arrested development s04e14

Arrested Development – 4×14 – Off the hook

Cosa succede. It’s Buster’s Arrested Development! Scopriamo che nemmeno Buster, audefinitosi key-witness, si è presentato al processo in cui Lucille è accusata del dirottamento della Queen Mary. La sera prima, infatti, il nostro motherboy preferito ha bevuto un succo di troppo in compagnia di Lucille 2, svegliandosi troppo tardi l’indomani e finendo per mancare l’udienza. Distrutto dal senso di colpa per la condanna della madre, Buster intraprende un viaggio alla ricerca di una figura materna che possa riempire il vuoto lasciato da Lucille: tenta prima di ricostruire il suo rapporto con Lucille 2 (si lasciano perché lui non riesce a decidersi se essere figlio o amante), poi di rientrare nell’Esercito (lo congedano) e infine di cominciare una storia con la moglie di Herbert Love, Ophelia (si lasciano perché lei decide di dare una seconda possibilità al marito infedele, fotografato mentre va in giro con una prostituta [che poi sarebbe Lindsay]). Ferito dal ripensamento di Ophelia, Buster ruba le fotografie incriminate e decide di passarle alla candidata avversaria di Love, Lucille 2. E poi accoppa Love. E poi si ritrova sulla scena dell’omicidio di Lucille 2, ripreso dalla videocamera piegato sul cadavere della donna, sporco di sangue, in fuga.

Guest stars: Liza Minelli come Lucille 2; Terry Crews come Herbert Love; Andy Richter come il fratello Richter che fa l’insegnante ma è un poliziotto sotto copertura; Martin Mull come Gene Parmesan; Ian Roberts come The Literal Doctor; Garcelle Beauvais come Ophelia Love; e un sacco di altri che potete trovare qui.

Degno di nota: “But his biggest fear wasn’t confronting a wet loose sealBuster che prepara la “colazione” a Lucille; l’effige costruita per supplire all’assenza della madre; le imitazioni che Buster fa di Lucille; l’interpretazione busteriana dello spaghetto al pomodoro; “Guess the fur”; Buster e Lucille sulla copertina di “Balboa Bay Window” e il costume da John-John Kennedy; “And it was offensive! Half of your testicle was hanging out of that thing” – “Good! I’m glad they saw it. It was like a Motherboy Ball, right?!”; “[…] and keep your ball joke to yourself, Andrew Dice Clay“Let’s get juiced”; la corsa di Buster vestito da John John Kennedy, e il momento in cui si ferma per il Saluto; la Queen Mary arenata sullo sfondo (sono provinciale se penso sia palese l’spirazione all’incidente della Costa Concordia all’Isola del Giglio?); il dailies board; i problemi con la tintura per capelli di Lucille 2; Buster, le visite a Lucille e le torte; “and while his days were spent trying to get his mother to love him, his nights were consumed with getting his lover to mother him”; gli innuendo di Lucille 2 e l’incomprensione di Buster (“is this another one of those nights where nothing is as it seems and there’s no cream pie for dessert”?!); la nuova politica dell’esercito riguardo l’identità sessuale; Buster pilota di droni; Buster, o anche il primo pilota di droni a essere ferito “sul campo”; i luoghi scelti dall’esercito per tenere riunioni e missioni importanti; la mano gigante di Buster; “I mean, you remember how big your first cellphone was” – “That was a phone. This looks like you’re pointing to a place that buys your gold”; “I need to get away, get away. You’re hopelessly hopeless, Buster. It’s if as they wrote that song for my own son”; la copertina del Top Secret Magazine dell’Esercito; the Q-test/cutest; Ophelia Love; Light Drizzle and Thunder;  Buster e Herbert Love coppia da comizio; “I’m not a motherboy anymore. I’m a motherman”; “Buster! You Look different, something is happened to you” – “Yes, I’ve been with a black woman”; Gene Parmesan; il ritorno di The Literal Doctor.

Ci è piaciuto? Sì. Ho sempre adorato l’interpretazione di Tony Hale. Buster è un personaggio che, più degli altri, riesce a far ridere con il corpo, con il viso, con la voce oltre che con le battute e le situazioni, e Hale ha regalato al suo Bluth una comicità fisica che trasuda da ogni movimento, da ogni espressione, da ogni fiato. Dal punto di vista narrativo, l’episodio è uno dei più isolati di e da questa labirintica stagione (e infatti sono pochissimi i personaggi che compaiono oltre i “protagonisti storici” della vita di Buster, e quando lo fanno è comunque per pochi secondi), percepibile più come un omaggiare  Buster che come un proseguire Buster. In certi momenti pare di essere di fronte a un riepilogo delle esperienze vissute nel corso delle prime tre stagioni (rottura con Lucille, storia con Lucille 2, arruolamento nell’Esercito, incidente e congedo, ritorno dalla madre), comunque perfettamente in linea con la natura circolare e senza speranza del personaggio. Pur vivendo una miriade di situazioni una più assurda, e potenzialmente dirimente, dell’altra, Buster è il Bluth meno cambiato e che meno cambierà. Sarà per questo che è anche uno dei più tristi, disperati e teneri. L’unica cosa orrenda è che siamo già all’episodio 14, e io ne voglio già altri 14.

Note: due interviste a Tony Hale 1/2

Francesco Gerardi

Un incompreso nato a Taranto negli anni del Grunge. Crede che la migliore uscita serale immaginabile sia quella che prevede uno schermo dai 12 pollici in su davanti alla faccia per un intervallo di tempo t1 tendente all'infinito. Se proprio non si può, andiamo a sentir suonare questo o quello. Leggo in bagno.

4 Comments

  1. Io non ci voglio credere che Lucille 2 sia davvero morta.

    Rispondi

  2. a me invece la svolta thriller e il “mistero” per la prossima stagione/film mi è piaciuta un casino XD
    fermo restando che mi dispiace per Lucille

    Rispondi

  3. Adesso so come vestirmi nei mesi caldi, per far passare aria.

    Spero che Liza torni in tutto il suo traballante splendore!

    Rispondi

  4. Io ho dato per scontato che Lucille 2 non sia davvero morta, lo strato di trucco e tinta per i capelli sono meglio di un giubbetto antiproiettile!

    Rispondi

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>