Bates Motel - 1x01 - First You Dream, Then You Die

Bates Motel – 1×01 – First You Dream, Then You Die

L’abbiamo già visto altre volte. Lo chiamano prequel, è una fanfiction. Stessi nomi, tema e svoglimento completamente diversi. Non hanno veramente intenzione di approfondire, far luce, aggiungere alcunché, anzi, meno ci prendono meglio è: posso tirarla più per le lunghe, così.
Questo non significa che non ce li si possa godere, ma ho imparato che prima ci si dimentica dell’originale meglio è — la qual cosa, nel caso di Bates Motel, esonerarlo dal confronto con uno dei più grandi e importanti classici della Storia del Cinema, è probabilmente il favore più grosso che gli si possa fare.

L’importante, alla fine, è conoscere la storia per sommi capi. In Psycho, Norman Bates è un 40enne con personalità multipla e qualche problema con la figura materna, che ammazza le tipe e impaglia gli animali. In Bates Motel ci viene presentato come un adolescente sensibile che dice grazie e per favore e non farebbe male a una mosca. La A&E intende raccontarci cosa è successo in mezzo, avvalendosi della partecipazione di Vera Farmiga nel ruolo di Mother Bates e dell’autore di Lost che non è Lindelof nel ruolo di “guardate, un autore di Lost!”.

Nel momento in cui lo conosciamo Norman Bates ha 17 anni, un difetto di pronuncia che sparisce magicamente dopo la sigla (si vede che in writing room si sono detti “ok strano, ma non strano sgradevole”) e un guardaroba fatto solo di maglioni del 1950. Suo padre è morto all’inizio dell’episodio, schiacciato, come spesso accade, dal peso di uno scaffale di 3 chili, sua madre — Norma Bates — ha scritto INCESTO a caratteri cubitali sulle cosce sempre scoperte. Sei mesi dopo il fattaccio Norma & Norman si sono trasferiti in uno dei tanti buchi di culo della provincia americana per gestire un motel decrepito sul lato sbagliato della cittadina sbagliata.

Non è facile per Norman adattarsi alla nuova vita: esce di casa ed evita per un soffio di essere violentato dal cast di Spring Breakers ma vestite. Va a scuola ed evita per un soffio di essere violentato da una professoressa. Torna nella sua casa senza tende ed è costretto a guardare Vera Farmiga che si cambia davanti alla finestra. Un inferno interrotto troppo presto dall’ingresso in scena di un ubriacone che appena inquadrato mi ha subito fatto pensare “ecco il vicino di casa burbero ma dal cuore d’oro che fungerà da figura paterna sostitutiva per Norman”, e invece era solo l’ex padrone del motel, arrabbiato perché la banca gliel’ha portato via (feel the attualità! Feel the crisi!) e desideroso di farla pagare ai nuovi proprietari.

Ironicamente, l’unico effettivo stupro dell’episodio avviene ai danni di Norma, aggredita nel cuore della notte dal bruto in questione mentre Norman è sgattaiolato fuori di nascosto per andare a un party. Non sono sicuro di aver capito che tecnica abbia usato il bruto, visto che quando viene tramortito ci fanno vedere chiaramente che ha ancora su le mutande ma, ehi, è lo stesso una roba parecchio spiacevole da guardare e di certo non siamo portati a versare una lacrima quando Norma gli fa un nuovo set di buchi per l’aria con un coltello da cucina. Commesso il fattaccio, Norma solleva alcuni ottimi punti sul perché non bisognerebbe avvisare le autorità (Who is gonna book a room in the rape/murder motel?) e così, nonostante la reticenza di Norman e l’intrusione di due poliziotti ficcanaso, il corpo del tizio finisce prima in una vasca da bagno e poi, notando che non passava per lo scarico, in fondo al lago.

Come si ripercuoterà questo sulla psiche di Norman? Come si evolverà il già complicato rapporto con la madre, ora che sono complici in un crimine? E sarà mai possibile per Norman emanciparsi da lei, ora che a tormentarlo ci sarà anche il senso di colpa per non averla salvata in tempo?

Sono tutte domande di cui sappiamo già la risposta, ed è questo il problema di Bates Motel. Non tanto l’impossibilità di creare suspense (non che non ci provino lo stesso: quanto era noiosa la scena del poliziotto nel bagno? Come se i due protagonisti potessero venire scoperti e finire in prigione al primo episodio!) data una storia la cui inevitabile evoluzione è già stranota, ma il fatto di non essere in grado di porre domande più interessanti di queste, di non riuscire ad andare un po’ oltre il bigino degli stereotipi sui serial killer con un rapporto morboso con la madre. E con un bagaglio di simbolismi poco più sottili di un autotreno.

