intelligence 101

Intelligence – 1×01 – Pilot

Ignoriamo per un momento la traduzione più consona del titolo della serie, quella che rimanda al contesto di servizi segreti, spie e guerre invisibili tra nazioni. Lasciamoci guidare dalle assonanze falsanti con l’italiano. Eccolo, il problema principale di Intelligence: voler essere la versione intelligente e popolare di Chuck, salvo non raggiungere mai la complessità creativa necessaria a prendere veramente sul serio il suo incipit. Intelligence non è abbastanza intelligente, deal with it (cfr. screencap).

POTERE del super microchip!

Ok, indubbiamente la CBS nell’ordinare la serie non voleva certo realizzare uno show altamente creativo nell’affrontare la fascinazione senza tempo dell’ibridazione tra uomo e macchina, tra intelligenza artificiale e DNA. Voleva una serie dal genere abbastanza canonico (action o persino poliziesco) a cui poter appiccicare come prefisso qualcosa tra tech e scifi, affiancandosi alle concorrenti che hanno in scuderia un prodotto simile. Fantascienza for dummies, o meglio ancora, una sfumatura fantascientifica per rinverdire trame ormai usurate dall’eccessiva riproposizione. Una toppa high tech sui gomiti di una giacca parecchio vissuta.
La qualità della toppa però è fondamentale, può rendere la giacca un pezzo stiloso o un capo malamente rammendato. Il guaio è che Michael Seitzman non ha le qualità sartoriali adatte ed è drammaticamente chiaro dal preciso istante in cui ci viene introdotto il nuovo Intersect. Un super-computer microchip capace di accedere a praticamente qualsiasi rete o database esistente, creare costruzioni tridimensionali sulla base delle memorie del cervello ospitante e altre cose fighe. Come funzioni esattamente? Cosa comporti il suo impianto nel corpo ospite? Come si è giunti a questa innovazione? La risposta è a metà tra la nebulosa spiegazione spiattellata a velocità doppia del normale e il fraseggio finto tecnico (Geni! DNA! Robe da hacker che suonano giustissime!).
Questa struttura già barcollante si sgretola alla prima legittima domanda dello spettatore. Scegliete voi con quale cominciare: se è così difficile creare questo chip, com’è che nel suo chalet il vecchio ideatore ne ha realizzata una copia? La scienza non era ormai una questione di gruppi altamente specializzati, non di singoli che preferiscono al figlio sfigato il naufrago di LOST? Com’è che quando recuperano l’anziano neurochirurgo-scienziato non lo cazziano / lo fanno sparire ma gli fanno anche pat pat sulla spalla? Com’è che l’intelligence più testosteronica del pianeta non riesce MAI a mettere insieme una divisione (in questo caso lo United States Cyber Command, che però esiste davvero) senza che al suo interno ci sia almeno un traditore?
I problemi poi si ingigantiscono quando entra in scena il vero selling point della serie, il motivo per cui chi commenterà ha dato una chance al pilota:  il redivivo Josh Holloway. 

IL FATTORE UMANO FIGO

Qui sfioriamo le vette del fantastico. Ok rarissimi corredi cromosomici e balle varie, ma che a un figo come Josh Holloway tocchi in sorte un’equivalente livello di intelligenza artificiale e un’abilità operativa sul campo pari a quella di James Bond  è intollerabile per il resto della specie umana. Soprattutto se la serie si apre con lui che s’infiltra in una base segreta a caso sfoggiando un maglioncino scuro a trecce. No, dai. Perché allora non un drago, un dodo o qualcuno dalle equivalenti caratteristiche mimetiche adatte a missioni sotto copertura?

L’aspetto più irritante è però come venga giocata la carta del abbiamo preferito un supporto umano per questa tecnologia,  ovvero una sorta di liberi tutti della coerenza in nome dell’umanità. Pur considerando il training massivo di Marg Helgenberger post-CSI nel dare spiegazioni che risultino coerenti (in un ruolo realizzato con la carta carbone), ma chi è quell’idiota che impianta il suddetto superchip-supercomputer-supersuper sul marito di un’agente implicata in un’azione terroristica? Forse la stessa che si porta questo asset inestimabile a un incontro col capo dell’intelligence cinese su suolo americano, dopo aver rimarcato come le potenze di tutto il mondo vogliano metterci le mani sopra. Conclusione: i cinesi sono temibili ma collaborativi, gli arabi sono sicuramente cattivi, la moglie me lo sento che no ma è buona e quindi lascio che il mio asset se ne giri per il mondo inseguendone le tracce, ma gli piazzo uno guardia del corpo giovanile al seguito. Una guardia del corpo per un agente segreto operativo nello spionaggio, maccosa!?

Dato il livello pressapochista fin qui tenuto l’ultima possibilità di redenzione della serie risiedeva in Meghan Ory, spalla e guardia del corpo di Gabriel dopo trascorsi presidenziali. Niente, nemmeno qui il comprimario femminile funziona e Cappuccetto Rosso iper-intelligente (ancora?) e precocissima si limita a sbattere educatamente gli occhioni, chiedere a Gabriel come ha fatto a fare x e y (sì, anche dopo la spiegazione cazzara del microchip, ci credo che Obama l’ha smollata a Gabriel!) e a raccontargli il suo inconfessabile segreto appena lui le si avvicina per controllarle una ferita. No, ripensandoci quest’ultima parte è coerente. Come dici Josh? Questo taglietto? Mah, niente, eccoti codice fiscale e IBAN.

