terminator the sarah connor chronicles doppio schermo serialmente

Ci sono quelli che la tv è meglio del cinema, e quelli che il piccolo schermo non sarà mai come una sala con dolby surround. Quelli che hanno smesso di guardare film perché guardano troppe serie e quelli che usano ancora l’aggettivo “televisivo” come segno di disprezzo. Quelli che le serie sono il futuro e il cinema è morto, e quelli che restano scettici pure davanti a Mad Men. Ma grande e piccolo schermo sono legati a doppio filo, non solo perché sempre di audiovisivo si tratta, ma perché storie, registi e attori ormai migrano dall’uno all’altro come in un unico grande flusso. In questa nuova rubrica, gli amici di Mediacritica.it ci raccontano i film che fanno da punto di contatto: quelli da cui sono state tratte delle grandi serie e quelli che invece dalle serie sono nati. Oggi parliamo di Terminator, venite con noi se volete vivere!

DAI FILM ALLA SERIE

I FILM DI CAMERON. Terminator, ridotto ai minimi denominatori, alla fin fine è una fiaba. C’è la bella in pericolo, c’è il mostro assassino, c’è il cavaliere senza macchia e paura che dona la vita per salvarla. E’ tutto il resto che rende memorabile il secondo film di James Cameron: computer avanzatissimi che in un futuro prossimo diventano autocoscienti e dichiarano guerra alla razza umana, ostacolati unicamente dal carismatico leader della resistenza, John Connor. Che non riescono a eliminare, tant’è che sviluppano una macchina del tempo per rimandare negli anni ’80 la più micidiale delle loro armi da guerra, il T-800, golem dall’endoscheletro di metallo ricoperto di carne umana, per ucciderne la madre, Sarah, prima ancora che lo concepisca. Ma dal futuro arriva anche l’umano Kyle Reese, col compito di proteggerla dall’“organismo cibernetico”: non solo la salva distruggendo il T-800 (a costo della vita), ma tra una sparatoria e l’altra riesce pure a metterla incinta, divenendo di fatto il padre di quello stesso John Connor che lo ha rispedito indietro nel tempo. Geniale. Assolutamente geniale. Aggiungete poi un attore dalla perfetta faccia di legno come Schwarzenegger a impersonare il T-800, impreziositelo con i pazzeschi effetti speciali del maestro Stan Winston (per i tempi, il 1984), avvolgete il tutto con una colonna sonora epica (di Brad Fiedel) e il cult è fatto.

Ma la vera bomba è il seguito, Terminator 2 – Il giorno del giudizio (1991). Fanculo la fiaba, fanculo i paradossi temporali: tutto è azione, tutto è movimento, tutto è distruzione, lo spettacolo prima di tutto. Ed è uno spettacolo che tuttora ha ben pochi rivali, che continua ancora oggi a fare scuola, a cominciare dagli effetti speciali rivoluzionari (come il morphing) che a venti e passa anni di distanza fanno sembrare le tanto decantate tecnologie 3D di Avatar una robetta. Dieci anni dopo i fatti del primo film, le macchine inviano nel passato un nuovo Terminator per uccidere John Connor adolescente. Ma il Connor del futuro invia a sua protezione il vecchio T-800, catturato e riprogrammato, mentre Sarah cerca di eliminare gli informatici responsabili della creazione di SkyNet, il supercomputer che dichiarerà guerra alla razza umana. Il ribaltamento dei ruoli funziona alla grande: Schwarzenegger questa volta “buono” – con conseguente spaesamento iniziale dello spettatore -, la bella da salvare che in realtà è il giovane Connor, e Sarah che diventa la vera protagonista nella parte del cavaliere senza macchia e paura, tostissima donna-guerriero evoluzione della Ripley di Aliens – Scontro finale (1986, sempre di Cameron). E poi c’è lui, il T-1000, uno dei villain più terrificanti della Storia, Terminator fatto di metallo liquido in grado di riprodurre perfettamente ogni cosa e persona, quasi indistruttibile e dotato pure di un inquietante humor nero. Terminator 2 è senza dubbio un film “epocale, e quindi imperdibile”, come dice anche Paolo Mereghetti… e come dargli torto?