Norman è solo in un mondo di donne, affascinanti e allo stesso tempo spaventose, gli uomini non esistono (il padre, morto, non viene neanche inquadrato in faccia), e se esistono sono nemici (il bruto che violenta Norma, il maschio alfa a scuola con la faccia di chi non vede l’ora di appenderti per le mutande all’asta della bandiera perché hai guardato negli occhi la sua ragazza); il sangue che non si lava via; il ragazzo solo in mezzo alla gente con i Radiohead di sottofondo; o tutto l’immaginario da fidanzatini riversato su Norman e sua madre: lei che si mette in posa da pin-up per lui, la cena a lume di candela, la gita in barca al chiaro di luna… Geez, lasciatene qualcuna anche per i prossimi episodi!
Non fa impazzire neanche la scelta di ambientare la vicenda in un’America volutamente, irrealisticamente arretrata, priva di indicatori temporali precisi per attenuare lo scarto tra gli anni 50 e i giorni nostri, salvo mettere iPhone in mano a mezzo cast dal minuto 7: la tecnologia entra sgradevolmente e a gamba tesa in un mondo fermo al giradischi e ai televisori in bianco e nero infrangendo l’atmosfera e la sospensione dell’incredulità per un po’ di product placement.

Pollici su almeno per gli attori. Vera Farmiga offre un’interpretazione convincente per una Norma possessiva e castrante in modo folle prima che odioso (proibire a Norman di uscire con le ragazze per il gusto di. Win!), e poi odioso, mentre Freddie Highmore, protagonista più di nome che di fatto, spettatore per il momento solo passivo di tutto ciò che gli accade, sembra aver trovato, senza voler fare paragoni impossibili con Anthony Perkins, il giusto punto d’incontro tra inoffensivo e creepy, tra mammone e disadattato. Poco si può dire degli altri, che orbitano attorno ai due come sagome di cartone, anche se mi manda delle vibrazioni positive Olivia Cooke, la ragazzina con i tubi nel naso, ma solo perché ha i tubi nel naso e i crazy eyes.

Insomma, è ovvio che c’è della gente capace all’opera, ma uno sforzo di immaginazione in più non avrebbe ucciso nessuno. Invece tutto sa di già visto, si può prevedere ogni sviluppo con mezzora di anticipo; un’origin story priva di potenziale (le origini di Norman sono in fin dei conti già spiegate in Psycho, non c’è veramente molto da aggiungere), un teen drama ben realizzato ma la cui unica freccia al proprio arco sembra la dramatic irony. Desperate Housewives versione teen, o Pretty Little Liars with some actual killing.
Poi, certo, se mi venite a dire che è comunque meglio di The Following posso solo darvi ragione. Ma è come dire che è meglio di prendersi un pugno in faccia, ma perché dovreste volervi prendere un pugno in faccia in the first place?

Meh!

L’angolo del “il cancro del nuovo secolo è la trama orizzontale col mistero”.
E così il Bates Motel ha dei segreti. Che sorpresa. Lo dice l’ex proprietario, due volte, e lo conferma il fatto che sotto un tappeto Norman trovi un hentai autoprodotto, fumettino che scopriamo essere, a fine episodio, la cronaca di qualcosa che è successo (e sta succedendo) veramente: una ragazza (o più ragazze?) tenuta da qualche parte contro la sua volontà, drogata e vittima di abusi vari. Ma dove? Chi sono i suoi carcerieri? E cosa ha a che fare questo con il motel e la casa sulla collina? Bah.

L’angolo del secondo me è stata Norma ad uccidere il marito.

  • All’inizio dell’episodio Norman, appena sveglio, appare disorientato e fa fatica a camminare dritto: che sia stato drogato? Questo spiegherebbe come mai solo in quel momento faccia fatica a parlare.
  • Norma dovrebbe essere sotto la doccia, al momento del fattaccio, ma ci viene mostrato chiaramente che la cena è sul fuoco e il ferro da stiro è acceso.
  • Esattamente cosa ha ucciso il padre di Norman? Uno scaffale? Sul serio?
  • Alla notizia che è successo qualcosa al marito, Norma si allaccia l’accappatoio con estrema lentezza e poi fa una faccia, come dire, da SÌ LO SO PERCHÉ L’HO USCCISO IO

L’angolo del I see what you did there, ovvero delle citazioni a Psycho che non dovete leggere se non volete spoilerarvi Psycho, che in fin dei conti è un film uscito poche settimane fa, è chiaro che non tutti hanno avuto il tempo di vederlo.

  • Norma uccide il suo aggressore con un coltello da cucina; in Psycho sarà la “sua” weapon of choice.
  • L’omicidio più iconico di Psycho avviene in una doccia; qui in una doccia viene nascosto il cadavere dell’aggressore.
  • Cadavere che poi viene gettato nel fiume; in Psycho Norman nasconde le sue vittime in fondo a una palude.
  • Norma potrebbe aver ucciso il marito (posto che sia davvero andata così) avvelenandolo per farlo sembrare un incidente; sarebbe lo stesso modo in cui Norman ucciderà Norma.
  • In Psycho l’azione inizia a Phoenix, in Arizona, per poi spostarsi in California, dove si trova il Bates Motel; nella serie il motel si trova nella località fittizia di White Pine Bay in Oregon, mentre sono Norma e Norman a venire dall’Arizona.
  • Non mi risulta invece (però non ho letto i libri, né visto gli imbarazzanti sequel) che Norman abbia un fratello, tale Dylan; in tal caso si tratta di un’invenzione della serie.

