zombieland s01e01

Premessa necessaria: avete visto Zombieland?

Per quelli che sì: è il vostro giorno fortunato, scansate le prossime righe di recensione e potete cominciare a leggere dal paragrafo “La puntata”.

Per quelli che no: potrei soddisfare la vostra sete di conoscenza con un semplice e rapido link a wikipedia, ma non lo farò. Non lo farò perché ho bisogno di riempire la recensione di un qualche contenuto e, dato che la puntata me ne ha forniti pochi e brutti, sfrutterò questa occasione per far andare il contarighe. Dunque: Zombieland è un film del 2009, diretto da Ruben Fleischer, scritto da Rhett Reese e Paul Wernick, interpretato da Woody Harrelson, Jesse Heisenberg, Emma Stone e Abigail Breslin. Gran film, rientra in un filone comico-citazionista ormai definito e istituzionalizzato. Insomma, è uno di quei film che riescono a farti ridere mettendo a nudo tutte le facilonerie tipiche della scrittura del genere horror (in particolare quello che va dai ’60 ai ’90), esasperandone stilemi, situazioni, personaggi, schemi e peculiarità. E’ di quel genere di commedie che fa molto ridere soprattutto quelli che hanno passato buona parte della loro vita a guardare e prendere sul serio proprio quei film che si prendono per il culo in questi film. Un gran film, come dicevo, scritto come un sentito omaggio e un’affettuosa presa in giro, con un cast di tutto rispetto, dialoghi, situazioni e personaggi divertenti sia in sé e per sé che in quanto omaggi/prese in giro. E poi, SOPRATTUTTO, Emma Stone.

Mi innamorai di Zombieland a partire da questo montaggio musicale, da questi opening credits. Ma va detto che, con “For whom the bell tolls“, sembrerei figo anche io mentre mi faccio la barba. Evviva Cliff Burton.

E Bill Murray, ancora più soprattutto, Bill Murray. Mi stavo dimenticando di Bill Murray.

Amazon

E un po’ di recensione l’ho scritta. Ora, altra ragione di interesse è il fatto che a produrre e mettere a disposizione del pubblico questo pilot sia stato Amazon, che sapete tutti che roba è, che roba grande è, e che novità sia il fatto che si metta a fare la “televisione” (in senso lato, ché oramai questa definizione è difficile da usare per certi soggetti). E’ stata una stagione importante, questa, da questo punto di vista. Abbiamo assistito a un evento che, probabilmente, segnerà la storia della serialità audio-visiva (ecco, uso questa parola al posto di televisiva) con l’esordio in pompa più che magna di Netflix con il suo House of Cards e, più recentemente, con Hemlock Grove. Della portata potenzialmente rivoluzionaria che Netflix e affini potranno avere sul mondo delle serie, qui sul sito, ne hanno già scritto, meglio di quanto io non potrei mai fare. In ogni caso, Amazon è il nuovo tassello nelle file di questi “rivoluzionari”, con un’aggiunta rispetto a Netflix: nel caso del colosso delle vendite online, a decidere il futuro dei titoli sarà, effettivamente, il pubblico. Per farla breve: loro rilasciano il pilot, se il pilot piace a chi lo guarda, il pilot diventa serie vera e propria. Ora, non credo ci sia bisogno di farvi presente che conseguenze può avere questo su certe parole tipo “palinsesto” o “gatekeepers“. Ma non posso dilungarmi troppo su questo interessantissimo argomento, perché, purtroppo, ora dobbiamo arrivare al prodotto in sé e per sé e abbandonare i discorsi su produzione, mercato e fruizione. Peccato che il prodotto sia, con buona approssimazione, brutto.

La puntata

E dunque, eccoci qui: la puntata. Non è che ci sia granché da dire. La continuity della serie riparte da dove il film si era interrotto: Tallahassee, Columbus, Whichita e Little Rock insieme, uniti in questa forma di famiglia post-apocalittica. Tutti gli eventi del film sono premessi, e questo già rende difficile la visione e la comprensione per chi il film non l’abbia visto. Non è un vero e proprio difetto, ma, comunque, l’autosufficienza rispetto al cinema sarebbe stata un pregio e uno sforzo apprezzabile. Il tentativo, poi, di coniugare horror e comicità, splatter e risate (egregiamente riuscito nel film) qui è un buco nell’acqua clamoroso. O meglio, lo splatter c’è, e gli effetti e il trucco non sono neanche male. Il cold open, anche se modellato su una gag vecchia come il cucco, un sorriso me l’ha strappato (e, almeno, ci dice un qualcosa sul passato di Tallahassee). Da lì in poi, il pilota si sgonfia, scadendo in una serie di gag trite e ritrite, solitamente consistenti in Tallahassee che dice e/o fa una roba, e gli altri che lo guardano tra l’imbarazzato e il divertito. E se le situazioni non fanno ridere, i dialoghi a stento si fanno sentire. Non ricordo nessuno scambio di battute, nessuna battuta divertente, nemmeno appena divertente.

