the quality of mercy

Il titolo che cita Il Mercante di Venezia di Shakespeare mi ha procurato non pochi problemi al fine di ricavare la chiave di lettura della puntata unicamente perché mi ero concentrata sul termine “mercy” – misericordia – quando in realtà il verso, il monologo di Porzia, puntano a descrivere la natura della misericordia, una natura che attiene al divino e che proprio per questa sua peculiarità avvicina l’uomo a Dio, una natura che rende l’elargizione della misericordia una benedizione per il ricevente come per l’elargitore e, di nuovo, il benedire è un atto proprio della Santità e della Divinità. Ma qui, in Mad Men, di Benedetto non c’è nulla,  di Divino non solo non c’è traccia ma proprio questo episodio è ricco di riferimenti luciferini. E come Porzia non riuscirà a instillare la misericordia nell’animo di  Shylock che si impunta sul rispetto del contratto, così la puntata verte su contratti che chiedono di essere rispettati.

Il contratto a sua volta ci rimanda al patto con il Diavolo – introdotto dalla presenza del film Rosemary’s Baby - ma soprattutto ci rimanda a uno dei temi fondanti della serie: l’identità. Nella mia testa è riecheggiato subito il “After all, when it comes down to it, who’s really signing the contract?” di Bert Cooper rivolto a Don nella terza stagione quando Don viene costretto a firmare il contratto che lo legherà alla Sterling e Cooper. Ma, appunto, chi ha firmato quel contratto? La firma di Don impegna anche Dick Whitman? Quale identità si porta dietro l’impegno di Don, quale identità contrae debiti, stipula contratti e viene chiamata a rispondere quando i patti non vengono rispettati? “This is not a handshake of gratitude, this is a binding contract” aveva chiarito inequivocabilmente Ted e adesso che Don non ha rispettato la sua parte di contratto verrà mai chiamato a risponderne, potrà appellarsi alla misericordia dell’altro?

Uno dei due atti imparentati con l’essere misericordiosi arriva dal cliente di Ted che cede in parte sul rispetto del contratto che prevedeva una spesa di quindicimila dollari proprio in virtù di quanto invocato da Porzia nel suo monologo, ovvero il temperare il rigore della giustizia – di ciò che è dovuto, nero su bianco – con un atto magnanimo: i termini del contratto vengono rivisti per onorare la memoria di Gleason. Ma la risoluzione apparentemente pacifica ed elargita di buon cuore è viziata dall’abilità diabolica di Don nell’aver manipolato la situazione per raggiungere un unico obiettivo, distruggere la felicità di Ted e Peggy guadagnando nel mentre diversi punti bonus: apparire il salvatore della situazione agli occhi del cliente, tenere Ted sulla graticola, privare Peggy di un merito sì legittimo ma non maturato all’ombra di Don.

What’s going on in there?” “Someone is having a good time“. E questo Don non può proprio tollerarlo, qualcuno nel suo regno si permette non solo di essere felice ma di esserlo senza dovere nulla allo stesso Don: Peggy, la ex pupilla, è innamorata e radiosa grazie – e con – un uomo che Don vorrebbe non esistesse. Finora Don è stato circondato dagli Sterling, i Cooper, i Campbell, la sua carriera lo ha fatto camminare attraverso gallerie di clienti esigenti, sprezzanti, volgari, con vedute ristrette, e questo deve essere stato, in qualche misura, consolatorio e adulatorio: in fondo Don è davvero peggiore di loro? O è addirittura migliore grazie al suo genio, al suo carisma. Ma Ted lo priva di questo alibi rappresentando un uomo di successo, di bell’aspetto, capace di una onestà e correttezza di fondo che Don non riesce a sostenere. E se Ted non può essere corrotto da Don, deve quanto meno essere infelice come lui. E l’infelicità è un qualcosa che lui conosce bene: “What is happiness? It’s a moment before you need more happiness” in fondo questa definizione della felicità può tranquillamente essere applicata all’infelicità o meglio al non saper essere felici, al vivere nella perenne incapacità di godere le proprie conquiste preferendo una condizione di continua assenza in vista dell’arrivo di qualcosa che non farà altro che generare ulteriore attesa.

L’unica reazione che Don riesce ad avere quando è chiamato a fronteggiare le sue colpe è rannicchiarsi in posizione fetale come se fosse lui bisognoso di essere protetto dal mondo mentre sono gli altri a doversi guardare dalla sua influenza. Ted e Peggy Stark non sono gli unici a pagare la vicinanza di Don, infatti. Vediamo Sally – in viaggio con un’orgogliosa Betty – amareggiata, gravata da una così profonda nota di disillusione “My father has never given me anything” che, complice la sigaretta offerta da Betty, la fa sembrare di colpo una ragazzina vecchissima.

Insospettabilmente l’unico gesto disinteressato arriva da Pete Campbell che smaschera Bob Benson quale novello, ma meno carismatico di Don, impostore. La Sterling e Cooper sembra essere un ricettacolo per questo genere di persone: Don era riuscito a farsi assumere senza contratto, Bob è riuscito a farsi assumere senza che nessuno controllasse le sue credenziali. Bob è ora alla mercè di Pete che con un’aria rassegnata, pur essendo nella posizione di poter rovinare Bob, decide – senza coercizione, senza suppliche e appelli alla sua pietà – di graziarlo dichiarando di aver imparato la lezione del non farsi coinvolgere con persone di quella specie e riconoscendo che Bob si è speso per Pete molto più di quanto Pete abbia fatto per Bob.

Il pre-finale di Mad Men ci lascia così, con tanti momenti da ricordare: i vagiti di Don, l’interpretazione dell’anziana ebrea di Joan, Ken Cosgrove, dopo essere stato indicato dallo show come Dave Algonquin, diviene una citazione di The man in the Hathaway shirt ma, soprattutto, l’immancabile richiamo al suicidio presente nella scena iniziale: le scarpe di Don poggiate sul tavolo di fianco alla giacca piegata, proprio come nell’inquietante disegno evocativo di un uomo in procinto di annegarsi in mare proposto alla catena di Hotel.