Stiamo parlando di pilot e premiere anche su twitter, con l’hashtag #episodi01. Seguite @Serialmente (se siete parte di quei cattivi che ancora non lo fanno) e scriveteci cosa ne pensate!

Andrea D.

Ex artista, ex supereroe, ex allenatore dei Los Angeles Lakers. Scrive su Serialmente da parecchio tempo.

42 Comments

  1. Io invece non sono d’accordo sul nucleo di questa serie. Ho trovato molto precisa e azzeccata la rielaborazione del rapporto Norma-Norman in questo misto tra senso di colpa, codipendenza, senso del dovere e solitudine che evita invece la facile ricaduta nel principio “la repressione sessuale genera mostri”, forse in questo aiutato nella scelta di smarcarsi dagli anni 50 e adottare una temporalità presente. E i due lead poi sono strepitosi, la Farmiga eccezionale. E’ ovvio che non c’è niente di nuovo, o di diverso o che non sapessimo già o potessimo immaginare, ma non credo che questo debba automaticamente affossare una storia o toglierle la possibilità di essere raccontata. E considerando quanto visto in questo pilot per il momento questa possibilità se la sono guadagnata.
    Poi certo, il contorno è ancora da capire, soprattutto per quanto concerne la questione “i misteri di paese”, o il tempo presente che non è poi così presente, elementi che col tempo potrebbero mandare tutto facilmente in vacca, però il nucleo centrale è così forte che ora come ora chi se ne frega.

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  2. Quoto con estremo fervore tutta la recensione. E’ stato un prodotto incredibilmente imbarazzante dove l’unica cosa che ho trovato piacevole è stata l’interpretazione della Farminga e di Highmore; una noia che si taglia col coltello, tanto per restare in tema.
    Una regia imbarazzante, una trama imbarazzante ed una scenografia imbarazzante: non hanno neanche spostato un mobiletto rispetto all’originale! Faticare no, eh? Che non mi si venga a dire che è citazionismo perché sono cazzate.
    L’unica cosa che m’è piaciuta veramente è stata l’interpretazione disturbata di Norma che impone la sua personalità malata a Norman inducendolo a rinunciare all’atletica mentre gli firma il permesso; roba che un qualsiasi ragazzo avrebbe mandato a quel paese la madre e che la Farminga ha reso sottilmente creepy. Applausi!

    Per quanto riguarda gli angolini:

    – L’angolo del “il cancro del nuovo secolo è la trama orizzontale col mistero”: cioè, ma siamo seri? Appena ho visto l’hentai mi sono chiesto ‘cioè? vorresti dirmi che qualcuno s’è autoprodotto quello e poi l’ha messo – non si sa come – a centro di stanza sotto la moquette incollata al pavimento? E quindi? Per finire alla scena in cui si mostra che il tizio esiste e pensare ‘si, vabbé!’

    – L’angolo del secondo me è stata Norma ad uccidere il marito: secondo me? Mai pensato secondo me per un attimo. M’è venuto il dubbio che fosse un mistero solo leggendo la recensione; ho immediatamente pensato che fosse stata Norma e l’ho accantonato come prologo atto a mostrarci la personalità disturbata di lei e la futura dipendenza di lui. Stop. Ora scopro che forse, purtroppo, potrebbe esserci un retroscena. Tremendo.

    – L’angolo del I see what you did there: hai detto tutto, aggiungo solo che mi gioco le palline che la serie finirà (se mai arriverà ad un finale) con l’uccisione di Norma da parte di Norman. Vado a sensazione (mica troppo date le premesse), eh, mica è uno spoiler.

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  3. Concordo, su tutto.
    Credo di aver lanciato un gigantesco WTF durante la scena della fermata dell’autobus quando il giovane Norman viene letteralmente accerchiato per una gang bang al contrario. Cose che capitano tutti i giorni, sopratutto agli sfigatelli che se ne stanno con le cuffiette ad aspettare il bus.

    Il vero problema del pilota, secondo me, non è tanto la sospensione dell’incredulità (set anni 50, maglioni anni 50, televisori anni 50 e poi BUM iphone) quanto il volerci sbattere per forza sotto gli occhi il rapporto malato di Norman/Norma già dal pilota. Insomma, la storia la sappiamo tutti, si poteva CERCARE di essere un po’ più subtle o quantomeno di tagliare un paio di scene da fidanzatini.

    Le premesse del pilota per ora mi fanno promuovere lo show con un 6+ (tutto merito dell’interpretazione della Farminga). Vediamo un po’ come evolve.

