the americans 1x06 trust me serialmente

The Americans – 1×06 – Trust Me

Leggevo giusto questi giorni un saggio in cui si parla della metafora concettuale che fa corrispondere lo stato alla famiglia. Non c’entrano la destra e la sinistra, o meglio: i conservatori vedranno nello stato la figura di un padre autoritario, i liberali auspicheranno un genitore protettivo. D’altronde, “patria” vuol dire “dei padri”, e “madre patria”, “padri costituenti”, etc., sono termini comuni. Tutto questo mi è tornato in mente mentre guardavo Trust Me e ripensavo a quel che avevo scritto nella recensione del secondo episodio, e cioè che The Americans è, in realtà, un family drama. Un family drama teso e intenso e densissimo, tutto giocato su profondi piani psicologici ed emotivi. Quei family drama in cui i genitori nascondo segreti dirompenti e i figli rimuovono traumi ingombranti, per non parlare dei problemi di coppia, avete presente? Ecco, in The Americans ci sono genitori, figli, coppie, e poi, a complicare ulteriormente le cose, ci sono Madre Russia e lo Zio Sam.

TRUST NO ONE

Gli spettatori più sgamati, alla storia del rapimento da parte dell’Fbi, non ci hanno creduto più di qualche minuto. Prima di tutto: siamo solo al sesto episodio, la serie è stata rinnovata per la seconda stagione, non è possibile che la copertura di Philip ed Elizabeth salti così presto (anche se negli spy drama può succedere di tutto e sì, forse un giorno vedremo i Jennings consegnarsi e fare il triplo gioco, ma non ora). Secondo: alla sede centrale dell’Fbi se ne stanno tutti tranquilli e in altre faccende affaccendati (vedi sotto), mentre se avessero davvero catturato due operativi del Kgb sotto copertura, sarebbero probabilmente impegnati a condividere un orgasmo collettivo. Terzo: c’è una talpa, e quando c’è una talpa non ci si può fidare di nessuno. Soprattutto, non ci si può fidare delle uniche persone di cui ci si dovrebbe fidare.

In ogni caso, nella prima parte dell’episodio gli autori lavorano per disorientarci, probabilmente (ipotizzo) per crearci un’identificazione con le due spie russe. Se Philip viene preso di sorpresa in una cabina telefonica mentre sta andando a trovare Martha (ed è travestito con parrucchino e occhiali: avete notato come non esca dal personaggio fino a quando l’agente non gli strappa via il trucco?), Elizabeth viene assalita addirittura in casa (e la scena è degna di un cortometraggio horror con twist incorporato, anche perché noi sappiamo che quella da temere veramente è lei). Philip viene pestato e torturato e pestato e torturato. Elizabeth viene rinchiusa in una stanza le cui pareti sono ricoperte da fotografie dei suoi figli (e qui, almeno per me, è stato evidente che la tortura fosse tutta una montatura dei sovietici, gli unici a conoscenza del segreto dei Jenning da abbastanza tempo per poter possedere quelle foto). Nessuno dei due cede, ovviamente – anzi, sono l’unica ad aver notato quasi una scintilla di scherno negli occhi di Philip? Del tipo: mi state facendo il solletico?

Chi avesse pensato, però, che il colpo di scena della puntata fosse l’arrivo di Claudia e la “rivelazione” che i rapitori sono agenti del Kgb, avrebbe potuto rimanere deluso. Invece, Claudia è solo la miccia dell’esplosione. Il vero ribaltamento di fronte è ciò che avviene dopo lo svelamento della verità. Elizabeth esplode e crolla davvero, accecata dalla furia si avventa su Claudia, la affoga, la prende a pugni in faccia, è a un passo dall’ucciderla a mani nude. Può accettare tranquillamente molte cose, Elizabeth Jennings, può passare gelida attraverso prove estreme, ma ecco che avviene qualcosa che la destabilizza completamente: il tradimento da parte di Madre Russia. Nonostante Philip ed Elizabeth abbiano sacrificato (e continuino a sacrificare) le loro intere esistenze alla Causa, Madre Russia non si fida, li rapisce, li tortura, li ferisce, quasi li uccide. Lo spaesamento di Elizabeth (e Keri Russell è davvero straordinaria) è quello di un bambino ingannato dai genitori, ha il sapore di un trauma che non si supera, ma che rimane annidato nella memoria e nell’identità, per i giorni a venire.

