girls 2x10 together serialmente

Girls – 2×10 – Together

E’ difficile recensire una serie come Girls, è ancora più difficile recensire questo finale – un episodio durante la visione del quale sentivo distintamente in lontananza le bestemmie cariche d’odio che i tanti detrattori stavano lanciando a Lena Dunham – ma no, non è per questo motivo che questo pezzo arriva così in ritardo: è solo colpa della mia disastrosa organizzazione d’impegni, e dunque voglio innanzitutto scusarmi con chi attendeva questo articolo da tempo, anche solo per poter dire la sua nei commenti. Bene, eccoci qua.

Una cosa di cui mi sono accorta, parlando, di questa puntata soprattutto, con altre persone e leggendo quel che ne pensavano i critici d’oltreoceano, è l’impossibilità di dare un’interpretazione univoca alle vicissitudini delle nostre eroine e dei loro amici. O meglio: sembra che con Girls la sfera personale dello spettatore invada la visione, e ognuno guardi quel che accade sullo schermo attraverso il prisma delle proprie esperienze e della propria idea del mondo. Di conseguenza, i giudizi si fanno netti e contrapposti: Together è un episodio disgustoso, oppure Together è un finale bellissimo. Attenzione: non si tratta della solita storia per cui ognuno ha diritto alle proprie opinioni e i gusti sono gusti. Secondo me, è qualcosa di più sottile. Procedo con degli esempi.

SHOSH & RAY: GAME OVER

Il mio episodio preferito di questa seconda stagione era e resta It’s a Shame About Ray, quello in cui un bel po’ di conflitti repressi esplodevano, Ray e Shoshanna si scambiavano la dichiarazione d’amore più goffa e tenera della storia e Jessa finiva a soffiarsi il naso nell’acqua della vasca in cui Hannah stava facendo il bagno (gross). La storia tra Ray e Shosh ci aveva dato l’illusione di uno spiraglio di luce in uno show cupissimo, ma non solo: Shosh e Ray sono, fuor di dubbio, i due personaggi meno detestabili di tutta la serie (non che ci voglia molto). Ma già in Boys Adam instillava dubbi, e poi abbiamo visto la strana coppia sgretolarsi, neanche troppo lentamente. Ora, mi chiedo se il fattore generazionale tanto spesso tirato in causa c’entri qualcosa, ma io sto fortissimamente “dalla parte” di Ray: il suo è un senso di fallimento consapevole (a differenza delle quattro ragazze che sono, in modi diversi, “fallite” senza saperlo), la sua insofferenza verso gli altri e il suo cinismo sarcastico assomigliano tanto all’armatura che noi trentenni ci siamo messi addosso, una volta compreso e accettato che il mondo – questo mondo – non aveva un gran senso, o non ce l’aveva per noi. Eppure, ne sono certa, in moltissimi hanno apprezzato l’improvvisa “maturità” di Shoshanna, quel suo discorso così adulto, nonostante l’immancabile gergo da ragazzina, il suo rifiutare la negatività di lui in un momento di crescita. In tutta la sua consapevolezza, Ray non si è minimamente accorto (o forse non ha voluto vedere) che la storia tra loro era a un punto morto. Shoshanna, la ventenne che a inizio serie aveva il terrore di restare per sempre vergine, ha avuto invece il “coraggio” di terminare la sua prima relazione seria.

MARNIE & CHARLIE BACK AGAIN

Per Marnie, questo è stato l’anno più orribile della sua vita: ha rotto con Charlie, ha rotto con Hannah, ha perso il lavoro, si è illusa che le scopate con Booth Jonathan fossero qualcosa di più, ha scoperto che quello sfigato del suo ex era diventato ricco inventando un’app ispirata alla loro rottura, ha collezionato una serie consistente di figure di merda. Di contro, Charlie ha vissuto un anno meraviglioso: si è liberato di una fidanzata stronza, ha trovato subito un’altra ragazza (parimenti stronza, temo), ha inventato un’app ispirata alla rottura con la fidanzata stronza, ha fatto un sacco di soldi e ora è a capo di un esercito di hipster entusiasti. Ciononostante, alla fine di questi percorsi così agli antipodi, Marnie e Charlie si rimettono insieme, e lo fanno con un discorso sdolcinatissimo (che però, attenzione, per Marnie è un gigantesco sforzo, visto che, a quanto ci è dato di sapere, non è mai stata in grado di dichiararsi a Charlie così apertamente). Per molti, Marnie è stata, in quest’annata, la figura più patetica di tutti, e Charlie sta al secondo posto: dipendenti l’uno dall’altra nonostante tutto, e soprattutto maledettamente condizionati dall’immagine di se stessi che proiettano all’esterno, da quello che pensano gli altri di loro. Allo stesso tempo, credo che a molti di noi sia successo qualcosa di simile (a me è accaduto, e non una sola volta): restare incastrati in una relazione fatta di tira e molla, sesso rappacificatorio e sbagliatissimo, infantilismi, ripicche, piccole e grandi umiliazioni. Con la testarda e mai sopita speranza che, prima o poi, tutto sarebbe finito bene, secondo quell’adolescenziale convinzione che amare e soffrire siano sostanzialmente sinonimi.

