The Newsroom - 02x05 /2x06

Quanto sono sottovalutati i meadseason? E’ normale soppesare le potenzialità di una serie dal suo pilot, le premesse di una stagione dalla sua premiere, la compiutezza di un percorso dal finale. Ma è spesso solo a metà dell’opera che si coglie il ritmo della narrazione, il sapore della storia e dei suoi protagonisti.


News Night with Will McAvoy

Una sera qualsiasi in redazione. Dall’inizio del programma fino alla sua conclusione, seguiamo praticamente in tempo reale gli eventi che si accavallano, piccoli e grandi, personali e pubblici, intimi e plateali. Il confine è labile, di questi tempi.

Will è alle prese con un’imprevista brutta notizia, del tutto personale: un ’improvviso problema cardiaco riscontrato a suo padre e l’enorme bagaglio emotivo che ciò comporta, tenuto conto che, come non manca di ricordare il previously, la famiglia di Will era succube di un padre violento, almeno finché Will non divenne abbastanza grande da tenergli testa.
I sentimenti che si scatenano quando ancora non sa il motivo della chiamata già sarebbero sufficienti a mandare in tilt in molti, ma Will si fa solo scappare una parola fuori posto. La professionalità prima di tutto.
mantiene la calma anche quando Mac va a fare il grillo parlante durante i break, e da momenti come questi si capisce quanto e quale possa essere il loro trascorso.
Poi succede quello che ci aspettiamo che succeda e all’ennesimo break in cui Mackanzie va a confortarlo, Will la interrompe. “He died”.
Il break finisce e la telecamera punta nuovamente su Will. Silenzio. Chissà a cosa pensa. Se c’è qualcuno che ha ben presente cosa significa stare davanti a una telecamera che ti porta nelle case di milioni di persone è Will McAvoy. The show must go on, nonostante il bisogno di elaborare la morte improvvisa di un padre che ti ha reso l’infanzia un inferno, nonostante qualunque desiderio di piangere o gridare o stare in silenzio, e Will si ritrova davanti all’obiettivo e riflette ad alta voce “I guess it’s just us now “.

Nel frattempo, qualcun’altro sta sperimentando le difficoltà di essere un personaggio pubblico e tentare di avere al contempo una privacy: Sloan viene rimproverata da Reese perché alcune foto hard che la ritraggono sono state pubblicate online. Invece di dirgli di abbassare i toni perché l’ammontare di violenza subita per quel giorno è già ben oltre il limite sopportabile, Sloan ammette di aver posato per quelle foto, scattate dal suo ex-ragazzo, divenuto ex, guardacaso, pochi giorni prima. Revenge porn, il bagno dei maschi adolescenti nell’era del web 2.0 e dell’eterna sindrome da Peter Pan.
Ha ragione Don, quando afferma che le persone capaci di questo si possono riconoscere con largo anticipo e bisognerebbe essere capaci di evitarle?
Ha ragione Sloan, quando protesta “even if it was a bad break up, this would be ok?” e poi si sfoga andando a cercare il bastardo in questione e assestando un colpo molto meno metaforico alla sua zona intima?
Personalmente, mi trovo a condividere la domanda di Maggie: what’s wrong with sluts?

Gira e rigira, siamo purtroppo ancora fermi al solito punto: se hai la minigonna, te la cerchi, se indossavi i jeans, eri d’accordo, se ti sei messa in posa, ti meriti che tutto il mondo sappia di che pasta sei fatta e se esci con un certo tipo di ragazzi, in fondo, ma nemmeno troppo, forse ti piace pure essere trattata così.
A metà del 2013 non siamo ancora persone, prima e più di ogni altra cosa. Siamo organi genitali ambulanti. Classificati e castrati da una morale soffocante e schizofrenica, che poco ancora ha a che fare con l’autentico pudore del proprio intimo e con la completa padronanza del proprio corpo. Uomini e donne, incapaci di rispettare le scelte altrui, di concedere e pretendere la libertà di fare del proprio corpo ciò che si ritiene più opportuno.

