Under the Dome 1x03

Under the Dome – 1×03 – Manhunt

C’è qualcosa di profondamente tragico in Under the Dome. Il problema ineludibile sta nel fatto che, almeno per ora – e non vedo grandi possibilità di miglioramento –, questa tragicità risiede fuori del testo, nelle aspettative deluse degli spettatori, appassionati kinghiani o meno, che speravano di trovarsi di fronte a una serie dal ritmo serrato e dal tono adulto, che enfatizzasse con l’appropriato realismo orrifico la situazione di partenza. Che, è bene sottolinearlo, per quanto non originalissima, ha un potenziale narrativo sconfinato. Quella della comunità isolata che nasconde segreti fra le sue pieghe e cova rancori è un’idea forte, radicata nel nostro immaginario collettivo – penso a Lovecraft, che ne era ossessionato e che l’ha messa al centro, per esempio, di The Shadow over Innsmouth, uno dei suoi capolavori; penso più recentemente a Peyton Place, a Twin Peaks o, tornando in ambito kinghiano, a Cose preziose –, e l’inabilità fisica di allontanarsene la rende ancora più dirompente, soprattutto se a questa impossibilità si accompagna un reale senso di pericolo (come accadeva, per esempio, in 33, Water e Bastille Day, i primi tre episodi di Battlestar Galactica). Brian K. Vaughan e il suo team sembrano invece incapaci di raccontare l’adrenalina, il dubbio, la paura, i dissapori sotterranei, i segreti sepolti, le tensioni che si avvicinano al punto di rottura. Qui sta, appunto, la tragedia di Under the Dome.

Noia, noia, noia. Così, se una recensione non richiedesse di necessità un maggior approfondimento, potrei riassumere questo Manhunt, che mostra tutti i difetti dello scorso episodio, alcuni addirittura ingigantiti: dialoghi stentati, dinamiche ripetitive, personaggi macchiettistici. E assoluta mancanza di suspense.

Uno scambio come «“I don’t do caution”, “I noticed. You’re a real run-towards-the-fire kind of girl, aren’t you?”» sarebbe sgraziato in qualsiasi contesto, ma la sua grossolanità è qui inasprita dal fatto che, per quanto vivano temporaneamente sotto lo stesso tetto, Barbie e Julia sono due estranei i cui rapporti sono stati fin qui rappresentati dagli sceneggiatori con una sbrigatività quasi grottesca, e con innegabile superficialità. Parimenti impacciati i lunghi monologhi autobiografici, blandamente espositivi, che prima Julia e poi Big Jim – un Dean Norris sprecatissimo – rifilano, rispettivamente, a Junior e Barbie: colpisce qui non tanto la pochezza dello script («The guy in the lead was a real machine politician»), quanto l’arbitrarietà dei monologhi stessi, dietro ai quali si intravede un’intenzione comunicativa non già del personaggio, ma dello sceneggiatore. Nel caso di Julia, poi, è tutta la circostanza a essere stridente: la motivazione per cui la giornalista decide di seguire Junior è inconsistente – «It’s the councilman’s kid, though. If anyone’s got the inside scoop, it’s him» –, e il modo in cui la scena è girata, con Julia letteralmente dieci passi dietro Junior, è ridicolo. Posticcia e insincera – cosa per certi versi ancora più grave, considerando l’importanza del tema – anche la scena fra i retrivi clienti del bar e Carolyn, in cui la donna non riesce a rispondere all’insultante passatismo d’accatto degli ispidi vegliardi se non con un impacciato «My partner and I are a same-sex couple with a child. Welcome to the 21st century». Su «So you know about the Sherman Antitrust Act?» sorvolo invece per pietà.

