BMoZjKMCMAA8bUr

Joss Whedon in Conversation. (the ultimate BFI experience)

Questo è un piccolo, o lunghissimo, resoconto di un Q&A con il santino patrono di Serialmente: Joss Whedon. Un paio di avvertenze per chi vuole cominciare la lettura:

  1. si parla di tutte le serie di Whedon, che sono terminate da qualche anno e sono state ampiamente discusse e spoilerate in ogni dove. Qui si è cercato di ridurre i dettagli della trama al minimo, ma come sapete capita, e se state recuperando Buffy o Angel in questi giorni tenete presente che leggere un articolo in cui si parla di Buffy e Angel… Ecco, insomma, poi non venite a lamentarvi.
  2. incontrare Joss Whedon non è cosa di tutti i giorni, e quando accade un fan di Joss Whedon, comprensibilmente, si emoziona. Per questo vi abbiamo fatto un favore! Se volete leggere l’articolo senza fastidiose apologie dell’uomo e della sua opera vi basterà saltare le frasi fuxia in corsivo. È semplicissimo!
  3. tutto ciò che non è fuxia o corsivo, invece, è un resoconto puntuale di ciò che hanno detto Joss e gli attori presenti. Se qualcosa non vi torna prendetevela con loro.

UNA BREVE PREMESSA, AKA GLI INGLESI SONO PERSONE MEGLIO

Un giorno di maggio, per caso, il mio coinquilino mi segnala che al British Film Institute di Southbank, Londra, ci sarà il 12 giugno un evento di due ore in cui Joss Whedon parlerà della sua carriera tutta, da Buffy a Much Ado About Nothing passando per Firefly, Dr Horrible e tutte le altre genialate che ce lo fanno mettere lì, nell’Olimpo. Anzi, in cima a tutti gli altri Dei dell’Olimpo.
Il coinquilino in questione, comunque, non segnala che l’evento era già sold-out. Orrore, raccapriccio, disperazione! Tweet dopo tweet @BFI comprendo che qualche speranza c’è se vado lì e faccio la fila.

Decido quindi di impegnare un pomeriggio e di mettermi pazientemente in fila il giorno dell’evento, contando su biglietti non reclamati, indisposizioni improvvise, viaggi inaspettati, mogli in travaglio e tutto ciò che si augura di buono e di cattivo alla gente pur di poter vedere Joss Whedon. Bene, a Londra, se c’è una cosa che gli inglesi sanno fare e gestire, sono le file. Pacifiche, tranquille, rilassate, rilassanti e brevi. Appena qualcuno rinunciava al biglietto lo rimettevano in vendita, e tutti diventavano più felici.
E lì, inizia a dirmi tutto così tanto culo che probabilmente sarò ormai sfigata da qui al 2077, ma alla fine ho visto Joss Whedon: che mi frega della sfiga? Insomma, mi fanno lo sconto studenti su un biglietto riservato alla stampa, e mi ritrovo in terza fila attorniata da giornalisti.

Ma ancora meglio: il Q&A seguiva la proiezione in anteprima di Much Ado About Nothing e, grazie all’organizzazione tipicamente british della fila, ho il tempo di comprare anche quello per il film, colpendo due piccioni con una fava a un prezzo davvero popolare. Meno di un film al cinema!

C’è poco da dire al cospetto dell’ennesimo capolavoro di Whedon; anzi, probabilmente c’è da dire fin troppo, al punto che merita senz’altro un articolo a parte. È stato girato in 12 giorni, nella casa di Joss a Santa Monica, durante le due settimane di ferie forzate tra la fine delle riprese e l’editing di The Avengers. Un backyard movie, dice Joss. Un capolavoro, dico io.
Superiamo quindi le due ore in cui ho riso e quasi pianto e soprattutto riso e ammirato il genio che è dietro alla cinepresa e completamente sottovalutato l’impatto emotivo di ritrovarmi a vedere Fred & Wesley amoreggianti on-screenArriviamo al punto in cui mi trovo in terza fila attorniata da videocamere e sul palco c’è Joss Whedon.

