Doctor Who - The Time of the Doctor

Doctor Who – The Time of the Doctor

“I will not forget one line of this. Not one day. I swear. I will always remember when the Doctor was me.”

Okay. Mal di testa. Forse potrei evitare di scrivere ora, o forse è proprio un segno che dovrei farlo. Per i maligni: no, il mal di testa non mi è stato causato dalla visione dell’episodio, anzi, l’ho appena rivisto e il mal di testa è diminuito. Dopotutto questo episodio spicca abbastanza per linearità rispetto alla media e non la considero una qualità intrinsecamente positiva. Ma sarà abbastanza negativa da rovinare il canto del cigno di Matt?

In brevissimo:

Il Dottore e Clara finiscono a Trenzalore, dove nessuno può mentire; qui la Domanda viene posta dai Time Lord attraverso la crepa per sapere se questo è l’universo giusto e se possono tornare… i Dalek chiaramente non vogliono che lui risponda. Rimane quindi tutto in stallo per centinaia di anni con la Chiesa del Mainframe Papale dalla parte del Dottore (ci sarà una scissione, con il ramo Kovarian che causerà quello che sappiamo) e tutti gli altri dall’altra. Quando ormai il Dottore sta per morire di vecchiaia (ha finito le rigenerazioni, come ormai sanno anche i muri) Clara risponde alla Domanda dicendo che il suo nome è “Il Dottore” e fa capire ai Time Lord che devono aiutarlo; la richiesta non cade inascoltata e così gli inviano un nuovo set di rigenerazioni. Il Dottore usa l’energia di questo nuovo set per spazzar via i Dalek e può andarsene perché ormai non c’è più nessuno stallo. Ovviamente però prima rigenera in Peter Capaldi.

Matt Smith… oh, Matt Smith. Il primo giorno che ti abbiamo visto in quello speciale Confidential del 3 gennaio 2009 (5 anni!) ci sei subito piaciuto. Anche perché pochi minuti prima avevo temuto per pochi secondi che l’Undicesimo Dottore fosse Piers Wenger (che invece era un nuovo produttore) e, con tutto l’amore, Piers… no. Ed ecco invece questo sconosciuto giovanotto saltar fuori dal nulla, con questa strana faccia di gomma che ispirava fiducia a prima vista. Non soffro dell’odio naturale per le nuove facce che sembra misteriosamente colpire molte persone, David mi era subito piaciuto quando era andato via Chris e così è stato con Matt (e ovviamente ora con Peter). Ma mai e poi mai avrei immaginato che avrebbe potuto superare nelle mie preferenze David.

Abbiamo sempre detto tutti che, pur essendo giovane, Matt era abilissimo nel mostrare il lato anziano del Dottore e finalmente in questo episodio abbiamo avuto l’occasione di vederlo interpretare un Dottore fisicamente anziano regalandoci quella che, secondo Moffat, è la sua più grande interpretazione. Ma questa interpretazione non si limita a essere grande sotto il trucco da vecchietto, è anche e soprattutto il discorso finale sul TARDIS che ci fa alzare in piedi per applaudire. Da lacrime, certo, ma una volta cancellate quelle rimangono gli applausi.

E parlando di lacrime… io sono arido, non sono uno che piange guardando Doctor Who. No, non ho pianto in “Doomsday”, non ho pianto all’addio di David e non ho pianto nemmeno alla fine di “The Angels Take Manhattan”. Ma volendo essere del tutto onesti io non sono uno che piange alla prima visione, mentre alle visioni successive, quando ormai ho interiorizzato quanto basta quello che accade… Forse dovrei farmi vedere da uno bravo. Comunque, anche qui non ho pianto alla prima visione… ma l’ho fatto già dalla seconda. Prendete questo dato e fatene ciò che volete. Amy, oh, Amy, che bello rivederti anche se solo come visione allucinogena e anche se è stato un incontro tra parrucche. Il tuo è stato il primo volto che questa faccia aveva visto, era giusto rivederti un’ultima volta.

Ma leviamoci il dente e parliamo subito di quello che secondo me è il problema dell’episodio. L’unico vero problema dell’episodio. Ed è lo stesso che avevo notato in “The Name of the Doctor” relativamente alla seconda parte della settima stagione: tutto avviene troppo velocemente. Se con Clara mezza stagione per sviluppare il suo mistero era stata troppo breve, qui un solo episodio per chiudere tutto quanto e far vivere centinaia di anni al Dottore è troppo poco! Secondo me in questo caso sarebbe stato auspicabile un episodio doppio Natale/Capodanno, come per David. Le “narrazioni” di Tasha Lem già come sono ora rispecchiano quelle dello sputazzante 007 in “The End of Time”, utilizzate come chiusura prima parte e apertura seconda sarebbero state perfette. E avremmo avuto anche una settimana per interiorizzare il concetto che per il Dottore erano passati 300 (e più) anni. È vero che era già accaduto all’inizio (o alla fine) della sesta stagione, ma allora se n’era andato a zonzo per l’universo come sempre, non era rimasto bloccato in un paesino di Natale ad aggiustare giocattoli… è una vita nuova completamente diversa. Ai meno giovani tra di noi questo ricorderà quello che molti considerano l’episodio migliore di TNG: “The Inner Light”; nell’episodio, dopo essere stato colpito dal raggio di una sonda, Picard vive una vita intera immaginaria su un tranquillo pianeta come suonatore di flauto mentre nella realtà trascorrono solo 25 minuti. Per lui però, alla fine, quella vita sarà come se l’avesse vissuta realmente. La differenza è che qui il Dottore questa vita la vive realmente e alla fine non si torna al punto di partenza.

Ho trovato molto soddisfacente la spiegazione del comportamento della Chiesa che in passato ci aveva lasciato perplessi avendola vista sia alleata sia nemica del Dottore; molto semplicemente era entrambe le cose, con i “protestanti” della Kovarian che avevano voltato le spalle al Dottore per evitare di farlo arrivare a Trenzalore. E i Silenti erano dei semplici confessori! Però… però… e Omega? Vogliamo credere che fosse un semplice caso o forse questa Chiesa ricomparirà? D’altra parte i Time Lord ora sono di nuovo disponibili.

Interessante a questo proposito il fatto che il Dottore non sembri ricordare il suo incontro con il Curatore (altrimenti non dovrebbe avere grossi dubbi sull’esistenza di Gallifrey); la cosa avrebbe senso essendo stato lui in questo caso il Dottore “più giovane” nell’incontro tra Dottori. Il tutto però è stato lasciato abbastanza vago in modo che non si possa esser certi di niente. Quella “regola”, per esempio, potrebbe non avere più valore con una rigenerazione così avanzata.

Clara! La amo sempre di più, ancora una volta è lei a salvare il Dottore, come in “The Day of the Doctor”, la ragazza impossibile non sfugge al suo destino. E non è un caso che risponda alla Domanda in quel modo. Come già stabilito, il vero nome del Dottore non ha importanza, quello che importa è il nome che si è scelto. Ai Time Lord questo non interessa, naturalmente, ma la risposta di Clara alla domanda è corretta, perché come viene subito mostrato appena giungono a Christmas, la domanda “What did you say your name was?” non ha come risposta “Clara”, ma “Bubbly personality masking bossy control freak”. Cioè la verità. Sembra – ed è – una battuta divertente, ma racchiude già in sé la Risposta corretta alla Domanda.
Curioso poi che il pranzo di Natale dai parenti fosse nello stesso edificio in cui viveva Rose. “Coincidenza? Io non credo…” In realtà sì, credo sia solo una coincidenza e un riciclo di location, come la Bad Wolf Bay che abbiamo visto in tutte le salse. E quindi per ora non sto nemmeno a pensare al fatto che l’anello della simpatica nonnina di Clara somigli – ma nemmeno troppo – a quello di Amy e nemmeno al fatto che Tasha Lem abbia dei comportamenti molto “riversongosi”. Se son Rose rose fioriranno, ma abbiamo già abbastanza enigmi senza andarcene a cercare altri!

Che altre risposte abbiamo avuto? Sappiamo ora con certezza che era stato il Silenzio a far esplodere il TARDIS (era l’unica spiegazione possibile, ma non era mai stato detto esplicitamente. D’altra parte, la Chiesa… ha una chiave!) e sappiamo che nella stanza di “The God Complex” il Dottore aveva visto la crepa.

La faccenda delle rigenerazioni è stata gestita in maniera soddisfacente e in linea con la tradizione. Già sapevamo che i Time Lord potevano fornire rigenerazioni aggiuntive perché l’avevano fatto con il Master durante la Time War, per cui perché non utilizzare ancora l’unico metodo conosciuto? E perché non un intero nuovo set di rigenerazioni? Anche al Master non si erano limitati a darne solo una, si può presupporre che sia questa la norma dell’eccezione.

Sicuramente viene da domandarsi come mai il Dottore non abbia mai usato tutta quell’energia per distruggere flotte Dalek in passato, ma in realtà, volendo essere pignoli, di Dalek abbiamo visto esplodere solo una nave (di certo non hanno lasciato lì intere flotte per centinaia di anni) ed evidentemente l’energia scatenata da una rigenerazione è abbastanza imprevedibile, anche se in questo caso il Dottore dice chiaramente che la procedura è diversa dal solito perché è un nuovo set. Per questo ho trovato anche fantastico quello “starnuto”, l’attimo finale in cui diventa Peter Capaldi… mi ha ricordato un po’ la rigenerazione di Mels in River Song.

E Capaldi? Questa volta Moffat non si è lasciato qualche minuto di chiacchiere a ruota libera, per ora sembra solo normale sclero post-rigenerazione. Oh, e amnesia, giustamente, pochi secondi dopo aver detto che non si sarebbe dimenticato di niente. Due o tre frasi che servono solo a rimandarci a settembre (!). E forse quello che sentiamo in quel momento potrebbe essere il nuovo tema del Dottore di Murray Gold! O magari semplicemente un nuovo tema generico e non necessariamente il suo, Murray Gold è stato particolarmente ispirato in questo episodio (molto di più che nello Speciale del cinquantesimo, a orecchio – attendiamo i CD) in più punti si sono sentiti temi nuovi e bellissimi.

Per completezza infine ricordiamo la profezia riportata in traduzione da Dorium: “On the fields of Trenzalore, at the fall of the Eleventh, when no living creature can speak falsely or fail to answer, a Question will be asked, a question that must never, ever be answered.” L’unico punto un po’ ambiguo, alla luce di quanto abbiamo appena visto, è quel “fail to answer”, perché sostanzialmente sembra essere esattamente quello che il Dottore fa. Oppure sta… semplicemente prendendo tempo? Brutta bestia le profezie, vogliono sempre dire tutto e il contrario di tutto (ma forse ho letto troppi romanzi di Richard & Kahlan e Percy Jackson per fidarmi troppo delle profezie).

Rimangono comunque un certo numero di domande, vecchie e nuove:

  • Perché il Dottore ha la faccia di Caecilius? La domanda avrà risposta (non si può spiegare con “parentela” come con Gwen e Martha – esplicita – o Frobisher e Amy – implicita. Ignoriamo Romana per semplicità). Sarà interessante vedere se si scoprirà nella 8×01 o più avanti.
  • Chi accidenti ha dato il numero di telefono del Dottore a Clara? (No, non Kate, non si conoscevano prima di “The Day of the Doctor”).
  • Il futuro visto in “The Name of the Doctor” è stato cancellato. La battaglia di Trenzalore si è conclusa, la profezia si è sostanzialmente compiuta, ci sono state tantissime perdite (non tanto tra gli abitanti del villaggio, quanto tra i soldati della Chiesa), ma il Dottore non è morto e il TARDIS nemmeno. Non era mai stato detto che quello fosse un punto fisso (sbaglio?), per cui effettivamente l’universo non deve finire solo perché il futuro è stato cambiato (frase ripetuta più volte nell’episodio). Ma chiaramente le conseguenze di quanto accaduto in quella linea temporale rimangono, sia nei ricordi di chi l’ha vissuta, sia nel fatto che Clara è la “ragazza impossibile” e lo rimane. Torneranno su questo argomento o basterà quanto detto fin qui? La G.I. quindi potrebbe e dovrebbe ancora essere in giro… Questo punto, in ogni caso, è l’unico su cui mi resta realmente qualche riserva. Non ai livelli di “Amy e Rory a New York”, ma qualche riserva.
  • Perché, se Eleven non ha mai avuto ulteriori rigenerazioni a disposizione, in passato abbiamo sentito parlare della sua rigenerazione? Andando a guardare in dettaglio se ne parla due volte: una volta non era lui ma era il Teselecta che simulava una finta rigenerazione, e l’altra volta, dopo essere stato avvelenato da River, l’interfaccia gli dice che la rigenerazione non è disponibile, dopo che lui chiede se “sarebbe meglio rigenerare”. Questa cosa si inquadra così incredibilmente bene con quanto succede in questo episodio che sorge il dubbio sia stata fatta apposta e che Moffat volesse già da allora tenersi la possibilità di essere all’ultima rigenerazione.
  • Sappiamo che River si è sempre comportata come se conoscesse altre incarnazioni future del Dottore (e quindi è quasi scontato che tornerà), ma questa non sarebbe stata da prendere come prova, da parte del Dottore, che sarebbe sopravvissuto a Trenzalore? In realtà no, perché sappiamo che River mente per cui sarebbe potuta essere una bugia per coprire tutto.
  • Se non si può mentire… perché il Dottore può dire al non-Barnable che ha un piano, pur non avendolo? Okay, credo che questo possa effettivamente essere un buco di sceneggiatura.

Lo so, ad alcune di queste domande ho già risposto io, era un metodo veloce per levare qualche questione di torno. :P

La conclusione qual è? Che secondo me l’episodio sarebbe stato migliore se fosse stato in due parti, ma nonostante questo la linearità della trama per un episodio del genere non ha causato problemi e questo è il quarto grandissimo episodio di fila: “The Name of the Doctor”, “The Night of the Doctor”, “The Day of the Doctor” e “The Time of the Doctor”. Se il buongiorno si vede dal titolo comincio a sperare che il prossimo sia intitolato “The Twelve of the Doctor”… settembre non arriverà mai abbastanza presto. Per cui… Fuck Yeah, come deciso un mese fa.

Giunti a questo punto sarebbe anche possibile tirare una conclusione generale sull’era dell’Undicesimo Dottore e sulla prima parte della gestione Moffat. Ma non è già ovvio? Questi due hanno preso quello che già era stato reso da RTD il telefilm migliore in circolazione e l’hanno elevato ulteriormente. Con l’aiuto degli altri autori e di Karen, Arthur, Alex e Jenna, naturalmente (un plauso al direttore del casting Andy Pryor, uno dei pochi a esserci fin dall’inizio, come Murray Gold e Moffat). Non è cosa da tutti i giorni e difficilmente si ripeterà. Rallegriamoci, perché viviamo in tempi interessanti! Chissà cosa ci riserverà il futuro… il futuro post-Moffat, naturalmente, il futuro attuale è roseo! Capaldi!

Grazie di tutto Matt, sei stato e sei il mio Dottore.

“The Time of the Doctor” è stato scritto da Steven Moffat.

(Grazie a Morry, che con me cura Doctor-Who.it, per l’aiuto!)

Laz

Front-end developer. Comic book translator. Heinleiner. Browncoat. AFOL. Geronimo!
"No power in the 'verse can stop me."