Di contro, per Philip a compire il vero tradimento non è stata la madrepatria, bensì Elizabeth, la compagna di lotta e di vita con cui stava iniziando a costruire una relazione sentimentale, di fiducia totale e reciproca. Elizabeth, in passato, ha fatto rapporto su di lui ai superiori, denunciando come si stesse integrando fin troppo bene con l’american way of life. E’ Philip che Claudia sta mettendo alla prova, non Elizabeth. Ed è a causa delle denunce di Elizabeth che Philip è stato massacrato di botte. Nel confronto/scontro tra marito e moglie, appena usciti dal magazzino in cui erano rinchiusi, assistiamo a una rivoluzione nei rapporti di forza rispetto all’inizio di stagione: se nel pilota era Elizabeth ad apparire determinata, gelida, inscalfibile, mentre Philip sembrava confuso e debole, qui avviene il contrario. Forse perché l’essersi adattato alla vita americana è per lui, infine, un punto di forza; Elizabeth, invece, è ancora una straniera in una terra straniera insieme a un uomo sconosciuto, e ora è stata tradita perfino da sua Madre. E dunque, eccoci qui, al punto di partenza ma a ruoli invertiti: la fiducia tra Elizabeth e Philip è di nuovo spezzata, la loro relazione nuovamente appesa a un filo (per non parlare, bè, della loro intera esistenza).

NON ACCETTARE PASSAGGI DAGLI SCONOSCIUTI

Ho letto un po’ di critiche americane, e praticamente tutti hanno detestato la storyline dei mocciosi: abbandonati fuori dal centro commerciale, mentre mamma e papà sono troppo impegnati a farsi picchiare dai loro superiori per andarli a prendere, fanno l’autostop, si fanno tirare su da un tizio inquietantissimo che fa una deviazione per dar da mangiare alle anatre del parco e si mette a blaterare di religiosità assortite fino a quando Henry non pensa bene di dargli una bottigliata in testa. Cosa ci insegna questa storia? 1. Che fare l’autostop è sempre una cattiva idea. 2. Che la prontezza di riflessi, probabilmente, è genetica. Scherzi a parte, è vero (come hanno notato i commentatori statunitensi) che Henry e Paige sono due personaggi ancora troppo abbozzati perché ce ne freghi davvero qualcosa di loro, ma anche questa vicenda parallela ha un sacco di livelli da sfogliare, impliciti ed espliciti. Ci mostra come la professione di Elizabeth e Philip possa davvero mettere in pericolo i loro figli, anche se il pericolo, in questo caso, non viene dalla straordinarietà del lavoro di spie, ma dall’ordinarietà del lavoro di genitori. E’ in linea con il tema dell’episodio, la fiducia: fidarsi di uno sconosciuto che offre un passaggio oppure no? Peraltro, la vicenda mantiene fino all’ultimo un velo d’ambiguità: non sappiamo se il ragazzo fosse davvero un maniaco e un pervertito, o semplicemente un tipo un po’ schizzato ma innocuo. E, per finire, mentre la fiducia tra Elizabeth e Philip è nuovamente compromessa, quella tra Henry e Paige si rinnova sulla base di un segreto, cioè l’accordo di non rivelare mai ai genitori la paurosa avventura del pomeriggio.