ADAM & HANNAH TOGETHER

Se Marnie e Charlie si sono rincorsi (okay, lei ha rincorso lui) per tutta la stagione, Hannah e Adam se ne sono stati ben distanti l’uno dall’altra, almeno dopo che lei ha fatto arrestare lui per essersi introdotto nel suo appartamento. Intanto, Hannah sprofondava sempre di più in un mare di merda nella palude della tristezza, mentre Adam sembrava intenzionato a costruire una relazione adulta e “sana” (qualsiasi cosa questo voglia dire) con Shiri Appleby. Bè, sarà che l’idea di una relazione con Shiri Appleby mi terrorizza, ma la storyline di Adam è un’altra di quelle cose che scatenano reazioni contrastanti a seconda delle convinzioni di chi guarda, anche in questo episodio, dove Natalia appare brevemente per spiegare ad Adam che “può piacergli il suo cazzo senza essere per forza una puttana” e poi si prodiga a srotolargli dettagliate istruzioni stradali per farla arrivare all’orgasmo. Per molti, tornando da Hannah, Adam ha perso un’occasione di crescita, stabilità, normalità. Per altri, è evidente che Hannah e Adam, nella loro diversità dalla norma (irrecuperabile, insopportabile), sono fatti l’uno per l’altra. Per quanto mi riguarda, sono semplicemente contenta che Adam si sia liberato di Shiri Appleby: le persone fornite di chiare istruzioni per la vita sono, spesso, delle psicopatiche.

CORSE & RICORSI

In Together si inizia facendo del sesso imbarazzante e si conclude in un tripudio di clichè da commedia romantica. Eccola, la cosa che più ha dato fastidio: la commedia romantica. La musica di violini in crescendo, lui che corre da lei (per dirle che ha trovato un nuovo lavoro figo, per non lasciarla andare, per – ohmioddio – salvarla), le dichiarazioni sdolcinate, gli happy ending posticci. E’ come se il trope del matrimonio out of the blue, che tanto ci aveva scombussolato nel finale della prima stagione, qui fosse stato moltiplicato senza pietà e sparpagliato su tutti i personaggi. Questo episodio è pieno di nodi narrativi classici: Hannah che deve scrivere un libro in un giorno (e in un’altra serie probabilmente avremmo avuto un montaggio con musica accattivante di lei che beve litri di caffè, scrive, cancella, riscrive e alla fine realizza il suo lavoro migliore), Ray che va dal capo a licenziarsi e invece ottiene un avanzamento di carriera, Hannah che si taglia i capelli (una cosa che di solito sta lì a gridare forte “volontà di cambiamento”), Adam che corre in aiuto della damsel in distress attraverso le vie della città (provvidenzialmente dimenticandosi la maglietta). E se la prima stagione si chiudeva riprendendo Hannah di spalle, sola, che si ingozzava sulla spiaggia (prefigurando una seconda stagione in cui sarebbe stata più sola che mai), quest’annata si chiude con Adam, di spalle, che solleva Hannah. Per molti, tutto questo può rappresentare una scrittura semplicemente povera, che annacqua un discorso complesso sulle difficoltà di diventare adulti dentro il semplice aggiustarsi delle relazioni sentimentali. Legittimo. Io, però, sono rimasta più colpita da un sottotesto amarissimo, dalle cose che non quadrano.