103 Comments

  1. […] Come sempre lo trovate (ovviamente) su Serialmente: “The Time of the Doctor”. […]

    Rispondi

  2. Perché il suo piano era dire al non-Barnable di avere un piano!!!! :D

    Rispondi

  3. Vengo linciata sulla pubblica piazza se dico che io l’ho trovato veramente, ma veramente bruttino? La tecnica della narrazione in fastforward mi aveva già dato fastidio in The Crimson Horror e mi ha dato triplamente fastidio in questa occasione per gli ovvi motivi già espressi nella recensione. Il monologo finale di Matt è stato bello e toccante, ma era il monologo finale di Matt e non di Eleven, e la cosa mi ha infastidita. Poi, va be’, ancora una volta Clara, la perfettissima Clara, prima coinvolge il Dottore in un imbarazzante teatrino da commedia degli equivoci che ormai manco più negli shoujo manga per tredicenni (“fingi di essere il mio ragazzo! Omg siamo nudi! Imbarazzo! *rossore*”), e poi salva la cheerleader il Dottore, salva il mondo l’universo. Non la reggo più. Ma ormai ho perso le speranze, spero solo che con Capaldi regga poco e si possa passare alla successiva companion senza por troppo tempo in mezzo.
    In sostanza, sono abbastanza delusa, comunque.

    Rispondi

  4. sicuramente, nella nuova stagione… molti interrogativi avranno delle risposte che a loro volta creeranno altri interrogativi

    Rispondi

  5. Matt Smith in versione anzianotti era adorabile! Quel “I don’t get it” dopo la lettura del bigliettino da parte di Clara mi ha commossa e fatta ridere nello stesso tempo!

    Rispondi

  6. A me è piaciuto, forse la narrazione è stata un po’ troppo veloce ma l’ episodio è stato godibile e ammetto di essermi commossa quando è apparsa Amy ( e io Amy non l’ ho mai seriamente apprezzata, tranne in versione bambina). Tasha Lem era davvero TROPPO simile a River Song, non so se sia stato fatto apposta o se semplicemente Moffat le milf flirtanti le crei con lo stampino. Ho apprezzato Clara nella scena della lettura della poesia sulle ginocchia del dottore, davvero molto dolce, per il resto continuo a non amarla come personaggio, malgrado la Coleman sia una buona attrice…la scena della rigenerazione è stata bellissima, ripeto, mi sono commossa a quel ” raggedy man goodnight” e mi ha divertito che Capaldi sia spuntato all’ improvviso… E mò come si guida quest’ affare??? In definitiva Matt non è il mio dottore ma l’ ho apprezzato, soprattutto in questi ultimi speciali e ripongo grandi aspettative in Capaldi! Aspettare sarà difficile!

    Rispondi

  7. Concordo abbastanza con Lisa C. L’unico punto in cui mi ha emozionato è stato il ritorno di Amy. Ma è pur sempre vero che Eleven non è mai stato il mio Dottore preferito, nonostante delle ottime puntate (quella su Van Gogh ad esempio)

    Rispondi

  8. Mah, un po’ mah. L’episodio non l’ho trovato brutto, però mi aspettavo di più ecco. Mi aspettavo di più dall’episodio sulla rigenerazione dell’undicesimo, mi aspettavo di più da Trenzalore e da tutto l’hype che era stato creato nelle puntate precedenti. Cioè alla fine mi è venuto un po’ da pensare: tutto qui? Nonostante in sé sia stato anche gradevole da vedere come episodio.
    La rigenerazione in sé non mi ha fatto piangere, anzi l’ho trovata piuttosto anti climatica. Mi hanno commosso di più l’interpretazione di Matt Smith nei panni del dottore vecchio e l’apparizione di Amy. Ci manchi Amy!
    Concordo che forse ci sarebbe stato bisogno di più spazio per approfondire i 300 anni che il Dottore ha vissuto su Trenzalore, in questo modo sono stati buttati un po’ così e la vicenda non ha avuto la portata emotiva che invece avrebbe potuto avere.
    Il Moff in questa stagione ha messo tutte le energie sul cinquantesimo, il resto l’ho trovato un po’ sottotono.
    Detto questo, goodbye raggedy man, mi mancherai.

    Rispondi

  9. Laz..
    Scegliere l’immagine del bowtie per l’apertura è crudele!
    Piaciuto molto, ma non avevo dubbi.
    Goodnight Ruggedy Man.. I’ll miss you.
    E benvenuto Peter!

    Rispondi

  10. L’episodio è stato un po’ troppo barocco: troppe cose in troppo poco tempo. In ogni caso, gli ultimi dieci minuti valgono tutto l’episodio e anche una stagione intera.
    Non ho mai pianto così forte per Doctor Who, mai.
    Matt Smith mi manca già un casino. Sono contenta che il prossimo sarà Capaldi e una parte di me è entusiasta all’idea di cominciare un nuovo ciclo … solo che Matt ha dato vita ad uno dei personaggi che ho amato di più in assoluto e non parlo solo di DW. E’ merito suo se sono diventata una fan di DW e le sue stagioni rimarranno per sempre nel mio cuore. E’ giusto andare avanti, è nella natura di DW, ma per me Eleventh è stato IL Dottore.
    Raggedy man, thank you!

    Rispondi

  11. “Giunti a questo punto sarebbe anche possibile tirare una conclusione generale sull’era dell’Undicesimo Dottore e sulla prima parte della gestione Moffat. Ma non è già ovvio? Questi due hanno preso quello che già era stato reso da RTD il telefilm migliore in circolazione e l’hanno elevato ulteriormente.”

    Eh?
    Sono un’appassionata di (alcune) delle storie di Moffat (Forest of the Dead/Silence in the Library sono capolavori, imho), ma con DW nell’ultima stagione mi ha perso per strada. E questo episodio, così vicino all’emozionante speciale del Cinquantesimo, semplicemente delude. C’è trama sufficiente per tre episodi ma sembrano tre prime stesure: è abbozzato, non risolto. Troppo cose sul fuoco tutte insieme, e – almeno per me – il risultato è zero coinvolgimento emotivo. Peccato davvero, perché speravo ben altro (e Matt Smith lo meritava). Una su tutte: il Dottore dichiara di non voler/poter rispondere alla domanda (perché il ritorno di Gallifrey significherebbe una nuova Guerra Temporale) e i Dalek lo mettono sotto assedio… per impedigli di rispondere? Eh?
    Incrocio le dita per Capaldi.

    Rispondi

  12. @Lisa: in fondo tutti i monologhi finali sono stati più monologhi dell’attore che non del personaggio. In effetti questa volta si sono giocati la carta dell’ambiguità un po’ malino e le parole in bocca al dottore sembravano un po’ storte, ma secondo me a ben ascoltare è capitato anche con gli altri due

    Rispondi

  13. Finalmente primo episodio in contemporanea con la messa in onda, ergo primo commento sul Dottore! Commento prima l’episodio e poi, velocemente, la mia esperienza con Doctor Who.
    L’episodio non ha deluso, ma non ha nemmeno esaltato. Come Laz avrei preferito un episodio doppio per vivere insieme al Dottore l’invecchiamento. È pure vero che sarebbe magari bastato levare tutte le scene in cui Clara va avanti e indietro tra Trenzelore e casa di Rose, che tanto vista la prima volta abbiamo capito che Eleven l’ha fregata. Punto. Basta. M’è piaciuto come si siano fatte convergere tutte le storyline delle passate stagioni, nonostante anche qui le spiegazioni si siano date in fretta e furia a causa del poco tempo. Bellissimo il discorso di Clara alla crepa/Time Lords e ancor più belli tutti i monologhi di Eleven, soprattutto quello citato a inizio recensione ovviamente. Ciò che ancora non riesco a digerire di questo episodio è Tasha Lem. Ora, a meno che nei tempi a venire non mi spieghino in qualsiasi modo che quella è in realtà River Song, non riesco a concepire che il Dottore dia la chiave del Tardis alla prima arrivata (sia pure la Papessa) e che questa sappia pilotarlo!! NO, NO e NO! Momento finale da lacrimoni ovviamente (anche se Karen Gillan e la sua parrucca da madonna m’hanno rovinato tutto!), ma la rigenerazione in uno starnuto….perchè? A questo punto preferivo non avere assolutamente la scena sul Tardis e ricordare la bellissima esplosione di Eleven per sterminare i Dalek! In definitiva un bel episodio, che però avrebbe potuto (o dovuto??) essere di più. Matt Smith grazie per avermi guarita dalla depressione post-Tennant. Sarai sempre il mio cucciolo da coccolare.
    E a proposito di Tennant, veniamo al commentone (di cui a nessuno frega, ma dopo essermi letta tutte le recensioni senza poter commentare causa ritardo abissale, faccio un sunto veloce I SWEAR!).
    Primi episodi difficili, un pò perchè il genere fantascienza non è mai stato il mio preferito e un pò per gli effetti speciali alla Albero Azzurro (gli Slitheen!). Ma tutti ne parlavano così bene che volevo scoprire perchè. Arrivano The Empy Child/The Doctor Dances e da lì non si torna più indietro. Arriva poi David Tennant ed è irrimediabilmente amore. Seconda, terza e quarta stagione me le sono viste nel giro di una settimana. Per dire. Con la quinta stagione sono stranamente tornata alla fatica della prima. Ma i motivi erano 2: il lutto per Tennant, poi superato grazie ad uno strepitoso Matt Smith, e Karen Gillan, e questa non l’ho mai superata. So di essere abbastanza impopolare nel fandom (ancor più di quelli che odiano Rose), ma io proprio non sono riuscita ad empatizzare con Amy Pond. E la colpa è (quasi) tutta da imputare all’inespressività e alla fisicità di Karen Gillan. Ricordo ancora la dolcezza della Amelia Pond bambina e quanto desiderassi che fosse lei la nuova companion. Poi vedo quel manico di scopa con le gambe fluttuanti e le braccia tese e la visione degli episodi a venire è veramente difficile. Per fortuna Moffat ripesca Rory, che entra di diritto nell’olimpo dei companion preferiti. La sesta stagione rimane ad oggi la migliore dell’era Moffat per me, essendo la settima debilitata dalla divisione tra Ponds e Clara. E arrivo così all’annoso quesito: RTD o Moffat? (Si, mi sono letta anche tutti i commenti a tutte le recensioni!). Sono tra quelli che: RTD Showrunner e Moffat writer sono le migliori stagioni. Nonostante il mio episodio preferito in assoluto sia proprio scritto da RTD (Midnight è un capolavoro di scrittura e recitazione che meriterebbe tutti i premi di qualsiasi universo) è innegabile che i punti più alti raggiunti nelle stagioni siano proprio gli episodi del Moff (Blink, The Empty Child, Silence in the Library per citarne alcuni), ma appunto sono sempre episodi scritti sotto la guida di RTD. Il mio vero problema con Moffat ( Karen Gillan a parte) è la scimmia che ti mette addosso per 12 episodi in una stagione con il grande mistero dell’anno e la sua risoluzione, se non banale comunque deludente. Il caso più eclatante che mi viene ora in mente è la Pandorica: ce l’hanno menata (passatemi il temine) per tutta la quinta stagione e poi il Dottore prima e Amy dopo ne escono in una frazione di secondo. Bah. In definitiva amo Doctor Who in ogni sua forma e rigenerazione (Peter Capaldi ti aspetto con ansia!!), amo RTD, amo Moffat, amo David Tennant (che rimane ad oggi il mio Dottore) e odio Karen Gillan per avermi rovinato 2 stagioni e mezza, che sicuramente avrebbero potuto piacermi di più senza le sue gambette e i suoi occhi vacui.

    Rispondi

  14. Se non si può mentire… perché il Dottore può dire al non-Barnable che ha un piano, pur non avendolo? Okay, credo che questo possa effettivamente essere un buco di sceneggiatura

    Beh, come in realtà rivela pochi secondi dopo il dottore ha un piano (morire e non rigenerare), solo che è convinto di non averlo. Di fatto può affermare entrambe le cose senza tecnicamente mentire nessuna delle due volte.

    Rispondi

  15. Puntata di addio di Matt: non poteva non esserci Amy. Durante la visione dell’episodio non pensavo sarebbe apparsa infine per il saluto al suo Dottore stropicciato, infatti pensavo che sarebbe bastato il rimando della scena del Dottore con Barnable (i capelli rossi, “You’ll coming back?” e il tema musicale di Amy)… e invece Moff mi ha sorpreso come sempre

    Rispondi

  16. Bah, episodio anonimo, con alcuni cose atroci come la storia dei vestiti olografici, un sacco di cose chiuse in fretta e furia e con una sindrome di Lost (chiudere e riaprire subito, all’infinito) sempre più marcata.

    Time è nettamente il peggiore dei quattro episodi celebrativi.
    Siamo proprio sicuri che ci fosse la ciccia per trarne due episodi? Cioè, per arrivare a 60 minuti ha dovuto mettere l’atroce scenetta familiare. Spesso ho l’impressione che gli effetti profondità di Moffatt non siano altro che… effetti profondità: di che passano 300 anni, fa figo, fa epico, fa profondo, anche se far passare quei 300 anni cambia poco o niente.

    Rispondi

  17. A me l’episodio è piaciuto e mi sono commosso alla fine… però c’è una questione che non mi capisco, ovvero: come fa Clara ad avere dei genitori? Non erano morti? Io non ricordo di preciso, ma in ogni caso dalla storia molto romantica della foglia che ha permesso ai suoi genitori di incontrarsi e farla nascere perlomeno mi aspettavo una coppia più “affiatata”…

    Rispondi

  18. @ Faust:

    Che io sappia, è morta solo la madre di Clara (Infatti Clara piange dinanzi alla sua tomba con il padre) Magari poi il padre si è risposato.

    Rispondi

  19. Per quanto riguarda l’episodio la parte migliore per me è stata la rigenerazione e gli ultimi 5 minuti sul TARDIS. Commovente non ho niente da dire. In generale mi è poco piaciuto dell’episodio la mancanza di una percezione di durata del siege of trenzalore, 300 anni dice la narratrice Tasha Lem, ma io questa percezione non l’ho avuta. Sempre inerente al problema della percezione della temporalità non ho apprezzato neanche la riduzione psicologica del dottore: insomma in 300 anni, dove stanno la lotta, la frustrazione e la rassegnazione? Solo in due discorsi tra eleven e clara.. troppo pochi 60 minuti e un solo episodio!! UFFA!
    Poi mi trovo a condividere in parte l’opinione di Lisa C.. insomma… Clara.. trovo la trovo troppo stereotipata e political correct, cosa ha di umano se sembra solo capace di sentimenti buoni e belli?
    Spero che verrà approfontida anche lei nella prossima serie!

    Rispondi

  20. Al di là dei cinque minuti finali, che ho trovato genuini e toccanti, l’episodio mi è parso fiacco, farraginoso. E ho trovato le continue handwaves moffatiane, prima di tutte quella in merito ai Silent, fin troppo convenienti, e spesso anticlimatiche.

    Confido molto nell’era Capaldi, che spero veda anche un cambio al timone produttivo, magari al termine dell’ottava stagione: Moffat è stato – è – un «orchestratore» lungimirante, sovente brillante, quasi sempre sorprendente, ma mi piacerebbe vedere la serie muoversi in una direzione nuova. Se è vero, per esempio, quanto si legge in giro per la rete – che l’ottava sarà una stagione dalle atmosfere più goticheggianti -, un Mark Gatiss showrunner potrebbe riservarci gradite sorprese.

