Hannibal 1x09

Con il destino di Hannibal che è ancora un punto interrogativo, molti gridano al capolavoro e si lamentano della possibilità di cancellazione di una serie così buona. Io invece, pur continuando a nutrire per essa sufficiente curiosità, non sono del tutto convinta. Da un lato vedo dei punti di forza e del potenziale, dall’altro in troppi momenti mi viene da pensare “Hannibal, you are not as smart as you think you are”. E’ chiaro che lo show punta a essere intelligente e ricco di sottili caratterizzazioni psicologiche, capace di dare allo spettatore la sensazione di trovarsi in un ristorante di alto livello in cui gustare volta per volta raffinate portate (o puntate, che non a caso hanno sempre titoli molto appetitosi). Se talvolta riesce a immergermi in questa atmosfera, rivela anche segni di un approccio più sciatto che mi catapultano fuori da essa.

Che dire dunque di questo Trou Normand? Non è né tra gli episodi migliori e nemmeno tra i peggiori, ma comunque dopo averlo “consumato” rimane un gusto di dubbio e insoddisfazione. Come al solito, ciò è dovuto anche al caso della settimana, risolto in modo piuttosto fiacco. Le trame verticali sono sempre state la debolezza di Hannibal: omicidi rappresentati con ridicoli allestimenti ad effetto, acrobazie psicologiche per spiegare le ragioni dell’ “artista”, un grande vuoto di fondo. La nona puntata è dedicata a un tizio che, usando i pezzi delle sue vittime, ha costruito un totem volto a celebrare la sua lunga carriera omicida, esibendo per la prima volta il suo operato in pubblico. Quando la telecamera, dopo aver inquadrato Will e Jack che passeggiano tranquillamente sulla spiaggia, ha mostrato il monumento, ho alzato gli occhi al cielo. Questi tentativi di colpire lo spettatore con splatterate artistiche sono diventati così ripetitivi che ormai nemmeno mi divertono più, ma anzi sarebbe rinfrescante una scena del crimine più ordinaria. Uccidere in modo “normale” è passato di moda?

C’è da riconoscere che in questo caso la creatività dell’assassino è più appropriata del solito, dato che produrre un’opera d’arte con cui mettersi in mostra era la sua precisa intenzione. Il colpevole è un tipo abbastanza fuori di testa, ma le sue motivazioni sono già più sensate dello “scuoio la gente per trasformarla in angeli” o del “pianto funghi nei cadaveri per creare una rete di connessione spirituale” (vicende così strambe che, per poter sperare di essere intellettualmente interessanti e non solo WTF, avrebbero richiesto un approfondimento più convincente di quello che è stato offerto). Come altro punto a suo favore, il killer mostra un piacevole pragmatismo (si fa scoprire dopo tanti anni perché vuole andare in prigione per essere mantenuto gratis) e beneficia di un attore con un minimo di carisma (miracolo dei miracoli, per quanto riguarda i killer della settimana. Lance Henriksen è pure un po’ sprecato per il ruolo). Ciò però non basta a rendere il caso memorabile, vista anche l’estrema facilità e velocità con cui esso viene risolto: la scena del totem apre la puntata, ma a tre quarti del runtime la faccenda si chiude grazie a una semplice indagine sulle parentele. Capisco che l’assassino volesse essere preso, ma ciò non toglie che come storia è poco avvincente.

La magica abilità di Will è un’altra cosa cha mi lascia sempre perplessa. Non si tratta solo di un’empatia portata all’estremo, ma anche dell’apparente inversione del processo: invece immaginare le azioni dell’assassino dopo aver avuto informazioni a riguardo ed essersi messo nei suoi panni, Graham riesce a empatizzare con l’individuo a partire dal mero risultato delle sue azioni e solo attraverso questo sentimento scopre qualcosa su di lui. Una capacità molto da fantasy, che richiede una dose di sospensione dell’incredulità abbastanza alta. Il vero problema non è il realismo in sé, ma le ripercussioni che la questione ha sia sulle tematiche di fondo di Hannibal (se si cerca di trattare il problema dell’empatia in maniera seria e profonda, trasformarla in un tale abracadabra stona un po’) che sulle indagini stesse. L’intervento di Will è infatti uno strumento comodo che le rende più facili e meno complesse razionalmente. In realtà, nel caso del totem il contributo di questa empatia è pressoché superfluo e si poteva benissimo arrivare alla soluzione con mezzi più tradizionali. Essa invece diventa cruciale nella scoperta della responsabilità di Abigail nell’uccisione di Nicholas Boyle (l’uomo che l’aveva “aggredita” nella terza puntata).

Infatti, parlando della trama orizzontale, si può definire Trou Normand un episodio Abigail-centrico. E’ molto riuscito il parallelismo con il caso della settimana: se il killer del totem esibisce le sue vittime per essere smascherato e ricordato, la ragazza decide di dissotterrare il cadavere per placare la sua paura di essere scoperta. I’m not afraid of them findind Nicholas Boyle anymore, he’s been found, spiega ad Hannibal, confidandogli il proprio desiderio di controllare gli eventi, una motivazione contorta ma comprensibile. Anche lei, come l’altro assassino, vuole produrre un’opera che racconti la sua storia (anche la fastidiosa giornalista Freddy Lounds è tornata e deve aiutare Abigail a scrivere il best seller), ma lo scopo è più pratico: fare tanti soldi e convincere il pubblico della propria innocenza. Non cerca la fama in sé anche perché, a differenza del killer del totem, lei è stata già trascinata sotto i riflettori contro la sua volontà.

