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Siberia – 1×01 – Pilot

Curioso prodotto, questo Siberia. Il Blair Witch Project degli scripted show, si direbbe. Trama di base: sedici concorrenti provenienti da ogni parte del mondo e tutti incarnanti uno stereotipo differente (Lo Stronzo, La Gnocca Gentile, La Gnocca Stronza, L’Asiatica Carina E Innocua, Il Nerd Con Gli Occhiali, Quello Che Vuole Salvare Il Mondo, Il Vecchio, Il Leader, Il Tizio Gay O Comunque In Odore Di, e via così) vengono presi, bendati, caricati su un elicottero e trasportati in Siberia, dove viene detto loro di sopravvivere solo con le loro forze fino all’inverno, giunti alla fine del quale i concorrenti ancora in gioco riceveranno una grossa somma di denaro da spartirsi. Il gruppetto si disperde nella boscaglia, prende possesso degli alloggi preparati dalla produzione, poi cose strane cominciano a muoversi nel bosco, segue panico.

Fin dal trailer, le aspettative erano alte, altissime. Wow, un tv show scritto e sviluppato come un reality. Oppure, wow, un reality scritto e sviluppato come un tv show. Di potenziale ce n’era, di carne al fuoco pure, ma devo ammettere di essere rimasta parecchio perplessa dalla visione. Forse mi aspettavo un pilot col botto, di quelli che magari si prendono un po’ meno tempo per analizzare la situazione di partenza, consapevoli di avere davanti una serie intera per ritornarci su col tempo, per catapultarti direttamente nel bel mezzo dell’azione. Sì, probabilmente mi aspettavo questo, soprattutto da una serie che vantava un simile setting: ampi spazi selvaggi, natura incontaminata, splendide ambientazioni (seppure canadesi e non siberiane, cosa che, a quanto pare, ha fatto incazzare parecchio i russi) e la possibilità di stravolgere fin da subito le regole del gioco, forte di quella tagline (“what happens when a reality show goes terribly wrong”) che avrebbe permesso di saltare se non a piè pari almeno in buona parte l’introduzione per lanciarsi direttamente nel vivo del racconto.

Mi aspettavo una serie che giocasse a fingersi un reality show, ma quello che mi sono trovata davanti è stato un reality show che finge di essere una serie che si traveste da reality show.

Sulla carta, si tratta di un progetto ambiziosissimo e non del tutto idiota, e d’altronde le potenzialità sono evidenti: ci sono cose che potrebbero accadere in un uno show simile – morti accidentali, ferite particolarmente gravi, animali spaventosi o mostruosi o geneticamente mutati (se la rana dalle tre zampe è di qualche indicazione, questo è probabilmente parte di ciò che ci aspetta) nascosti nel folto del bosco, vecchie leggende a riguardo dei vecchi abitanti di un accampamento svaniti nel nulla dall’oggi al domani – che un reality show vero e proprio non mostrerebbe mai, neanche il più spregiudicato; per non parlare poi dell’eventuale elemento mystery/sovrannaturale, che non avrebbe modo di essere parte di un reality “nella realtà”, ma può esserlo se il “reality” è uno scripted show.

Ma il gioco non funziona, o almeno non funziona come dovrebbe, o almeno non ha funzionato con me, se su quaranta minuti di pilot trentacinque abbondanti sono spesi per ascoltare gli spiegoni del conduttore (come nei reality veri), per ripetere le regole del gioco e superare le prime prove di sopravvivenza (come nei reality veri) e per saltellare allegramente da un’intervista a uno dei partecipanti a un’intervista ad un altro dei partecipanti (come nei reality veri).

La sostanza di Siberia è questa: è un reality vero, solo che è finto. E so già cosa state pensando, e sì, avete ragione: è finto esattamente come i reality veri, prodotti privi di un copione solo sulla carta, ma che in realtà, come anni di Grande Fratello e L’Isola dei Famosi/Non Famosi/Passati Per Caso ci hanno insegnato, ne possiedono uno comunque, delle direttive generiche che i concorrenti sono tenuti a seguire che, quando non vengono date dalla produzione, sono comunque il risultato di uno studio personale volto a creare audience, ad accattivarsi il pubblico o a diventare un beniamino della casa o di qualsiasi altro sia il luogo di reclusione deputato.