WHEN YOU PLAY THE GAME OF SPIES, YOU WIN OR YOU DIE

Mentre Philip ed Elizabeth sono impegnati a farsi torturare dai loro stessi capi, Stan è impegnato a salvare il culo a Nina, visto che ora i sovietici sanno che c’è una talpa, e dunque la talpa è più che mai in pericolo (ovviamente, di vita: i russi non ci vanno certo per il sottile). Se la storyline di Philip ed Elizabeth mette in scena il lato più duro e “action” del genere, quella di Nina assolve alla funzione – che ormai abbiamo imparato ad adorare – di fornire la nostra dose settimanale di spionaggio vintage. Il modo migliore per sviare i sospetti su una talpa, è incastrare qualcun altro al suo posto, e la scelta cade su Vasili (un personaggio per cui, immagino, nessuno spettatore proverà troppa empatia). Il piano, articolato e ingegnoso, prevede che Nina fotografi con una “piccola” macchina fotografica dei documenti top secret a caso, mentre un complice dell’Fbi fa provvidenzialmente cadere dei diamanti nella busta di tè acquistata da Vasili. Una perquisizione del Kgb troverà, nell’ufficio di Vasili, sia i diamanti che la piccola macchina fotografica, e il funzionario sarà spacciato. Il compimento del piano ci garantisce un’ottima dose di tensione, anche perché Nina è un personaggio a cui abbiamo imparato a tenere (personalmente, è anche uno dei miei preferiti). Anche qui, è tutta una questione di fiducia: quella che Nina si conquista a forza di favori sessuali a Vasili (per poi fregarlo), quella che Nina deve riporre in Stan anche negli istanti di più acuto terrore. In molti profetizzano una love story futura tra Nina e Stan, confermata dall’insistenza sui problemi di coppia tra quest’ultimo e la moglie. Nel finale d’episodio, però, Stan cerca un modo – innocuo – per mettere a parte la moglie di qualche dettaglio della sua vita lavorativa senza rivelare informazioni riservate. Anche la fiducia tra Stan e la moglie, però, risulta precaria (e, ancora una volta, è interessante il parallelismo con la coppia Philip/Elizabeth: i livelli di sincerità e di menzogna, nelle due relazioni, sono complementari, opposti e bilanciati); e Nina, bè, questa volta l’ha scampata, ma la sua posizione resta appesa a un filo. Anche perché, dite che Vasili non farà mai due più due?

Che devo dirvi, per me questo episodio è l’ennesimo FUCK YEAH. Fino a metà puntata, mi era sembrato di riscontrare qualche stonatura, qualche passaggio poco convincente, un po’ di frammentazione (essenzialmente data dalle tre storyline che scorrono parallele). Ma, a conclusione d’episodio, The Americans ha saputo nuovamente sorprendermi, non solo con risvolti di trama inaspettati, ma soprattutto con una complessità di livelli d’analisi, soprattutto psicologici, riflettendo, come in un prisma, i diversi significati delle parole “trust me”.

voto-4-fuck_yeahNote a margine:

  • Ho apprezzato la sottigliezza dei richiami all’episodio precedente. Innanzitutto il titolo: in Comint Nina esplicitava in un dialogo con Stan la natura fuggevole e ambivalente delle parole “fidati”: “Fidati di me, ti salverò”, oppure “Dammi retta, non hai scelta”. Sempre nello scorso episodio, il primo approccio tra Nina e Vasili era avvenuto con lui che le spiegava come si fa, per bene, il tè. Ah, adoro quando il mansplaining viene punito.
  • Dopo tutte le sequenze di tortura – fisica o psicologica – la scena che fa più male è quella del (ancora una volta “finto”) incidente in macchina: notte, silenzio, sguardi spenti, soggettiva e bum, via contro un albero.
  • Non so bene quale sia l’etichetta nei matrimoni di copertura, ma chiedere alla propria moglie un gioiello per l’amante mi sembra quanto meno poco elegante.
  • Infatti, torna Gregory: contenti oppure no?
  • Chiedo umilmente perdono per il ritardo con cui pubblico questa recensione: la colpa è mia e solo mia, mi inginocchio sui ceci, mi cospargo il capo di cenere, insomma, perdonatemi.

Alice Cucchetti

Mi piacciono le canzoni con i finali tristi, gli androidi paranoici e i paradossi temporali. Scrivo sul settimanale Film Tv, curo le pagine della televisione per il mensile Nocturno e recensisco film e altro su Mediacritica. Non aggiorno mai il mio blog perché passo tutto il mio tempo su Tumblr.

29 Comments

  1. Perdonata solo perché il risultato è molto molto soddisfacente. Ottima analisi che condivido in pieno soprattutto nella metafora concettuale; finora la serie ha dimostrato di essere intrecciata profondamente, la trama orizzontale non va solo avanti ma torna anche indietro, senza squallidi flashback ma con l’uso efficace delle parole e dei sentimenti, mentre la trama verticale avanza ad esclusivo uso e consumo dell’orizzontale. Insomma, niente caso del giorno ma una ben più complessa crescita spirituale e psicologica. Splendido.

