True Detective - Seeing Things

True Detective – 1×02 – Seeing Things

Che True Detective fosse maggiormente interessato a parlare di uomini piuttosto che di delitti era già emerso abbastanza chiaramente nel corso del pilot e questo secondo episodio, Seeing Thing, non ha fatto altro che rafforzare questa convinzione. Le indagini sulla scandalosa morte di Dora Lange sono avanzate solo di qualche piccolo, ma significativo passo. In assenza di una pista significativa da seguire, la visita di Cohle e Hart alla casa della madre della ragazza apre una squarcio sul suo passato familiare, tratteggiando un rapporto complicato e forse macchiato dalla violenza col padre. Dettaglio inquietante, ma notato dal solo Cohle in un paio di fugaci occhiate, è la strana fotografia che vede la giovane Dora attorniata da un gruppo di uomini a cavallo coperti da maschere animalesche.

Il pellegrinaggio dei due detective in quest’angolo di Lousiana da cui dio pare tenersi a debita distanza nonostante sia sempre nelle menti dell’umanità costretta a calcarne la polverosa terra non si rivela del tutto vano perché serve a a far emergere l’esistenza di un piccolo accampamento vicino allo Spanish Lake, luogo divenuto rifugio per alcune ragazze locali a cui non è rimasta alcuna altra risorsa oltre il proprio corpo. Qui il ritrovamento del diario della vittima, costellato di scritti molto ispirati o poco lucidi dedicati al misterioso re giallo, segna l’emersione di una prima traccia concreta che conduce a una chiesa ormai consumata dalla fiamme, sulla cui sola parete rimasta in piedi campeggia tuttavia il dipinto di una figura umana incoronata da corna di cervo.

Contrariamente all’inchiesta, il lavoro di scavo nelle vite di Cohle e Hart prosegue a ritmi più sostenuti su entrambi i filoni, ma in Seeing Things è la figura di Hart a uscirne più tratteggiata. La maschera da poliziotto/marito/padre modello, scricchiolante fin dal primo episodio, crolla miseramente già al secondo. Hart non è una persona migliore di Cohle, ma è semplicemente molto più attento a gestire i gesti quotidiani affinché gli altri lo pensino e abbastanza testardo da auto-convincersi della insita necessità delle sue azioni, finalizzate non alla mera soddisfazione personale, ma al mantenimento di un status quo positivo. Un castello di carte che si sgretola impietosamente sotto l’affilata sagacia di Cohle, non tanto nel duro confronto nello spogliatoio, quanto in quella battuta gettata lì con noncuranza che disintegra il solo momento di decenza di cui Hart si rende protagonista nel corso dell’episodio.

Paradossalmente le informazioni su Hart aggiunte da questo episodio sono addirittura eccessive. L’infedeltà e i problemi coniugali che avrebbero portato a ritrovare Hart reduce da un divorzio nel 2012 erano già evidenti nell’episodio precedente e personalmente non credo ci fosse bisogno di rendere esplicite le due situazioni. O per lo meno non così esplicite, con due scene dedicate al litigio familiare e una al tradimento incentrata sulla classica scena di nudo HBO, in questa occasione forse troppo sopra le righe. Non che mi lamenti delle grazie di Alexandra Daddario, quanto del fatto che la loro scoperta appaia come l’unico senso della scena, a meno che la pratica iniziata prima del cambio di scena non sia considerata da qualcuno un elemento chiave per inquadrare la psicologia di Hart.

Seeing Things opera un ribaltamento di prospettiva anche per quanto riguarda Cohle. Il suo comportamento al limite della sociopatia, oltre a fungere da utile appiglio alle riflessioni nichiliste di cui il personaggio ama rendersi protagonista, era stato generalmente associato nella passata settimana al suo vissuto tragico. In realtà è lui stesso a chiarire il nesso di causa e effetto: non è stata la carriera a renderlo cioè che è, è stata la sua natura a renderlo adatto alla carriera. Il passato nella narcotici sotto copertura spiega le sue dipendenze farmacologiche e le strane visioni di cui lo scopriamo essere vittima nel corso dell’episodio, tutto il resto Cohle lo porta con se da prima e lo trasferisce nel suo lavoro. Il potenziale negativo è già insito in lui, la divisa porta con se solo la potenziale impunità, è questo il senso del glaciale sibilo di risposta alla prostituta che con un sorriso nervoso inizia ad avvertire un vago senso di pericolo. Eppure, benché sempre latente, la pericolosità di Cohle esplode di rado verso l’esterno, in officina dove estorce le indicazioni per l’accampamento o nello spogliatoio, anche se in questo caso basta la declamazione teorica delle sue intenzioni per risolvere il faccia a faccia con Hart. Per ora però, al di là dei sospetti degli investigatori nel 2012, l’estrema familiarità col male di Cohle rimane confinata nel recinto del teorico e applicata quasi esclusivamente alle indagini, e quando ne fuoriesce è solamente per scopi auto-distruttivi.

Sulla scia delle impressioni maturate nel precedente episodio, True Detective non apporta nulla di realmente innovativo al genere della detective story, anzi si concede un abbondante ricorso ai topoi senza lacuna remora, dalla coppia di agenti disfunzionale alle ingerenze esterne che minacciano di levare loro il caso dalle mani, ma quel che fa lo fa così bene su tutti i livelli – regia, fotografia, recitazione – che non c’è un singolo motivo valido per negarsi quell’ora di piacere televisivo settimanale che promette di fornire.

Claudio Magistrelli

"Sono sempre stato, e rimango, una spaventosa testa di cazzo, un uomo cattivo, che gode nel vedere quelli migliori di lui trascinati nella polvere." Sono parole di Mordecai Richler, messe in bocca al suo memorabile Barney Panofsky. Ma se non le avesse già usate lui ne richiederei il copyright per farne la mia biografia. Invece mi limito a citare.  
Claudio "Clod" Magistrelli

52 Comments

  1. Credo che se non ci fosse Matthew Mcconaughey, lo show perderebbe un buon 50%. Tranne ciò, la serie promette molto bene sia dal punto di vista investigativo sia da quello psicologico dei protagonisti.