A FRIENDSHIP BETWEEN COLLEGE GIRLS IS GRANDER AND MORE DRAMATIC THAN ANY ROMANCE

Girls, quasi sempre, distrugge tutto quello che costruisce. Sul lungo periodo, e anche a breve termine. Hannah non si mette a bere litri di caffè e a scrivere freneticamente il miglior lavoro della sua vita, incalzata dalla deadline imminente. No, perde tempo, tergiversa, sfoglia riviste sceme, mangia, chiama suo padre chiedendo soldi e facendolo solo incazzare. Dopo essersi conficcata un cotton fioc nel timpano, autoalimenta una paranoia ipocondriaca googlando informazioni sulla persistenza dei microbi. Hannah non si taglia i capelli per simboleggiare un’importante svolta nella sua vita, un proposito di cambiamento: fa semplicemente una cazzata, ricopiando una foto di Carey Mulligan, poi chiama Laird, si prodiga nei suoi consueti melodrammi e riesce a farsi fare una bella ramanzina pure dal tossico del condominio. Marnie e Hannah non si incontrano, neanche stavolta: perché guardare sotto il letto sarebbe ridicolo, o costringerebbe a un confronto spiacevole, allora è meglio scappare di soppiatto portandosi via solo un brutto candelabro. Jessa non risponderà al telefono, per quanto Hannah possa sgolarsi a strillare. La promozione di Ray non gli servirà a placare le ansie di Shoshanna, anzi, il contrario. E Shoshanna forse è davvero una persona più matura, o forse sta ancora ripetendo qualche status di Facebook, e in ogni caso ora è libera di limonare con quel tipo alto, muscoloso e biondo che aveva detto di disprezzare. Marnie non ama Charlie solo “per i soldi”. Okay, ma che bisogno c’era di dirlo? E Hannah, ha davvero attivato l’opzione videochiamata per sbaglio? Oppure sperava che Adam vedesse i suoi tic da OCD per essere, di nuovo, la primadonna sul palcoscenico di qualcuno, dopo che nessun’altro aveva più voglia di guardare?

Girls ha fatto finta di fondarsi su una premessa classica: quattro amiche ventenni cercano di sopravvivere a New York in questo periodo di crisi. Ma quello che abbiamo capito, ancora di più dopo questa stagione di incastri amorosi e coppie scoppiate, è che non c’erano e non ci sono, da nessuna parte queste “quattro amiche”. E la crisi non è, qui, quella economica del non trovare lavoro e del non riuscire a pagare l’affitto, ma una crisi identitaria che impedisce e demolisce non tanto la possibilità di rapporti umani in generale quanto la capacità di essere, davvero, amici di qualcuno. E, di conseguenza, la speranza di “salvarsi”. A friendship between college girls is grander and more dramatic than any romance. Qua non c’è nessun’amicizia, e di conseguenza – nonostante i violini in crescendo e le corse notturne – non c’è neanche nessun vero romance. Solo un gruppo di persone mediamente orribili che annaspano nel vuoto.

Abbastanza deprimente, noioso, banale, inconcludente, deludente, irreale per decidere di mollare il colpo e non seguire la prossima stagione? Per qualcuno, forse. Per me, Girls resta una delle poche serie in grado di dirmi qualcosa di vero. Poi, forse, non è lei, ma sono io. Sinceramente, non me ne importa un granché.

Ok.

Alice Cucchetti

Mi piacciono le canzoni con i finali tristi, gli androidi paranoici e i paradossi temporali. Scrivo sul settimanale Film Tv, curo le pagine della televisione per il mensile Nocturno e recensisco film e altro su Mediacritica. Non aggiorno mai il mio blog perché passo tutto il mio tempo su Tumblr.

24 Comments

  1. io ti amo e tu lo sai, ma ora ti voglio chiedere di seguirmi ovunque e poi scrivere anche della mia vita così poi SAPREI

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  2. Gran bella recensione! Nonavrei saputo esprimere meglio le mie sensazioni su questo finale di stagione.

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  3. La penso esattamente come l’autrice della recensione. I finali tutti perfetti, ma con qualcosa di incrinato che non quadra…Non avrei saputo dirlo meglio! :D
    E comunque la gente può dire quello che vuole, ma Adam che corre da Hanna (per quanto io non la sopporti) così com’è e senza fermarsi è una delle scene più romantiche che ricordi…*_*

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  4. Condivido in pieno la recensione e i timori verso la Appleby.
    E’ una serie che mi piace vedere per la scrittura e per ciò che vuole comunicare ma non mi interessa nulla dei personaggi. Non ne salvo nessuno, tranne Marnie ma solo perchè l’attrice è l’unica bella della serie.
    Li trovo irritanti e anonimi e Lena Dunham, se non fosse stato per l’ocd, sarebbe la classica persona che nessuno si filerebbe neanche morto. Tipo un personaggio a caso di The Walking Dead.