    Rispondi

  21. elisaL. ha scritto:

    Poi mi trovo a condividere in parte l’opinione di Lisa C.. insomma… Clara.. trovo la trovo troppo stereotipata e political correct, cosa ha di umano se sembra solo capace di sentimenti buoni e belli?
    Spero che verrà approfontida anche lei nella prossima serie!

    Clara è stata la companion che ho apprezzato di meno del moderno Who e l’ho retta poco negli episodi della seconda metà della Settima Stagione! XDD
    Marysuesca, perfetta sino all’impossibile e poco incisiva. Mi sono ricreduta negli ultimi due episodi quando, accantonato il mistero sulla sua perfezione, abbiamo visto una Clara più umana e normale. In questo speciale, poi, mi è piaciuta tantissimo perché non è vero che salva lei la situazione: Clara rivolge una preghiera ai Time Lords oltre la spaccatura ed è in virtù del loro aiuto che il Dottore si salva.
    E’ un po’ come in The Wedding of River Song: il Dottore di Moffat non si salva perché è l’eroe badass della situazione, ma perché impara a ricevere l’aiuto degli altri. Io credo che questa sia una grande lezione ed una delle cose che più ho apprezzato dell’era moffattiana: un Dottore che stravolge tutte le stereotipizzazioni dell’eroe moderno occidentale e che impara ad affidarsi agli altri (Amy, River, Clara, la Bad Wolf/ordigno apocalittico dello speciale con John Hurt eccetera) senza che questo lo renda in nessun modo un codardo o un personaggio meno coraggioso (E, infatti, Eleventh è coraggioso sino all’ultimo secondo e affronta la rigenerazione con grande filosofia)
    Tornando a Clara, trovo che Jenna abbia dato un’ottima prova negli ultimi due episodi, nei momenti di maggiore emotività l’ho sentita più efficace e presente e spero che continui così, anche perché è lei che darà “l’imprinting” al Dottore di Capaldi: Clara sarà per Capaldi quello che Rose è stata per Tennant e che Amy è stata per Smith, quindi spero ardentemente che il suo personaggio funzioni.

    Rispondi

  22. Tra i delusi. Ultimi cinque minuti toccanti soprattutto perché Eleven è inscindibile dai Pond: quando si tenta di confrontare Ten e Eleven in realtà confrontiamo il Dottore di Tennant con il Dottore di Matt Smith da prendere tutt’uno con Amy e Rory Pond.

    Prima dei minuti finali l’episodio è stato un lungo preambolo per spremere il più possibile – non a me – ogni goccia di emozione ma è quando appare la piccola Amelia su e giù per il Tardis che ho visto sincerità nelle emozioni. Il saluto con Amy è stato uno dei momenti più belli di Eleven ma al contempo la presenza di Amelia, con solo due secondi on screen, ha azzerato completamente la povera Clara. Si sono impegnati tantissimo nel mostrarcela super carina, super intelligente, super adorabile, ma il non essere Amy Pond è la caratteristica che ha sovrastato tutto il resto. Mi auguro che con Il nuovo corso di Capaldi trovi finalmente il suo posto, dopotutto lei è ora il primo viso del nuovo Dottore.

    Rispondi

  23. la mia recensione in sintesi potrebbe essere che questa puntata è stata tanto la consacrazione di smith come dottore, che la definitiva presa di cognizione che moffat scrive bene solo quando ha voglia. smith anche in quest’ultima puntata dà assolutamente il meglio per il personaggio che gli è stato scritto, il suo dottore è ormai proprio suo e fatichi a distinguere il personaggio e l’attore e anche nei momenti in cui invecchia smith gli dà una carica buffa e caricaturale da personaggio “da fumetto”. Può piacere o non piacere ma l’identità di questo dottore traspare ogni singolo momento e ormai è molto più nelle movenze e nella recitazione di smith che nella penna di moffat.
    moffat invece, per quanto mi riguarda, firma una puntata assolutamente sgraziata, piatta e monotona, senza climax o robe di nessun tipo, con quei pezzi dove la voce narrante ti riassume le cose che sono successe che ti danno tanto l’idea di star vedendo un riassuntino e una roba fine a se stessa, votata solamente ad arrivare ai 5 minuti finali. 5 minuti finali che arrivano senza nessuna carica emotiva. la dipartita di 11 non è emozionante, non è costruita bene come non lo era stato il personaggio di clara.
    come al solito è proprio quest’ultima una delle robe più deboli in assoluto, sapendo che era lei che doveva fare da alter ego allo spettatore nel momento del suo addio avrebbero dovuto costruirlo a modo e invece rimane sempre un personaggio senza enfasi. quando dice “non andartene, non cambiare, etc” che ce ne frega a noi? hanno viaggiato insieme 4 o 5 volte, e non è manco come amy che il dottore prima se la portava sempre dietro e ha iniziato a parcheggiarla a casa con rory dopo un paio di anni: clara è una companion parcheggiata a casa, tanto che il dottore preferisce andarsene in giro con la testa di un cybermen. ecchecribbio. cosa me ne può fregare a me a questo punto di clara?
    “handles” tra l’altro assolutamente inutile, piazzato lì per un presunto momento lacrimoni che fallisce abbastanza, soprattutto per il fatto di essere super telefonato (quando all’inizio gli dice di ricordarsi di ricordargli del telefono lo capisci che andrà a parare in una situazione così). quando alla fine se ne va, anche lì dici un po’….embè?
    e visto che si è citata amy, la decisione di farla ricomparire alla fine è l’ennesima dimostrazione che da parte di moffat e compagnia c’è la consapevolezza di avere di fianco al dottore un personaggio che non potesse salutarlo come si deve (clara) e piazzare lì amy è una paraculata fuori tempo massimo che si inserisce nel modo che ormai ha moffat di fare le cose: preparare dei bei polpettoni di tutto quello che ha fatto, sperando di mandare in visibilio i fan.
    quando non sai cosme sfangartela, mettici un fez, mettici un cool, mettici un weeping angel e…voilà!
    e così procede tutta questa puntata, che sembra un riassuntone dell’era 11 che, per carità, magari poteva anche funzionare ma gestito così è davvero debole e mal riuscito. i nemici del dottore sembrano messi lì un po’ a cazzo e di tutta la questione della guerra ci si capisce ed è molto improvvisata. a un certo punto si allea anche con qualcuno di loro, non si capisce bene perchè e percome e se questa alleanza in qualche modo durerà anche dopo, ma il tutto neanche raccontato ma semplicemente riassunto dalla voce narrante. tutto ha la solita aria di quando moffat non ha voglia di risolvere le cose e la questione della spaccatura dello spaziotempo con i timelord che stanno lì a chiedergli per 300 anni se possono entrare in quell’universo per favore e poi se ne vanno solo perchè clara gli dice “volemose bene” e gli donano pure un ciclo di rigenerazioni in più, è davvero troppo pulsantone del reset (tanto che anche a questo giro è il dottore stesso a parlare di “reset”).
    ma non è l’unico difetto di moffat.
    ogni volta scrive ste robe che dici “anvedi oh! mò succede l’impossibdfhifafddlasfb” e due secondi dopo vanifica quello che lui stesso ha fatto con una mezza smorzata di quello che hai visto due secondi prima.
    presenta il dottore rinnegato, nella puntata finale della settima stagione, che sembra uno stronzo megagalattico? nella puntata dopo si dimostra un pezzo di pane (e vabbè, amen)
    fa sparire gallifrey chissà dove? nella puntata dopo sono già lì che telefonano a casa, insistenti come un operatore vodafone.
    getta l’ombra di trenzalore nel futuro del dottore? ce lo fa finire per caso e riscrive la storia un po’ a casaccio facendo intervenire i time lord.
    fa implodere matt smith con una rigenerazione che distrugge tutti i dalek? lo fa ricomparire 5 minuti dopo con la sua faccia giovane per fargli fare i saluti come si deve.
    boh. davvero amarezza perchè questo dottore poteva meritare molto di più, una fine più gloriosa, non una rigenerazione che fosse un po’ lì a fare fan service e una puntata di una piattezza come poche. vediamo adesso capaldi, ma per prima cosa o danno una dimensione di qualche tipo al personaggio di clara o che si levi dalle scatole nel giro di 10 puntate.

    Rispondi

  24. Raimondo Vianello Dragonball.

    No, scherzo, l’essere invecchiato ha giovato al Dottore di Matt Smith, che in versione bambino capriccioso moffattiano ho trovato, senza mezzi termini, a volte insopportabile, nonostante comunque la bravura dell’interprete sia stata indiscussa. Quindi non vedevo l’ora che venisse il tempo del rinnovamento. La rigenerazione mi ha consolato, perchè di per se stesso l’episodio ha culminato gli archi narrativi dell’era Moffat allo stesso modo in cui sono stati gestiti: cioè malissimo.
    Non vale neanche la pena ELENCARE i dubbi che solleva questo episodio, figurarsi analizzarli a fondo. Semplicemente, l’autore ha navigato per anni a vista, e, messo alle strette, con questo episodio ha tentato di dare al tutto un timido contegno. Più di tanto non si poteva pretendere che questa robetta, perchè di robetta si tratta, e lo è senza neanche scomodare problematiche di logica interna. La speranza è che per il futuro tutti questi archi così mal portati avanti vengano dimenticati, per passare ad altro anche grazie a Capaldi, e questo altro sia caratterizzato da una maggiore armonia, controllo qualità, e magari anche un minimo di onestà intellettuale in più da parte di… di tutti.

    Poi non ho capito cosa ci fosse da piangere, anche il discorso finale l’ho trovato banalotto più che toccante. L’incontro finale tra i due parruccati, una roba più in funzione di tumblr non l’avevo mai vista.

    Rispondi

  25. Sono ancora perplesso sul futuro narrato in “name of the doctor”
    Se le sorti di Trenzalore sono cambiate come ha fatto a diventare Clara la ragazza impossibile?
    Non essendo diventata la ragazza impossibile il dottore non l’avrebbe mai portata con se
    Non avendola portata con se chi avrebbe salvato i Time Lord?
    Spero ci sia una spiegazione valida in futuro

    Rispondi

  26. Mi dispiace dirlo, ed è la prima volta che lo dico di un episodio di Moffat, ma è proprio brutto come episodio. Condivido il fatto che sarebbe stato preferibile dividerlo in due parti (esattamente come viene detto nella recensione), cosi da non “sacrificare” molte cose.
    Fatto cosi, rimane un episodio brutto, troppo frettoloso. Quindi o la BBC comincia a concedere di nuovo la possibilità di fare gli episodi doppi, o Moffat ritorna alle eccellenze di episodi singoli come Blink o The Girl in the fireplace ecc… XD
    E poi devono lavorare veramente tanto sul personaggio di Clara. Che poi io tutta la parte della cena in famiglia l’avrei tagliata (per non parlare della scena nuda….). Per quanto riguarda il palazzo della famiglia, secondo me, Clara tuttosommato li conosceva Rose e Mickey. Già in un prequel, con Clara bambina c’erano una bambina bionda e uno di colore. Ora pure questo..
    Coincidenze? Io non credo XD

    Allo stesso tempo, però, ho apprezzato tutte le spiegazioni date: dal Silenzio, alla crepa, ecc… Rimane il fatto che non si spiega come il dottore abbia cominciato a mentire sul finire, ma vabbè.

    Le ultime scene nel Tardis sono, ovviamente, la cosa migliore di tutto l’episodio. Il discorso del Dottore è stato bellissimo, Clara è stata perfetta QUI (brutta faccenda essere la companion tra due rigenerazioni XD), la comparsa di Amelia Pond (bambina) con i disegni di tutti i bambini , e poi la mazzata finale con quel Good Night da Amy Pond. Ecco li ero già distrutto emotivamente, perchè devo ammettere che il Dottore di Matt Smith è sicuramente il MIO Dottore.

    Rispondi

  27. Passa il tempo, si avvicendano le stagioni, ma alla fine alcuni commenti ritornano e si assomigliano. Ricordo giudizi severissimi sull’ultima parte del Dottore di Tennant, alcuni addirittura sull’intera gestione Davies, che assomigliano molto ad alcune cose che ho letto qui. Non che sia interamente in disaccordo: la seconda parte della settima serie non mi è piaciuta, Clara non sono mai riuscito ad apprezzarla fino in fondo, e condivido il pensiero di Mara sui Pond, troppo intimamente legati a Eleven tanto da smarrirsi dopo il loro addio.
    Detto questo, il Dottore della gestione di Moffat e Matt Smith sono stati per me il punto più alto della mia intera esperienza con Doctor Who, e questo addio l’ho trovato perfetto. Ho trovato perfetto far invecchiare il Dottore, perché celebrazione puntuale di tutto ciò che ha rappresentato, della sua identità e del suo spirito intimamente legati alla stessa nozione di tempo (Eleven è stato il Dottore che più ha giocato con i paradossi temporali, oltre a essere il Dottore dai tratti più giovani finora, quasi fanciulleschi), ho trovato tutta la seconda mezz’ora commovente e splendida. Sì, ci sono grossolanità, forzature, semplicismi, ma la forza con cui emerge Eleven è travolgente. I 5 minuti finali mi hanno distrutto.

    Grazie Moffat e Matt Smith. Eleven è stato il MIO Dottore.

    Rispondi

  28. bellissima la scena nel Tardis ma il mio momento preferito è l’attimo in cui riceve le rigenerazioni, il volto si illumina e inizia a parlare ai Dalek in modo spavaldo e divertito, mi ha ricordato uno dei miei momenti preferiti in assoluto di Eleventh: il discorso a stonehage, e mi ha fatto piangere tanto perchè c’è lui così invecchiato che continua a tenere in pugno “you sitting there in your silly spaceship with your silly weapons”.
    è splendida anche la scena con Clara che gli legge la poesia e il suo faccione un po’ grumpy un po’ tenerone che dice “I don’t get it”, o il fatto che la voglia proteggere come ultima vittoria.
    La sensazione è quella di aver avuto la migliore delle conclusioni possibili.
    è stato un grande dottore, grandissimo, e mi mancherà tanto, ho una manina tesa verso Capaldi ma sul cuore un grosso 11 che penso resterà per sempre

    Rispondi

  29. Mah, neanche a me è piaciuto e mi associo ai commenti di Lisa C, Clare e imho.
    Il dottore che fa il giocattolaio sotto assedio per 300 anni per proteggere cosa esattamente e per quale motivo?
    Zone della verità messe lì con l’unico motivo di mettere in imbarazzo Clara e poi dal funzionamento intermittente.
    I cattivi rovinati definitivamente, rimpiango i tempi quando i Dalek e gli angeli riuscivano davvero a scuoterti.
    Persino i Silenti, o preti confessori come abbiamo imparato, hanno avuto finalmente una frettolosa spiegazione e perso completamente di interesse,
    La preghierina di Clara e i Signori del tempo che mandano la magica polverina rigenerativa in risposta sono terribili.
    E ancora battute sulla nudità. vecchie libidinose e milf psicopatiche flirtanti, davvero?
    Boh, non mi è piaciuto neanche l’addio di Matt, l’ho trovato troppo forzato.
    Sono contentissima che ci sia un nuovo dottore, il cinquantesimo sia passato (male a mio parere) e si possa ricominciare. Ma Moffat deve fare molto meglio di così, ha Capaldi tra le mani e soffrirei terribilmente se me lo rovinasse.