Fin qui viene fatto un buon lavoro su un personaggio già promettente, se non fosse per la rivelazione che arriva a fine episodio: Abigail confida ad Hannibal di aver aiutato attivamente il padre con gli omicidi. Intendiamoci, di dubbi sulla sua innocenza ne nutrivo già, ed era difficile non farlo con tutti quegli elementi di ambiguità. Però mi aspettavo (e avrei preferito) un altro genere di contributo. Ad esempio un ruolo più meccanico, come aiutarlo con i cadaveri o seguire le vittime di nascosto, o magari qualche menzogna qua e là. Si tratta invece di manipolazione ad altissimi livelli: Abigail avvicinava le ragazze con fare amichevole, le conquistava con la sua simpatia (talked to them, laughed and joked) e le spingeva a rivelare dove abitavano e quando erano sole in casa. Un lavoro del genere richiede un grado di freddezza e cinismo ancora più elevato, e non importa se lo ha fatto per non finire uccisa lei stessa. Non è un’immagine molto compatibile con la rappresentazione di Abigail, mostrata sì come disturbata e ambigua, ma anche con un forte accento sulla sua vulnerabilità e sui suoi sensi di colpa (atteggiamento che vediamo anche in contesti in cui non c’è ragione di fingere). C’è il tentativo di unire queste due facciate in un unico personaggio coerente e complesso, ma per ora l’operazione fatta mi sembra troppo grossolana, quasi come se si sacrificasse la solidità della caratterizzazione in favore del contrasto e del colpo di scena. L’ultimo flashback è rappresentativo: un secondo prima Abigail guarda il padre con occhi pieni di spavento, faticando a controllare la propria angoscia, un secondo dopo si gira per mettersi a chiacchierare con la coetanea presa di mira. E’ troppo estremo, troppo drastico. Spero che i prossimi episodi riescano a farmi cambiare idea.

La cosa più riuscita dello show comunque è sempre stato il Dr. Lecter. Avrei voluto dedicare più spazio a sottolinearne i pregi, ma purtroppo in Trou Normand egli resta abbastanza in ombra. Riesce tuttavia a proseguire nel suo avvicinamento a Will, che ora condivide con lui il segreto sull’omicidio di Nicholas. Hannibal capisce che, una volta che il corpo è stato trovato e sottoposto alla Magica Empatia, è inutile cercare di nascondere la verità. Sceglie quindi di concedergliene un pezzo (un po’ come ha fatto Abigail dissotterrando il corpo), facendo leva sull’affetto di Will per la ragazza per convincerlo a tacere. Il legame tra i due è rafforzato anche dai crescenti problemi mentali che le indagini causano a Graham. I’m your friend, Will. I don’t care about the lives you save, I care about your life. La preoccupazione di Hannibal per Will appare credibile, così come appare comprensibile la scelta del secondo di mantenere il segreto. In generale, lo show è riuscito a rendere davvero persuasivo il modo in cui lo psicologo cannibale si presenta al mondo esterno, e questo non è un risultato da sottovalutare. Infine, malgrado le critiche che ho mosso all’episodio, i suoi sviluppi narrativi stuzzicano la mia curiosità (stimolata anche dal fatto di non sapere quasi nulla della storia. Ho visto Il Silenzio degli Innocenti anni fa e poi basta), facendomi venire voglia di vedere il successivo.

Non è una vera e propria bocciatura, ma non me la sento nemmeno di dire “ok”.

 

Meh!

Anastasia

Conosciuta anche come AryaSnow.

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Commenti
35 commenti a “Hannibal – 1×09 – Trou Normand”
  1. Agnese scrive:

    In realtà io ho solo una domanda che mi perseguita dal primo episodio. Se Will è così tanto empatico e geniale, possibile che ancora non sia accorto che lo squartatore di Cheesapeak ( o come si scrive) sia un cannibale?
    Capisco che la scena in cui Will scopre che Hannibal è cannibale sia in Red Dragon, ma…è assurdo.
    Davvero.
    Questa super- empatia ha una grossa lacuna qui.

  2. orologiorosso scrive:

    io francamente mi aspettavo un fuck yeah! cioè, le lacune presentate nella recensione alla fine possono essere applicate ad un terzo degli episodi di Hannibal. Quello che questa puntata offre in più rispetto alle altre è che lascia intravedere un possibile finale. cioè si inizia a capire come gli sviluppi orizzontali della trama inizino a prendere senso… poi francamente il killer della settimana rimane sullo sfondo, come è giusto che sia, in quanto pretesto per mostrare come il dono di will lo stia portando fuori di testa. come la vicenda di Abbigail alla fine diventa il pretesto usato da Hannibal per stabilire un punto di contatto con will. per creare un surrogato di famiglia..(we are her fathers now).
    purtroppo non sono d’accordo con la recensione. anche se riconosco i limiti di Hannibal come serie…per me questo episodio poteva prendere almeno un OK.

  3. violetta scrive:

    Agnese ha scritto:

    In realtà io ho solo una domanda che mi perseguita dal primo episodio. Se Will è così tanto empatico e geniale, possibile che ancora non sia accorto che lo squartatore di Cheesapeak ( o come si scrive) sia un cannibale?
    Capisco che la scena in cui Will scopre che Hannibal è cannibale sia in Red Dragon, ma…è assurdo.
    Davvero.
    Questa super- empatia ha una grossa lacuna qui.

    Penso sia la vicinanza, anzi il fatto che sia il suo psichiatra, che dà ad Hannibal questo vantaggio sulla super-empatia di Will che viene accecata, o se intravede qualcosa,come nella scena di qualche puntata fa in cui Hannibal pompa il cuore del tizio in ambulanza, la relega nel subconscio.
    Inoltre Abigail secondo me è perfetta come caratterizzazione, una ragazzina istruita con lavaggio del cervello farebbe molto di peggio che semplicemente essere l’esca usata dal padre,a forza,vediamo come non le fa proprio piacere farlo quindi i sensi di colpa ci stanno tutti,una volta liberata dal terrore della presenza del padre. Inoltre mi sembra superfluo lamentarsi della stranezza dei casi, sempre che non fosse una battuta, se l’omicidio fosse “comune” chiamerebbero Castle e Beckett mica i pezzi grossi dell’FBI xD Io do all’episodio un Fuck Yeah, e speriamo nel rinnovo.