I difetti di sceneggiatura, purtroppo, non si limitano alla mediocrità dei dialoghi. Sono più profondi. Prendiamo, per esempio, le scene nel bunker fra Junior e Angie: da tre episodi ormai non assistiamo che al medesimo, monotono siparietto, fra occhioni sgranati e sorrisetti sardonici. Anche trascurando l’insopportabile e reazionario cliché della donna-ostaggio urlante a cui abbiamo assistito nei primi due episodi, non basta l’idea – peraltro malamente messa in scena – di rubare le forbici a Junior per cancellare il sospetto, preoccupante, che ci sia più di semplice affettazione nella premura che Angie dimostra nei confronti del suo carceriere. Spero davvero che gli autori non precipitino così in basso, ma già così è difficile trattenere gli sbadigli, o evitare di roteare gli occhi davanti a questi intermezzi ridondanti, senza nerbo e sovente pedestri (come nel caso della radio frettolosamente nascosta). Per di più, Junior, anche a causa di un interprete privo di sfumature come Alexander Koch, è un villain così incolore e Angie un personaggio così dozzinale che è arduo, quasi impossibile, interessarsi alle loro vicende. Lo stesso problema affligge la maggior parte delle sottotrame, è vero, ma mai come in questo caso è così evidente. Anzi, a ben pensarci in questo episodio Adam Stein è riuscito a far di peggio, con Carter, l’insopportabile bulletto copiaincollato da almeno due dozzine di teen drama diversi.

Dell’episodio – gravato pure dai problemi di ritmo comuni per ora a tutta la serie, che, nonostante l’urgenza della materia narrata, procede con incomprensibile comodo – salvo una sola scena, quella in cui Joe e Norrie cadono entrambi a terra, biascicando all’unisono «The pink stars are falling. The pink stars are falling in lines». Non è una scena ben girata, né tanto meno ben interpretata (per quanto Colin Ford, il giovane Sam Winchester di Supernatural, sia fra i miei preferiti del cast), ma – ed è una valutazione squisitamente personale, basata in non minima parte sull’azzeccato ritmo e sulla fascinosa sonorità della frase – il mistero di questo messaggio criptico è l’unico dettaglio che davvero stuzzica la mia curiosità, perfino più della cupola stessa. Purtroppo, non basta questo per salvare l’episodio, né – almeno a giudicare da quanto visto finora – la serie.

Big NoNo

Nota: Da discreto ammiratore dell’opera di Stephen King – soprattutto della prima parte, fino al Miglio verde; ammetto che, dopo L’acchiappasogni, ho letto solo il recente, e interessante, 22/11/’63 – non faccio fatica, pur non avendo letto il romanzo originale, a riconoscere che questa serie è di molto inferiore non solo al meglio della sua produzione (It, Dolores Claiborne, Stagioni diverse), ma anche al peggio (Mucchio d’ossa), e questo è ancora più infuriante. Se non ho già cassato la serie è perché King stesso è intervenuto, sul suo sito, per difendere l’adattamento: per questo, appunto, ho deciso di arrivare almeno alla fine di questa prima stagione. Riporto qui, pensando non solo a Under the Dome ma anche ad altre serie ispirate a romanzi, prima fra tutte Game of Thrones, un passaggio di quella lettera aperta che trovo particolarmente significativo, e con cui concordo al cento per cento: «It’s best to think of that novel and what you’re seeing week-to-week […] as a case of fraternal twins. Both started in the same creative womb, but you will be able to tell them apart. Or, if you’re of a sci-fi bent, think of them as alternate versions of the same reality».

Andrea Morstabilini

Introdotto al culto telefilmico in giovanissima età da Twin Peaks, che ancora considera fra le espressioni più alte del genere (insieme a Battlestar Galactica, Buffy the Vampire Slayer e l'accoppiata Doctor Who/Torchwood), Andrea, conosciuto anche come The Headmaster, adora le serie televisive a base di soprannaturale, fantasy e sci-fi, i family drama, la HBO e, non si capisce bene perché, i teen drama più brainless del tubo catodico.

39 Comments

  1. Concordo in pieno. In più, la scena di Angie e Junior che sprecano l’ultimo fiammifero parlando del niente è oltre la soglia del ridicolo. E vogliamo scordarci di come nessuno si preoccupi delle provviste che verranno a mancare a breve, a meno che il villaggio abbia imboccato da tempo la salvifica via degli orti urbani per l’autosostentamento?. E i teenagers che pensano solo alla ricarica del cellulare? Peccato, non leggo King ma la storia poteva essere un buon diversivo estivo. Io mollo.

    Rispondi

  2. Se non fosse per Dean Norris, avrei mollato questa serie già dalla premiere. Questa puntata è stata forse leggermente migliore rispetto a quella precedente, ma ancora non ci siamo. Come hai detto tu Andrea: solo noia, noia e situazioni troppo inverosimili da essere credibili. Continuerò a guardare la serie fino alla fine (dato che finora ho sprecato due ore della mia vita per guardarla, voglio almeno vedere come andrà a finire), ma se continua di questo passo sarà uno dei flop del 2013 seriale.
    klatu ha scritto:

    E i teenagers che pensano solo alla ricarica del cellulare?

