mad men 6x11

Se ancora ci fosse qualcuno che non l’avesse capito, i personaggi di Mad Men non sono belle persone. E questa settimana ci troviamo di fronte all’ennesimo episodio in cui li vediamo dimenarsi tra le proprie insicurezze e conseguenti fatal flaws.

Non c’è un briciolo di genuinità nei loro gesti, tutto si svolge in vista di un obiettivo che non è quello sperato. Come rivela (per una volta) senza sofisticherie il titolo, filo conduttore è quello del “favore”. Un pretesto che ci regala una puntata la cui immobilità e la sensazione di girare a vuoto sembra riflettere quello dei personaggi: ogni favore concesso si dimostra un ricatto che non solo descrive la disperata solitudine di chi lo richiede e il calcolo meschino di chi lo concede, ma anche un gioco a risultato zero, in cui l’effetto ottenuto non è quello sperato.

Chi sta peggio, ovviamente, come vedremo, è Don, ma anche Pete non se la passa tanto bene. Il favore che gli ha fatto Bob di procurargli un infermiere sembra rivelarsi tutt’altro che disinteressato, come tutti i favori, e controproducente. Pete si ritrova a compatirsi con Peggy, rivangando la loro relazione e le belle speranze che coltivava all’inizio della sua carriera. Se quella di Don Draper è a tutti gli effetti una tragedia, la farsa di Pete Campbell è sempre stata è ancora più pietosa. Mentre la vita di Don è un rollercoaster di tentativi di elevazione e ricadute, fino all’ormai sempre più intuibile (anche se speriamo di sbagliarci) caduta (metaforica e non) finale, la vicenda di Pete è solo patetica, dall’inizio alla fine. Lui ne è perfettamente consapevole: nella sua disarmante richiesta a Peggy (“please tell me you don’t pity me”) c’è tutto lo sconforto e l’amarezza di una persona la cui insoddisfazione non fa che peggiorarne la situazione. Vederlo tentare di rendere infelice e disilludere anche sua madre (per invidia, insicurezza, gelosia) quando le fa osservare che gli ipotetici favori di Manolo non sono certo spontanei, e la sua espressione alla risposta di lei (“you have always been unlovable!”) sono la dimostrazione che la sua insoddisfazione sarà la sua rovina. Il suo sconforto non può che indurirlo, renderlo meschino e crudele, ancora più distante da una qualsiasi promesse de bonheur, da un qualsiasi contatto umano felice (che forse, avrebbe potuto essere anche quello con Bob Benson, mai dire mai).

Senz’altro non sarà quello con Peggy, affettuosa e complice (grazie all’alcool) ma ormai irrimediabilmente distante, e concentrata su altro. Su Ted, certo, ma anche sulla sua condizione di donna sola. In questo episodio viene messa per ben due volte a confronto con il suo passato (nel dialogo surreale con la madre di Pete a proposito del bambino dato in adozione, e nella cena alcoolica con Pete e Ted), un passato nel quale forse avrebbe potuto essere una donna “normale”, in linea con i suoi tempi: la segretaria che si fa sposare da un account. Eppure Peggy non rimpiange le possibilità perdute e sceglie ancora più consapevolmente di non dipendere da un uomo (la sua richiesta di un favore a Stan, del resto, viene respinta, e a nulla serve la sua allusione all’offerta di – ancora – favori, questa volta sessuali) e risolve comprandosi un gatto.

Del resto Ted, quasi a fare da contraltare che rende ancora più ingiustificabile la condotta di Don, tenta con pervicacia e responsabilità di salvare il suo matrimonio nonostante l’evidente interesse e attaccamento per Peggy. La sua competizione con Don va incontro a uno sviluppo che ne rivela ancora di più la superiorità. È proprio Ted infatti a rivelarsi la chiave di volta per ottenere il modo di fare un favore a Sylvia. La condizione imposta è un cessate il fuoco. Difficile prevedere se effettivamente la tregua auspicata da Ted potrà aver luogo. Se sembra plausibile è per via del totale disinteresse per il lavoro di Don negli ultimi tempi (basti ricordare la faccia di Ted durante la riunione con la Chevy, quando Don rischia incoscientemente di irritare i clienti pur di scoprire se non ci sia qualche possibilità di ganci utili a salvare l’obiettore), ma non è escluso che l’essere debitore a Ted, attestandone peraltro la superiorità morale, potrebbe renderlo ancora più competitivo.