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  2. D’accordo al cento per cento con la recensione. A mio avviso, insieme alla fotografia meravigliosa, la scelta di dare la precedenza all’indagine della psicologia dei (bravissimi) protagonisti è proprio il punto di forza della serie, soprattutto considerando che, almeno in questi primi due episodi, si riesce comunque a farlo senza lasciare l’indagine troppo sullo sfondo.

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  3. Io mi chiedo il senso delle due linee temporali: pensavo che ci sarebbero state due indagini collegate direttamente tra loro, nn che la parte 2014 fosse.soloun pretesto per mostrarci i narratori. Così si perde la potenziale originalità della serie che mi aveva fatto avvicinare al pilot; avrei preferito due indagini parallele tra loro con gli stessi personaggi costretti a riallacciare.i rapporti; sarebbe risultato meglio, senz’altro meno verboso e statico nelle parti del presente

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  4. Niente di innovativo, ma fino ad ora raccontato e interpretato molto bene.

    slayer ha scritto:

    pensavo che ci sarebbero state due indagini collegate direttamente tra loro

    Non escluderei totalmente un futuro ricongiungimento, anche se sono molto dubbioso.

    p.s.= Daddario best HBO’S boobs ever?

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  5. D’accordo con tutto, questo show mi piace davvero troppo fin ora, a partire dalla sigla! Comunque aver visto Lili Simmons mi ha fatto venire in mente che devo anche recuperarmi i primi due nuovi episodi di Banshee… :D

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  6. per ora la serie che più aspetto ogni settimana.
    e per quanto riguarda i paesaggi: indugiate pure, sono nutrimento per i miei occhi.

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  7. Ps. Solo a me la sigla ricorda Dexter come musica?

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  8. alessandra ha scritto:

    per ora la serie che più aspetto ogni settimana.
    e per quanto riguarda i paesaggi: indugiate pure, sono nutrimento per i miei occhi.

    Quoto. Le due linee temporali secondo me condurranno alla conclusione che uno dei due detective è l’assassino del 2012, e dato che McConaughey (che da Killer Joe sto rivalutando enormemente) sarebbe una soluzione troppo telefonata, i miei due penny li butto su Harrelson, sbarellato definitivamente dopo il divorzio, magari.

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  9. Bellissima recensione, complimenti, davvero! Queste sono il genere di recensioni che hanno fatto (e fanno) grande questo sito. Questa serie mi piace molto e la caratterizzazione del personaggio di McConaughey mi piace a dismisura, è fatta benissimo! Io sinceramente non avevo per nulla pensato che uno di loro due possa essere il nuovo assassino…O_o Semplicemente nel 2012 vengono a scoprire che hanno preso la persona sbagliata (magari un imitatore ex tempore?) e quindi si devono rimboccare di nuovo le maniche per trovare il vero assassino, che evidentemente ha continuato nel suo operato. Mi domando se ad un certo punto faranno interagire di nuovo i due protagonisti… spero di sì… chissà cos’è successo! Nel complesso tutto molto bello. La “battutaccia” di McConaughey quando lasciano la baracca delle prostitute (Quello cos’era, un acconto?) è stata fantastica.

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  10. Bellissimo.

    Gli appassionato di letteratura dell’orrore avranno forse riconosciuto due citazioni «lovecraftiane» (in realtà chambersiane) – The King in Yellow e Carcosa -, che rendono ancora più affascinante l’indagine.

    A ogni modo, bellissimo. Certe scene, come quella finale, mi lasciano insieme meravigliato e stupito e turbato.

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  11. confermo le impressioni del pilot: la matrice letteraria si vede eccome, e per me è un piacere (per altri non so).
    Qui siamo al viaggio verso il “Cuore di tenebra” degli States, compiuto da due rappresentazioni finora antitetiche del “White american male”. Non è per tutti, questa serie, ma finora per me siamo su altissimi livelli.

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  12. Fuck yeah.
    La cosa che mi è piaciuta meno é McConaughey nel 2012, un filo troppo atteggiato e quindi per me meno efficace nel rendere il suo dolore. Nel passato invece fantastico.

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  13. Non sono molto d’accordo sul fatto che non vi sia innovazione. O meglio, non c’è innovazione dal lato investigativo, ma questo è talmente evidente che non può non essere voluto. Molte battute sembrano in realtà meta-battute.
    Però è piuttosto inusuale che a essere sotto la lente di ingrandimento siano gli investigatori stessi e non l’indagine, al punto che la seconda è completamente subordinata ai primi (anche nell’interesse dello spettatore, o almeno è così per me).

    Hart, fra i due, è quello più tradizionale ma anche coi paraocchi, ed è anche quello che nel 2013 vorrebbe sempre tornare a parlare del caso. I due detective più giovani sembrano invece interessati alle persone che l’hanno risolto. Mi sembra quasi il manifesto della serie, che forse, più che innovarlo, vorrebbe trascendere il genere.

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  14. @ Doctore:
    sai cos’è? che sembra che hart e cohle abbiano una voglia immensa di parlare, di raccontare di quello che probabilmente è il caso più importante che abbiano avuto. e sembra che sia nei piani dei loro intervistatori portarli al punto cruciale, lo vedo dalla loro espressione, quasi assente per non influenzare i detectives, ho l’impressione che sia una specie di trappola.
    ma forse a fare congetture rischio di rovinarmi lo spettacolo. quindi per ora smetto.