C’è da specificare che, pur essendo il tour per la promozione del film, l’evento era strutturato come un vero e proprio dialogo, un’intervista basata su domande poste dalla speaker, selezionate dal tweetfeed del BFI e infine dal pubblico. Domande che comprendevano tutta la sua illustre carriera, al punto che ogni sprazzo è stato condito da un miniclip (di Buffy (1×01), Firefly (1×02) e The Avengers), eye-candies quantomai apprezzati da un pubblico di fan sfegatati, affezionati ed irrecuperabilmente nerd.

Per comodità di chi scrive e di chi legge la chiacchierata ho riorganizzato la chiacchierata per serie, ma sentitevi liberi di leggere l’articolo come il lungo flusso di coscienza di una fan all’ultimo stadio.

BUFFY

“My avatar is a fourteen year old girl with superpowers, deal with it. (…) It was years after Buffy that I realized I *was* Buffy.”

Del resto non è proprio una novità, Joss lo ripete almeno dal 1998. È un grandissimo appassionato di film horror; guardandone alcuni ha pensato nella sua mente geniale ben due cose. La prima che è necessario che sceneggiatori e registi investano abbondantemente in un personaggio prima di farlo morire nel modo più splatter possibile; la seconda che sarebbe stato inaspettato e divertente se la ragazzina bionda che vaga per vicoli bui di notte si fosse rivelata una cazzuta supereroina e non la dumb blonde vittima di turno. Ecco a voi Buffy; già all’epoca, ci racconta Joss, alla FOX – gli stessi che portano il peso intero della responsabilità della prematura cancellazione di Firefly – erano dei signori imbecilli.  Insomma, non pensavano minimamente che Buffy avrebbe funzionato

“Is that a working title? A superpowered slayer girl? Really? It will never work!”

E sapete che c’è? Su un’altra rete, con lo stesso titolo, ha funzionato eccome.

Ai suoi vampiri Joss è molto affezionato; certo, è venuto fuori che Angel fu così chiamato perché aveva immaginato un attore ispanico per il ruolo,; ma il fatto che non pensasse ai suoi vampiri preferiti (Angel e Spike) come a eye-candies for the ladies la dice lunga sulla sua umiltà.
O falsa modestia. Ho già detto che Joss è un uomo meraviglioso e ha una pancia perfetta? E la barba è perfetta? Insomma è un uomo perfetto. Mi ha fatto completamente dimenticare sia Angel che Spike, fino a che non ha ritenuto necessario precisare

“Also…they don’t go sparkly!!”.

Grazie, Joss, per averci ricordato che i tuoi lavori sono distanti anni luce dai più recenti abomini vampirici raccolti sotto i titoli della saga di Twilight.

Ciliegine sulla torta?

  • Un accenno ad uno dei personaggi da me più amati nel Buffyverse; perché a quanto pare Joss pesca quasi sempre nella sua – infinita perfetta e meravigliosa - fantasia, ma per scrivere Oz si è davvero ispirato ad un suo amico, parole sue: short, sweater-wearing, beard bearing, guitar playing. Però no, non era un vero mannaro.
  • Un commento a “The Body“, (Buffy, 5×16) tra gli episodi comprensibilmente più apprezzati dal fandom; Joss ha perso sua madre a 27 anni, quindi, sì, c’era molta autobiografia nella scrittura di quell’episodio. È la whedoniana risposta a tutti quegli avvenimenti che sembrano irrisolvibili, a cui non si riesce a dare una risposta neanche con il soprannaturale. Joss parla di un processo di catarsi, di cosa vuol dire essere messi di fronte ad un evento del genere e del come gestire le prime ore del lutto. Oltretutto la sua mente geniale sapeva perfettamente circa due anni prima cosa sarebbe successo, e anche Kristen Sutherland (Joyce Summers) ne era a conoscenza. Questo le ha permesso di costruire tutto il suo personaggio sapendo quale sarebbe stato il suo futuro. In altre parole (quelle di Joss):

“It very well may be the best thing I’ll ever do. And I’m perfectly ok with it.”

