    Penso si riferisse al fatto che esordivi rammaricandoti di aver dovuto recensire un episodio così diverso dal solito. Io sto recuperando ora la serie e devo dire che se avessi dovuto recensire questo 2×05, da amante di Banshee, sarei stato contento. A parer mio è uno dei picchi della serie, e non vedo l’ora di vedere dove sono andati a parare

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  21. found new way out 3 maggio 2014 at 13:50

    Che poi, dire che è stato noioso, è il giudizio più negativo che possa esserci. Se poi dobbiamo limitarci alla sola etichetta finale, che ci sanno a fare le recensioni?

    Comunque concordo con molti, secondo me pessima analisi per uno dei migliori episodi della serie.

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  23. tengo 44 años cotizados, de los cuales, los últimos 17 como autónomo, si la cuota mensual es de 559.25 € y la base de cotización es de 1870.50 €. ?que pensión me puede quedar? por que no entiendo muy bien lo que te descuentan

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