Uno dei problemi sta, anche, nella natura stessa dell’operazione. Mi spiego: i personaggi di Zombieland (il film) sono ricalcati sugli stereotipi del cinema horror, e tramite quelli sono caratterizzati, e sono scritti per non durare più di 90 minuti. Quei 90 minuti vanno alla grande, ma oltre non conviene andare. Perché se una parodia si scosta troppo dall’oggetto parodiato, perde di senso. A meno che non ci sia uno dietro che sappia scrivere, ma per davvero. I personaggi di un certo tipo di horror non sono fatti per durare e sono, per lo più, mezzi per raccontare la storia, storia che, per essere convincente e coinvolgente, ha bisogno di certi “espedienti”, di certe “situazioni” e, di conseguenza, di personaggi che usino i primi e si caccino nelle seconde. Ecco perché i personaggi dell’horror, in fondo in fondo, sono così uguali tra loro da essere intercambiabili. Servono ad aprire le porte degli scantinati delle case abbandonate e misteriose e a separarsi nelle foreste, di notte, quando si è inseguiti. Insomma, a fare quello che serve alla storia, che è far paura (in teoria, almeno). Anche in Zombieland (il film), i personaggi son così, ma fanno ridere (e sono freschi) perché ti dicono “sappiamo che ti stiamo prendendo in giro, tu sai che ti stiamo prendendo in giro. Eppure, siamo ancora qui. E questo fa ridere”. E’ triste eh, ma fa ridere. Credo. Sicuramente, svecchia un po’ sia il genere horror che la commedia, fondendole, con la seconda che dà un punto di vista diverso sul primo (sempre uguale, ma ora smascherato e, quindi, ridicolo). Questo più la violenza e lo splatter, che sono, per definizione, tanto divertenti.

Farli diventare seriali, prolungarli, questi personaggi/espedienti/situazioni, è davvero molto, ma molto, difficile. Ci vuole gente che sappia scrivere, inventarsi mezzi per applicare quelle “fissità” in modi che, se non nuovi, quantomeno non puzzino di formaldeide. E questa necessità vale se vuoi far paura, ma anche se vuoi far ridere. In Zombieland (il film), ad esempio, le ragioni per spostarsi sono assurde (la ricerca dei Twinkie); le uccisioni degli zombie pure (la “Zombie Kill of the week“). Assurde come negli horror “classici”, ma con in più la consapevolezza dell’ironia. E’ quello che fa ridere, è quello che è nuovo, che è bello. Ecco, il problema, con Zombieland (la serie) può essere proprio questo, secondo me: usa un nome che fa pensare a un certo tipo di commedia, e poi ne fa un’altra. Vecchia. E’ vero, è una comedy, e non deve raccontare chissà che storia o chissà che personaggi. Eh, ma deve far ridere (tramite l’horror). Mica facile. Soprattutto quando non hai i dialoghi brillanti, le situazioni demenziali e quel citazionismo da nerd del film a cui ti ispiri. Il pilota non funziona perché i personaggi e le situazioni sono ridicoli senza essere ironici. Paradossalmente, finiscono per essere quegli stessi stereotipi che il film parodiava. E’ comicità grossa e splatter, roba tipo “Scary Movie”. Andare avanti a furia di cadute e conta-vagina non so quanto possa aiutare. Zombieland (il film) faceva ridere per ragioni e con modi diversi. Se decidi di farne la serie, poi uno si aspetta che tu faccia ridere quanto, e come, il film. Sennò, mi guarderei le comedy CBS.

Alla fine, l’unica cosa che sembra fatta apposta per essere seriale, splatter e comica, è la “Zombie kill of the week”. Però, è un minuto su 28.