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  5. Bella Rece. Finalmente arrivata. Sarebbe bello anche vedere quella di Enlightened che ci avevate detto che arrivava. E’ finite piu di un mese fa’……

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  6. Bella recensione,complimenti. Sei riuscita a dare voce a molte delle cose che ho pensato guardando questo finale,che mi ha lasciata più confusa di quanto questa serie avesse mai fatto.
    Non mi è piaciuto l’happy ending Hannah-Adam (ma perchè Shiri Appleby ti fa paura?io la trovo tanto carina!),semplicemente perchè la loro relazione si è rivelata disastrosa e negativa per entrambi,e siccome la Dunham ce lo ha fatto notare più e più volte,non ho provato alcun coinvolgimento emotivo per la scena finale.
    Marnie e Charlie mi fanno pena,credo siano i personaggi più tristi della serie e spero che questo riappacificamento sia solo momentaneo.
    Gli unici per cui ho provato qualcosa sono stati Ray e Shoshanna,mi è dispiaciuto molto per la loro rottura ma come hai detto tu ho apprezzato il discorso maturo di Shosh,seppur il mio cuore sia con Ray.

    “E la crisi non è, qui, quella economica del non trovare lavoro e del non riuscire a pagare l’affitto, ma una crisi identitaria che impedisce e demolisce non tanto la possibilità di rapporti umani in generale quanto la capacità di essere, davvero, amici di qualcuno.”
    Ben detto,è la cosa che mi ha sempre colpita di questa serie:tutti a professarsi amici,ma poi alla fine ognuno è solo e disperato.

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  7. Adoro le recensioni di Girls! Elementi che sembrano messi a caso vanno invece analizzati, e voi siete bravissimi in questo!
    Parto da Sosh: mi ha delusa! E non per la rottura in sè, ma per la mancanza di sincerità nei confronti di Ray.
    Come scrive @Holly, Marnie e Charlie mi fanno pena! Non credo che lei lo ami davvero prima di tutto perchè ha iniziato a rincorrerlo dopo aver saputo dell’app, poi perchè se fosse realmente sincera non credo avesse bisogno di sottolineare in ogni momento che non è interessata ai soldi, quasi come se volesse convincere se stessa!
    E Hanna…come al solito che scappa di fronte alle difficoltà e cazzeggia invece di iniziare a scrivere! Sembra il ritratto di molti studenti: quando arriva il momento di studiare invece di iniziare trovano interessante qualsiasi altra cosa (come una rivista, un taglio di capelli fai da te) pur di non studiare! E’ la relatà di oggi ed è per questo motivo che guardo Girls!
    Ho apprezzato la scena finale solo per Adam, nonostante tutti i suoi problemi è forse il più sincero e sono contenta se lui è contento!

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  8. Avevo scritto un mega commentone che avrei voluto mettere alla pesa degli altri, ma se n’è andato a cagare in uno spegnimento misterioso del mio pc.
    C’ho provato a riscriverlo, eh. Ma alla fine vaffanculo.
    D’altronde è questo tutto ciò che penso della serie: “Vaffanculo”.
    Commento che riservo a una serie che ho seguito e seguirò, piena NON di verità, ma di ENORMI ESASPERAZIONI delle varie tipologie umane che già conosco e probabilmente conoscerò. E che – mettendomici in mezzo – manderò sempre affanculo.
    Perchè ‘sta gggente può pure essere patetica, strana, in fuga o OCD, ma sarà sempre: COI PROBLEMI PERCHE’ S’ANNOIA. E c’ha le inquietudini dei 13enni a 57 anni.

    P.S. Produciamo una nuova serie “Starving to Death – Springtime” su dei barboni che si accoppiano coi lama? O con Grumpy Cat e Ron Swanson?

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  9. xander81 ha scritto:

    Bella Rece. Finalmente arrivata. Sarebbe bello anche vedere quella di Enlightened che ci avevate detto che arrivava. E’ finite piu di un mese fa’……

    Mi associo di cuore.
    In fondo Amy e le sue “verità illuminanti” un po’ assomiglia alle velleitare protagoniste di Girls, solo che Amy alla fine agisce e fa bene.
    E’ un season finale così bello che non riesco a farmi ragione che a distanza di così tanto temopo non l’abbiate ancora recensito e parlo non da fan di Amy ma da sua ex-insofferente detrattrice.

