the carrie diaries 1x09 the great unknown serialmente

La scorsa volta ci eravamo lasciati con dei giudizi positivi sia per Caught che per  Hush Hush, pur con qualche perplessità di fondo. Anche questa settimana The Carrie Diaries consegue un ottimo risultato e permette anche di recuperare uno dei nodi principali della serie che sembrava essere stato del tutto accantonato.

The Kyddshaw

Carrie e Sebastian sono ufficialmente tornati insieme e tutto sembra andare a gonfie vele: la giacca di pelle amorevolmente prestata; il conto aperto alla tavola calda (così Carrie potrà ordinare tutte le french fries che vorrà); le attenzioni; il nickname come coppia… insomma, una vera meraviglia. Ma la vita ci ha spesso insegnato che quando tutto va a gonfie vele spesso le mazzate non tarderanno ad arrivare: per questo motivo, Carrie si rende conto di essere fragile a causa dei suoi sentimenti per Sebastian, e di conseguenza comincia a crearsi inutili castelli in aria sulla stabilità della relazione.

Insomma, nel voler essere cauta e realista, Carrie rischia di rovinare la propria relazione con il tenebroso Kydd. Ma il buon Sebastian, che scemo proprio non è, riesce a cogliere quale sia il problema e a tranquillizzare Carrie: entrambi hanno qualcosa da perdere e (purtroppo o per fortuna) questa è una notoria conseguenza dell’amore su cui nessuno, peraltro, ha mai potuto fare niente.

Il brutto dei prequel è che si sa già, bene o male, dove si andrà a parare e quale sarà il finale della vicenda. Ho trovato Carrie e Sebastian assolutamente adorabili, ed è un peccato sapere che la loro love story non è destinata a durare. Pertanto, sapendo già quale sarà la nostra meta, non ci resta altro che goderci il viaggio in attesa del gran finale.

The Rubik’s Cube

In questo episodio viene poi introdotto il nuovo rivale di Mouse, ovvero l’atleta West. West non è il classico macho super sportivo ma anche il migliore della classe, nonché filantropo e “outsider riscattato” (orfano di padre, di povere origini, afroamericano). Inutile che ve lo dica: è nettamente percepibile un futuro love interest tra Mouse e West che avverrà probabilmente dopo puntate di scaramucce e competizioni varie. Il cubo di Rubik è solo l’inizio.

Back in town

Grazie al confronto con Larissa, Tom Bradshaw si rende conto che non ha il diritto di decidere del futuro di Carrie e che, in fin dei conti, sarebbe ingiusto precludere alla figlia i propri sogni e desideri. Di conseguenza la nostra Carrie torna a Manhattan e a Interview Magazine, per somma gioia di tutti noi. Il discorso di Larissa a Tom è probabilmente uno dei migliori che io abbia sentito in tutto lo show. Qualcosa sta cambiando, le donne stanno cambiando e – damn right – un giorno ne sentirete parlare. Sentire questo monologo mi ha fatto venire un senso di nostalgia per un’epoca che non ho mai vissuto, sensazione che finora nessuna serie TV mi ha fatto provare. Brillante Larissa che si conferma uno dei migliori personaggi di TCD.

Are you into girls?

Ed ecco svelato uno dei punti cruciali. Nelle scorse recensioni ho notato che una domanda che molti spettatori si sono (giustamente) posti era riferita alla presunta omosessualità di Walt. In particolare la nuova relazione con Donna LaDonna ha creato ulteriore confusione, ma questo episodio ha avuto modo di riportare la questione in carreggiata.

Nessuno rifiuta Donna, e se qualcuno la rifiuta deve esserci per forza un problema di fondo. E così Walt si trova costretto ad ammettere di non sapere bene chi è, e soprattutto cosa è. La tematica dell’omosessualità di Walt, quindi, non era stata accantonata come temevamo, ma solamente posticipata: ciò ha permesso anche di conoscere un po’ meglio Donna e, a mio parere, di apprezzarla ulteriormente. Considerata la mentalità dell’epoca e il personaggio “bitchy” di Donna, sarebbe stata un’occasione perfetta per gridare allo scandalo. Donna, invece, decide di custodire il segreto di Walt e per non creare alcun sospetto sulla sessualità del suo ex decide di mettere in giro una voce, decisamente lusinghiera, sugli attributi di Walt.