Proprio in quest’ottica, Siberia delude. Non si tratta di un prodotto spregiudicato, che gioca con i cliché del genere per ribaltarli, che utilizza le basi come premesse sulle quali costruire qualcosa di originale. No, si tratta di uno show che si “appoggia” su strutture non tipiche/proprie dei tv show come li conosciamo per raccontare invece una storia estremamente tipica/propria dei tv show come li conosciamo. Gente persa nella natura selvaggia, cose misteriose si muovono nel folto della foresta, la gente muore. Vi ricorda qualcosa? Eh. Ma a parte il nome che sicuramente vi è affiorato subito nella mente, si potrebbero fare innumerevoli altri nomi, sia nel mondo della televisione che in quello del cinema.

Ma sarebbero tutti comunque poco appropriati, perché al di là dell’elemento più prettamente misterioso (che, ribadisco, si affaccia comunque all’interno della narrazione solo nel corso degli ultimi cinque minuti del pilot), il vero termine di paragone per Siberia non è Lost, ma Survivor. E se voglio guardare Survivor, be’, guardo Survivor.

Meh!

Lisa C.

Scrive tanto, e poi legge/guarda roba varia ed eventuale per parlarne principalmente male. Una vita mangiata dall'OCD.

23 Comments

  1. Come incipit sembra avere un gran bel potenziale, dato che si ci può infilare di tutto. Però se usano già il pilot solo ed esclusivamente per spiegoni e poco altro, beh, difficilmente invoglierà a proseguire.

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  2. Dunque, intanto c’è da dire che io sono molto contenta che Siberia non sia Lost perché con Lost ci ho litigato e non voglio più nemmeno sentirne parlare. Io però l’ho trovato geniale proprio nel suo essere identico ad un reality show senza però averne i limiti, appunto. Okay, forse geniale è una parola esagarata, ma tendo ad usarla a sproposito quando arrivo in fondo alla visione di qualcosa e sono talmente esaltata che vorrei subito avere il secondo episodio.

    Secondo me la puntata introduttiva in cui niente succede (a parte il “colpo di scena” finale) ci stava, proprio perché il telefilm deve seguire passo passo la struttura di un reality. Temo invece che se/quando smetterà di seguirla (ossia non ci saranno le interviste, non ci sarà il conduttore etc…) diventerà una roba già vista di cui non sentivamo il bisogno, dal momento che, appunto, ce n’erano già stati milioni così.

    Poi, chiaramente, dopo il primo episodio si può dire ben poco. Vediamo se con il secondo regge (per me) o migliora (per quelli come te che non sono convinti) xD

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  3. Dal trailer (il pilot non l’ho visto) mi è subito venuto in mente The River: telecamere sparse ovunque, incidenti di cui non si capisce niente come avvengono e gruppo di persone recluso nella giungla/foresta selvaggia….insomma, a me The River non è piaciuto, scommetto non mi piacerà nemmeno Siberia. Però una chance gliela do.

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  4. @Lisa C.
    Un Meh! ???
    Come sei buona :-)
    Speravo questo pilot potesse *al meno* essere un parente povero di The River (dite quello che volete, a me era piaciuto) ma proprio non ci siamo. Poi si è capito subito il genere di ‘mostruosità’ che i concorrenti dovranno affrontare. Cioè: rana con mutazioni genetiche + urla notturne “che nessun animale conosciuto potrebbe aver emesso” + gente attaccata da qualcosa/qualcuno che corre per i boschi, con tanto di videocamera caduta sull’erba. Se 2+2=4 …
    BIG NONO!

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  5. Non lo conoscevo affatto, ma la premessa è davvero intrigante. Quasi quasi il pilot lo recupero.

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  6. Ahò le ciofeche quest’anno le state pizzicando tutte eh….
    :-/

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  7. @ Pirutti:
    I pilot della stagione li stiamo coprendo tutti o quasi, è naturale che pizzichiamo anche tutte le ciofeche XD

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  8. Setteditroppo 5 luglio 2013 at 14:37

    Avrei visto senza particolari aspettative, tra i ritagli di tempo, questo pilot di cui avevo letto qualcosa. Per fortuna è uscita la tua recensione. Me lo risparmierò volentieri. Grazie.

