Hannibal 104

Doppio appuntamento per Hannibal questa settimana, quello ufficiale con quinto episodio trasmesso in America e quello per cacciatori professionisti. Tutto scorre e alla fine, nonostante il caso parecchio disturbante e vagamente connesso alla cronaca nera americana, sembra che sarà presto possibile recuperare l’episodio mancante; lo ha annunciato lo stesso Fuller su Twitter. In realtà chi si era messo a seguirne le tracce si è già imbattuto nelle brevi clip rese disponibili sul web e successivamente nella versione coreana. Il consiglio è di aspettare e vedere i due episodi nel loro ordine cronologico, evitando un pasticciaccio narrativo di episodi fortemente connessi e consequenziali.

Quarto Episodio :  Œuf

Œuf dimostra come dovrebbe essere Hannibal ogni settimana ed è un vero peccato che questo destino travagliato sia toccato proprio alla (momentanea?) conclusione dell’arco narrativo dedicato ad Abigail Hobbs. In effetti il versante crime questa volta è decisamente disturbante: già la violenza sui minori è shockante in sè, se poi dei bambini perduti vengono spinti da una perversa macchinazione psicologica ad uccidere le proprie famiglie ritrovate, si può facilmente intuirne la natura controversa.
Tuttavia il quarto episodio è imprescindibile per la corretta collocazione del quinto, ve lo dice chi ha tentato di raccapezzarsi dopo averne visto solo il quarto d’ora scarso reso disponibile online. Infatti, pur rimanendo aggiornati sui progressi del rapporto tra Abigail e le sue due attuali figure paterne surrogate, il tema portante dell’episodio permea così profondamente tutta la vicenda da svilirne i singoli pezzi, se presi fuori contesto.

Il tema cardine è la famiglia, o meglio, la famiglia negata. Andare a scavare in ferite d’infanzia connesse a figure materne e paterne può essere una scelta poco originale, come sottolinea un Will incalzato da Hannibal a parlare della sua (assente) madre. Tuttavia il fulcro della serie è tutto lì; cosa spinge un serial killer ad essere tale. Gli affetti più intimi sono una risorsa infinita di rancori omicidi e metafore freudiane. Hannibal si spinge continuamente nel territorio dei rimandi, dei parallelismi, persino delle metafore visive: quando lo fa male, solca il limite del trash, quando lo fa bene, il meccanismo è perfetto e raffinato come le creazioni gastronomiche e le scelte d’arredamento del dottor Lecter. A partire dal titolo, “uovo” (ma in francese, che fa più figo) ovvero il riferimento culinario più materno che ci sia, qui calza tutto il pennello.

Il caso è genuinamente inquietante, anche per gli stomaci più robusti. Scopre con i giusti ritmi le sue peculiarità, evitando rallentamenti e fornendo rimandi perfetti alle storie dei protagonisti. Mentre i bambini rapiti sono vittima di una madre surrogato (una Molly Shannon un po’ sacrificata) abusiva e manipolatrice, Will e Hannibal affrontano il bisogno di rimediare alla perdita inflitta ad Abigail, ognuno a suo modo.
Will, così straniero al concetto di “famiglia” da scambiare l’allusione al legame con Abigail con quella al suo branco casalingo, sceglie per lei un regalo che pare più rivolto a sè stesso, a quella parte di adolescenza percepita come un approdo non sacrificabile al suo mestiere: quella del rapporto paterno.
Mentre Will è completamente perso in sè stesso e rimane in disparte, l’orfano Lecter fa innegabilmente la parte del leone, uscendo finalmente dal ruolo di silenzioso osservatore che manipola e sghignazza sullo sfondo. Il suo rapporto con Abigail, ancora una volta suggerito visivamente e mai esplicitato, è un perfetto miscuglio di sindrome del prigioniero e legame educativo. Finalmente Hannibal abbandona per un po’ l’impassibilità dovuta all’aurea leggendaria che lo permea e lo fa proprio nel tentativo (più o meno plagiante) di aiutare Abigail a superare i suoi traumi e a mantenere segreto il loro legame delittuoso. Questo implica metodi poco ortodossi a base di funghi allucinogeni e cenette-colazioni evocative, ma l’espressione aperta, quasi sorridente che Hannibal riserva alla sua pupilla ha molto più del paterno di quella del vero padre della ragazza. Entrambe sono manipolazioni,  ma per una volta il dottor Lecter non sembra del tutto immune da uno strascico emotivo, anche se parecchio contorto.