    Rispondi

  30. A me l’episodio è piaciuto molto nella sua linearità, ma soprattutto nella sua dolcezza. Il Dottore che rimane su Christmas a salvare l’universo e a riparare giocattoli, credo riassuma quello che è stato Eleven, dolcissimo, anziano, bambino. Clara io l’adoro e anche in questo episodio l’ho apprezzata tantissimo, una gran companion. E l’addio mi ha commossa, nonostante Eleven non sia il mio Dottore, nonostante Amy non mi sia mai davvero piaciuta, nonostante tutto, è stato un colpo al cuore (quando lascia cadere il bow tie mi sono trasformata in un fiume di lacrime) e poi Peter! Fenomenale la sua entrata improvvisa, l’occhiata schizzata e qual “come si guida questo affare?” che mi ha uccisa.

    Rispondi

  31. A me la nonna è piaciuta e l’ho trovata simpatica, sia nella scenetta divertente che nel discorso più lacrimevole.
    forse le uniche due battute azzeccate, dato che il resto dell’episodio o erano spiegoni o erano banalità. Capaldi salvaci tu.

    Rispondi

  32. Sono d’accordo con Andrea e Mara che quoterei per intero.

    A dire la verità, l’unico momento dell’episodio in cui ho versato una lacrimuccia è stata quando è comparsa Amelia.

    Un po’ troppa fuffa e troppa roba buttata insieme accaso (i weeping angels nella neve, perché?) e frasette di circostanza per spiegare due cose (“ah allora il tardis l’hanno fatto esplodere loro”), decisamente sarebbe stato meglio dividere la storia in due parti perché era tutto troppo frettoloso. E poi, episodio di Natale solo perché il paese si chiama Christmas? MADDAI.

    Sono affranta ma lo devo dire: Moffat è tanto bravo nel scrivere storie ma, esclusa River Song, i finali e gli addii proprio non gli vengono bene. Non mi era piaciuta la fine dei Pond e non mi è piaciuta la fine di Eleven.

    Rispondi

  33. “Se non si può mentire… perché il Dottore può dire al non-Barnable che ha un piano, pur non avendolo? Okay, credo che questo possa effettivamente essere un buco di sceneggiatura.”

    Un piano ce l’aveva: come ha detto, parlare tanto, sperare che succeda qualcosa di buono e prenderne il merito. A quanto pare il sarcasmo è una zona grigia del truth field…

    Rispondi

  34. @ Lisa C.:
    Condivido, brutto episodio, bello il monologo finale e poco altro.

    Rispondi

  35. Phil G ha scritto:

    “Se non si può mentire… perché il Dottore può dire al non-Barnable che ha un piano, pur non avendolo? Okay, credo che questo possa effettivamente essere un buco di sceneggiatura.”

    Un piano ce l’aveva: come ha detto, parlare tanto, sperare che succeda qualcosa di buono e prenderne il merito. A quanto pare il sarcasmo è una zona grigia del truth field…

    mbah, ci stava una profezia abbastanza precisa su Trenzalore: non si può mentire o evitare di rispondere. Certo, a livello logico una risposta evasiva è una risposta e non è una menzogna, però stiamo sempre al punto in cui Moffat dichiara una cosa in maniera ultra pomposa e poi l’aggira dicendo:”scherzone! machechavetecredutopedavvero?!”

    Rispondi

  36. @ Faust: anche io davo per morti i genitori di Clara. E non mi spiego come mai per me sono morti! Non è che lo diceva in un episodio? O forse mi confondo con la famiglia dove viveva? Mah.

    Comunque a commento dell’episodio mi unisco al “coro” dei delusi e di quelli che hanno apprezzato solo gli ultimi minuti. Quest’episodio non mi ha entusiasmato, mi è sembrato tirato via e anche un po’ scontato, banale. Non pretendo assurde soluzioni alle situazioni in cui finisce il Dottore, ma quel discorsino di Clara alla crepa l’ho trovato penoso e quelle rigenerazioni arrivate così…mah sarà colpa delle mie aspettative.
    L’avete già scritto in molti, ma anche secondo me quest’ultima parte di stagione qualcosa non ha funzionato, è questo “qualcosa” che non me l’ha fatta apprezzare fino in fondo. Un mio amico sostiene che ci sia bisogno di un cambio di vertice (quindi un cambio di Moffat). A questo punto visto che Capaldi mi ispira fiducia, spero che sfornino trame e episodi validi e coinvolgenti perchè mi dispiacerebbe smettere di seguirlo per “noia”.

    Rispondi

  37. Ho amato questo episodio, è stato epico e poetico allo stesso tempo e mi pare che abbia chiuso parecchie trame e ci abbia fornito molte risposte. Matt mi mancherà, eleven ( o twelve?) era il mio dottore: quello con cui ho conosciuto la serie e che ho apprezzato di più, ma Capaldi ha fatto una grande entrata in scena e mi aspetto molto da lui.

    Rispondi

  38. Archiviare tutta la story line di Eleven in fretta e furia con un deus ex machina e inserire lo SPIEGONE (proprio non lo reggo) per tirare le fila è stata una scelta un po’ deprimente. L’episodio è stato tremendamente statico, non è successo nulla sullo schermo, tutta “l’azione” è stata spiegata dalla voce narrante. Credo che si potesse fare di meglio. Visto che è Natale la città in cui il Doctor passa 300 anni si chiama convenientemente Christmas, avrebbe potuto anche chiamarsi Girfoushgenji che non sarebbe cambiato niente.
    Amarezza a parte, secondo me in questo episodio emergono un po’ i limiti di Moffat: troppa storia, troppi intrighi, troppi misteri e poco tempo per svolgerli al meglio, dando anche spazio sufficiente all’approfondimento dei personaggi. Clara è un personaggio carino, ma svelato il mistero dell’impossible girl ormai è una companion qualunque senza nessuna caratteristica particolare.
    Guilty di non aver mai superato l’addio di Tennant, lo ammetto, e ammetto che la puntata finale di Tennant era stata una cosa obbrobriosa, nonostante questo secondo me l’episodio non ha reso abbastanza intensità e pathos in un momento cruciale come la rigenerazione di Matt Smith.

    Rispondi

  39. @ Faust: anche io ero convinta che fosse orfana, boh avranno reboottato l’universo in un momento in cui non ero attenta…

    Rispondi

  40. Non ho capito chi siano quei due, ma di sicuro non sono i suoi. Non assomigliano per niente a quelli mostrati in altre puntate, e poi li chiama per nome. La mia ipotesi è che sono zii.

    Rispondi

  41. Io non ho ancora capito alcuni passaggi della puntata, ma per motivi legati alla mia orticaria da paradosso. Vorrei chiedere un aiuto solo per comprendere la parte finale: Ma se i timelord per capire se erano nell universo giusto a cui tornare, avevano bisogno di sapere se quello al di là della crepa fosse il “giusto“ dottore (con il suo nome “vero“)…. scusate eh: ma se gli danno il set di rigenerazioni, allora SANNO/CAPISCONO (grazie a Clara) anche che é il vero Dottore e che l‘universo é quello giusto… allora perché diavolo non son tornati veramente? *_* A meno che non aspettino… tempi migliori? Capaldi e l‘ottava stagione?

    Rispondi

  42. @ stefy:
    Se non mi sbaglio quando il Dottore spiegava il motivo del messaggio ha anche detto una cosa del tipo “se rispondo sanno che sono io e che è sicuro, possono tornare”. Secondo me devono aver capito che rischiavano troppo a tornare (concordanza dei tempi verbali: off). Quello che non mi è piaciuto è che possono chiudere e aprire crepe a piacere, il tutto per rendere la scena più spettacolare.

    Rispondi

  43. Non vorrei sembrare acido, ma questo episodio- e più in generale tutta la saga del dr. Who 2.0- mi appare una confezione brillante, a tratti sontuosa, che riveste un prodotto di intrattenimento largamente sopravvalutato. Certo, gli assiomi della fiction – un timelord capace di 12 rigenerazioni che viaggia liberamente nel tempo e nello spazio a bordo di una navicella spaziale – concedono agli sceneggiatori una certa libertà di manovra. Ma l’impressione è che tendano ad abusarne, tra paradossi, riscritture delle linee temporali, pianeti che scompaiono in altre dimensioni, salvo poi fare capolino attraverso crepe nel tessuto della realtà. I Dalek, i Cyberman, i “weeping angels” mi appaiono come soldatini di piombo usati da un bambino per condurre una guerra immaginaria e ripetitiva, in cui l’esito è scontato fin dall’inizio e la suspance latita completamente. Ma in fondo, tutto il Dr Who è un prodotto per ragazzi (e non è una definizione spregiativa, lo siamo un po’ tutti, anche se in percentuali differenti da persona a persona) tra ammiccamenti, contorsioni, strizzate d’occhio allo spettatore, scene un po’ penose come quella dei vestiti olografici, cacciaviti sonici dalle possibilità illimitate.
    Poi ti affezioni anche ai personaggi e magari ti dispiace vederli sostituiti da nuovi interpreti. Ma lo schema è consolidato e ciò, alla lunga, diminuisce il piacere del gioco che ti viene proposto.

    Rispondi

  44. @ Kiki May:
    sì, penso si sia risposato… diciamo che la “madre” di Clara non è molto materna in questa puntata come quella che le ha donato il libro con la foglia eccetera eccetera… non so voi, ma a me veniva voglia di sputarle in un occhio, scusate la schiettezza :D
    comunque ho adorato la puntata (anche se mi sarei aspettata un po’ di più) e anche le scenette in famiglia Oswald :)
    matt grazie di tutto, sei stato fantastic :)
    e addio cravattino :(

    Rispondi

  45. @ Phil G:
    Ah ok, quindi solo avere il check del nome, avrebbe confermato che l‘universo oltre a essere quello giusto, era anche“sicuro“ per loro. Per quello non son “passati“ ma si son limitati al set regalo. Mi era sfuggito il significato completo della battuta. Grazie! ^^;

    Rispondi

  46. Secondo voi Capaldi che chiama la Tardis “Thing” è solo per la confusione momentanea da rigenerazione o il 12° la considererà come una cosa invece che come un’essere vivente?

    e, Laz, per favore illuminaci tu se sai qualcosa sui genitori di Clara. Il padre non somiglia neanche lontanamente a quello della foglia e la madre ovviamente è morta!

    Rispondi

  47. Ma solo io penso che tash lem sia in qualche modo una reincarnazione di river (sa pilotare il tardis, il dottore la chiama una psicopatica dopo che river era stata definitia tale all’interno dell’episodio)?

    Rispondi

  48. Thiliol ha scritto:

    A me l’episodio è piaciuto molto nella sua linearità, ma soprattutto nella sua dolcezza. Il Dottore che rimane su Christmas a salvare l’universo e a riparare giocattoli, credo riassuma quello che è stato Eleven, dolcissimo, anziano, bambino. Clara io l’adoro e anche in questo episodio l’ho apprezzata tantissimo, una gran companion. E l’addio mi ha commossa, nonostante Eleven non sia il mio Dottore, nonostante Amy non mi sia mai davvero piaciuta, nonostante tutto, è stato un colpo al cuore (quando lascia cadere il bow tie mi sono trasformata in un fiume di lacrime) e poi Peter! Fenomenale la sua entrata improvvisa, l’occhiata schizzata e qual “come si guida questo affare?” che mi ha uccisa.

    Io ho invece opinioni opposte, trovo Clara ai limiti dell’irritante, vivacchia tra l’inutile e l’essere lì per caso. Le fanno dire quella frasetta e via, il resto della puntata era meglio che non ci fosse (e se guardiamo bene, ha ben poco screen time per fortuna). Il confronto con Amy Pond poi è insostenibile e, giustamente, il Dottore ricorda lei come ultimo atto della sua vita, non la “ragazza impossibile”. Spero che trovino una compagna all’altezza il prima possibile.

    Rispondi

  49. Possibile Girl 30 dicembre 2013 at 04:22

    Ma se il Dottore non muore a Trenzalore, lì non c’è la sua tomba, Clara non ci può entrare, e non può diventare the Impossibile Girl, quindi tutta la settima stagione a partire da Asylum of the Daleks risulta cancellata, compresi il salvataggio di Gallifrey, il ritorno della crepa, la battaglia di Trenzalore, e la rigenerazione di Eleven 0___o

    Rispondi

  50. Possibile Girl ha scritto:

    Ma se il Dottore non muore a Trenzalore, lì non c’è la sua tomba, Clara non ci può entrare, e non può diventare the Impossibile Girl, quindi tutta la settima stagione a partire da Asylum of the Daleks risulta cancellata, compresi il salvataggio di Gallifrey, il ritorno della crepa, la battaglia di Trenzalore, e la rigenerazione di Eleven 0___o

    In effetti….

    Rispondi

  51. Possibile Girl ha scritto:

    Ma se il Dottore non muore a Trenzalore, lì non c’è la sua tomba, Clara non ci può entrare, e non può diventare the Impossibile Girl, quindi tutta la settima stagione a partire da Asylum of the Daleks risulta cancellata, compresi il salvataggio di Gallifrey, il ritorno della crepa, la battaglia di Trenzalore, e la rigenerazione di Eleven 0___o

    Io invece l’ho letta diversamente: quello che abbiamo visto da The Name of the Doctor in poi è quello che avrebbe dovuto essere il futuro del Dottore se fosse morto a Trenzalore (si risolve così anche il dubbio iniziale che avevo avuto: Clara, entrando nella timeline del Dottore, conosce TUTTE le sue reincarnazioni…allora avrebbe dovuto vedere anche i suoi volti futuri, e quindi sapere che avrebbe avuto un nuovo set di rigenerazioni. Risposta: NO! Perché quello morto a Trenzalore è il Dottore che non è stato aiutato dai Time Lord, quindi con solo le reincarnazioni che conosciamo fino a Matt Smith).
    L’intervento dei Time Lord permette di riscrivere IL FUTURO: il Dottore non muore più a Trenzalore, ma quello che abbiamo visto prima ormai è successo nel passato sia del Dottore che di Clara, non accadrà più in futuro ma quello che hanno visto e hanno sperimentato da The Name of the Doctor in poi per loro è già successo e quindi rimane nel loro passato e nei loro ricordi.