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  15. slayer ha scritto:

    Io mi chiedo il senso delle due linee temporali: pensavo che ci sarebbero state due indagini collegate direttamente tra loro, nn che la parte 2014 fosse.soloun pretesto per mostrarci i narratori. Così si perde la potenziale originalità della serie che mi aveva fatto avvicinare al pilot; avrei preferito due indagini parallele tra loro con gli stessi personaggi costretti a riallacciare.i rapporti; sarebbe risultato meglio, senz’altro meno verboso e statico nelle parti del presente

    Avrò senz’altro capito male io ma a me sembra proprio che le due indagini siano collegate…non credo che i due detective del presente si mettano ad interrogare i due vecchi detective per far venire sera. Bisogna poi considerare che siamo alla seconda puntata

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  16. Davide76 ha scritto:
    Avrò senz’altro capito male io ma a me sembra proprio che le due indagini siano collegate…non credo che i due detective del presente si mettano ad interrogare i due vecchi detective per far venire sera. Bisogna poi considerare che siamo alla seconda puntata

    Non intendevo questo, ho capito che le due indagini sono collegate, solo che leggendo in giro mi ero fatto l’idea.che la serie parlasse di due effettive indagini sul campo, una svolta nel 95 l’altra nel 2014, magari intrecciate tra loro, mentre fin ora ci è stata mostrata l’indagine del 95 mentre quella del presente si limita ai protaginisti che commentano il loro passato. Mi sembra uno spreco, anche perchè le cose le stiamo vedendo, nn abbiamo bisogno di qualcuno che ce le spieghi o ce le anticipi; anche il cambiamento dei personaggi potrebbe essere mostrato nel suo risultato nel lavoro sul.campo nn con gli spiegoni che ci raccontano è successo questo e quello. Per me l’idea dello stesso caso in due linee temporali era geniale, ora come ora mi sembra un po’sprecata visto che di quella del presente nn sappiamo effettivamente nulla e siamo già ad un terzo della stagione quasi.

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  17. Non avevo mai messo in dubbio che le due indagini fossero collegate. Ottimi interpreti, e Mac..( impronunciabile) bellissimo e anoressico. Un inglese allucinante, senza sotto titolo non ce la faccio, e io lo so benino. La Louisiana l’ho vista da poco. magica, malinconica, cupa. Magnificamente resa. Mac se la farà con la moglie del socio? Mi sa..

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  18. p.s.= Daddario best HBO’S boobs ever?

    Come darti torto? :)

    Nessuno ha notato i giochini strani che stavano facendo le due figlie di hart con i pupazzetti?sembra un donna nuda attorniata da uomini.. chissà se è un immagine messa li per dire qualcosa o per depistare..

    Rispondi

  19. linda ha scritto:

    Fuck yeah.
    La cosa che mi è piaciuta meno é McConaughey nel 2012, un filo troppo atteggiato e quindi per me meno efficace nel rendere il suo dolore. Nel passato invece fantastico.

    Quotone. Per me un Fuck Yeah al giovane McConaughey non lo toglie nessuno. Oltre a fatto che è bono as shit.
    Nella scorsa recensione si diceva che le inquadrature ‘desertiche’ fossero troppo ripetitive. Invece sono convinta che il punto di forte di questo serie è una regia illuminata capace di rendere solitudine e oppressione.

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  20. winston smith 27 gennaio 2014 at 03:11

    Artax ha scritto:

    Nessuno ha notato i giochini strani che stavano facendo le due figlie di hart con i pupazzetti?sembra un donna nuda attorniata da uomini.. chissà se è un immagine messa li per dire qualcosa o per depistare..

    Stavano ricreando uno stupro di gruppo con le bambole. Già di per sé l’immagine è raccapricciante, ma se aggiungi all’equazione il padre (Hart) che per tutto l’episodio giustifica con il collega (Rust) e con se stesso le sue scappatelle extraconiugali affermando che quella valvola di sfogo è assolutamente necessaria per non portare nell’ambiente domestico le brutture che assorbe sul lavoro, il concetto (ovvero che dice un mucchio di “horseshit”, per usare un termine che potrebbe uscire dalle bocche degli stessi personaggi) ne esce rafforzato per dieci.

    Due episodi su otto vuol dire che siamo arrivati ad un quarto del percorso. Posso dire che le grandi aspettative che un po’ tutti gli esperti del settore riponevano in questa serie sono ampiamente soddisfatte per quanto mi riguarda. Una serie non per tutti, come ha scritto qualcuno, anzi, forse persino per pochi, ma quei pochi non potranno fare a meno di adorare la filosofeggiante raffinatezza portata in scena grazie a mamma HBO.

    Certo che è spaventoso pensare che in Italia i produttori sono fissati con le scuole di dizione che non fanno altro che togliere naturalezza ai già di per sé carenti attori nostrani (salvo eccezioni come Toni Servillo che, non ha caso, è apprezzato forse più all’estero che da noi), mentre in America uno come McConaughey che, da buon texano, parla come mangia (negli ultimi giorni ho ascoltato molte sue interviste per cercare di abituarmi alla sua voce – cosa che, per inciso, facilita di molto la comprensione – e ho capito che quello che usa il suo personaggio in True Detective è sostanzialmente il suo accento naturale) non solo ha avuto successo, ma ora rinasce come attore dopo aver semplicemente sfruttato tartaruga e pettorali per i tre quarti della sua carriera. È proprio vero che spesso i troppi muscoli non fanno altro che distrarre e, alla lunga, oscurare ciò che realmente è speciale (per avere un gran fisico bastano dieta ed esercizio fisico giornaliero, ma per essere dei grandi attori non bastano tutte le scuole di recitazione del mondo).

    Scusate la confusione generale con cui ho espresso i miei pensieri, ma l’ora è tarda (e Gandalf il Grigio cavalca verso Isengard).

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  21. winston smith 27 gennaio 2014 at 03:15

    GiuliaM ha scritto:

    Per me un Fuck Yeah al giovane McConaughey non lo toglie nessuno.