    Una delle scene più irritanti che abbia visto negli ultimi tempi (pari solo ad alcune scene di The Newsroom).

    Rispondi

  3. Non ho ancora visto l’episodio, e sono passato direttamente ai commenti per non guardare il bollino (anche se non è che mi aspetti granchè). L’impressione che mi hanno dato i primi due episodi non è stata così tragica, per quanto in ogni caso ci troviamo davanti a un prodotto che, visti i nomi coinvolti nella produzione, ci aspetteremmo essere molto di più (a’ Spielberg, torna a fa’ er cinema che è mejo!).

    Il problema è che le discutibili (quando non scriteriate) scelte narrative non sono in alcun modo compensate da una regia particolare o che non ti faccia venire voglia di fare altro e ascoltare solo i dialoghi. Io la sto prendendo per ciò che è stata concepita, una serie estiva per passare un’oretta di intrattenimento.

    [O.T.] @Staff di Serialmente: non sapevo dove altro scriverlo, vorrei sapere se è nei vostri progetti recensire Ray Donovan! [fine O.T.]

    Rispondi

  4. pibe ha scritto:

    [O.T.] @Staff di Serialmente: non sapevo dove altro scriverlo, vorrei sapere se è nei vostri progetti recensire Ray Donovan! [fine O.T.]

    In questi giorni mi chiedevo la stessa cosa.

    Rispondi

  5. E’ una cagata. Il caso è chiuso.

    Rispondi

  6. Più che noia, noia, noia direi merda merda merda.

    Dreamer88 ha scritto:

    pibe ha scritto:

    [O.T.] @Staff di Serialmente: non sapevo dove altro scriverlo, vorrei sapere se è nei vostri progetti recensire Ray Donovan! [fine O.T.]
    In questi giorni mi chiedevo la stessa cosa.

    Mi aggiungo in coda.

    Rispondi

  7. Completamente d’accordo con la recensione. E’ molto deludente, la cosa peggiore non sono i dialoghi per me, su quelli posso sorvolarci , l’importante è che si delineino i personaggi e questi sono uno peggio dell’altro, macchiette a cui per forza di cose escono solo frasi fatte insensate buttate lì con sufficienza. Le situazioni in cui li mettono sono noiose e\o ridicole. Ho notato solo io la musichetta molto simile a Lost in mezzo ai boschi? L’unica cosa che ho apprezzato sono gli attacchi dei teenager, ma chissà a cosa lo ridurranno. Peccato perchè ci contavo ,immaginavo non fosse un capolavoro ma una bella serie da dipendenza estiva sì :(

    Rispondi

  8. concordo con tutto ciò che dice la recensione e con il voto.
    le cose che proprio non riesco a perdonare alla serie sono l’assoluta mancanza di tensione + la mancanza di ansia dei personaggi. Ogni tanto qualcuno dice “chissà cos’è” “oh come faremo”, ma nessuno sembra realmente preoccupato. State sotto una cupola caduta dall’alto all’improvviso di cui non sapete nulla con provviste limitate e gente armata in paese (ma tipo passare di casa in casa a sequestrare le armi prima che altri impazziscano? no? ormai è troppo tardi, non ci sono più le forze dell’ordine XD); e tutti si fanno i fatti loro bellamente fregandosene di tutto; capisco che i giovani sono giovani ma in una situazione del genere ti preoccupi a prescindere dall’età, non fai festini 24h al giorno.
    Ho trovato molto sprecata anche la scena di Junior e Julia (? la giornalista) nella galleria; si poteva creare un po’ di buona suspence sfruttando il fatto che noi sappiamo che junior è instabile e lei no e il fatto che fossero senza luce, invece nulla, la noia anche lì. così come nella caccia del poliziotto impazzito (cioè l’unica persona nella città che sembra rendersi conto della situazione) è stato tutto gestito in modo molto banale.
    personalmente sono indecisa se andare avanti a vederla usandola come comedy e divertendomi a trovare le insensatezza come ho fatto con revolution, o lasciar del tutto perdere.