    Tornando all’episodio in sè, confesso che alla prima visione in diretta (sarà che ero assonnata dopo la mangiata epocale al pranzo di Natale) non sono rimasta particolarmente colpita. Tolti i 10 minuti finali (ho adorato il monologo finale di Matt, perché lì oltre al Dottore è Matt stesso che parla…ed è adorabile!), la comparsa sia di Amelia bambina che di Amy adulta e il suo “Raggedy Man, goodnight” (anche a me Amy all’inizio non piaceva, ho cominciato ad apprezzarla solo quando sono diventati “i Pond”), il resto è sembrato anche a me un po’ frettoloso. Leggendo la recensione ho capito anch’io cosa mi è suonato strano: un episodio di questa portata, con tutta la carne messa al fuoco, avrebbe meritato almeno un doppio episodio come The End of Time part 1 & 2! I riassuntini fatti dalla voce fuori campo di Tasha Lem…meh! Tutto troppo sbrigativo.
    Però dovendo fare un bilancio finale l’episodio non lo definirei BRUTTO: forse non all’altezza dell’addio di Eleven (che non è stato il MIO Dottore ma dopo la perplessità iniziale ha saputo senz’altro conquistarmi), mi sarei risparmiata il teatrino degli abiti olografati, mi sarei risparmiata la fatica di tirare su questo dubbio che Tasha Lem possa essere una reincarnazione di River Song (perché credo che è questo che Moffat voglia farci credere, si è disturbato troppo a infarcire ogni loro discorso di rimandi ambigui…insomma, se è lei dillo, sennò evita misunderstanding! Già c’è troppo macello in quest’episodio!! Millemila nemici che fanno una comparsata di 5 secondi a testa…non ci sta per me). Anche la rigenerazione a starnuto all’inizio mi ha lasciata così ò_O’ ma poi alla seconda visione me la sono fatta andare bene: il Dottore dice proprio che, essendo il suo primo nuovo set di rigenerazioni, non sa come funzionerà…e in effetti da quando fa esplodere il campanile a quando vediamo comparire Capaldi passano due ore! L’energia rigenerativa era quasi finita e quindi la nuova faccia appare senza troppe cerimonie. Tutto sommato ci può stare.
    Ultimo punto dolente, anche per me: Clara. Fin dall’inizio non ho mai adorato in particolare questa companion, non ero per niente incuriosita dal mistero della Impossible Girl ma più che altro infastidita dalla sua perfezione. Negli ultimi 2 episodi Clara è stata giustamente messa un po’ più in disparte per dar spazio al Dottore, ma nel suo stare in disparte ha saputo essere decisiva. Quindi per me guadagna senz’altro qualche punto rispetto alla stagione 7, ma non siamo ancora ai livelli a cui posso affezionarmi perdutamente al suo personaggio: spero ci lavoreranno molto nella prossima stagione.
    In definitiva: ciao Matt, e grazie per il tuo fantastico Dottore. Benvenuto Peter, confido molto in te! ;)

    Rispondi

  52. DEMOFFATTIZIAMOCI!

    Per chi ha visto “The Five(ish) Doctors Reboot”, Steven Moffat è quello che gioca con le action figures di Ten e Eleven e dice alla sua segretaria di non passargli nessuna telefonata.
    Questa scena rappresenta didascalicamente il motivo per cui, se alla BBC non cambiano quanto prima il produttore, la serie del Dottore non resisterà altre due stagioni.
    La mia opinione è che ormai Moff è talmente preso da deliri di onnipotenza che gestisce la produzione come fosse il suo giocattolo, avendo perso quella sensibilità e attenzione verso il pubblico (whovians e no), quella che aveva ad esempio

    Russel T.D. e che ha reso possibile il riavvio della serie.
    Come autore ha perso anche la capacità di scrivere storie appassionanti (vi ricordate Blink?) troppo preso ha scrivere contorte trame principali a discapito delle storie singole.
    Pensate che stia esagerando? ok è solo la mia opinione pertanto vi faccio una breve pagella della stagione conclusa:

    “The Bells of Saint John” – sembrava un copione scartato di Torchwood
    “The Rings of Akhaten” – orribilmente noiooooso
    “Cold War” – una boccata d’aria finalmente, infatti l’ha scritto Gatiss
    “Hide” – nella media
    “Journey to the Centre of the TARDIS” – un poco sopra la media con un tocco di già visto
    “The Crimson Horror” – troppi dejà vu
    “Nightmare in Silver” – bella storia realizzata malissimo
    “The Name of the Doctor” – puntata scricchiolante e concentrata solo sugli ultimi 30 secondi… che spreco di risorse!

    e ce ne ho anche per gli speciali

    “The Night of the Doctor” – li vogliamo aggiungere un paio di minuti Moff?

    “The Last Day” – potevano realizzarlo i fan con i cellulari

    “The Day of the Doctor” – una storia banale soffocata dalla celebrazione e salvata solo dagli attori

    “The Time of the Doctor” – concordo con Laz che ci sarebbero voluti due speciali per realizzare l’idea, pertanto un altro spreco di risorse

    Un’aggiunta : quest’anno si è percepito troppo un Moff concentrato sugli speciali e poco sugli ordinari campando sulla rendita del personaggio e dei successi delle stagioni precedenti.

    Potrei continuare ancora e dimostrare che l’inizio di una parabola discendente si intravvedeva anche nella stagione 2012 ma ve lo risparmio.
    Spero che la serie si riprenda e che si assista presto ad una rigenerazione del Produttore.

    Rispondi

  53. molto vero.
    a farne le spese non siamo solo noi (o la decenza dell’ammettere l’ovvio, perchè c’è qualcuno che davvero pensa che Moffat abbia pensato alle scricchiolanti soluzioni proposte in questo episodio fin dagli inizi della sua avventura come showrunner e non siano idee partorite in extremis probabilmente scritte la mattina sul water), ma anche i personaggi stessi. A parte la famosa storia sul sessismo (accuse rincarabili alla luce della nuova arrivata Tasha, e se non è sessismo è incapacità di concepire un modello di donna che non avessimo già visto in altre due o tre versioni, peraltro pure le nonnine sono sassy, flirty & clever) abbiamo avuto un dottore bambino che ha passato la sua vita da Undicesimo a cercare modi di evitare le conseguenze delle sue azioni (abbandona Clara per tre volte in questa puntata, e per tre volte quella neanche fa finta che gliene importi) che puntualmente gli vengono forniti da uno showrunner compiacente (big friendly button). A fare le spese della gestione cieca degli archi narrativi è stata anche Clara stessa: alla ragazza nostra contemporanea è rimasto solo un guscio vuoto da riempire di faccette ammiccanti e occhi da triglia, dato che nel corso della settima serie non si sapeva come portarla avanti: gli sceneggiatori all’inizio sapevano – così ho letto – che la companion del dottore sarebbe stata la Clara Vittoriana di The Snowmen, e quindi su di lei avevano basato la loro scrittura degli episodi successivi, poi chiaramente stravolti da questo punto di vista. di qui la sua insipidità, di cui Moffat pare consapevole se corre grossolanamente ai ripari facendole esplicitare (il dire e non mostrare è uno dei suoi stilemi) quello che Clara è per effetto del truth field. qualcuno aveva mai notato che nell’intimo Clara è una bossy control freak? adesso lo sappiamo. Proprio un’ottima scrittura.

    Rispondi

  54. @ Salvo Bzero:

    Tasha Lem è in effetti uno dei personaggi più brutti che io ricordi. Tout court.

    Rispondi

  55. Parentesi su Jenna-Louise Coleman: l’ho appena vista in “Death Comes to Pemberley” ed è molto più brava di quello che le viene chiesto di essere in Doctor Who.

    Rispondi

  56. @ Mara R.:
    … esattamente! a cosa serve fare un casting eccezionale se poi lo sviluppo del personaggio è mediocre?
    Diventa lesivo per l’attore; anch’io penso che la Coleman valga di più di quanto le fanno fare in scena; anch’io penso, come Salvo Bzero, che le abbiano appioppato stereotipi rimasticati… e facci l’occhio inumidito … e ripeti il tormentone al Dottore di cambiare la Storia … e fai la posa da maestrina inglese…
    E’ questa la politica sbagliata del produttore

    Rispondi

  57. Si, episodio in 2 parti , 3 parti , 4 parti …… n parti … una stagione per dire addio a Matt :'(

    Prima della visione mi chiedevo : ” perché hanno preso un vecchio ( relativamente alla giovinezza di Matt) per interpretare il nuovo dottore, ora credo di aver capito : il doc ha a disposizione un nuovo ciclo di rigenerazioni e quindi il nuovo dottore doveva essere più anziano altrimenti alla 24esima rigenerazione era un feto !

    River, River… sarà la solita romantica ma volevo che Lui la rivedesse. Invece SGRUNG! la Pond ! Uffa ! Ok sono gelosa e capisco che “no Pond , no River ! ”
    Io spero che la facciano rivedere.

    Matt sarai per sempre il mio Dottore e tu lo sai perchè !

    Rispondi

  58. Per la prima volta sono stata delusa da Moffat.
    Matt si meritava molto di più..un uscita spettacolare, incredibile e indimenticabile, proprio come è stato lui. La storia poteva anche andare ma doveva essere strutturata meglio, come hanno già detto, un’ora non è bastata per dire addio al MIO dottore.
    Mi sarei aspettata una rigenerazione lunga e commovente ma oltre al monologo del Dottore, che è stato incredibilmente affascinante (dove si notava da centinaia di km che era soprattutto il discorso di Matt, e per questo lo ha reso ancora più commovente), è stata una rigenerazione frettolosa e piatta. L’addio ad Amelia è stato fantastico e ha rimarcato ancora una volta lo speciale rapporto che li legava. Ma River Song? Non so se mi ricordo bene, ma non ci doveva essere anche Alex in questo speciale? Sarebbe stata tutta un’altra cosa con la professoressa Song che incoraggiava e dava fiducia al SUO dottore. E invece lui ha trascorso 300 anni a costruire giocattoli per i bambini, stava per morire (anche se alla fine si è rigenerato) e non gli è passato nemmeno per un attimo in mente di dare l’addio a sua moglie? Beh almeno alla faccia di tutti quelli che credono che il dottore non la ama, la frase ‘non sarei arrivato fin qui senza di lei’ fa capire per l’ennesima volta quando ci tiene (anche se ha uno strano modo di dimostrarlo).
    E’ stato molto più commevente The impossible Astronaut quando ha dato l’addio a tutte le persone a cui voleva bene.

    Per quando riguarda Clara sebbene adoro come recita e la trovo adorabile, deve fare molta strada per raggiungere la magnifica Amy. Jenny potrebbe fare tanto, me lo sento, purtroppo il Moff però la usa quando gli fa comodo, senza creagli una carattestica, un carattere di per se. In questo speciale poi, oltre l’inizio, la cena con la famiglia (che al contrario di molti, ho adorato) si è completamente perduta, non gli ha dato nessuna importanza.

    Non vedo l’ora di vedere Peter nei panni del dottore. Da quando ci hanno fatto capire il dottore di Peter non si ricorda nulla. Come farà ad affrontare i propri nemici, e quando incontrerà delle sue vecchie conoscenze, una a caso River (chissà perchè ho nominato lei..) come si comporterà?

    Rispondi

  59. @Meiko96:
    “Non vedo l’ora di vedere Peter nei panni del dottore. Da quando ci hanno fatto capire il dottore di Peter non si ricorda nulla. Come farà ad affrontare i propri nemici, e quando incontrerà delle sue vecchie conoscenze, una a caso River (chissà perchè ho nominato lei..) come si comporterà?”

    No, e’ una normalissima amnesia post-rigenerazione. Il Dottore tende a soffrire di amnesia e confusione mentale sin dal tempi del Quarto (mi pare che lo sia anche il Terzo, ma dovrei riguardarmi l’episodio). Senza arrivare alle esagerazioni del Sesto (che arrivo’ a tentare di strangolare Peri :D ), ma bene o male è ricorrente.
    Aggiungo una piccola riflessione nata da quello che sto leggendo in rete, ovvero che c’e’ una piccola frangia “Moffat ti odio, era meglio con RTD” abbastanza estrema. La cosa che mi fa sorridere è che molte delle critiche che muovono a Moffat, con le dovute differenze, c’erano anche sotto RTD! Le accuse per i finali sottotono, o poco rispettosi del personaggio, la famosa “gay agenda” (per Moffat invece l’accusa di sessismo) e via cosi’. :)

    Rispondi

  60. ale ha scritto:

    Io invece l’ho letta diversamente: quello che abbiamo visto da The Name of the Doctor in poi è quello che avrebbe dovuto essere il futuro del Dottore se fosse morto a Trenzalore (si risolve così anche il dubbio iniziale che avevo avuto: Clara, entrando nella timeline del Dottore, conosce TUTTE le sue reincarnazioni…allora avrebbe dovuto vedere anche i suoi volti futuri, e quindi sapere che avrebbe avuto un nuovo set di rigenerazioni. Risposta: NO! Perché quello morto a Trenzalore è il Dottore che non è stato aiutato dai Time Lord, quindi con solo le reincarnazioni che conosciamo fino a Matt Smith).
    L’intervento dei Time Lord permette di riscrivere IL FUTURO: il Dottore non muore più a Trenzalore, ma quello che abbiamo visto prima ormai è successo nel passato sia del Dottore che di Clara, non accadrà più in futuro ma quello che hanno visto e hanno sperimentato da The Name of the Doctor in poi per loro è già successo e quindi rimane nel loro passato e nei loro ricordi.

    si ma ci rendiamo conto dunque che si tratta dell’ennesimo resettone? Una tizia in un blog ha individuato per le 3 stagioni di Eleven qualcosa come 8 timeline diverse che si ramificano in altrettante sottobranche, questo perché a fine di ogni stagione l’unica cosa che è riuscito a inventarsi questo mirabolante sceneggiatore che risponde al nome di Steven Moffat è il classico Big Friendly reset button. Ogni. Santa. Volta. ( e tra finale di settima, 50 special e episodio natalizio, 3 reset su 3, yay!)
    È normale aspettarsi del timey wimey (ormai frase abusata per giustificare i buchi narrativi) o dei paradossi in una serie fantastica sui viaggi nel tempo, ma non possono essere gli unici espendienti narrativi per concludere i casini creati nel corso della stagione! Che poi se con l’uso del reset o dei fixed point fosse comunque coerente, ci potrebbe anche stare: ma se in Time of the Doctor cambi solo e soltanto il futuro, allora non ha senso che in altre occasioni è il passato a modificarsi! È che ormai Moffat (che amavo ai tempi dell’era RTD, e che ha continuato a darci episodi meritevoli finanche alla sesta stagione) ormai scrive in balia ai deliri di onnipotenza e in funzione di tumblr, quindi poco gli importa della coerenza interna o se le sue soluzioni sono quanto più di telefonato possa esistere o raffazzonato all’ultimo momento se milioni di fan lo acclamano sui social network

    Rispondi

  61. Guardate che il resettone e’ un falso problema. Ma davvero falso.
    Ora, non so quanta fantascienza seguiate, ma vi invito a guardarvi la timeline di Star Trek. Limitatevi pure anche a una sola serie, per esempio TNG, che ha una fortissima coerenza interna. E le incongruenze lampeggiano come fari. E parliamo di una serie che non e’ basata sui viaggi nel tempo.
    Ora. Ci sono 8 timeline diverse in tre stagioni? E il problema quale sarebbe?
    Senza scomodare tanta fantascienza classica, prendiamo la teoria temporale di Ritorno al Futuro. Ogni volta che andiamo indietro nel tempo generiamo una timeline differente.
    Ogni puntata di Doctor Who e’ una modifica della timeline, solo che non ve lo dicono chiaramente.
    Ma andiamo ancora piu’ a fondo con Who. Qualcuno sa dirmi inche anno esatto avvengono le avventure del Terzo Dottore con la UNIT? beh, non si sa. In alcune puntate di parla di anni ’80, in altre di anni ’70.
    Questo per dire che il gioco della coerenza temporale in Doctor Who semplicemente non funziona.
    E’ una serie totalmente anarchica per natura. Quelli di Moffat non sono deliri di onnipotenza, ma sta sfruttando piu’ a fondo caratteristiche intrinseche della serie da 50 anni. Cosa che RTD faceva con piu’ moderazione, preferendo approcci diversi. Questo non significa che Moffat non sbagli, la qualita’ della scrittura non e’ sempre la stessa e sono il primo a dire che questo episodio finale di Eleven (che comunque ho amato) ha i suoi difetti.
    Ma non andiamo a cercare delle pecche dove non ce ne sono.
    Come questo discorso dei buchi narrativi. In realta’ di buchi narrativi ce ne sono pochissimi. Quelli che chiamate buchi narrativi sono in realta’ risoluzioni di trama che dal vostro punto di vista sono insoddisfacenti. Ma ci sono. Contestabili finche’ volete, ma ci sono. Il buco narrativo, per esempio, sarebbe stato presente se non fosse stata data risposta a come si e’ generata la crepe nell’universo. Ma la risposta c’e’ stata.
    Che poi sia stata discutibile per qualcuno e’ un altro discorso, ma non e’ un buco.