Fuck Yeah

Note

  • In un Universo parallelo ho scelto Betty e Sally per lo screencap.
  • The Quality of Mercy: Act IV Sc 1 
  • L’arrivo di Rosemary’s Baby era stato preannunciato dalla lettura di Sally Draper  del libro di Ira Levin nella 6×08.
  • A proposito di influenze luciferine: Don nella 5×09 aveva sabotato il lavoro di Ginsberg per presentare il proprio spot con il Diavolo protagonista.
  • La scena finale che porta Ted e Peggy a rivedere il film e che fornisce a Peggy l’input per la realizazione dello spot.
  • Nella conversazione telefonica con Betty, Don sottolinea come anche la sua ex moglie si sia risposata esattamente come “Jakie Kennedy Onassis”. In fondo anche Betty, come Jackie, è vedova del primo marito visto che il vero Don Draper è morto.
  • Nel momento in cui Don dice a Ted che “Come on, we’ve all been there.. i mean, not with Peggy” ho colto l’intento di dequalificare Peggy sottointendendo che in ufficio non è mai stata giudicata sufficientemente appetibile.
  • Il monologo sulla misericordia recitato in L’Uomo senza volto con Mel Gibson.
  • Non è adorabile Betty con la sua espressione sognante al solo pensiero di Sally nello stesso collegio di Jackie Kennedy?
  • Non è adorabile Ted contento e beato come un bimbo al tavolo con Peggy, finalmente circondato dai suoi amati succhi? La campagna originale della Ocean Spry.
  • La campagna di Nixon per la rielezione: This time vote like your whole world depend on it.
Commenti
43 commenti a “Mad Men – 6×12 – The Quality Of Mercy”
  1. sara881 scrive:

    La settima stagione sarà quasi certamente l’ultima. Ma pare sempre più certa la separazione in 2 parti stile breaking bad e soprano.

  2. Holly scrive:

    Bella recensione,ricca di spunti interessanti (mi è piaciuto il discorso del contratto).
    Solo una cosa non ho capito: cosa intendi con “ma la risoluzione apparentemente pacifica ed elargita di buon cuore è viziata dall’abilità diabolica di Don nell’aver manipolato la situazione per raggiungere un unico obiettivo, distruggere la felicità di Ted e Peggy guadagnando nel mentre diversi punti bonus”.

    E’ vero che Don è stato un pò subdolo nel citare la morte di Gleason,non senza aver prima fatto intendere a noi e a Peggy/Ted che volesse riferirsi alla loro tresca,però è anche vero che ha salvato Ted da una situazione da cui lui non sarebbe riuscito a venire fuori.
    L’unico motivo per cui Ted aveva bisogno di più soldi era che non voleva dire no ad un’idea di Peggy:non mi pare un motivo valido per rischiare il cliente.
    Inoltre non sopporto come non vengano chiarite le cose:un giorno dice a Peggy che la ama,quello dopo la ingnora e fa il padre di famiglia,quello dopo ancora ridono insieme come due bambini.
    Non credo che Don abbia distrutto la loro felicità,semplicemente li ha riportati con i piedi per terra.

    Betty e Sally splendide come sempre,vorrei fosse dato loro più spazio!!

  3. Kymia scrive:

    Maledetti, è la seconda volta in questa stagione che mi fanno credere per 5 minuti che Ken sia morto.
    Bella recensione e puntata piacevole, ma non sono completamente d’accordo sul comportamento luciferino di Don in questa situazione. è chiaro che è geloso di Peggy e del rapporto “speciale” che ha con Ted, ma d’altra parte l’atteggiamento di Ted nella gestione della campagna è stato poco professionale e francamente mi ha infastidita un po’ durante la visione, quindi il comportamento di Don non l’ho valutato in modo completamente negativo.
    Ho una curiosità: come mai le recensioni di Mad Men arrivano più o meno a una settimana dalla messa in onda? non è una critica, ci mancherebbe altro, sono davvero curiosa, è una “scelta editoriale” del sito o semplicemente è più difficile recensire MM rispetto ad altre serie e c’è bisogno di più tempo?

  4. stanis scrive:

    Ottima recensione.
    La puntata mi è piaciuta molto tranne per la scena da teen movie nel collegio che ho trovato – stranamente per gli standard di Mad Men – molto banale e recitata in modo approssimativo. La lotta tra i due ragazzi è quasi paragonabile alla worst fight scene ever http://www.youtube.com/watch?v=Z1eFdUSnaQM

    Ma povero Ken. Spero che prima o poi smetta d’agire in modo equilibrato e mandi a quel paese i suoi capi e il lavoro per la S&C per seguire il suo sogno diventare uno scrittore. Vorrei che Weiner prendesse spunto da Americana di De Lillo per fa evolvere il personaggio di Ken.

  5. claudia scrive:

    @ Kymia:
    Quoto. Anche io ho temuto che ci avessero assassinato Ken, del resto anche nella scorsa stagione sono stati disseminati a lungo funesti presagi sulla testa di Pete e poi alla penultima puntata se ne è
    andato Lane. Non fatelo, con Ken sparirebbe l’unico personaggio equilibrato.
    Anche io concordo sul fatto che la storia fra Ted e Peggy non sia esattamente un idillio, anzi. A prescindere dalle motivazioni di Don, invidioso della felicità (felicità?) altrui ma anche geloso di Peggy, secondo me.

  6. robba scrive:

    solo io trovo che Peggy e Ted insieme siano forzati e imbarazzanti? davvero, non riesco a vederli. Peggy mi sembra rincretinita e lui parecchio viscido, anche se condito di buone intenzioni. Penso anch’io che Don cerchi di rimetterla con i piedi per terra, più che di umiliarla tanto per.
    Penso che tanto di questa puntata più che sull’identità fosse incentrato sulla percezione degli altri, forse un tema suggerito ma non so, il dialogo tra Sally e Betty, Don che vede Megan alla tv, Pete al telefono con l’altro viscidone di cui non ricordo il nome…
    E poi, quand’è che l’inquietante Glen è diventato figo?

  7. giu scrive:

    Concordo con chi non vede comportamenti luciferini o solo gratuitamente invidiosi/distruttivi in Don.
    Io anzi continuo a non capire come nella patina brillante di Ted si possa vedere il contraltare di Don. Ted non è un puro, e non agisce né più né meno correttamente di altri prima di lui. Lui e Peggy felici? Perché li vediamo in deriva adolescenziale, molto più infantili di Sally e compagnia? mah. Peggy mi sembra una donna sempre in direzione di diverse infelicità. E Ted non è certo una risoluzione, per lei. Magari sbaglio.

    Anche in quel “Come on, we’ve all been there.. i mean, not with Peggy” di Don io ho visto al contrario un sottolineare che Peggy è diversa dalle altre, ma non in senso dispregiativo, al contrario.

    Tremo per questo season finale.
    brr.