Dispiace un po’ salutare Abigail che, pur aiutata da una complessità caratteriale lontana anni luce dall’insopportabile adolescente telefilmico medio, si è rivelata in grado di duettare perfettamente con il Male Assoluto, rimanendo posata e credibile allo stesso tempo. Merito di Kasey Rohl, deliziosa e concentrata anche nella sua versione allucinata.
Un episodio tanto denso di contenuto è riuscito anche a ritagliare due minuti per darci una rapida caratterizzazione (ovviamente a tema familiare) del resto del team. Meno male che ogni tanto Hettienne Park appare e dona quel sottile relief  alle vicende pesissime della serie, riuscendo persino a riderci su.

Fuck Yeah
La miglior conclusione possibile per un bel primo arco narrativo. Se mancava qualcosa al raggiungimento del bollino più prestigioso, ogni lacuna è stata spazzata via dall’apparizione finale di Gina Torres.

 

Quinto Episodio :  Coquilles

Il dramma dei doppi recap è la metà dello spazio per il doppio del materiale. Dovendo scegliere, preferirei parlavi ancora (Hannibal che esplora la psiche di Will attraverso la sua casa?) e ancora (il sottile sospetto che il disagio di Crawford verso il bimbo non sia interamente figlio dei suoi problemi coniugali?) dell’episodio precedente, dilungandomi il meno possibile su questo, una conchiglia (ma in francese, che fa più figo) che nasconde un mollusco dal retrogusto un po’ strano.

In realtà non manca neppure un fine condimento all’episodio, tutt’altro che riempitivo. Innanzitutto il caso della settimana è di quelli che suscitano disturbante meraviglia: un uomo terrorizzato dalla propria morte che crea degli angeli custodi volti a proteggerne il sonno, scuoiando la schiena delle proprie vittime fino a ricavarne delle ali. Un immaginario ripreso da un fine conoscitore del fascino del grottesco, Guillermo Navarro (amico e collaboratore di un altro Guillermo appassionato di grottesco), affiancato dallo sforzo creativo di darci un caso diverso dal solito (non un natural-born-killer, bensì un malato di cancro al cervello il cui encefalo comincia a fare degli scherzi brutti brutti), incasinando ulteriormente Will, che se non sono matti in partenza, lui proprio non riesce ad immedesimarsi, dannazione.

Non mancano neppure i primi, distinti segnali di un procedere verso gli sviluppi più centrali della vicenda, con Hannibal che sembra attivamente impegnato a disorientare la sua mangusta, Will, aizzandola contro il serpente più pericoloso, Jack. Non senza qualche passo falso, tipo farsi beccare come l’ultimo dei novellini ad annusare l’odore del proprio nemico.
Questo permette a Nimerfro e Fuller di esplorare un personaggio finora cresciuto perloppiù nelle proprie contraddizioni, Jack Crawford. L’entrata in scena della “moglie di Colombo”, con cui l’anti-alchimia nella scena finale è stellare, permette a Hannibal di giocare sul triplice fronte di Will, Bella e Jack stesso, minando il rapporto di “ancoraggio” di Will a Jack e rendendo più comprensibili le reazioni esplosive e le richieste al limite dell’abuso del capo al suo empatico sottoposto. A dire il vero il tutto funziona più grazie alla Torres (uscita persino indenne dall’invito a cena di Hannibal!) e al lento disvelamento del suo segreto, su cui Fishbourne sembra più lavorare di riflesso.
Il tutto in un parallelo un po’ forzoso ma di sicuro effetto con il caso del Creatore di Angeli, giusto per sincerarci che anche Crawford ha un cervello parecchio fino e manipolatore. Così il rifiuto comunicativo di Bella, che gli addossa irrazionalmente la colpa del tumore che la sta uccidendo, si riflette sul bisogno collaborativo di Jack con Will, così da ancorarsi reciprocamente anche contro le bordate di Hannibal. Will, sempre più incapace di relazionarsi coi killer e sempre meno desideroso di farlo e Jack, sempre più esplicito nel spingerlo a “guardare” loro dentro e sempre più bisogno del suo rifugio lavorativo, anche a costo d’intaccare la psiche del suo collaboratore.
Infine arriva pure qualche strizzata d’occhio all’appassionato cartaceo, su tutte quel Chesapeake Ripper che suscita il “boh!?” del telespettatore e il deliziato “aahhhh!” del lettore.