LE MACCHINE RIBELLI E SALVATION. Si sa, la macchina hollywoodiana è specialista nello sfruttamento di ogni qualsivoglia idea redditizia. La saga di Terminator non è da meno, ed ecco che nel 2003 vede la luce Terminator 3 – Le macchine ribelli, per la regia dell’onesto artigiano Jonathan Mostow. Sinceramente, non se ne sentiva il bisogno. John Connor è un solitario sbandato di 22 anni, traumatizzato dalla morte per cancro della madre. E’ convinto però di aver eliminato i responsabili della creazione di SkyNet, e quindi di aver scongiurato sul nascere la guerra futura con le macchine. Niente di più sbagliato: altri hanno costruito il supercomputer, e a pochi giorni dall’inizio dell’apocalisse giungono dal futuro due Terminator, il solito T-800 (qui T-850, minimamente migliorato) a fargli da guardia del corpo, e una Terminatrix (T-X), Terminator donna tecnologicamente superiore dagli ovvi propositi assassini. Tra i suoi bersagli però non c’è solo John, ma anche altre persone che nel futuro diventeranno suoi luogotenenti, compresa Kate Brewster, che addiritura lo sposerà. Si sente l’assenza di Sarah Connor, tutti i soldi del budget sono andati in scene di inseguimento automobilistico tra le più distruttive di sempre (belle, per carità, ma niente di memorabile), Swarzy (nell’ultimo ruolo prima di diventare “Governator” della California) parla troppo con effetti involontariamente ironici, il John Connor ventenne risulta un immenso idiota (l’interpretazione di Nick Stahl non aiuta per niente) e in confronto al T-1000 la Terminatrix pare un ferrovecchio pronto alla rottamazione. All’interno della saga, Le macchine ribelli è un film piuttosto inutile, una sottospecie di copia/incolla di Terminator 2 senza un briciolo della sua atmosfera, anche se dall’ottimo successo commerciale (non tanto in patria, piuttosto nel resto del mondo), e pure benedetto dall’approvazione di Cameron.

Intanto, mentre vedeva la luce la serie The Sarah Connor Chronicles (spenta in breve tempo, come vedremo), viene sviluppata l’idea di una nuova trilogia, incentrata sulle gesta del John Connor del futuro, in guerra con le macchine in una America post-atomica: il primo capitolo, Terminator Salvation, per la regia di McG, esce nelle sale nel 2009, e ricordo che il mio primo commento, uscito dal cinema, è stato “beh, poteva andare peggio”. Estremamente debitore dell’estetica da videogame (la sequenza della battaglia iniziale pare una schermata di Call of Duty 4), roboante e fracassone, ha svariate pecche (Connor/Christian Bale sempre sbraitante; il personaggio di Marcus, Terminator con un cervello umano in crisi d’identità, buona idea sviluppata nel più banale dei modi…), ma si collega perfettamente all’universo creato da Cameron, con l’introduzione di nuove macchine assassine e un corretto sviluppo della timeline della saga. E poi diciamocelo: che chicca quando nel finale compare il prototipo del T-800 con le fattezze di Schwazy, ricreato sostituendo il volto del culturista Roland Kickinger con quello dell’ai tempi ancora Governator Arnold!

TERMINATOR: THE SARAH CONNOR CHRONICLES. Una delle grosse pecche di Le macchine ribelli era l’assenza di Sarah Connor e della sua magnifica interprete Linda Hamilton, tant’è che nel giro di pochi anni (primo annuncio su Variety nel novembre 2005), si comincia a parlare di una serie incentrata sulle gesta della madre-guerriera dopo gli eventi di Terminator 2, tralasciando quanto successo in Terminator 3 e sviluppando una nuova linea temporale. Prodotta da C2 Pictures (e in particolare da Andy Vajna, Mario Kassar e James Middleton, già responsabili di Terminator 3) assieme alla Warner Bros. Television e alla Fox, il pilot di The Sarah Connor Chronicles (sceneggiato da Josh Friedman e diretto da David Nutter) viene trasmesso il 13 gennaio 2008, e a quanto scritto su Wikipedia, è stato visto da 18 milioni di spettatori, risultando uno dei migliori debutti telefilmici degli ultimi anni. In effetti, come pilot non era niente male. Siamo nel 1999, e Sarah Connor (un’accettabile Lena Headey), si sposta continuamente con il figlio quindicenne John (un buon Thomas Dekker) per gli Stati Uniti d’America, cambiando costantemente identità per sfuggire all’agente del FBI James Ellison, che le dà la caccia credendola responsabile dell’omicidio dello scienziato Miles Dyson avvenuto nel finale di Terminator 2. Sulle loro tracce però compaiono anche due Terminator, un T-888 detto “Cromartie”, e un nuovo modello femminile non ben precisato, chiamata Cameron (una stupefacente Summer Glau). Il primo cerca di abbattere John, la seconda è lì per difenderlo, e lo fa sfruttando una primitiva macchina del tempo, con la quale “saltare” nel 2007 assieme ai suoi protetti. Peccato che a “saltare” sia anche Cromartie, seppur pesantemente danneggiato…