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  9. Vogliamo parlare anche del clone spudorato di Edward Snowden, tale “Daniel da Minneapolis”? :-D

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  10. Ahahah, fanno bene i russi a incazzarsi :D

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  11. Lisa C. ha scritto:

    @ Pirutti:
    I pilot della stagione li stiamo coprendo tutti o quasi, è naturale che pizzichiamo anche tutte le ciofeche XD

    Lo so ma preferirei vedere un pò di attenzione per alcune serie che sono uscite da un pò ma mai recensite …. :-/

    A maggior ragione visto il numero di ciofeche molto “alto”….

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  12. l’ho visto non sapendo cosa sarei andata a vedere, ogni tanto si fa.
    già i reality non mi piacciono, figurarsi un telefilm che finge di essere un reality.
    il mio dovere l’ho fatto, ora passo ad altro.

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  13. Io l’ho trovato ineccepibile. Sembra un reality. Ha i clichè del reality. Ci sono gli spiegoni dei reality. Ci sono le regole, le interviste tutto lo fa sembrare un reality. Il gioco è, che NON è un reality. Io trovo che il trucco abbia funzionato proprio perchè nella tua recensione ti sei appoggiata ai reality per criticarlo. Ha vinto. In pratica è così fatto bene che per criticarlo devi prendere da quello che non è. Io una seconda chance gliela darei. Quando ho visto il pilot di Homeland (non lo sto paragonando, solo sto dicendo che spesso la prima impressione, soprattutto con le serie, può non essere quella giusta) ho creduto agli abbocchi che facevano pensare allo spettatore di aver capito tutto ancor prima di iniziare (per poi continuare questo gioco, come una partita di tennis, dove ogni volta che credi di aver capito, il tavolo si rovescia di nuovo).

    Potrei sbagliarmi, potrebbe essere una sola come si dice a Roma. Ma quando ho finito la prima puntata (e non avevo letto ancora nulla della tua recensione) mi sono detto: “voglio la seconda”. Direi che è un ottimo inizio per una serie.

    A margine, prima mi sono visto Under the dome, quello si, pieno di clichè, e molto poco originale. Darò un’altra chance, anche se già dopo due episodi fatica a carburare. Spielberg, sembra non avere l’occhio lungo per le serie (al contrario dei lungometraggi).

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  14. Ho visto il pilot di “Siberia” proprio stanotte e ancora non ho realizzato se mi è piaciuto o meno, avevo sonno. L’ultimo “reality serial” che ho visto è stato -dead set- e non ne sono stata particolarmente entusiasta. Oggi non so se per masochismo o cosa ma sto scaricando la seconda puntata. Il problema è che non vado proprio pazza per i reality televisivi quindi questo tipo di serie tv mi mettono in crisi, alimentano la mia voglia di trash unito alla mia passione per il thriller/horror che poi così horror non è. Di una banalità assurda il finale di questo pilot, quantomeno eccessivo per l’inizio. Però non lo so, sarà che di notte quando sono insonne ho bisogno di qualsiasi perdita di tempo possibile ma qualcosa nella mia curiosità deve essersi smossa per portarmi a voler proseguire la visione, gli do’ una seconda possibilità, solo una però.

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  15. Ho da poco scoperto questa serie ed in un periodo di magra, per quanto riguarda i telefilm che seguo di solito, ho provato ad avvicinarmi a questo prodotto che mi puzzava un minimo di visto o se non proprio visto, almeno sentito…il Pilot mostra un potenziale e crea un minimo di interesse più rivolto ai personaggi che non alle vicende che sembrano abbastanza prevedibili…non dico che la scelta dei “concorrenti” sia stata geniale ma varrebbe la pena andare fino in fondo per scoprire se i clichè si riveleranno tali fino in fondo…il tentativo di mettere al centro dell’attenzione un reality non è nuovo come l’idea che possa andare tutto storto, diciamo che precedentemente si erano visti zombie ed ora ci sono misteriose ed aggressive presenze alla Lost…il primo impatto è quello di aver mescolato “A tutto reality” con “Lost” avendo creato un cocktail strano, dal retrogusto noto e stranoto, ma proprio perchè così vicino e famigliare potrebbe anche piacere…personalmente continuerò a seguirlo per curiosità ma aspettandomi anche il peggio possibile, gli sviluppi potrebbero essere infiniti, dallo scadere nella copia conforme di altre serie oppure arrivare a derive più estreme ed interessanti…