    Rispondi

  62. @Michele Amadesi

    Non guardo serie di fantascienza purtroppo, e con DW non faccio eccezioni, dato che per me non è assolutamente fantascienza ma fantasy allo stato puro (IMHO eh, lo ribadisco) quindi il mio non è un paragone con altri telefilm ma con la serie stessa. Prendiamo l’era RTD: non mi sembra che ad ogni finale di stagione ci fosse il reset button per finire tutto a tarallucci e vino vanificando l’intreccio costruito fino a quel momento. Alla fine della seconda stagione Rose finiva nell’universo parallelo (che poi sia tornata – scelta da me giudicata molto discutibile peraltro – è purtroppo un altro paio di maniche) ma non è che abbiano fatto il conveniente rewind per non scontentare nessuno. Martha è diventata l’eroina che tutti sappiamo (crescendo molto anche come personaggio, dimostrando tutta la sua indipendenza come donna) dopo una serie infinita di vicissitudini causate da Saxon/Master Una delle poche volte in cui si è creata un’altra linea temporale è stato il what if di Turn Left ad esempio, visto dalla prospettiva di Donna. Per non parlare di River, che si viene “salvata” ma che di fatti muore nella Library: fosse stata scritta oggi da Moffat avrebbe quasi sicuramente trovato un modo per farla tornare indietro come nulla fosse (del resto la rivediamo in the Name senza una vera motivazione plausibile se non per effetto lacrime napoletane, come la visione di Amy nel finale di the Time :/)
    Non mi disturba che ci siano duecentomila timeline comunque se sono funzionali alla storia (vorrei farti un esempio di una serie di visual novel ma non mi sembra il momento), ma non può essere ogni volta la soluzione indolore a tutti i problemi.
    Sul fatto che non siano buchi ok , chiamamoli in un altro modo, ma sempre difetti di sceneggiatura sono: una trovata rappezzata all’ultimo momento (dietro la porta 11 di God Complex la crepa? e perché dire ” Of course. Who else.”?; i Silenti dei confessori? e a che serve che facciano dimenticare? Non sarebbe più comodo che dimeticassero loro i peccati? Inoltre perché se tanto anche i Silenti eretici avevano lo stesso scopo di fermare il Dottore, uccidono gente random come la tipa in bagno?) è a mio parere peggio di una risposta non data. Se non altro la seconda lascia libera ad interpretazioni più plausibili.

    Rispondi

  63. Doctor Who ufficialmente e’ fantascienza, seppure piu’ in zona narrativa alla Douglas Adams (il quale ha scritto anche per Doctor Who, supervisionandone anche un paio di stagioni del Quarto). Poi ognuno ha le sue idee :)
    Il fatto, Sabrina, e’ che tu a mio avviso parti da un presupposto diciamo “errato” (lasciami passare il termine), ovvero consideri solo l’epoca RTD. (sempre se ho capito bene). Il che e’ normale, dopotutto, se Who l’hai scoperto cosi’.
    RTD, per rilanciare Who, ha attuato una politica dei piccoli passi, reintroducendo elementi classici moderatamente e per gradi. Moffat si e’ trovato con una serie perfettamente in grado di reggersi da sola e si e’ potuto permettere di lavorare a pieno ritmo su tutta una serie di elementi che spaziano in 50 anni di vita narrativa di Doctor Who.
    Ora, quello che sta spiazzando vari fan recenti è che Moffat non si fa problemi a premere sull’acceleratore sfruttando a fondo 50 anni di Doctor Who in tutte le sue caratteristiche.
    E lo vedo anche dal fatto da domande che certi fan si fanno, che chi e’ avvezzo a fantascienza nemmeno se le pone. (potrei citarti delle opere con trame talmente deliranti che quelle di Moffat ti sembrerebbero una esempio di linearita’ e chiarezza :) )
    Moffat non e’ esente da difetti, anzi.
    Tenete pero’ conto che, nel valutare una run nel suo complesso in serie con un universo narrativo di notevole complessità, praticamente mai troverete a combaciare tutte le tessere del puzzle.
    Persino Babylon 5, che è uno degli universi narrativi piu’ coerenti e complessi che ricordi (e anche li’ ci sono salti temporali notevoli), presenta alcune incongruenze :)
    Sono ragionevolmente convinto, comunque, che la prossima stagione, complice anche il nuovo Dottore, sarà maggiormente lineare. C’e’ chi pensa che Moffat sia affetto da deliri di onnipontenza, ma non penso sia cosi’ autolesionista da far partire un nuovo ciclo dopo 10 mesi di pausa complicandosi volontariamente la vita :)

    Rispondi

  64. Michele Amadesi ha scritto:

    Guardate che il resettone e’ un falso problema. Ma davvero falso.
    Ora, non so quanta fantascienza seguiate, ma vi invito a guardarvi la timeline di Star Trek. Limitatevi pure anche a una sola serie, per esempio TNG, che ha una fortissima coerenza interna. E le incongruenze lampeggiano come fari. E parliamo di una serie che non e’ basata sui viaggi nel tempo.
    Ora. Ci sono 8 timeline diverse in tre stagioni? E il problema quale sarebbe?
    Senza scomodare tanta fantascienza classica, prendiamo la teoria temporale di Ritorno al Futuro. Ogni volta che andiamo indietro nel tempo generiamo una timeline differente.
    Ogni puntata di Doctor Who e’ una modifica della timeline, solo che non ve lo dicono chiaramente.
    Ma andiamo ancora piu’ a fondo con Who. Qualcuno sa dirmi inche anno esatto avvengono le avventure del Terzo Dottore con la UNIT? beh, non si sa. In alcune puntate di parla di anni ’80, in altre di anni ’70.
    Questo per dire che il gioco della coerenza temporale in Doctor Who semplicemente non funziona.
    E’ una serie totalmente anarchica per natura. Quelli di Moffat non sono deliri di onnipotenza, ma sta sfruttando piu’ a fondo caratteristiche intrinseche della serie da 50 anni. Cosa che RTD faceva con piu’ moderazione, preferendo approcci diversi. Questo non significa che Moffat non sbagli, la qualita’ della scrittura non e’ sempre la stessa e sono il primo a dire che questo episodio finale di Eleven (che comunque ho amato) ha i suoi difetti.
    Ma non andiamo a cercare delle pecche dove non ce ne sono.
    Come questo discorso dei buchi narrativi. In realta’ di buchi narrativi ce ne sono pochissimi. Quelli che chiamate buchi narrativi sono in realta’ risoluzioni di trama che dal vostro punto di vista sono insoddisfacenti. Ma ci sono. Contestabili finche’ volete, ma ci sono. Il buco narrativo, per esempio, sarebbe stato presente se non fosse stata data risposta a come si e’ generata la crepe nell’universo. Ma la risposta c’e’ stata.
    Che poi sia stata discutibile per qualcuno e’ un altro discorso, ma non e’ un buco.

    Fa piacere che venga tirata in ballo la timeline di Star Trek così colgo l’occasione per ricordare come il filone televisivo venne irrimediabilmente compromesso dalle discutibili scelte di produzione e sceneggiatura della serie “Enterprise” interrotta dopo la quarta stagione contro le sette di TNG, DS9 e VOY.
    Anche in quel caso furono riprodotti molti episodi zavorrati da una trama troppo lunga e intricata tra Guerre temporali e Xindi.
    Più che sul filone lungo si doveva puntare sul singolo episodio (massimo in due parti) ma se ne accorsero troppo tardi; la correzione di rotta fatta durante la quarta stagione alzò un po’ lo share ma lo schianto fu inevitabile.
    Le incongruenze, quando non sono troppo gravi, in un seriale di fantascienza non pregiudicano il suo successo, semmai diventano cibo per noisi panel durante le convention… però sul Silenzio stenderei un pietoso silenzio.

    Con la serie del Dottore si è percorsa la stessa strada e temo che la si percorrerà ancora.
    Ma le STORIE quelle sì che fanno la differenza e, rispetto alla prima gestione Moffat, il 2013 è stato molto deludente.
    Ripeto che, secondo me, Moffat dovrebbe mollare la produzione e limitarsi a scrivere gli episodi come ai tempi RTD; e non per nostalgismo o perchè uno è sessista e l’altro è “gay friendly”.
    Riconosco, però, il merito a Russel T. Davies di avere creato in meno di due anni una efficiente sinergia tra la serie del Dottore e i suoi due spin -off di successo, tramite un meccanismo di progettualità condivisa.
    Moffat dopo il primo anno di produzione ha cominciato con la strategia del tweet-terrorismo con interviste ambigue, con atteggiamenti misteriosi, finti copioni top secret, spoiler smentiti e, Matt Smith potrebbe testimoniarlo, tenendo spesso all’oscuro il cast e i collaboratori.
    Forse non saranno deliri di onnipotenza e me ne scuso per il post di prima, però una cosa la voglio dire, dal giudizio personale di un vecchio fruitore di fantascenza come me, sul lavoro svolto dalle due diverse produzioni:
    Sulla serie “Doctor Who” Russel T. Davies ha avuto una visione; Stevan Moffat ha avuto le visioni.

    Rispondi

  65. Steven, ti faccio solo presente che io ho portato l’esempio di TNG, non di Enterprise. E non ho fatto un esempio a caso, parlando di linee temporali :)
    Per il resto, abbiamo opinioni differenti su Moffat ed e’ giusto che sia cosi’ :)
    Personalmente quando penso a un pessimo showrunner di Doctor Who mi viene in mente solo John Nathan-Turner. E grazie al cielo siamo ben lontani da quei livelli.
    Per chi detesta Clara: per ora vi è andata ancora bene :) Prego sempre che non si ripeta l’incubo Mel
    http://www.youtube.com/watch?v=_AYJpd5ZAQA

    :D :)

    Rispondi

  66. @Michele Amadesi
    ti ringrazio intanto della risposta, in effetti mi mancano dei tasselli per poter fare dei paragoni con altre serie o la serie classica e mi attengo a quanto visto nell’era RTD. Che non era esente da difetti anzi, ma che nel complesso ci ha regalato storie più belle e personaggi veramente indimenticabili e sfaccettati 8 e per questo dobbiamo ringraziare anche Moffat!). E sono d’accordo con te sul fatto che da qualsiasi parte si troveranno inevitabilmente incoerenze: purtroppo per me nell’era Moffat risultano anche più evidenti però, perché a parte la bella facciata della presunta trama complicata non c’è assolutamente niente di concreto:
    prendiamo i personaggi, che sono al più usati come meri plot-device; personaggi poi, senza scomodare la critica del sessismo del Moff, che sono spesso creati con lo stampino e con la profondità di una carta velina (vi sfido a descrivermi il carattere di Amy, River, Tasha Lem o Clara senza usare la formula sassy & clever);
    Belli i dialoghi i monologhi e le frasine che vengono spammate à gogo su tumblr, ma che ci resta se non un “Run you clever boy and Remember” e un “Raggedy Doctor goodnight” e nulla più?

    Che poi a dirla tutta a me le trame complicate piacciono, se ben orchestrate: ma quelle che abbiamo visto in queste tre stagioni hanno solo la parvenza di esserlo, e sono solo inutilmente ingarbugliate per mascherare una sconcertante linearità (aggravata dal resettone finale tarallucci e vino)

    Rispondi

  67. @ Michele Amadesi:
    … ci mancherebbe ed io rispetto la tua opinione.
    Non credo che Moff riporterà la serie ai livelli della fine degli anni ’80, ma la televisione contemporanea è più spietata di quella dei tempi andati … adesso non si aspetta che una serie tocchi il fondo. Basta molto meno.
    E tutti e due convergiamo sul desiderio che la serie possa festeggiare un altro 50esimo.
    Con stima

    Rispondi

  68. @Michele Amadesi: consumo una discreta quantità di sci-fi e, di solito, quando si arriva a riscrivere tutto è quando si è a corto di idee. Moffatt in questo momento mi ricorda Dan Simmons, i primi due libri dei Canti di Hyperion sono da tramandare ai posteri per capacità di usare le possibilità offerte dai viaggi nel tempo, per la capacità di affrescare un futuro con pochissime parole, per la capacità di rendere terrificanti cose semplici, per la capacità di rendere semplici e fruibili cose complesse, per la capacità di rendere tutto questo appassionante, stimolante e divertente.
    Negli ultimi due libri dei Canti di Hyperion Simmons si avvita su se stesso, riscrivere il passato, riscrive il futuro, ti dice mille volta “scherzone, non era come ti avevo fatto credere”, fa fare ai suoi personaggi mille viaggi nel tempo senza che questo porti ad alcunché e alla fine vengono fuori predestinazioni come se piovesse.
    E tutto questo mi ricorda terribilmente la differenza tra il Moffat autore di una storia all’anno e il Moffat curatore.
    Attenzione, non dico che Moffat sia diventato un cane all’improvviso, ma mi sembra evidente che il Moffat geniale ed elegante appaia ogni tanto (Day of the Doctor) e sempre più spesso si faccia prendere la mano dai suoi tick.

    Non è un problema che il tempo venga continuamente riscritto? Eh, no, è un problema. Innanzitutto perchè se no invece di progredire verso nuove storie la serie si avvita su se stessa, e quindi per spiegare com’è successo che in Time of the Doctor siano saltati i punti fermi che sembravano essere stati messi in Name of the Doctor bisognerà scrivere apposta the Ukulele of the Doctor che poi verrà spiegata in Spiegone of the Doctor che verrà retconnato in Amnesia of the Doctor e così via. In secundis, perchè DW deve essere anche una serie drammatica, ma ormai qua sappiamo che ogni volta che succede qualche cosa di drammatico salterà fuori una spiegazione timey-wimey per cui, ops, ti resetto l’universo e mamma e papà sono ancora vivi. E via andare.

    @Steven: per quanto sia critico con la gestione di Moffat, credo che abbia fatto anche ottime cose anche sotto la sua supervisione. I dati di ascolto per ora lo confortano, ma immagino che se la sua impronta portasse a una diminuzione dell’affare lucrossimo che il dottore è per la BBC, il post da showrunner di Moffat salterebbe ben prima di arrivare alla cancellazione.