  4. Andrea D. scrive:

    tutto quello che non sopporto di Hannibal è qui. il caso della settimana è ridicolo, così pacchiano, superficiale, e liquidato in modo così grossolano… la super empatia di will non solo è sempre più assurda e inspiegabile (e concordo con @Agnese, la super empatia ti fa capire QUALUNQUE COSA solo fintanto che è funzionale alla trama, com’è che will ancora brancola nel buio con il cheesapeak?) ma, come fai giustamente notare, anche assolutamente superflua in questo episodio, visto che il caso viene risolto con un’indagine NORMALISSIMA. sembra che questa marea di cazzate siano il dazio che dobbiamo pagare in cambio di qualche sviluppo sul fronte della trama orizzontale (col risultato che entrambi vengono svolti in maniera alquanto frettolosa)… e Abigail? io non ho ancora capito se è un personaggio complesso o se semplicemente gli autori cambiano idea ogni settimana sulla sua caratterizzazione. quanto al suo coinvolgimento negli omicidi del padre, era la scelta drammaturgicamente più ovvia, eppure piena così di contraddizioni, mah.

  5. Andrea D. scrive:

    @ violetta: Agnese però non si chiede come mai Will non abbia capito che il Chesapeake è Hannibal, in quel caso la spiegazione che offri tu è assolutamente coerente, ma come mai non capisce che il Chesapeake è un cannibale. se dobbiamo accettare il fatto che a will basti mettersi di fronte al cadavere per immedesimarsi completamente nell’assassino, capire il suo punto di vista e le sue intenzioni (nell’episodio del tizio trasformato in un violino assumeva persino la sua voce!), com’è possibile che non abbia ancora capito che il Chesapeake fa quello che fa alle sue vittime per mangiarsele?

  6. Concordo con la recensione. Continuo a essere un sostenitore del serial, ma in effetti le doti di Will comincianoa a sfociare nel paranormale e soprattutto, come scriveva giustamente Anastasia, solo quando fa comodo allo show.
    L’OK secondo me lo merita lo stesso ma forse è un fatto mio che alla fine continua a intrigarmi assai lo show, specie per Hannibal e Mikkelsen. Ma non si può comunque non concordare con il difetto di scrittura di Abigail.
    sarebbe anche ora cercare di dare più profondità ai casi della settimana, o spalmarli su più episodi come quello di abigail, anziché voler cercare l’effetto (efferato) a tutti i costi solo per shockare.

    Andrea D. ha scritto:

    e Abigail? io non ho ancora capito se è un personaggio complesso o se semplicemente gli autori cambiano idea ogni settimana sulla sua caratterizzazione. quanto al suo coinvolgimento negli omicidi del padre, era la scelta drammaturgicamente più ovvia, eppure piena così di contraddizioni, mah.

    d’accordissimo.

  7. crazy diamond scrive:

    Per Abigail io credo che si scoprirà che lei stessa ha delle chiare tendenze omicide ereditate dal padre. Certo per ora la scrittura risulta un po’ schizofrenica, perché lei si tormenta per i sensi di colpa, però allo stesso tempo ha più volte aiutato il padre nei suoi crimini, ha ucciso lei stessa una persona e penso si sia capito anche che ha intuito il “vizietto” di Hannibal.
    Forse i pezzi potrebbero essere rimessi al loro posto se lo spiegassero come un istinto irrefrenabile, con cui però non riesce a stare in pace con se stessa. Al momento credo di aver capito che in fondo adescare le vittime del padre le potesse anche piacere, oltre che salvarle la vita, però certo le mie sono intuizioni che poi potrebbero essere del tutto sconfermate e di sicuro gli autori non ci hanno dato elementi chiari per interpretare una cosa o l’altra.

  8. Alanna scrive:

    va bene che ce l’hanno venduto come un procedurale, ma siamo seri, non l’ho è! quello che dite sugli omicidi è verissimo, ma il caso della settimana è sempre e solo un mero pretesto per far interagire i personaggi fra loro e spingere al limite l’empatia di Will. Secondo me o lo si guarda per l’introspezione dei personaggi e il dottor Lecter o non lo si guarda proprio.

    Antonio Varriale ha scritto:

    sarebbe anche ora cercare di dare più profondità ai casi della settimana, o spalmarli su più episodi come quello di Abigail, anziché voler cercare l’effetto (efferato) a tutti i costi solo per shockare.

    ma magari! un caso diverso ad episodio è il grande limite della serie, più che l’empatia di Will. Lo show è tratto da dei romanzi; e anche se non li ho letti, una mia amica che si è letta la quadrilogia di Thomas Harris mi ha confermato che l’empatia di Will tende al surreale così come ce la mostrano nella serie. Sarà per questo, sarà che ho accettato di non farmi troppe domande sulla credibilità di Will per godermi il resto, ma il discorso empatia non lo trovo così svalutante. Sto per fare un paragone forzato, ma quando in Breaking Bad ci mostrano che Walter ha la capacità di creare sempre la metanfetamina più pura in circolazione beh, qualche WTF viene da chiederselo! ma sorvoliamo perchè ci intriga tutto il resto.
    Credo che qui sia lo stesso: se ti vuoi godere Hannibal bisogna andare oltre la magica empatia di Will e i blandi casi della settimana.

    Concordo inoltre con quello che dice Violetta: l’empatia di Will fallisce con Hannibal perchè lo vede come il suo psicologo e lo idealizza (cosa comunissima fra pazienti e psicologi). Ma è evidente fin dall’inizio che nonstante abbia relegato l’associazione nel subconscio, l’intuizione torna sempre a tormentalo manifestandosi nelle allucinazioni con l’alce. Che sia poi una trovata forzata per allinearsi ai romanzi è verissimo! così come l’obiezione di Kaw ci sta tutta e qui dovrei leggermi i romanzi per capire come e se è stato giustificato questo aspetto.