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  4. Recensione molto divertente, di cui quoto praticamente tutto. Ma difetti a parte, la cosa che mi fa piu’ pensare e’ il fatto che nel complesso ho trovato l’episodio alquanto noioso (credo di essermi addormentato almeno una volta). Che poi, io affronto sempre la sospensione dell’incredulita’ con uno spirito propositivo, ma la noia proprio no! Gli daro’ ancora un paio di episodi poi vedremo…

    Momento WTF: io ero convinto, ma proprio convinto convinto, che essendo un “prequel” (con tutte le virgolette del caso) di Psycho, la serie fosse ambientata negli anni ’50 o giu’ di li’. Non vi dico lo stupore quando ho visto comparire un iPhone. Ho avuto un momento di crisi temporale alla Lost. Anche perche’, per quale assurdo motivo mi fai vestire i personaggi come in Mad Man se poi dopo 10 minuti mi sfoderi un luccicante iPhone? no sense!

    Off-topic. Visto che lo hai citato mi sento in dovere di chiderlo: perche’ non recensite piu’ quel capolavoro incompreso di Pretty Little Liars? Credo che la tua recensione del pilot sia al numero uno della mia personale lista dei migliori recap! Vi prego fatemi felice!

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  5. Giovanni Di Giamberardino ha scritto:

    Io invece non sono d’accordo sul nucleo di questa serie. Ho trovato molto precisa e azzeccata la rielaborazione del rapporto Norma-Norman in questo misto tra senso di colpa, codipendenza, senso del dovere e solitudine che evita invece la facile ricaduta nel principio “la repressione sessuale genera mostri”, forse in questo aiutato nella scelta di smarcarsi dagli anni 50 e adottare una temporalità presente. E i due lead poi sono strepitosi, la Farmiga eccezionale. E’ ovvio che non c’è niente di nuovo, o di diverso o che non sapessimo già o potessimo immaginare, ma non credo che questo debba automaticamente affossare una storia o toglierle la possibilità di essere raccontata. E considerando quanto visto in questo pilot per il momento questa possibilità se la sono guadagnata.
    Poi certo, il contorno è ancora da capire, soprattutto per quanto concerne la questione “i misteri di paese”, o il tempo presente che non è poi così presente, elementi che col tempo potrebbero mandare tutto facilmente in vacca, però il nucleo centrale è così forte che ora come ora chi se ne frega.

    Concordo pienamente. Chiaro è ancora tutto da vedere, ma sinceramente mi è sembrato un prodotto ben fatto, anche per la cura di regia e fotografia, oltre che per la bravura dei due protagonisti. Unica stortura per quanto mi riguarda è la presenza di Nestor, che mi distrae con la matita agli occhi e mi infastidisce come attore. Saprà anche di già visto, ma almeno ci si sogno impegnati, a differenza della boiataconkevinbacon. Per ora mi ha incuriosito e continuerò a seguirlo.

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  6. Non mi trovo d’accordo e trovo questa recensione onestamente molto prevenuta nei confronti della serie. Secondo questo criterio dovrete anche massacrare Hannibal tra due settimane, vi aspetto al varco! :D

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  7. Troppi momenti “meh” in questo pilot, a partire dalla morte del padre (con la madre per nulla sorpresa, manco per finta), liquidata in fretta e furia. La scelta temporale mi è sembrata già uno scarto di troppo. Voglio dire, perché non fare allora una serie che semplicemente “richiama” (anche pesantemente) Psyco, lasciando così libertà di manovra anche sul destino dei personaggi? Mi auguro comunque che l’intento sia proprio questo, non un prequel, bensì una versione pesantemente rivista della famosa storia.
    Non so se la guarderò comunque, perché questo pilot ha già troppi difetti, ovvero tutti quelli che avete già evidenziato.

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  8. Setteditroppo 25 marzo 2013 at 12:38

    Da appassionato del genere horror non potevo perdermi questo pilot. Ero molto curioso anche perché non sapevo quasi nulla di come si è arrivati a questa serie, gli autori, l’idea che ci stava dietro, gli attori. Io non parto mai prevenuto. Per me si può fare il prequel di qualsiasi cosa, non c’ è nulla di sacro o da sacralizzare nel regno della finzione. Conta però come viene fatto, eccome se conta.
    Per me questo pilot è deludente e merita un voto non positivo come il MEH! dato dalla recensione. Ma anche per altri motivi. Io mi aspettavo che si spingesse di più sul pedale horror/thriller. Mi aspettavo un’atmosfera molto diversa, più opprimente, più disturbante, più torbida. Non me ne frega niente quando è ambientato, non è importante. Ma qui non c’è uno stile, non c’è una regia. Non c’è l’orrore nemmeno del rapporto incestuoso. Non si osa manco di striscio. Mi pare si voglia far leva molto sulle parole, sui bla bla quando bastano degli sguardi, dei primissimi piani, è tutto troppo elementare.
    Io vedrò il prossimo ma se continua così lo abbandonerò, pronto a riprenderlo se le recensioni che seguiranno cominceranno a promuoverlo.