La questione professionale è lasciata un po’ da parte, tanto da Don quanto dall’episodio, concertato soprattutto sul rapporto Grande Storia – piccole story lines personali: fare il paragone tra la guerra in Vietnam e la guerra privata che i protagonisti ingaggiano tra loro e tra parti di sé sembra fin troppo ovvio. Il pretesto è la presenza del figlio di Sylvia, Mitchell, disertore idealista ma inesperto e in cerca d’aiuto. Il cinismo sbandierato da Don quando lo trova a chiedere aiuto a Megan (“it’s not our problem”) viene presto messo da parte non appena intravede la possibilità di tornare tra le rassicuranti (proprio perché “sbagliate”) braccia di Sylvia. Ma il premio, dicevamo, non è quello sperato: non solo Sylvia sembra cedere più per senso del dovere e per gratitudine (un punto centrale della rappresentazione di Mad Men dell’epoca è la questione dell’utilizzo del sesso come merce di scambio, in molti casi unica strumento concesso alle donne) che per reale interesse per Don, e come se non bastasse ecco arrivare la punizione esemplare: una Sally attonita assiste alle incontrovertibili effusioni ed è pronta a rovesciare sul padre il proprio disgusto, non solo rischiando di far saltare la copertura con Megan, ma soprattutto facendo da specchio alla coscienza già tormentata di Don, che non ha certo mai preso alla leggera la propria natura di infedele seriale (si pensi al primo episodio di questa stagione o a Mistery Date -5×04-). Il “YOU MAKE ME SICK!” di Sally è una staffilata in faccia a Don, a ricordargli che non è un brav’uomo, non è un buon marito, tantomeno un amico affidabile (si veda il dialogo con Arnold) e nemmeno un buon padre, e che l’idillio familiare che la scena con Betty e Bobby al campeggio (6×09) rappresentava è ormai una possibilità irrimediabilmente persa, come anche la “second chance” che si augurava nel sogno alterato della scorsa puntata. Non c’è redenzione per Don. Così come, per la prima volta, non c’è una colonna sonora (ammiccante, giustificatoria, o almeno presaga di un qualche futuro) nella chiusa dell’episodio. Resta solo la possibilità di annegare sempre di più nell’abiezione, in cerca di sollievi momentanei, nel tipico atteggiamento compulsivo di chi continua a ripetere le stesse azioni nella vana speranza che per una volta l’effetto risultante sia un altro. Ma ecco una nuova vittima caduta per mano sua: proprio Sally. L’unica che, ancora e con quell’ostinazione tipicamente infantile, sembrava capace di difenderlo agli occhi spazientiti di Betty (e dello spettatore).

Del resto Don non ha mai brillato per fair play e altruismo. Eppure uno dei grandi meriti di Mad Men è di non fare mai coincidere sadismo, disonestà e Schadenfreude con la superiorità e il senso di vittoria dei suoi personaggi. I personaggi più privi di scrupoli sono anche i più disperati, e la composta solitudine di Joan o le sconfitte di Roger non sono mai più insopportabili e deprimenti dei tradimenti di Don o della gratuita malignità di Pete. Le vere vittime sono i cattivi. Non è neanche colpa loro, è che li disegnano così, è che hanno perso fiducia nel mondo, è che sono stati costretti a lottare. “They haven’t a sense of theyr own mortalilty” dice Arnold parlando dei ragazzini mandati in guerra. “Or anyone elses. That’s why they make good soldiers” lo corregge Don. Per questo i personaggi più interessanti di Mad Men non sono belle persone. Perché, più che personaggi, sono persone.

Ok.

Tolgo un punto al solito Fuck yeah che ormai è garantito alla serie per via del carattere un po’ vago e a volte didascalico degli avvenimenti e di alcuni riempitivi. Ci hanno abituato meglio di così.

Note:

-I disertori della guerra in Vietnam furono circa 50.000. A seconda degli stati tra le pene era prevista anche quella capitale, anche se in realtà non ci sono notizie di disertori che furono effettivamente giustiziati.

-Due famosi disertori della storia americana furono William Hamilton Martin e Bernon F. Mitchell, analisti della NSA che nel 1960 ripararono a Mosca. Che il nome del giovane Rosen sia un omaggio (o la solita strizzatina d’occhio per gratificare gli appassionati esegeti e/o storici)?

-Il mistero di Bob Benson non si dipana neanche con questo nuovo accenno alla sua omosessualità. Voci dicono che Bob potrebbe essere un possibile pretesto per parlare dei moti di Stonewall nella settima stagione. Con o senza Sal, nobody puts the LGBT counterculture in a corner!