    Rispondi

  9. Setteditroppo 11 luglio 2013 at 16:33

    “una serie dal ritmo serrato e dal tono adulto, che enfatizzasse con l’appropriato realismo orrifico la situazione di partenza”

    Già. E’ esattamente ciò che avrei voluto. Purtroppo siamo ancora molto lontani. Cioè gli sceneggiatori sembrano non prenderla troppo sul serio questa storia (se non sono incapaci). C’è una superficialità incredibile…Mah! Sono perplesso. Mi sembra impossibile che si possa buttare tutto all’aria così, con le potenzialità narrative che ci sono…so che al 99% non cambierà rotta ma continuerò ancora per un paio di episodi sperando che la cupola cambi drasticamente la vita della ridente cittadina, e della serie.

    Rispondi

  10. I primi due episodi ho provato a salvarli, chiudendo gli occhi e ingollando le ridicolaggini.

    Questo terzo, però, è indecente e Under The Dome si candida a schifezza dell’anno senza se e senza ma.
    Troppe le cose stupide da elencare, una vergogna.

    Rispondi

  11. Sto seguendo la serie perchè – posto che non ho letto il libro – l’idea di base è talmente buona che è quasi impossibile non trarne qualcosa di interessante: gli spunti sono a decine! E invece è di una noia mortale, con neanche un personaggio che sia uno al quale interessarsi anche minimamente, una serie di scene pietose e banali, insomma, imbarazzante. Capisco la marchetta di King – ha ceduto i diritti, che altro poteva dire? – ma ci vuole davvero dell’impegno a far risultate noiosa una serie del genere. E non c’è neanche Spielberg di mezzo.

    Rispondi

  12. Per tentare di movimentare la visione dello show, ho pensato che da adesso in poi mi dedicherò a fare la classifica delle assurdità compiute dai personaggi. Vi invito a partecipare. Venghino venghino siore e siori.
    1 – La radio di Angie che si sente perdettamente dentro un mega rifugio antiatomico della Madonna. (E che è, Radio Maria?)
    2 – Il Poliziotto Impazzito che rinchiude la Poliziotta Buona e, ovviamente, lascia le chiavi sulla panchina di fronte alla cella, in modo che chiunque passi di lì possa liberarla tranquillamente.
    3 – Manca un fiammifero solo: e la Rossa che fa? continua a disquisire tranquillamente con Junior, anziché muovere le chiappe.
    4 – Il machissimo-so-cavarmela-in-tutte-le-situazioni Barbie che, incalzato dalle domande della peggior reporter dell’universo che forse sta capendo (finalmente) qualcosa, che fa? Lascia la sua cartina in bella evidenza sullo zaino, anziché imboscarla per bene.
    5 – Il machissimo Barbie e l’altrettanto machissimo Big Jim che ci mettono ore e ore a cercare la pista solcata dall’astutissimo e sgusciante Poliziotto Cattivo, e meno male che il primo ha l’intuizione dei rametti spezzati, e poi arriva la Poliziotta Buona che al primo colpo trova il terzetto.
    A voi!

    Rispondi

  13. D’accordo con i pareri espressi nella recensione e nei commenti. Purtroppo, Under The Dome continua a peggiorare di puntata in puntata. Io credo in ogni caso di arrivare in fondo alla stagione, e continuerò ad avere un briciolo di speranza fino alla quinta puntata che, se non sbaglio, sarà sceneggiata da Vaughan (un po’ per fiducia, un po’ perché è lo showrunner, un po’ perché il pilot è la puntata migliore finora), ma è un’impresa disperata. In questa puntata sono perfino riusciti a peggiorare i dialoghi (che nelle precedenti non erano da buttare in blocco, a differenza di quanto avvenga qui) e, incredibilmente, a far guizzare in testa alla classifica dei personaggi più irritanti Julia e Linda (non avrei mai, mai, mai creduto che Junior potesse perdere il primo posto).

    Aggiungo alla lista delle scene particolarmente irritanti già citate, l’ennesima pantomima “eh, devo trovare mio marito, il mio maritino mi aspetta / sguardo impietrito ma inquieto di Barbie”, ancora una volta enfatizzata dalla regia, come se dovesse sembrarci geniale alla millesima volta che si ripete.