Nei nove episodi della prima stagione, Sarah, John e Cameron si dedicano alla ricerca di indizi per capire chi ha costruito SkyNet e distruggerlo una volta per tutte, scoprendo che la battaglia per il futuro non riguarda solo loro, e che i due Terminator non sono gli unici a essere tornati indietro nel tempo. Si uniranno anche a Derek Reese, fratello di Kyle e zio di John, anch’egli ritornato per aiutare a distruggere SkyNet sul nascere. Intanto, Cromartie riesce faticosamente ad autoripararsi e riprende la caccia ai Connor. E fino a qui tutto bene: la stagione, seppur con alti e bassi, sviluppa personaggi complessi (come l’ambigua Cameron e il sospettoso Derek Reese) e lascia aperti abbastanza interrogativi per giustificare un interesse nella seconda stagione. Che invece manda (quasi) tutto in vacca.

Il primo dei ventidue episodi della seconda stagione va in onda l’8 settembre 2008, e mantiene comunque alta l’attenzione verso le gesta dei Connor, introducendo un nuovo personaggio, un T-1001 con le fattezze di Catherine Weaver (Shirley Manson, la cantante dei Garbage), presidente della ZeiraCorp, azienda leader del settore informatico. Ma col procedere degli episodi la trama principale si dilata, spesso si perde tempo in storie secondarie di relativo interesse, e anche la scrittura si fa sempre più banale e prevedibile. Ed è un peccato, perché certi temi meritavano maggior approfondimento, come il fatto che anche all’interno di SkyNet ci fosse una faida, con alcuni Terminator in contrasto con le scelte del supercomputer. Il tutto viene però lasciato a metà, forse perché, nelle intenzioni degli autori, questa era la base della terza stagione, ma la cosa non giustifica l’eccesiva quantità di episodi della seconda: anche il pubblico se n’è accorto, facendo precipitare gli ascolti e convincendo la Fox a chiudere baracca il 18 maggio 2009, poco prima dell’uscita nelle sale di Terminator Salvation, con il quale la serie non ha alcun collegamento. Peccato, perché The Sarah Connor Chronicles aveva i numeri giusti per rinnovare la saga di Terminator, e per un pelo quasi ci riusciva…

Extra

  • Terminator è stato inserito nel 2008 nella lista del National Film Registry statunitense, ente preposto alla conservazione di pellicole ritenute, per motivi vari, di particolare interesse. Nel 2001 l’American Film Institute (AFI) lo ha inserito al 42° posto nella classifica dei cento migliori film horror e thriller americani di tutti i tempi, mentre nel 2005 ha inserito la frase “I’ll be back” al 37° posto nella classifica delle 100 migliori citazioni cinematografiche di tutti i tempi;
  • Un pomeriggio, durante una pausa delle riprese di Terminator, Schwarzenegger andò in un ristorante al centro di Los Angeles per pranzare, ma quando entrò si rese conto troppo tardi che aveva ancora addosso il make up del Terminator T-800 con un occhio mancante e carne bruciata nell’orbita;
  • Terminator 2 – Il giorno del giudizio è stato inserito nel 2001, sempre dall’AFI, al 77° posto nella lista dei 100 migliori film horror e thriller americani di tutti i tempi, e nel 2005 ha inserito la frase “hasta la vista, baby” al 76° posto nella lista delle 100 migliori citazioni cinematografiche;
  • Schwarzenegger annuncia la sua presenza in Terminator 5, e lo fa nello show televisivo della Rai “I migliori anni” (!!!). Se riuscite a sopportare Carlo Conti che lo intervista, qui c’è il link…