La situazione di Sloan, l’articolo di Hallie su questa storia e il relativo commento di Maggie forniscono a Sorkin un’ottima base per innescare questo genere di riflessioni, e non posso che applaudire sia agli intenti che alla realizzazione, dato che la storyline di Sloan è veramente tratteggiata con delicatezza ed efficacia.
Non posso però fare a meno di chiedermi quale sia la reale distanza tra l’ipocrisia più o meno consapevole di una testata che ospita articoli su rivendicazioni venate di femminismo accanto ai nip slip delle celebrità e l’ingenuità, o almeno si spera sia tale, di un prodotto come questa serie, in cui è sempre stata e continua ad essere notevole la discrepanza tra i personaggi maschili e quelli femminili in termini di autonomia personale e rispetto da parte degli altri. La goffaggine, la grettezza, l’immaturità, la frivolezza delle donne di questa serie sono a volte talmente evidenti che è impossibile non restare amareggiati nel constatare che certi stereotipi sono ancora diffusi anche tra le menti più illuminate.

Il resto di questo episodio vede Charlie proseguire nella raccolta delle testimonianze relative all’operation Genoa, premessa per la puntata successiva e per la prossima a venire, e il resto dei protagonisti alle prese con i frenetici ritmi del giornalismo contemporaneo, in cui l’immediatezza di internet, delle mail, dei download, dei blog e dei tweet, ha cambiato nel giro di pochissimi anni lo scenario delle possibilità e della concorrenza, trasformando al contempo il significato della professionalità.
Il bad cutting di Maggie è un errore grave cui porre subito rimedio per evitare ripercussioni (ed è successo davvero), ma allargando la prospettiva abbiamo Charlie e Will che non sanno usare un registratore digitale e sono a capo di un gruppo che si deve saper muovere con tutt’altro ritmo: in quanti altri contesti professionali è ancora possibile un tale gap tecnologico? E in quello giornalistico, è davvero ancora possibile?

One step too many

Qual è la responsabilità di un giornalista di fronte ad una informazione? Qual è la responsabilità di un cittadino nei confronti del proprio paese? E nei confronti del resto del mondo? E quante renne ci sono davanti alla slitta di Babbo Natale?
Queste le principali domande intorno al tavolo in cui Charlie, Mackanzie, Jerry, Neal e Maggie illustrano i fatti e i sospetti relativi a Genoa a Don, Jim e Sloan.
Domande che non trovano una risposta semplice e che ricorrono anche successivamente, quando intorno al tavolo tutti si siedono a guardare l’intervista che Jerry ha realizzato ad un generale che si presume informato dei fatti.
Contattato da Mac e Charlie, Stanislaus Stomtonovich è un ex-marine esperto in merito al programma statunitense delle armi chimiche, disponibile a parlarne con alcune precauzioni, tra cui la condizione decisamente poco lungimirante di restare solo nella stanza con Jerry Dantana.

La decisione di Jerry di modificare il filmato va contestualizzata, prima di essere condannata. Sempre che la si voglia condannare. Quanto senso di giustizia e quanta ambizione personale ci sono dietro quel gesto? Dov’è il confine tra una spinta e l’altra?
Le bugie, specie quelle confezionate in una serie televisiva, non hanno le gambe lunghe: dopo aver macinato stagioni di detective e avvocati all’opera, solo il fatto che nell’inquadratura ci sia una tv mi fa sospettare che presto qualcuno si accorgerà che il filmato non prosegue in modo lineare.
Ma anche se non dovesse succedere, sappiamo già che il castello di carte è destinato presto al crollo e, al termine dell’episodio, sentiamo Charlie ammettere a Rebecca Halliday che nel giro di un’ora dalla messa in onda dello special report su Genoa, divenne chiaro che “non of it was true”.

Come reagirà Will quando si troverà anche lui a discutere di Operation Genoa a quel tavolo lo vedremo probabilmente nella prossima puntata.
Nel frattempo, assistiamo ad una crisi di fiducia personale scatenata dai risultati di un focus group, richiesto da Will stesso per conoscere le opinioni degli spettatori.
Just us now”, vero Will? In realtà, in questa circostanza ci sono altre due interlocutrici privilegiate, Sloan e Nina Howard, con approcci del tutto differenti.
La dinamica tra Sloan e Will, effettivamente una sorta di big brother-little sister relationship, può offrire molto e spero di vederla ancora in atto, ma onestamente vorrei ritrovare anche Nina, o degna sostituta, come spalla “domestica” per le riflesioni di Will.
Con le pantofole indosso, Will si lascia persuadere a partecipare ad uno show mattutino, di quelli ironici e leggeri, forse un po’ troppo per lui, che preso dalla frustrazione risulta come Dukakis riding in the tank.
Riuscirà ad accettare che non si può piacere a tutti, specie se si è la faccia di un programma come News Night? Il compromesso non è facile e quando la vita privata viene praticamente azzerata da un lavoro che assorbe tutta l’energia mentale disponibile è facile perdere di vista i traguardi prioritari verso cui direzionarsi.