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  10. meh. la recensione è bella, è fatta bene. ma forse perché sono un “ray” a me “girls” sta piacendo sempre di meno, e ho deciso di mollarlo dopo questa stagione. le ragazze sono veramente patetiche, tutte e quattro, forse a new york è la normalità essere così ma le mie conoscenti sono veramente diverse… ognuna coi propri difetti e pregi, ma io trovo in “girls” forse l’esatto opposto di quanto scritto in fondo alla recensione: la totale irrealtà. la cosa più irreale di tutte non è l’alternativa “daddy issues” jessa, né l’arrampicatrice marnie (perché questo è, visto che si interessa a charlie iniziando a fare stalking solo dopo aver saputo che ora è ricco), né la ragazzina shoshanna, piena di dubbi e contraddizioni come è giusto che sia per la sua età (ed è infatti la più reale, delle quattro, nonché quella che recita meglio). è hannah: dispotica, infantile, antipatica, presuntuosa. mettiamoci pure brutta se vogliamo: eppure ha uomini che la desiderano, che la adorano, fanno follie per lei, e lei si sente in diritto di trattarli di merda. nulla da dire sul rapporto con le amiche (le tratta di merda e si sente superiore pur non essendolo, ma è amicizia, ci sta) né sulle nevrosi in cui tra l’altro mostra di saper recitare, finalmente. il tutto ovviamente imho, non voglio offendere nessuno, ci mancherebbe altro.

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  11. l’ho vista tutta di fila e forse è per questo che la mia tolleranza per questa serie è dminuità sempre più. Al di là del fatto che le premesse del pilot vengono disattese, ragazza viziata a cui i genitori tagliano i fondi (aspetto mai approfondito), è un concentrato di stupidità, di intere puntate in cui parlano del nulla, hannah che oltre a essere una persona orribile è pure bruttina e non esiste essere umano che non la desideri. Ma poi anche Charlie e la sua applicazione: non si capisce come sia riuscito a progettare, programmare e implementare l’applicazione (e poi non si capisce che collaboratori abbia, tutti si atteggiano, fanno sempre festa e non hanno mai avere un computer tra le mani). Questo per dire che il problema di girls, a mio avviso, è che tutto rimane abbozzato, si crea una situazione e poi se ne crea un’altra e così via, tanto, in qua e là, anche per sbaglio, qualcosa che faccia riflettere potrebbe anche finirci.

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  12. Partenza carina, sviluppo fiacco, un paio di risalite e poi crollo nel finale. La cosa che mi ha dato più fastidio è stato decisamente il fatto che tt hanno avuto il loro lieto fine. Charlie e Marnie: BLEAAAAHH !! Sosh di maturità non ne ha proprio raggiunta. Il suo discorso a Ray erano solo parole di circostanza per svincolarsi da una relazione che le stava stretta ora che ha conosciuto le gioie del sesso e ha capito di poter aver meglio di Ray (che sia il portinaio o il figo biondo). Perché diciamocelo signore, anche voi li fate questi ragionamenti. Hannah & Adam.. pleaseeeeee !!! che siano fatti l’uno per l’altra okay, ma che siano romantici e sdolcinati, non proprio. La relazione “giusta”, quella “fatta bene” sembrerebbe essere quella con Natalia, la ragazza per bene, con amici “normali”, etc. Ma Adam non appartiene a quel mondo, lo ha dimostrato la puntata prima e lo ribadisce in questa. Hanna è la ragazza perfetta per lui che lo accetta con tutte le sue perversioni e patologie mentali. Una volta compreso questo non si può fare una scena del genere per fargli riunire.. NO! NO! NO! NO! NO! NO! NO! NO! NO! NOOOOOOO!!!!! ci sarebbe voluta un’altra chiaccherata sconclusionata, un’altra scena ai limiti della decenza, proprio come questi due personaggi..

    detto questo mi dileguo..

    later

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  13. Brugio80 ha scritto:

    meh. la recensione è bella, è fatta bene. ma forse perché sono un “ray” a me “girls” sta piacendo sempre di meno, e ho deciso di mollarlo dopo questa stagione. le ragazze sono veramente patetiche, tutte e quattro, forse a new york è la normalità essere così ma le mie conoscenti sono veramente diverse… ognuna coi propri difetti e pregi, ma io trovo in “girls” forse l’esatto opposto di quanto scritto in fondo alla recensione: la totale irrealtà. la cosa più irreale di tutte non è l’alternativa “daddy issues” jessa, né l’arrampicatrice marnie (perché questo è, visto che si interessa a charlie iniziando a fare stalking solo dopo aver saputo che ora è ricco), né la ragazzina shoshanna, piena di dubbi e contraddizioni come è giusto che sia per la sua età (ed è infatti la più reale, delle quattro, nonché quella che recita meglio). è hannah: dispotica, infantile, antipatica, presuntuosa. mettiamoci pure brutta se vogliamo: eppure ha uomini che la desiderano, che la adorano, fanno follie per lei, e lei si sente in diritto di trattarli di merda. nulla da dire sul rapporto con le amiche (le tratta di merda e si sente superiore pur non essendolo, ma è amicizia, ci sta) né sulle nevrosi in cui tra l’altro mostra di saper recitare, finalmente. il tutto ovviamente imho, non voglio offendere nessuno, ci mancherebbe altro.