  8. Mara R. scrive:

    @ Holly:
    @ Kymia:
    Don agisce in modo spregevole ma brillante, con le spalle coperte: si era impegnato con Ted (il contratto vincolante) a lasciar perdere la Sunkilst e quando Harry chiama per per dire che il cliente ha deciso di triplicare l’investimento, Don tiene fede alla parola data e chiede a Henry di “scaricare” il cliente. Il punto di svolta, ciò che gli fa cambiare idea, è il vedere Ted e Peggy insieme al cinema: torna a casa e sull’onda dei commenti di Megan decide di richiamare Henry e dare l’ok all’operazione, stracciando di fatto il contratto con Ted. Perfetto, l’agenzia ci guadagna, ma Don ha agito unicamente per colpire Ted.

    Con il cliente dell’aspirina per bimbi Don è di nuovo in un punto di forza ma agisce non per tutelare il cliente, tanto meno per la preoccupazione di mettere l’agenzia nella condizione di dover coprire i costi. Se l’idea di Peggy fosse maturata sotto la guida di Don, Don si sarebbe speso al suo meglio come pdialettica e magnetismo per convincere il cliente a cedere. Ma qui, di nuovo, la molla che fa scattare tanto amore per il rispetto di un contratto è il desiderio di mettere i bastoni tra le ruote a Ted e Peggy. Invia il nuovo budget al cliente mentre sono in atto i casting, promette a Ted il suo aiuto salvo poi aiutare esattamente come arriva l’aiuto del Diavolo: ti dà quello che vuoi ma non nel modo in cui vorresti. E alla fine, l’idea originale di Peggy viene attribuita a qualcun altro, Ted viene presentato come un uomo emotivo e sentimentale, e Don fa la figura dell’uomo esperto che mette una toppa sugli errori altrui. E lo fa, ripeto, avendo formalmente ragione: se non è diabolico tutto questo. E per diabolico intendo non solo “malvagio” ma anche astuto e brillante.

    Ted e Peggy sono carinissimi. Ted ovviamente non è un’immacolato ma ha una correttezza di fondo, un entusiasmo per il suo lavoro che lì dentro, alla Sterling&Cooper, nessuno ha mai avuto. Poi, su, Ted guarda Peggy in un modo che Don non ha mai guardato nessuna donna perché anche nei momenti di grande innamoramento i sentimenti di Don sono sempre stati viziati da una punta di disperazione, dall’essere quasi sul baratro.

    Ps Mad Men è una delle serie di punta e abbiamo cercato sempre di postare entro metà settimana, purtroppo per impegni vari per me e chi mi ha preceduto non è stato possibile. Detto questo, senza che sia una giustificazione, recensire Mad Men richiede una soglia di attenzione e cura più elevata rispetto ad altre serie.

    Mad Men è una serie molto cara a Serialmente e abbiamo sempre fatto il possibile per pubblicare a metà settimana, per la copertura delle ultime due puntate

  9. pibe scrive:

    In Rosemary’s Baby il marito di Rosemary fa un patto col diavolo, solo che invece della sua anima gli “vende” quella del bambino, per ottenere fama e gloria come attore. Dick Whitman fa, metaforicamente, un patto col diavolo quando diventa Don Draper e, grazie alla sua nuova identità, riesce ad ottenere successo nella sua carriera. Solo che l’anima in questo caso è la sua, e il prezzo che sta pagando è quello che stiamo vedendo da sei stagioni.
    Inoltre, nel film, a rimetterci per le azioni egoiste del marito è proprio Rosemary. Sarà così anche per Megan?

    Ah, il regista di Rosemary’s Baby è Roman Polanski, marito di…Sharon Tate.

  10. Holly scrive:

    @ Mara R.:
    Ciò non toglie che Ted,da solo,non sarebbe stato in grado di uscire dal pasticcio in cui si era cacciato;il cliente dell’aspirina non avrebbe accettato di pagare di più,mi è parso abbastanza chiaro.
    Sicuramente Don ha agito più e più volte allo stesso modo,facendo ciò che gli pareva perchè secondo lui un prodotto andava promosso in un certo modo e via dicendo,ma la sua forza sta anche nel saper convincere (“diabolicamente”,te lo concedo) gli altri che ha ragione lui.
    Poi,a me Ted e Peggy proprio non piacciono insieme:carini lo saranno anche,ma sembrano per l’appunto due adolescenti incapaci di ragionare che si mettono nei guai perchè non pensano.
    Don è geloso di Peggy,probabilmente perchè la vede affascinata da un nuovo “mentore” che lui ritiene inferiore a se stesso (e in parte devo dargli ragione).

  11. claudia scrive:

    carinissimi?

  12. klatu scrive:

    Buon episodio ma due appunti: la vicenda di Ken a tinte grottesche con la Chevy è troppo sopra le righe e MM non sa gestire molto bene questo tipo di registro. Il giovane Glen è un cagnolino a recitare e se non fosse per papà non sarebbe nella serie.

  13. Kymia scrive:

    @ Mara R.:
    Sul fatto che Don si sia comportato in modo spregevole sono abbastanza d’accordo con te, d’altra parte da Don mi aspetto anche comportamenti del genere; non sono d’accordo quando dici “Se l’idea di Peggy fosse maturata sotto la guida di Don, Don si sarebbe speso al suo meglio come dialettica e magnetismo per convincere il cliente a cedere”, perchè credo che Don non avrebbe assecondato ciecamente Peggy come fa Ted, ma secondo me l’avrebbe fatta venire a patti con la realtà e con i costi da rispettare. L’impressione che ho avuto io durante la visione è che nell’agenzia il comportamento di Ted e Peggy, ma sopratutto di Ted, ha causato un clima abbastanza “pesante” (vedi le reazioni della segretaria di Ted, degli altri creativi, le facce di Joan). Certo Don avrebbe potuto prendere di petto la situazione e agire in modo diretto, ma parliamo di Don, come dicevo prima un comportamento del genere secondo me è completamente in character per lui.

    PS: grazie per la risposta sulla recensione!

  14. Mara R. scrive:

    Il punto non è se Ted e Peggy siano carini insieme, io li adoro ma se altri li trovano detestabili, fastidiosi o male assortiti, va benissimo: la questione non cambia. Loro due, indipendentemente dal nostro giudizio, sono contenti e beati nello stare/lavorare insieme ed è questo quello che Don non sopporta. Tutto le azioni di Don hanno come spinta il desiderio di annichilire Ted, soprattutto, e Peggy. La dimostrazione è Don che dà il via libera a Harry solo dopo aver visto i due al cinema quando, quella stessa mattina, era intenzionato a rispettare il patto con Ted.