Meh!

Lo so, vi aspettavate il bollotto rosso. Tuttavia non posso non riconoscere a CBS di aver lavorato benino a livello produttivo (vedi tutte le integrazioni computerizzate e le ricostruzioni in realtà virtuale, specie in rapporto alla media sul piccolo schermo) su un prodotto che palesemente non è destinato a soddisfare noi. Per noi intendo quelli che si sono chiesti perché Gabriel non usi il chip per avere sempre 5 tacche di ricezione, una potenza di download mai vista e un archivio illimitato di gif di gattiiiiniii. Il pubblico di Chuck, in pratica.
Intelligence invece è un procedurale buono da vedere mentre fai altro (stiri, mangi, sonnecchi), preziosissimo materiale per canali tematici con 24 ore di palinsesti da riempire e ripetere a rotazione. C’è di meglio, anche all’interno di questo specifico genere? Indubbiamente. Ho visto piloti negli anni passati che assestano Intelligence nel territorio scialbo ma tutto sommato innocuo del MEH? Certo che sì! Han preso un trio di attori già conosciuti al pubblico e non completamente inabili, li hanno schiaffati in un meccanismo replicabile all’infinito e hanno già piazzato un love interest, un’antagonista etnicamente caratterizzata e il climax muliebre in modo da riempire la prima stagione. Nel grande mondo televisivo c’è anche spazio e domanda per questo tipo di prodotto. Se volete una serie tech davvero intelligente, c’è già questo e scusate se è poco.

Elisa G.

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9 Comments

  1. Bellissima recensione. Chiara, non aulica all’eccesso e con cui sono d’accordo su tutto (anche sul dare il codice fiscale e l’Iban a Josh, ed io non ho visto Lost, ma accidenti se adesso ho visto lui!!)
    Un passatempo così così.

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  2. Visto il pilot. Davvero una serie da ‘meh’ e non dà l’idea che migliorerà in seguito (poi magari mi sbaglio).
    Parte da uno spunto interessante, che non a caso è lo stesso di Chuck :) , ma poi cerca di essere serio e, nello stesso tempo, spara facilonerie imbarazzanti. Tralasciando la storia del chip che non si capisce come funzioni e le superagenzie che seguono protocolli di sicurezza fatti da Paperino, assegni a un tizio di 1e90 ubermarine/ex cia/steven segal una guardia del corpo 24enne di 50kg? Ma che, davero?
    Non sarebbe stato più interessante mettere tipo il chip in testa a lei, per dire?

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  3. Bene io già avevo poca voglia di vederlo, questa recensione mi ha convinta a lasciar perdere, 40 mininuti risparmiati! Speravo in qualche sorpresa ma vedo che la serie è esattamente come mi aapettavo…

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  4. Concordo con la recensione,tutto già visto.Comunque meglio di Almost Human.

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  5. Recensione perfetta, serie che si preannuncia uno dei flop della stagione. MEH! La tipa anoressica che parla cinese è forse l’aspetto più irritante. No… è a pari merito con altri. Lui è molto figo ma l’ho trovato decisamente invecchiato rispetto a Lost (jackson1966 ti consiglio davvero la visione… ahah): poi ha un modo di correre un po’ impacciato, è nel complesso poco scattante. Unica cosa bella della puntata: lui che indirizza il Doc che usa il fucile tramite la webcam del fucile (?). Altro grande difetto: PREVEDIBILE. (Quanti di voi non hanno capito che la tipa cinese con il chip impiantato si sarebbe svegliata?)
    Ma in tutto ciò io non ho capito una cosa: perchè il traditore e la cinese col chip … sono in libertà? Non è arrivata la delta force sul posto? O_o

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  6. Cagata annunciata e così è stato !
    Con tutta la carne al fuoco che c’è adesso questo Intelligence targato CBS può tranquillamente andare a fare in…. :)

    Non basta il fighetto e la fighetta di turno per fare una serie decente….e poi ti prego ma che è The Mentalist ultratecnologico ?

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  7. addormentata di botto dopo sei/sette minuti. e non mi ero neanche alzata presto come al solito!
    ma se devo dare un giudizio a quei pochi minuti di visione, beh, non è positivo. a partire dal fatto che il tipo si toglie il giaccone nonostante il freddo e parte con i due senza riprenderlo. e dalla prevedibilità della scena dell’apertura della cella “con la mente”. dopo aver decretato fra me e me che non c’era storia, il sonno si è giustamente impadronito del tempo rimasto.
    di positivo posso dire che l’attore di lost con gli anni e le rughe ha acquistato in fascino.

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  8. premesse ridicole (lei fa la guardia del corpo a LUI, seriously???? lui ha la moglie terrorista che continua a difendere e cercare e lo fanno diventare l’arma più potente degli USA????) ma comunque, sarà che sono una junky di procedurali vari e nonostante tutto continuo imperterrita a seguire roba come bones e castle e non mi perdo neanche un pilot che esca anche dal cable USA, a me non ha annoiato anzi, nella scena al paint ball con la musica zarra mi sono divertita!

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  9. Gaetano ha scritto:

    Non basta il fighetto e la fighetta di turno per fare una serie decente….e poi ti prego ma che è The Mentalist ultratecnologico ?

    Magari lo fosse…

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