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  9. La recensione è fantastica XD E sposo completamente il commento di Liliana (sposo anche lei, se vuole ;D): non riesco a descrivere il fastidio ogni volta che la scrittura metteva l’ennesima sottolineatura a una roba che non avrebbe dovuto essere sottolineata per niente. C’era una cosa soltanto che andava sottaciuta, lasciata intuire, imboccata piano piano al lettore, ed era quanto profondamente morboso e disturbato fosse il rapporto fra Norman e sua madre, ovvero l’unico punto di reale interesse di tutta la serie. Perché, come è stato giustamente evidenziato da tutti, dei “misteri” stile thriller non può fregarcene di meno – chi abbia ucciso il padre, se il cadavere dello stupratore verrà mai trovato, chi è la ragazza nello scantinato e chi la tiene prigioniera… srsly, CHI SE NE FREGA -, tutto quello che volevamo sapere dalla serie era “verso quali abissi di malattia mentale si lancerà il rapporto fra Norma e Norman?”. Era l’unica cosa che andava dipanata pian piano con l’avanzare degli episodi, e invece gli autori hanno deciso di piazzarla lì al chiaro di luna con le freccine colorate e gli evidenziatori al neon per sottolinearla il più possibile. You had one job, sceneggiatori. One job.
    Comunque a me nel complesso non ha fatto schifo, il secondo lo guarderò, ma da lui dipenderà il mio desiderio di guardare il resto, per cui vedremo.

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  10. Per niente d’accordo con la recensione ma perfettamente d’accordo con Giovanni: ben fatto, recitato da Dio (la Farmiga riesce ad essere sexy e “strana” nello stesso tempo con una facilità impressionante) e non vedo l’ora di vedere il prox. (OT Ovviamente non sono per niente d’accordo su The Following: io l’adoro. Ma qualcuno,a proposito di orrori televissivi si ricorda di un certo Revolution, no così tanto per dire?)

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  11. L’episodio secondo me è stato abbastanza terribile (il finale con la tizia drogata? WTF e non è neanche tanto improbabile che sia nascosta in soffitta o sotto il pavimento di una delle stanze -_-), ma una delle poche cose che mi sono piaciute, a parte l’interpretazione dei protagonisti, è stata proprio l’aver inserito due “linee temporali” all’interno della storia: in una Norma e Norman sono bloccati in un sistema di valori rigido e castrante che più si confà anni ’50 che ai giorni nostri (e quindi giù di auto d’epoca, giradischi, tv in bianco e nero, arredamento e vestiti dell’epoca), mentre quando Norma non c’è, l’ambiente intorno a Norman si fa subito più libero e aperto, quindi più moderno (da cui la cabrio, l’iPhone, la tizia con la malattia cronica che va comunque a scuola, le luci ridicole da rave party alla festa…). Come simbolismo non sarà molto sottile, ma mi è sembrata di gran lunga l’idea più interessante del pilot.

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  12. @ jackson1966:

    Io devo ancora capire se parliamo delle stesse serie TV…

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  13. Lisa C. ha scritto:

    tutto quello che volevamo sapere dalla serie era “verso quali abissi di malattia mentale si lancerà il rapporto fra Norma e Norman?”

    Amen sorella, amen!

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  14. @ D.A.N.I.:
    Secondo me parliamo delle stesse serie tv viste con occhi completamente diversi: io le vedo da sud e tu da nord (o viceversa fai tu) Capita sai? (del resto The following non è stato rinnovato solo per me mi sembra)

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  15. @ armante:
    Io personalmente non ci ho letto nessuna idea “voluta” e nessuna doppia “linea temporale” (se il termine poi può essere considerato plausibile in questo caso), ci ho visto piuttosto una certa sciatteria da parte degli autori e una soluzione facile che permetta loro un po’ di product placement (soldi) e allo stesso tempo, richiami PALESI al clima del film a cui si ispira la serie.

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  16. Ci ho visto un po’ quello che ci ha visto Andrea, certo non nego sia difficile prendere dei mostri sacri come riferimento per raccontarne gli inizi in forma prequel che però è ambientato ai nostri giorni <.< ,però potevano sforzarsi di più. Quindi il MEH ci sta tutto.

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  17. @ Giovanni Di Giamberardino:
    Concordo con te più che con la recensione. A me è piaciuto. L’ho trovato piacevole da vedere.

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  18. Eleven13+centric 25 marzo 2013 at 16:08

    Highmore e Farmiga mi sembra abbiano qualcosa da raccontare visto che ieri niente ennui istantaneo e dunque io mi siedo un pochino e li lascerò amoreggiare e raccontarsi, forse riusciranno a rosicchiare un po’ di punti al pur pregevole citazionismo d’arredamento, alle scene di ‘terribile tensione’ incestuosa o al mistero obbligatorio (che ovviamente non è il cadavere alla fine ma è: qual’è la timeline del racconto.. post-extra narrativa carpiata? Importa? N..eh) in favore di cammino fatto più di sguardi e non-detto e scelte si spera più difficili verso ciò che li porterà gradualmente ( o non li porterà) ad essere focalizzandomi più sui due bravi attori e magari sulla speranza di una scrittura con più stelline (lame) :P

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  19. violetta ha scritto:

    non nego sia difficile prendere dei mostri sacri come riferimento

    ecco, ricordiamo, però, che quando qualcuno prende dei mostri sacri come riferimento, lo fa nella totale consapevolezza del fatto che si tratta, appunto, di mostri sacri. visto che non glielo ha ordinato il medico né gli hanno puntato una pistola alla testa, non è poi così folle da parte dello spettatore pretendere che almeno si sforzino di esserne all’altezza.