    Andrea D. ha scritto:

    e Abigail? io non ho ancora capito se è un personaggio complesso o se semplicemente gli autori cambiano idea ogni settimana sulla sua caratterizzazione.

    Questo me lo sono chiesta pure io. Secondo me è un personaggio volutamente complesso e mi piace come non appena Abigal sembri cadere in qualche stereotipo già visto della povera ragazzina-vittima gli autori se ne discostano per mostrarci invece una nuova dimensione del personaggio.

    Per me questo episodio resta un bel fuck yeah, e se dovessi essere obiettiva sarebbe al minimo un “ok”.

  9. Agnese scrive:

    Andrea D. ha scritto:

    @ violetta: Agnese però non si chiede come mai Will non abbia capito che il Chesapeake è Hannibal, in quel caso la spiegazione che offri tu è assolutamente coerente, ma come mai non capisce che il Chesapeake è un cannibale. se dobbiamo accettare il fatto che a will basti mettersi di fronte al cadavere per immedesimarsi completamente nell’assassino, capire il suo punto di vista e le sue intenzioni (nell’episodio del tizio trasformato in un violino assumeva persino la sua voce!), com’è possibile che non abbia ancora capito che il Chesapeake fa quello che fa alle sue vittime per mangiarsele?

    Esatto. Questa è la mia domanda.
    Insomma okay il narcisismo e la crudeltà, ma Criminal Minds insegna. Nessuno si chiede cosa ne faccia questo degli organi?
    Poi ripeto, la scena dello sgamone di Hannibal si vede in Red Dragon, dove la cosa se non erro è consequenziale (ovvere Will capisce che è cannibale e capisce che è Hannibal), ma visto che qui hanno enfatizzato tantissimo su questo super potere ( a mio giudizio totalmente in contrasto con la figura di Graham che emerge nel film), non si capisce proprio perchè Will non comprende… o comunque non lo fa nessun altro.

  10. Kiki May scrive:

    Secondo me, invece, la caratterizzazione di Abigail è l’unica cosa che fila davvero perfettamente e che aiutasse il padre acquisendo la fiducia delle vittime è la cosa più logica di tutte e che si poteva capire da tutte le volte in cui hanno rimarcato sul concetto che Abigail era simile alla tipologia di vittime. Hannibal sarà anche pretenzioso quando costruisce i casi del giorno e concordo sulla super-empatia di Will che sembra divinazione più che altro, ma la psicologia dei protagonisti fila che è una bellezza.

  11. lupus in fabula scrive:

    concordo in toto con la recensione.
    altro problema dello show: ad ogni episodio will si conferma come uno dei personaggi più pallosi che si siano mai visti. va bene il personaggio problematico e complessato, ma will è soporifero in ogni inquadratura.
    ho però apprezzato la presenza di Lance Henriksen, mi piace pensare che così gli autori abbiano voluto omaggiare il suo personaggio nella serie millennium, che aveva lo stesso identico potere di will.

  12. pemf.bolloso scrive:

    Kiki May ha scritto:

    Secondo me, invece, la caratterizzazione di Abigail è l’unica cosa che fila davvero perfettamente e che aiutasse il padre acquisendo la fiducia delle vittime è la cosa più logica di tutte e che si poteva capire da tutte le volte in cui hanno rimarcato sul concetto che Abigail era simile alla tipologia di vittime. Hannibal sarà anche pretenzioso quando costruisce i casi del giorno e concordo sulla super-empatia di Will che sembra divinazione più che altro, ma la psicologia dei protagonisti fila che è una bellezza.

    This. Già in Oeuf Abigail ci era stata presentata da Alana Bloom come una ragazza con una spiccata tendenza alla manipolazione, quindi il suo ruolo negli omicidi commessi dal padre è più che azzeccato.

    Comunque questa puntata non ha entusiasmato neanche me, sono abbastanza d’accordo con il meh/ok

  13. jackson1966 scrive:

    Per niente d’accordo: Hannibal è e resta per me una delle migliori serie dell’anno. Non è un procedurale e il caso settimanale serve solo a farci capire come Will stia cedendo. In più se fosse un omicidio normale mi guarderei CSI. Will serve per casi eclatanti non per i “soliti omicidi”. Will, per me, non solo sopetta di Hannibal, ma sa esattamente chi è: lo sta relegando nel subconscio con tutte le sue forze perchè Hannibal viene percepito da lui come unico vero amico, e come l’unico aiuto contro ciò che Jack e la sua coscienza gli fanno fare.
    @ lupus in fabula:
    Per niente d’accordo: io adoro Will: come è scritto, recitato, come pensa, si muove, si cura dei suoi cani, ecc.

  14. AryaSnow scrive:

    violetta ha scritto:

    Inoltre Abigail secondo me è perfetta come caratterizzazione, una ragazzina istruita con lavaggio del cervello farebbe molto di peggio che semplicemente essere l’esca usata dal padre,a forza,vediamo come non le fa proprio piacere farlo quindi i sensi di colpa ci stanno tutti,una volta liberata dal terrore della presenza del padre.

    Lavaggio del cervello fino a un certo punto. Lei sembra abbastanza conscia della gravità delle sue azioni, infatti continua a giustificarsi col fatto che lo faceva per sopravvivere. Anche perché non è che vivesse fuori dal mondo e avesse contatti solo col padre (altrimenti non avrebbe sviluppato tutta questa capacità di socializzare con le coetanee).
    Comunque non è questione di meglio/peggio, ma proprio del genere di attività. Infatti altri generi di collaborazione (non meno gravi) sarebbero stati meno incoerenti. Mi sembra che questo specifico livello di manipolazione (perché ci sono manipolazioni e manipolazioni) sia incompatibile con altri aspetti del personaggio, per via della massima freddezza (direi addirittura sociopatia, o qualcosa che ci va vicino) che richiede.

    Inoltre mi sembra superfluo lamentarsi della stranezza dei casi, sempre che non fosse una battuta, se l’omicidio fosse “comune” chiamerebbero Castle e Beckett mica i pezzi grossi dell’FBI xD Io do all’episodio un Fuck Yeah, e speriamo nel rinnovo.