    La trama di Henry e Paige io la trovo molto calzante invece, non solo per il tema dell’episodio ma anche per la loro crescita. Come si dice nella recensione, è mostrata la vena genetica dei figli: già due episodi fa, al momento dell’attentato a Reagan, Paige aveva dimostrato sottilmente di non comprendere il fervore e di possedere il cinismo della madre (salvo poi fare un leggero dietrofront per ovvi motivi, la cultura in cui vive, l’ammonizione del vicino figo che magari le piace, etc. etc. Ha pur sempre 14 anni), mentre adesso tocca ad Henry dimostrare la prontezza del padre. Più che detestabile, io ho trovato la storyline azzeccatissima e mi aspetto molto da questi due pseudomocciosetti.

    In ultimo, sono contento per il salvataggio in extremis di Nina e temo anch’io una lovestory tra lei e Stan (che cosa orribile, bleah) soprattutto dopo l’annuncio che la moglie di Stan sarà series regular dalla prossima stagione. La cosa puzza troppo di dinamiche familiari sconvolte ma, in fondo, se Elizabeth sì è lasciata affascinare da Gregory (e te credo), è quasi logico che Nina ceda al fascino di Stan (che io proprio proprio non vedo).
    Spero però non sia così.

    Keri Russell FE-NO-ME-NA-LE. Nient’altro da aggiungere.

    p.s. hai dimenticato di parlare dell’”approfondimento psicologico” :)

    Rispondi

  2. Amen.
    No, davvero, cos’altro aggiungere a una recensione così? Hai davvero centrato il punto e fatto un’analisi profonda e accurata di un episodio meraviglioso di una serie che si sta rivelando una delle migliori serie degli ultimi anni.

    Rispondi

  3. KilgoreTrout 14 marzo 2013 at 11:03

    Ennesimo episodio tesissimo e splendidamente interpretato.
    Io penso che il rapimento dei due protagonisti non avesse la funzione di farci temere che fossero stati scoperti (come detto nella recensione è troppo presto), ma più che altro serve ad alimentare quel clima da “trust no one” e paranoia.
    E questo clima qui, unito a metodi di spionaggio vintage, mi ha fatto ripensare a quel gioiellino di Rubicon (certamente lì c’era meno azione però), che ancora oggi grida vendetta per non essere stato rinnovato.

    Rispondi

  4. Ottima recensione per una puntata coi fiocchi.
    Devo dire la verità, fino a quando non ho visto tutte quelle foto dei figli io non avevo mica capito che erano i russi i mandati. Sono un po’ tarda, lo so.
    Preme sottolineare l’immensità dei due protagonisti, li trovo perfetti nel ruolo ed eccellenti nella recitazione (i parrucchini un po’ meno, ma siamo sempre negli anni 80, mica nel 2005 come in Revenge).
    La storia dei figli non mi è dispiaciuta anche se inizialmente ho avuto paura che fossero cretini come i figli di Alicia Florrick. E di figli inutili ne abbiamo già abbastanza.

    Rispondi

  5. Serie davvero davvero bella. Fra le poche di cui si aspetta con ansia l’episodio successivo. Avevo qualche dubbio sull’ambientazione anni ’80, invece è riuscitissima.
    E scusate l’off topic, ma devo dire che anche la sigla è semplicemente stupenda.

    Rispondi

  6. E C C E Z I O N A L E

    Rispondi

  7. Complimenti per l’ottima recensione!!!
    Episodio fantastico,non c’è molto altro da dire..ah sì,io fino a che non è apparsa Claudia mica l’avevo capito che erano i Russi :P

    Rispondi

  8. Serie sempre più straordinaria. Questo è stato un episodio fantastico.
    Credo si debba fare una riflessione ulteriore sulle vicende dei figli: serve per dimostrare come sia un forte punto debole delle due spie sovietiche, perché il sistema familiare (un fratello, un nonno etc…) non esiste per loro.
    Nel momento in cui Elizabeth è catturata, i due figli sono di fatto abbandonati. Non hanno nonni, zii, cugini. Philip e Elizabeth lo sanno. Questa è la loro preoccupazione principale.

    Little Hill ha scritto:

    E scusate l’off topic, ma devo dire che anche la sigla è semplicemente stupenda.

    Soprattutto la schermata di Missile Command! :-)

    Rispondi

  9. Già dato le mie 5 stellette all’episodio, le estendo anche alla recensione, davvero ottima. In altre discussioni si parlava della differenza tra un riassunto ed una recensione. Ecco, basterebbe il link a questo articolo per spiegarlo meglio e senza troppi giri di parole.