The Chelsea Hotel

Dulcis in fundo, The Great Unknown ci delizia su un pezzo di storia del punk: la vicenda di Sid & Nancy (di cui vi beccate un bell’approfondimento qui), considerati come i moderni Romeo&Juliet. La nostra Dorrit, amante dei Sex Pistols, decide di visitare il leggendario Chelsea Hotel, uno dei pezzi forti di Manhattan (situato alla 222 West 23rd Street, Manhattan, tra la Seven e l’Eight Avenue) dove peraltro sono stati girati parecchi film (tra cui Nove settimane e mezzo e, per l’appunto, Sid & Nancy). Questa parentesi nel mondo del punk è assolutamente meritevole e ci stava tutta, soprattutto per i fan dei Sex Pistols (e qui alzo la mano). Chapeau!

Nonostante la grande assenza di Maggie, quest’episodio merita senz’altro voto pieno per cinque motivi principali: 1) West, personaggio che già mi piace; 2) The Kyddshaw (altro che Brangelina!); 3) la saggezza di Larissa; 4) il recupero della questione-Walt 5) l’approfondimento su Sid&Nancy.

voto-4-fuck_yeah

Note

  • Tra gli “ospiti famosi” del Chelsea Hotel troviamo anche Bob Dylan, Janis Joplin, Patti Smith, Leonard Cohen, Arthur C. Clarke e Dylan Thomas.
  • Per la serie “l’angolo del Fashionista”: Carrie indossa un maglione di H&M (Aztec Stripe Sweater) e una T-shirt di Anthropologie (Here & There Stripes Tee). Un plauso particolare alla giacchetta di paillettes di Larissa (Iro Sequin Cropped Jacket) e per il chiodo dei Sex Pistols di Dorrit.

Stefania Sana

Pontificazioni e feudi mentali sono i tratti principali di Stefania, una ventiseienne profondamente amareggiata che la realtà degli studi legali sia ben lontana da quella di The Good Wife. Le serie TV sbarbine che hanno a che fare con fashion, chic e glamour sono tutte sue. E se ancora non siete stanchi di leggere le boiate che scrive su Serialmente, potete trovarla al suo Fashion Blog.

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Commenti
15 commenti a “The Carrie Diaries – 1×09 – The Great Unknown”
  1. Tsph scrive:

    Anche a me l’episodio è piaciuto tantissimo!
    Ho trovato Carrie adorabile mentre piange perchè con Sebastian va tutto bene e lui è così carino e premuroso (sarà che sono la regina di queste cose, quindi la capisco perfettamente). Sono curiosa di vedere come faranno evolvere la situazione tra i due. Al momento sono perfetti, ma si sa appunto come deve finire. Ce lo faranno vedere o no? E’ una cosa che mi chiedo da un paio di puntate.

    Ho apprezzato anche il discorso degli stereotipi tra Mouse e West. Sdrammatizzare sui clichè triti e ritriti è una cosa che mi piace sempre. Tra l’altro la situazione di West mi ha anche ricordato un certo personaggio di FNL, anche se al momento mi sembra più dolcino di quest’ultimo.

    Il discorso di Larissa..wow!! Anch’io ho provato un po’ di nostalgia in quel momento..chissà come doveva essere la vita delle prime donne che son riuscite a cambiare la nostra storia e il nostro destino. E Larissa è una di quelle! Mi piace molto come personaggio, non si vede molto purtroppo, ma trovo sia ben caratterizzato.

    Infine, Donna LaDonna. L’ho apprezzata davvero e credo che questo suo comportamento sia una svolta importante nel telefilm!

    La questione di Dorrit invece mi è piaciuta a metà. Ovvero la parte dei riferimenti a Sid e Nancy mi sono piaciuti tantissimo, ma il suo personaggio un po’ meno. E’ dall’inizio della stagione che in ogni episodio in cui è presente si comporta da ribelle, poi Carrie/Tom la scoprono/riprendono/perdonano e lei sembra redenta. Non che un’adolescente non si comporti così, ma trovo che sia un po’ troppo imprigionata in questo schema!