    È vero che in Italia chiamiamo pure i sessantenni giovani, ma McConaughey ha comunque quarantaquattro anni. Lasciamo la gioventù ai ventenni. Almeno quella, per favore. Sulla grandezza della sua interpretazione in questa serie concordo, invece, con il giudizio estremamente positivo che dai. ;)

    Errata corrige: quando nel commento precedente è scritto “non ha caso”, ovviamente intendevo “non a caso”. XD

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  22. @winston: per ‘giovane’ intendevo il personaggio da giovane, non il giovane attore :-)

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  23. Sublime, questa serie mi sta ipnotizzando, complice l’accento del sud, forse?
    Secondo me i nostri due True Detectives sanno di aver arrestato l’uomo sbagliato, potrebbero esser stati costretti a farlo dalle circostanze o dalla richiesta ormai esplicita di dare un volto all’assassino e far finire l’indagine…boh, non so, ho come l’impressione che sapessero già di aver lasciato libero il vero assassino..

    Rispondi

  24. Sono spiacente ma a me questa serie continua a non piacere. Se dovessi attribuirle un aggettivo la definirei “ruffiana”. Sorretta da una grande impalcatura (recitazione, regia ecc..) sembra essere stata creata apposta per strappare recensione positive alla critica, ma a mio parere manca di mordente. Non c’è la voglia (sempre da parte mia) di vedere come si sviluppa la trama, perchè proprio della trama questa serie se ne fotte. E mi spiace, am per un telefilm che si intitola True Detective un po’ di storia me l’aspetto! Eppure tutti qua a dire quanto è bravo questo, quanto è bello quel dialogo, ma a me pare solo fumo negli occhi..perchè mi spiace ma io mi sono annoiato..

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  25. @ D.A.N.I.:

    Quoto tutto, hai dato una forma al mio pensiero che nn riuscivo ad esprimere a.parole. In effetti è innegabile l’atmosfera estraniante e che i dialoghi siano molto ben scritti, ma x essere un crime la trama è sviluppata.in modo davvero misero, e nn riesce a catturare l’interesse dello spettatore perchè troppo blanda. Se anche è vero che sono più interessati a raccontare le persone che una storia, allora hanno sbagliato genere, in un crime voglio l’indagine e poi l’approfondimento dei personaggi, nn il contrario.
    È troppo didascalica e verbosa, in certi momenti ho avvertito anche io la pnoia… E l’aggettivo ruffiana calza proprio in maniera perfetta!!

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  26. winston smith 27 gennaio 2014 at 17:24

    @ D.A.N.I.:
    @ slayer:
    Ma chi vi ha detto che True Detective ambisca ad essere un crime come gli altri? Lo stesso creatore della serie ha dichiarato esplicitamente che i serial killer non gli interessano minimamente (leggere intervista concessa a Sepinwall per credere) e che il suo obiettivo è quello di esplorare le vite dei due protagonisti e come queste siano cambiate in relazione al caso anziché il caso in sé.
    Se vi aspettavate altro, in sostanza, avete capito male voi, perché dai vostri ultimi commenti pare proprio che a deludervi sia stata la vostra aspettativa di quello che True Detective avrebbe potuto essere e ha consapevolmente scelto di non essere, piuttosto che ciò che è a partire da certe premesse. È del tutto legittimo che la serie non vi prenda molto, per carità, ma mi sembra alquanto pretestuoso lamentarsi della scarsa consistenza delle indagini quando è nelle intenzioni stesse dell’autore non dare molto peso alla classica componente investigativa del racconto (che, a onor del vero, procede lentamente, ma non dimentichiamo che nessun altra serie “crime” dopo appena due episodi procede in maniera spedita verso la risoluzione del caso principale; anzi, solitamente si tratta di due semi-filler per permettere agli spettatori di conoscere un po’ i personaggi prima di entrare nel vivo della narrazione). Sarebbe più intellettualmente onesto affermare che la serie non vi sta piacendo perché ciò che cercate in una storia con due detective come protagonisti è qualcosa di più tradizionale, vale a dire qualcosa di differente da quello che True Detective ha da offrire. Non c’è nulla di male nel non apprezzare racconti che per loro stessa natura attrarranno potenzialmente un pubblico di nicchia. È, tuttavia, scorretto pretendere che il racconto di nicchia si debba necessariamente riallacciare a canoni imposti più dall’abitudine di quanto è stato scritto precedentemente che non dall’intrinseca natura del genere umano. A ognuno il suo.

    GiuliaM ha scritto:

    @winston: per ‘giovane’ intendevo il personaggio da giovane, non il giovane attore

    Ah, ecco. Avevo pensato che potessi intendere anche quello, ma diciamo che ho colto la palla al balzo per dire qualcosa che volevo comunque dire (il Rust del ’95 diciamo che avrà circa trentacinque anni?). XD

    Rispondi

  27. linda ha scritto:

    Fuck yeah.
    La cosa che mi è piaciuta meno é McConaughey nel 2012, un filo troppo atteggiato e quindi per me meno efficace nel rendere il suo dolore. Nel passato invece fantastico.

    Concordo con Linda.
    L’evoluzione da Schopenauer a maranza sembrerebbe incongrua. Ad ogni modo, non è detto che lo sia, se il conflitto sarà risolto. Per ora mi lascio affascinare.
    La linea narrativa che trovo più interessante, la domanda a cui voglio risposta, in questo momento della storia, è infatti capire perché Cohle in questo lasso di tempo non si sia suicidato.
    E il Cohle che ritrovo nel 2012 non lo spiega proprio per niente, è fuori dalla mia portata. A meno naturalmente di immaginare una redenzione e una nuova identità da capofamiglia con la famiglia del socio e un nuovo tragico epilogo. Dal punto di vista narrativo banale, ma valgono le ultime 5 righe della recensione.