FIREFLY, OVVERO ‘NU PIEZZ ‘E CORE

Su questa nota malinconica parte in sala un notissimo spezzone di Firefly, 1×02, “The Train Job”, l’episodio girato in pochissimi giorni, di fretta, che la FOX ha insistito a mandare in onda prima del pilot. Joss si lamenta tanto, e tutti noi odiamo la FOX e poi si mette – più o meno – da parte l’odio e si procede a parlare di Firefly.

“Of course there is a Star Wars influence. Star Wars changed everything. But did I want to write another Star Wars movie? No. I wanted to place the best western movies from the Seventies in the Millennium Falcon.”

Detto con parole sue, ha creato un western e l’ha ambientato nella Millennium Falcon, ma non aveva mai avuto intenzione di scrivere un altro Guerre Stellari. I suoi fan, certo, sono stati entusiasti del risultato, ma a suo dire il processo di creazione scrittura e regia di Firefly è stato estremamente simile ad un esaurimento nervoso; immaginate di essere al suo posto, con la sua barba, la sua pancia perfetta ed il suo cervello geniale e meraviglioso. Vi amate, no? Siete riusciti a pianificare e portare a termine sette stagioni di Buffy, cinque di Angel, lodate dalla critica e adorate dal pubblico. Con Firefly andate a sbattere contro il muro inaspettato delle recensioni tiepide, un totale flop di ascolti, la cancellazione brutale e prematura.

Per mettere sale, tequila e limone sulla ferita, Joss si è messo a definire Firefly una ferita personale sul cuore, di quelle mai rimarginate; era cosciente che ogni episodio poteva essere l’ultimo, e per questo si è reputato fortunato di aver ottenuto i finanziamenti per un film-conclusione. Anche perché, nonostante affermi di aver scritto ogni stagione di Buffy pensando fosse l’ultima, la situazione era diversa, il network era diverso e, ci dispiace dirlo, i numeri di share e rating erano diversi. Parlando di Firefly, sapeva di avere in testa e sulla punta delle dita almeno cinque stagioni, ma dopo i primi tre episodi aveva capito che non avrebbe avuta neanche una completa. Ok, uccidetemi ora.

La domanda sulla possibilità di un sequel per Serenity finanziato socialmente su piattaforme come Kickstarter non si è fatta attendere: ma Joss ha troppi progetti in ballo al momento e non vede l’ora di arrivare a Maggio 2015 quando avrà almeno una giornata senza impegni. È stato piuttosto categorico, un po’ come su Reddit qualche mese fa, ma noi fan viviamo di speranza e abbiamo registrato solo “maggio 2015″.

Ma Firefly era solo il primo dei grandi litigi con la Fox. Questo perché poi è arrivato Dollhouse: uno show che, a sentire Joss, parla di identità, di forza, di debolezze, di verità sul genere umano, di manipolazione, di cose inventate per parlare di cose vere, che poi è il filone di tutti gli show di Joss. Almeno, ci dice lui, questo prima che la Fox decidesse che nello show c’erano in quantità astronomiche (!!) sesso e violenza. Anzi, alla FOX hanno deciso che era uno show che parlava SOLO di sesso e violenza. E di censurare tali sesso e violenza, o di ridicolizzarli. È questo che spinge Joss a dire che per il canale la sessualità è diventata una battuta e si mette nei panni dei telespettatori, spiazzati, sconvolti, e li capisce. Ma insiste a dire che il talento di Eliza Dushku, su cui ha costruito lo show, non deve uscirne che rafforzato. Solo lei poteva immergersi così tanto in tutti i diversi personaggi, perché è una persona che è piena di emozioni, a tal punto che l’unico personaggio che le è stato difficile interpretare è stato quello di Echo. Ok, nella sua spiegazione Joss ha usato le parole tabula rasa. E a tutti sono venuti i brividi.