-Lungi dallo scoraggiare noi shipper, personalmente spero che questa serietà di Ted renderà più affidabile e duraturo un eventuale finale “happily ever after” con Peggy. 

Elisa Cuter

Non ama parlare di sé in terza persona. Vi basti sapere che è nata a Brescia nel 1987, ha fatto una triennale in filosofia a Torino, dove ha lavorato per il Museo del Cinema, mentre adesso studia Filmwissenschaft a Berlino e scrive, tra le altre cose, anche su filmidee, effettonotte, Mondo Niovo, softrevolution e ilMitte. Da grande vuole diventare Pauline Kael.

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Commenti
22 commenti a “Mad Men – 6×11 – Favors”
  1. Altair scrive:

    Bob Benson è chiaramente un serial killer di omosessuali.

  2. genio in bottiglia scrive:

    Il finale, che per la prima volta disvela Don per quello che è, e lo fa con la figlia, ovvero la creatura che più di chiunque altro è destinata (dalla biologia, prima ancora che dalla storia) a idolatrarlo, è un pugno allo stomaco e, al contempo, mi ha fatto gridare un “Finalmente”. In fin dei conti, in tutti questi anni Don è stato tutt’altro che prudente nelle sue pratiche di fedifrago seriale, eppure ogni volta riuscendo a venirne fuori immacolato come un bimbo. Per carità, è ancora possibile che la figlia non faccia cenno della cosa, ma era tempo che venisse fuori, ed è venuto fuori probabilmente nel modo migliore. Non fosse ancora chiaro, il finale che si prospetta è tragico, in questa stagione gli autori paiono volercelo gridare a ogni piè sospinto. Per me, nonostante la natura ondivaga della puntata giustamente fatta risaltare nella recensione, un botto finale di tale portata conduce inesorabilmente al Fuck Yeah!

  3. crazy diamond scrive:

    Chi non ha pensato a The Good Wife in questo episodio? Manolo e tutta la storyline della madre di Pete erano praticamente uguali a quella della madre del Peter Florrick di TGW! Citazione?

  4. stanis scrive:

    Ciao. Bella recensione, ma io non credo che Don abbia aiutato Mitchell a non partire per il Vietnam per tornare a letto con Sylvia. Io credo che abbia davvero agito pensando a come si sarebbe sentito se un rischio del genere fosse occorso a uno dei suoi figli. Inoltre ha agito così per redimersi. Ricordiamoci che è stato lui a causare la morte del vero Don Draper in Corea facendo cadere l’accendino che ha innescato l’esplosione. Non a caso c’è uno scambio di accendini con il soldato di cui fa da testimone di nozze alle Hawaii e del cui fantasma ha una visione durante il party in California. Purtroppo per Don, anche quando agisce per il prossimo con disinteresse, le conseguenze sono negative e gli si torcono contro: ritorno di fiamma con Sylvia del cui invaghimento era riuscito con fatica a liberarsi e perdita della stima di Sally, l’unica che lo considerava, come si lamenta Betty, un eroe.

    Qualcuno mi spiega perché Stan dorme e copula sotto la gigantografia di Moshe Dayan?

  5. ale scrive:

    Altair ha scritto:

    Bob Benson è chiaramente un serial killer di omosessuali.

    :) ottima

    crazy diamond ha scritto:

    Chi non ha pensato a The Good Wife in questo episodio? Manolo e tutta la storyline della madre di Pete erano praticamente uguali a quella della madre del Peter Florrick di TGW! Citazione?

    verissimo, anch’io c’ho pensato

    stanis ha scritto:

    Qualcuno mi spiega perché Stan dorme e copula sotto la gigantografia di Moshe Dayan?

    anche a me ha fatto uno strano effetto, e mi sono posto la stessa domanda. anche lui è ebreo?

    Rilancio con un’altra domanda: sono il solo a volere uno spin off sulla vita adulta di Sally? (che tra l’altro secondo me fin da subito si è rivelata un’ottima attrice)

  6. Holly scrive:

    ale ha scritto:

    Rilancio con un’altra domanda: sono il solo a volere uno spin off sulla vita adulta di Sally? (che tra l’altro secondo me fin da subito si è rivelata un’ottima attrice)

    Io,io!!
    Sally è un gran personaggio,secondo me,e l’attrice è molto brava a rendere i traumi che lei sta attraversando (che famiglia!).
    Certo che le sue amiche sono una più odiosa dell’altra..Sally tu devi socializzare con persone migliori! :)
    Bella recensione!Trovo che ormai,per lo meno in questa stagione, Don abbia perso “la bussola” per cui ogni cosa che fa non ha più un legame logico con quelle precedenti (su tutte,tornare a letto con Sylvia dopo quella puntata assurda in cui si lasciano). Non mi piace che sia così “fuori di testa”,sono sicura che questo lo porterà nel baratro.
    A me Ted-Peggy non piace come coppia!!Io spero non succeda nulla..