    Non mi dispiace invece il clima surreale di tranquillità che avvolge gli abitanti del paese (nel libro in qualche modo questa viene spiegata, e non risulta così incomprensibile) ed anzi mi sembra una delle note più positive: aggiunge un sottofondo complesso di incoscienza, incredulità, impreparazione. Ciò che secondo me stride è l’incoerenza tra il mostrare una cittadinanza calmissima e serafica alla tavola calda ed in giro, come se non stesse succedendo niente, e una scena al limite dell’isteria e del linciaggio qualche ora prima (come se l’agente avesse sgozzato decine di infanti con intenti satanici e non semplicemente ucciso un altro agente sì in un colpo di matto, ma in modo palesemente fortuito e involontario).

    Rispondi

  14. Oh, e sempre a proposito di incoerenze, di scene ridicole e della scena all’esterno della stazione di polizia: se è sensato e positivo che inizino ad abbozzare una certa insofferenza se non proprio malcelata ostilità tra la giornalista e il politico locale che sfrutta con ambizione l’emergenza e la gestisce con populismo, ho trovato meraviglioso che, nel comportamento di Big Jim, ad avere scatenato uno sguardo scandalizzato e spazientito, ed un allontanamento da primadonna, in Julia sia stata la sensatissima e doverosissima frase “non accetterò scene da giustizia di frontiera”. LOL

    Rispondi

  15. Non so se qualcuno abbia già posto l’interrogativo, ma io mi chiedo quanti distributori ci siano a Chester Mill: la polizia continua ad usare le macchine, Dean Norris scorrazza ovunque col suv e così Barbie e la giornalista!!! Altro che le nostre file chilometriche per lo sciopero dei benzinai!!!!

    Rispondi

  16. ar-key ha scritto:

    ho trovato meraviglioso che, nel comportamento di Big Jim, ad avere scatenato uno sguardo scandalizzato e spazientito, ed un allontanamento da primadonna, in Julia sia stata la sensatissima e doverosissima frase “non accetterò scene da giustizia di frontiera”. LOL

    ahaha ecco questa cosa mi era sfuggita! sarà stata una di quelle scene in cui intanto facevo altro…

    Rispondi

  17. Purtroppo d’accordissimo con la recensione ed i commenti: non c’è una cosa appena appena logica e realistica (in senso positivo) in tutta la puntata: una noia dilagante a go go (solo un minuscolo accenno e da nessuno percepito che fra un po’ non ci sarà più caffè fatto dalla proprietaria del bar: ma va? Solo il caffè….svegliatevi gente)
    Barbie non aveva preso ben tre pacchetti di sigarette per usarle come merce di scambio? Adesso le fuma lui? Andiamo bene … coerenza zero sotto sero.
    La scema che usa i fiammeferi e l’aria per trovare l’uscita: ma se la cupola blocca tutto come si fa a creare corrente che muove il fuoco?
    Sempre più ridicoli e sempre più estraniati dal mondo complesso ed articolato creato da King.
    P.S. Scusa Andrea ma Mucchio d’ossa è una meravigliosa metafora sullo scrivere e sul rapporto tra lo scrittore e la sua opera, come sempre “nascosta” da scene horror (l’affermazione del protagonista che per quanto ci si metta un autore non potrà creare che un mucchio d’ossa facendo un personaggio rispetto al più “comune” essere umano e le sue complessità, è una delle cose più intelligenti scritte sulal scrittua che io abbia mai letto)

    Rispondi

  18. @ jackson1966:
    Sullo stesso argomento, o quasi, ho trovato molto più riusciti La metà oscura e, ovviamente, Misery. Mucchio d’ossa, invece, mi annoiò terribilmente, in parte proprio perché lo trovavo una reiterazione di temi già approfonditi altrove.

    Rispondi

  19. Alle incongruenze possiamo aggiungere il fatto che nessuno cerchi la ragazza intrappolata da Junior!! Cioè questa ha un fratello che non si è accorto che sua sorella non si fa vedere da 3 giorni?? :O Così come non si preoccupa più di tanto Ilda Spellman del fatto che la sua cameriera non viene più a lavoro! E visto che questo è un paesino di al massimo 5000 anime, mi aspettavo che andasse almeno a informarsi a casa!! :/

    Rispondi

  20. “C’è qualcosa di profondamente tragico in Under the Dome”.
    Si, è la Noia.