Preferisco non ripetere i troppi “chisenefrega” pronunciati di fronte al tira e molla tra Wichita e Columbus (la luna di miele… ma davvero?!), personaggi azzoppati anche da due interpreti non proprio eccezionali. La ragazza, in particolare, rischia di essere solo un mezzuccio per fare fanservice (tipo la scena in cui lei è li, in shorts e canottiera, a leggere. Roba alla Megan Fox in “Transformers”). E spero che Abigail non diventi la ragazzina che, per ricordare che esiste, le fanno dire le parolacce (‘this is really really fucked up’), sperando che faccia ridere. Perché, anche no. Di ragazzine sboccate ce ne sono fin troppe, in tv.

Con tanti auguri di successo (è un pilot, magari ho sbagliato tutto e non c’ho capito niente). Perché, secondo me, le possibilità di buon successo per questa serie ci sono. Non dimentichiamoci che le comedy più guardate sono “The big bang theory” e “Two and a half men” (la tv è anche questa). Non proprio aria fresca. Ce la può fare, Zombieland. Non so se sarò lì a guardare. Forse sì perché, dai, d’estate non c’è un cazzo in tv.

Note a margine e curiosità

  • La trama non è che me la sono scordata. E’ che non ho ben capito se ci fosse. Questi vanno in giro guidati da una specie di navigatore automatico, indecisi sul se unirsi o meno a una comunità, o sul se fondarne una propria. Mi pare.
  • L’episodio è diretto da Eli Craig, regista di una piccola gemma di quel genere horror-comedy di cui si parlava prima, Tucker&Dale Vs Evil.
  • Oltre che su Amazon, il pilot è disponibile anche qui.
  • Originariamente, Zombieland (il film) nasce proprio come serie tv. Per saperne di più, potete leggere questo.

 

Francesco Gerardi

Un incompreso nato a Taranto negli anni del Grunge. Crede che la migliore uscita serale immaginabile sia quella che prevede uno schermo dai 12 pollici in su davanti alla faccia per un intervallo di tempo t1 tendente all'infinito. Se proprio non si può, andiamo a sentir suonare questo o quello. Leggo in bagno.

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Commenti
16 commenti a “Zombieland – 1×01 – Pilot”
  1. Lisa C. scrive:

    Io avrei dato più un meh che un big no no. Non ho visto il film di cui il pilot è seguito (shame on me!), non mi sono divertita particolarmente ma non mi sono nemmeno annoiata, alcune gag mi hanno fatta ridere (anche se non sbellicare, questo è vero), come la death of the week, altre tipo la conta delle vagine per niente, ho trovato il cold open il momento più alto dell’episodio e non mi sono sentita particolarmente “persa” nel non avere le basi per seguire questo pilot in assenza del film XD Tutto sommato, comunque, se la serie non dovesse essere ordinata non mi strapperei di certo i capelli dalla testa.

  2. .rIFF scrive:

    “Premessa necessaria: avete visto Zombieland?” Boh… non mi ricordo cosa ho mangiato ieri sera…

    “Tallahassee” Sto nome mi dice qualcosa… l’ho per caso visto ?

    Bo… me lo vado a cercare, il film intendo…

  3. Roberto scrive:

    A me è piaciuto parecchio ma de gustibus :D

  4. sasà scrive:

    ti quoto al 200% … e a proposito di quel grand’uomo di Bill Murray appare in un cameo nell’altro pilot Amazon, Alpha House (quello con John Goodman).

  5. dr.manhattan scrive:

    @Francesco
    Concordo al 100% con la tua recensione ma non sul voto finale che hai dato: è troppo alto.

  6. BetterLife scrive:

    Lisa C. ha scritto:

    ho trovato il cold open il momento più alto dell’episodio e non mi sono sentita particolarmente “persa” nel non avere le basi per seguire questo pilot in assenza del film XD

    Concordo, è stato l’unico momento in cui ho riso! Neanche a me ha pesato il non aver visto il film cmq, non mi pare diano per scontato niente di particolarmente necessario per capire la trama.

    Cmq un episodio boh, altri non ne guarderei, ma la visione di questo è stata abbastanza indolore. Certe trovate carine, però mi hanno lasciata perplessa nello svolgimento, tipo il fatto che [spoiler?] ogni persona che trovano venga uccisa subito da uno zombie, come idea fa anche sorridere, il problema è che si capisce che sarà così dal primo umano che incontrano e che muore, e quindi le volte successive almeno a me hanno lasciata del tutto indifferente e anche un po’ annoiata; il punto tanto si era capito.
    Che poi una comedy può anche non far ridere, però in tal caso deve avere una trama, far sorridere, far affezionare ai personaggi e portare avanti delle trovate degne di nota.