Mattia Filigoi

Fin da bimbetto si diletta di fumetti, videogiochi e filmazzi splatter. Poi è cresciuto, ha deciso di sprecare qualche anno di vita per laurearsi al DAMS (specialistica e Master in critica compresi) e infine s'è ritrovato a sproloquiare di cinema su mediacritica.it e sul mensile cartaceo Nocturno. Tutto quello che sa lo deve a Frank Zappa, Alan Moore e John Holmes. Soprattutto John Holmes.

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Commenti
10 commenti a “Doppio schermo. Terminator & The Sarah Connor Chronicles”
  1. Laris scrive:

    Un anno fa ho visto i primi 2 film con l’intenzione di recuperare la serie, perchè avevo visto i voti delle recensioni (qui su Serialmente) ed erano abbastanza alti. Dai primi 2 film, però, non mi aspettavo granchè, per via di vaghi ricordi d’infanzia che mi avevano fatto credere per anni che fossero pellicole banali in cui si spara per 2 ore. Niente di più sbagliato…. li ho ADORATI. Forse più il primo che il secondo, e forse perchè avevo aspettative così basse che mi sono ricreduta completamente.
    Alla fine la serie la devo ancora vedere, LOL.

  2. Prusso scrive:

    Non ho mai visto la serie ma sono un accanito sostenitore dei due film di Cameron. Li considero due pietre miliari assolute del cinema di fantascienza soprattutto grazie alla storyline (che tutti poi in svariati modi hanno scopiazzato) e trovate originali (il T-1000 di lega polimetallico mimetica ndr) ma sono soprattutto gli effetti speciali avanti anni luce che hanno fatto in qualche modo la differenza (con Cameron al timone è ovvio).

    Detto ciò sono dell’idea che il franchise di Terminator avrebbe meritato più rispetto nei progetti successivi a T2. L’idea di base di T3 era anche carina (l’inevitabilità del conflitto) ma è stata sviluppata in modo tragicomico e in T Salvation non mi è piaciuto quasi nulla.

    Spero che i progetti futuri siano all’altezza dei due capostipiti della saga (è impossibile) ma è necessario che qualcuno sia in grado di ridare freschezza ad un franchise che ha ancora molto da dire.

  3. Firpo scrive:

    Stupendo Terminator. Un cult assoluto della fantascienza.

    Ho una grande pecca però, non ho mai visto Terminator 2…

    Il terzo era un film dimenticabile. Il sequel non ho ancora capito se mi è piaciuto o no.

    Del telefilm ho visto solo i primi episodi. Poi ricordo che Italai Uno l’ha spostato ed è finito nel (mio) dimenticatoio.

  4. Pogo scrive:

    L’unico vero “Terminator” (1984) è storia del cinema.
    La scelta della linea temporale è ridicola e la sceneggiatura un po’ debole, ma in compenso ci si diverte tantissimo.
    L’idea, invece, è geniale.

    Mai vista la serie (se è per questo nemmeno gli altri film, sono fermo al T2).

  5. Daniela G. scrive:

    insieme al fantasy, la fantascienza è il genere che mi annoia di più, solitamente la fuggo come la peste. E invece Terminator l’ho amato, amato e amato. Molto più il primo del secondo. La serie? all’inizio non mi piaceva, poi ha iniziato a farmi seriamente schifo, quindi ho smesso.

  6. klatu scrive:

    Per me esiste solo il primo Terminator. Con le sue pecche logiche aveva una urgenza, una forza e un realismo che poi sono del tutto spariti. Il secondo era un bel Meh (Schwarzy buono? Ma dai!) e il resto non l’ho visto e credo di non aver perso niente. Ma il primo, fatto con pochi soldi, è un vero gioiellino.

  7. Francesco Erneli scrive:

    The Sarah Connor Chronicles è uno dei più bei telefilm mai realizzati. Peccato sia stato cancellato.