    Rispondi

  21. Grossa delusione…visto solo il pilot, e abbandonato…

    Rispondi

  22. Assolutamente BIG NONO, e sinceramente a me fan ridere anche ste crisi epilettiche con tanto di frasetta criptica associata. Sarà in questo contesto, se c’è nel romanzo sarà sicuramente gestita meglio di come fa la serie, non lo so, ma per carità.

    Rispondi

  23. non starò qui a ripetere tutti gli innumerevoli difetti della serie che altri prima di me hanno giustamente evidenziato, ma a me oltre a tutto ciò, infastidisce molto e trovo sia un elemento ulteriormente affossante la pessima colonna musicale e gli effetti sonori in genere…
    sembra veramente di guardare un telefilm di serie B degli anni 80 trasmesso sulle tv private con la musichetta posticcia sul doppiaggio..
    Giacchino where are you??????

    Rispondi

  24. Posticcia e insincera – cosa per certi versi ancora più grave, considerando l’importanza del tema – anche la scena fra i retrivi clienti del bar e Carolyn, in cui la donna non riesce a rispondere all’insultante passatismo d’accatto degli ispidi vegliardi se non con un impacciato «My partner and I are a same-sex couple with a child. Welcome to the 21st century».

    Scena davvero pietosa, che sottolinea il pessimo livello dei dialoghi.
    Ma, come ha fatto notare qualcuno, il nonsense di tutta la serie è racchiuso nella scomparsa della tipa che nessuno – manco il fratello – si prende la briga di cercare. È tutto esageratamente disturbante e irritante, ma in modo molto negativo: dagli adolescenti bulletti, al poliziotto che sclera, passando per lo psicopatico, la monoespressività del wannabe figo Barbie e la Lois Lane de noantri.

    Rispondi

  25. questa serie doveva concentrarsi sulla rappresentazione societaria di chester’s mill, sulla creazione di un nuovo ordine sociale, che è il vero punto di forza del romanzo. La comunità isolata, dal Signore delle mosche, a per esempio, l’Ombra dello Scorpione dello stesso King, è come dite voi, fonte inesauribile di spunti. Invece la serie si perde in queste storyline insulse, il nulla cosmico. Bisogna ammettere che anche il livello del cast è infimo, e solamente Barbie e Big Jim hanno quel minimo di caratterizzazione e di ambiguità che spinge a proseguire, almeno fino a fine stagione….

    Rispondi

  26. L’unica cosa sensata sono i ragazzini che pensano solo ai cellulari e a scopare. Per il resto non è un Big No No No, manco per il cazzo, è un AHAHAHAHAHAHAH :D

    La scena nei sotterranei è GROTTESCA più del resto della puntata, incredibile.

    Rispondi

  27. Per quanto mi riguarda, al momento il problema principale è che non me ne frega niente di qualsiasi cosa stia accadendo. Non me ne frega niente dei personaggi e dei loro segreti, delle loro interazioni e dei loro rapporti, non me ne frega niente nemmeno della cupola perché non è mai stata davvero il centro della narrazione e non me ne frega niente dei ragazzini che hanno gli attacchi epilettici con sottofondo mistico/criptico in sincro, perché la loro storia di quasi-amore banalizza ed appiattisce il tutto in maniera imbarazzante. Inoltre, la tipa che interpreta la ragazzina è di una cagnezza che non si sostiene.
    A me il pilot era piaciuto. Ho trovato il secondo episodio mediocre. Questo terzo, però, è stato di una bruttezza rara.

    Rispondi

  28. Bah. Puntata davvero bruttina. Ero partito abbastanza convinto che sarebbe stato un prodotto discreto ma ora mi sto ricredendo. Quello che più mi lascia indispettito – al di là della brutta caratterizzazione dei personaggi – è la totale mancanza di realismo all’interno della cupola. Questi qui sono bloccati dentro, non sanno cosa sia nè da dove venga, il mondo fuori non riesce a comunicare con loro e loro… che fanno? Niente. Vivono normalmente. La polizia gestisce tutto a caso, non ci sono assemblee, ognuno vive la propria vita come se niente fosse. Non è mica normale.