THE AVENGERS, IL TAMARRO CHE CI PIACE

“You know what they told me? After the movie was out? The sentence (…) “I am always angry” is meant for me.”

È il film della Marvel più tamarro di tutti e Joss ne sta scrivendo e dirigerà il sequel; asserisce di essersi divertito tantissimo, di essersi innamorato degli attori del cast e di averli aggiunti alla lista dei suoi attori preferiti.

La chiacchierata è stata soprattutto incentrata su varie battute sul titolo UK: se non ne siete a conoscenza, il titolo in Inghilterra, Irlanda, Galles e Scozia è stato “Avengers Assemble”. Tutto ciò dovuto al fatto che i Brits avrebbero potuto confonderlo con The Avengers, una serie andata in onda negli anni ’60. Discutibile decisione, per dirla alla Joss,”well, you know, they do assemble in the end, but it’s still a horrible title“.

A quanto pare ha dovuto anche cambiare il titolo di S.H.I.E.L.D in Agents of S.H.I.E.L.D. E ci tiene a sottolineare che va pronunciato “ESS, EICC, AAI, III, ELL, DII”. Per non confonderlo con The Shield. Viva i Brits!

Insomma, in sostanza Joss è Hulk, e a quanto pare l’hanno insinuato il produttore e l’editor di The Avengers, che Joss definisce “those two nerds working with me“. Un trio geniale e vincente, a quanto pare.

E comunque, Joss ringrazia la clausola contrattuale che l’ha obbligato a prendersi due settimane di vacanza tra la fine del girato e l’inizio della post-produzione di The Avengers (Assemble) perché gli ha permesso di invitare i suoi amici nella sua casa a Santa Monica. E leggere Shakespeare tutti insieme. Decidere di farci un film. Girarlo. Editarlo. Produrlo. Distribuirlo. Facile, no?

JOSS, HAI ALTRI PROGETTI? (Ovvero: altre cose, sparse)

  • Certo che ho altri progetti. Sto pensando scrivendo sceneggiando girando post producendo The Avengers 2 (a proposito, a detta dello sceneggiatore, il miglior eroe maschio non scritto da lui è Batman. E si propone di dirigere un film di Batman perché “c’è lavoro da fare su di lui”. Il miglior cattivo di tutti i tempi? Quello di The Avengers 2. HYPE!).
  • Poi, certo, c’è quella piccola meraviglia chiamata Dr Horrible’s Sing-Along blog. A parole di Joss?

“We do want more, too, but you know, we have a life. And other jobs.”

Non disperate, pare che una seconda stagione sia pronta. Hanno la storia, le canzoni, e lo script. Solo, va fatta. Ah, inserite anche uno sproloquio d’amore puro su Felicia Day. Siamo sempre d’accordo con te, Joss.

  • Fin qui ho parlato ben poco di Amy Acker e Alexis Denisof, saliti sul palco per presentare Much Ado. La mia vita assume un senso. La mia permanenza a Londra assume un senso. Il tempodimmerda londinese che dura 12 mesi assume un senso. La penna con cui prendo appunti per voi ha smesso di funzionare, ho le guance rosse ed esplodo di amore. Fred&Wesley. Fred, and Wesley. Per chi ha visto Angel, è facile capire dopo i primi cinque minuti che Amy Acker È Fred. Arrossisce, ridacchia, è timida e qualcuno dal pubblico le ha detto di non preoccuparsi, che non la stavano per rimandare a Pylea; è arrossita, ha riso e ha confessato di aver avuto una paura esistenziale per tutto Cabin in the Woods, l’horror scritto e diretto da Joss e Drew Goddard, uscito nel 2012. La Acker confessa che è riuscita a vederlo solo di giorno, con le luci del bagno e corridoio accese. Che tenerezza. Su Cabin, Joss ha aggiunto che voleva creare qualcosa di unico, didattico, e che non oggettificasse i protagonisti. Ed esplorare cosa vuol dire nel profondo fare un film horror. Direi che ci è riuscito.
  • Joss vuole rendere su film quasi tutte le opere di Shakespeare. E, a quanto pare, Alexis asserisce che Joss non ha neanche bisogno di chiedere, lui dice di sì a priori.