    Rispondi

  69. cmq vorrei commentare una cosa che fin’ora era stata piuttosto velata. Ossia che Clara confessa che le piace il dottore. Fin’ora c’erano stati dei flirt, ma si potevano interpretare come degli scherzi/presa di posizione tra i due, una specie di gara narcisistica a chi è + sexy.
    Ma la confessione mi ha spiazzato in negativo. Analizziamo l’andamento dei companion. Tutte donne e un solo uomo, rory. Nicky/Micky non lo conto perchè lui e il capitano erano occasionali.
    QUindi:Rose si innamora ed è ricambiata, marta si innamora ma non è ricambiata, donna non si innamora e sono solo amici, amy ci prova ma poi sceglie rory e si mantiene l’ambiguità nel trio almeno fino alla ottava stagione. Quindi vari modi di gestire le relazioni doctor\companion. Ora arriva Clara, e sappiamo che river è definitivamente morta in questa linea temporale. Che si fa? Il dottore si innamora e viene ricambiato?di nuovo? dal punto di vista umano ci starebbe pure, per lui in ofndo sono passati molti anni tra una donna e l’altra. Ma a questo punto avremmo troppi personaggi che si innamorano del dottore, al punto che questo pare si metta a viaggiare apposta per fornicare. Troppo squilibrata come gestione a lungo termine, il rischio di avere un effetto dejavu con quanto accaduto con Rose è molto dietro l’angolo. E già tale effetto c’era nel rapporto tra Smith e Amy, con la differenza che rory stavolta la spunta e non fa la fine di Nicky.
    insomma secondo me “sto matrimonio non s’ha da fare” tra companion e dottore.
    riconosco tuttavia che una companion femminile ci voglia per bilanciare una serie che altrimenti accentrerebbe tutto su un personaggio maschile.
    Toccherebbe inventarsi altro dal punto di vista drammaturgico.
    e vorrei sapere le vostre opinioni in merito.

    Rispondi

  70. @ Maurizio:

    Sai, ci sono tanti post su Tumblr sul sessismo del Moff (Che, personalmente, non mi sembra una questione così esagerata come la fanno alcuni. Solo una volta ho pensato: cacchio, creepy! Anche se, effettivamente, le donne del Moff sono tutte sassy & clever, come scritto sopra, ma non è l’unico scrittore a basarsi su un certo tipo di personaggio che ricorre nella sua opera. Chiudo questa parentesi)
    Personalmente ho visto il romance molto più nel Dottore di Davies, che già parte con Rose, la compagna di cui si innamora ed è ricambiato, per poi passare a Martha che, poverina, vorrebbe rimpiazzare Rose ma non può. Il rapporto con Donna l’ho sempre visto fraterno e amichevole, niente romance in quel caso e anche per questo la mia compagna preferita di Tennant rimarrà sempre e per sempre Catherine Tate (Anche perché quei due hanno hanno chemistry che spacca il muro del suono e sono divertentissimi insieme.)
    Passando avanti, io non ho mai percepito questa storia del romance con Amy né dato peso al presunto triangolo. L’evoluzione del rapporto tra Amy e il Dottore mi è sembrata una delle cose più sensate fatte dal Moff. Riflettiamo: Amy bambina incontra quest’uomo unico e speciale che le condiziona la vita, è quasi naturale che da adulta abbia curiosità di capire cosa prova veramente per il Dottore. Tutto l’interludio tra Amy e il Dottore in camera sua, però, è più buttato sul comico ed Amy stessa non sembra in cerca di romanticismo. Nel rapporto con il Dottore c’è più il legame fortissimo dell’infanzia e anche una certa componente di infantilismo (Infatti Amy fugge dal matrimonio per tutta la S5) In pratica il Dottore, per lei, è il Raggedy Man dell’infanzia e mollarlo significa crescere, cosa che non è subito pronta a fare. Amy ama Rory e il Dottore in modi completamente diversi: se Rory è il suo compagno e non può fare a meno di lui, il Dottore è il suo migliore amico e il Peter Pan che le permette di sfuggire all’età adulta, ma non prova sentimenti romantici per lui né vuole sposarlo.
    E si arriva a Clara, che mi ha infastidita nei primi episodi proprio per questa mezza romance che volevano vendermi. Alla fine credo che, anche in questo caso, si tratti più di amore in senso amichevole e spero che sia così con Capaldi.
    Anche a me tendenzialmente non piace il romance tra Dottore e companion, preferisco la semplice amicizia, che può essere anche un rapporto molto complesso (Vedi sempre Amy). Però d’altro canto si può anche capire perché le donne siano affascinate dal Dottore e abbiano una cotta per lui: è come con le rockstar che hanno dietro un sanno di gente che tira mutande al loro passaggio, è ovvio che un personaggio così speciale attiri preferenze.

    Rispondi

  71. @Maurizio
    Ho pensato anch’io la stessa cosa.
    Tuttavia dire che gli “piace” non significa necessariamente uno sviluppo romantico, anche se le premesse potrebbero portare a quello.
    Se devo dire il vero, in quest’ottica, piuttosto che Clara mi ha più infastidito Tasha Lem e gli ammicammenti del rapporto tra lei e il Dottore in passato.
    Clara avrebbe potuto dare chiari segni di gelosia davasti a Tasha, ma a parte una battutina sarcastica, non ne dimostra.
    Quindi, ritengo, che non considera il Dottore “suo”, in quel senso.
    Clara, semplicemente vuole al Dottore un gran bene e (ci) confessa che gli piace.
    Ma questo non vuole necessariamente dire che che lei sarà la prossima fiamma del Dottore, ecco.

    Comunque, ho come il sospetto che le cose possano cambiare con Twelve.
    A primo impatto, ho come la sensazione che Twelve sarà più folle della sua rigenerazione passata.
    Nell’intera nuova serie il Dottore ha avuto un’evoluzione particolare attraverso le sue 3 rigenerazioni (Nine-Ten-Eleven) in cui, in modi molti diversi, sentiva la necessità di avere qualcuno accanto per lenire la solitudine e il dolore.
    Adesso, eliminato il peso del dolore del genocidio dei Time Lord, tecnicamente non ha più questa stringente necessità. Davanti a sé ha la speranza di rivedere la sua gente, anche se è una speranza problematica.

    E poi diciamolo: l’attore che lo interpreta è più vecchio. Tra Jenna e Peter ci sono circa 30 anni di differenza.
    Questo certamente non è un limite tra un’eventuale nuova storia romantica (che mi auguro che NON ci sia), ma dato che la serie si indirizza più ad un pubblico giovane, suppongo che il rapporto tra i due possa prendere una svolta più alla “figura paterna-figlia”.
    Magari con l’entrata in scena di un nuovo companion maschio.

    Anzi, se ci deve essere una storia sentimentale, vedo molto probabile uno sviluppo del tipo: si unisce al gruppo un nuovo companion (che si piglia una cotta per Clara) – il Dottore spinge pian piano Clara tra le braccia del nuovo arrivato.

    Perché dico questo? Anche se con peculiarità diverse, abbiamo avuto:
    – il Dottore “ruba” la ragazza ad un altro (Rose a Mickey)
    – la ragazza fidanzata (e sulla soglia del matrimonio) si piglia una sbandata – il Dottore si mette da parte e fa in modo che la coppia possa funzionare (Amy e Rory).

    La terza ipotesi, per variare sul tema, è quella di spingere la companion verso un potenziale nuovo arrivato.

    Rispondi

  72. Dimenticavo Martha e Donna.

    -Martha non è ricambiata.
    -Donna è solo grande amica.

    Sì, direi che, se proprio ci deve essere una storia romantica, l’idea che Twelve possa essere una sorta di “cupido” tra Clara e un nuovo companion ci sta tutta.

    Rispondi

  73. Matt non è mai stato il “mio” dottore. E forse è per questo che la puntata non mi ha detto nulla. (a parte la scena in cui appare Amy che, so che molti non saranno d’accordo, reputo la migliore companion delle nuove serie).
    La settima stagione è stata obiettivamente peggiore delle precedenti, più che altro per la mancanza di storie singole belle. Ed anche perchè è divenuto tutto troppo contorto: ora, noi siamo persone intelligenti e comprendiamo il filo logico e tutte le interconnessioni tra puntate; e per la verità sono anche contento che una trama si possa sviluppare in più di una stagione (come accade tra 5 e 6). Ma, capirete anche senza che io mi spieghi troppo di come nell’ultima serie tutto sia divenuto, in fondo, meno piacevole rispetto a prima.
    Sarà che non ho mai digerito l’addio di Tennant (che secondo me come dottore rimarrà insuperato, anche se spero di sbagliarmi) e poi quello dei Pond (in realtà, le serie 5 e 6 funzionano perchè ci sono loro), ma queste ultime puntate tra speciali e serie “normale”, soffrono un po. Poi certo, la puntata del 23 novembre per un fan rimane sempre una grande celebrazione e non potrò mai davvero dire che non mi è piaciuta.
    Ma…
    Insomma, quello che voglio dire è che, in generale, non mi piace la piega data al’ultimo scorcio della serie. E mi pare di capire che lo stesso valga anche per molti altri.

    Detto ciò, rimango dell’opinione che Doctor Who sia ancora, e senza nessun dubbio, una grandissima serie, nonchè la mia preferita.

    Rispondi

  74. mha, riguardo l’assenza di storie singole belle devo dire che le campane di st. jhonn e l’orrore cremisi mi sono piacuti molto. anche viaggio al centro del tardis in un certo senso. E il colpo di scena finale ne “il manicomio dei daleks”.

    Rispondi

  75. Credo che il punto centrale di tutta la quaestione sia: SETTEMBRE??????
    Ricominciano a settembre?
    Ma perché così tardi?

    Rispondi

  76. Mi conforta leggere che non sono la sola ad odiare la “cara” Pond ( della serie: mi sposo il tontolone ma vorrei andare a letto col dottore ) , mentre ho trovato perfettamente in sintonia Doc Smith con Clara ! Ci fosse stata prima !!!

    Per quanto riguarda Capaldi io credo che mi riserverà delle belle sorprese !

    Rispondi

  77. Io credo che Tasha Lem sia una reincarnazione di River Song, anche se non so come sia stata possibile. Il motivo è che sa guidare il TARDIS ed è una psicopatica, come dice il Dottore.

    Rispondi

  78. @ sabrina:

    Ma Tasha parla di River Song al dottore : TASHA: They engineered a psychopath to kill you.
    DOCTOR: Totally married her. I’d never have made it here alive without River Song.

    Vorrei tanto rivedere il personaggio di River, ma come fa Tasha ad essere una sua reincarnazione ? River è stata salvata nella memoria del computer della Libreria.

    Rispondi

  79. @ Pasquale:
    Beh, prima devono girare gli episodi :)

    Rispondi

  80. eleonora ha scritto:

    @ sabrina:

    Ma Tasha parla di River Song al dottore : TASHA: They engineered a psychopath to kill you.
    DOCTOR: Totally married her. I’d never have made it here alive without River Song.

    Vorrei tanto rivedere il personaggio di River, ma come fa Tasha ad essere una sua reincarnazione ? River è stata salvata nella memoria del computer della Libreria.

    River dice esplicitamente di aver conosciuto almeno una incarnazione più vecchia del Dottore (probabilmente, Capaldi)
    Moffat ha due possibilità: tirarla fuori in qualche maniera dalla Libreria (e già l’ha fatto in Name of the Doctor) oppure far incontrare River e il Dodicesimo in qualche punto strano della vita di River

    Rispondi

  81. @ Soldato Kowalsky:

    Grazie della spiegazione, non ricordo oppure non ho visto l’episodio in cui River afferma questo.
    Io ho iniziato a vedere Doc Who da Smith, recuperando su rai 4 alcuni episodi dei suoi predecessori, che non mi sono piaciuti.
    Ma devo farvi i complimenti per le vostre analisi, a leggerle mi sento una babbana che guarda senza riflettere su ciò che vede .
    Un pò è così , mi diverte così tanto la sci-fi che mi rilasso e “subisco” la visione.

    Volevo ringraziarvi per le vostre accurate critiche e analisi, perchè mi fanno capire di più molte cose e mi fanno apprezzare maggiormente lo show.

    Ah, se non l’ho già scritto :
    Buon anno a tutti ! :)

    P.S. dal tuo nick presumo che tu sia fan di stargate :) Indimenticabile O’Neill !

    Rispondi

  82. @ eleonora:
    Se non lo hai visto o non lo ricordi, si tratta del doppio episodio “Silence in the Library”/”Forest of the Dead”, in cui esordisce per l’appunto il personaggio di River Song. Ti consiglio di recuperarlo perché a mio avviso è uno dei migliori episodi del NuWho

    Rispondi

  83. assolutamente uno dei migliori, che poi è il motivo per cui moffat delude, perchè prima aveva seminato cose talmente interessanti (non sempre “originali”, ma”interessanti” si) che poi ha complicato ed intrecciato in maniera convulsa ed affrettata quando ha avuto il potere, non certo il dovere, di farlo. talmente convulsa che poi ci è toccato questo episodio di spiegoni, oltre che ricco dei difetti intrinseci della poetica moffattiana stessa. di qui la delusione e la caduta del mito – che per alcuni era già bella che evidente da prima, e non è che noialtri si viva in una timeline alternativa. Se lo show fosse (come probabilmente sarà in futuro) nelle mani del second in line Gatiss, che almeno nella mia testa è consciamente più umile oltre che meno dotato, ritengo che il Moff potrà almeno TENTARE di scrivere cose più semplici e di impatto come nei suoi anni migliori.

    Rispondi

  84. Ma scusate, oltre al fatto della biblioteca, in “Let’s Kill Hitler” non era stato detto che “River sacrifica tutte le sue rigenerazioni rimaste per salvare il Dottore dall’avvelenamento”? Come è possibile allora che Tasha possa essere una sua reincarnazione?
    A meno che non sia una rigenerazione precedente a River e anche all’amica d’infanzia di Amy e Rory (era stato più spiegato come l’avessero spostata dall’America anni ’60 dell’allunaggio alla cittadina dei Pond? Boh, non ricordo, potrebbe essere esistita in quel lasso di tempo).
    Ma se fosse una rigenerazione precedente, come è possibile che sappia che l’avessero creata psicopatica per uccidere il Dottore?

    Anche a me Tasha=River piace un sacco come idea, ma salvo cancellazioni di timeline di episodi precedenti non lo vedo molto possibile.

    Rispondi

  85. @ SabrinaC:
    Grazie per informazione,
    l’episodio l’ho visto e ricordo che River guardando Tennant gli dice una frase del tipo : ” come sei giovane !”.
    River si mette a consultare il suo diario e gli chiede se ricorda qualche avventura vissuta insieme.
    Il doc non ricorda nulla, non sa chi è lei.
    Ma non avevo dedotto che River avesse potuto conoscere altre rigenerazioni del Doc oltre a quella di Matt.

    L’episodio piace moltissimo anche a me.
    E’ uno di quelli da rivedere !

    @ Salvo Bzero:
    Per mia esperienza come spettatrice di tv show , posso dire che molto spesso accade che gli autori , dopo un pò di tempo che portano avanti una storia ( soprattutto se si parla di sci-fi con viaggi temporali , diverse timeline, ecc..ecc.) abbiano delle debacle .
    Per esempio anche in Fringe , ho riscontrato alti e bassi e la conclusione della serie non i ha soddisfatto totalmente.

    Rispondi

  86. And ha scritto:

    Ma scusate, oltre al fatto della biblioteca, in “Let’s Kill Hitler” non era stato detto che “River sacrifica tutte le sue rigenerazioni rimaste per salvare il Dottore dall’avvelenamento”? Come è possibile allora che Tasha possa essere una sua reincarnazione?
    A meno che non sia una rigenerazione precedente a River e anche all’amica d’infanzia di Amy e Rory (era stato più spiegato come l’avessero spostata dall’America anni ’60 dell’allunaggio alla cittadina dei Pond? Boh, non ricordo, potrebbe essere esistita in quel lasso di tempo).
    Ma se fosse una rigenerazione precedente, come è possibile che sappia che l’avessero creata psicopatica per uccidere il Dottore?