    Rispondi

  29. Non posso farcela davvero… cioè sì arriverò alla fine della serie… ma sarà una faticaccia!!
    Va beh che il libro a me non aveva entusiasmato ed è l’unico dell’intera collezione King che mi son dovuta obbligare a finire… mmm no forse anche con Il Talismano ho faticato… comunque… diciamo che parto svantaggiata/amareggiata…

    piccolo appunto (e non vorrei creare una polemica, ma visto che sto commentando ed è un po’ che mi frulla…)
    ho letto l’intervento di King sulle differenze libro/serie, sull’avere l’originale sullo scaffale a disposizione e “miao vi tocca così attaccatevi”… mi spiace ma non sono d’accordo… nonono
    e nel mentre ci infilo anche GoT tanto il discorso è lo stesso…

    Liberi di pensarla in maniera differente da me… è nel vostro diritto e lo accetto, ma… MA è un telefilm basato su una storia/romanzo/novella perciò (a parer mio, lo ribadisco) devi… DEVI seguire la trama della storia/romanzo/novella… sennò “caro il mio regista o emittente televisiva” ti inventi una storia tua, con personaggi tuoi e gli fai fare quello che più ti piace!!

    E’ un telefilm (o film, il discorso è generale) non una fanfiction dove i personaggi son vivi invece che schiattati, cambiano carattere e vanno in montagna invece che al mare…

    Io ho letto il libro perciò mi aspetto che sia una trasposizione fedele delle descrizioni del libro… posso tollerare solo quei tagli e quelle parti che NON influiscono sulla trama. Esempio: Se Robb sposa Jeyne non può, non accetto che per qualche oscuro motivo diventiTalisa… ma daiiiiiiii

    Son perfettina/noiosa/esigente/antipatica?? Sì

    p.s. scusate le citazioni di GoT ma non volevo rischiare di fare spoiler con degli esempi su Under the Dome.

    Rispondi

  30. @ kikinaky:
    Si, ok, tutto bello, ma BASTA. Cristodiundio, non ne posso davvero più. Ho giurato di non partecipare più ai commenti su GOT proprio perché alla fine si va avanti con “meglio libro” “nel libro diverso” “come avete osato a modificare il libro”. Davvero, rileggetevi i libri e spegnete la tv.

    Tanto King è responsabile di questa cosa, piaccia o no (esattamente come Martin, da co produttore esecutivo è responsabile di ciò che avviene su GOT), di conseguenza l’autore del testo avalla e forse, FORSE, ha un’idea sua su come debbano andare le cose.

    Insomma, è tanto difficile parlare di quello che vediamo invece di parlare di quello che avremmo voluto vedere (peggio, di quello che ci saremmo ASPETTATI di vedere)?

    Tornando a Under The Dome, è una cagata pazzesca e divertentissima. :D

    Rispondi

  31. @ kikinaky:
    Ma guarda, tu puoi “aspettarti” quello che vuoi, ciò non toglie che hai una visione dell’adattamento che non corrisponde alla realtà di cosa un adattamento sia e di come gli adattamenti funzionino X’D Uno può anche aspettarsi che, siccome è estate, ogni mattina ci siano trecento gradi e un sole perfetto così si può andare a mare, ciò non toglie che anche d’estate ogni tanto piove, perché il tempo funziona così. Tu puoi aspettarti tutti gli adattamenti iper-fedeli che vuoi, ciò non toglie che gli adattamenti in genere se ne fregano bellamente dell’aderenza precisa al testo originale, se chi adatta si rende conto che una cosa perfetta sulla carta potrebbe non funzionare altrettanto bene sullo schermo. Poi ci sono magari casi limite come Under The Dome che sul cartaceo sarà meraviglioso ma in tv, stravolto, fa schifo (io non azzarderei il paragone con GoT perché stiamo parlando di due adattamenti e soprattutto di due show di qualità di partenza parecchio differenti), ma non è che chi adatta stravolga lo scritto di partenza così, perché gli gira. Ed anche se così fosse, potrebbe, comunque.

    Rispondi

  32. @ Lisa C.:

    come ebbe a dire l’ottimo Makkox: “ha senso tradurre in video una vignetta già pubblicata? La risposta è stata che noi non operiamo una traduzione, ma invero una trascrizione da uno strumento espressivo a un altro, da un linguaggio a un altro, quindi il risultato sarà differente, arricchito da peculiarità proprie al formato”

    Rispondi

  33. si beh… chiedo scusa, per fortuna mi son premunita di specificare che era un mio pensiero e non una verità assoluta…

    vorrà dire che prima di lasciare un altro commento, (e raggiungere la favolosa cifra di 3, sì era il mio primo commento quello…) mi leggerò tuuuuuuutti gli altri per evitare di ripetere un pensiero che a quanto pare, vista la reazione esasperata di @Rumenta, è abbastanza condiviso.

