Banshee Little Fish

Banshee è un gargantuesco, fottutissimo, fumetto pulp (e non uso a caso questi aggettivi), dove prima si spara e poi si fanno le domande (oppure no). Dopo la sorpresa adrenalinica della prima stagione ritorna giocando al ribasso, stilando domande e preparando risposte prima di iniziare nuovamente a sparare all’impazzata.

La premiere della seconda stagione si riallaccia in maniera lineare, e poi didascalica, agli avvenimenti caotici dello scorso finale di pura azione, chiarendo loose ends, ponendo le basi e facendo tirare un sospiro ai personaggi prima di lanciarli nel pieno del delirio fumettistico (si spera).

Dunque l’energia roboante e ipnotica inizia a caricarsi mentre il plot prende forma in maniera dignitosa o perlomeno sufficientemente plausibile, tentando di evitare buchi di trama clamorosi, giustificando il mantenimento dello status quo, riflettendo sulle future possibilità e ponendo l’accento sull’identità e sulla duplicità dei personaggi, combattuti tra due poli distinti- solitamente famiglia vs anarchia.

Questo primo passo più moderato sembra voler arricchire la sostanza dei caratteri, prima di rigettarli in balia di eventi parossistici, rendendoli così personaggi riconoscibili anziché semplici pedine. Le posizioni di tutti sono fin troppo chiare: la mammina ha perso tutto e deve fronteggiare diverse conseguenze, il finto sceriffo non può fuggire senza annullare possibilità di futuro con la famiglia riscoperta, Rebecca e Kai vivono rasentando di continuo un simpatico incesto, l’agente Siobhan è già umida; anche il nuovo personaggio introdotto si pone come un carattere definito e intrigante con cui fare i conti. L’agente Racine (conoscerete già Zeljko Ivanek) è un accanito fumatore il cui totalizzante obiettivo è quello di catturare il celeberrimo gangster ucraino, Rabbit, non interessandosi ai “piccoli pesci” del paesello, anzi utilizzandoli come esca. Il riferimento al “little fish” che crea small-town shenanigans e da il titolo all’episodio amplifica ulteriormente il senso dispersivo e pericoloso della frontiera- “Banshe, Pennsilvanya: a nessuno importa un cazzo” – il culo del mondo in cui può succedere di tutto e in cui tutte le devastanti conseguenze sono risolte in loco e col sangue (da leccarsi le labbra). Sono dettagli importanti per creare un microcosmo barbarico autosufficiente: l’FBI c’è, ma è invischiato e corruttibile quanto gli altri – i Nativi-americani, invece, iniziano a darci dentro.

Il compartimento tecnico, già elogiabile in passato per il suo stile fumettistico (nelle inquadrature, nel montaggio, nei colori, nella caratterizzazione, nell’assurdità divertita), trova nuova attenzione in sede di scrittura: è già percepibile una maggiore consapevolezza nella penna (o nella tastiera) di Jonathan Trooper tanto quanto il divertimento del regista Greg Yaitanes. Ad esempio i flashback singhiozzanti ampliano il loro raggio di utilità, accostando la valorizzazione emotiva dell’azione sguaiata ad un sentimento dark più serpeggiante, aprendoci non solo al passato narrativo dei personaggi ma anche al presente psicologico. Ovviamente la scrittura è lontana dall’essere raffinata o matura, ma mantiene modestia e una sua logica interna.

Chiaramente il pulp non manca (e le tette). Sebbene si sia optato per un ritorno esplicativo piuttosto che frenetico, Banshee si fa ancora riconoscere nell’azione fragorosa e nel senso dell’umorismo: per l’esattezza mi riferisco alla magistrale rapina in movimento (una sorta di mash-up fra inseguimento ritmato da colpi di pistola e classica rapina in treno su meno ruote) e al risveglio di Rabbit grazie ad uno scoiattolo dalla vita breve. La scelta di riallacciare in maniera professionale le due stagioni non è detto che sia segno di un cambio di direzione: il divertimento di stomaco pare assicurato, solo che adesso avrà una rete narrativa di sicurezza più forte (giusto l’indispensabile per tenersi a galla, of course. No pretensions. No fatties.).

Infine un ulteriore arricchimento arriva dalla Casa del Signore: un prete che potrebbe nascondere Rabbit si aggiunge al novero di personaggi con un background fortissimo e una duplice indole (“There’s no one there” dice il prete proteggendo il fratello; “Tell that to them” è la risposta di Racine volta a smontare la sua catto-ipocrisia davanti ai fedeli).

Ma bando alle ciance. Bring it on.

Ok.

Quando Racine incontra Hood il suo sguardo intenso lascia supporre un riconoscimento. In effetti l’agente ha assistito ad un suo interrogatorio. Il che significa che ci toccherà recuperare i webisodes, Banshee: Origins, che a quanto pare celano robetta succulenta.