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  20. MIODDIO. CHE. NOIA. Fosse successa UNA cosa che non avessi previsto con dieci-quindici minuti d’anticipo.
    Il rapporto tra Norman e la madre poi è così telefonato che non riesce neanche a risultare creepy. FAIL.

    La doujinshi autoprodotta però mi ha uccisa, ormai la fama dei giapponesi è universale XD

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  21. Ero così convinto che fossimo negli anni ’50 che quando è sbucato il primo cellulare ho pensato: “ma che cazz, ma allora gli iphone esistavano negli ’50”. E a sopresa ‘sta cosa mi è piaciuta. Così come mi è piaciuta l’episodio nonostante, basandomi su ciò che leggevo in giro e sui trailer, non gli davo 2 centesimi di euro. Certo, anch’io avrei preferito che il rapporto tra Norman e Norma fosse meno urlato, ma i 47 minuti sono volati.
    Il problema “Norman ucciderà Norma, duh!” non mi disturba eccessivamente, perché in molti casi, televisivamente parlando ma non solo, al traguardo preferisco il viaggio. Ecco, secondo me questo viaggio è iniziato più che bene.

    p.s.
    recensione divertentissima, ahah

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  22. a me non è dispiaciuto,e non sono rimasta così sconvolta dagli iphone, visto che il protagonista sfodera a 5 minuti dall’inizio un ipod(fermata dell’autobus-“la gang bang al contrario” per capirci – ,per me è un ok di incoraggiamento.

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  23. Son della parrocchia di Giovanni anche io. Prima di stroncarlo aspettiamo almeno un altro paio di episodi. E poi i protagonisti son fenomenali bravi madre e figlio,certo un paio di storture le ho notate anche io, ma tutto sommato mi incuriosisce, insomma un ok d’incoraggiamneto anche da parte mia :)

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  24. Io come ha detto già qualcuno nei commenti (ho perso quale) mi aspettavo più suspence, più elementi thriller e horror. Non vorrei che si finisca in una specie di teen drama+graduale scoperta del mistero della ragazza, con il rapporto madre-figlio e vari momentini inquietanti tra i due che fa da sfondo. La puntata non mi è dispiaciuta e non mi ha annoiata, per ora posso passare sopra all’iphone, alla finta atmosfera anni 50 (magari si scoprirà che Norma è ossessionata, chissà!) e all’improbabilità che un tizio trasferito da un giorno si faccia subito mille ragazze bellissime come amiche (lol)(ho passato tutto l’episodio ad aspettarmi che gli tirassero uno scherzo bruttissimo che lo traumatizzasse in qualche modo), spero almeno però che vengano evitati momenti tipo il poliziotto in bagno, che non ne posso più di serie che pretendono che ci venga l’ansia per i protagonisti in pericolo come se potessimo credere che cose tipo la loro morte, imprigionamento ecc possano accadere all’inizio di una serie.

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  25. Effettivamente è stato un pilot molto polarizzante, pro e contro sviscerati nella recensione (divertentissima) direi che sono del tutto oggettivi come del resto sono leciti i dubbi sul prosieguo.
    Però a me nel complesso non è dispiaciuto, e attendo di vedere il secondo episodio con una dose moderata di interesse. l’unica cosa veramente disturbante che ho riscontrato nel primo episodio è stata la quantità industriale di FIGA che dal day one ronza attorno al rachitico e taciturno nuovo arrivato, questo nonostante l’Oregon sia patria di quotati protagonisti del campionato universitario di football. REALLY??? Cioè, mi aspetto che l’universo femminile ferisca Norman facendogli scherzi atroci illudendolo e promettendogli una felicità che poi gli negherà sistematicamente, non dicendogli che lo portano in discoteca e poi lo portano davvero in discoteca.

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  26. 999sickboy666 26 marzo 2013 at 16:21

    Trovo che la recensione sia ingenerosa.
    Almeno a giudicare dalla prima puntata si tratta, sì, di un prodotto con più di qualche difetto, ma mi sembra che quelli elencati nella review siano sostanzialmente pretestuosi.