Joss: Let’s say I would like t-
Alexis: Yes
Joss: But let’s say I-
Alexis: Yes
Joss: Ok, let’s say you were handed a skull
Alexis: Hell yes!

Speriamo che si traduca in un Joss Whedon’s Hamlet più prima che poi.

  • Joss ha conosciuto Summer Glau quando l’ha messa nel cast di Angel, dove faceva la ballerina classica (Angel, 3×13). Nel frattempo aveva fatto il musical di Buffy. Poi ha creato Dr Horrible’s Sing-Along Blog. E nel frattempo ha messo Summer Glau in Firefly e Serenity. Insomma, ha due progetti che ritiene fondamentali per la sua crescita personale ma troppo ricchi e lunghi da portare avanti ora. Un musical per Broadway, e un balletto. Vai, Joss, non saremo di certo noi a fermarti.
  • A Joss piacerebbe fare il regista di almeno un film di James Bond. E come lo renderebbe suo, whedoniano e particolare?

“Let’s just say that if an English man can play Superman, a woman can definitely play James Bond.”

  • Per gli appassionati fan di Dr Who, sappiate che se fosse lui il regista (e gli piacerebbe), farebbe fare un Doctor ad Alexis Denisof. E uno a Tom Hiddleston.
  • Ce n’è anche per i fan di The Hunger Games. Joss si dimostra fan e appassionato alla trilogia, ma non possiamo certo paragonare quell’eroina a Buffy. In parole sue:

“I can never completely give it up for Katniss.”

Il problema di Katniss, secondo Joss, è che le sue scelte girano sempre intorno a quale ragazzo è più carino e a quale le piace di più; e il problema del mondo, in generale, è che ci sono troppi supereroi in giro perché i masculi ci si devono identificare. Joss ha provato che tutti possono identificarsi con Buffy, e ha cambiato il mondo. Ma questo noi già lo sapevamo.

“Identification is a human thing, it’s not gender-based.”

  • Ma siccome Joss tutto sa, perché è un Dio dell’Olimpo che spacca i culi, esprime anche il suo disappunto nei confronti di Doc quando, in Ritorno al futuro: Parte II, dopo che finalmente Marty era riuscito a portarsi dietro Jennifer, la lascia ipnotizzata per tutto il film. Quando finalmente c’era una donna di mezzo, se la dorme per tutto il film! Inaccettabile per il Whedon-verse.
  • Manifesta pubblicamente anche un certo disinteresse per Game of Thrones (Giovanni, so che sei felice! Ti ho pensato!): qualcuno gli ha detto che [spoiler (su Whedon, non su GoT)]continuano ad uccidere personaggi come fossero mosche. Non commenteremo su cosa hai fatto ai tuoi personaggi, Joss, non commenteremo!
  • Ha ammesso anche di amare adorare e idolatrare tutti gli attori di Battlestar Galactica, e di imbucarsi alle Convention solo per vederli parlarci e chiacchierarci. Cos’hanno in comune? L’amore per Heather Morris. Grazie di averci ricordato che hai anche diretto un episodio di Glee, Joss.
  • Joss Whedon non sa usare una XboX, una Playstation, un Gameboy e in genere non capisce nulla di videogiochi. Per sua stessa ammissione. Ci hanno provato, a chiedergli di dirigere il film basato su Halo, ma non è mai riuscito a capire come far camminare il suo personaggio e farlo uscire dalla prima stanza. Non gli chiedete quando uscirà il gioco ufficiale di Firefly, ecco.
  • Il British Film Institute ha messo online un estratto delle tre ore di Q&A con Joss, e potete vederlo qui; c’è anche il video in cui Joss risponde alle domande selezionate dal tweetfeed del BFI. Lo trovate qui.

Camilla A.