    Mah, non mi risulta che all’FBI serva per forza una statua o uno strumento musicale fatto con cadaveri. Ovviamente la lamentela si riferisce ai modi weird in cui i cadaveri vengono presentati, non al semplice fatto che non si parla di assassini comuni. Un criminale può essere importante e pericolosissimo anche senza mettersi a giocare a lego o ad art attack con le parti del corpo.

    I casi della settimana non saranno la cosa più importante, ma resta il fatto che sui singoli episodi queste vicende ridicole e insulse pesano, soprattutto in uno show che si prende così sul serio. O ci si sforza di farli meglio (magari anche spalmandoli su più puntate, che mi sembra la soluzione più facile) o si fa una trama puramente orizzontale, imho.

  15. lupus in fabula scrive:

    la spettacolarizzazione dei casi della settimana piace. per certi versi trovo che questa seria sia ciò che sarebbe dovuto essere “the following”. Hannibal ha vero carisma, non come joe carrol, e i serial killer combinano omicidi realmente disturbanti. poi è vero che le motivazioni che ci stanno dietro sono parecchio stupide, ma almeno visivamente fanno il loro bell’effetto.

  16. ar-key scrive:

    Quando mi metto a commentare Hannibal finisco sempre per blaterare e blaterare delle solite cose :)

    Sul potere di Will, io continuo a credere che molti vedano la cosa dal lato sbagliato (e non sto necessariamente accusando loro di sbagliare nel vedere le cose, è più che probabile che gli errori siano degli autori della serie nel modo di narrare/rappresentare gli eventi). Ora, Hannibal non è un poliziesco (per fortuna, direi io), è un thriller psicologico, e per di più che non ha particolari ambizioni generali nel campo psicologico, dato che le intenzioni della serie sono principalmente due: presentare il percorso del “personaggio Will” e presentare il rapporto Will-Hannibal nelle fasi di conoscenza-avvicinamento e in quella della “scoperta” della natura di Hannibal. Nel farlo, ha scelto uno stile (forzatamente) artistico e visionario, più che rigorosamente logico. Lo stile narrativo è più simbolico (e il simbolismo della serie Hannibal è tutto fuorché esente da errori – eccessivamente ambizioso, non qualitativamente costante) che espositivo. In quest’ottica gli autori si prendono delle licenze poetiche. Non tutto quello che ci viene mostrato è esattamente quello che succede – d’altronde, aspettarsi un rigoroso realismo da una serie che ha per protagonista un mezzo sciroccato con vagonate di allucinazioni a me sembra un tantino ingenuo. Non è che “arriva Will, vede tutto dal nulla, caso risolto”: ci vengono presentate moltissime scene di indagine normali, e moltissime altre è lecito credere che esistano senza che ci vengano per forza mostrate. In un sacco di casi della settimana, i killer avevano già colpito in precedenza, ed immagino che Fbi e investigatori avessero parecchi dati ed indizi a disposizione. In un grande numero di situazioni, Will arriva sulla scena in auto con Jack, o ci viene mostrato che, appena arrivato, è abbrancato da Jack che si mette a parlargli – non credo che parlino di baseball nel tragitto, immagino che Jack lo metta al corrente di tutti i dati in possesso dell’Fbi. Le intuizioni che Will ha spesso sembrano più geniali di quanto siano perché le persone che ha attorno sono rappresentate come non sveglissime (esempio, il trombonista ucciso: manico di violino infilato in gola e corde vocali esposte. Non è che ci voglia un genio per capire che “lo ha suonato”), e vengono a lui perché ha il vantaggio di riuscire a vedere le cose in modo diverso (ad esempio, spesso, nei colpi e nei tagli inferti può riuscire ad intuire dalla forma e dimensione alcuni dettagli sulle ragioni psicologiche che hanno portano a colpire e uccidere in quel modo. Non mi sembra una cosa “completamente” irreale). Nella rappresentazione visiva, il suo potere ne esce estremamente enfatizzato per due ragioni. Una simbolistica: è rappresentato in quel modo per far capire quanto Will sia importante e vitale per l’Fbi (e quindi, quanto Jack sia portato a forzare sempre la mano e spingerlo più a fondo, soprattutto quando si tratta di sue ossessioni personali – il Ripper, Abigail) e per far capire quanto quel processo di immersione nella mente dei killer pesi sulla stabilità di Will. Una autoriale: Fuller ha sempre avuto un debole per i poteri dall’origine e dalla portata soprannaturale (Dead Like Me; Wonderfalls, Pushing Daises), è quasi il suo marchio di fabbrica e secondo me in questa serie non è riuscito a controllarsi come avrebbe dovuto ed è sconfinato troppo nel suo campo anche a scapito della storia, del materiale, della serie, un errore grave per un autore.
    Il caso della settimana, da questo punto di vista, è emblematico: spinge ancora più forte sui punti che fanno storcere il naso a molti, e proprio per questo a me è piaciuto molto. La sua risoluzione ancora più sbrigativa del solito è per me una boccata di ossigeno: Hannibal dura la maggior parte delle volte 42 minuti, ha tante cose da raccontare ed è zeppo di dialoghi, dialoghi, dialoghi; grazie a dire non spreca 30 minuti alla settimana in indagini convenzionali trite e ritrite.