  15. claudia scrive:

    @ Mara R.:
    Il mio appunto è sul tipo di aggettivo usato, “carinissimo” secondo me non si adatta al tipo di narrazione in oggetto…non tutti i termini sono appropriati ad ogni contesto, e parole tipo questa, anche “adoro”, per dire, a me fanno pensarw ai teen dramas, più che altro. Mia Mia opinione.

  16. nenoneno scrive:

    Completamente d’accordo con Mara su Don. Aldilà se Ted e Peggy stiano o meno bene insieme.
    Non dimentichiamoci che la scorsa stagione nell’ultima puntata vedemmo proprio Don al cinema con Peggy, in un momento di totale complicità. Quella che ormai Don non può più avere con nessuno.
    Cavolo, il dettaglio delle scarpe e del completo poggiate sul tavolo non l’avevo proprio notato, che occhio.
    Più che il marito, in Rosemary’s Baby, a Don assegnerei il ruolo del figlio: lo è nella prova dello spot per l’aspirina, con conseguente e inquietante vagito, lo è nella posizione fetale assunta in chiusura ed all’inizio dell’episodio.
    Detto ciò, frasi della puntata:
    ‘I surrender’ di Pete. Inaspettata. Dopo il cannone anche questa. Campbell mi sta sorprendendo in questa serie.
    ‘He’s not that virtuous, he is just in love with you’. Just. What else.

  17. featherhead scrive:

    Io invece sono d’accordo con Mara R. sul comportamento di Don. Tra l’altro, non è un caso che questa possessività verso l’allieva prediletta si scateni proprio adesso che Don ha irreparabilmente rovinato la sua relazione con Sally (mi fa piacere che, intanto, almeno Creepy Glen si riveli un “fratello maggiore” su cui Sally può contare, e che lei e Betty siano più vicine che in passato )
    Ciò detto, mi azzarderei a pensare che Ted è COSI’ il contrario di Don, che le azioni di Draper potrebbero avere l’effetto opposto a quello che Don voleva: ora che il rivale gli ha fatto notare che lui e Peggy non possono essere semplicemente colleghi perchè i loro sentimenti sono evidenti a tutti, credo che Ted potrebbe veramente lasciare la moglie per stare con Peggy. A quel punto, Don si ritroverà a lavorare con i due come coppia e non potrà veramente fare nulla per ferirli…
    Invece non sono tanto d’accordo sul fatto che l’atteggiamento di Pete verso Bob sia dettato da pura misericordia. Secondo me, c’è un bel po’ di calcolo. Pete ha provato a dire a tutti la verità su Don, e il risultato è stato “Mr. Campbell, who cares?”. Bob sarà anche un impostore, ma già piace a Cooper, Cutler e Joan più di Pete, così come Don ha sempre fatto alleanze più facilmente di Pete. A questo punto della sua carriera, Pete è rassegnato al fatto che non sarà mai un golden boy come Don, ma almeno stavolta è nella posizione di poter sempre ricattare qualcuno che già promette di avere più successo di lui…

  18. Daniela G. scrive:

    io Ted non lo sopporto, è un ipocrita. Ok, si è innaMMorato, ma se ha deciso di salvaguardare il suo prezioso matrimonio, che accidenti va a fare al cinema con Peggy, ben sapendo che anche lei è innamorata di lui? Perché non mantiene le distanze? Così le fa solo del male. Ipocrita, ed egoista. Fa del male a Peggy e a sua moglie, mentre lui mantiene il suo matrimonio e poi flirta come un 16enne deficiente in ufficio. Tutto gli è concesso, perché lui è tanto buono. Ma per favore. Se proprio – ma se proprio, eh – devo shippare Peggy con qualcuno, allora 1000 volte meglio Stan.
    Sono d’accordo con tutto quello che gli ha detto Don: è imbarazzante, per sé e per gli altri. E ha completamente perso la lucidità e non è professionale.
    La reazione di Don all’incontro con Ted e Peggy al cinema l’ho interpretata così: Don voleva essere leale verso ted, finché non ha scoperto che Ted non è una persona leale, perlomeno verso sua moglie.
    Parlando della “resa” di questa situazione, non ho apprezzato assolutamente i siparietti di Ted e Peggy che ridono come due dementi, li ho trovati troppo eccessivi e troppo ripetuti, a un certo punto mi sembrava una sit com di bassa qualità.
    Passiamo a cose più interessanti: Bob e Pete. Sono perplessa sulla scoperta della verità su Bob, così simile alla verità su Don. Era proprio necessario, ai fini narrativi, introdurre questa cosa? Pete mi sta piacendo molto come personaggio, in questi ultimi episodi.L’ho amato molto nella 6×11 nel suo momento di abbandono al tavolo con Peggy, e mi ha sorpresa in questa 6×12. Pete per me resta uno dei personaggi migliori. E Bob? le sue urla al telefono con Manolo? E’ uno psicopatico o solo un piccolo imbroglione? E’ davvero gay (e sta con Manolo) o ha finto? In entrambi i casi, perché ha fatto quelle avances a Pete nell’episodio scorso? E’ stata una mossa sbagliatissima. Allora Bob è pericoloso perché non si rende conto delle conseguenze delle sue azioni?
    sì lo so, troppe domande :D E’ che non vorrei che facesse del male a Pete.
    della parte di Sally in collegio salvo solo la faccetta stile Betty che la ragazzina fa quando Glen picchia l’amico. Somiglianza poi rimarcata nella scena in auto con le sigarette. Tutti i teen mi sono sembrati abbastanza cani a recitare, persino Kiernan Shipka non mi è piaciuta stavolta. Però mi piace questo rapporto ambiguo che Sally ha con Glen, che si porta dietro qualcosa di vagamente malsano fin da quando erano piccoli.
    Di nuovo Polanski, col suo Rosemary’s baby. Dico di nuovo per tutta la faccenda di Sharon Tate. A questo punto penso che la paventata morte di Megan non ci sarà. No, perché ci stanno sbattendo in faccia gli indizi in maniera troppo evidente, e che diamine. E poi può mica morire un personaggio a stagione? O no?