    Be’, evidentemente Hanna E’ Lena Dunham e tutto quello che le accade è quello che Lena Dunham vorrebbe accadesse a lei e cioè di essere un discreto cesso, oltre tutto odiosa, infantile, velleitaria e presuntuosa, ma PROPRIO per questo desiderata, e amata da TUTTI i maschi in circolazione.
    Questa non è la realtà delle girls nuovayorkesi, è la SUA realtà, come la vorrebbe la Dunham, e le credo!
    L’episodio in cui praticamente sta nuda per tutti i 20 minuti, trippe al vento (anche se tatuate son sempre trippe), l’ho trovato insopportabile.
    Il lui di turno è fico parecchio, lei fa pena e anche rabbia.
    Non si tratta di superare il tabù “solo le belle possono”, è un tabù odioso, ma di dare qualcosa in cambio, di fare uno sforzo per essere una bella persona, almeno un po’, almeno provarci.
    Va bene essere odiose E racchie, è un suo diritto, ma non puoi pretendere che io creda che le odiose e racchie piacciano un casino a TUTTI i maschi presenti, passati e futuri, perchè non ci credo.

    Rispondi

  14. L’aspetto interessante di questo finale bello sviolinato è che, per fortuna, non si tratta di un film.
    Quindi non è un “e vissero felici e contenti”, ma un “vissero felici e contenti, per ora”.
    Sapere che la prossima serie non sarà un sereno pascolo tra le margherite, non solo mi fa apprezzare questo finale, ma lo rende il più esaltante possibile.

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  15. “Per me, Girls resta una delle poche serie in grado di dirmi qualcosa di vero. Poi, forse, non è lei, ma sono io. Sinceramente, non me ne importa un granché.”

    Hai semplicemente dato voce ai miei pensieri,bellissima recensione.Grazie.

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  16. luta44 ha scritto:

    Be’, evidentemente Hanna E’ Lena Dunham e tutto quello che le accade è quello che Lena Dunham vorrebbe accadesse a lei e cioè di essere un discreto cesso, oltre tutto odiosa, infantile, velleitaria e presuntuosa, ma PROPRIO per questo desiderata, e amata da TUTTI i maschi in circolazione.
    Questa non è la realtà delle girls nuovayorkesi, è la SUA realtà, come la vorrebbe la Dunham, e le credo!
    L’episodio in cui praticamente sta nuda per tutti i 20 minuti, trippe al vento (anche se tatuate son sempre trippe), l’ho trovato insopportabile.
    Il lui di turno è fico parecchio, lei fa pena e anche rabbia.
    Non si tratta di superare il tabù “solo le belle possono”, è un tabù odioso, ma di dare qualcosa in cambio, di fare uno sforzo per essere una bella persona, almeno un po’, almeno provarci.
    Va bene essere odiose E racchie, è un suo diritto, ma non puoi pretendere che io creda che le odiose e racchie piacciano un casino a TUTTI i maschi presenti, passati e futuri, perchè non ci credo.

    …all’inizio mi sembrava volessi contraddirmi, poi invece forse la pensi come me… o non c’ho capito niente? :D