    A me la storyline di questa puntata legata ad Abigail è piaciuta e devo dire che la soluzione del mistero che durava da un po’ mi è caduta addosso alquanto inaspettata: ero convinto che alla fine lei fosse coinvolta negli omicidi del padre ma solo in quanto “omessa denuncia” (e forse favoreggiamento), che semplicemente fosse a conoscenza dei delitti e della natura del padre ma non ne avesse preso parte in alcun modo diretto. La dualità di cui si parla nella recensione io la risolverei in una semplice complessità personale, emotiva e di carattere, e secondo me fila tranquillamente: Abigail ci è presentata più volte come un personaggio discretamente astuto, con qualche inclinazione per la psicologia e la manipolazione. Ha più volte fatto intuire una qualche fascinazione per le attività del padre (e non è intimorita da Lecter), ma al tempo stesso remore morali e sensi di colpa. I sensi di colpa riesce a tenerli a bada nei momenti più rischiosi ma con qualche difficoltà; quelli, e la sua giovane età, la portano a non essere sufficientemente calma e razionale (vedi il rischio enorme e folle di far scoprire il cadavere). Una sola cosa mi ha disturbato, di questa parte: non capisco il senso di mostrare la scena in bianco e nero finale. Bella, per carità, ma anche abbastanza gratuita, visto che ci mostra didascalicamente qualcosa che ci è già stato raccontato a parole istanti prima.

    Morale della favola: a me questa puntata è piaciuta parecchio, in gran parte perché segue quella che a me era sembrata la più debole finora, e sarei portato a darle una valutazione più alta dei suoi effettivi meriti. In generale la serie è più che discreta ma ha troppi difetti per poter gridare al capolavoro; rimane per me comunque la miglior novità della stagione assieme a The Americans. A questo punto ho solo un rimpianto: che il processo di progressiva scoperta della natura di Hannibal da parte di Will rimanga tagliato fuori per la chiusura del baraccone, o magari giusto avviato in una o due puntate finali.

  17. ar-key scrive:

    @ Agnese:

    in effetti il terreno, in questo punto, è abbastanza paludoso e instabile. Io, personalmente, me la spiego così, la questione: il cosiddetto “potere” di Will, che potere non è, ma una particolare capacità intellettuale e psicologica, è concretamente molto meno forte e sconfinato di quanto visivamente rappresentato, e inoltre non parte dal nulla, ma da alcuni indizi e dettagli. Nel caso del Ripper hanno capito (non solo Will, ma l’Fbi in generale) che il serial killer ha un background e una mentalità da chirurgo o quanto meno da medico. E visto il modo in cui sono effettuati tagli e asportazioni di organi, immagino siano portati a credere che le sue ragioni da omicida risiedano in quel campo (tipo, che da appassionato di medicina e anatomia, si tenga gli organi in vasetti ordinati sugli scaffali dello scantinato, o che asporti gli organi per il solo piacere che gli provoca strapparli dal corpo). Ad esempio, nel caso del padre di Abigail, individuato come cannibale, non avevano tutti gli indizi che portavano ad una mano da chirurgo, ma più da cacciatore (e il cacciatore, spesso, caccia per cibarsi), avevano il dettaglio della vittima riportata perché l’organo non era commestibile, e soprattutto il dettaglio che uccideva per venerazione e adorazione, per amore, e quindi con il desiderio di “inglobare” la vittima. Il Ripper, invece, uccide con disprezzo, cinismo e infierisce sulle vittime – indizi che li portano a credere, immagino io, che non abbia certo particolari spinte a voler assimilare quelle persone in sé, all’interno del suo corpo. E, su tutto un altro livello, a me infatti questo dettaglio un po’ stride nella personalità di Hannibal (sicuramente perché non conosco granché la saga).

  18. LoSte scrive:

    Hannibal continua a piacermi molto, lo considero uno dei prodotti più riusciti di questa stagione telefilmica. Questo ovviamente non vuol dire che sia perfetto e inattaccabile, e infatti sono d’accordo quando molti fanno notare come l’impianto da procedurale sia spesso malriuscito perché i casi della settimana sono trattati sbrigativamente, le indagini procedono spedite e senza sussulti, e il tutto si conclude molto semplicemente. Ovvio che se lo spazio dedicato al caso della settimana è di 15 minuti a puntata, a voler essere larghi, non c’è il tempo materiale per una narrazione complessa e avvincente. Spalmare i casi su 2-3 puntate potrebbe aiutare, ma personalmente ritengo che la cosa migliore sarebbe quella di presentare dei casi che abbiano dei risvolti concreti sul plot principale che vede intrecciarsi le vicende di Will, Hannibal, Alana e soci. Già in alcuni frangenti si è visto come inizino ad addensarsi dei sospetti attorno alla figura di Hannibal, soprattutto da parte di Jack, e inserire Hannibal al centro delle vicende potrebbe essere un ottimo modo per far salire la tensione in vista del finale di stagione.

    La puntata in sè mi è piaciuta, anche se dispiace per la risoluzione così veloce e insipida del caso, soprattutto perché se il killer è la guest star dell’episodio e la “sprechi” in una singola scena, rimane un po’ di amaro in bocca. Sono invece molto soddisfatto dell’avanzamento del plot principale, con Abigail che piano piano si rivela molto più manipolatrice di quanto sembrasse all’inizio. A mente lucida, non direi che Abigail è incoerente; piuttosto, gli autori ne svelano, puntata dopo puntata, la vera personalità. Interessante anche vedere come il dr. Lecter sceglierà di prendersi cura di lei, se rimettendola sulla giusta via o se prendendola sotto la propria ala protettrice e facendone una sorta di sidekick.

  19. Agnese scrive:

    ar-key ha scritto:

    E, su tutto un altro livello, a me infatti questo dettaglio un po’ stride nella personalità di Hannibal (sicuramente perché non conosco granché la saga).

    No ma Hannibal a mio parere della serie ha poco, ben poco.
    Ti consiglio di vederti i film.
    Per quanto gli attori siano tutti stupendi, è proprio la caratterizzazione che è un po’ “meh.” Personalmente ritengo che è per questo che non sia tanto amato in patria. Non puoi prendere un personaggio su cui si è scritto e detto di tutto e stravolgerlo o comunque cambiare aspetti salienti del suo carattere.

  20. LoSte scrive:

    Agnese ha scritto:

    Per quanto gli attori siano tutti stupendi, è proprio la caratterizzazione che è un po’ “meh.” Personalmente ritengo che è per questo che non sia tanto amato in patria. Non puoi prendere un personaggio su cui si è scritto e detto di tutto e stravolgerlo o comunque cambiare aspetti salienti del suo carattere.