  8. Firpo scrive:

    Non avevo mai pensato a Terminator come a una favola con la bella da salvare, anche perchè per me è più un “non nato” da salvare.
    Terminator ha dentro un pò tutto: un mondo post-apocalittico dominato delle macchine, l’umanità da salvare, un uomo destinato a far la differenza (non esattamente un prescelto, ma quasi), il viaggio nel tempo, il paradosso temporale, i combattimenti, l’azione, una storia d’amore e uno Schwarzenegger mai così in parte. Il tutto è mescolato in maniera geniale ed è la dimostrazione che non è necessario avere un grosso budget se si hanno le idee giuste e si sa come realizzarle.
    Ho amato così tanto Terminator ai tempi, da non aver voluto vedere il secondo per paura diventasse troppo action a discapito della storia (si sa come fa i film Cameron, se gli danno i soldi spacca tutto…).
    Gli altri due li ho visti perchè usciti in altra epoca (anche altro secolo) e l’amore oltranzista per il primo film era già stato ridimensionato.
    Mi ha deluso molto in Terminator Salvation la figura così ben poco mitica di John Connor: a vederlo in azione non si capisce che avesse di speciale da poter fare la differenza e creare tutto il putiferio dietro la sua figura.

  9. rugio80 scrive:

    t1 e t2 sono capolavori della storia del cinema. per motivi diversi, e nell’articolo sono stati riassunti molto bene, e sono tra loro (secondo me) molto diversi nella trama. anzi, dirò di più: t1 a livello di trama condivide molte più cose con aliens che con t2. cameron, dopo il t1, è stato chiamato a fare aliens e ci mette dentro tutto quello che aveva decretato il suo successo: il ruolo leader assegnato alla donna (il primo alien era un film non concepito per una saga, ripley è l’unica salva “quasi” per caso, e la weaver non era nemmeno il primo nome nei credits del film); il massiccio uso delle armi, con personaggi convinti che un proiettile possa fermare qualunque cosa (l’alien perfetto del primo film ora si può uccidere crivellandolo di proiettili? ma dai); l’umanità che sovrasta sempre e comunque tutto il resto (che siano alieni o macchine).

    detto questo, e ricordando la genialità dell’idea di terminator, voglio chiedervi: conoscete un b-movie chiamato “Cyborg 2087″? cercatelo su imdb, è del 66, e la trama riportata da mymovies è la seguente: “Nel 2087 un’elite governa il mondo imponendo alle classi subalterne la più cieca obbedienza. Capace di controllare il popolo e di indirizzarne la volontà, il potere fa affidamento sui cyborg, metà uomini, metà macchine. Un gruppo di dissidenti riesce però ad impadronirsi del cyborg Garth A7 e mette in atto un piano disperato. Grazie all’avanzatissima tecnologia, il cyborg viene inviato indietro nel tempo per distruggere il lavoro del professor Marx – una macchina capace di controllare la mente umana – principale responsabile dell’avvento del regime totalitario. Il piano di Garth A7 è però scoperto e sulle sue tracce partono due cyborg determinati ad ucciderlo.”. ecco, in questo sconosciuto film pure di scarso successo, ci sono entrambe le componenti fondamentali della genialità di terminator: un viaggio indietro nel passato, per salvare qualcuno (t1), ed il cyborg mandato indietro per salvare l’umanità e che dovrà lottare contro dei suoi “simili” (t2).

    riassumendo, onore a cameron per quel che ci ha dato. ma pur riconoscendogli grandissime capacità, sono convinto che l’originalità non sia fra queste. ad “avatar” è “balla coi lupi” nello spazio/futuro: il soldato emarginato mandato ai confini del mondo conosciuto in mezzo agli ostili, fraternizza, si innamora, cambia idea, combatte contro le sue origini. non dico il finale, ma tant’è.

    il tutto imho e senza voler offendere le opinioni di nessuno…

  10. TheLatnok scrive:

    Volevo segnalare una particolarità ossia il finale della serie tv che senza spoilerare possiamo dire che si incastra perfettamente nella Storyline Per Cui Almeno Lo Sforzo di Finire decentemente l’hanno fatto

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