Alias Lillussia, strambo nick dovuto a problemi di pronuncia di un nipotino in fasce. Nata a Roma, ho vissuto un po' ovunque; le serie tv americane mi hanno insegnato l'inglese, quindi a loro devo tanto. Tanto almeno da scriverci qualcosa sopra e da diffondere il verbo, ogni volta che posso. Amante delle serie considerate belle, ma anche di quelle dette "lammerda". Inspirational quote of the day "THAT.BITCH" (Survivor).

13 Comments

  1. Sto piangendo e le mie lacrime sono arcobaleni. Everything is Joss Whedon and it’s beautiful. çOç Camilla, quanto t’invidio per averlo visto! E sì, questo è l’unico commento sensato che mi viene fuori.

    Rispondi

  2. TU hai troppo culo. NON te lo meriti.

    MA grazie per il resoconto. *______*

    Vomito arcobaleni anche io, e torno a rivedere tutto Buffy. E Angel. E Firefly.
    Probabilmente in ordine sparso. *_________________*

    Ah, e Joss…. I want to be in your backyards. Really. ç___ç

    Rispondi

  3. “Per gli appassionati fan di Dr Who, sappiate che se fosse lui il regista (e gli piacerebbe), farebbe fare un Doctor a Tom Hiddleston.”

    interessante…

    Rispondi

  4. No ma io ti invidio tantizzimo. Nella stessa stanza con Joss. A parlare delle sue creature.
    Vado a meschinarmi.

    Rispondi

  5. AthanasiusPernath 5 agosto 2013 at 21:32

    Joss Whedon..Joss Whedon.. sarebbe quello che faceva Richie Cunningham, vè? simpatico.

    a parte le cazzate, volendo proprio essere schietto, la si può infiocchettare come si vuole, ma a me Dollhouse proprio non m’è mai calata, e probabilmente il 90% del cast era stato scelto a caso con i bussolotti

    Rispondi

  6. Oddio che meraviglia!!! Ma much ado about nothing in Italia uscirà mai?!

    Rispondi

  7. Hai praticamente visto il dio della tv e del cinema. Hai parlato con lui. Sentito la sua voce …. ok ti odio LOL Grazie di avere diviso con noi questa meraviglia Lui e King se domani mi dicessero che gli asini volano, guarderei fuori dalla finestra e direi “eccoli li vedo”. Perdo completamente la mia capacità di critica, di pensiero autonomo e razionale davanti a certi geni che ti sovrastano in maniera così eclatante. E poi non ama GOT. L’ho già detto che è perfetto? (io e Giovanni la pensiamo proprio uguale su GOT, anzi io penso proprio peggio)

    Rispondi

  8. Ogni volta che leggo queste chicche su Joss (Camilla che botta di culo clamorosa! ), mi prende l’irrefrenabile desiderio di rivedere qualche episodio di Buffy, tipo appunto il citato Tabula rasa e rileggendo le quotes dell’episodio, ricordando Giles e Spike in particolare ;) e tutti gli altri poi, mi ritorna ben chiaro il motivo per cui ho amato e continuo ad amare alla follia quest’uomo. :)

    Rispondi

  9. Sento l’improvviso desiderio di erigere una statua d’oro.

    Rispondi

  10. NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!! Perché non ne ero a conoscenza?! Perché?!?! (?_?)
    Potevo venirci anche io! Mi sarei preso le ferie! Sigh! Disperazione unica! (?_?)
    Grazie comunque per il resoconto.

    Rispondi

  11. Ti ringrazio per il resoconto… anche se ti invidio da morire.. è come se ci fossi stata anche io lì in quella terza fila, accanto a te a sentire e guardare un vero GENIO!
    La mia speranza non morirà mai….reunion di Buffy con un bel film con un bel finale…. perkè leggere i fumetti non trasmette la stessa emozione che provavo guardandolo sullo schermo…..

    Rispondi

  12. Grazie mille per il resoconto! Ti invidio tantissimo e le parti che ho apprezzato di più sono quelle in fucsia! Joss è un genio!!!

    Rispondi

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>