  7. Zell scrive:

    ale ha scritto:

    Rilancio con un’altra domanda: sono il solo a volere uno spin off sulla vita adulta di Sally? (che tra l’altro secondo me fin da subito si è rivelata un’ottima attrice)

    Anch’io lo voglio!

  8. Namaste scrive:

    crazy diamond ha scritto:

    Chi non ha pensato a The Good Wife in questo episodio? Manolo e tutta la storyline della madre di Pete erano praticamente uguali a quella della madre del Peter Florrick di TGW! Citazione?

    Si è talmente capito che i personaggi di MM non sono belle persone che io invece ho pensato a GoT. Dopo la scena OMG dell’episodio mi aspettavo che Don spintonasse “accidentalmente” la piccola Sally dal balcone. Episodio superlativo per cui anche per me l’OK sta un po’ stretto, con “Favors” e immagino con gli ultimi 2 episodi che seguiranno, Mad Men ritorna ai fasti della quinta stagione, che era anche ora.

  9. A. scrive:

    povera Sally .. si ritrova sempre in situazioni particolari..è passata dalla nonna acquisita che ci da di blow job con Roger al padre con la vicina… altro che psicologo questi sono i classici traumi infantili che ti rendono un serial killer …BTW,lo so che è solo una ragazzina,ma mi spettavo una reazione epica.. da adulta,tanto da lasciare Don scioccato..invece è stata una semplice quattordicenne,un po’ mi ha deluso.Anche io ho pensato a TGW,che dire..è decisamente un bel momento per le old lady ;) Bob invece mi ha confuso io ero convinta che fosse etero.. io continuo comunque a credere che sia una brava persona,l’aiuto a Pete non va necessariamente visto come un do ut des.. potrebbe essere interessato[e ciò potrebbe averlo motivato maggiormente]ma abbiamo visto che è stato di supporto per altri in ufficio..e ha dei modi che non mi danno l’idea di un meschino approfittatore,anzi temo che sia troppo buono per resistere in quel posto infernale.

  10. giu scrive:

    stanis ha scritto:

    Ciao. Bella recensione, ma io non credo che Don abbia aiutato Mitchell a non partire per il Vietnam per tornare a letto con Sylvia. Io credo che abbia davvero agito pensando a come si sarebbe sentito se un rischio del genere fosse occorso a uno dei suoi figli. Inoltre ha agito così per redimersi. Ricordiamoci che è stato lui a causare la morte del vero Don Draper in Corea facendo cadere l’accendino che ha innescato l’esplosione. Non a caso c’è uno scambio di accendini con il soldato di cui fa da testimone di nozze alle Hawaii e del cui fantasma ha una visione durante il party in California. Purtroppo per Don, anche quando agisce per il prossimo con disinteresse, le conseguenze sono negative e gli si torcono contro: ritorno di fiamma con Sylvia del cui invaghimento era riuscito con fatica a liberarsi e perdita della stima di Sally, l’unica che lo considerava, come si lamenta Betty, un eroe.

    Qualcuno mi spiega perché Stan dorme e copula sotto la gigantografia di Moshe Dayan?

    io concordo.

    puntata assai dolorosa. come quasi sempre.
    per me è stato liberatorio e tremendo che Don venisse scoperto da Sally.

    ps. Ted è insostenibile.

  11. violetta scrive:

    Che scena deprimente quella di Sally…porella! e Bob Benson?? WTF?! xD xD ma sempre sulla teoria “Megan morirà male” che gira in rete ho notato che c’è una scena in cui sullo schermo della tv dei Draper appare una tizia che potrebbe essere la Tate che pronuncia la parola “murder” io mi sto davvero fissando con sta teoria!!ho quasi terrore di avere ragione e vedere le ultime 2 puntate…

  12. ale scrive:

    Namaste ha scritto:

    crazy diamond ha scritto:
    Chi non ha pensato a The Good Wife in questo episodio? Manolo e tutta la storyline della madre di Pete erano praticamente uguali a quella della madre del Peter Florrick di TGW! Citazione?
    Si è talmente capito che i personaggi di MM non sono belle persone che io invece ho pensato a GoT. Dopo la scena OMG dell’episodio mi aspettavo che Don spintonasse “accidentalmente” la piccola Sally dal balcone. Episodio superlativo per cui anche per me l’OK sta un po’ stretto, con “Favors” e immagino con gli ultimi 2 episodi che seguiranno, Mad Men ritorna ai fasti della quinta stagione, che era anche ora.