    Inoltre, lo stesso Hart del 2012 è forse ancora troppo Hart, se in mezzo sono passate tante e terribili cose. Facile pensare che, introdotta la sua natura “democristiana”, stia fingendo davanti ai colleghi e alla telecamera.

    Insomma, mi tengo volentieri sia lui che il McConaughey da Bar Mario, perché qualsiasi cosa sia, in mezzo ce n’è da raccontare.
    Gimme more.

    Rispondi

  28. winston smith 27 gennaio 2014 at 18:51

    Bob B ha scritto:

    Inoltre, lo stesso Hart del 2012 è forse ancora troppo Hart, se in mezzo sono passate tante e terribili cose. Facile pensare che, introdotta la sua natura “democristiana”, stia fingendo davanti ai colleghi e alla telecamera.

    Concordo. Si è visto in questo episodio come già l’Hart del ’95 finga di fronte a colleghi e famiglia (per quanto possibile con quest’ultima). In pratica, indossa semplicemente una maschera costruita sulla base dell’educazione che avrà ricevuto, su ciò che solitamente ci si aspetta da un uomo nella sua posizione in quel dato contesto e sulla semplice esperienza di vita. Un po’ come tutte le persone “normali”, del resto. Sprazzi del vero Hart sono già emersi (il rancore celato nei confronti della moglie, che altrimenti non tradirebbe e non insulterebbe in quella maniera, citando l’opinione della di lei madre, poiché si è visto quanta scarsa stima abbia nei confronti dei suoi suoceri nella visita familiare di questo episodio; il bisogno di controllo insito nell’autoassoluzione, che sfocia in una reazione violenta negli spogliatoi nel momento in cui Rust gli sbatte in faccia la realtà delle cose senza curarsi delle apparenze).
    Hart, a dispetto delle apparenze, è forse un personaggio ancora più complesso dell’appariscente Rust, che, invece, si presenta al mondo per come è, senza fronzoli e profumi che nascondano il suo vero aspetto e il suo vero odore. In sostanza, sono due facce della stessa medaglia ed è per questo che funzionano molto bene come coppia.

    Rispondi

  29. winston smith ha scritto:

    Ma chi vi ha detto che True Detective ambisca ad essere un crime come gli altri?

    Non l’ho detto, infatti mi aspettavo una struttura molto diversa con due indagini parallele collegate l’una con l’altra, non una sola come è stato mostrato fin qui (suvvia, chi definirebbe quella del presente un’indagine?? La parte del 2014 è solo un commento a posteriori di quanto stiamo vedendo, per ora); questa struttura narrativa mi sarebbe risultata più accattivante e avrebbe dato un senso logico alle due linee temporali, vedremo come si svilupperà nei prossimi episodi (nn ho ancora visto la 1.03).

    winston smith ha scritto:

    Lo stesso creatore della serie ha dichiarato esplicitamente che i serial killer non gli interessano minimamente

    Ma allora ha sbagliato genere! Se nn te ne frega niente di raccontarci un’indagine, se vuoi solo mettere in scena il cambiamento di una persona in seguito ad una serie di eventi, allora fai un altro tipo di serie, nn un crime! Produci un drama che abbia come premessa l’indagine e si focalizzi esclusivamente sulle vite dei poliziotti coinvolti mostrandocene il cambiamento. Ammetto di essere più interessato ai dettagli del caso piuttosto che alla vita dei personaggi, con cui faccio fatica ad entrare in empatia, ma magari questa è una mancanza mia, solo che piuttosto che l’ennesimo pippone di Rust su quanto la vita faccia schifo preferisco avere qualche dettaglio in più sull’assassino o sull’indagine.
    winston smith ha scritto:

    Se vi aspettavate altro, in sostanza, avete capito male voi

    Io ho capito quello che ho letto su internet, Serialmente compreso, ossia che si tratta di una serie antologica crime etc. etc. Per questo mi sono trovato di fronte ad un prodotto diverso da quello che mi aspettavo, che nn è necessariamente un male, anzi, mi è già successo tante volte, però in questo caso più di altri mi sembra che la serie vada spesso e volentieri volutamente fuori tema, trattando argomenti per cui esiste una sede ed un format che non è quello scelto dagli autori. Questo nn perchè voglio a tutti i costi un crime tradizionale, anzi mi piace l’innovazione e la sperimentazione, però se un crime mi presenti un crime voglio vedere! Che poi nn è detto che debba essere per forza un prodotto di nicchia; ho capito tutto quello che hanno detto e colto le sollecitazioni che vuole trasmettere, solo mi sembrano fuori contesto e a volte effettivamente spinte oltre il necessario per sentirsi dire “wow quanto sei bravo, wow ma quanto ne sai??”.

    Al di là di quello che mi aspettavo, trovo True Detective molto pesante, nn tanto per quello che dice ma per come lo dice. Effettivamente, gli interventi del presente non servono a nulla, fin ora; nn ho bisogno di qualcuno che mi spieghi cosa sto vedendo come la maestra col bambino, tantomeno che mi anticipi qualcosa che vedrò nei prossimi episodi o mi racconti dei fatti già accaduti che potrebbero essere messi in scena o narrati in modo diverso, come confidenza tra Rust e Hart per dire, piuttosto che con un tizio seduto che parla per 10 minuti e ci racconta la sua storia. Hart si mollerà con la moglie? Non me lo dire adesso, fammelo vedere tra un po’! La figlia di Rust è morta? Non dirmelo con lui seduto che parla, fammi veder mentre lo confida ad Hart, e fammi vedere le emozioni che la confidenza ad un’altra persona provoca! In questo modo, momenti potenzialmente molto emozionanti rischiano di annoiare.
    Sento di avere ancora altro da dire ma ora come ora nn ricordo tutte le mie perplessità, e cmq ho ciarlato abbastanza a lungo. Qualcuno ha già visto la 1.03? Senza spoiler, la trama decolla anche nel presente?