Quindi, quel retrogusto un po’ amaro? Difficile capire da dove arrivi, in un episodio che fa tanto e fa tutto sommato bene. Personalmente però ho trovato più forzato del solito il meccanismo narrativo e per la prima volta ho percepito l’episodio come lento, mentre precedentemente avevo sempre trovato la velocità narrativa compassata ma mai pesante. Rimango perplessa come l’ormai un po’ trascurato Will, incapace di capire fino in fondo perché l’episodio non mi convinca (a parte il gigantesco punto di domanda generato dal secondo cadavere, appeso nel vuoto da uno che sta molto male, praticamente per strada), nonostante sulla carta abbia tutto per piacere e presumo che a molti di voi piacerà.

Ok.

Sincera sincera? Il cuore mi suggerisce un MEH. fatto e finito, ma la testa mi chiede: e le prove, dove sono le prove di questo mezzo fallimento? Solo sensazioni, vibrazioni negative con cui non riesco nemmeno a svilire un po’ la portata del recap. Facciamo che ci piazzo un OK. sbiadito e un po’ paraculo, sperando che la mia sensazione fosse dovuta alla comprensione resa più difficile dalla mancanza di buona parte dell’episodio precedente.

Elisa G.

follow me, not the White Rabbit. Il blog/Il tumblr/Il twitter

More Posts

Commenti
23 commenti a “Hannibal – 1×04/05 – Œuf/Coquilles”
  1. [c]* scrive:

    la serie secondo me riesce a far ridere anche più di homeland, il che è tutto dire, ma va beh, de gustibus. piuttosto, non mi starei troppo a preoccupare della continuity. l’episodio che è andato in onda per quinto era il terzo episodio, rimontato in fretta e furia, quello andato in onda come terzo era il sesto. il quarto era il quarto, a questo punto manca un episodio che non so se faran saltare del tutto o riusciranno ad infilarlo altrove rimontandolo. insomma, tanto per dare una idea delle idee chiare che hanno.

  2. @ [c]*: Non so se stai facendo riferimento all’ordine di produzione degli episodi, che è ovviamente diverso dall’ordine narrativo. Infatti non vedo alcun salto logico o sviluppo contraddittorio, quindi se anche avessero rimestato gli episodi, beh, lo hanno fatto molto bene.

    EDIT: comunque sì, quello a cui fai riferimento è l’ordine di produzione. Quindi nessun rimaneggiamento o cambio nell’ordine drammatico degli episodi (a parte ovviamente la mancata messa in onda del quarto episodio)

  3. [c]* scrive:

    no, un mese prima della messa in onda hanno inviato alla critica i primi tre episodi. il terzo è stato mandato in onda come quinto, con un diverso montaggio rispetto a quello che avevo visto io [c'era ancora la giornalista svitata]. montaggio rifatto evidentemente nell’ultimo mese e mezzo, che secondo me si spiega solo con il tentativo di anticipare un episodio con più trama orizzontale e posporre un filler…

  4. AryaSnow scrive:

    Io per ora la quarta puntata l’ho vista solo nella versione da 21 minuti, quella che tralascia il caso della settimana. Il fatto che sia stata la mia preferita dice tutto sul mio rapporto con la serie:

    Cose psicologiche e introspettive della trama orizzontale: molto carine.
    Killer della settimana: insulsi e ridicoli.