    Sono ignorante in fatto di saga letteraria, e quella cinematografica la conosco pur avendo visto i film una sola volta e non ritenendoli dei capolavori assoluti. Non sarà che il problema è che la gente associa Hannibal Lecter a Antony Hopkins e alla sua interpretazione, a prescindere da come poi questi venga caratterizzato, e che quindi non veda di buon occhio una nuova versione dello stesso personaggio?

  21. Andrea D. scrive:

    Agnese ha scritto:

    Poi ripeto, la scena dello sgamone di Hannibal si vede in Red Dragon

    comunque io non farei troppo affidamento su quello che succede nei film, non credo che Hannibal voglia essere un prequel preciso quanto una roba “ispirata” alla saga di harris. tutto quello che succede nei libri o nei film qui può succedere con modalità diverse (in fondo il modo in cui la pupilla di jack scopriva hannibal non era speculare al modo in cui lo scopre will/edward norton in red dragon?)

  22. Little Hill scrive:

    Concordo in pieno con la recensione e con il voto: è un “MEH!” anche per me.
    I motivi sono stati già ampiamente dibattuti, l’anello debole della serie resta la risoluzione del “case of the week”, che per quanto curatissimo dal punto di vista formale, simbolico e immaginifico, viene sempre concluso in modo molto banale e sciatto.

    Già nei commenti del secondo episodio, “Amuse-Bouche”, scrivevo:

    “Questo secondo episodio si attesta sulla scia del pilot, con tutti i suoi pregi e difetti… Intrigante nelle atmosfere, ineccepibile dal punto di vista visivo, attori convincenti. Ma la risoluzione del caso è semplicistica a voler essere generosi, perché è di fatto inesistente. Adoro le trovate immaginifiche dell’alce in corridoio, del latte nel caffè e della catchphrase “this is my design”, ma il problema non è la mancanza di trama, o la struttura di procedurale… Il problema è che la risoluzione del caso è penosa. Come penosa era nel pilot. Se tutto sta all’empatia di Graham, potrei anche passare.”

    Ecco, c’è da dire che arrivati al nono episodio, la musica è rimasta sostanzialmente la stessa…
    Però aggiungo che la serie mi piace, e spero fortissimamente in un rinnovo, perché se lo meriterebbe.
    Forse davvero bisogna capovolgere il punto di vista, e guardare ai casi di puntata non come a succulenti portate, ma a semplice “contorno”… Il piatto forte resta l’atmosfera generale della serie, i personaggi, le loro psicologie e le loro interazioni, che come ha detto qualcuno filano a meraviglia, per quanto mi riguarda…
    Hannibal, Will, Alana, e persino Abigail Hobbs sono personaggi a tutto tondo, con psicologie ben definite e curate. Non trovo nessuna incoerenza o forzatura da questo punto di vista, se non proprio nella questione “super-empatia” di Will, come detto da molti.

  23. Toni scrive:

    Sto facendo molta fatica a seguire Hannibal, nonostante mi piaccia parecchio sia a livello tecnico che recitativo.
    In sintesi lo trovo
    1) Non lento ma proprio “viscoso”.
    2) Casi della settimana (specie l’ultimo) disturbanti.
    3) Il serial killer di turno rivelato troppo in fretta e spesso sprecato – a livello di performance attoriale – vedi in questa puntata Lance Henriksen o Molly Shannon qualche episodio fa.
    4) Le abilità di Will esageratamente virate in modalità medium-magic.
    5) L’attore che interpreta Will [...] e qui mi devo però censurare.

  24. Cassandra scrive:

    Presa dalla foga dei primi episodi di Hannibal, come faccio sempre appena una cosa mi piace, ho letto Red Dragon e visto le due trasposizioni cinematografiche (Red Dragon con Edward Norton e Manhunter di Micheal Mann).
    Beh, Hannibal ha poco a che fare col romanzo. Per essere precisi, lo “sgamone” di Hannibal è raccontato in Red Dragon ma avviene un paio di anni prima degli eventi del libro, e il modo se lo sono giocati con la protegée di Jack, con qualche differenza. Avevo letto che il progetto originale prevedeva di inserire la storia del red dragon nella quarta stagione; quindi Hannibal andrebbe svelato al massimo nella seconda stagione, ammesso che ci arrivino.
    Will non ha questi poteri al limite del paranormale e a parte dei momenti di straniamento assoluto in cui si dimentica anche di se stesso non è tutto sommato così tormentato. Mentre invece Hannibal è molto più simile a Mikkelsen, fisicamente e come atteggiamento (un distinto signore elelgante e gelido), che a Hopkins o Cox.
    Secondo me il problema sta anche nel fatto che questi personaggi, finchè sono in film di un paio d’ore, filano liscio, e Hopkins ammalia e Norton avvince, ma se devi dedicare 45 minuti a settimana a un cannibale perverso e a un agente con ogni sorta di turbe sichiche, hai bisogno di avere idee chiare su cosa vuoi fare e come vuoi muoverti (rischiando di scivolare sui facili trend dell’ “umanizziamo lo psicopatico, in fondo è tanto sooolo” e “diamo addosso all’eroe”), idee che finora tanto chiare in Hannibal non mi sembrano.
    A parte i problemi strutturali, quest’episodio mi ha irritato anche per delle questioni specifiche, tipo la Magica Empatia di Will, stavolta davvero troppo esagerata, il caso della settimana col totem ridicolo, e Will che accetta di coprire Abigail, anche se va detto che non sa del suo coinvolgimento attivo negli omicidi. Spero se non altro che le cose nella trama orizzontale si muovano velocemente, con Jack che sospetta di tutti e Alana che subodora che qualcosa non torna.