    Circa la curiosa definizione di “family drama”, se applicata a una spy-story, ricordo che qualcuno disse lo stesso circa “I Soprano”, anche se lì, come in quasi tutte le ganster story, il concetto di “famiglia” assumeva un significato ancora più esteso… Non so però se sia ancora il caso di “The Americans”, dove la famiglia più che incarnare dei valori radicati, di lealtà, di rispetto reciproco o appunto di fiducia, di luogo in cui insomma sentirsi protetti e al sicuro, assume più la funzione di copertura, quasi una farsa per nascondere la vera identità, ma in cui i veri pericoli, come abbiamo visto, vengono spesso proprio dall’interno. Sicuramente una buona metafora per descrivere il cambiamento in atto all’interno della famiglia, non solo quella americana, ma i cui protagonisti, più che i nuclei famigliari o le opposte fazioni ideologiche, mi sembrano ancora una volta i singoli individui, e cosa essi sono disposti a fare per sopravvivere in una società che sta e che li rapidamente cambiando. Non un family-drama nel senso classico quindi, diverse le dinamiche, e sicuramente molti spunti di riflessione sulla famiglia come maschera, ma l’intreccio narrativo legato al cambiamento socio-politico in atto rimane ancora il nucleo centrale.

    Passando a quello, ovviamente no, credo che nonostante il torturatore dal perfetto accento americano, nessuno di noi abbia davvero pensato che quella potesse essere la vera FBI o che Philyp fosse stato davvero sgamato ancora prima dei titoli di testa, senza che però, almeno nel mio caso, la tensione relativa alla situazione ne abbia risentito più di tanto. La vera sorpresa infatti arriva dopo, quando Elizabeth corca di botte Claudia, una reazione che credo nemmeno lei si aspettasse, una scena davvero impagabile.

    Anche se i miei personali applausi, per una volta, vanno al piccolo Harry, è vero, personaggio che insieme alla sorella è ancora molto abbozzato, anche perché all’oscuro di tutto, ma lasciatamelo dire, che soddisfazione, vedere finalmente un bambino che di fronte ad un possibile pericolo reagisce esattamente come farebbe chiunque nella vita reale. Chi ha la sfortuna di seguire “The Following” sa a cosa mi riferisco… E gniente, poi ovviamente c’è Nina, personaggio che adoro, ancora più dell’indecifrabile Elizabeth, e che spero continuerà a regalarci altre soddisfazioni. Buona la sesta. E bene così.

    Rispondi

  10. Little Hill ha scritto:

    E scusate l’off topic, ma devo dire che anche la sigla è semplicemente stupenda.

    A parte il fatto che io non lo trovo OT, ma non posso che essere d’accordo. Vogliamo parlare della chicca di Babbo Natale con la faccia di Karl Marx?
    Avevo già trovato splendido il teaser con la falce ed il martello che incombono sulla tranquillità dei sobborghi!

    Pogo ha scritto:

    Nel momento in cui Elizabeth è catturata, i due figli sono di fatto abbandonati.

    Non avevo riflettuto su questo, ma effettivamente il loro spezzone lo sottolinea efficacemente.

    Namaste ha scritto:

    vedere finalmente un bambino che di fronte ad un possibile pericolo reagisce esattamente come farebbe chiunque nella vita reale

    Proprio chiunque no, è troppo forte e razionale come reazione per un bambino di 10 anni (infatti poi si bagna i pantaloni) motivo per cui mi piace giustificarla con una predisposizione genetica; un qualsiasi bambino però almeno avrebbe provato a gridare ed a prendere a calci il tipo losco. A differenza di altri bambini idioti come dici tu.