    Ma non importa… mi accingo a vedere il nuovo ep di Under the Dome… alla prossima… forse.

    Rispondi

  34. Ennesimo polpettone per decerebrati, stavolta tratto da un’opera di Stephen King. Personaggi banali, recitazione pietosa, trame e sottotrame viste riviste e straviste. Già si intuisce che la rossa ed il belloccio finiranno a letto insieme, che il consigliere diverrà il cattivo eccetera eccetera. Ce la meneranno con la cupola per qualche decina di puntate, dopodichè la serie verrà cancellata, questo è il mio pronostico.

    P.S.
    Se vi interessa il cinema e le serie televisive, vi segnalo l’app per iphone (FREE) “Oasi del Cinema”
    https://itunes.apple.com/it/app/oasi-del-cinema/id659412327?mt=8

    Rispondi

  35. Massimiliano Manzini 3 agosto 2013 at 09:35

    Gaetano ha scritto:

    Se vi interessa il cinema e le serie televisive, vi segnalo l’app per iphone (FREE) “Oasi del Cinema”
    https://itunes.apple.com/it/app/oasi-del-cinema/id659412327?mt=8

    Ho notato che la prima recensione della APP è tua Gaetano La Delfa: “Finalmente un’app semplice e pulita dove trovare recensioni di film e telefilm un po’ più particolari, invece dei soliti blockbuster! Bella la grafica, e soprattutto utilissime le sezioni “consigliato a” e ” preferiti. Consigliata a chi deve decidere quale film vedere.”

    Meno male che ti piaciuta l’APP, pensa come ci sarebbe restato male lo sviluppatore. Ah un momento… lo sviluppatore sei tuuuu! Carramba che sorpresa!!! :-)
    Capisco allora il senso del tuo intervento, volevi solo pubblicizzare la tua App. Niente di grave ci mancherebbe, ma saresti stato molto più elegante se avessi scritto: “ciao a tutti gli appassionati, consiglio la mia App gratuita.”

    Rispondi

  36. Il romanzo è decisamente diverso e si sviluppa su una guerra interna che è il vero perno della narrazione, cioè il classico dei buoni guidati dall’ex marine Dale Barbara con una Julia più vecchia a fargli da chaperon e il dottor Rusty Everett come seconda spalla ma alle prese anche con storie a sè; i cattivi guidati da Big Jim che manipola la polizia o per meglio dire dei ragazzi armati e violenti a cui è permesso fare di tutto. Ecco queste forse sono le due cose che fondamentalmente mancano alla serie televisiva, cioè i vari atti di violenza che non sono pochi ma soprattutto manca una catena degli eventi che porta al repentino peggioramento della situazione. Moltissimi eventi del libro sono stati cancellati nella serie e sono stati sostituiti da pochi episodi isolati fini a se stessi incapaci di aumentare la suspence.

    Rispondi

  37. Concordo in tutto e per tutto. E si, la fiera del cellulare da ricaricare se la potevano davvero risparmiare. Dean Norris è sicuramente il motivo per cui molti di noi hanno deciso di iniziare la serie. Breaking Bad docet. A parte questo c’è ancora troppa poca carne al fuoco, ogni episodio è piatto e tutte le mini sottotrame sono praticamente disintrecciate e senza senso. Sono un grande estimatore di King, anche se non ho letto la cupola. Anni luce indietro rispetto a capolavori quali Pet Sematary, Shining o Salem’s lot. Parlo dei libri, ovviamente. Non c’è il quid, l’ x-factor. Qualunque sinonimo va bene. Mi sa che la 4 non la guardo.

    Rispondi

  38. ConnorMacLeod 19 agosto 2013 at 11:00

    Ma precisamente, quella cagna maledetta (C) (R) che interpreta la poliziotta demente da che scantinato l’hanno tirata fuori? Possibile che non ci fosse qualcuna con almeno una recita parrocchiale alle spalle a cui affidare il ruolo?

    Rispondi

  39. Assolutamente d’accordo con la recensione…però concordo con Jackson 1966 su Mucchio d’ossa..a mio parere una delle opere migliori di King, per me seconda solo ad IT..

    Rispondi

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>