  2. lilly scrive:

    Sono tra quelle partite con il preconcetto alla prima puntata (guardata solo in virtù della promettente recensione di serialmente) e che ora non vede l’ora di vedere il nuovo episodio. Carino, davvero carino. Molto del merito va alle attrici principali. $e le storie che trovano il giusto tono.
    La rivelazione di Walt io me l’aspettavo, era una carta che si erano tenuti e su cui giocheranno ancora (spero non troppo…mi ricordo che pure in Dawson’s creek c’era il personaggio che si rendeva conto di essere omosessuale e non ero impazzita per come l’avevano sviluppata/ci marciavano a un certo punto).
    Quanto capisco Carrie nell’avere paura che finisca tutto…Sebastian è passato pure troppo radicalmente dall’essere un po’ cafoncello/rude al ragazzo perfetto e innamorato… vedremo…

  3. Oliva scrive:

    Cara stefania, te lo devo dire: mi trovo in perfetta sintonia con te. Non solo sono sempre d’accordo con le tue recensioni, ma anche io sono un’appassionata di moda, anche io ho 25 anni e anche io, laureata da un anno in giurisprudenza, sono “profondamente amareggiata che la realtà degli studi legali sia ben lontana da quella di The Good Wife” (almeno qui in Italia aggiungo io). Dulcis in fundo cosa scopro oggi? Un’altra cosa in comune: sarà una sciocchezza, ma mi sn trovata molto in empatia con te quando ho letto che anche tu – ascoltando il discorso di Larissa – hai provato una sensazione di nostalgia verso un’epoca che tutti hanno sempre decantato ma che noi non abbiamo potuto vivere. Ti dirò la verità: dopo il monologo ho iniziato a fare viaggi mentali pensando a come sarebbe stato bello far parte dell’emancipazione femminile e di tutto quello che ne è conseguito. Un nuovo mondo. E ho subito provato nostalgia per la persona che avrei potuto essere, chiedendomi se sarei stata migliore (o peggiore) in un contesto socio-culturale diverso da quello in cui ci troviamo oggi, che invece vedo quasi privo di sfide e assolutamente disilluso. Vorrei ancora avere le speranze che si viveano in quegli anni….
    Scusa per l’escursus che non c’entra molto con la puntata in sè, ma in fondo è comunque un fuck yeah pieno alla serie, perchè effettivamente un teen che abbia la capacità di farti volare in un’altra epoca e che ti permetta di fare discorsi più o meno profondi con te stessa è sicuramente un gioiellino da salvaguardare.

  4. Kether scrive:

    Adoro questa serie, ogni episodio di più, anche se temo abbia un target ristretto: è un prequel di una serie assolutamente non da teenagers, ma al contempo è un teen drama, quindi la stragrande maggioranza dei fan della serie saranno interessati a questo genere di prequel. Io però lo adoro (e vi siete scordati di citare il momento in cui Carrie scopre il cosmopolitan, credevo di scoppiare a piangere quell’episodio xD), anche perché riesce ad essere sex & the city senza esserlo, restando un teen drama: il tema del giorno, le donne che parlano di sesso, la moda e le frivolezze, la serietà della vita… ci riesce.

    Ci sono due cose che mi piacciono di questa serie: le ambientazioni e i personaggi.

    Non sono gli anni Ottanta veri, sono palesemente rimodellati, però… però ne hanno l’energia, il discorso (e il personaggio) di Larissa racchiude quell’energia pulsante vitale, quando l’eccesso non è fine a sé stesso o a tirarsela (ehi, sto perdendo la verginità in limousine, che cattivona! Ehi, correggo il cappuccino con la vodka, sono proprio una bad ass. Ehi, indosso cose di pelle, sono un figo!), ma è invece la voglia di ribellarsi, di smarcarsi, di affrontare il mondo da un’altra prospettiva e se necessario crearsela quella prospettiva (la pornostar che faceva vedere la sua vagina perché se ne era riappropriata).
    Tutto questo è splendido ed è incredibile che una serie riesca a trasmettere quell’energia, quel desiderio di rivoluzionare il mondo, di farlo venire giù con schizzi psichiedelici. E per questo la adoro.