    Mi hai fatto molto ridere, ma c’hai pure ragione!

    A. ha scritto:

    povera Sally .. si ritrova sempre in situazioni particolari..è passata dalla nonna acquisita che ci da di blow job con Roger al padre con la vicina… altro che psicologo questi sono i classici traumi infantili che ti rendono un serial killer …BTW,lo so che è solo una ragazzina,ma mi spettavo una reazione epica.. da adulta,tanto da lasciare Don scioccato..invece è stata una semplice quattordicenne,un po’ mi ha deluso.

    Mamma mia me n’ero dimenticato di quell’episodio. Beh dai, delude perché vorresti sempre redargurli questi personaggi infami, ma è abbastanza normale come reazione.

  13. claudia scrive:

    a me Ted sembra sempre un po’ cialtronesco, più corretto apparentemente dei maschi SCD(P) ma più che altro conformista.
    cialtronesco soprattutto nel gestire la situazione con Peggy, le dice poi si tira indietro, le dice di nuovo e poi antepone la “famigliola perfetta”.
    maldestro, a volere essere gentili, un cretino, più probabilmente (del resto nelle stagioni precedenti è sempre stato tratteggiato come un vanesio scopertamente opportunista e di poco spessore).
    Peggy non sceglie mai degli uomini notevoli (un primo fidanzato improponibile, Duck..e pure Peter. Abe era una felice eccezione). Forse meglio che sia single per un po’, anche perché ho sempre “temuto” che la conflittualità sempre meno latente fra lei e Don si risolva nell’ennesima relazione distruttiva.

  14. Froid scrive:

    Io vorrei uno spin-off sulla coppia Stan Rizzo & Michael Ginsberg invece.

  15. ale scrive:

    Froid ha scritto:

    Io vorrei uno spin-off sulla coppia Stan Rizzo & Michael Ginsberg invece.

    Perché no. Così scopriamo anche qualcosa di più su Moshé Dayan :)

  16. Kiki May scrive:

    Ted mi piace per la pressione che esercita su Don e perché sembra la classica “brava persona”. Anche lui, però, non è esente da difetti (Vedi la storia con Peggy e come la sta gestendo: Non possiamo stare insieme, ma io ti penso ancora, ma ho la moglie e via dicendo) E quindi, alla lunga, potrebbe rivelarsi ancora più disgraziato di Don. Spero di no sinceramente. Mi piace che ci sia un modello alternativo a Don e l’alternativa sta, appunto, nella gestione corretta dei rapporti interpersonali, grande tallone d’Achille di Draper.
    Megan che muore no, nooo! A me piace un sacco lei!

  17. featherhead scrive:

    Secondo me Ted sta facendo un pastrocchio della sua relazione con Peggy PERCHE’ normalmente e’ una “brave persona” che vuole bene ai figli, ha per lo meno una relazione decente con la moglie e non la tradisce. Prendersi una cotta per Peggy sembra averlo colto completamente impreparato, e messo in crisi… un po’ lo capisco, ma sinceramente questa cosa non puo’ non ferire Peggy. Perche’ un Ted che fa le corna a Nan o che la scarica per lei non sarebbe piu’ la persona di cui lei si e’ innamorata. A meno che Nan non sia quella che si stufa e scarica il marito, non vedo un “happy ending” per questi due…
    La scena tra Peggy e il suo passato e possibile futuro amante e’ veramente bella perche’ questi attori sono assolutamente perfetti nel rappresentare le differenti dinamiche tra i personaggi. Perfino Pete e Ted che secondo me potrebbero lavorare molto bene insieme: Pete sara’ viscido ma ha anche una grande dedizione al suo lavoro, e Ted e’ il tipo di capo che fa sentire i dipendenti apprezzati in un modo che sia i suoi superiori e, prima di loro, i suoi genitori hanno sempre negato a Pete. A tal proposito, lo so che lui e’ un bastardo e sua madre a questo punto e’ una vecchietta indifesa che ci fa tenerezza, ma quell’ “You’ve always been unlovable” mi ha messo tristezza perche’, diciamocelo, e’ come lo ha sempre trattato. Da molto che prima che lei si ammalasse e, magari, prima che lui diventasse un adulto e un bastardo…
    A proposito di genitori e figli… povera Sally! Mi rendo conto che a questo punto nulla nel comportamento di Don dovrebbe stupire, ma l’egoismo con cui pensa solo ad assicurarsi che la figlia non abbia detto nulla e a negare l’evidenza e’ uno dei suoi momenti piu’ bassi e avvilenti (si potrebbe fare un bel sondaggio su quale sia il momento piu’ basso della vita televisiva di Don Draper: respingere Adam? Non aiutare Sal? Chiamare Betty “whore” e metterle le mani addosso? Abbandonare Megan all’autogrill perche’ non vuole il gelato all’arancia e poi assalirla? Tirare i soldi in faccia a Peggy?… c’e’ da scegliere!)