    – L’AMBIENTAZIONE E’ ANNI ’50 MA CI SONO GLI SMARTPHONE, QUINDI SI ROVINA LA SOSPENSIONE D’INCREDULITA': è vero che, a livello di ambiente, c’è il dettaglio iniziale della TV in bianco e nero (che però è del tutto spiegabile) che stona un po’ con il resto… ma non c’è nessuna ambientazione anni ’50. Ci sono automobili moderne, musica moderna, abbigliamento moderno… gli unici luoghi dove il tempo sembra un po’ “fermo” sono il motel, che è stato costruito negli anni ’50 e – par di capire – mai restaurato, e la casa che è di almeno mezzo secolo più vecchia, quindi nulla di strano;

    – LA MADRE DI NORMAN HA “INCESTO” SCRITTO IN FACCIA: ad occhio, questo è un caso di dietrologia – ovvero: sapendo come va a finire, si vedono difetti che in realtà non ci sono. L’interpretazione è quella di una madre possessiva e ossessionata, come da copione del resto, ma non l’ho trovata sopra le righe o talmente esplicita da non lasciare spazio ad un’evoluzione/peggioramento. Semmai, tra l’altro, a rigor di logica quello da costruire è l’attaccamento morboso di Norman alla madre, non di lei a lui e, magari, è sotto questo punto di vista che sono partiti un po’ troppo in quarta.

    – MANCA LA TENSIONE PERCHE’ SI SA GIA’ COME VA A FINIRE. Certo che si sa già come va a finire (pur se abbastanza a grandi linee da lasciare spazio ad uno sviluppo narrativo piuttosto vario), ma che significa? Anche in Spartacus si sa già come va a finire. Semmai a togliere la tenione ci pensano una regia un po’ infelice e qualche scelta narrativa deboluccia (concordo sulla scena con gli sbirri;

    – IL CONFRONTO CON L’ORIGINALE CINEMATOGRAFICO E’ SCHIACCIANTE: e per fortuna che ci sono i recensori a dispensare queste acute analisi, perché altrimenti non ce ne renderemmo conto da soli. E, invece, no.
    Prima di continuare, devo metterlo subito in chiaro: “Psycho” è uno dei miei film preferiti, sia l’originale di Hitchcock che la versione fotogramma-per-fotogramma di Van Sant.
    Ma “Psycho” è superato. E’ un film di quasi sessant’anni fa, girato da un regista che all’epoca aveva superato i sessanta. Ogni innovazione, stilistica, tecnica e contenutistica, ogni idea geniale contenuta nella pellicola è stata ampiamente assorbita a livello culturale da tre generazioni di cineasti. Questo significa che QUALUNQUE COSA girata, oggi, con un minimo di competenza e di cognizione di causa è tecnicamente MIGLIORE di “Psycho”.

    Semmai io di punti deboli ed eventuali “rischi” ne ravviso altri: a cominciare dal pericolo, che mi sembra piuttosto concreto, di vaccare il tutto facendolo diventare un teen drama; una sorta di “paura della propria ombra”, ovvero NON avere il coraggio di affrontare apertamente le “scene difficili” (sangue, squartamenti, nudi etc.); una certa tendenza alla scrittura didascalica; una sensazione di noia strisciante che serpeggia tra una scena madre e l’altra.

    Personalmente, la prima puntata la passerei con un 7.5 di incoraggiamento (detesto questo sistema “verbale” di voto, da “big nono” a “fuck yeah” che trovo totalmente riduttivo e piuttosto inefficace nel fornire indicazioni precise).
    Ora mi sparo la seconda puntata, vediamo cosa succede.

    In ultimo, un’annotazione: quale diavolo sarebbe il difetto di pronuncia che Norman ha all’inizio della puntata e che scomparirebbe magicamente in seguito?

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  27. @ 999sickboy666:
    sono in generale d’accordo con te, e personalmente ho apprezzato l’alone anni ’50 rilegato ai due protagonisti e al motel,più che un difetto l’ho visto come un voluto richiamo al film.
    riguardo al difetto di pronuncia di norman,a me è sembrato più uno “sbiascicamento” che altro, ma non ho una conoscenza così profonda dell’inglese da saperlo dire con certezza. :)
    credo anche io che la parola incesto sia scritta più sulla fronte di norman che della madre,ed il discorso che le ha fatto in barca-con tanto di citazioni romantica-lo conferma.da parte di norma c’è più una specie di malato controllo ossessivo,secondo me,e se non pensiamo a come andrà a finire l’idea di esplorare il loro rapporto è molto attraente.
    infine sul televisore in b\n a me sembrava semplicemente un televisore non al plasma che trasmeteva un vecchio film.
    per precisare anche il ferro da stiro in apertura è tutto meno che degli anni ’50.ribadisco che per me vedere “improvvisamente”gli smarphone non ha dato alcun fastidio.

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  28. Salvo Bzero ha scritto:

    non dicendogli che lo portano in discoteca e poi lo portano davvero in discoteca.

    giuro, quello è stato il colpo di scena più pazzesco.

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  29. Team “quello che ha detto Giovanni”, aggiungo solo che oltre a Vera Farmiga in formissima è stato un piacere trovare qui Olivia Cooke che mi aveva colpito in The Secret of Crickley Hall.
    Condivido però le perplessità sulla deriva alla PLL e più in generale l’aver urlato quello andava sottaciuto.