La solitudine di una casa vuota o, meglio, di una casa con una coinquilina estremamente ostile, è qualcosa che pesa sull’animo di Maggie, che preferisce passare le serate al bancone di un bar. Jim e Hallie la incrociano per caso, ed è chiaro alla prima inquadratura che i poligoni amorosi di questa coppia non sono ancora terminati. C’è una tale differenza tra la loro storyline e quella confezionata per Don e Sloan che un po’ stupisce di vederle insieme nella stessa serie. O forse il problema è a monte e sono i singoli personaggi a non funzionare altrettanto bene.
In ogni caso, in questo episodio l’unico aspetto che mi preme sottolineare dello spazio riservato a Jim e compagnia è che Taylor è stata licenziata. Dato il tempo investito su questo personaggio non mi stupirei di ritrovarla in seguito e, francamente, non mi dispiacerebbe proprio, basta che non risulti solo l’ennesimo insipido vertice della vita sentimentale di Jim.
A me starebbe pure bene vedere una love story: il problema è che, private del contesto, le storie televisive si assomigliano tutte. E qui il contesto è il mestiere e io questo voglio vedere in primo piano. E non mi dispiace nemmeno che ci sia una coppia, o due, o cinquanta, ma vorrei anche l’amico, il collega, il boss e il sottoposto, voglio l’internista, prima e più che il triangolo amoroso.

Non capita spesso di assistere alla costruzione di uno scoop come quello che avrebbe potuto essere Genoa e ciò che apprezzo maggiormente di questa serie è proprio la possibilità di uno sguardo del genere sul mondo giornalistico.
Mi piace vedere il modo in cui nascono le notizie oggi, le precauzioni, le corse, gli equivoci, i rimedi. La battuta che diventa un rumor distruggi-reputazione, la prank call smascherata immediatamente grazie all’intuito e all’esperienza, il bad editing che può avere colossali ripercussioni sull’opinione pubblica, il percorso metodologico da seguire per accertare l’attendibilità di una notizia, l’uso delle fonti, più o meno fortuite, e la fiducia che vi si può riporre. La privacy e l’integrità di un personaggio pubblico, da entrambi i lati della telecamera, la difesa della propria identità editoriale, anche a scapito dei numeri, il confine tra la reputazione e il successo, tra uno spettatore e un follower. La pressione del mondo contemporaneo su chi fa uno dei mestieri più soggetti alla pressione del mondo contemporaneo.
Questo mi interressa di The Newsroom. E questo c’è stato, in queste puntate, perciò fuck yeah!

 

Fuck Yeah

Nusta

Perennemente affamata di storie, ama divorarle in grandi abbuffate ma anche gustarsele piano piano, assaporandone ogni capitolo. Che siano lunghe o corte, semplici o ingarbugliate, surreali o realistiche, che siano dolci, amare, aspre o dal sapore misto, che siano delle vecchie compagne o delle novità assolute, dopo un primo assaggio convincente le è difficile abbandonare a metà la portata. Talmente difficile che a volte la si potrebbe definire narrativa-dipendente. Se ci fosse una cura, comunque, non la vorrebbe affatto.

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Commenti
17 commenti a “The Newsroom – 2×05 – Night News With Will McAvoy / 2×06 – One Step Too Many”
  1. mattev scrive:

    Finalmente una che ha capito la serie e che, a mio parere, la osserva dalla prospettiva giusta, Ottima rece! A volte bisogna aspettare per capire e magari aspettare ancora per capire meglio.

  2. Dreamer88 scrive:

    Sicuramente due buone puntate, forse tra le migliori di questa seconda serie; le parti che mi sono piaciute di più sono quelle relative all’Operazione Genova e le scene dove era presente Sloan. Continuo a sopportare poco questo continuo parlarsi addosso da parte dei protagonisti, ma ormai è il marchio di fabbrica di questa serie quindi me ne faccio una ragione. Dò un OK a tutte e due le puntate.