  18. Holly scrive:

    featherhead ha scritto:

    si potrebbe fare un bel sondaggio su quale sia il momento piu’ basso della vita televisiva di Don Draper: respingere Adam? Non aiutare Sal? Chiamare Betty “whore” e metterle le mani addosso? Abbandonare Megan all’autogrill perche’ non vuole il gelato all’arancia e poi assalirla? Tirare i soldi in faccia a Peggy?… c’e’ da scegliere!

    oddio sai che non saprei proprio scegliere??messi così uno in fila all’altro fan paura..quella di Adam è la più triste forse,se ci ripenso sto male per lui

  19. Lukes scrive:

    Non sono d’accordo proprio con l’inizio della recensione… se c’è un episodio in cui i personaggi si fanno prendere dalla “genuinità” è proprio questo. Tutti sono talmente occupati a pensare a questo o a quello che gli cala la maschera. Don in primis, che evidentemente non riesce a pensare dritto se è coinvolta Sylvia e famiglia. E quando deve affrontare Sally, in quella bellissima scena da dietro le porte, credo per la prima volta non sa che dire e invece di tirar fuori una delle sue solite frasi o solite scene casca come un pero.
    Anche Bob Benson (a meno che non sia tutto un suo piano diabolico :P ) lascia cadere la maschera, improvvisamente e, direi, nel momento peggiore. E gli sguardi e le facce tra Ted, Peggy e Pete, che dicono molto di più di quello che vorrebbero? (cosa che, nel caso di Peggy con Pete, credo sia indotta dalla conversazione con la madre che ha ripescato una storyline di cinque anni fa in un modo spiazzante sia per Peggy che per noi).

    Per me quindi questo episodio è eccellente, forse quello che ho preferito di più di questa sesta serie (che devo dire sta avendo ultimamente una serie di episodi tutti ben centrati, diciamo da Crash).

    Contrariamente ad altri commenti a me Ted piace molto col suo modo impacciato di gestire i rapporti umani. Mi sembra il meno ipocrita di molti del gruppo lì, e gli errori che fa sono dovuti proprio al fatto che non riesce a “crearsi una faccia”, come fa Don in continuazione (a parte proprio con Sally in questa puntata).

  20. A. scrive:

    @ ale:
    è che mi piace talmente tanto Kiernan.. che vorrei che il suo personaggio fosse adulto e intelligente come lei.. ma giustamente una quattordicenne si comporta da ragazzina come è giusto che sia..

  21. Lukes scrive:

    A. ha scritto:

    @ ale:
    è che mi piace talmente tanto Kiernan.. che vorrei che il suo personaggio fosse adulto e intelligente come lei.. ma giustamente una quattordicenne si comporta da ragazzina come è giusto che sia..

    È importante inoltre ricordare il contesto… Sally è in perenne conflitto con la madre e ha visto il padre come unico punto di riferimento “serio”, una cosa stabile e rassicurante nella sua vita rispetto alla lunatica Betty, a cui Sally ha sempre dato tutta la colpa del divorzio.
    Vedere che le cose non sono così in bianco e nero come le ha pensate dev’essere stato un colpo terribile, che probabilmente le farà ripensare tutte le idee che si era fatta di praticamente tutta la sua vita familiare. Una reazione diversa, magari composta e algida, sarebbe stata totalmente artificiosa.

  22. ale scrive:

    Tutto comprensibile, su Sally. Fermo restando che la bambina, ma l’ho già detto, è un’attrice davvero brava, snon convinto che farà strada.

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