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  30. Non andrò oltre la prima puntata… ha una lunghissima serie di difetti già detti, ma soprattutto è stata NOIOSA, difetto peggiore di tutti secondo me. Domanda : ma la ragazzina bionda del gruppo, quella che entra in scena alla guida di una macchina nuova fiammante e accompagna Norman e le altre simpaticissime ragazze a scuola, è la stessa attrice che faceva Maia in 4400?

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  31. Tartaruga ha scritto:

    Domanda : ma la ragazzina bionda del gruppo, quella che entra in scena alla guida di una macchina nuova fiammante e accompagna Norman e le altre simpaticissime ragazze a scuola, è la stessa attrice che faceva Maia in 4400?

    Mi sa di sì! A me dava l’impressione di averla già vista ma non riuscivo a collocarla…è passato troppo tempo da 4400, me l’ero scordato ;)

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  32. […] le parole al buon Andrea nella recensione al pilot, Bates Motel è la fanfiction ambientata ai giorni nostri con protagonisti il Norman Bates di […]

    Rispondi

  33. sono sostanzialmente d’accordo con la recensione.
    Speravo che qualcuno parlasse anche delle differenze con i film, ma a quanto pare nessuno ha visto i sequel (io ho provato a vedere il secondo ma non sono riuscito a finirlo in quanto abbastanza scialbo). nei primi 4 minuti succedono parecchie cose diverse a Psycho e speravo di trovare qualcuno che ne seapesse di più di me.
    P.S. come fai a dire che i sequel sono imbarazzanti se non li hai visti?

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  34. bart ha scritto:

    P.S. come fai a dire che i sequel sono imbarazzanti se non li hai visti?

    letti i riassunti e lette un po’ di critiche. imbarazzante, comunque è la sola idea di fare un sequel da un film del genere, trattarlo come un blockbuster qualsiasi da spremere come un limone non riconoscendo che si tratta dell’irreplicabile lavoro di un Autore. nessuno si sogna di fare Quarto potere 2 o La corazzata Potemkin 2.

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  35. sono assolutamente d’accordo con te. mi sai dire dove hai letto i riassunti? perchè io ho trovato molto poco. Addirittura ho letto che nel terzo film si parla di una zia che dice di essere la vera madre di Norman, ma nel successivo film la cosa viene smentita. Poi se non erro in Psycho si dice che il motel lo acquisiscono grazie al nuovo compagno di Norma (che non c’è in Bates motel).

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  36. per quanto riguarda la morte del padre secondo me l’ha ucciso lui e non se lo ricorda. un pò come succedeva in Psycho

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  37. bart ha scritto:

    mi sai dire dove hai letto i riassunti?

    quelli della wikipedia inglese mi sembra di ricordare siano piuttosto esaurienti.

    Addirittura ho letto che nel terzo film si parla di una zia che dice di essere la vera madre di Norman, ma nel successivo film la cosa viene smentita.

    sì, ci sono tantissimi errori di continuity, motivo per cui per me non meritano neanche il beneficio del dubbio. sono filmacci fatti a cazzo di cane per cavalcare un successo e basta.

    Poi se non erro in Psycho si dice che il motel lo acquisiscono grazie al nuovo compagno di Norma (che non c’è in Bates motel).

    yup. in Psycho Norman racconta che il motel è stata un’idea del compagno di sua madre.

    per quanto riguarda la morte del padre secondo me l’ha ucciso lui e non se lo ricorda. un pò come succedeva in Psycho

    è una cosa che ho pensato anch’io, certo però, come apprendiamo dall’episodio 2, che la morte del marito è stata davvero provvidenziale per Norma.

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  38. ho appena visto il secondo episodio e penso che tu abbia ragione. è molto più sensato che l’abbia ucciso Norma.
    Andrò a leggere il riassunto del quarto film su wikipedia perchè se non erro anche in quel film si parla dell’infanzia di Norman. Grazie del suggerimento :-)

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  39. […] un periodo di intensa rielaborazione (inclusa la serie tv Bates Motel che, citando Serialmente, è più una fanfiction su Psycho che un prequel) le cui conseguenze assomigliano a quelle che coinvolsero la figura di […]

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  40. […] e due poliziotti che non pare abbiano la coscienza pulita. Un impianto interessante, retto da un episodio pilota che lascia ben sperare (a seconda dei punti di vista). Peccato che poi questa prima stagione non […]

    Rispondi

  41. […] sarei trovato a sostenere una cosa del genere, non dopo l’imbarazzo seguito alla visione del pilot (corroborato, bisogna dire, dagli episodi imemdiatamente successivi), ma devo ammettere che non ha […]

    Rispondi

  42. After you have everything ready, you can ask your technician, or if
    you are capable yourself, install all the games and word processing applications on the computers.
    At times you may only need short term storage, but at other times long term storage is what
    you are looking for, and it will be highly dependent upon your needs.

    A small box can be used in the kitchen for all sorts of things like spices
    and things for baking.

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