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  16. io sto ancora continuando a vederlo e mi piace…leggero e perfetto per l’estate. è vero che ha molte similitudini con lost, anche fin troppe! Ma credo che sia guardabile molto più di altri..

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  17. A me personalmente sta piacendo parecchio…..le prime due pentate un sotto tona ma proseguendo si sta rivelando veramente un sorpresa!!! Promosso completamente!!!! :)

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  18. Anch’io penso che questa serie parta dopo le prime 2 puntate. E da allora continua proprio bene! Non è il capolavoro dell’anno e nemmeno troppo originale, ma mi sembra fatto abbastanza bene e in questo priodo di magra (almeno per me) è perfetto, non troppo impegnativo.

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  19. Bayta ha scritto:

    Anch’io penso che questa serie parta dopo le prime 2 puntate. E da allora continua proprio bene! Non è il capolavoro dell’anno e nemmeno troppo originale, ma mi sembra fatto abbastanza bene e in questo priodo di magra (almeno per me) è perfetto, non troppo impegnativo.

    concordo

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  20. e guarda survivor. io mi guardo siberia

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  21. A me è piaciuta, niente di esaltante ma in alcuni punti mi ha tenuto col fiato sospeso. Sapete se faranno la seconda stagione?

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  22. quoto tantissimo chi ha amato e poi litigato a morte con lost (io pure) ma sfido tutti a dire che il meccanismo Lost, declinato in qualsiasi salsa, compreso la salsa Siberia, non sia una figata. insomma Lost l’abbiamo odiato ma soprattutto perchè ne avremmo voluto ancora e ancora, almeno della sua parte migliore, la sua formula vincente, mistero e avventura e tutti contro tutti. Siberia comunque è cresciuto puntata dopo puntata, specie da quando è stata evocata (ma ce lo si immaginava da subito) la parola magica che da Ghostbusters a Martin Mystere affascina bè, diciamo, quelli come me: “Tunguska” il mistero dei misteri. Dici Tunguska e io ci casco come una pera, e in ‘sta ciofeca devo confessare di esserci cascato e di non essermene mai pentito, anche dando ragione alla recensione, che però stronca usando un po’ troppo argomentazioni metatelevisive, quando, parliamoci chiaro, chissenefrega di stare a trovare tutte le incoerenze nelle riprese (a parte che mi sembrano tutte abbastanza plausibili) quando l’obiettivo è colto benissimo. intigare, incuriosire, irretire e tenere alta l’attenzione, fino all’ultimo fotogramma dell’ultima puntata. io tifo per la seconda stagione, alla faccia di chi cerca i Guilty pleasure tra le teen-chick series!
    P.S.: anch’io sono un orfano di quel piacevole guazzabuglio di The River, magari se ne producessero di più di queste serie di scenari e location “cinemascopiche” dopo tanto minimalismo e introspezione e dilemmi esistenziali!

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  23. Andando avanti nella serie (che sto comunque vedendo come guilty plasure) ma certe cose … Ad un certo punto, dalla notte al mattino, nevica. Questo è un errore madornale. Primo perchè climaticamente non si passa da un’estate caldissima (come fanno intendere nelle puntate precedenti) a sotto zero (condizione necessaria perchè la pioggia diventi neve) in 7 ore e secondariamente perchè… perchè in Siberia, nella regione in cui si svolge lo Show, non ci sono MAI estati caldissime! Nella zona di Tunguska al massimo si raggiungono i 16/18° a luglio. I nostri eroi (uno in particolare…) girano in calzoncini corti anche nel pieno della notte. Ok che avevano solo i vestiti con cui li ha scaricati l’elicottero ma insomma, il clima è clima e all’ipotermia non si comanda… Nemmeno nelle serie TV.

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