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  17. marnie non è bella, è troppo magra e ingobbita. secondo me ha deciso di tampinare charlie non per i soldi, ma per finalmente accasarsi nel modo più semplice possibile, cioè con la persona che in fondo è rimasta l’unica ad avere un debole per lei. troppa fatica mettersi in gioco per qualche mese, a lei i mini fallimenti stanno stretti, meglio dunque andare sul sicuro. visto poi come gli si aggrappa a passeggio…
    shoshana è ancora giovane, giusto andare avanti e non fermarsi con ray. certo che il suo discorso a ray è infantile, ma ci sta (anche le persone di mezz’età a volte usano quel mezzuccio).
    adam è troppo particolare, e a suo modo sensibile e intelligente, per finire a fare la vita normale, come vorrebbe la nuova ragazza. meglio mollarla subito.
    la furbetta dunham ci aveva fatto credere che hannah fosse vittima del suo disturbo ossessivo, e invece in questa puntata ci fa vedere senza pietà che la protagonista è una vera paracula, al cento per cento. invece di scrivere perde tempo, inventandosi mille modi per distrarsi, si arrabbia con jessa, si nasconde da marnie la ladra, si inventa un modo subdolo per chiamare in suo soccorso sia l’ex tossico che adam, che sa benissimo accorrerà come un principe azzurro.
    e l’ex tossico gliele canta di santa ragione, e io ho goduto di gusto, perchè le sta bene, pigra indolente ragazzina, superba senza motivo! in fondo noi non sappiamo se sia sul serio dotata e portata per la carriera di scrittrice.
    ma mi è piaciuta tanto la scena della corsa di adam, è così romantica, e poi adam ha sempre avuto l’istinto di proteggere hannah, fin da quando alla festa nella prima serie si arrabbiò con qualche ragazza urlando “l’avete spaventata!”
    in definitiva, non so ancora se la serie abbia bisogno, o meglio, se l’intento dell’autrice sia o meno di andare a parare da qualche parte, o se siano solo degli spaccati di vita verosimile e/o desiderata assemblati a piacimento e sommo compiacimento dell’autrice stessa.
    nessuna standing ovation, ma la terza la guarderò, per lo meno la prima puntata.

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  18. Rebecca Seven 18 aprile 2013 at 17:13

    Premetto che l’ultimo episodio mi ha lasciata con un enorme punto interrogativo in fronte facendomi sentire come un ospite ad una trasmissione di Marzullo. Mi è piaciuto o no? Boh. Ho un’opinione in proposito? Non lo so e nemmeno mi è chiara.
    Anyway Marnie e Charlie tornano insieme (tristezza abissale) Adam corre da Hanna (ma anche no per la miseria!), Shoshanna molla Ray (ma anche sì per la miseria!) e a me resta la certezza che tutto andrà comunque in vacca perché le protagoniste hanno una capacità incredibile di autosabotarsi. E trovo che il filo conduttore della seconda serie sia stato proprio l’abilità di rovinarsi la vita delle 4 fintissime amiche (forse questo aspetto è meno evidente nel caso di Shoshanna però io butto anche lei nel calderone autodistruttivo). Il finale sviolinato ecco potevamo evitarlo e poi quei 15 secondi in più per far mettere ad Adam una maglietta spiegazzata ci stavano…
    In tutto ciò continuerò e a seguire Girls perché altro che se ci vedo del vero, magari i toni sono esasperati, magari Lena Dunham esagera col togliersi le mutande però io mi ci ritrovo. Non mi identifico, provo empatia solo a tratti ma i personaggi di Girls non sono degli sconosciuti

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  19. La scelta di Shoshanna per me non è stata affatto un’evoluzione del personaggio. Per come l’ho vista io, è sempre la stessa storia: prima si sentiva una sfigata a essere vergine, ora si sente una sfigata a stare con un fallito depresso invece che farsi i fighi. Il finale è significativo: Ray aveva insinuato che la ragione della separazione fosse quella, e l’ultima scena dimostra che non aveva mica tutti i torti.

    Comunque non mi è piaciuto per niente il finale di Hannah-Adam. Trovo davvero sgraziata e malriuscita questa scelta di ficcarci a forza un finale da commedia di Julia Roberts dopo una puntata cupa e deprimente come la precedente.

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  20. Aspettavo con ansia una recensione gonfia di insulti per questo odioso finale, però alla fine sono d’accordo con tutto perchè è vero che l’happy ending non quadra proprio e rimane la sensazione di disperazione disturbante.
    Ma anche la sensazione di essere stati presi per i fondelli, se permettete.
    Hannah la vorrei vedere a vivere in macchina come il povero ray, con questo atteggiamento vorrei ma non posso è veramente insopportabile. Mi ha dato FASTIDIO la scena finale con quel – a questo punto – cretino a fare il principe azzurro : sveglia! la tipa raschia il fondo del bariel e quello sei tu, altro che vero amore!
    Marnie è patetica: vuole charlie solo per il grano, solo ora gli è più affascinate e gliela dà, ma guarda un pò.
    Shosh… vuole solo farsi il vichingo col grano ma del resto da una con la pochette a croissaint cosa pretendete? Ray dammi retta meglio così…
    in conclusione, comunque continuerò a guardarlo l’anno prossimo perchè comunque nonostante questa delusione sì, dice qualcosa di vero e soprattutto no, non mi annoio

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  21. @ rugio80:
    No, no, hai capito, sono proprio d’accordo con te.