  7. jackson1966 scrive:

    Onestamente posso solo dire boh? Nel senso che non mi è piaciuto e non mi è diapiaciuto: piattezza assoluta e quindi per me fallimento totale. Lo riguarderò se seguirà la serie? Di sicuro gli zombie non sono male e, come ormai si sa bene, sono il mio amore assoluto.
    P.S. Io il film l’ho visto e me lo ricordo bene ma no, non lo ritengo necessario per capire il tf: in più invidio chi non lo ha visto perchè con quei protagonisti questi non possono che schifarti (voglio dire chi fa il matto meglio di Woody Harrelson?)

  8. vespertime scrive:

    Sono d’accordo con tutto. Poi da amante del film la delusione è stata doppia. I personaggi che scimmiottavano malamente quelli del film (che già erano comunque caricature comiche di loro). Vanno bene le assurdità (erano presenti anche nel film) ma quì si và oltre rendendo l’irreale ancora più irreale. Tutta la questione della tizia che gli diceva dove stavano le persone vive l’ho trovata ridicola senza contare che l’unico personaggio “decente” è Tallahassee, quasi un one man show di quelli discutibili con gli altri personaggi di una piattezza davvero imbarazzante. Bocciatissimo.

  9. Francesco Gerardi scrive:

    Scusatemi, mi sono espresso male. Non volevo dire che il film è necessario per comprendere la serie, volevo dire che è necessario per “capire” certi dialoghi (tipo quello tra Columbus e Whichita sui “Christa privileges” rinnegati dalla seconda al primo) e anche, un po’, il cold open. Chiaro, poi, che la serie si segue benissimo senza aver visto il film. Intendevo che l’effetto “pieno” di certe cose è affidato alla conoscenza degli eventi e dei personaggi del film. Colpa mia, sorry.

  10. Toni scrive:

    Ma come BIG NONO ?? :-(

  11. Tabata scrive:

    Io penso di aver passato 30 minuti a fissare lo schermo senza sapere cosa dovevo farmene di questa roba.
    Ho visto il film e mi è pure piaciuto – anche se non tanto da strapparmi i capelli dal ridere, devo dire – ma questa serie non gli lega neanche lontanamente le scarpe… il che per me significa che fa abbastanza schifo, visto che già il film non era poi questa gran cosa.

    Oltre ai motivi elencati dalla recensione, secondo me il problema più grande è che Zombieland (il film) viaggiava su battute carine che funzionavano alla perfezione solo perché Jesse Eisenberg e Woody Harrelson (+ Bill Murray nel suo cameo) reggevano da soli l’intera scena.
    Tolti loro… resta questo pilot, cioè niente. Io ho trovato Kirk Ward imbarazzante, per dire.
    Nemmeno le regole (Cardio, Double Tap, Beware of Bathrooms etc..) che erano la cosa che mi era piaciuta di più nel film, funzionano nel telefilm.

    E non parlo nemmeno dell’inizio che non mi ha fatto ridere per nulla; non so se perché davvero non funzionava o perché rido per cose diverse.

    Per me è un big no no senza speranza di miglioramento, anzi è uno dei pochi telefilm a cui – se ci sarà (non ho capito bene) – non darò il beneficio della seconda puntata.

  12. Firpo scrive:

    Mi raffreddate l’entusiasmo per una serie da Zombieland. Il film mi era piaciuto parecchio, non ho visto questo pilot e a questo punto non so nemmeno se lo vedrò :-(

  13. Stefano scrive:

    Mah, il film mi è piaciuto molto ed ho apprezzato questa prima puntata.
    Niente di particolarmente epico, ma hanno ripreso tutte le gag “promesse”, quali le regole, la “zombie kill of the week”, ecc.

    Considerando poi che Zombieland NASCE proprio come telefilm (e mi è parso funzionare anche bene), quel “BIG NO NO” mi sembra un po’ esagerato.

  14. Toni scrive:

    News dell’ultim’ora: AMAZON non andrà oltre il pilota.
    Nessun ordine per una full season di Zombieland.

    Fonti:
    Vulture > http://www.vulture.com/2013/05/amazon-zombieland-dead.html
    IGN > http://www.ign.com/articles/2013/05/17/amazon-passes-on-zombieland-tv-series
    Deadline > http://www.deadline.com/2013/05/amazon-studios-nears-series-pickups/

  15. jackson1966 scrive:

    @ Toni:
    E il bello è che su Twitter gli autori danno la “colpa” ai fans che l’hanno odiata senza “motivo”

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