  19. Cassandra scrive:

    Anch’io sono d’accordissimo con Mara R. su Don e la sua diabolicità… dai, glielo si leggeva in faccia quanto se la stava godendo a vedere le espressioni perplesse, spaventate, confuse e infine deluse e oppresse di Ted e Peggy.
    Non so, ma io sto vedendo questa stagione come un susseguirsi di punti di non ritorno nel rapporto tra Don e tutti gli altri personaggi, a partire da quelli che gli sono/sono stati più vicini:
    la “scoperta” dell’amore per il figlio seguita dalla scoperta che non è la sua figura paterna;
    l’essere lasciato da Sylvia, in generale il ribaltamento del suo solito rapporto con le amanti;
    il ritorno di fiamma con Betty per trovarla più lontana e indipendente da lui che mai;
    la sua piccola Sally che lo vede per quello che è, e ne è disgustata;
    il “you’re a monster” di Peggy (meritatissimo e sentitissimo);
    ora aspetto quello di Megan, che, poveretta, pure con le sue migliori intenzioni dovrà stancarsi a un certo punto.

    Su Ted e Peggy, non sono d’accordo che creino un clima pesante in agenzia, o comunque non direttamente nè volutamente… si può dire che siano la coppia più tenera che abbia mai flirtato in ufficio, non volgari, non nascosti, ma apertamente entusiasti, e che riversano questa gioia sul lavoro. Il problema è che spesso i piccioncini irritano chi sta loro intorno, per una varietà di motivi, e gli irritati creano (o contribuiscono per la maggiore a creare) un clima pesante, non chi è semplicemente e sinceramente felice e non lo maschera, imo.

  20. featherhead scrive:

    Secondo me Ted non è un ipocrita (anche se non è assolutamente il santo che Peggy vede in lui. Per esempio vuole “il suo succo”, non quello di Harry Crane!), ma l’anti-Don, quindi uno che non ha mai avuto una relazione extraconiugale ed è stato colto di sorpresa dai suoi sentimenti per Peggy. Don sa fare il bravo marito con Betty o Megan e poi dire a Rachel o Sylvia o Suzanne che sono il solo e vero amore della sua vita, l’unica persona che lo capisce, blah, blah, blah. Ted e Peggy non sono abituati a questo tipo di situazione, quindi prima hanno cercato il più possibile di ignorare i loro sentimenti (“non toccarmi la mano!”). Nello scorso episodio, Peggy dice a Pete “niente può succedere”, e Ted inizia a tornare a casa presto per passare tempo coi figli. Sì, provano qualcosa l’uno per l’altra, ma non può succedere niente, devono rimanere e amici. E questo, per me, è quello che li ha “rovinati”. Siccome sono rassegnati al fatto che nulla possa succedere, non si sentono più in colpa per i loro sentimenti, e iniziano a manifestare apertamente la loro reciproca ammirazione e felicità di passare del tempo insieme. Senza accorgersene, sono diventati la coppia creativa felice e realizzata che Don credeva di aver formato con Megan (“Just taste it”), ed è particolarmente doloroso per Don che questa coppia sia formata dal suo “nemico” e dalla sua allieva. Questa relazione va distrutta! (ma, come ho detto prima, Don potrebbe invece aver contribuito a renderla ancora più solida…)

    ETA: Sono d’accordo col post di @Cassandra, a parte il fatto che la prima relazione “romantica” di Don (visto che lui e Midge erano più che altro amici che facevano sesso ogni tanto), quella con Rachel Menken, finì perchè lei lo lasciò. Don era ancora “innamorato” di lei e reagì piuttosto male quando nella seconda serie scoprì che era sposata.
    Non so se ci sia qualche motivo per questa “somiglianza” tra Rachel e Sylvia visto che certo non era la prima volta che tradiva Betty e sotto ogni altro aspetto sono due personaggi diversissimi.

  21. Daniela G. scrive:

    a me sembra che stiate dimenticando il “piccolo” particolare che Ted è sposato, quindi per prima cosa va stabilito che i “piccioncini” non sono su un livello di parità. E’ questo che per me rende la faccenda sgradevole, il fatto che ci sia una parte “debole” che in questo caso è Peggy. Se fossero entrambi liberi, e quindi “pari”, potrei anche trovarli carini etc etc, ma così no. Ted non è poi tanto buono come lo vede Peggy, però non è neanche cattivo, è solo un debole. Ma sono le persone come lui quelle che fanno più male, perchè sono sincere quando dicono “ti amo”, ma poi non hanno le palle di prendere una decisione. Almeno finora, poi vedremo.

  22. featherhead scrive:

    … quindi Don sarebbe uno che non fa “male”, a Betty, Sally, Megan o varie delle sue amanti? Allora stiamo tranquilli! :D

    (ripeto, non credo che Ted, o perfino Peggy, siano particolarmente ammirevoli, e stanno facendo un pastrocchio di questa relazione, e probabilmente faranno del male a sè stessi e/o alla famiglia di lui. Ma Don Draper non è veramente la persona in diritto di guidicare, e i suoi motivi non sono per nulla morali!)

  23. Daniela G. scrive:

    @ featherhead:
    guarda, appena ho mandato la mia ultima risposta mi son detta: adesso qualcuno scriverà: e perché Don allora…
    ma che c’entra Don? Dopo 6 stagioni dobbiamo ancora stare a dire quanto sia deleterio per tutte le persone della sua vita? Tra l’altro mi sembra di avere scritto abbastanza chiaramente nella mia recensione di To have and to hold cosa penso del suo modo di gestire i rapporti umani.
    La mia opinione su Ted è mia e solo mia, Don non c’entra nulla. sisi, è vero che ho scritto che per me ha ragione su quello che ha detto a Ted, ma ogni tanto anche uno stronzo (è più chiaro così?) può aver ragione.

  24. Holly scrive:

    @ Daniela G.:
    Per me hai centrato il punto quando prima hai scritto che “La reazione di Don all’incontro con Ted e Peggy al cinema l’ho interpretata così: Don voleva essere leale verso ted, finché non ha scoperto che Ted non è una persona leale, perlomeno verso sua moglie.”
    Sono completamente d’accordo

  25. Mara R. scrive:

    featherhead ha scritto:

    Secondo me Ted non è un ipocrita (anche se non è assolutamente il santo che Peggy vede in lui. Per esempio vuole “il suo succo”, non quello di Harry Crane!), ma l’anti-Don, quindi uno che non ha mai avuto una relazione extraconiugale ed è stato colto di sorpresa dai suoi sentimenti per Peggy. Don sa fare il bravo marito con Betty o Megan e poi dire a Rachel o Sylvia o Suzanne che sono il solo e vero amore della sua vita,

    Quoto.

    @Holly e @Daniela G.