    I personaggi poi sono ben fatti, tutti a trattare temi diversi in contemporanea, dove i fatti accadono per farci approfondire i personaggi e mostrarci loro nuovi lati, restando però adorabili nella loro semplicità.
    Nelle recensioni si è parlato di Donna, e non posso che approvare, era arrivata come la stronza, la persona da calciorotare, quella che scatenava i casini, chi di noi non aveva pensato che West non le avrebbe fatto le corna con un ragazzo a caso spezzandole il cuore mentre lei lo “denunciava” a tutta la scuola? E invece no! Scopre un lato dolce dentro di sé e non solo lo protegge, ma trova anche un modo ADORABILE di lasciarlo, perché lusinga lui e ricorda che NESSUNO LASCIA DONNA LADONNA! Carrie è adorabile, ma DONNALADONNA vince su tutto, tamarra, trash, stronza, ma con un lato umano.
    West mi intriga, perché il coming out è stato tanto dibattuto anche nelle serie, ma in effetti pochi sono riusciti a rendere il dolore e la disperazione e la paura di quando capisci che “le donne ti piacciono… ma non vuoi farci sesso” (diciamola tutta: poche serie ci sono riuscite bene, facciamo zero: il gay arriva che sa già di essere gay. Ah, giusto, Buffy se l’era cavata bene!). Lui lo dice a Donna, prima era scappato dal tizio Arancia Meccanica (nome non pervenuto, almeno nella mia memoria), e non lo accenna minimamente alle sue amiche storiche, un’altra cosa tanto semplice quanto normale. E poi c’è il monito di Donna: anche mio fratello, io non l’ho detto a nessuno, se mio padre lo sapesse darebbe di matto… ora vive a LA… sta bene. Se sei gay negli anni Ottanta devi andare lontano dalla famiglia per stare bene. Ed è una cosa che succede anche nel 2013 a tanti gay.
    Mi piace come lo stanno affrontando, senza drammi (per ora), ma bene.
    Ho solo un terrore: siamo a metà anni Ottanta, e se arriva l’AIDS? Ho il TERRORE di episodi con West infettato, perché da un lato potremmo cadere nel patetico, ma dall’altro potrebbero essere delle sequenze che rimarrebbero nella storia. L’AIDS ha ucciso gli anni Ottanta e la loro energia (e libertà sessuale): sarebbe quasi naturale che questo telefilm ne parlasse, ma spererei non col gay di turno (anche se era l’immunodeficienza dei gay…).

    Infine, lasciatemi spezzare una lancia per Dorrit. Indubbiamente è ciclica e ormai lo schema dovrebbero romperlo, ma il personaggio… ha un suo senso. Come dicono fin troppo spesso, Carrie e Dorrit hanno reagito all’opposto alla morte della madre: Carrie, come me alla sua età, si è un po’ chiusa a riccio e soprattutto ha chiuso il suo cuore, perché tutto ciò che ami puoi perderlo. Dorrit invece ha una rabbia indomabile dentro di sè, ed una solitudine incolmabile, e questo la rende ancora più fuoriosa, quindi, puntualmente, distrugge la sua famiglia, perché se da un lato vuole stare con la sua famiglia, amarla, dall’altro è quella famiglia priva di sua madre ed è fottutamente sbagliata.
    Ora devono rompere lo schema di dorrit, ma trovo molto toccante come abbiano trattato anche questo tema e come tratteggi Carrie e Dorrit. E il padre, un uomo degli anni Ottanta, vedovo, che scopre che le donne non sono più come le conosceva: quanti dei nostri genitori non hanno ancora capito che il mondo è cambiato, quanti dei nostri nonni, dei nostri zii, dei nostri “suoceri”? Anche questo è bello vederlo.

    Indubbiamente il fatto che sia un prequel spiace, nel senso… come facciamo ORA ad immaginare una Carrie 30-40enne con nuove amiche e senza Mouse e gli altri? Senza Larissa!!! Questo è il brutto dei prequel :(

  5. luciox23 scrive:

    io ho adorato (adorato!!!) l’episodio nonostante abbia trovato un po’ stucchevoli Carrie e Sebastian.
    Curiosità mia: ma a metà anni ’80 esisteva già la moda di fondere i nomi delle coppie creando un nickname (Kyddshaw) o è una licenza poetica che si sono presi?