    Anche a me Tasha=River piace un sacco come idea, ma salvo cancellazioni di timeline di episodi precedenti non lo vedo molto possibile.

    Beh, abbiamo appena visto il Dottore ricevere 12 nuove rigenerazioni…
    Io propendo più per l’ipotesi secondo cui Moffat ormai scrive i personaggi femminili tutti uguali. Anche con Clara all’inizio c’era l’ipotesi che fosse Riverì

    Rispondi

  87. Episodio veramente deludente, rispetto agli ultimi due non c’è paragone..
    Troppa carne sul fuoco e storia veramente brutta, questo episodio mi ricorda uno degli ultimi episodi di X-Files, quando spiegarono la maggior parte dei misteri in un unico episodio.. risultato un disastro.
    Poi il monologo di Eleven è ridicolo! volevano farci emozionare come ci ha emozionato il saluto di Ten??? Non scherziamo, il saluto di Ten è stato davvero emozionante, quando sento le parole “i dont wanna go” e vedo lo sguardo di Ten mi vengono i brividi e ancora mi scappa la lacrima!
    Sinceramente Eleven doveva uscire di scena in con un spirito combattivo più energico… Ricordate come è entrato in scena??? rivedetevi la rigenerazione di Ten.
    Cmq Ten non si batte il dottore è lui! Per me Eleven è stato solo un dottore giovane di transizione, Capaldi ha tutte le carte per essere a livello di Ten, forse anche un livello superiore.
    Lunga vita al dottore, lunga vita a Capaldi! Smith a te un semplice Ciao.

    Rispondi

  88. Mike ha scritto:

    Poi il monologo di Eleven è ridicolo! volevano farci emozionare come ci ha emozionato il saluto di Ten??? Non scherziamo, il saluto di Ten è stato davvero emozionante, quando sento le parole “i dont wanna go” e vedo lo sguardo di Ten mi vengono i brividi e ancora mi scappa la lacrima!
    Sinceramente Eleven doveva uscire di scena in con un spirito combattivo più energico… Ricordate come è entrato in scena??? rivedetevi la rigenerazione di Ten.

    Si capisce che il tuo preferito è Ten, questo è un commento troppo di parte!
    Per quanto anche io preferissi lui, il monologo di Eleven è molto più bello e coinvolgente secondo me, il saluto di Ten è stato fin troppo esagerato!

    Rispondi

  89. Chiaramente se uno dice che il discorso di Eleven era banale in quanto generico (times change and so must I lo poteva scrivere pure mia zia) e privo dci carica emotiva, carica emotiva lasciata allo stucchevole incontro con Amy scritto in funzione di tumblr, passa per moffat hater e benaltrista.

    Rispondi

  90. Non vedo così negativamente il monologo finale. Soprattutto se messo in relazione all’addio di Ten.

    Eleven di fatto ripercorre i passi di Ten ma in condizioni differenti. Si sacrifica per qualcun altro, prima di morire cerca i suoi companion (ma Eleven non può rivedere i Pond, quindi solo l’allucinazione di Amy) e riflette sulla sua “morte”. Entrambi dicono che la rigenerazione è come morire, che dopo si è la stessa persona ma si è una persona diversa. La differenza è che Eleven era convinto di dover morire definitivamente e invece si trova ad avere un nuovo ciclo, naturale che possa guardare alla rigenerazione con più ottimismo.

    Infine, tutte e tre le rigenerazioni del NuWho (lasciando da parte quelle di McGann e Hurt) sono “meta”: Ecclestone ha riportato in vita la serie e può andarsene soddisfatto di essere stato semplicemente “fantastic”, Tennant non se ne voleva andare, Smith non dimenticherà mai di essere stato il Dottore (e la sua carriera ne sarà segnata di più di quanto sia successo a Tennant e Ecclestone)

    Direi che per quanto riguarda le rigenerazioni, gli approcci di Moffat e di Davies sono molto simili

    Rispondi

  91. Ottima recensione, come sempre.
    Sinceramente l’episodio me lo sono goduto dall’inizio alla fine, senza pretese, e non mi ha per nulla deluso. Le risposte che volevo sono state fornite, molte delle quali ho pienamente apprezzato e altre invece per le quali io speravo.
    C’è da dire che nella ‘Trilogia del Dottore’, è molto probabilmente l’episodio meno elevato dal punto di vista qualitativo (la mole di nozioni e di scene al suo interno e è stata gestita in alcuni punti molto bene, in altri così così; la regia poi è forse stata la peggiore delle tre), ma da un’ottica puramente narrativa devo dire che è quello che forse contiene la storia più interessante. O almeno, così è parso per i miei gusti. Spero di non venir scuoiato per questo.
    Sulla questione di Trenzalore, a differenza della stragrande maggioranza, ho trovato il tutto molto più arbitrario di quanto possa sembrare. Non ai livelli sulla questione del Custode di The Day of the Doctor, sia chiaro, ma che gli avvenimenti di The Name of the Doctor siano stati effettivamente cancellati è un’ipotesi un po’ scontata. Nulla toglie il fatto che vi sia stata un’altra battaglia a Trenzalore ed è lì che il Dottore sia effettivamente morto (o quasi, sempre grazie alla figura del Custode). Dopotutto, il pianeta era già stato visitato più volte dal nostro protagonista ed egli dovrebbe saperne le coordinate, ma in The Time of the Doctor è palese che non si renda conto che è lo stesso pianeta, come se fosse stato posizionato (o spostato, cosa che sappiamo il Tardis è in grado di fare, grazie – ahimè- a Journey’s End). Una folle teoria aleggia nei miei pensieri, ma vedrò se sarà veramente il caso di parlarne. Ad ogni modo, Moffat potrebbe avere lasciato appositamente nel dubbio tutto questo, come per dire: “Io con Trenzalore ho finito, ma se casomai qualcuno volesse riprenderla è libero di farlo”.
    Mi sa che comunque sto vaneggiando.

    Ad ogni modo, niente male. Non eccellente, ma tutt’altro che inguardabile.

    Ps: ho riportato la vostra recensione nella mia, spero che come al solito non sia di disturbo ;) . Link: http://ktboundary-smnt2000.blogspot.it/2013/12/reviews-time-of-doctor-doctor-who-08×00.html

    Rispondi

  92. Scusate la disambiguazione, ma questo significherebbe che hanno sottointeso le Torri cantanti di Darillium, l’ ultimo incontro fra River e Eleven????

    Rispondi

  93. @Elijah Shandseight
    E allora perché nello scar tissue temporale Clara e il Dottore vedono solo le prime 11 incarnazioni più War Doctor?
    Il Tardis gigante poi, con la crepa nella finestrella è quello di Eleven.
    @Sara:
    l’ultimo incontro è avvenuto off screen nel minisode Last Night

    Rispondi

  94. @ SabrinaC:
    Ah capisco…
    Uffa e io che pensavo che prima o poi ce lo facesse vedere :(
    Moffat sempre più crudele

    Rispondi

  95. Sara ha scritto:

    @ SabrinaC:
    Ah capisco…
    Uffa e io che pensavo che prima o poi ce lo facesse vedere
    Moffat sempre più crudele

    Ma puoi vederlo nel minisode, che tra l’altro è carinissimo: http://www.youtube.com/watch?v=BPVZEQQUnu8

    Rispondi

  96. Che dire? concordo con la recensione. uno splendido episodio che a me è piaciuto più del 50° anniversario.
    _ La mamma di Peter Bishop… ehm scusate Tasha Lem mi è piaciuta tantissimo, si talmente simile a River da far pensare possa essere lei, chissenefrega, adoro River ho amato pure lei.
    _ Moffat ha dato al Dottore quello che non ha mai avuto dalla prima volta che rubò il Tardis, una lunga vita in solo posto, a me è piaciuta tantissimo questa cosa
    _ Amy che non ho mai amato molto me la sarei anche potuta risparmiare, ma capisco che ci stava (a me Amy è piaciuta davvero solo in the big bang quando ricorda il Dottore al matrimonio)

    Su Moffat che dire? Io amo Tennant come attore ma per me il confronto tra RTD e Moffat nemmeno si pone, sono decisamente un moffatiano. La settima stagione mi è piaciuta meno della quinta (il cui giudizio viene esponenzialemnte innalzato da The Big Bang una delle cose più belle della storia della TV), ma più della sesta. Comunque anche la più debole delle stagioni Moffat, la sesta apppunto, mi è piaciuta decisamente più delle prime tre, solo la quarta stagione ha decisamente una marcia in più.

    Rispondi

  97. nella lapide:
    http://static4.wikia.nocookie.net/__cb20121002042733/tardis/images/e/e7/Tumb.jpg
    c’è scritto amy schiatta a 87 anni.
    se finisce nella new york del ’38.. e diciamo che hai sui 25 anni
    87-25=> 62 da cui 1938 + 62 => 2000 zack al massimo nel 2000 è schiattata
    senza contare che comunque contraddice la puntata dei rettili dove loro due più vecchi tornavano sui posti delle loro avventure (2020, mi pare)
    ma tanto moffat con i viaggi temporali e le date è cane rognoso ci sta tutto.

    a me ha fatto pena l’episodio come tutta la gestione moffat ma perché io lo trovo incongruente.
    come ad esempio che se il doctor non schiatta a trenzalore la spaccatura e la ragazza impossibile si vanno a fare benedire
    ma trovo tutto incongruente dalla guerra del tempo finita con l’esilio di gallifrey e tutto il resto. via.
    5-6-7 bocciate. oltretutto smith era inadeguato al ruolo.
    Speriamo in Capaldi ma dovrebbero togliere Moffat e metterci uno qualsiasi al suo posto, verrebbero fuori stroie migliori.

    Rispondi

  98. concordo con StevenMuffa tutta la gestione post R.T.D. è stata abbastanza bruttina, si salvano pochissimi episodi. E i resettoni sono terribili, già non era stato gestito benissimo nemmeno a conclusione della terza serie quando viene distrutta la macchina parodosso, ok che quindi le due realtà diverse non possono più coesistere ma riportare indietro il tempo di un anno (salvo per i protagonisti) fa troppo effetto superman che vola intorno alla terra al contrario :-) terrificante!
    Ma si poteva trovare una spiegazione… magari la macchina paradosso una volta distrutta riporta tutto alla sue entrata in funzione (tutto l’universo indietro di un anno? tutti gli universi?)
    Oltretutto in satan pit il diavolo definisce chiaramente il dottore l’assassino della propria specie ma magari ok voleva solo provocarlo.
    Ma dalek can (si scrive così?) tornato nella guerra del tempo per recuperare Davos? (vabbè facciamola tornare è impazzito proprio perché ha scoperto che la propria razza si è distrutta da sola e che i signori del tempo sono vivi e vegeti).
    A me moffatt non piace. punto. :-) altri lo lodano, io sono fra quelli che lo vorrebbe al rogo!

    Rispondi

  99. vedo molti si dilettano sul duo Tasha-River.
    vabbè potrebbe essere come Cable e Stryfe, la prima cosa che fa madame Kovarian appena arriva con la bambina sulla propria nave è farne un clone (non come la carne, un clone vero).
    Un altra cosa che a me non torna è che qua per come viene detto sembra che Kovarian sia la capoccia dei confessionali mentre prima si intendeva proprio che era lei al loro servizio e di fatti la liquidano senza tante storie.
    mah!.
    sul silenzio un velo pietoso, intrigante e partito bene… il tardis farlocco (poi zero spiegazioni, ne avanzo una io, per fare scoppiare un tardis l’unico modo è farsi che due tardis si sovrappongono, non portare uno dentro un altro che è possibile, e di fatti il tardis salta dentro il farlocco, ma proprio fargli condividere le stesse coordinate spazio temporali, non ricordo nella serie classica dove viene detto ma secondo me è così che il silenzio ha fatto esplodere il tardis oltretutto potrebbe non essere un farlocco ma un tardis vero rubato a qualche a time lord, la chiesa a quanto pare sa guidarli)
    il dottore al tempo disse un altro mistero per un altro giorno, ormai quel giorno non lo vedremo più, peccato tanta carne sul fuoco, ma è bruciata invece di cuocere per bene.

    Rispondi

  100. @ SabrinaC:
    “E allora perché nello scar tissue temporale Clara e il Dottore vedono solo le prime 11 incarnazioni più War Doctor?”
    Diciamo che Clara è riuscita a malapena ad intravedere il Dottore di John Hurt, del quale nessuno ne sapeva l’esistenza, G.I. compresa. Ed infatti, nessuno dei due è intervenuto nella sua linea temporale, proprio per il fatto di non averlo mai visto prima in nessun modo. La G.I. sapeva bene o male riconoscere per l’appunto gli 11 dottori noti, così come Clara, ed è infatti su di loro che si è focalizzato; si può dire che, non conoscendo gli altri corpi del Dottore, non abbia potuto interferire con le loro esistenze. Ovviamente è un ragionamento tirato non per le lunghe, ma di più. E penso anche che si regga a malapena in piedi, se è effettivamente capace di farlo :P .

    Il Tardis gigante poi, con la crepa nella finestrella è quello di Eleven.”
    E infatti speravo di vedere la crepa sia in The Day of the Doctor che in The Time of the Doctor. Ma non c’è. E visto il fatto che quegli avvenimenti siano stati cancellati per via della fine di questo episodio, negli ultimi due special ci sarebbe dovuto essere. O almeno credo.

    Rispondi

  101. diciamo che non ha granchè senso e basta, e in fondo non è importante ma denota quanto la gestione Moffat graviti intorno alle scene cool e senza una visione di medio termine. ha perfettamente senso che nel time stream della tomba a trenzalore si siano visti solo gli 11+1 Dottori e il Tardis finale sia quello di Eleven, se diamo per assodato che quella sarebbe dovuta essere la sua destinazione finale, ma allora non ha senso che poi Capaldi sia intervenuto nella Time war visto che il secondo ciclo di rigenerazioni proviene di fatto da un futuro appositamente plasmato dai Time Lords che nel momento dello sciocco piano salvagallifrey non esisteva.
    Peraltro, se i Time Lords hanno lanciato “la domanda” per essere sicuri di trovare il Dottore dall’altra parte prima di tornare (e se a voi non sembra una risoluzione TOTALMENTE RIDICOLA del mistero di Dottore Chi? portato avanti nel corso delle ultime stagioni beh il problema è tutto vostro….), visto che bastava lo stucchevole discorso di Clara a convincerli a mandargli la nuova energia rigenerativa, mi sembra che il tutto perda leggermente di motivazione….

    Rispondi

  102. col senno di poi l’ho pensato anche io….

    Rispondi

  103. Ciao a tutti…..scusate ma io ho visto tutte e 7 le stagioni e da quel ke ho capito mi sono spoilerato la puntata di natale ke nn so quando riuscirò a vedere xkè da giugno nn ho più internet a casa! Comunque probabilmente ne avete già parlato ma la figlia del dottore che fine ha fatto?!? Quella clonata nella 4ªstagione puntata 6! Ke poi si rigenera senza modificarsi! E poi probabilmente è una mia pecca ma……quando il dottore da a river il cacciavite sonico?!? Me lo sono perso o ancora nn è successo?!? (visto ke loro nn si incontrano mai in ordine razionale!) ????

    Rispondi

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>