  3. Donatella scrive:

    A me la serie piace, nonostante i suoi difetti, più o meno evidenti… Non è certo una serie per tutti: troppi riferimenti alla politica interna ed estera USA, dialoghi troppo serrati e spesso ellittici, routine redazionali non sempre comprensibili ai più… ma credo sia davvero un’ottima serie, non perfettamente riuscita ma di qualità…
    Sono contenta che Rai 3 l’abbia acquistata e sono curiosa di sentirla doppiata

    Condivido la recensione, forse per la prima volta da quando Serialmente ha cominciato ad occuparsene, e spero che le prossime puntate siano ancora più interessanti….

  4. Suni scrive:

    Una cosa: ma quindi Maggie non si taglia i capelli subito dopo essere rientrata dall’Africa, come la scena che si vedeva nell’episodio precedente lasciava supporre?!

  5. TitoLivio scrive:

    Solo 4 commenti per questo capolavoro di serie? :(

    Incolpiamo la calura estiva, va :(

  6. Nusta scrive:

    Donatella ha scritto:

    Sono contenta che Rai 3 l’abbia acquistata e sono curiosa di sentirla doppiata

    Oh mamma, io sono terrorizzata al pensiero! La vorrei consigliare ai miei, ma con tutti i riferimenti a fatti e persone di cronaca più o meno vecchia e decisamente molto americana, non so proprio quanto riusciranno a rendere efficaci le battute… facendole stare nel labiale, per giunta!

    @ mattev:
    Grazie! =) Devo ammettere che io ho aspettato e per certe cose aspetto ancora XD A volte i dialoghi sono davvero eccessivi e i personaggi sembrano degli insopportabili sottutto, delle wikipedie ambulanti, oppure, al contrario, degli ingenui senza pudore e senza educazione. Per fortuna in una serie come questa ci sono altri aspetti che bilanciano il disappunto e in questi episodi (a parte la storyline di Jim) alla fine il bilancio è positivo =)

    Suni ha scritto:

    Una cosa: ma quindi Maggie non si taglia i capelli subito dopo essere rientrata dall’Africa, come la scena che si vedeva nell’episodio precedente lasciava supporre?!

    Ecco, mi sono dimenticata di annotarlo: anch’io ci ho fatto caso, penso che a questo punto ci possiamo aspettare un altro evento “traumatico” per lei, non necessariamente un dramma, anzi, magari sarà una svolta positiva, che le darà una scossa e le farà decidere di cambiare look (e magari smettere di bere). Da quando torna dall’Africa a quando mandano in onda il report su Genoa passano mesi (almeno 6) e poi la ritroviamo davanti agli avvocati con il nuovo taglio e sicuramente sono passate almeno delle settimane. Vedremo!

  7. Ataru Moroboshi scrive:

    Ma le foto di Sloan nuda? Le voglio vedereee!!! :-)

  8. Paola scrive:

    Io anche trovo la serie interessante, e comunque buon elemento di transizione appena rientrata dalle vacanze, verso le mie serie favorite. Io non trovo le donne siano descritte in maniera cosi’ maschilista e tutto sommato le giornaliste in questione sono piuttosto interessanti, tranne la figiia di Meryl Streep, come qualcuno l’ha definita, perchè aimeh l’associo all’insopportabile personaggio di avvocatessa reazionaria di The good wife..ma mi piace mac e pure Willi a modo suo. Non ho ben chiara la relazione di Will con la gossippara, anche perchè finora ho visto in inglese senza sottotitoli e mi sfugge la dinamica del rapporto. Un po’ prevedibile il fatto che in realtà i due ex si amino ancora, e il fatto che lui abbia un cattivo carattere, ma in fondo sia un buono. A parte ciò però la serie si lascia vedere, anche se accorcerei un po’ gli episodi. Più ritmo e meno lungaggini. Ma okay. Non fuck yeah, ma ok.

  9. Emanuela scrive:

    Paola, la figlia di Meryl Streep non è la stessa di TGW ma è un’altra figlia! Anche io le avevo scambiate, ma c’era qualcosa non mi tornava :D

    Comunque The Newsroom è una delle mie serie preferite, l’anno scorso mi ha conquista e questa stagione la nostra relazione va a gonfie vele. A parte con il personaggio di Sloan, veramente non riesco a sopportare il personaggio con quel modo naif-ma-super-smart-e-sexy, ma a quanto pare è un problema mio…

  10. winston smith scrive:

    Ataru Moroboshi ha scritto:

    Ma le foto di Sloan nuda? Le voglio vedereee!!!