    Rispondi

  30. slayer ha scritto:

    Se anche è vero che sono più interessati a raccontare le persone che una storia, allora hanno sbagliato genere, in un crime voglio l’indagine e poi l’approfondimento dei personaggi, nn il contrario.

    Ma nel crime ci sono diversi sottogeneri tra cui il noir dove appunto le indagini passano in secondo piano rispetto alle psicologie dei personaggi, alla caratterizzazione dell’ambientazione eccetera eccetera. TD mi sembra proprio questo, un noir moderno, e infatti Rusty è il tipico detective disilluso, alcolizzato e pessimista. Può benissimo non piacere e annoiare, però non direi che abbiano sbagliato genere.

    Rispondi

  31. Slayer ha scritto:

    La figlia di Rust è morta? Non dirmelo con lui seduto che parla, fammi veder mentre lo confida ad Hart, e fammi vedere le emozioni che la confidenza ad un’altra persona provoca! In questo modo, momenti potenzialmente molto emozionanti rischiano di annoiare.

    In verità, Rust lo confida prima a Hart in auto ed è una cazzo di gran scena, recitata benissimo da entrambi. Soltanto più tardi nell’episodio, approfondisce l’evento con i poliziotti nel 2012. Mi sembra la scelta più naturale, dato che una confidenza dettagliata ad Hart sarebbe stata irragionevole in quel momento, ma voglio nondimeno conoscere i dettagli. La doppia linea narrativa qui assolve benissimo al suo scopo e funziona solitamente in questo modo. Le relazioni adulterine di Hart vengono introdotte dalle sue spacconate al bar, poi giustificate davanti ai poliziotti nel 2012, infine rappresentate.
    La doppia linea narrativa funziona anche perché invita sempre a considerare la presenza di 4 personaggi e non di 2. Come possiamo dire, in termini filosofici, che l’ Hart o il Rust del 1995 e del 2012 siano la stessa persona? Come definiamo una persona? Attraverso quello che gli succede, come considera se stesso, come percepisce il mondo? Siamo le nostre abitudini che si formano sulle nostre memorie? E come cambiamo le nostre abitudini?
    La doppia linea narrativa costringe a porsi queste domande e per me è una domanda interessante, che fa viaggiare la storia in modo interessante.
    Per ora, abbiamo visto che Hart resiste uguale, con il suo moralismo ipocrita da quattro soldi, svergognato persino dalla maîtresse, e la sua maschera da good guy, sensibile e bonario. Hart, di sicuro, ha un punto di vista differente rispetto a quello di allora e lo dice anche: “now I know who I am”.

    Angst ha scritto:
    TD mi sembra proprio questo, un noir moderno, e infatti Rusty è il tipico detective disilluso, alcolizzato e pessimista. Può benissimo non piacere e annoiare, però non direi che abbiano sbagliato genere.

    Pur tuttavia, Rusty è sul pezzo, vuole risolvere il caso, addirittura riempie di mazzate chi non coopera. Forse è disilluso, non crede che trovare l’autore cambi poi qualcosa, ma ci prova, forse perché è la sua abitudine, la cosa che deve fare per restare vivo.
    E’ Hart a essere meno coinvolto, finanche indolente (ad esempio, vuole rimandare la visita alla chiesa dopo la visita al bordello), è forse lui il vero disilluso, con la sua etica slim-fit, buona ad adattarsi ai suoi ormoni e ad avvampare davanti a quello che forse gli somiglia troppo. L’uomo capace di rivendicare nei confronti dell’amante il proprio parlare straight, di arrogarsi dirittura morale, di cianciare di rispetto come un “uomo d’onore”.

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  32. Bob B ha scritto:

    Pur tuttavia, Rusty è sul pezzo, vuole risolvere il caso, addirittura riempie di mazzate chi non coopera. Forse è disilluso, non crede che trovare l’autore cambi poi qualcosa, ma ci prova, forse perché è la sua abitudine, la cosa che deve fare per restare vivo.

    Beh, dai, toglierei il forse. Anzi, direi che è un eufemismo definire Rusty solamente un disilluso, il suo è proprio un pessimismo estremo, un totale rifiuto della vita. Le sue conversazioni con Hart sembrano una sequela di aforismi di Cioran.

    “I’d consider myself a realist, alright? But in philosophical terms I’m what’s called a pessimist… I think human consciousness is a tragic misstep in evolution. We became too self-aware. Nature created an aspect of nature separate from itself – we are creatures that should not exist by natural law… We are things that labor under the illusion of having a self, that accretion of sensory experience and feelings, programmed with total assurance that we are each somebody, when in fact everbody’s nobody… I think the honorable thing for our species to do is to deny our programming. Stop reproducing, walk hand in hand into extinction – one last midnight, brothers and sisters opting out of a raw deal.”

    Poi ok, sicuramente è più preso dal caso rispetto a Hart, ma la sua ossessione nei confronti del lavoro è, come hai detto anche tu, una forma di sopravvivenza.

    Rispondi

  33. Bob B ha scritto:

    In verità, Rust lo confida prima a Hart in auto ed è una cazzo di gran scena, recitata benissimo da entrambi.

    In verità lo dice in primo luogo alla moglie di Hart a cena, ed è la svolta della serata, quello che lo fa restare… Con quell’ammmissione crea un legame con lei di cui, secondo me, dobbiamo ancora vedere gli sviluppi…

    Sono più curiosa di vedere cosa ha separato i due colleghi, piuttosto di scoprire l’assassino…

    Rispondi

  34. winston smith 28 gennaio 2014 at 02:13

    Slayer ha scritto:

    Qualcuno ha già visto la 1.03? Senza spoiler, la trama decolla anche nel presente?