    Don paladino delle mogli tradite degli altri! Don che riprende su questioni d’onore e lealtà un altro essere umano … Parlate di Ted come se lui fosse un moralizzatore e un moralista, uno che gira per l’ufficio puntando il dito contro la condotta degli altri e allora Don cambia idea sugli accordi per dargli una lezione. Il povero Ted ha tentato di puntare i piedi solo per i suoi succhi, e anche quelli gli hanno tolto…
    E poi, anche se Ted fosse una persona spregevole – e non lo è – tra lui e Don c’era un accordo ben preciso e Don lo ha deliberatamente violato per motivi di egocentrismo. Come se voi firmaste un contratto di lavoro e la controparte lo stracciasse procurandovi un danno per darvi una lezione perché pensava che foste ecologisti ma poi scopre che usate la macchina e non la bicicletta.

  26. Holly scrive:

    @ Mara R.:
    Ma infatti io non dico che Don faccia bene!Solo che secondo me è quello il modo in cui ha ragionato,nell’ambito per lo meno di questa situazione qua.
    Che poi lui sia il classico caso del “bue che dice cornuto all’asino” è un’altro paio di maniche.
    Ted non ha ragionato quando ha fatto fare a Peggy tutto quello che voleva,e non è in grado di gestire le relazioni extraconiugali allo stesso modo di Don (che poi questo sia un bene o un male non so).

  27. Daniela G. scrive:

    @ Mara R.:
    oddio Mara ti prego, non anche tu… io non sto confrontando Ted con Don. E’ capitato che fossi d’accordo con qualcosa che Don ha detto a Ted, e lo ribadisco: Ted è imbarazzante e ha perso la lucidità sul lavoro. Poi che l’abbia detto Don, o zio Tobia, o Charles Manson o Gandhi, per me non ha importanza.
    poi la questione dell’accordo: quello era un grande affare, a cui Don ha detto no per lealtà verso Ted. Poi vede Ted ciccipucci con Peggy al cinema, ben sapendo che Ted è sposato. Gli passa la voglia di essere leale verso Ted, e non mi sembra strano. Stiamo sempre parlando di Don, una persona contorta, non una bella persona (non pensavo di dover ribadire questo concetto dopo 6 anni). Ma capisco il meccanismo che gli scatta.
    poi non ho mai detto che Ted è un moralizzatore, semmai un debole. Prima decide che no, la storia con peggy no perché è sposato e bla bla, però dopo ci va al cinema insieme. Hai preso una decisione? Lo sai che lei è innamorata di te? E allora se davvero le vuoi bene stalle lontano.

    p.s. in tutto ciò stiamo parlando della cosa che mi è meno interessata dell’episodio. XD Possibile che a nessuno suoni strano che Bob è un impostore come Don? Io sono davvero interdetta per questa scelta narrativa.

  28. crazy diamond scrive:

    Sulla questione Don/Ted, dico che è vero che Don ha reagito in modo assolutamente egoistico e che in questa puntata l’ho trovato particolarmente inquietante nei confronti di Peggy e fossi stata in lei mi avrebbe fatto paura, però anche Ted ha la sua parte di colpa. Si è comportato in modo per nulla professionale, ha favorito Peggy solo perché “innamorato” di lei (a me pare solo una cottarella di quelle che magari se potessero non vedersi più non lascerebbe nemmeno il segno) e flirta con lei in modo esagerato davanti a tutti, sul luogo di lavoro. Vorrei ben vedere che agli altri faccia pure piacere. In sostanza, per me sia Don che Ted hanno avuto un comportamento non giustificabile. Ted mi pare portatore di tanti bei valori a parole però non è l’eroe senza macchia che vuole far credere.

    A me la parte di Sally è piaciuta, anche se l’attore che fa Glen effettivamente ha l’espressività di un paralume, però mi ha fatto tenerezza forse perché mi ricordava la mia adolescenza. L’adolescenza quella vera insomma, non quella da teen drama.

    Su Bob Benson mi limito a dire che per ora questa scelta narrativa di inserire un Don Draper 2.0 non mi piace molto, però vediamo come la svilupperanno.

  29. claudia scrive:

    Il realismo delle dinamiche professionali in questa serie è sempre stato importante, e lo sforamento monetario del budget non è una caduta da poco per chi la propone.
    Altrimenti domani mattina io vado dal mio brand manager e gli dico che per il look book della collezione spenderò 35.000 euro di più rispetto a quanto concordato (non mi prendo neanche la briga di calcolare la differenza rietto all’epoca)…

  30. Nicola S. scrive:

    Don ha fatto quello che doveva fare, ha scelto un cliente con un budget assai più alto e ha catechizzato Ted. Bert Cooper avrebbe fatto lo stesso, tanto per intenderci. L’elasticità italica non è applicabile al mondo corporativo americano, soprattutto di quegli anni. Se Don in passato si è preso “licenze poetiche” nei confronti della parte corporativa dell’azienda è perché nello show è considerato un genio, perché lui è la ragione per la quale, in primo luogo, la S&C e le varie costole hanno funzionato e funzionano. Il fatto è che sarebbe stato assurdo che Don facesse diversamente (così come l’anno scorso con Lane o, sempre l’anno scorso, alla stregua di Joan).

    Detto questo, per l’episodio Weiner architetta un dilemma, sulla falsariga del Mercante di Venezia, che però è più uno spunto per noi spettatori di quanto non lo sia per i personaggi; un dilemma che è perfettamente riassunto dal discorso di Porzia che viene citato nel titolo: se la regola penalizza tutti, non è il caso che chi ne pretende l’applicazione per una volta sia clemente?

    Don non lo è, non avrebbe dovuto esserlo ma avrebbe potuto. E avrebbe potuto solo perché decide di non farlo, perché sceglie di non essere clemente (al solito Bert Cooper il dubbio non sarebbe neanche venuto in mente). Il che lo fa diabolico ma anche umano se volete, perché in qualche modo s’è posto il problema o sapeva benissimo quel che stava facendo. Alla resa dei conti, mi sembra che sia tutto meno schematico di quel sembra.

  31. featherhead scrive:

    Si, ma nel modo in cui Don “catechizza” Ted e Peggy c’è un’elemento che è differente rispetto a quando Bert Cooper o lo stesso Ted gli fanno degli appunti: loro lo hanno fatto in privato, Don ha voluto godersi quei momenti di panico del rivale e della “figliola prodiga” di fronte al cliente…

    Tra l’altro la question Sunkist vs Ocean Spray è doppiamente ironica perchè il discorso di Ted ( non puoi andare dietro a un cliente più grosso che è in conflitto con quello che già hai perchè rovina la tua immagine) è lo stesso per cui, non so quante stagioni fa, Don voleva rimanere fedele a Mohawk Airlines invece di “corteggiare” la Pan Am come volevano Duck e Pete…

  32. Nicola S. scrive:

    @ featherhead:

    Sono d’accordo, diciamo che lo davo per scontato. Volevo solo dire che la “modalità diabolica” di Don si innesta su pratiche comuni e per nulla scandalose (se non vogliamo fare un generico discorso contro il capitalismo). Guardando la cosa ancor più freddamente, Don fa puro e semplice mobbing. Ferisce Peggy? Ovvio, ma Peggy non ha ancora imparato che Don è pericoloso? Non dovrebbe anche lei come Pete conoscere quel “genere di animale”?