    A tal proposito, credo che l’ispirazione per questo comico siparietto sia stata data agli autori (o in questo contesto sarebbe forse meglio scrivere all’autore utilizzando il singolare?) dalla vita reale. Se non sbaglio, un po’ di tempo fa uscirono in rete delle foto ritraenti una Olivia Munn nuda e/o in situazioni altamente provocanti scattate per “uso privato”. Lo ripeto, potrei sbagliarmi. Anche se non credo.

    Suni ha scritto:

    Una cosa: ma quindi Maggie non si taglia i capelli subito dopo essere rientrata dall’Africa, come la scena che si vedeva nell’episodio precedente lasciava supporre?!

    Precisamente. Il cambio di look avverrà presumibilmente parecchio (ove “parecchio” sta per “mesi”) più avanti.

    Io reputo questa stagione indubbiamente migliore della precedente, che già avevo apprezzato. Mi dispiace vedere Will McAvoy sottotono – sono uno dei pochi che si esaltano quando fa il professorino vomitando parole ad un ritmo insostenibile per un comune mortale -, ma trovo la storia del fallace reportage sulla Black Op Genoa davvero interessante e il fatto che si dipani lungo l’intera stagione dona gran compattezza e omogeneità al tutto, contrariamente a quanto avveniva lo scorso anno con pentagoni amorosi assolutamente scialbi e stereotipati.

  11. Paola scrive:

    Anche a me piace la storia del falso o vero scoop sull’uso di armi chimiche ( molto attuale direi), soprattutto nello svolgersi successivo, ma non si può spoilerare..ma davvero Emanuela è un’altra figlia di Meryl streep? Dio mio, ma sono identiche..in ogni caso non mi piace neppure questa, io tengo per Maggie, così, d’istinto.

  12. Davide scrive:

    Secondo me la differenza tra le relazioni Jim-Maggie e Don-Sloan sta semplicemente negli attori. Maggie, oltre che onestamente bruttina, è insopportabile, mentre Jim è la copia sfigata di Don.
    Per il resto ho anch’io apprezzato moltissimo questi ultimi episodi, questa stagione è decisamente un passo avanti rispetto alla, seppur già buona, prima.

  13. SallyBrown scrive:

    La faccenda dei capelli di Maggie lascia perplessa anche me: avevano dato ad intendere che se li era tagliati appena tornata dall’Africa, come reazione alla battuta del missionario che le bionde portano guai (sto parafrasando perché non la ricordo bene).

    Circa Operation Genoa, mi sta prendendo moltissimo: ho già visto anche la puntata successiva a dire il vero, però evitando spoiler non posso non condividere l’entusiasmo e l’interesse di altri per lo sviluppo e la costruzione di una notizia tanto complessa.
    Tremendo voltafaccia di Jerry che immaginavo non sarebbe stato un Jim, integro e leale, ma nemmeno un tale (scusate) stronzo.

    Infine, i triangoli amorosi. Don/Sloan 100 volte meglio di Jim/Maggie (che si, pure io trovo bruttina): sono più onesti, più sinceri, più originali, più indipendenti, più naturali. Il loro interesse reciproco passa attraverso un reale legame di amicizia e ammirazione l’uno per l’altro, dialoghi ben costruiti e interazioni misurate e mai sbavate. Jim e Maggie sembrano due liceali imbranati che un giorno si svegliano e decidono di mettersi insieme xD Insomma, riesco a capire perché Don si attratto da Sloan e Sloan da Don. Meno perché Jim è attratto da Maggie e Maggie da Jim.
    Con tutto questo, comunque, i personaggi presi singolarmente continuano a piacermi molto.

  14. SallyBrown scrive:

    Scusate, una domanda: la frase alla fine della puntata 2×05 di Will “I guess it’s just us now” era per McKenzie? Non capisco cosa voglia dire … (sorry)

  15. Reman scrive:

    Immagino di essere solo io… ma ormai la noia regna sovrana.

  16. Puci scrive:

    @ Reman:
    Veramente siamo in due

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