    Però mi devo ancora vedere la 1×04 integralmente, quindi chissà…

  5. violetta scrive:

    A me piacciono entrambe le trame ,verticale e orizzontale, è ovvio che preferisca le scene delle pretenziose cene di Hannibal, i giochini mentali a cui sottopone tutti, e la complessissima psiche di Will ma anche i casi della settimana fa piacere sorbirseli quando sono interessanti, il tizio dei funghi, gli angeli della morte,non solo perchè sono particolarmente macabri(come già mi hanno fatto notare CSI ne ha tirate fuori di uguali o peggiori..) ma soprattutto perchè mi fanno rimanere esterrefatta dalla complicatezza del cervello umano, adoro sentire Hannibal e Will dibattere sul perchè il serial killer sta facendo ciò. Mi piace perchè spiegano come uno possa arrivare a fare cose così allucinanti.

  6. jackson1966 scrive:

    Io adoro sempre di più questa serie e la quarta puntata (scusate ma non capisco cosa c’entra con ciò che succede negli Stati Uniti adesso tanto da censurarla. Lì ogni giorno qualcuno spara a qualcun altro dovrebbero censurare tutti i vari CSI et simili) è troppo bella . Da madre sono stata particolarmente colpita allo stomaco con un pugno direi.

  7. @ [c]*: Non so dirti, nessuno dei critici ha menzionato una cosa del genere né Fuller ha dichiarato uno stravolgimento nell’ordine degli episodi. Se in fase di montaggio hanno ritenuto andasse meglio così e fosse questa la versione ufficiale evidentemente avranno avuto un motivo. Ripeto, basandomi su quel che vedo non noto nulla, quindi devono averlo fatto bene, quindi chissene.

  8. Riguardo gli episodi, io li ho apprezzati entrambi debbo dire, il primo per tutta la questione Abigail e per il modo in cui il caso disturbato si riverbera in Will, il secondo per Bella e il delirio totale del caso degli “angeli”, la declinazione della morte non sono come atto efferato umano, ma “divino” se vogliamo. Insomma, tanta roba.

  9. Psi scrive:

    Condivido un MEH deciso sul quinto episodio, anche se pure io ho difficoltà ad argomentarlo…

  10. anto scrive:

    me lo sono sicuramente perso, ma quand’è che parlano di “Chesapeake Ripper” ?

    Secondo me i 2 episodi migliori finora

  11. Elisa G. scrive:

    @ anto:

    Episodio 5, poco dopo che Will approda sulla prima scena del delitto.
    Jack sostiene che inizialmente avevano pensato a Chesapeake Ripper.

  12. BetterLife scrive:

    Mi sono piaciuti molto tutte e due gli episodi! Un po’ di più il primo per la trama orizzontale, però alla fine poco cambia, adoro questa serie!

  13. [c]* scrive:

    Giovanni Di Giamberardino ha scritto:

    @ [c]*: Non so dirti, nessuno dei critici ha menzionato una cosa del genere

    in realtà il ri-montaggio è piuttosto comune, di solito alla critica arriva una versione grezza, ancora priva dei product placement e di tutte quelle parti per cui si devono pagare dei diritti [per dire, gli schermi dei picì son tutti verdi o blu, mancan le transizioni, a volte mancan delle scene intere ed a schermo c'è solo la trascrizione dei dialoghi]. anomalo è il cambiar l’ordine di messa in onda

  14. @ [c]*:
    Sì, questo lo so, appunto lo dicevo e non me ne stupivo. La cosa ancora più strana a questo punto è come mai nessun critico abbia segnalato questa inversione nell’ordine. Da quel che ho capito confrontando le varie recensioni dei critici più noti (Sepinwall, Mo Ryan, ecc) la NBC ha mandato 5 episodi, cioè l’1, 2, 3, 5 e 6, ossia saltando lo stesso 4 che poi non è stato trasmesso. In tutto questo nessuno (ripeto nessuno) ha citato un cambio nell’ordine (narrativo) di questi episodi, a parte te ovviamente. Quindi boh.

  15. [c]* scrive:

    beh, probabilmente è perché non è ‘sta grande notizia nell’economia della serie. in fondo gli elementi di continuity son intercambiabili dal primo all’ultimo. probabilmente il pendolo giallo gli è costato tanto che devon risparmiare su cast e riprese. l’intervista condotta separatamente di questo episodio è l’espediente narrativo con cui risolvi il problema che non eran tutti e due sul set lo stesso giorno, tipo [solo per citare uno dei tanti momenti in cui sottolineano dettagli altrimenti irrilevanti]. e poi scene limitatissime nello spazio, con pochissimi personaggi alla volta, a volte due, tre, in modo che del materiale utile da infilare a vanvera lo si trova sempre. e se ci son personaggi che spariscono per un episodio intero e se ne sente solo parlare, amen. francamente credo che in tutto questo passerebbe inosservato pure il nano di twin peaks, nella confusione.