  33. Pogo scrive:

    Questa stagione resta largamente al di sotto delle aspettative. Anche in questo episodio, concordo con la critica mossa da Klatu.

    Sulla questione Don-Ted, concordo con quanto detto da Rampion.

    La cosa straordinaria di questa stagione, tuttavia, è che azzeccano le musiche: nel 10° Janis, qui i Monkees… incredibile…

  34. Mara R. scrive:

    Qui non è questione Ted/buono e Don/cattivo o della valutazione che ciascuno di noi può avere di Ted.

    Don si è impegnato formalmente nel rispettare un patto: Ted ha fatto la sua parte e Don ne ha goduto i vantaggi.
    Quando è arrivato il momento per Don di rispettare la sua parte, inizialmente lo ha fatto: liquida Harry Crane al telefono e gli dice di lasciar perdere ma poi cambia idea e non perché durante la visione di Rosemary’s baby ha un’illuminazione “accidenti, è proprio un buon affare, devo agire nell’interesse dello studio!”. Cambia idea *dopo* aver incontrato Ted e Peggy se non li avesse incontrati non avrebbe richiamato Harry per dargli l’ok. Non è questione di interpretazione, questa è la successione degli eventi. L’interesse dello studio è solo la scusa ideale ma la motivazione è personale e vile: non venitemi a dire che se avesse incontrato Ted con la segretaria – anziché con Peggy – avrebbe reagito allo stesso modo, cosa che il vostro ragionamento farebbe presupporre. Anzi, probabilmente ne avrebbe tratto piacere perché si sarebbe sentito superiore.

    Riguardo ai favoritismi: Peggy è brava e sul lavoro si è conquistata tutto, la sintonia con Ted è un di più, ma la sua idea sarebbe stata convalidata e supportata anche da Don. L’unico che in ufficio ha concesso favoritismi è Don: ha sposato la segretaria e 1 secondo dopo il matrimonio Megan è stata promossa per direttissima da segretaria a copy in virtù dell’essere la donna del capo. Credo ci siano poche cose più ignobili di queste in un ufficio. La differenza è – come faceva notare @Featherhead – che la doppia vita, il saper far luccicare come oro la propria meschinità, è il campo accademico di Don, Ted è un libro aperto.

    E per carità, non sono contro Don. Quello di Don Draper è un capolavoro di personaggio, ma non concedergli delle attenuanti per la sua scorrettezza non vuol dire non apprezzare il personaggio. Questo per chiarire che non leggo gli eventi alla luce della mia simpatia per Ted.

  35. Froid scrive:

    Il fascino del Diavolo, ovvero perchè il cattivo (Don) è sempre più appetibile del buono (Ted). Bontà che, il più delle volte, è un coperchio che nasconde ipocrisie da buon borghese. La scena in cui la combo Peggy/Ted viene annichilita da Devildon a mio avviso è magistrale.
    Concordo con chi ha definito il teenfight uno dei peggiori combattimenti di sempre ma la parte di Sally mi è piaciuta molto e il quadretto dove madre e figlia fumano in macchina mi ha fatto alzare le mani al cielo, possibile che sia passata così in secondo piano ?

    p.s. Bob novello Don/Dick pronto a prendere il posto del sempre più in parabola discendente Draper? Secondo me è quello che ha intuito Pete quando dice “sei di sicuro più bravo di me in qualsiasi cosa”.

    p.s. 2 Kiernan Shipka attrice sempre più spettacolare.

  36. Nicola S. scrive:

    Guarda che siamo d’accordo Mara. Infatti tutto il tuo discorso è giustissimo. Però va contestualizzato: Don fa per le ragioni sbagliate una cosa giusta. Dal suo punto di vista non c’è alcun dilemma perché la rottura del patto con Ted è determinata da una reazione immediata e risentita; il dilemma è offerto invece a noi che possiamo abbracciare, diciamo così, il punto di vista di Porzia o pensare che indipendentemente dalle motivazioni di Don il risultato è quello che doveva essere. In fondo Cutler, Cooper e Roger sono felicissimi quando Don annuncia le buone nuove di Harry e se avessero scoperto (e l’avrebbero scoperto!) che Don sapeva, sarebbe stato Don a essere catechizzato, perché il business è business, da qui non si scappa. Non vedo come tutta la questione Ocean Spray/Sunkist potesse finire diversamente.

    Per quel che riguarda lo spot di Peggy, invece, Don aveva più libertà d’azione e avrebbe potuto quantomeno evitare, come ha detto featherhead più su, di catechizzare Ted e Peggy in pubblico.

    In queste due vicende, vediamo Don attenersi la lettera della legge ma allargarla quanto più può e non certo per fare spazio alla clemenza. Scopriamo qualcosa dell’attuale Don, lo vediamo in una delle sue tipiche spirali discendenti e possiamo sì giudicarlo in base ai suoi moventi e alle modalità, non perché ha fatto quel che doveva.

  37. Mara R. scrive:

    Weiner a proposito di Don in quest’episodio:

    “He doesn’t want anyone to be happy. He gave his word to Ted, and the minute he sees Peggy and Ted together at the movie theater, he goes back on it and brings in Sunkist. And then he ‘helps’ them by insinuating himself into this thing to destroy and embarrass and humiliate his enemy. To crush him. And I felt that was someone who had no control — the worst part of ourselves just acting out — and it’s obviously not very satisfying.”

    *Non* proseguite la lettura prima di aver visto il finale http://insidetv.ew.com/2013/06/24/mad-men-finale-matthew-weiner/

  38. [c]* scrive:

    il capolavoro di questo episodio è che può esser rovesciato come un guanto, tutto attorno allo spot scritto da peggy. non ci è dato sapere se sia una grande idea o no. può essere un colpo di genio che don ha tolto a peggy, può essere una idea cretina, didascalica e banale che grazie a dio don è riuscito a rattoppare. abbiamo due opinioni, nessuna certezza. a seconda di quel che siamo disposti a credere, l’episodio racconta due storie diverse. tipo in “così è, se vi pare”.