    Appena vista la 1.03 e la risposta alla tua domanda è no. ;)

    Rispondi

  35. winston smith ha scritto:

    Appena vista la 1.03 e la risposta alla tua domanda è no.

    Era quello che temevo… Oh bè, vorrà dire che TD sarà la mia ora di tv settimanale per sentirmi intelligente ed intellettuale, se proprio nn mi piace!

    Rispondi

  36. Paola ha scritto:

    Un inglese allucinante, senza sotto titolo non ce la faccio, e io lo so benino.

    Ti giuro che mi sta mandando fuori di testa… ma non è tanto l’inglese, è il modo di recitare biascicando, sopratutto per quanto riguarda il protagonista.

    Per il resto confermo l’impressione avuta dal primo episodio: una storia interessante ma la sensazione continua che molto sia eccessivo, “overdone”, a partire dalla recitazione e dalla caratterizzazione dei personaggi principali. Non c’è bisogno di biascicare e parlare con un tono gutturale niente affatto naturale per farmi capire quanto quel personaggio è figo…

    Rispondi

  37. @Bob : quando hai detto “L’evoluzione da Schopenauer a maranza” sono morta dal ridere. Ahahahahahaha! Devo dire descrizione perfetta dell’evoluzione del personaggio! Ahahahahahahaha!

    Rispondi

  38. Liv ha scritto:
    Sono più curiosa di vedere cosa ha separato i due colleghi, piuttosto di scoprire l’assassino…


    I due colleghi sono separati alla nascita, direi. Per ora si annusano, ma c’è un conflitto già aperto, visioni della vita totalmente differenti, modelli etici in opposizione, come è ancora più chiaro nella 1×03. Insomma, io sono curioso di vedere cosa li ha uniti, al di là della ricerca dell’assassino, prima di separarli.

    Angst ha scritto:
    Beh, dai, toglierei il forse. Anzi, direi che è un eufemismo definire Rusty solamente un disilluso, il suo è proprio un pessimismo estremo, un totale rifiuto della vita. Le sue conversazioni con Hart sembrano una sequela di aforismi di Cioran.

    “I’d consider myself a realist, alright? But in philosophical terms I’m what’s called a pessimist… I think human consciousness is a tragic misstep in evolution. We became too self-aware. Nature created an aspect of nature separate from itself – we are creatures that should not exist by natural law… We are things that labor under the illusion of having a self, that accretion of sensory experience and feelings, programmed with total assurance that we are each somebody, when in fact everbody’s nobody… I think the honorable thing for our species to do is to deny our programming. Stop reproducing, walk hand in hand into extinction – one last midnight, brothers and sisters opting out of a raw deal.”

    Poi ok, sicuramente è più preso dal caso rispetto a Hart, ma la sua ossessione nei confronti del lavoro è, come hai detto anche tu, una forma di sopravvivenza.


    D’accordo. In fondo, lo ripeto, la vera sorpresa è vedere Rusty ancora vivo nel 2012, seppure in versione relitto da bar. Pur tuttavia, mi sembra che questo pessimismo possa ancora evolvere in esistenzialismo, per il Rusty ’95 (mentre sicuramente no nel 2012) che spaventa Hart con il suo nichilismo, ma lo fa incazzare soprattutto quando esprime una moralità.

    Rispondi

  39. Grande show. Due interpreti dalla bravura “mostruosa” e una serie di temi che, avendo io una età sovrapponibile alla loro, mi toccano molto da vicino. Marty si definisce in modo sublime (lasciando perdere le “soggettive” misure…) e sta passando una fase che chiunque scavalchi la quarantina capisce in pieno e magari, spesso in modo ipocrita, critica a sproposito.
    E’ vero, True Detective non sarà un blockbuster seguito da orde di fans urlanti, ma chissene, me lo godo proprio con piacere e forse proprio per questo.
    Sinceramente fino ad ora non ho seguito il “caso” con molto interesse, diventerà sicuramente preponderante nel prosieguo, ma trovo straordinaria e bellissima la cura con cui il o gli autore tracciano i personaggi, che definire tridimensionali andesso mi pare pure poco.

    Sono dell’idea che la coscienza umana sia stato un tragico passo falso nell’evoluzione. Siamo diventati troppo consapevoli di noi stessi. La natura ha creato un aspetto della natura separato da se stessa.
    Noi siamo creature che non dovrebbero esistere, secondo le leggi della natura.
    Siamo solo delle cose che si sforzano sotto l’illusione di avere una coscienza… questo incremento delle esperienze sensoriali e della nostra sensibilita’, programmata con la completa assicurazione che ognuno di noi e’ una persona a se’ stante… quando, in realta’,
    ognuno di noi e’ nessuno.

    – Rust –

    Beh, ragazzi, non so se sia una citazione, ma una roba del genere io non l’avevo mai sentita. Una riflessione sull’esistenza pessimistica ma affascinante, che vuole porre l’uomo ai margini e ridurlo ad una semplice conseguenza del “Gene egoista” di Richard Dawkins.

    Ultima nota la Daddario. “Mi consenta” di dire, un nome… una garanzia!

    Rispondi

  40. Cilone ha scritto:

    Grande show. Due interpreti dalla bravura “mostruosa” e una serie di temi che, avendo io una età sovrapponibile alla loro, mi toccano molto da vicino. Marty si definisce in modo sublime (lasciando perdere le “soggettive” misure…) e sta passando una fase che chiunque scavalchi la quarantina capisce in pieno e magari, spesso in modo ipocrita, critica a sproposito.

    Senza ipocrisia, per me il moralismo ambiguo catto-maschilista di Marty è ripugnante. Non è certo l’adulterio in sè a classificarlo come tale, semmai il paternalismo ipocrita, la gelosia possessiva, il machismo da bar, l’infantile edonismo. Il suo sistema di valori non funziona, non regge al passaggio alla maturità, al pensiero della morte che Rusty continua ad instillargli.