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  22. Io trovo che con quest’ultima puntata si sia chiuso il cerchio, che sia tornato tutto come all’inizio della prima serie: abbiamo conosciuto Marnie e Charlie insieme? Ci tornano. Shosh è di nuovo single; Jessa è in giro per il mondo, Hanna incasinata e con Adam… E’ triste, la morale della favola è: per quanto tu possa andare avanti, gira e rigira ti ritrovi sempre nella stessa….. situazione.
    Grazie per aver dato voce a quello che sentivo dopo aver visto il finale, un retrogusto amaro nonostante l’happy ending… ma ho provato anche sollievo a vedere che, in mezzo a solitudine e fallimento, Hanna e Marnie ritrovano la propria piccola àncora quotidiana, il punto di riferimento di cui tutti abbiamo bisogno. Per la serie: il mondo è uno schifo, ma almeno non sono sola! Egoistico, opportunistico? eh sì…
    “Poi, forse, non è lei, ma sono io. Sinceramente, non me ne importa un granché.” Grande.

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  23. Bellissima recensione, hai espresso perfettamente il senso che ha trasmesso la serie anche a me… e da incorniciare la frase finale “Solo un gruppo di persone mediamente orribili che annaspano nel vuoto.”
    Che poi, in fondo, è anche la vita, no?

    GIRLS mi lascia sempre l’amaro in bocca, perché anche quando le cose vanno bene, in realtà non hanno portato alcun cambiamento positivo. Ma la visione è anche educativa, perché mi insegna a non essere come loro, soprattutto non come Hannah!

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  24. MaCheVuoiFarci 19 gennaio 2014 at 12:36

    Ammettiamolo, a primo acchito è alquanto difficile approcciarsi al meglio a questa serie ,, soprattutto se sei un “quasi uomo”? o “ragazzo cresciuto”? di trent’anni passati ,, eppure basta poco per liberare il campo da questi preconcetti e ritrovare le fila di un habitat alquanto familiare (un po’ a tutti) ,, la vita! E se la prima stagione l’ho lasciata scorrere via un po’ troppo superficialmente per via di dinamiche quasi adolescenziali, nella seconda scopri che sono proprio queste dinamiche che ci vengono (quasi) imposte anche a noi trentenni ,, noi che forse sappiamo fin troppo bene dove vogliamo andare a parare ma non abbiamo le possibilità di farlo, e nemmeno di esprimerlo a parole. Ho recuperato a poco a poco le vostre molto interessanti recensioni che riescono nell’intento di riuscire a scavare nel profondo (cosa non di poco conto) di questa patina macchiettistica (i nudi della protagonista, l’egocentrismo imperante, il sesso a gogò, ecc..) ,, ma cosa vogliono davvero questi protagonisti (boys and girls) ,, vogliono davvero sfondare? ,,e poi cosa vuol dire “sfondare”? ,, potrei cadere nel volgare e dire quello che Adam fa con la bella Shiry Applelby (o come cavolo si chiama) ,,che qui rappresenta la normalità?, la ragazza della porta accanto?, la “girls” degli altri telefilm? ,,il bello di questa serie sono proprio tutte queste domande lasciate senza risposta ,, o forse tutti possiamo dare una nostra risposta? ,,bio,,e torna il concetto di “sfondare” usato come sinonimo di “arrivare” ,,,che vorrà mai dire? Avere successo nella vita o avere una vita degna di questo nome? Avere un improvviso successo con una stupida app come Charlie o trascinarsi onestamente come fa Ryan? ,,sono troppo di parte, lo so ,, ma a me sta serie suscita queste banalità ;D ,,a guardare poi la scrittrice/protagonista di recente mi son chiesto cosa/di cosa/come scrive ,, forse mi son perso qualcosa ,, allora mi son detto: non è che forse l’aspetto comune tra Hannah e Lena sia proprio la scrittura? ,,intelligente, dinamica, ironica, frizzante, sconclusionata, perspicace, allusiva ,, e qui giunge il maleficio di cui non ho letto ,, i compromessi che la società ci impone (da sempre) per vivere?/sfondare? ,, scrivere about “la mia vita (sessuale) in spalla”?? Seriously? ,,,forse non è poi così fuori luogo il paragone tra Hannah e Amy, preso atto che la seconda l’ho amata dal primo all’ultimo minuto :D

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