  39. LucaM scrive:

    @ [c]*:
    Non ho capito il tuo commento… lo spot ideato da Peggy è esattamente quello che si vede nell’episodio, quindi in realtà È dato sapere se sia una grande idea o no, visto che lo vediamo nella sua interezza. Don, nel discutere lo spot al cliente, non ne cambia una virgola, solo lo attribuisce falsamente al socio morto di Ted.

  40. LucaM scrive:

    Dopo aver visto la puntata sono piuttosto d’accordo con diversi commenti.
    A me la coppia Ted-Peggy piace molto, ma in questa puntata è palese che hanno perso l’orientamento, la prudenza e la lucidità sul lavoro. Don li ha però fatti tornare coi piedi per terra nel modo sbagliato, forse nel modo peggiore. Dice a Ted che non sta pensando col cervello in questo momento e che questo lo ha portato a fare scelte avventate (il che è vero), quando lui stesso non ha agito certo col cervello quanto piuttosto spinto dal suo desiderio di infantile vendetta (nonché inguistificata, in quanto questa serie ha ampiamente dimostrato che Ted non è, a priori, una persona così terribile per lavorarci insieme se entrambe le parti avessero voluto collaborare sul serio).
    Il titolo dell’episodio è interessante: come dice la recensione, Don compie indubbiamente un atto di “mercy” salvando la situazione col cliente, ma sulla sua “quality” c’è piuttosto da dubitare.

    Comunque, per me, il centro dell’episodio non è affatto sulla relazione tra Don e Ted, ma sul completo (irreversibile?) deterioramento della relazione tra Don e Peggy, che è la relazione umana forse più duratura di tutta la serie. Iniziato in forma larvata la scorsa serie e continuato per tutta questa stagione, direi che quel “sei un mostro” ne mette sopra una bella pietra tombale.

    Di certo, con il rapporto con Sally distrutto la scorsa puntata e quello con Peggy (e con Megan, come rimarca la scena di lei che lo chiama inutilmente, e con poca convinzione, a letto nella scena alla televisione) irrimediabilmente compromesso, senza nemmeno la consolazione delle sue amanti e piuttosto isolato al lavoro, la solitudine di Don Draper è visibile come non mai.

    A parte il drammatico scontro tra Don e Ted-Peggy, mi è molto piaciuto, arrivando ad intrigarmi forse di più della storyline principale, l’altro confronto della puntata tra Pete e Bob Benson. Tutti, mi sembra, vedono il parallelo tra Bob e Don; io lo vedo più tra Don e Pete con la loro sistematica campagna di farsi terra bruciata attorno, con Pete che, essendo meno abile, meno affascinante e più squadrato di Don (“ma come fate voi?” dice a Bob, e credo che sia proprio un’ammissione di ignoranza più che di rimprovero morale – non riesce proprio a capire come facciano a sopravvivere, tantomeno a prosperare, i tipi come lui e come Don), è molto più bravo a farsi odiare senza riceverne ammirazione.

  41. [c]* scrive:

    @ LucaM:

    beh, vedere lo spot e sapere se è buono sono due cose diverse. sei un pubblicitario di fama internazionale di fine anni cinquanta, tu?

  42. LucaM scrive:

    @ [c]*:
    Mmm viva l’acidità eh!
    Comunque ribadisco che Don con lo spot in questione non c’entra nulla. Non lo toglie a Peggy, né lo rattoppa. Sullo spot in questione non ci mette pio e il suo intervento è finalizzato solo a far passare al cliente l’aumento del budget (fine ovviamente apparente, perché tutti sanno il fine reale di Don in quella scena). Anzi, se vogliamo lo spot di per sé non c’entra nulla, è solo un pretesto, un trigger.
    Quindi, almeno per questa storyline, l’episodio -non- presenta “due opinioni e nessuna certezza” né racconta due storie diverse, anzi direi che è uno degli episodi più diretti di Mad Men dal punto di vista dello svolgimento della narrazione. Ancor più diretto per il fatto che per una volta Don è stato fin troppo trasparente: non solo gli spettatori colgono la vera ragione di quelle parole, ma pure i partecipanti alla riunione (cliente ovviamente escluso).

  43. LinaP scrive:

    Per la lettura che ne faccio io, la stagione verte su due temi fondamentali: l’identità (che è IL tema della serie) e la caduta.
    Quasi tutte le puntate hanno ha avuto uno schema fisso, per quanto riguarda il personaggio di Don: spinta, parabola, caduta, rimbalzo.
    A inizio puntata c’è un lancio di Don (in qualche modo riparte, a volte da zero, a volte da sottoterra), la sua parabola (per un po’ sta in aria poi comincia a perdere il controllo), la caduta (gaffes, umiliazioni, sadismo ingovernabile).
    Alcuni episodi ce lo mostrano mentre si rialza, ma abbiamo visto che è solo la spinta per il volo successivo.

    Credo che queste parabole facciano tutte parte della medesima caduta, quella del personaggio di Don nell’intera stagione (parte dall’alto, in vacanza con Megan, poi inizia l’accelerazione, quindi l’inevitabile schianto).

    Anche questo episodio ha rispettato lo schema: inizia con Don in posizione fetale sul letto di Sally, beve di mattina, viene lanciato dalla chiacchierata con Betty, inizia la parabola con la telefonata post cinema e la prosegue con il sadico salvataggio della proposta di Ted e Peggy e si schianta alle parole di Peggy, tornando nella posizione fetale in cui lo abbiamo visto all’inizio, probabilmente schiacciato dal peso dell’aver definitivamente spezzato il legame con le sue due “figlie” (vabè, forse questa cosa delle figlie, non so…).

    Vorrei andare avanti ma altre considerazioni credo sia più opportuno farle alla recensione dell’episodio finale.

    Aggiungo che io ho sempre trovato che Ted fosse la nemesi di Don non tanto perchè l’uno è solare e decifrabile mentre l’altro è cupo e misterioso, quanto perchè Ted è un bambino*, nel senso peggiore del termine: è puerile e desideroso di piacere a tutti, mentre Don è l’esatta negazione dell’infanzia (e la serie non fa che ricordarci quanto Don sia desideroso di allontanarsi dal proprio sè bambino).

    * mi vengono in mente le scenette da 3a elementare con lui sul divano a dire “voglio il mio succo”; la gestione del rapporto con Peggy, il patto che stringe con Don (ti presto la macchinina rossa se tu mi presti quella gialla), il modo con cui svolge sempre tutti i compitini (i memorandum che nessuno legge), la moglie che sembra sua madre…

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