    Rispondi

  41. Prime tre puntate fantastiche. La migliore serie del momento.

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  42. Bob B ha scritto:

    Il suo sistema di valori non funziona, non regge al passaggio alla maturità

    Ok, e in effetti io non ho detto che il comportamento di Marty è quello giusto. Anzi. Poi a dire il vero in TD è un po’ stereotipato e ben marcato di proposito per “raccontare” una fase della vita e i suoi problemi molto comuni nella società occidentale. Per sapere quanto fredda è l’acqua ti ci devi tuffare.

    Rispondi

  43. Concordo, in larga misura, con la recensione e con molti dei commenti positivi (specialmente quelli di Bob B) mentre non capisco la critica crime/non crime di slayer. Quando una cosa è bella o brutta non è l’aderenza ad una etichetta piuttosto che ad un’altra a determinarlo. Ed in ogni caso è stato già detto come qua non si parli di crime nel senso classico del termine (per stessa ammissione del creatore) ed il fatto di non essere di fronte a CSI piuttosto che a The Killing (per citare due crime diametralmente differenti) era abbastanza palese già dopo 5 minuti. In ogni caso non è che il tutto debba essere necessariamente incentrato sul caso per definire una serie “crime”; mi pare che gli elementi del genere ci siano tutti, poi sta agli scrittori decidere quale sviluppare di più.
    Detto ciò volevo solo dire ciò che della recensione non mi trova daccordo.
    1) il definire la scena tra marty e l’amante come senza senso se non per la scoperta delle grazie della D’Addario mi pare alquanto riduttivo. In realtà la scena è molto più importante di quello che sembri perchè inizia a definire la pressione che Marty sostiene per mantenere in essere il suo sottobosco di menzogne, che a sua volta mantiene in essere la sua finta vita perfetta. Il clou della scena sta infatti nello scambio di battute tra un Marty visibilmente geloso ed una giovane e splendida donna che inizia (come da cliché) a far presente che il ruolo di ruota di scorta le sta fin troppo stretto. Si aveva già il sospetto che questa variabile avrebbe fatto crollare la psiche ed il castello di carte di Marty (con quali effetti nel 2012 lo scopriremo vedendo!) e tale sospetto è diventato certezza con l’uscita di testa di Marty nella terza puntata.
    2) non ci sono evidenti segnali del fatto che Rust sia pervaso dal male che trattenga dentro di sè, circostanza che condurrebbe all’inequivocabile conclusione che i poliziotti del 2012 stiano cercando di incastrare lui per i nuovi omicidi, in quanto senza il lavoro con cui tenere a freno le pulsioni lo stesso abbia finalmente varcato il confine tra giusto e sbagliato pur restando immutata l asua visione in termini assolutistici di ciò che è bene e ciò che è male.
    A me pare essere un irrecuperabile nichilista / pessimista che ritiene che la vita sia un fardello, una crudele trappola per topi. Ergo se davvero avesse subito una svolta a “serial killer” non sarebbe per malvagità ma per l’esatto opposto: considerando se stesso alla stregua di un angelo della morte, uno che ha acquisito coscienza sulla realtà intrinseca dell’esistenza, volgia quasi fare un favore (quindi del bene) a liberare le sue vittime da quell’insostenibile fardello.
    Però c’è una frase che per ora non mi fa essere certo (oltre al fatto che sarebbe una scelta talmente ovvia da non poter non risultare stucchevole) ed è quando dice che non si è ucciso perché non ne ha la tempra.
    Ebbene mi chiedo, ma se non ha la tempra per fare a se stesso ciò che evidentemente considera il più grande regalo che una persona possa ricevere (lo conferma il suo discorso nella terza puntata su ciò che legge nello sguardo delle vittime che secondo lui finalmente raggiungono la serenità insita nello smettere di lottare) perché dovrebbe trovare questa tempra per farlo ad altri?

    Rispondi

  44. @ slayer:
    e chi ti ha detto che è un crime?

    Rispondi

  45. […] destra) dei minacciosi uomini mascherati immortalati intorno a Dora Lange nella foto incorniciata in casa della madre. La mascherata ricorda quella del Mardi Gras: il King in Yellow potrebbe essere un tizio in costume […]

    Rispondi

  46. Concordo con la tua recensione.
    Sarebbe più convincente se scrivessi sè correttamente.

    Rispondi

  47. credo che il problema principale (per le prime due puntate almeno) sia la regia.
    Ridondante,ripetitiva,un po noiosa: un paio di esempi sono i dialoghi in auto in cui ci sono sempre le stesse inquadrature ripetute all’infinito (tra l’altro sempre con i finestrini chiusi ma quando scendono dall’auto sono sempre completamente abbassati,ma questa è una piccola cosa nulla di importante).
    Penso poi alla scena finale della seconda puntata in cui la macchina da presa si alza e va ad inquadrare il panorama: in quel caso mi è parso un movimento totalmente inutile,che andava a farci vedere l’ennesima inquadratura dall’alto vista altre 500 volte in precedenza.Ovviamente è un mio pensiero.

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  48. Sto recuperando la serie adesso , ed è inutile dire che è splendida. Penso che l’overacting di rust nel presente sia voluto per mostrare un personaggio non completamente sincero nelle sue tirate nichilistiche. Mentre nel passato ci credeva davvero e risulta convincente nel presente è diciamo disilluso anche dalla disillusione, se questa mia ipotesi fosse corretta la recitazione di matt sarebbe quasi perfetta.
    P.s. nei commenti continua a comparire la headline di qualche recensione successiva che ho letto contenere spoiler, nei commenti della 2 puntata appare la 7, nel pilot appare la 2, la 3 è pulita e più avanti non so ancora.

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