Livello del testosterone: 3 su 5.

Eus

Figlio illegittimo di John Waters e Tina Fey. La mia massima aspirazione è diventare una 'sassy black woman' da comedy di serie Z.

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Commenti
16 commenti a “Banshee – 2×01 – Little Fish”
  1. Claudio Magistrelli scrive:

    Sorpresa sella passata stagione, ottimo ritorno: non chiedevo altro.
    Ho iniziato l’episodio che non ricordavo una fava del finale della prima stagione, e in 40 minuti ho recuperato la memoria senza dovermi sottoporre a uno spiegone spacapalle. Non è poco.
    Avevo anche dimenticato che Rabbit fpsse una versione ossigenata di Salvatore Bagni. Impagabile.

  2. Lisa C. scrive:

    Claudio Magistrelli ha scritto:

    Avevo anche dimenticato che Rabbit fpsse una versione ossigenata di Salvatore Bagni. Impagabile.

    CAN’T BE UNSEEN.

    No, comunque in tutto e per tutto d’accordo con la recensione, sono già soddisfattissima. La premiere “al ribasso”, per così dire, imo era necessaria per evitare il pericolo di partire svaccando tantissimo e poi perdersi per strada. Ma gli autori lo sanno. E sanno che noi lo sappiamo. E per rassicurarci ci piazzano quella scena di rapina in movimento che veramente. Le mie reazioni sono state le seguenti:
    - STA INSEGUENDO UN PORTAVALORI IN RETROMARCIA
    - STA INSEGUENDO UN PORTAVALORI IN RETROMARCIA GUIDANDO A 300 ALL’ORA
    - STA INSEGUENDO UN PORTAVALORI IN RETROMARCIA GUIDANDO A 300 ALL’ORA E SPORGENDOSI DAL FINESTRINO PER SPARARE INDIETRO
    - FUCK. YEAH.
    Quindi insomma. Banshee sa sempre da che lato prendermi.
    Da questa stagione voglio:
    - uno o più massacri
    - legnate
    - la morte di Rabbit e dev’essere bruttissima
    - l’incesto
    - più Ivanek perché gli voglio bene e peraltro il suo personaggio, pur inserendosi perfettamente nel tipo di personaggio per cui lui viene in genere typecastato, mi ha abbastanza convinta.
    Per il resto, come inizio non c’è male.

  3. massimo alberti scrive:

    Quoto Claudio qui sopra.
    Aggiungo che quando arriva Zeljko basta la sua faccia e la preoccupazione sale, e la sua presenza contribuisce a consolidare quel clima caotico-balcanico che già serpeggiava in Banshee: una bellissima suggestione slavo-statunitense, un Kusturica sanguinolento e spietato.
    …e pure con una spruzzata di Fernando De Leo, và!! (l’altra sera dopo la puntata mi è venuto in mente la scena iniziale di Milano calibro 9, quando i 3 legati vengono fatti saltare in aria nella roccia).
    Amo Amo Amo Amo.

  4. Boss (itophd) scrive:

    Io spero ancora che Rabbit torni in versione zombie, perché diciamolo: MANCANO SOLO GLI ZOMBIE E IO SONO GASATISSIMO.

  5. Pogo scrive:

    Banshee è veramente un prodotto ben fatto, dal punto di vista tecnico, con una scrittura che si adatta all’archetipo narrativo e soprattutto è molto, ma molto, divertente.

    Comunque il fratello di Rabbit non è un prete, perché è ortodosso… ;-)

  6. Setteditroppo scrive:

    Bentornato Banshee! Quest’anno cominciamo a fare sul serio dopo un autunno di proposte quasi tutte per famiglie. Sono contento di questa prima puntata. Sono contento perchè gli autori sanno di avere tra le mani un piccolo gioiello in crescita d’interesse, non hanno dimostrato fretta, hanno ripresentato i personaggi a beneficio dei nuovi spettatori (ma anche io non ricordavo molto il finale) ma non hanno rinunciato a battere i territori che a noi piacciono tanto. Che equilibrio, complimenti!
    Impagabile l’espressione da fumetto di Rabbit che mi ha ricondotto immediatamente a quelle di Bruce Campbell nel cult La casa. Devo dire la verità, quando ho visto Zeljko Ivanek, ho pensato “e che cazzo pure qua!” ma poi la professionalità e bravura dell’attore nel dare ai suoi personaggi un certo carisma (con piccole sfaccettature che servono a distinguerli) mi ha ampiamete rassicurato.
    E ora esagera Banshee, prego, esagera pure.

  7. Pepkins scrive:

    Spettacolo per gli occhi. Non vedo l’ora di vedere come prosegue :Q

  8. Eus scrive:

    Claudio Magistrelli ha scritto:

    Avevo anche dimenticato che Rabbit fpsse una versione ossigenata di Salvatore Bagni. Impagabile.