    Rispondi

  11. Questo episodio, tra le altre cose già ricordate da tutti e da Alice (le tue recensioni sono sempre molto centrate e stimolanti), a me è piaciuto particolarmente per il grande lavoro sui personaggi. Se ne stanno costruendo le sfaccettature con una certa eleganza, senza fretta – quando spesso l’errore più grosso è farsi prendere la mano dalla voglia di raccontare tutto, troppo (e quei flashback continui nelle prime puntate me lo avevano fatto un po’ temere).
    Quand’è che la fiducia diventa fede cieca? Fino a che punto fidarsi di qualcuno (o qualcosa) può forzare il distacco critico,far abbassare le difese e sospendere le cautele? Queste alcune delle domande che mi sono venute in mente dopo aver visto l’episodio. Non era facile trattare la cosa su diversi livelli, specialmente aggiungendo il livello che riguarda i figli – anche se è intrigante espandere la questione al problema generazionale. Personalmente non ci ho letto dei parallelismi con i personaggi dei genitori, ma proprio un modo per declinare ulteriormente la questione centrale della fiducia. Riguardo al problema che mi sono posta anch’io su che fine farebbero se i genitori scomparissero, mi sembra uno spunto interessante per il futuro – anche se per ora non possiamo escludere che non abbiano un godfather/godmother di emergenza.

    Rispondi

  12. Questa serie continua a dimostrare di essere la miglior novità di quest’anno,niente da dire sia sulla puntata,che sulla recensione.Fuck yeah.

    Rispondi

  13. Solo a me la sigla rammenta quella di “Attenti a quei due” degli anni Settanta?

    Rispondi

  14. puntata stupenda e ottima recensione.
    solo io ho pensato ,visto l’ esperienza in interrogatori “bruschi” ( eufemismo) , a un rapimento da parte della Cia e non dell’ Fbi o Kgb ?

    Rispondi

  15. Davvero appassionante. Quando hanno rapito Philip alla cabina mi è preso male.. e lui bravissimo ad interpretare Gregory fino all’ultimo. Ma mentre lo menava per me è stato lampante che erano i sovietici a caccia di talpe..e mi è quasi sembrato un po’ banalotto.. non ho invece afferrato la sfumatura su Elizabeth. Mi stupiva e mi chiedevo perchè Philip era massacrato di botte e lei comoda a guardare le pareti di una cella, ma non avevo realizzato che le dichiarazioni di Elizabeth fossero quelle che lo avevano messo in pericolo. Ma quindi vuol dire che anche dopo il loro inizio di relazione sentimentale, lei ha continuato a blaterare su di lui con Madre Russia? Io avevo capito che non lo aveva più fatto. Voi cosa avete capito?
    Storia dei ragazzini uhmm non mi ha convinto moltissimo.. ma proprio l’unico maniaco/schizzato che c’è lo devono beccare loro??? Certo se la sono cavata bene nella difficoltà. Ma che imparino dai loro errori, basta figli dementi nelle serie tv!!!

    Rispondi

  16. @Ashja:

    No secondo me Elizabeth ne ha parlato solo quella volta in cui è andata alla “base”,però credo che per i Russi sia stato sufficiente per avere dei dubbi..almeno questo è quello che ho inteso io :)

    Rispondi

  17. @Holly:
    ..ma allora perchè Philip si è arrabbiato? Lo sapeva già.. pensavo fossimo andati oltre.

    Rispondi

  18. @ Ashja:
    Non sono così sicura che lo sapesse già,non glielo aveva tenuto nascosto?

    Rispondi

  19. Holly ha scritto:

    @ Ashja:
    Non sono così sicura che lo sapesse già,non glielo aveva tenuto nascosto?

    Uhmm la timeline dovrebbe più o meno essere così: prima hanno fatto vedere lei che ammetteva con i superiori quanto Philip si fosse “ben adattato” agli USA, poi c’è il loro avvicinamento emotivo, e subito dopo Philip ha un confronto con Elizabeth sulle informazioni che lei passa ai loro handler. Decidono di provare a stare insieme e successivamente lei nasconde ai superiori che Philip non aveva dato tutte le info a Madre Russia sullo sparo al presidente, quindi lo protegge.
    Io lo ricordo così. A questo punto mi chiede che senso ha che Philip si arrabbi su una questione reatroattiva di cui era già a conoscenza? A meno che lei di nuovo non abbia detto qualcosa durante il rapimento?