    Oh, e nessuno ha pensato che quando Abigail ha messo in bocca il pezzo di carne cucinato da Hannibal abbia capito che era carne umana? Lei l’ha mangiata con suo padre e può ricordarsi che sapore aveva… inoltre fa una faccia strana anche se non dice niente. Chissà.

  25. Alez. scrive:

    hannibal psicanalizza will, fino ad un livello nel quale hanno instaurato un rapporto di fiducia e collaborazione, l’empatia di will analizza un omicidio, mettendo in evidenza il movente, ecc..nel caso di omicidi di hannibal non ci sono abbastanza indizi per trovare un collegamento, nemmeno empatico.
    a me pare che state cercando il pelo nell’uovo.

  26. jackson1966 scrive:

    @ LoSte:
    Sì, secondo me è così. Hopkins per tutti E’ Hannibal, quando invece Mikaelsen sta facendo un lavoro fantastico nel renderlo. Io ho amato molto i film ed i libri di Hannibal (tranne quello con Norton, ma perchè odio Norton e non riesco a reggerlo su uno schermo per più di 5 minuti e poi vorrei prenderlo a schiaffi) ma avvicinandomi a questa serie ho cercateo “di dimenticare” quanto visto e letto e di lasciarla “fluire”: per me il risultato è esaltante, ben fatto, con piccoli errori che dovranno essere limati se gli si dà il tempo. E il caso della settimana, scusate se mi ripeto, è interamente dedicato alla psicologia di Will portata all’estremo ed al suo rapporto con Hannibal, non a noi in quanto fruitori di un procedurale; perchè tutto Hannibal è tranne che un procedurale. E secondo me è molto coraggioso anche il non usare le guest star come attrattiva per l’intero episodio: Hannibal è basato su Will e Hannibal, su questo Fuller non si piega.
    @ Toni:
    Scusa se mi permetto, ma se il caso è così disturbante per te non significa che il tf ha colpito nel segno? Non sono di sicuro omicidi fatti per lasciare freddo lo spettatore ed inoltre servono a portare Will sempre più sull’orlo della sua resistenza.
    Che strani poi i gusti: io sono letteralmente innamorata di Dancy e prima di questa serie manco sapevo che esisteva

  27. LoSte scrive:

    @ jackson1966:
    Dici bene, Hannibal non è un procedurale, e questo si vede dal fatto che, come tutti praticamente hanno notato, manca tutta la suspense investigativa, gli interrogatori e quant’altro. Non è un c.s.i. col cannibale (e menomale, aggiungo). Però, impressione mia, è così che la serie viene proposta e inquadrata, forse per andare incontro alla solita legge non scritta dei serial per cui ogni episodio “deve” avere una trama verticale autoconclusiva in modo da non spaesare troppo lo spettatore occasionale, ma anche una trama orizzontale che leghi le puntate e lo spinga a continuare a seguirlo. Il fatto stesso che Hannibal, uno dei due personaggi chiave dello show, di fatto non prenda mai parte alle indagini è un chiaro segno di come la componente procedurale sia ben poca cosa anche narrativamente. L’unica utilità, al di là del regalare piccoli momenti gore e far pensare a quanto stanno messi male gli autori, è quella di far vedere che piano piano Will sta sbroccando. Già questa settimana è passato ad immedesimarsi nella vittima, ad esempio. Inoltre non è sicuramente un caso che, sempre a mio parere, le puntate più interessanti siano state quelle dedicate prevalentemente alla trama orizzontale.

  28. jackson1966 scrive:

    @ LoSte:
    E’ esattamente ciò che sostengo io solo che tu lo dici meglio (se leggi sopra lo dico più volte che la trama verticale serve per fare procedere il rapporto tra Will e Hannibal).
    L’unica serie che segue solo una trama orizzontale è GOT e meno male che questa non lo fa, preferisco la tradizione LOL

  29. Toni scrive:

    @jackson1966

    Scusa se mi permetto, ma se il caso è così disturbante per te non significa che il tf ha colpito nel segno?

    Infatti non ho detto che Hannibal non mi piaccia e/o non sia riuscito come prodotto visuale-telefilmico, anzi, proprio per quello che mi “suscita” sto continuando a seguirlo con interesse, nonostante mi provochi contemporaneamente un certo ‘malessere’.

    Che strani poi i gusti: io sono letteralmente innamorata di Dancy e prima di questa serie manco sapevo che esisteva

    Mmmm, ok :-) allora non mi dilungo sulla questione.

  30. indy scrive:

    @ Andrea D.:
    veramente in una puntata precedente (non ricordo quale) Will dice chiaramente che lo squartatore asporta gli organi delle vittime per mangiarseli!!!!

  31. LucaM scrive:

    Chi vede la serie sarà contento del rinnovo per una seconda stagione! :)

  32. Alanna scrive:

    indy ha scritto:

    veramente in una puntata precedente (non ricordo quale) Will dice chiaramente che lo squartatore asporta gli organi delle vittime per mangiarseli!!!!

    Ma è proprio nel primo episodio che lo dice! nel terzo episodio dei vandali scrivono pure “cannibals” sul garage della casa di Abigal!
    cmq FUCK YEAH per il rinnovo!! :D

  33. jackson1966 scrive:

    E meno male che una delle serie migliori di quest’anno è stata rinnovata fuck yeah anche per me

  34. kaybee scrive:

    nessuno ha notato che quando ciccia-complice di padre cacciatore-psicopatico mangia il pezzo di carne a cena con hannibal, will e tizia-reporter, non lo mastica? Secondo me la scoperta di cicca-complice-del-padre-cacciatore-psicopatico che hannibal sia anche lui cannibale sta lì. in fondo sicuramente il padre-cacciatore-psicopatico le avrà fatto mangiare la carnazza delle cicce-sosia-che-il-padre-ammazzava-per-non-ammazzare-lei… qualcun’altro lo ha pensato?

    PS: sì sì lo so. ho usato un sacco il sostantivo “ciccia” però mi pesava il culo cercare i nomi propri dei personaggi. è tardi. abbiate pietà.

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