enlisted

Enlisted – 1×01 – Pilot

La commedia a carattere militare è un genere che ha nel suo carniere un bel numero di esempi. Anche rimanendo nel sono contesto americano c’è da pescare a piene mani. Al cinema come in televisione.

Enlisted parte da una realtà dolorosa per il popolo americano (la guerra in Afghanistan) ma sin dalle prime mosse, dalla sequenza d’apertura, è chiaro il tono impostato dagli autori, insieme punto di forza e di debolezza della serie. Almeno a giudicare dal solo pilot. Un drappello di soldati confinati in alcune rovine colpiti dai razzi dei nemici. Quale situazione più infelice e drammatica? Ma tutto qui invece è raccontato con i toni grossi della comicità spuntata, che non vuole neanche tirare frecciate alla delicata questione etico politica, ma solo divertirsi come può in un ambiente come l’esercito in cui la cui rigidità sociale è una specie di parafulmine per evocare situazioni divertenti e paradossali.

La trama è semplice e ruota attorno a tre fratelli, tutti soldati, tutti di stanza nella stessa base. Il maggiore è il sergente Pete Hill, quello che abbiamo visto in battaglia. L’eroe. Il vero supersoldato – anche se nelle prime sequenze gli abbiamo visto fare cose da pazzoide più che da esperto guerriero. Ed è proprio la sua bravata a farlo tornare in patria, ad addestrare le nuove leve, tra cui trova gli altri due fratelli, Derrick e Randy, due caratteri in totale opposizione, chiuso e scontroso quello di mezzo, entusiasta, un po’ ingenuo e stupido il minore, ma anche quello che cerca e sente più fortemente  lo spirito fraterno, esaltato in particolare con la frequente riproposizione di un’abitudine insegnata loro dal padre (soldato pure lui, morto nella guerra del Golfo): toccarsi la testa l’uno con l’altro.

C’è il rischio di qualche scivolata nel melenso, ma è un rischio che la serie potrebbe avere più in là se non  registrasse bene questo apporto. Anche perché per il resto, per quel che ci mostra il pilot, Enlisted sembra molto più interessato alla comicità pura, alle situazioni da caserma, in particolare quelle celebrate in serie come MASH o Agli Ordini Papà. Nel nostro caso siamo senza dubbio molto più vicini alla visione rassicurante e familiare della seconda, più che allo spirito anarcoide del primo.

La squadra addestrata dal nostro sergente Hill è il classico gruppo di scarti che deve vedersela coi soldati professionisti finendo sempre gambe all’aria. O quasi. E come da copione il loro istruttore è per certi versi anche più indisciplinato di loro. Pete obbedisce un po’ a quella casistica di uomini in divisa allergici al potere e alle gerarchie, che si muovono sempre secondo il proprio estro a dispetto dei superiori. Che, nel caso di Enlisted, è il sergente maggiore Donald Cody, grande amico del padre e quindi sorta di figura paterna putativa per i tre scapestrati fratelli.

Va detto, non c’è grande originalità in Enlisted, ma questo non è per forza un difetto cruciale. Se non altro, spiega subito davanti allo spettatore il suo dna, prendere o lasciare. Siamo solo al pilot ed è difficile dire come procederà, specie nel caso delle comedy che avendo la necessità di suscitare ilarità e sorrisi una volta a settimana per venti minuti buoni, rischiano sempre la recessione. Qui non ci sono grasse risate, ma qualche sorriso ben posizionato. Potrebbe bastare.

Al momento ci sono tutti gli elementi a favore e a sfavore, dipende da come gli autori sfrutteranno di volta in volta le occasioni per capire quale futuro spetterà al nostro sgangherato plotone d’esercitazione. Quello che pone a suo favore è comunque il suo cast, tutte facce ben note a noi serial watchers. Capitanato da Geoff Stults, visto in Happy Town e Ben & Kate (più altre comparsate, anche in How I met your mother), il cast è composto dal grugno di Keith David (The Cape, Cloud Atlas), nel ruolo del fratello di mezzo c’è Chris Lowell (Veronica Mars, Private Practice), Parker Young (Suburgatory) e Angelique Cabral, non l’unica donna del gruppo ma al momento l’unica che si pone sul piano di comprimaria. Un po’ la versione militare del detective Santiago in Brooklyn Nine Nine (lo cito per dargli l’augurio di arrivare alle sue vette, la miglior nuova comedy dell’anno).

Di sicuro ci ha messo voglia di seguire il prossimo episodio.

Antonio Varriale

Semplicemente il dark passenger di Noodles (e/o viceversa). Non gli bastava il cinema e Sergio Leone. La sua doppia natura lo portò a mietere vittime di notte tra i serial americani. Dipendente dalle dipendenze, non si lasciò sfuggire la possibilità di entrare in un altro tunnel di visioni e meno ancora quello di scriverne pure.

4 Comments

  1. io ho chiuso a metà. bocciata

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  2. Simpatico e godibile, per chi non ama il genere comedy devo dire che sono rimasta colpita già dal pilot. Spero vivamente che non sia un caso Animal Practice: chiuso veramente troppo presto e secondo me dalle potenzialità nascoste.

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  3. Ho trovato questo pilot davvero delizioso. E’ un peccato che, considerati gli ascolti, probabilmente farà la stessa fine che ha fatto l’anno scorso quel gioiellino di Ben & Kate.

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  4. mi hanno conquistata con bradley cooper! per ora continuerò a vederla ma temo per gli ascolti

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