    Rispondi

  20. @ Ashja:
    Elizabeth ha più di una volta detto ai suoi superiori che le sembrava che Philip si stesse adattando fin troppo bene allo stile di vita americano, che aveva dei dubbi sulla sua dedizione alla causa sovietica. Successivamente all’avvicinamento tra i due, ha detto ai capi che non aveva dubbi su di lui, che si era sbagliata. Ma, evidentemente, il fatto che negli anni passati lei avesse riportato la cosa ha lasciato nei capi il dubbio.
    Philip non sapeva nulla di tutto questo, non c’è nessuna scena in cui Elizabeth dica “by the way, ho detto ai capi che avevo dei dubbi su di te”. Evidentemente, Philip si arrabbia perché lo vede come un tradimento “personale”, come qualcosa che si riferisce alla loro intimità di marito e moglie. Inoltre, il fatto che questa scoperta avvenga dopo che si sono riavvicinati, amplifica la cosa: lui è innamorato di Elizabeth e del loro essere coppia, e il fatto che lei abbia fatto rapporto su di lui fa ancora più male alla luce del fatto che ora la relazione tra loro stava iniziando a funzionare.

    Rispondi

  21. Alice Cucchetti ha scritto:

    non c’è nessuna scena in cui Elizabeth dica “by the way, ho detto ai capi che avevo dei dubbi su di te”.

    AH fantastico!! Ok quindi me la sono pure immaginata!!!
    Beh almeno così dal punto di vista emotivo/logico il discorso torna e Philip ha tutti i motivi per essere incazzato.
    Grazie! Vedrò di rivedermelo.

    Rispondi

  22. @ Alice Cucchetti:
    ora è tutto chiaro!grazie di aver risolto i nostri dubbi :)

    Rispondi

  23. E gniente. Quando la bellezza di un episodio diventa oggettiva. Non volevo dirlo prima perchè temevo che qualcuno avrebbe potuto rovinare la media, ma volevo solo far notare che dei 17 voti dati fino a questo momento all’episodio, solo 17 di questi lo hanno valutato con 5 stelline. Non so cosa dicano le statistiche del sito in questi casi, o se qualcuno ne tiene conto, ma credo che sia un record!

    Rispondi

  24. Namaste ha scritto:

    ma credo che sia un record!

    non credo, devo controllare. Ma per dire, Full measure di Breaking bad ha una media di 4.99 su ben 177 voti. Mi sa che il top player è proprio lui.

    Rispondi

  25. Daniela G. ha scritto:

    Namaste ha scritto:
    ma credo che sia un record!
    non credo, devo controllare. Ma per dire, Full measure di Breaking bad ha una media di 4.99 su ben 177 voti. Mi sa che il top player è proprio lui.

    Ah però…

    Rispondi

  26. @ salvag:
    No,anche io ci pensai subito!!
    Questa serie mi sta facendo impazzire,al punto che già sto riguardando le prime puntate e la passo a chiunque. Keri Russel bravissima ma anche Matthew Rhys,che non conoscevo per niente,fenomenale.

    Rispondi

  27. Per me l’attimo finale è stato quello che hafatto più male….

    Rispondi

  28. Quei figli improvvisamente abbandonati mi hanno fatto pensare a quanto quelle fragili e inconsapevoli creature vivano e crescano con una bella spada di Damocle penzolante sopra le loro testoline, altro che figli di coppie di fatto, di genitori dello stesso sesso! Vivono in un nido che è solo apparenza, con due “parents” che recitano mille parti compresa quella dei genitori e potrebbero perdere tutto in un solo attimo. Che pena!

    Rispondi

  29. Bella recensione e grande puntata, molto serrata nel ritmo (e angosciante) nella prima metà, più riflessiva e introspettiva sul finale… Che grande lezione di (s)fiducia che hanno avuto tutti, tra Elizabeth tradita dalla Patria (la scena in cui mena Claudia è stata un gigantesco “WHAAAAT?” seguito da un “dagliele di santa ragione!!), Philip che scopre che Elizabeth non è sempre stata dalla sua parte (come mi spiace che si siano trovati un’altra volta a litigare questi due…), mentre da contraltare abbiamo una Nina che si fida (a ragione) di Stan, uscendone in una posizione migliore da quella da cui era partita (non volevo creare un doppio senso, ma un po’ c’è… XD).

    La parte dei due bimbi non era così male, di fatto ci ha mostrato che non sono due cretini e se la sanno cavare anche loro!! Quindi, come sempre: grande scoperta questa serie, son contento di aver iniziato il recupero, merita davvero!

    P.S. Si, pure io avevo capito dopo 3 minuti che il rapimento di Elizabeth e Philip era una farsa, ma che ansia le scene dei due rapimenti (quella di lei in particolare!!).

    Rispondi

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>