  6. lilly scrive:

    @luciox23: anche io mi sono chiesta la stessa cosa riguardo ai nomi… Io mi ricordo ai tempi di JLo e Ben Affleck (mi sfugge la combinazione) ma prima non saprei

  7. Oliva scrive:

    @ lilly: forse era Bennifer! Comunque sinceram non so rispondere alla fatidica domanda, però non mi sembra una cosa troppo originale o innovativa quella di darsi nomignoli. Da che mondo e mondo penso che i soprannomi siano un’abitudine inevitabile e quindi non vedo perché no anche i soprannomi di coppia.. Poi magari mi sbaglio eh..

  8. lilly scrive:

    @Oliva: sì, era Bennifer LOL!

    Su wikipedia lo danno come fenomeno relativamente recente e cita come un esempio tra i primi proprio il famigerato Bennifer.

    http://en.wikipedia.org/wiki/Portmanteau#Name-meshing

  9. elizabeth bennet scrive:

    Scusate, mi faccio questa domanda da un po’ di puntate: ma nel film Sex and the City 2 non c’erano dei flashback ambientati degli anni ’80 con Sarah Jessica Parker stile Like a Virgin? Carrie era ben più grande che 16enne, viveva già a NY e conosceva Samantha e le altre…insomma, niente a che vedere con la (deliziosa) Carrie adolescente del Connecticut, eppure gli anni dovrebbero essere gli stessi. E’ un’incongruenza? Mi togliete questo tarlo??

  10. Oliva scrive:

    @ elizabeth bennet:
    Mi ricordo di quella puntata. Ho solo un’immagine impressa indelebilmente nella mia memoria, questa: https://www.google.it/search?q=carrie+bradshaw+anni+80&hl=en&client=firefox-a&hs=m3k&rls=org.mozilla:it:official&tbm=isch&tbo=u&source=univ&sa=X&ei=Bn9MUdiCDojj4QS5jYC4BQ&ved=0CDYQsAQ&biw=1197&bih=550#imgrc=fUB_9sGbfpO8vM%3A%3BmOuoemMhtF_m7M%3Bhttp%253A%252F%252Fimage.excite.it%252Flei%252Fpoll%252FCarrie-VS-Kim-Quale-makeover-preferite%252Fcarrie_madonna_sondaggio.jpg%3Bhttp%253A%252F%252Flei.excite.it%252Fsondaggi%252Fcarrie-vs-kim-quale-makeover-preferite-L58104.html%3B200%3B200 (scusate non sono esperta su come fare per mostrare solo l’immagine).
    In ogni caso la mia mente ha memorizzato solo quell’immagine (non certo per il buongusto lol) ma non mi ricordo assolutamente cosa succedeva, quindi per quel che mi riguarda potrebbe essere anche un “cosa sarebbe successo se…” piuttosto che un tremendo cercare di ringiovanire le nostre City Girls fino a cercare di farle sembrare sedicenni (cosa assolutamente non riuscita). Forse qualcuno saprà darci delucidazioni

  11. elizabeth bennet scrive:

    @ Oliva:
    Purtroppo non era un “Cosa sarebbe successo se…”. era proprio Carrie che già viveva a Manhattan, conosceva le sue amiche ed era sicuramente più grande…insomma, plot hole???

  12. xander81 scrive:

    Non perdete il prox episodio, girato dove lavoro attualmente.

  13. Stefania Sana scrive:

    @ elizabeth bennet:

    Brava tu e brava anche Oliva, mi avete fatto venire l’illuminazione!
    Il pezzo che dite voi è l’opening del film “Sex and the city 2″, ed è precisamente questo: http://www.youtube.com/watch?v=1ZS1lkvaW6w

    Parimenti vero che ci siano alcune congruenze temporali, se non sbaglio ciò è dovuto al fatto che The Carrie Diaries, più che ricalcare fedelmente la serie TV di Sex and the City, si occupi piuttosto di essere coerente con il libro di Sex and the City (e la serie TV di SATC non era fedelissima a quanto riportato nei romanzi). Credo che per l’appunto l’incongruenza sia di circa 2-3 anni, posso informarmi meglio per il prossimo recap!

    PS: Oliva è bello sapere che condividiamo così tante cose! :)

  14. elizabeth bennet scrive:

    @ Stefania Sana:
    Grazie Stefania, se riesci ad informarti sarebbe mitico!! :)

  15. sara scrive:

    @ Tsph:
    Intendi il personaggio di Matt Saracen o (per somiglianza fisica) quello di Smash?

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