  16. @ [c]*:
    Oddio, insomma, eh. In questi due episodi le chiacchierate fra Hannibal e Lecter, così come la questione di Jack e Bella, sono strettamente legati al caso di puntata. Quindi ecco, non mi sembra proprio impresa facile rimontare le parti mantenendo l’unità narrativa e tematica, e se ciò è davvero successo allora chapeau.

  17. [c]* scrive:

    hanno sfilato la giornalista ed inserito una scena con bella, per quel che mi ricordo. ed in effetti aveva più senso che la scena in cui lecter dice che annusa i tumori non fosse così ravvicinata a quella in cui lecter annusa rain man [con in mezzo l'allucinazione dell'alce]. così è come metter le didascalie…

  18. vavum scrive:

    Io ho trovato l’episodio 4 si’ terrificante, ma solamente dal punto di vista tecnico. Non so se forse la versiona coreana che ho visto era stata editata e montata completamente a caso, ma pareva mancassero enormi spezzoni, completamente rovinando il climax dell’episodio e facendo salti logici nella narrazione non indifferenti. Poi ho visto che durava comunque 42 minuti e qualcosa come il resto degli episodi e sono rimasto perplesso.

  19. LoSte scrive:

    Sono riuscito a recuperare solo ieri, in netto ritardo, la quarta puntata. Ho provato a guardare le clip rilasciate online e le ho trovate fastidiose e troppo frammentate, quindi ho aspettato in attesa di recuperare la puntata intergrale (forse è il momento di aggiornare le mie fonti di approvvigionamento). La quarta puntata mi è piaciuta, e tanto. Vado in controtendenza dicendo che mi sarebbe piaciuto che venisse dato più spazio al “caso della settimana”, perché mi ha veramente colpito. Inoltre, dato che Abigail è un personaggio che trovo ben riuscito, la sottotrama della sua guarigione psicologicaavrebbe potuto essere spalmata su più episodi. Spero comunque che non esca di scena definitivamente.

    Sul quinto episodio, devo dire che sono abbastanza concorde sul fatto che non è all’altezza degli altri, ho avvertito una certa lentezza nello sviluppo sia della trama principale che di quella secondaria legata a Crawford e consorte. Forse il fatto di non conoscere per niente questo secondo personaggio ha influito negativamente sulla riuscita dell’episodio e sul coinvolgimento. Siamo comunque ben lontani da un “brutto” episodio, secondo me, solo un po’ sottotono. La vera domanda è: come ha fatto l’assassino ad auto-appendersi, alla fine? non viene neanche presa in considerazione l’idea che avesse un complice?

  20. anto scrive:

    @ Elisa G.:
    grazie. l’avevo perso. forse perchè è l’ultima serie che guardo prima di andare a dormire :-)

  21. crazy diamond scrive:

    Molto bello il quarto episodio. Mi piace Abigail, spero che ci sarà ancora modo di vederla interagire con Hannibal. Ha lei stessa della follia prodroma dentro di sé che aspetta solo di essere liberata. Infatti credo che Hannibal riveda in lei delle cose di se stesso. Interessante anche il caso della settimana in questo episodio, ma che ipocriti sono gli americani? Non vado oltre per non scatenare discussioni che c’entrano poco con il tf.

    Il quinto episodio… super meh! Non mi è piaciuto, troppi elementi da sospensione dell’incredulità che sono già stati sottolineati. Poi non mi è piaciuta nemmeno la storia del cancro della moglie di Jack, anche qui per me non è credibile che abbia una malattia in stadio avanzato e nessuno si renda conto di nulla. L’episodio peggiore finora.

Lascia un commento

Note: non sono graditi riferimenti ad argomenti illegali, spoiler, insulti e commenti esageratamente off-topic. Il sito utilizza gli avatar di Gravatar.