    Me lo sono andato a cercare. In effetti…

  9. Holmes scrive:

    Claudio Magistrelli ha scritto:

    Avevo anche dimenticato che Rabbit fpsse una versione ossigenata di Salvatore Bagni. Impagabile.

    Però sono sicuro che parla l’italiano meglio di Bagni. Ottima premiere, buona a mettere tanta carne al fuoco…unica pecca: la controfigura della Yustman :D

  10. SoraPampuria scrive:

    La prima stagione si era dimostrata veramente al cardiopalma, spero che questa seconda non deluda le aspettative, c’è da dire che il ritorno è perfettamente incastrabile con il finale della scorsa stagione e il tono basso di questa prima puntata è stato quanto mai auspicabile.
    Nota negativa: troppo sesso inutile, non c’è una donna che non passi sopra Lucas Hood o perché arrabbiata o perché curiosa.

  11. Nicoletta scrive:

    Lisa ti stimo

    Lisa C. ha scritto:

    Claudio Magistrelli ha scritto:

    Avevo anche dimenticato che Rabbit fpsse una versione ossigenata di Salvatore Bagni. Impagabile.
    CAN’T BE UNSEEN.

    No, comunque in tutto e per tutto d’accordo con la recensione, sono già soddisfattissima. La premiere “al ribasso”, per così dire, imo era necessaria per evitare il pericolo di partire svaccando tantissimo e poi perdersi per strada. Ma gli autori lo sanno. E sanno che noi lo sappiamo. E per rassicurarci ci piazzano quella scena di rapina in movimento che veramente. Le mie reazioni sono state le seguenti:
    - STA INSEGUENDO UN PORTAVALORI IN RETROMARCIA
    - STA INSEGUENDO UN PORTAVALORI IN RETROMARCIA GUIDANDO A 300 ALL’ORA
    - STA INSEGUENDO UN PORTAVALORI IN RETROMARCIA GUIDANDO A 300 ALL’ORA E SPORGENDOSI DAL FINESTRINO PER SPARARE INDIETRO
    - FUCK. YEAH.
    Quindi insomma. Banshee sa sempre da che lato prendermi.
    Da questa stagione voglio:
    - uno o più massacri
    - legnate
    - la morte di Rabbit e dev’essere bruttissima
    - l’incesto
    - più Ivanek perché gli voglio bene e peraltro il suo personaggio, pur inserendosi perfettamente nel tipo di personaggio per cui lui viene in genere typecastato, mi ha abbastanza convinta.
    Per il resto, come inizio non c’è male.

  12. Boh scrive:

    Ma scusate, io ogni volta che provo a guardare un episodio di sto telefilm provo solo frustrazione.
    Lui è odioso, antipatico e violento eppure se le fa tutte, ma nessuno di voi prova un minimo di invidia?
    A cosa servono personaggi come questi se non a sbatterci addosso i complessi di inferiorità?

  13. Eus scrive:

    @ Boh:
    Al tuo posto proverei a guardare la serie con occhio più rilassato. Non credo sia il tipo di serie a cui giovi la volontà di identificazione. Potresti iniziare ad apprezzarne l’andamento da fumetto trasformato in serie passando per i videogame (tutti passaggi che allontanano dal realismo piatto e riconoscibile), senza sentirti minacciato dai personaggi.
    Oppure, sempre se stai parlando sul serio, potresti “vivere” attraverso lui con un iperidentificazione malatissima.

  14. Boh scrive:

    Quello che mi piace proprio di Banshee è l’atmosfera da fumetto, solo che i fumetti sono fatti per avere eroi nei quali potersi identificare e infatti questi eroi hanno sempre almeno un elemento umano.
    Se per esempio hai visto la nuova serie cinematografica di Star Trek a me piace molto Kirk perchè è equilibrato, ha le sue ragazze ma anche quelle che lo respingono, a volte perde nei combattimenti e a volte vince, soprattutto ogni cosa la ottiene con impegno e lealtà, il che è esemplare e incoraggiante, mentre per Hood sembra sempre tutto automatico. Hai detto bene usando il termine “sentirsi minacciato dai personaggi”: quando tante volte nella vita abbiamo l’impressione che a vincere sono solo i furbi e le donne guardano solo gli stronzi, vedendo Banshee sembra tutto una gigantesca conferma di questi timori.

  15. Lisa C. scrive:

    Boh ha scritto:

    quando tante volte nella vita abbiamo l’impressione che a vincere sono solo i furbi e le donne guardano solo gli stronzi, vedendo Banshee sembra tutto una gigantesca conferma di questi timori.

    Io se volessi cercare in una serie tv conferme del modo in cui funziona la nostra realtà onestamente le cercherei OVUNQUE meno che in Banshee…

  16. Eus scrive:

    Vorrei solo dire che la serie è stata RINNOVATA per una terza stagione!
    Fuck Yeah, indeed.

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